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lunedì
4
febbraio

Romanzo di una strage

4 febbraio 2013

Lunedì 4 febbraio ore 20

Proiezione del film “Romanzo di una strage” di Marco Tullio Giordana sarà presente l’autore del libro da cui è tratto, Paolo Cucchiarelli

Sono trascorsi 43 anni da quel maledetto 12 dicembre a Milano: 43 anni senza giustizia per le 17 vittime di quella bomba.

Che sono diventate 20, se si considera la morte di Pinelli, di Calabresi, e del tassista Cornelio Rolandi, morto “ufficialmente” d’infarto.

Rolandi, il testimone che dichiarò di avere trasportato Valpreda riconoscendolo come l'uomo che era sceso quel pomeriggio dal suo taxi in piazza Fontana e che recava con sé una grossa valigia, era iscritto al partito Comunista, chiese innanzitutto ai suoi dirigenti di poter testimoniare, ci andò solo dopo aver bene riflettuto e discusso con molti esponenti del Pci, il 16 dicembre.

12 dicembre 1969: quella data ha cambiato per sempre la storia d’Italia aprendo la via agli anni di piombo, a una vera e propria guerra civile tra ragazzi degli opposti schieramenti che si massacrarono a vicenda (l’ammontare dei caduti e dei sopravvissuti “per modo di dire”, cioè con gravi handicap agli agguati e agli scontri di piazza è incalcolabile).

Ma quello che davvero conta e brucia è che per tutti questi morti, non c’è stata giustizia; quello che davvero conta è che ci sono 30 anni di buio, tra stragi e nascita di gruppi eversivi di ogni genere, che hanno lasciato il segno nella vita di tanti innocenti cittadini. Quello che davvero conta è che non si è ancora messo la parola “fine” all’odio tra opposti estremismi.

Quarant’anni passati invano a ricucire una ferita profonda nell’opinione pubblica poiché per la vicenda di piazza Fontana non si è mai trovato nessun mandante e nessuno è stato condannato. Nessuna giustizia. "La verità esiste" (così recita la tag-line sulla locandina del film), una verità che sa di sentenza, al posto di quella giustizia italiana che non è stata in grado di affrontare. (Nessuna condanna definitiva, assoluzione di ogni accusato, una decina di processi rimasti senza un colpevole).

La pellicola avvia dalle primissime immagini un meticoloso processo di ricostruzione, e di approccio alla strage, partendo dalla prima fase dell' "autunno caldo" con le manifestazioni studentesche e dei lavoratori che scendono in piazza, i primi scontri con le forze dell’ordine e la morte del giovane poliziotto Annarumma avvenuta quasi un mese prima del fatidico evento.

Io so. Io so i nomi dei responsabili della strage di Milano del 12 dicembre 1969 [...] Io so. Ma non ho le prove. Non ho nemmeno indizi. Io so perché sono un intellettuale, uno scrittore, che cerca di seguire tutto ciò che succede, di conoscere tutto ciò che se ne scrive, di immaginare tutto ciò che non si sa o che si tace; che coordina fatti anche lontani, che mette insieme i pezzi disorganizzati e frammentari di un intero coerente quadro politico, che ristabilisce la logica là dove sembrano regnare l'arbitrarietà, la follia e il mistero¹
Pier Paolo Pasolini

 

Elia Cevoli

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