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10 febbraio Il giorno del Ricordo

4 - 29 febbraio 2012

nelle Biblioteche del Sistema, a febbraio ATTENZIONE! IN CASO DI NEVE LE INIZIATIVE DEL 10 SI CONSIDERANO POSTICIPATE

Nel Secondo dopoguerra, sul confine orientale, a Trieste e nell'Istria 350.000 italiani abitanti dell'Istria, di Fiume e della Dalmazia dovettero scappare ed abbandonare la loro terra, tutti i loro affetti, inseguiti dalle truppe jugoslave. Decine di migliaia i civili gettati nelle Foibe o morti nei campi di concentramento Titini.

La loro unica colpa era di essere italiani .

Nel 2004, dopo quasi sessantanni da quell’eccidio di massa, la Repubblica Italiana riconosce il 10 febbraio quale "Giorno del ricordo" al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell'esodo dalle loro terre.

Le Biblioteche di Roma sono state tra le prime Istituzioni a programmare eventi per aprire questa pagina di storia appositamente e vergognosamente nascosta per tutti questi anni, e completamente "dimenticata" anche nel 150° Anniversario dell'Unità d'Italia.
Pagine di storia strappate

In base alle fonti più accreditate gli uccisi e scomparsi tra il 1943 e il 1948 nelle foibe per mano dei partigiani jugoslavi e della loro polizia segreta OZNA, per fucilazione in varie zone dell'Istria e della Dalmazia, per annegamento al largo di Zara e di Fiume, per morte avvenuta nei campi di concentramento jugoslavi, la cifra complessiva delle perdite umane si aggira sui 12.000 individui. Quanti italiani morirono scaraventati nelle foibe non ci è possibile dirlo, una stima piuttosto vicina alla realtà ci fa dire che non meno di 5.000 persone morirono precisamente in quel modo orrendo. Tuttavia lo Stato italiano e molti storici comprendono nella categoria degli "infoibati" anche coloro che furono uccisi e sepolti nelle cave di bauxite o di pietra, nei campi di concentramento e gettati in fosse comuni e gli annegati in mare per questo si parla poi di 12.000 e oltre. 

Considerato che molte iniziative sono state annullate causa maltempo, le Biblioteche di Roma ritengono  di dover chiedere SCUSA agli esuli giuliano dalmati e si impegnano sin da oggi a prolungare e rinforzare un palinsesto di eventi che non si limiti a un solo giorno ma che, eterogeneo e bipartisan, porti in tutte le biblioteche del Sistema, e alle Istituzioni Scolastiche laddove possibile, la conoscenza di ciò che è successo al confine orientale, ciò che hanno subito i nostri esuli "in una patria matrigna", che li ha accolti con veri e propri "assalti alle diligenze" (ai treni che li trasportavano, con sputi e fischi e furti ai pochi beni che avevano con sè), e dove è tempo che trovino giustizia e ascolto.

gli esuli furono la più bella espressione d’amore che l’Italia abbia mai ricevuto. Chissà se l’Italia ha meritato tanto amore” (Mons. Camozzo, ultimo vescovo di Fiume)

“Io penso che quello che gli esuli hanno dato all’Italia sia troppo rispetto a quanto hanno ricevuto.

Il senso del mio essere qui stasera e in ogni nostra iniziativa simile, tesa a ristabilire la verità storica, è quello di voler restituire a loro un po’ d’amore”

Paola Frassinetti – vice presidente della Commissione Cultura della Camera


Elia Cevoli