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Valeria Solarino in La Signorina Giulia di August Strindberg

13 - 26 febbraio 2012

Teatro Eliseo dal 14 al 26 febbraio 2012

La «Signorina Giulia» è la sensuale Valeria Solarino, al suo debutto teatrale, che interpreta la parte non facile di Giulia, la figlia del conte, che, nella Notte di mezza estate, la Midsommarnatten di August Strindberg che la scrisse nel 1888, si fa sedurre dal servo Jean rovesciando tutti i modelli esistenziali dell’epoca, nonchè il gioco del ruolo in amore tra il maschio e la femmina.Con maestria e acuta fantasia onirica, il bravo Valter Malosti, dirige e interpreta la sua personale magica visione dell' immortale personaggio strindberghiano. Valter Malosti, regista e attore a fianco della Solarino nel ruolo del servo Giovanni, riesce abilmente a dare rilievo ai temi e alle atmosfere nordiche, comuni alla tradizione di Strindberg e Ibsen, e ad interpretare un Giovanni spregiudicato, a tratti romantico, a tratti di un’inquietante malvagità. La tragedia di Strindberg si svolge nella Svezia conservatrice di fine ’800, precisamente durante la “Midsommarnatten”, la notte di mezza estate, che occupa tanta parte dell’immaginario dei paesi del nord Europa: tradizione vuole che durante questa notte dedicata a San Giovanni, si cada preda della voluttà dei sensi e ci si abbandoni a scatenamenti orgiastici. È in questa notte magica che la contessina Giulia, la padrona, e Giovanni, il servo di suo padre, varcando la soglia della distinzione di classe, si abbandonano al piacere, superando la consueta distinzione tra uomo e donna, servo e padrona, ritrovandosi preda di un vorticoso gioco un po’ perverso, in cui tutti i ruoli sembrano invertirsi in modo inverosimile e paradossale. Con tanto di discesa agli inferi.  Ella scende fisicamente, recandosi nella “funesta” cucina, e metaforicamente, poiché desiderosa di contravvenire alle regole imposte, spogliandosi dei suoi abiti nobili e mischiandosi alla servitù. A fare da contraltare alla discesa c’è, dall’altro lato, il movimento in senso opposto, verso l’alto, che caratterizza il personaggio del servo Giovanni: opportunista sfacciato, Jean brama con cupidigia ossessiva la scalata sociale e sogna di arrampicarsi su un albero, sempre più su, fino a raggiungerne le vette più alte.