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Quando ci batteva forte il cuore di Stefano Zecchi

12 luglio - 31 dicembre 2011

Sezione Narrativa, ed. Mondadori

Stefano Zecchi compie una grande ricostruzione storica di un periodo a lungo dimenticato dalla Repubblica italiana: la tragedia di Pola.

Il libro si apre nel ' 43, durante l’ occupazione tedesca e sotto le  bombe alleate, e termina con l' ignobile annessione alla  Jugoslavia il 10 febbraio 1947.

Siamo a Pola nel 1945 e il piccolo Sergio è stato cresciuto dalla madre Nives, una pasionaria coraggiosa che all’arrivo dei titini non indugia a mettersi in prima linea nella lotta per l’indipendenza e l’identità italiana di Pola. Flavio, che si è scontrato con la durezza della guerra, cerca di contrastare questa volontà di Nives per il bene della famiglia, ma i suoi tentativi saranno vani, Nives scompare. 

È allora che i due protagonisti (Sergio, un bambino di sei anni, e il padre) tentano un fuga disperata per sottrarsi alla repressione e alla morte, attraversando il confine e rifugiandosi in Italia.

Un viaggio segnato dai rumori, dagli odori, dai colori forti della  tragedia che sconvolse gli italiani dell’Istria alla fine della guerra; che conobbe l’orrore delle foibe, delle stragi, delle uccisioni di massa, per colpire italiani e fascisti.

Attraverso questa viaggio si compie il lento miracolo della riscoperta del legame di un padre con un figlio, che da perfetti sconosciuti impareranno ad amarsi e a ristabilire il ritrovato ruolo paterno all’interno della famiglia – ruolo che nel libro riceve il giusto omaggio.

L’opera di Zecchi, così carica di pathos nel farci vivere precisi episodi storici e descrivendo con meticolosità il quadro politico dell’epoca , pur essendo un romanzo interpreta la tragedia istriana e dalmata meglio di taluni studiosi.

Stefano Zecchi nato a Venezia, è ordinario di Estetica all'Università degli Studi di Milano. Attento e sapiente osservatore dei cambiamenti culturali e sociali del nostro paese, riesce a rendere accessibile ai più la materia filosofica, senza scadere nella banalità. Tra i suoi libri ricordiamo: Fenomenologia dell’esperienza (1972), Utopia e speranza nel comunismo (1974), La fenomenologia dopo Husserl nella cultura contemporanea (1978), La fenomenologia (1983), La magia dei saggi (1983), La fondazione utopica dell'arte (1984), La bellezza (1990), Verso dove (1991), Storia dell'estetica (con Elio Franzini, 1995) e, per Mondadori, Sillabario del nuovo millennio (1993), Il brutto e il bello (1995), L'artista armato (1998), i romanzi Estasi (1993), Sensualità (1995, premio Bancarella 1996) e L'incantesimo (1997).

Elia Cevoli