biblioteche, roma, libri, cd, dvd, prestito, consultazione, autori, editori, scuole, lettura, multicutura, multietnica, internet, wifi, biblioteche roma, biblioteche comune di roma

Menu

martedì
26
marzo

Leggere in digitale

martedi' 26 marzo ore 16

Alla presentazione di questa sera del volume Leggere in digitale (a cura di AIB Lombardia)
intervengono: Cinzia Mauri - l'autrice
, Giovanni Solimine - professore ordinario di "Biblioteconomia" e di "Management delle biblioteche"presso la Facoltà di Lettere a La Sapienza, dove ha diretto dal 2008 al 2010 il Dipartimento di Scienze del libro e del documento, e Gino Roncaglia, filosofo e saggista.

 

 Leggere in digitale

Leggere è l'esperienza che forse più di ogni altra determina l'accrescimento: permette lo sviluppo di capacità cognitive complesse, modella le capacità di pensiero, educa all’esperienza, contribuisce alla realizzazione della cultura collettiva e delle personalità individuali.Oggi che le attività di tutti i giorni dipendono isempre piu' dagli strumenti tecnologici e dalle connessioni alla rete, anche le abitudini culturali e l’atto di leggere  si trasformano. Siti internet, short message, videogiochi interattivi: per comunicare, divertirci, lavorare dipendiamo sempre di più dal web.
La fruizione testuale, per effetto dei tempi e delle dinamiche del web, non ha più una dimensione di profondità, ma si espande senza approfondire in un sapere mobile e sono soprattutto i più giovani, immersi dalla nascita in una società digitale, a esserne dipendenti. Che effetto hanno la frammentarietà e i contenuti  della rete sulla lettura e sulle abilità cognitive ad essa connesse? Quali competenze possono acquisire i ragazzi abituati alla fruizione di ipertesti e alla simultaneità degli strumenti digitali?
Individuare strategie accattivanti per la promozione della lettura intensiva e delle competenze di cui è veicolo diventa fondamentale per attrarre le generazioni cresciute nella rete e coinvolgerle nell’esperienza creativa e formativa della lettura.

 

Uno studio recentemente svoltosi all'Universtità Bicocca di Milano ha rilevato questi dati.

Al giorno d'oggi bambini già dai 3 anni o anche meno utilizzano I PAD o I PHONE come se fossero giocattoli per la prima infanzia. Non si capisce bene come, ma la touch generation riesce giocando ad aprire applicazioni ed il 9% persino a navigare su Internet. Sono degli ultra sapienti in nuove tecnologie, ma ultra inesperti nel ragionamento, nella riflessione e nella capacità di ascolto.Tra gli 8 e i9 anni già possiedono un cellulare e tra i 9 e i 13 già chattano su facebook. La touch generation si divide in 4 grandi gruppi.
La generazione touch sono i bimbi da 0 a 3 anni che non usano il mouse ma solo computer touch.
I nativi digitali dai 3 ai 12 anni che non guardano la televisione ed hanno a disposizione molti videogiochi.
I millennials dai 14 ai18 anni che sono ottimi conoscitori della tecnologia ma cresciuti nell’era della t.v.
Infine i migranti digitali dai 18 ai 25 anni sono molto spesso studenti che hanno scoperto dopo il digitale.
I bambini touch sono abituati a risolvere i problemi che gli pongono i videogiochi, mentre la scuola è un universo molto diverso da quello in cui vivono, una realtà molto più lenta e ferma.

Ma in tutto questo contesto, quanto guadagna e quanto ha da perdere la "cultura"nel senso del " coltivare", dalla “cura” verso gli dei, quello che tuttora chiamiamo culto, alla coltivazione degli esseri umani pienamente realizzato grazie a una educazione o formazione. In che modo si sta trasformando il complesso di conoscenze (tradizioni e saperi) che ogni popolo considera fondamentale per rappresentare la propria identità, contrapposta alla «negativa» naturalezza degli impulsi - cosa di cui la generazione Touch vive,  appunto ?

Non limitiamo poi la riflessione al mondo delle future generazioni, ma affrontiamo anche come si è evoluta la comunicazione attraverso i nuovi media. Non vi è giorno che non venga messa sul mercato una nuova "app" per rendere le informazioni più fruibili e comprensibili e rivolte al maggior numero di utenti possibili, a prescindere dal loro bagaglio culturale. Chi non si adegua è tagliato fuori dalla comunicazione. I canali tematici All News sono a disposizione 24 ore al giorno, ma non sono altro che una giostra di agenzie scadenzate ogni quarto d'ora, di notizie raccontate in pochi secondi, e non certo approfondite. I giornali ormai sono on line e on line si cerca "on demand" quel che si vuole sapere... quanto è lontano il momento sacro in cui il giornale entrava in casa e solo il capofamiglia poteva aprirlo per primo e passarlo poi al resto della truppa dopo ore e ore di lettura, non facendo altro che far accrescere la curiosità di aprire quella sorta di mondo magico..Tutto questo infine porta realmente il fruitore ad avere una maggiore acquisizione di conoscenza in altri tempi ostacolata magari dalla difficoltà di reperire dei testi o di seguire le proprie passioni per i motivi più svariati, dai trasporti alle condizioni economiche svantaggiate?

In sostanza, quanto il saper tutto di tutto ma a un livello superficiale ai nostri tempi vale di più rispetto a quando noi aprivamo  volumi polverosi per fare le odiatissime "ricerche", e crescendo poi ci si divideva in gruppi di interesse e di discussioni con gli amici, con relativi scambi di libri sottolineati e frasi riprese sulle famose Smemorande e mostrate con fierezza a mo di slogan?

Quanto stiamo perdendo? Anche in termini di capacità di attenzione. Dopo quanto tempo, (ce lo siamo chiesto?) cala la nostra attenzione sull'interlocutore e si pensa ad altro, qualsiasi sia l'argomento affrontato, da un'amica in pena a una rigirata del capo. Pensieri, immagini veloci che circolano nella nostra mente come nel web....

Di tutto questo si potrà discutere stasera

Elia Cevoli

 

 

GOFFREDO MAMELI - Via del Pigneto 22, 00176 Roma – Tel. 06 45460541

goffredomameli@bibliotechediroma.it