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maggio

Enzo Tortora: La chitarra di Mazzini

10 - 15 maggio 2011

14 maggio ore 21.30

Apertura notturna straordinaria

La chitarra di Mazzini: parole e musiche dall’esilio.

Letture-spettacolo, interpreti: Fabio Refrigeri e Marco Prosperini. Testo e regia di Emanuele Merlino.

Giuseppe Mazzini ha vissuto in esilio gran parte della sua vita. Dall’estero pianificò rivolte e rivoluzioni per raggiungere il sogno di tutta la sua vita: fare dell’Italia una nazione unita e repubblicana.

Ma se della sua attività rivoluzionaria si conosce quasi tutto, meno nota è la sua passione per la musica a cui dedicò un trattato dal titolo “Filosofia della Musica”. Ancor meno nota è la sua abilità come chitarrista.

 Mazzini scrive la “Filosofia della Musica” nel 1836 dopo quel momento di profonda la tempesta spirituale nota come “la tempesta del dubbio”:

...dedicata ad un “Ignoto Numini” che, per stessa confessione dell’autore, ha il compito di “trarre la musica dal fango o dall’isolamento in che giace per ricollocarla dove glia antichi grandi, non di sapienza, ma di sublimi presentimenti l’avevano posta accanto al legislatore ed alla religione ”. Secondo Mazzini gli antichi avevano, dell’arte musicale, soltanto il germe (la melodia), non riuscivano a oltrepassare l’accompagnamento. Ma in quei popoli vi era una fede alla base alla base dell’“Istinto all’Unità ”, fondamento di tutte le grandi cose. In Italia, continua Mazzini, la musica nasce nel XVI secolo con Palestrina che “tradusse il Cristianesimo in note”. Secondo Mazzini elementi generatori della musica sono la melodia, simbolo dell’individualità il cui massimo esperto fu il bolognese G. M. Martini (vissuto nel periodo classico e maestro anche di Mozart ), e l’armonia, simbolo del pensiero sociale, magistralmente rappresentata da Rossini , “Titano di potenza e di audacia. Il napoleone d’un epoca musicale”. Mazzini vedeva in Rossini quell’“Ignoto Numini” che doveva “spiritualizzare ” la musica “riconsacrandola con una missione ”. Probabilmente quell’“Ignoto Numini” era già nato e, come ha scritto Massimo Mila : “Mazzini steso gli aveva aperto il cammino, additando agli artisti italiani un altro dei valori attraverso i quali era possibile placare la struggente ansia individualistica del Romanticismo: ‘Dio e Popolo’. ” Infatti l’individuo è naturalmente portato a tendere verso l’infinito, definito da Mazzini stesso “l’anelito delle anime nostre”, inserendo l’elemento divino e se stesso in quell’entità collettiva rappresentata dal popolo. 

 “I passettini incerti di un bambino, il soffio del vento, il rumore della penna che scrive versi o che proclama una costituzione, l’urlo straziato di un patriota davanti al plotone d’esecuzione non sono altro che musica.”Lo spettacolo racconterà in forma di monologo questa passione e l’amore di Mazzini per l’Italia: tra i suoi giudizi su Rossini e il ricordo/rimpianto per gli amici caduti rivivremo la storia più intima di uno dei principali protagonisti del Risorgimento accompagnati dalle musiche che lo stesso suonava nelle notti lontano dall’Italia.

LO SPETTACOLO

Il pubblico scoprirà che per il rivoluzionario genovese musica e rivoluzione erano un’unica corda dell’anima.“Ho sempre pensato che la musica non fosse quello che voi oggi chiamereste “colonna sonora” ma, bensì, uno stimolo, un soffio del cuore. Dell’anima.”

Ampia sarà la parte musicale che ripercorrerà le parole di Mazzini e il suo tempo: una chitarra, un flauto e un violino ad accompagnare il monologo dell’attore e a segnare i cambi di scena, i passaggi dalla storia personale di Mazzini – come il suo primo accostarsi alla musica – alla storia collettiva con l’esperienza della Repubblica Romana.Lo spettacolo metterà in luce un Mazzini diverso dall’austero rivoluzionario dei libri di storia.Fervente d’amore per l’Italia ma anche acceso amante di Rossini. Verranno drammatizzati alcuni sentimenti – come quello che lo legava alla madre di Mameli – e rivelati episodi poco conosciuti – come l’incontro con Nietzsche –.Verrà, infine, mostrato un eroe molto umano. Un italiano. Un padre della patria. Uno come noi.

Seguirà buffet.

BIBLIOTECA ENZO TORTORA - Via Nicola Zabaglia 27/B, 00153 - Tel. 06 45460601

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La notte dei musei