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Ugo Dighero in LOOK UP, AMERICA!

31 ottobre - 11 novembre 2012

Teatro dell’Orologio - Sala Grande fino all'11 novembre 2012

Al Teatro dell’Orologio di Roma “Look Up, America!”, dramma comico in cinque atti per un senza tetto e un manichino, scritto da Marco Melloni e da lui diretto insieme al protagonista Ugo Dighero (Conosciuto dai più per Mai dire Gol, Un medico in famiglia, Grandi domani, R.I.S - Delitti imperfetti, A voce alta). Dopo le rappresentazioni milanesi e romane, lo spettacolo sarà a dicembre al Teatro dell’Archivolto di Genova.
“Look up, America!” è un omaggio al volo, alla caduta, all’americanissimo destino dell’11 Settembre preannunciato dalla profetica interpretazione di un istrionico Dighero, che, nei panni di un uomo da marciapiede elargisce la sola cosa che possiede: una grande storia.
Sulle note di “The dark side of the moon” dei Pink Floyd e lo slogan della pubblicità della Coca Cola, sbuca un uomo dalla spazzatura sotto le Twin Towers, è lo stesso uomo che aveva inventato lo slogan: Look Up, America!”. A quel tempo era il responsabile del reparto comunicazione della Coca Cola, e come tutti gli americani puntava in alto. Investimenti sicuri, club esclusivi, ottimismo, fiducia: la ricetta del successo targata USA. Poi un giorno ebbe una profezia: la sua vita stava in equilibrio su un filo, e sotto era il baratro. Per ironia della sorte ebbe questa profezia proprio perché guardò in alto, verso quel pezzo di cielo che divideva le allora giganti Torri Gemelle. Il 7 agosto del 1974, infatti, alle 6.45 del mattino, il francese Philippe Petit mise a segno l’impresa più rischiosa, poetica e ardita della storia del circo: tese un filo tra la Torre Sud e la Torre Nord, a quattrocentododici metri d’altezza, e con il suo esile corpo vestito di nero camminò per otto volte avanti e indietro lungo i sessanta metri di filo, sfidando le correnti vorticose che lo sballottolavano su e giù, nel cielo. L’uomo della Coca Cola stava là sotto, guardava il funambolo, guardava le Torri, e ci vide l’inconsistenza e la precarietà dell’America intera. Philippe Petit venne arrestato 50 minuti dopo, rimpatriato, e finì subito nel dimenticatoio perché il 37° discorso del Presidente degli Stati Uniti gli scippò la fama mediatica. Ma non tutti si erano dimenticati di lui: anni dopo, in un desolato parco cittadino, l’ex uomo della Coca Cola, divenuto ormai un barbone, riconosce nel piccolo giocoliere che cerca di sbarcare il lunario quel folle poeta che aveva camminato sul cielo. I due si racconteranno le reciproche storie, incastrando il puzzle della propria ascesa e rovina con il crollo delle Torri Gemelle.


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