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venerdì
9
novembre

Tutte le volte che ce l'abbiamo fatta

9 novembre 2012

Venerdì 9 novembre ore 19

Mario Sechi presenta quasi in anteprima per noi il suo libro Tutte le volte che ce l'abbiamo fatta - Mondadori, 2012, in libreria dal 30 ottobre, presentato e stuzzicato dalla "nostra" Simonetta Bartolini, Presidente del Comitato Scientifico Pre.mio 2012, Critico letterario e giornalista membro della Giuria del Premio Strega.


Mario Sechi, 1968, sardo di Cabras, è il direttore del quotidiano romano "Il Tempo". Tra i principali opinionisti del Paese, apprezzato commentatore televisivo, esperto di politica interna e internazionale, ha iniziato la sua carriera a "L'Indipendente". È stato direttore dell'"Unione Sarda" e vicedirettore di "Panorama ", "Libero" e "Il Giornale".

Gli italiani hanno smesso di credere che una via d'uscita sia possibile, che la politica possa indicare una soluzione.

Questo libro è un .......... uno scossone, un invito a reagire, a svegliarsi e darsi una mossa. L'Italia è geniale e tenace e Mario Sechi lo dimostra raccontando le storie di chi ce l'ha fatta.

" L'Italia è un Paese che si sottovaluta, fermo sulla soglia del mondo, abitato da irrimediabili Peter Pan. Perché non siamo capaci di salire sul "cavallo bianco" della Storia? Perché viviamo in un luogo pieno di memorie ma senza memoria? Perché abbiamo costruito il futuro e non riusciamo a viverlo? "Tutte le volte che ce l'abbiamo fatta è una passeggiata in Paese sempre in bilico; una terra, al contempo, dalle straordinarie avventure e ricca di biografie esemplari.

Ripartiamo allora con Mennea, il ragazzino secco secco che sfidava in velocità le auto da corsa, pochi anni dopo sarebbe diventato l'uomo più veloce del mondo sui 200 mt. e il detentore di uno dei record più longevi della storia dell'atletica.

Ritroviamo la fede in noi stessi, nelle nostre capacità, e scappiamo lontano se dove stiamo non troviamo il modo per poterci esprimere: voliamo alto, rischiamo e mettiamoci in gioco. Come fece Modugno, il giovane di Polignano a Mare fuggito a Torino all'insaputa del padre per cercare fortuna, nel 1958 avrebbe vinto il Festival di Sanremo con Nel blu dipinto di blu, proiettando la canzone italiana nel mondo e raggiungendo le top ten delle classifiche europee e americane.

Sechi ci racconta l'Italia attraverso personaggi eccezionali come Alberto Sordi , le sorelle Fontana, Federico Fellini.

Ci ricorda che siamo figli di Collodi e Manzoni e anche geniali come Enrico Fermi o Guglielmo Marconi: come sarebbero le nostre vite oggi senza le loro scoperte? Eppure, parlando al telefono, nessuno ricorda che il suo inventore è stato un italiano, Antonio Meucci; utilizzando un oggetto di plastica, non si pensa a Giulio Natta e, seguendo una partita di calcio, il pensiero non va al "metodo" di Vittorio Pozzo, con il quale la Nazionale vinse due mondiali consecutivi: volti e storie di italiani che ce l'hanno fatta, sfidando i tempi e le convenzioni, ottenendo risultati e raggiungendo successi di cui ancora oggi dobbiamo essere orgogliosi.

Con stile brillante, Mario Sechi le racconta facendo emergere, sullo sfondo, storia e economia, visioni e previsioni.

Dal Risorgimento al Dopoguerra, dagli anni Settanta, con il caso Moro, sino alla sfida della contemporaneità, assistiamo a un'Italia percorsa da crisi economica, populismo e tecnocrazia, ma popolata ancora da grandi talenti, come Riccardo Muti, metafora del genio di un Paese che, nel bene e nel male, cerca ogni giorno di ritrovare slancio, forza e creatività.

 "Svegliarsi. Per aprire gli occhi, o semplicemente non dormire in piedi, per mettersi sulla scia della storia di quelli che l’hanno fatta, un popolo deve costruire, partecipare e credere a una narrazione collettiva. Deve sentirsi attore di una storia a più voci di grande gittata e precisione millimetrica. Sappiamo tutti che poi la storia si incarica di correggere il tiro, cambiare la traiettoria e spesso ribaltare il risultato sperato, ma senza questa visione del domani, senza un progetto di longue durée, un Paese esiste come espressione geografica, ma finisce per diluire la propria identità e sparire."

Un'Italia che se vuole, invece, trova nella sua identità la forza di ripartire.

Elia Cevoli


 
 

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