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febbraio

Stefano Accorsi in Furioso Orlando Ballata in ariostesche rime per un cavalier narrante

16 - 26 febbraio 2012

Teatro Ambra Jovinelli dal 16 al 26 febbraio

Marco Baliani trasferisce l’Orlando Furioso in presenza teatrale, cimentandosi in un'impresa degna di cavalieri erranti,anzi narranti. Stefano Accorsi veste i panni di un simile cavaliere e si cimenta con l’opera ariostesca cavalcando il tema oneroso dell’amore e delle sue declinazioni, amore perso, sfortunato, vincente, doloroso, sofferente, sacrificale, gioioso e di certo anche furioso. Ad accompagnare la peregrinazion d’amore ci penserà la musica,che lungi dal farsi a sua volta cavaliera servente, costringerà l’attore a duelli e dispute e dissidi e smacchi e scacchi, come presenza assai poco discreta incarnata in vivi corpi musicanti e strumentanti. Liberamente tratto da Ludovico Ariosto e adattato da Marco Baliani:"Dicono che a narrare storie il mondo diventi assai meno terribile, e per tal compito, in questi tempi amari dove a parlare sembra essere solo la realtà, ci siam messi all’opera, con passo volatile e leggero, ma per toccare sostanze alte e un sentire sincero" Il titolo stesso dello spettacolo rovescia l’originale dell’Ariosto, e mette al primo posto la furia dell’amore non corrisposto. Orlando crede che per il solo fatto che è lui ad amare Angelica, lei debba essere sua, da sempre e per sempre, e non sopporterà che possa essere di un altro, specie poi quando scoprirà che l’altro non è nemmeno un prode cavaliere del suo rango ma un semplice soldato di fanteria.  Allora scatta la furia e la pazzia, la stessa che riempie le nostre quotidiane cronache , con donne che finiscono la loro vita per mano di uomini che dicono di amarle perdutamente.  Ma qui  gli inseguimenti e la gelosia e poi ancora la pazzia e la furia vengono risolti con la leggerezza della rima, del gioco  sonoro di citazioni e assonanze, con la soavità del volo, perchè le storie servono sì a parlare  del mondo ma anche a renderlo meno terribile. Ecco dunque che i duellanti dello spettacolo non saranno i tanti paladini e cavalieri sempre attratti da sfide e tenzoni e furti di cavalli  e di armerie altrui, ma saranno loro due, Angelica  e Orlando, oppure, a volte, con un’altra declinazione dello stesso tema, Ruggiero e Bradamante, uomo e donna insomma, loro si sfidano a singolar tenzone per mostrare i conflitti, le gioie, i dolori, i patimenti  che colpiscono come colpi di spada e di lancia, i cuori di chi ama, di chi crede di amare o di essere amato.

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