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venerdì
23
novembre

Il giovane Fellini. Nello splendente fulgore della vita

23 novembre 2012

Venerdì 23 novembre ore 17

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Presentazione del romanzo di Enzo Lavagnini “Il giovane Fellini. Nello splendente fulgore della vita” Edizioni Palombi, 2012.

Nel romanzo d'esordio di Enzo Lavagnini pubblicato da Palombi Editore c'è un protagonista d'eccezione: un giovane Federico Fellini. L'ambientazione è storica, la Roma del 1939. E la trama è quella di un noir: la morte di una ballerina che apre uno squarcio sulle nefandezze del regime fascista

Nel romanzo d'esordio di Enzo Lavagnini pubblicato da Palombi Editore c'è un protagonista d'eccezione: un giovane Federico Fellini.
L'ambientazione è storica, la Roma del 1939. E la trama è quella di un noir: la morte di una ballerina che apre uno squarcio sulle nefandezze del regime fascista.

L'AUTORE
Enzo Lavagnini, L'autore de "l giovane Fellini, nello splendente fulgore della vita" è un esperto di cinema, in particolare di cinema documentario, che ha già all'attivo la pubblicazione di Pasolini (Sovera, Roma, 2009). Una serie di suoi contributi sono apparsi in volumi collettivi, coordinati da Italo Moscati per Marsilio, realizzata per il Festival del documentario italiano di san Benedetto del Tronto, ed ancora per un volume su “Clara Calamai” ed un altro su “Eduardo De Filippo” (entrambi Marsilio). Un suo contributo sul cinema e la natura è apparso di recente nel volume collettivo “Cinema e ambiente” edito dall’ARPAV della Regione Veneto. Ha scritto per le riviste Duel, Lo straniero, Libero documentario, Cinema d’essai, Altrocinema.
Collabora con il Festival dei diritti umani di Buenos Aires. Si occupa di comunicazione, prioritariamente quella ambientale.

DALLA QUARTA DI COPERTINA
Roma, gennaio 1939: pioggia e intrighi, fascismo e avanspettacolo.
Mentre le canzonette del Trio Lescano e dell'orchestra di Cinico Angelini diffondono un'aria frivola e ottimista, la morte più che sospetta di una giovane e bellissima ballerina di avanspettacolo - ancora “nello splendente fulgore della vita” - trascina inesorabilmente un giovane e confuso cronista in un gorgo fitto, fatto di mistero e delitti.
Quel giovane invaghito di bellezza e di vita è il diciannovenne Federico Fellini. Arrivato a Roma, non ha trovato l'impiego che avrebbe voluto al Marc'Aurelio, il bisettimanale satirico, ma solo uno “strano” posto in cronaca, ed in prova, per “Il Piccolo”, un sarcastico quotidiano romano.
Affascinato dagli ambienti artistici della Capitale, gli tocca così invece di occuparsi della cronaca, sempre edulcorata, dei quotidiani: il fascismo non vuole che i fatti di cronaca nera superino le 30 righe ed inoltre pretende di far scomparire i delitti e le brutte notizie dai giornali, in modo tale da renderne più rassicurante la lettura.
La morte della ballerina, come in un tragico rosario, si porta poi dietro altra morte, altre assurde tragedie, rivelando al giovane sempre più abbacinato, accompagnato da strani aiutanti di periferia - un ragazzo ed uomo fatto, un poco bislacco - solo l'indefinito, mefitico contorno delle nefandezze del Regime, che pare manovrare ogni cosa; l'anima di ogni uomo e di ogni donna.
Un'indagine pericolosa, quella di Federico, tra odore di piombo e pistole ancora calde. Un'indagine sconsiderata e folle, testarda e improvvisata, basata solo sulle letture di Simenon e sui film visti, in cui la giovanile imprudenza e l'immaginazione, tra intuizioni e passi falsi, tentano di supplire, con arguzia e coraggio, all'esperienza.

UN ESTRATTO DEL LIBRO: FIDANZAMENTO ALL'EXCELSIOR
“La figlia di Sua Eccellenza il Cavaliere Berdini Francesco, la bella signorina Letizia, ha annunciato nei saloni dell'albergo Excelsior il proprio fidanzamento con Arnaldi Ivano, camicia nera di Grottaferrata nonchè valente funzionario delle Regie Poste. I due fortunati giovani celebreranno il rito che li unirà nel Sacro vincolo del Matrimonio il giorno 14 marzo prossimo venturo, presso la Chiesa di San Carlo. Tra i presenti all'annunzio, abbiamo notato il barone Torella di Romagnano e famiglia, il marchese Paveri Fontana, il dott. Carlo Perrone, il conte Macchi di Cellere, le principesse Giovannelli, S.E. Zampirescu, ministro di Romania, il consigliere nazionale Angelo Guzzeloni e famiglia”.

Francesco Berdini, il suocero di Ivano Arnaldi, era un alto papavero del governo politico della Città di Roma. Funzionario e gerarca. Amico degli amici. Amico di gente che contava. Tra gli altri proprio del Governatore di Roma il Principe Piero Colonna e del Segretario Federale. Ma naturalmente Federico, fresco dell'Urbe, non sapeva nulla di tutto ciò, aveva però un conoscente, forse prezioso.

A Rimini la Colonia estiva della Decima Legio ospitava molti bambini bisognosi di mare. Un conoscente, di famiglia più che suo personale, il Nanni, al secolo Giovanni Fossati, del Fascio di Bologna, era stato uno dei responsabili della Colonia, poi era stato chiamato a Roma per assolvere a compiti superiori, ma era rimasto in contatto con la famiglia di Federico, così Federico, dopo aver annotato diligentemente quel che poteva annotare sul taccuino, pensò di chiedere proprio a lui, introdotto nelle cose del Partito; anzi pensò,  solo ora, che avrebbe dovuto farlo già da un bel pezzo, che era in ritardo in questo.  (...)

Salì su un filobus e si distrasse già così, quindi grazie all’immagine della Colonia estiva, che gli era con prepotenza balzata agli occhi con nostalgia, come fosse fresca e recente, la mente cominciò a galoppare a ritroso, a sentire un forte odore di aspra salsedine.

Rimini: il Duce, con la sua solita oratoria propagandistica, aveva definito il suo lungomare il più bello d'Italia, anche se nei propri convincimenti considerava i fascisti di quella parte di riviera davvero un poco rammolliti. Di sicuro aveva ancora ben chiare in mente le pur modeste schiere di socialisti incalliti che avevano comunque resistito alle sue peggiori squadracce quanto più avevano potuto.

fonte: paesesera.it

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