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venerdì
16
novembre

I segreti del debito pubblico: i veri motivi della crisi economica

16 novembre 2012

venerdì 16 novembre ore 19

Il libro sarà presentato dall’autore Gabriele Sannino, con la partecipazione del direttore editoriale delle Fuoco edizioni Luca Donadei e del giornalista di4 Rainews24 Lorenzo di Las Plassas.

   

Questo libro si rivolge a tutti - anche a chi non si intende minimamente di economia - perchè è giunta l'ora che i popoli si sveglino e capiscano sul serio cosa si nasconde dietro alla parola "debito pubblico". Oggi tutti gli Stati del mondo - o quasi - sono indebitati: come è possibile che ciò accada? Non è che forse è a monte, il problema.... come dire di ingranaggio?

Questo attacco speculativo che ha fatto schizzare a livelli mai raggiunti BOT e CCT è stato possibile per l’evidente esposizione dell’Italia in materia di debito pubblico, sia che lo leggiamo con l’ambiguo rapporto debito PIL ( circa 108%) , sia che lo misuriamo in termini assoluti, 1900 miliardi di euro circa.

Ma da dove viene questo debito? Dalla chiusura del bilancio annuale  l’annoin deficit perché le uscite hanno superato le entrate, per ripianare il bilancio e per mantenere i propri impegni (apparato statale, e stato sociale) di fatto compra moneta, denaro, emettendo in cambio titoli di stato.

I titoli vengono messi sul mercato, nel nostro caso da Banca d’Italia; questi titoli hanno un costo (valore nominale) che viene pagato per intero dai creditori interessati ed una durata prevista prima della riscossione variabile (anni, mesi). Variabile è anche il tasso di interesse a cui i creditori prestano questi soldi allo Stato.

Interesse, è anche il motivo per cui ci sono masse di investitori pronti a comprare questi pezzi di carta che lo stato offre; alla scadenza il creditore che restituirà i titoli riceverà dallo Stato il valore nominale del titolo, più gli interessi. Si, è vero, è talmente elementare che a provare a spiegarlo si fa la figura dei deficienti. Quell’obbligazione venduta a 100, avrà quindi per lo stato debitore sempre e comunque un costo superiore a quello nominale; che sia 101, 110 o 200, anche questo qui interessa poco.

Perché col debito italiano questi calcoli ormai sono totalmente sballati, siamo andati oltre , così non possiamo più ragionare di valori, ma solo di numeri, numeri all’apparenza asettici, ma di fatto mostruosi. 77 miliardi di euro da pagare per l’anno 2012, noi tutti, per i soli interessi sul debito già contratto. E i quasi 2000 miliardi di debito consolidato.

Ma come e quando pagheremo questo debito? In realtà lo paghiamo costantemente, ogni volta che i titoli mese per mese, anno per anno vanno in scadenza, ma lo stato non fa profitti, al massimo può gestire un maggior introito fiscale derivante da un periodo di crescita, ma specie in un periodo di crescita prossima allo 0, come e dove prendere i soldi per pagare?

Una famiglia può vivere con un reddito uguale e costante, anche al netto dell’inflazione, ma non se ha un mutuo a tasso variabile e il tasso di interesse cresce, allora dovrà trovare in qualche modo i soldi per pagare questa differenza: voi consigliereste a questa famiglia di contrarre un altro debito, magari alle stesse condizioni del precedente, per pagare appunto il debito di cui non riesce a saldare le rate? No ?

A prescindere da come la si possa pensare su una famiglia sventurata, la nostra grande famiglia, o comunità, lo Stato, paga così il suo debito, da sempre! CONTRAENDO ALTRI DEBITI.

Sono questi debiti su debiti a mettere alle corde la nostra nazione, uniti ovviamente ad una evasione contributiva altissima, ma che deriva in parte proprio dall’alta pressione fiscale necessaria per pagare gli INTERESSI dei continui debiti contratti dallo stato.

In sintesi, l’idea di pagare debito con altro debito non fa certo il bene del debitore, ma va ad arricchire solo grandi corporations bancarie e multinazionali, che una bandiera non hanno.

Di fatto Monti mentre Monti ha  "messo i conti in ordine", togliendo agli italiani con qualsiasi tassa si potesse inventare anche l'ultimo euro, caso strano gli interessi delle banche sono passati dall'1 al 7%....

 

Elia Cevoli

 

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