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novembre
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novembre

Gli allievi della Scuola Paolo Grassi di Milano: Mistero Buffo e altre storie di Fo e Franca Rame,

2 - 3 novembre 2012

Venerdì 2 e sabato 3 novembre ore 21 Teatro Due Roma

Un passaggio di testimone alle giovani generazioni di artisti: questo il senso più autentico del progetto che ha portato alla creazione di Mistero Buffo e altre storie di Dario Fo e Franca Rame, interpretato dagli allievi della Scuola milanese. Un lavoro sul repertorio popolare e politico del premio Nobel che per la prima volta viene affrontato da giovani attori, che non hanno vissuto negli anni in cui questi testi sono stati ideati e scritti. Anche per questo lo spettacolo ha un valore di studio e insieme di sperimentazione di un teatro che è farsa, dramma, pantomima.
Lo spettacolo, che ha debuttato a luglio al Festival d’Avignon Off, raccoglie i testi più celebri di Fo La parpaja topola, Il primo miracolo di Gesù bambino, La storia della tigre e sarà interessante vedere l’impatto di queste storie proposte da giovani d’oggi.  “Per attori alle prime esperienze, il confronto con il virtuosismo recitativo richiesto da questo repertorio è una sfida appassionante e un’occasione preziosa per studiare un linguaggio d’alta teatralità” ha spiegato Navone, direttore della Scuola Paolo Grassiche ha curato il coordinamento artistico dello spettacolo. “La presenza disponibile e affettuosa dei due Maestri, che ci sostengono in questo percorso, aggiunge un significato particolare al valore già così forte di questa esperienza: incoraggiare un passaggio di testimone tra le generazioni, perché continui a rinnovarsi la tradizione di quel teatro popolare e ‘politico’, che è alla radice della nostra cultura e del nostro modo di essere attori”.  La Storia é fatta di tante storie, ufficiali e popolari: questo è uno dei predicati di Mistero Buffo, ≪giullarata≫ che Dario Fo e Franca Rame misero in scena per la prima volta nel 1969. Lo spettacolo nacque con l’intento di dimostrare l’esistenza storica di un teatro popolare di grande valore, che nulla aveva da invidiare ai testi di tradizione erudita. A più di quarant’anni di distanza, in un contesto storico-sociale profondamente cambiato, l’impatto di queste storie sul pubblico continua a essere forte, immediato, capace di far emergere emozioni, pensieri e ideali condivisi di partecipazione.