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sabato
26
gennaio

Cromosomi

26 gennaio 2013

Sabato 26 Gennaio ore 11

Aperitivo con Arte, Letteratura e Musica:   una giornata speciale e magica in biblioteca, dove la presentazione del libro “Cromosomi” di Raffaele Greco, con brani letti dal vivo da due attori – incontrerà la  Mostra di sculture del Maestro Francesco Zero accompagnate da musica eseguita al pianoforte dal M° Alessandro Bonanno. Letteratura, musica, scultura e... perchè no, enogastronomia in un solo giorno!

Dal Prologo di Cromosomi

 

Su dura pietra sono incisi tre nomi

 

Fu durante una breve vacanza in montagna, nell’estate appena sposati, che conquistammo una delle vette che osservavamo dal nostro residence.

Caricammo sulle spalle i pochi viveri di cui avevamo bisogno allora, un fornelletto, una lampada e una piccola tenda. Giunti a destinazione apprestammo l’accampamento e rimanemmo in attesa delle tenebre, godendo fino in fondo di un tramonto fuori dal comune.

Poi il buio si fece accompagnare da pesanti nuvole minacciose che presto scaricarono sul nostro debole riparo fenomeni altrettanto straordinari.

Fingemmo indifferenza, con la spregiudicatezza di chi deve render conto solo di se stesso, finché la montagna, indulgente, volle dichiararsi sconfitta, sollevò il sipario di nubi e ci esibì un cielo saturo di stelle. In cambio rimase a origliare progetti, frasi, parole, silenzi.

Quando anche al mattino inventò per noi colori e profumi, ormai onnipotenti pensammo di lasciare un segno tangibile del nostro passaggio, a perenne memoria, come purtroppo si rivelano quasi sempre le impronte umane.

Fatto è che incidemmo tre nomi nella roccia: Giovanni, Federica, Sebastiano. Erano i nomi dei tre figli che avremmo senz’altro avuto, citati nel probabile ordine temporale in cui li avremmo conosciuti o, per meglio dire, finalmente incontrati; perché di quegli esseri noi sapevamo già tutto, non sarebbero stati concepiti in un prossimo futuro, erano stati creati quella notte.

 

Quello è l’unico episodio in cui ricordo di aver veramente percepito la tua fiducia, senza riserve, pur sempre vigile e presente a te stessa.

Sensazioni più provate di condurre un giro di valzer, con te abbandonata tra le mie braccia.

Ed è già molto cha almeno uno di quei nomi scolpiti non sia rimasto intrappolato nella roccia, ostaggio della montagna, illuso dalla nostra immaginazione.

 

 

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