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giovedì
19
gennaio

"Tutti i cittadini sono uguali senza distinzione di lingua" episodio da Quando la scuola cambia

giovedì 19 ore 19 rassegna:"Vittorio De Seta, diari di un maestro"

Uno dei quattro episodi del ciclo “Quando la scuola cambia”, con sceneggiatura e regia di Vittorio De Seta, andato in onda sulla seconda frequenza nazionale il 17 aprile del 1979. “Tutti i cittadini sono uguali senza distinzione di lingua” è ambientato a San Marzano, nella provincia di Taranto, e affronta la questione delle minoranze linguistiche nella comunità arbëreshë locale. Inscritta nella realtà di un Sud depresso e abbandonato, nel vuoto di istituzioni e condannato alla piaga dell’analfabetismo anche a causa dell’imposizione da parte delle autorità scolastiche dell’italiano colto e della negazione dei dialetti, si racconta l’esperienza pedagogica d’avanguardia del maestro Carmine De Padova, insegnante nella locale scuola elementare.
Il primo incontro del regista, è con una donna, in strada, che racconta in lingua italoalbanese, di essere stata punta, da giovane, da uno scorpione e di aver ballato, per guarire dal morso venefico, la pizzica pizzica. Sul tema del plurilinguismo verte l’intervista al Prof. Tullio De Mauro, che riflette sulla questione della tutela delle minoranze etnico-linguistiche, retaggio dell’ostruzionismo perpetrato dalle autorità scolastiche ai danni delle parlate locali. Problema politico e di politica della cultura, la scelta di prescindere dalla realtà linguistica familiare di provenienza, per l’insegnamento uniformato dell’italiano letterario, e la mortificazione delle parlate minori. Questo il contesto dell’edificante esperienza di insegnante di De Padova, appassionato studioso della cultura arbëreshë e contestualmente della lingua albanese, rinvenendo nella conoscenza dell’ambiente linguistico-culturale di appartenenza, una forma di resistenza all’avanzamento della cultura di massa, trascinato da un’illusoria crescita economica, che costituisce una minaccia alla sopravvivenza delle culture tradizionali.
De Padova estende all’intera comunità il suo impegno come educatore partendo dall’idioma, dalla storia e dalla musica del proprio territorio; convoca nella sua abitazione gli abitanti di San Marzano per partecipate lezioni serali in cui tutti si sentono portatori di cultura e attivano scambi di esperienze. Tra le attività didattiche del maestro viene filmata la visita nella casa di un’anziana coppia dove Edoardo Garibaldi racconta dell’esperienza di suonatore di mandolino in un’orchestra, principale strumento della terapia del tarantismo. Sua moglie canta versi tradizionali, e gli allievi di De Padova registrano i repertori, fanno domande, e accompagnano le esecuzioni. L’esperienza pedagogica del maestro di San Marzano ha come scopo, dunque, la fondazione di una nuova conoscenza, attraverso un costante e corale lavoro di osservazione e di raccolta di dati culturali. I momenti dell’apprendimento riproducono modelli di vita comunitaria e la musica sembra essere il mezzo più efficace di crescita culturale e civile della comunità, nell’intento di contrastare l’urgente rischio di spopolamento dei paesi meridionali e l’alienazione urbana: vecchie e nuove generazioni cantano e danzano insieme, come nelle scene finali del documentario, nella tarantella che riunisce tre generazioni del paese.

Intervengono: Massimo Arcangeli, Filippo La Porta e Luigi Di Franco 

CASA delle TRADUZIONI Via degli Avignonesi, 32 Tel. 45460720/0645430235  casadelletraduzioni@bibliotechediroma.it

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“VITTORIO DE SETA, diari di un maestro di cinema”