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mercoledì
22
gennaio

La sinistra perduta

22 gennaio 2014 ore 19.00

Villa Mercede - mercoledì 22 gennaio, h. 19:00

 Il libro sarà presentato dall’On.le Giovanni Russospena e dal Dott. Aldo Garcia, giornalista parlamentare. Sarà presente l’autore.

 

La sinistra perduta

L'itinerario politico di un protagonismo eretico attraverso il socialismo rivoluzionario

di Mario Brunetti

 

Il valore particolare di questo libro è il rapporto, la relazione stretta, tra la pratica sociale e politica del protagonista e l’impegnata ricostruzione critica dei passaggi che hanno segnato la sinistra in Italia. è la storia originale di un intellettuale militante, eretico e “fuori dal coro”, che ha il merito di riportare alla luce una vicenda, niente affatto trascurabile, quella del socialismo di sinistra e rivoluzionario: una scelta culturale e politica, senza numi tutelari. Brunetti riannoda questa presenza con una componente del PSIUP e, al suo scioglimento, ne marca attivamente l’esistenza, attraversando rotture e unificazioni, nelle formazioni della nuova sinistra di classe, fino a Rifondazione Comunista che è stato il partito delle maggiori novità e delle speranze deluse. L’autore del libro richiama all’attenzione un “eresia”: la corrente del socialismo libertario, storicorivoluzionario con tendenza per il comunismo, ma non appartenente alla storia dei partiti comunisti. Una vicenda certamente interessante che, dentro l’attuale Caporetto della sinistra italiana, dovrebbe spingere alla curiosità. Varrebbe la pena di farne tesoro.

Mario Brunetti

Informazioni biografiche

Nato a Plataci, risiede però a Cosenza. È giornalista professionista e meridionalista. Protagonista della storia politica e sociale del Mezzogiorno dagli anni Cinquanta. Ha dato vita al periodico “Prospettiva socialista”. Ha fondato ed è direttore della rivista “Sinistra Meridionale”. È presidente del Centro Studi di politica ed economia della Calabria (Cespe.Ca). Dirige l’Istituto Mezzogiorno – Mediterraneo (MeMe) - È autore di varie pubblicazioni e saggi sulla “questione meridionale”, sulle politiche internazionali e sul problema delle Minoranze linguistiche in Europa, tra cui ”Quale strategia per il Mezzogiorno”; “Contributo per una nuova strategia meridionalista”; “Lotte proletarie e organizzazione del movimento nel Mezzogiorno” in “Il Sindacato a una svolta”. Ultime pubblicazioni: “La piazza della rivolta”; “Il coraggio della coerenza”; “L’attualità inattuale”; “Il rovello permanente”.

Dirige la collana dell’Istituto Mezzogiorno Mediterraneo e ha curato la pubblicazione dei seguenti testi: “La Cultura come risorsa”(2003); “Riflessioni sul Mezzogiorno: comunità arbëreshë e Risorgimento Italiano”(2004); ”Emergenza ambiente: nuova emergenza nella Regione mediterranea”(2005); “Passato e presente: gli arbëresh nel ventennio fascista”(2007); “Gli anniversari che ci parlano”(2008).

È autore di una ricerca sulle origini calabro-albanesi della famiglia di Antonio Gramsci. Come giornalista ha scritto, tra gli altri, per L'Avanti!, Mondo Nuovo, il manifesto, Paese Sera, Realtà albanese e Italia, nonché per numerosi periodici italiani e stranieri. È stato direttore della rivista sui problemi dell'Africa, “Due popoli”.


 

Profilo politico[modifica | modifica sorgente]

Seguendo la tradizione familiare, si è iscritto ancora sedicenne, al PSI di cui è stato, poi, dirigente nazionale facendo parte del Comitato Centrale, nel gruppo di opposizione alla linea di Pietro Nenni. È stato dirigente di organizzazioni contadine e bracciantili a livello nazionale. Ha fatto parte del Consiglio Generale della CGI. Ha partecipato attivamente al movimento di lotta per le occupazioni delle terre. Nel 1964, con l’entrata al Governo di Pietro Nenni, è tra i fondatori del Partito Socialista di Unità Proletaria (PSIUP) di cui è stato membro dell’Esecutivo Nazionale e responsabile del settore meridionale. Allo scioglimento del Partito, nel 1972, è tra i promotori del Partito di Unità Proletaria. Con Foa, Pintor, Rossanda, Magri, Ferraris, Miniati, Migone, Russo Spena ed altri, ha dato origine al tentativo sfortunato di unificazione PdUP-Manifesto.

Nel 1980, per segnalare la necessità di una forte unità contro il terrorismo e alla criminalità organizzata, si avvicina al PCI. Al Congresso di Rimini di questo Partito, nel 1991, è tra i promotori del Movimento per la Rifondazione Comunista di cui è stato, successivamente, membro della Direzione Nazionale e responsabile del Dipartimento per il Mezzogiorno. Nel 1998, per impedire l’avvento delle destre al governo, agevola la costituzione del Gruppo dei Comunisti Italiani alla Camera dei Deputati, mantenendo, però, un’autonomia teorica e pratica che lo porta a prendere le distanze dalla scelta strategica del gruppo, opponendosi alla riforma del titolo V della Costituzione che annullava la specificità meridionale. Da questo momento in poi si adopera per l’unità della sinistra a partire dalla ricomposizione delle ragioni comuni che avevano dato vita a Rifondazione Comunista. Ha partecipato alla costituzione della Sinistra Europea.

 

L'Istituto Mezzogiorno Mediterraneo (MeMe),

L'Istituto Mezzogiorno Mediterraneo (MeMe), costituito a marzo del 1999, rappresenta una importante realtà nell'ambito delle iniziative sociali, culturali, economiche che dalla Calabria si proiettano verso tutti i paesi dell'area mediterranea, Italia compresa, che hanno come obiettivo di base lo sviluppo della cooperazione e dell'integrazione tra i popoli che si affacciano nel Mediterraneo.

 

L'istituto MeMe attraversa oggi una fase organizzativa e di ripresa delle iniziative; è in atto un'intensa attività mirata a raccogliere ogni tipo di contributo e di collaborazione mirata alla attivazione degli organismi fondamentali e all'avvio di nuove importanti iniziative.

VILLA MERCEDE –Via Tiburtina 113, 00185 Roma - Tel. 06 45460631

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