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venerdì
21
febbraio

Cosa ho perso oggi?

21 febbraio 2014 ore 17.00

Valle Aurelia - venerdì 21 febbraio, h. 17:00

Incontro di presentazione della campagna con membri delle istituzioni pubbliche, delle strutture socio sanitarie e delle associazioni del 13. Municipio, a cura del Comitato civico “Non azzardiamo"

Il Comitato mira alla prevenzione, attraverso l’informazione e l’educazione, delle gravi conseguenze economiche e psicologiche del gioco sui singoli e sulle famiglie; punta a confrontarsi con le istituzioni pubbliche  sollecitando interventi mirati.

Se ne parla con:

Valentino Mancinelli - Presidente XIII Municipio

Ferdinando Secchi - referente di Libera per il Lazio

Adrienne Ciaravino - responsabile del progetto ceis "rien ne va plus"

Gianluigi Conte - psichiatra, responsabile del servizio farmacodipendenze del policlinico "A. Gemelli"


IL MERCATO DEL GIOCO IN ITALIA E LE MAFIE – Il mercato del gioco d'azzardo in Italia vale poco meno di 60miliardi di euro all'anno. Un'autentica forma di impresa, spesso presa di mira dalle mafie che sfrutta le contraddizioni legislative del settore in seguito alla liberalizzazione. Una maggior libertà che avrebbe dovuto garantire gettiti più alti per le casse dello Stato, ma che  si è trasformato nel bengodi delle organizzazioni criminali.

 In Italia il 3% delle famiglie povere giocano d'azzardo, contro l’uno per cento appena di quelle benestanti. In altre parole, per fare un po’ di cassa, lo Stato ha esasperato le disuguaglianze sociali; ha favorito lo sprofondare di molte famiglie al di sotto della soglie di povertà, accentuando gli effetti della crisi; ha alimentato la disperazione nelle situazioni di dipendenza patologica, scaricando sugli enti locali le ricadute drammatiche delle ludopatie; ha trasmesso un devastante messaggio culturale: l’idea che le speranze di riscatto economico e sociale risiedono nella casualità di una botta di fortuna,  piuttosto che nel lavoro e nell’impegno individuale e collettivo. Nei bar, dai tabaccai, nelle edicole a far la fila per l'ultimo gratta-e-vinci trovi veri e propri disperati.

Non è un "azzardo" mettere in causa lo Stato, dal momento in cui  basta guardare ai numeri.
Nel 2000 il fatturato del gioco d’azzardo in Italia era pari a 14,3 miliardi di euro, nel 2013 siamo arrivati a 90 miliardi di euro,  cioè il 4 per cento del pil e un aumento di quasi dieci volte.
Le entrate per lo Stato, in termini di tasse, intanto sono  scese  dal 30 per cento del fatturato del settore al 10 per cento.

Le società che controllano questo ricchissimo mercato, in una parola, hanno aumentato i ricavi e i profitti, e diminuito le tasse pagate. Sarà un caso che sono le stesse ad aver finanziato lautamente le campagne elettorali di tutti i partiti?

e.c.

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