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sabato
28
aprile

Corviale - Mettere insieme … le parole: L’INCIPIT

28 aprile dalle 17.30 alle 19.30

Mettere insieme … le parole: L’INCIPIT
Un'immersione nella scrittura tramite l'ascolto delle persone libro. L’iniziativa è curata dalla scrittrice Sandra Giuliani, in collaborazione con l’Associazione Donne di Carta, ed è rivolta ad un pubblico adulto.



Scrivere a voce alta

Fonte: ilcasoeilventoedizioni
Questa sinergia tra la casa editrice e l'Associazione Donne di carta non è mai un conflitto d'interessi semmai una contraddizione produttiva perché obbliga un'impresa editoriale a fare i conti con l'anima culturale del volontariato. Un'anima che Il Caso e il Vento conserva, anzi, cerca di alimentare. 
Scrivere e leggere sono attività - a volte legate a volte no - che, al pari del dipingere o del comporre musica, reinventano la realtà per comprenderla, per comunicarla. Sono proiezioni dei singoli soggetti - e tramite loro di intere Culture -  per un modo - tutto umano - di creare relazioni.

Il resto
: i libri, le librerie, le case editrici, i distributori, la fama, i soldi... non c'entrano nulla con il bisogno di esprimersi, di imparare, di conoscere. A mio avviso, sono solo sovrastrutture, impalcature che abbiamo costruito e che spesso imprigionano e condizionano la libertà d'espressione.

Un aspetto divertente della Cultura
è sfidare i luoghi comuni perché per pensare davvero bisogna essere capaci di mettere in crisi se stessi e la visione che abbiamo del Mondo anche se sembra "vera e naturale" perché il vero e il naturale sono invenzioni storiche, ideologiche - in parte condivise e in parte personali -. Il divertimento a cui alludo contraddice la visione del "divertissement" che ingiunge Pascal a considerare ogni nostra attività come una ricerca di preoccupazioni che ci distolgono dal pensiero della nostra fragilità e quindi della morte. Il suo è un divertimento che distrae, quello a cui penso io è un esserci nelle cose, invece, uno stare dentro accogliendo senza ipocrisia l'idea che tutto ciò che facciamo si risolva sempre in un'incantatoria contro la morte. Ma almeno ogni cosa che facciamo, divertendoci, è un'attività che cerca senso in se stessa, e che restituisce Senso (direzione) a chi la fa.


Mi dicono spesso che sono visionaria
e anche un po' mistica. Probabile. I laici sono, quando credono in quello che fanno, decisamente radicali. Ma ho un'età che mi spinge inesorabile all'autoironia e all'ironia e quindi credere e fare sono pur sempre atti ludici di un gioco che so che avrà fine. E che, soprattutto, non deve essere per forza giocato da tutti. Qui rivendico, con forza, ancora una volta, libertà di scelta.Scelgo dunque di mettere a disposizione del volontariato culturale quanto so fare o quanto credo di sapere o almeno quanto tento di sapere per puro amore di conoscenza.


Abbiamo cominciato a Ostia
, alla Biblioteca Elsa Morante, con una decina di persone. Curiose e molto disponibili. L'idea era semplice: proporre una riflessione a voce alta sulle tecniche della scrittura privilegiando il momento percettivo della lettura. Invece di citazioni e di pagine da leggere... le voci delle persone libro: voci-descrizione, voci-pensiero riflessivo, voci-narrazione di fatti... E ci siamo divertiti.

Al punto da continuare:
il 28 aprile alle ore 17.30 la Biblioteca di Corviale ci ospita per una puntata dedicata all'INCIPIT con tante persone libro che diranno sequenze dialogiche, riflessive, descrittive... rubate da pagine antiche accanto a pagine moderne.
Perché è questo che conta: rivendicare giustizia di lettura - e di ascolto - a tutti i libri. Parlare dei libri attraverso i libri.

Ora, perché  proprio l'Incipit?
Perché è aprendo un libro che lettore e scrittore si annusano, si toccano per la prima volta, decidono forse di intraprendere un viaggio. Tutte le pagine sono difficili da scrivere ma l'inizio e la fine di una storia sono eventi non solo parole: l'incipit è un atto di inaugurazione del discorso, il balbettio di una storia che emerge dal silenzio, segnala la frattura tra la realtà - che resta fuori - e la lettura che sta per cominciare ma è anche il punto di pressione di tutte le parole già scritte che l'Incipit conserva e finge di dimenticare.

Nell'incipit si celebra l'inizio del Mondo
e io come lettore devo essere attratto, conquistato, sedotto. Devo essere convinto e informato. Devo assumere un punto di vista e percepire la risonanza che quella voce avrà in me. Così come quando il libro e la storia si chiudono, quel "finale" dovrà mantenere tutte le promesse innescate, lasciarmi appagato e inquieto insieme, appagato nella storia e inquieto nell'ansia del cercare affinché la spinta a leggere resti un imperativo.
C'è chi, lettore, davanti a un libro nuovo si ferma sulla prima pagina... e sceglie. Chi capovolge la direzione e legge anche o solo le ultime righe... chi apre nel mezzo.Ogni nostro comportamento, nei confronti della scrittura-libro, rivela qualcosa di noi: quanto siamo Cenerentola (desiderosi/e di un evento che ci cambi la vita e ci porti altrove, lontano da quella Libriamoci web ha allestito per...  Donne di carta (cliccate sul Logo).

CORVIALE - Via Marino Mazzacurati 76, 00148 Roma tel 06 45460421

corviale@bibliotechediroma.it


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