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Biblioteche, il baluardo della cultura nonostante tutto

dal 17 settembre 2017

Intervista al Presidente Paolo Fallai

Con oltre un milione di libri le Biblioteche di Roma sono un avamposto culturale della città, ma servirebbero più investimenti. La capitale spende per questi luoghi di cultura la metà di quanto fanno Torino e Milano.

Sono una delle istituzioni culturali più importante di Roma. Nonché un polo di aggregazione formidabile. Eppure anche questa realtà della Capitale, come tante altre, sta attraversando un periodo complicato. Stiamo parlando delle Biblioteche di Roma, istituzione sorta nel 1996, che raccoglie 39 sedi bibliotecarie (escludendo quelle nelle carceri e quelle federate), con oltre un milione di libri messi a disposizione e circa 2 milioni e 300mila visite annuali. Numeri importanti che, forse complice la freddezza del mero dato numerico, non riescono a rendere l’importanza sociale e culturale di questo istituto di Roma Capitale: queste diventano, soprattutto nelle periferie, un vero polo di aggregazione, un’isola felice per studenti e appassionati di letteratura, un luogo di «socialità diffusa» in tempi di disgregazione. 

 

Le biblioteche oramai non sono più solo un luogo dove si raccolgono libri polverosi, sono sempre più un avamposto culturale fondamentale per la circolazione delle idee e per l’accesso al sapere – spiega a Roma Italia Lab il presidente di Biblioteche di Roma, uomo di cultura e autorevole firma del Corriere della Sera, Paolo Fallai - Le biblioteche sono una delle ultime trincee rimaste per una informazione corretta, un baluardo contro le fake news.

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