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venerdì
3
febbraio

"Anything For Her" regia di Fred Cavayé

3 febbraio 2012

Venerdì 3 febbraio 20.00

 Anything For Her: mai sottovalutare le conseguenze dell’amore. Il thriller francese, di cui The Next Three Days è il remake. Una pellicola adrenalinica da non perdere. Mai mai sottovalutare le conseguenze dell’amore. Diane Kruger e Vincent Lindon in Anything For Her per la Ci vogliono pochi istanti per assistere al capovolgimento della vita di Julien, nel momento in cui la polizia gli piomba in casa per ammanettare sua moglie Lisa e portarla dentro, condannandola a vent’anni per omicidio. È davvero lei la colpevole? Poco importa, dal momento che non è questo il vero obiettivo di Fred Cavayé, regista e sceneggiatore, al debutto cinematografico, che mette in scena la storia di un uomo come tanti, travolto dal dramma senza alcun preavviso.
Per anni il cinema francese, sotto l’ala troppo ingombrante di Luc Besson, ha tentato di imporsi nel panorama internazionale come matrice di mediocri action frenetici e thriller movimentati. Ma Anything For Her (in originale Pour Elle) è una solida pellicola che pompa adrenalina: novantasei minuti serrati in cui assistiamo alla trasformazione dark del protagonista, l’ottimo Vincent Lindon che mette ogni ruga al servizio della disperazione, disposto a tutto pur di riprendersi in mano la felicità di un tempo. Ed è così che questo padre modello, con tanto di lavoro ben retribuito, sacrificherà ogni suo avere e ogni suo principio morale pur di mettere in atto un piano per far evadere la moglie.
La macchina da presa si assicura di rimanere incollata alla realtà: non ci sono colpi di scena spettacolari, né cattivi da film di genere, c’è solo un uomo guidato dal sentimento e pronto a perseguire il suo scopo. Un protagonista disposto a varcare la soglia della legalità per non fare più ritorno. Un personaggio per il quale, per tutta la durata del film, noi facciamo sempre il tifo. Questo è il vero cuore del film e se Lindon è impeccabile, Diane Kruger è l’angelo caduto e intrappolato tra le mura della sua cella. Una donna che un tempo era bellissima e che adesso, dopo aver perso tutto, vuole allontanare i suoi cari per lasciarsi morire e non avere più alcun rimpianto.
Cavayé ha un ottimo senso dell’azione e sceglie di evitare il solito stile da videoclip, tenendo spente la maggior parte delle luci sul set e ambientando diverse sequenze in bar e bassifondi, dove il suo protagonista imparerà ad affrontare le sue paure. Le lancette della tensione girano al massimo e non c’è tempo per una pausa, ma niente è mai superficiale. È il tema dell’amore filtrato attraverso la frenesia del thriller che rimane costantemente al centro della storia, dando origine a interessanti spunti di trama: quanto siamo disposti a sacrificare per ottenere quello che vogliamo? Quanto può essere doloroso affidare la nostra vita ad un’altra persona? Quanto vogliamo farla finita dopo che abbiamo perso tutto?
E gli americani non se lo sono lasciati scappare, producendo The Next Three Days, remake diretto da Paul Haggis e interpretato dal supercast guidato da Russell Crowe come protagonista ed Elizabeth Banks nei panni della sposa incarcerata. Liam Neeson è un ex galeotto che gli insegna le regole fondamentali per evadere – decisamente una delle sequenze migliori del film originale.


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