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martedì
11
febbraio

Seminario sulla traduzione di "Quasi mai" di Daniel Sada

11 febbraio 2014 ore 17.30

Casa delle Traduzioni - martedì 11 febbraio, h. 17:30

 La Seconda Guerra Mondiale è appena finita e Demetrio Sordo, un giovane agronomo di inconsistenti ambizioni è preso da una novità: il sesso a pagamento nei bordelli. Proprio in uno di questi, sviluppa una passione per Mireya: è lei l’unica prostituta che desidera, e per averla ogni giorno pagherà una tariffa extra e sarà costretto a chiedere un aumento di stipendio. In breve la sua vita si esaurisce nella relazione fisica con lei. Ma quando la madre lo costringe ad accompagnarla a un matrimonio di famiglia, Demetrio conosce il suo “vero” amore: Renata dagli occhi verdi. Un amore che nasce in un giro di valzer e cresce tra le righe di lunghe e caste lettere che i due si scambiano, per un periodo che sembra lunghissimo. Le volute barocche del linguaggio di Sada modellano le descrizioni puramente carnali dell’essere amato, accentuando l’ironia della narrazione. La commedia di maniera e corteggiamento si spinge verso la farsa: Mireya mente a Demetrio sostenendo di essere incinta, lui la abbandona su un treno; Renata, guidata dalla madre, non gli si concede per tenerlo legato a sé. Ma perché le due donne desiderano Demetrio? È poco simpatico, non particolarmente intelligente, continuamente in bilico sulle proprie voluttà, e mentendo salta da una decisione sbagliata a un’altra. Forse la risposta è sullo sfondo, nel Messico in piena industrializzazione: Quasi mai ci regala uno straordinario spaccato della vita messicana degli anni Quaranta, con le sue ipocrisie di matrice cattolica e l’impostazione provinciale della quotidianità, in cui la forma è più importante della sostanza. Demetrio è l’eroe epico di questo mondo, che si muove costantemente perplesso ed esitante, magnificamente patetico e pateticamente protagonista.
La storia che Sada ci racconta, al di là delle peripezie, avventure e aneddoti, è un esempio di linguaggio prodigioso. Infatti, senza pause o frammenti superflui, la prosa di Sada conduce felicemente dall'inizio alla fine, questo grande romanzo, esuberante nei toni, insieme drammatici e comici. È tale il potere che Sada affida alle parole che in questo caso sono le parole che generano il racconto e non il contrario.«Nella poetica di Sada c’è l’assimilazione dell’intero chiaroscuro barocco, del realismo alla Flaubert e l’invenzione diabolica e febbrile di un mondo vertiginoso che gira, gira e gira»
 
Daniel Sada (1953–2011) è stato professore all’Università Autonoma di Zacatecas, all’Accademia Ispanica di San Miguel de Allende e alla Scuola di Giornalismo Carlos SeptiènGarcìa. Quasi mai ha ricevuto nel 2008 il Premio Herralde de Novela e nel 2011 il Premio Nacional de Ciencias y Artes. Mentre era in vita, Daniel Sada,fu considerato il più impegnato avanguardista della sua generazione, paragonato per la complessità del suo progetto a Joyce, Faulkner o Lezama Lima per l’approccio barocco alla scrittura. Nato a Sacramento, nello Stato di confine di Coahuila, diviene famoso nel 1999 con Porqueparecementira la verdadnunca se sabe (Nessuno conosce la verità perché sembra una menzogna), la cronaca di una frode elettorale raccontata in 650 pagine interamente in versi che seguonola metrica dell’Età dell’Oro spagnola, è rimasto fedele al suo visionario progetto letterario fino alla morte, avvenuta nel novembre 2011, pochi giorni dopo la consegna del premio nazionale del Messico per le arti e le scienze.
 
 
Carlo Alberto Montalto è laureato in Lingue. Dopo aver frequentato il master DITALS, si specializza in Traduzione del testo letterario. Gli autori da lui tradotti sono José Luis Correa e Daniel Sada. Accanto all'attività di traduttore, è anche redattore editoriale, docente di spagnolo e di italiano per stranieri.
 
Francesca Lazzarato lavora da tempo nell’editoria, sia come free lance che, dal 1987 al 2003, come editor responsabile della narrativa per la Mondadori Ragazzi. Ha curato numerose raccolte di fiabe popolari, ha scritto alcuni saggi sulla letteratura popolare e su quella per l’infanzia e collabora da molti anni con le pagine culturali del quotidiano "Il Manifesto", occupandosi in modo particolare di letteratura latino americana e spagnola. Per gli editori Mondadori, Voland, Nottetempo, Playground, Orecchio Acerbo, Giunti e Frassinelli ha tradotto dallo spagnolo romanzi, racconti e poesie.Vive a Roma, insieme a un giardino e a cinque anziani gatti.
 
Paola Del Zoppo è traduttrice e comparatista. È ricercatrice in Germanistica all'Università degli Studi della Tuscia e direttore editoriale di Del Vecchio editore.

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