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Il futuro non è più quello di una volta

8 - 14 giugno 2020

La rubrica del lunedì

Care amiche e cari amici,

buongiorno e ben trovati! Come ogni lunedì proseguiamo il nostro viaggio facendoci guidare dalla "buona fantascienza", ovvero quella che, oltre alla sua capacità profetica, manifesta anche una particolare attitudine ad immaginare scenari e possibilità al crocevia delle paure e dei desideri, offrendoci l'opportunità di guardare con altri occhi il nostro presente.

Come abbiamo visto, all'ossessione della malattia si contrappone quella per la salute che, come la verità, resta un assoluto: è sempre oltre, altrove, irraggiungibile, ma forse un elisir, venduto a caro prezzo, può avvicinarci alla beatitudine. Ma le "pozioni magiche" potranno risolvere tutti i nostri problemi?

Ira Levin nel suo romanzo Questo giorno perfetto, pubblicato nel 1970, ci descrive una società senza vizi. La vita di ogni individuo è stabilizzata da un supercomputer, UniComp, sepolto a cinque chilometri di profondità sotto il Monte della Pace. Gli uomini hanno colonizzato lo spazio, spingendosi fino ai confini più remoti del sistema solare. L'umanità è stata finalmente unificata e vive in pace e serenità, venerando i quattro Padri: Wei, Cristo, Marx e Wood. Non ci sono più conflitti, né malattie. Nel mondo di UniComp non c'è spazio per l'individualismo o per l'egoismo. La proprietà privata, la privacy, persino i singoli desideri e le aspirazioni personali sono proibiti, inconcepibili e irrealizzabili. Le pulsioni violente, le passioni e il senso critico vengono tenuti sotto controllo da trattamenti periodici, infusioni di sostanze calmanti e anestetizzanti, cui tutti si sottopongono con estrema gioia e senso del dovere.

II trattamento obbligatorio dei cittadini, ben coccolati, è composto di vaccini, enzimi, contraccettivi, tranquillanti in abbondanza e di "Lpk che riduce al minimo l’aggressività ma anche la gioia, le percezioni e ammazza ogni altra cosa di cui il cervello umano è capace". Così si garantisce l’obbedienza ed un armonioso equilibrio generale.

La rivolta, però, scoppia ugualmente e non è soltanto la trasgressione a una delle leggi fondamentali di Uni-Comp: è il principio di un incubo che dilaga dalla sperduta isola degli incurabili, dove sono ospitati, in fittizia libertà, coloro che non si adattano.

Noi ci fermiamo qui, non racconteremo oltre; vi auguriamo una buona lettura e vi diamo appuntamento a lunedì prossimo.

Per leggere le rubriche delle settimane precedenti clicca in basso:

  1. Erewhon di Samuel Butler
  2. Trentasette Centigradi di Lino Aldani
  3. Abissi d’acciaio di Isaac Asimov
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