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Il futuro non è più quello di una volta

1 - 7 giugno 2020

La rubrica del lunedì

Care amiche e cari amici,

buongiorno e buon inizio settimana! Siete pronti per continuare il nostro viaggio tra  scenari fantastici e futuribili? Vi ricordate dove eravamo rimasti?

In stretta correlazione allo star bene assoluto come ossessione e ricatto, ecco emergere l’incubo del pulito a ogni costo. Ma l’asetticità e lo sporco, visto come “il male”, generano agorafobia, la paura della "piazza", cioè la paura di abbandonare,  anche se per poco, la casa-bunker. Qualcuna/o di voi si sta immedesimando? Beh a questo serve la geniale abilità visionaria di autori come il buon vecchio Isaac Asimov che, proiettandoci in un futuro lontano, ci fanno vertiginosamente precipitare nel profondo della nostra anima.

In Abissi d’acciaio, un romanzo scritto nel 1953 e appartenente al ciclo dei Robot, secondo Asimov i terrestri preferiscono non uscire più "all’aperto" per paura di contaminarsi.

La storia si svolge sulla terra, in un futuro lontano tremila anni, ed è essenzialmente una detective story in cui l'autore introduce per la prima volta i suoi due personaggi più riusciti e popolari: il detective umano Elijah Baley e il robot R. Daneel Olivaw.

Asimov immagina le città future come una estensione delle odierne metropolitane: vie celeri che attraversano la città da un capo all'altro arrivando fin quasi dentro le case, in modo tale che nessuno esca più nel mondo esterno, ma rimanga sempre all'interno dei suoi Abissi d'acciaio.

New York è irriconoscibile: niente più torri e grattacieli. Al loro posto un'immensa metropoli "coperta", nella quale milioni di uomini e donne brulicano come formiche su strade mobili. Una megalopoli in cui i robot sottraggono i posti di lavoro agli uomini a un ritmo sempre più preoccupante e alle cui porte si estende come una sfida Spacetown, la città degli Spaziali, dove tutto è lusso e ariosità, superbia e ostentazione. C'è da meravigliarsi che uno dei tanti terrestri scontenti ammazzi uno Spaziale, e che il caso rischi di diventare un incidente interplanetario? Per risolverlo bisogna ricorrere al miglior poliziotto della City, Elijah Baley, e affidargli come compagno il più bravo poliziotto di Spacetown, R. Daneel Olivaw. Il guaio è che quella "R" significa robot: sta per cominciare una sfida implacabile tra l'intelligenza umana e quella artificiale, il cui fine ultimo è quello di risolvere l'omicidio più esplosivo che la Terra ricordi.

Per concludere va detto che il romanzo è stato foriero di un'altra implacabile sfida: quella tra gli appassionati di gialli, che lo hanno stroncato senza possibilità d'appello, e gli appassionati di fantascienza che invece lo hanno accolto con grande entusiasmo.

Per leggere le rubriche delle settimane precedenti clicca in basso:

  1. Erewhon di Samuel Butler
  2. Trentasette Centigradi di Lino Aldani
Fa parte di

Appuntamenti digitali oltre il Maggio dei Libri