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I commenti più recenti

  • La ricamatrice di Winchester

    Chevalier, Tracy

    • 04-04-2020
      La solitudine della donna
      Un gran bel romanzo, toccante, che si legge tutto d'un fiato e che fa meditare sulla condizione della donna non sposata, sulla sua posizione nella società, sulle difficoltà per potersi mantenere nel periodo tra le due guerre.
  • Léon Videoregistrazione

    Besson, Luc

    • 04-04-2020
      "Hai detto niente donne e niente bambini. Chi pensi che ucciderà questa, asini e scimmie?"
      Bellissimo film, con una giovanissima ed eccezionale Natalie Portman, perfetta nei panni della giovane coprotagonista, innamorata del gigantesco e tenerissimo Jean Reno, capaci di uccidere a sangue freddo (ma mai donne e bambini) e allo stesso tempo avere la timidezza di un bambino, rappresentato dal suo bere nient'altro che latte. Commovente e intenso. Una menzione speciale Gary Oldman, perfetto poliziotto psicotico e dipendente dalle droghe: impressionanti le espressioni post assunzione di droga (e sì, sarà una bestemmia dirlo ma fanno pensare al nostrano e demenziale Ruggero De Ceglie!).
  • Riparare i viventi

    Kerangal, Maylis : de

    • 04-04-2020
      Un ragazzo giovanissimo ha un grave incidente. Il responso dei medici non lascia spazio alla speranza: morte cerebrale. Ecco, da questo momento, cosa succede, quali sono i sentimenti, quali le azioni, quali i meccanismi che si mettono in moto in una corsa contro il tempo che permetta il trapianto degli organi che significa morte di una persona, ma vita e futuro per altre persone ammalate? E cosa rappresenta nell'affetto di chi lo ha amato, in particolare, il cuore? Un libro che mi è piaciuto e mi ha emozionato. Un libro che sconvolge se si pensa alla morte di una persona giovane, che però porta in sè un senso di speranza.
  • Squadra speciale Minestrina in brodo

    Centazzo, Roberto

    • 04-04-2020
      Dario Tramacere Sufficientemente saporito
      Il titolo scelto dall’autore aiuta sin dall’origine a capire cosa il romanzo non sia: non è thriller e nemmeno un autentico «giallo», anche se esiste un’indagine portata avanti da tre (ex) poliziotti, pure di rango sufficientemente elevato. È la storia di un’inchiesta ma, soprattutto, della scelta di un gruppo di amici che non si rassegna all’inerzia; tanto più che, come sottolineato dalla presentazione, adesso non devono render conto ad alcuno tranne che sé stessi. Il prezzo da pagare, ovviamente, è costituito dall’impossibilità di accedere a tutti quegli «strumenti» disponibili quando si è in servizio; ma qui entrano in scena gli amici e colleghi di una vita, pronti a sopperire alle necessità e a ricevere il testimone quando si tratterà di trasformare l’indagine personale in una inchiesta ufficiale. Pur nella anormalità della situazione, il racconto riesce ad essere, oltre che piacevole, anche sufficientemente convincente; soprattutto perché l’autore riesce sempre a mantenere i propri personaggi (il loro operato, cioè) entro termini di assoluta ragionevolezza, limitandosi ad esaltarne le rispettive qualità. L’importante è superare con brio le prime pagine, dedicate all’ovvia presentazione dei personaggi ma anche «appesantite» da qualche frase dal sapore un po’ qualunquista (di cui non si sarebbe avvertita l’assenza); poi la narrazione scorre sempre più lineare e gradevole. Una godibilità frutto anche della familiarità che l'autore riesce ad instaurare tra lettori e personaggi, rendendoci partecipi delle loro giornate. Quanto basta per aver voglia di leggere il prossimo episodio e vedere cosa sapranno fare i nostri tre «pensionati».
  • Nel contagio

    Giordano, Paolo

    • 04-04-2020
      Un invito a riflettere
      Queste pagine di Paolo Giordano racchiudono una sorta di «Diario ai tempi del Covid-19» : scattano una fotografia di ciò che stiamo vivendo e ci invitano a riflettere non solo su noi stessi ma anche sul rapporto che abbiamo con i nostri simili (in particolare sui vincoli di solidarietà che dovrebbero unirci gli uni agli altri, lasciando da parte gli egoismi) e con la natura (perché l’emergenza climatica non è qualcosa di immaginario o ancora lontano: la scienza ne parlava già in modo allarmante alla fine degli anni ’60! La drammatica riduzione delle biodiversità, il depauperamento delle risolse della Terra e la progressiva scomparsa delle 'zone tampone’, come quelle uomo (città/metropoli)-aree periurbane-foreste che si stanno pericolosamente assottigliando, costituiscono un rischio non indifferente per la nostra stessa sopravvivenza e per il verificarsi di situazioni simili). Nei momenti di difficoltà - soprattutto quelli in cui non abbiamo 'tempo' - non sempre noi esseri umani riusciamo ad individuare quei punti di riferimento che ci servono per trovare il nord della bussola. Tuttavia, dobbiamo stringerci tutti assieme e risolvere le questioni più spinose e urgenti che la Storia ci sta chiedendo di affrontare, per non dover dire un giorno ai nostri figli - quando ce lo chiederanno (e lo faranno) - che non abbiamo fatto nulla per dar loro il futuro migliore possibile e salvare il nostro splendido pianeta.
  • Roma, non basta una vita

    Negro, Silvio

    • 04-04-2020 Roma, Roma, Roma
      Ai tempi dei tempi, in sala stampa, a Piazza San Silvestro, lavorava il figlio di Silvio Negro, che io, come tutti, conoscevo per certe sue bizzarrie e per essere, naturalmente, il figlio, appunto, di Silvio Negro. Che tutti quanti amavamo per le sue strepitose pagine romane, piene di storiette, aneddoti, Storia, scorci e rituali romaneschi che solo una penna d'oro, come era la sua, era riuscita a far diventare davvero appassionanti. Mi chiedo che cosa direbbe oggi Silvio Negro di quella sua Roma sparita oggi che, deserta, triste, immalinconita, palpita solitaria nella rinata primavera...
  • I luoghi del pensiero : dove sono nate le idee che hanno cambiato il mondo

    Pagani, Paolo <1957- >

    • 03-04-2020
      Piccola geografia domestica del pensiero nord-europeo
      Dove hanno vissuto, pensato e scritto filosofi come Cartesio, Kant, Spinoza e Wittgenstein, filosofi politici come Karl Marx, economisti come Keynes, letterati come Thomas Mann, scienziati come Newton? Questo saggio è una personalissima cartografia intellettuale d'Europa, che va da ovest ad est: Irlanda, Gran Bretagna, Paesi Bassi, Francia, Lussemburgo, Germania, Svizzera, Austria, Polonia, Lituania e Russia; con riparo negli Stati Uniti per Hanna Arendt e Einstein. I pensieri di tali menti eccelse, secondo l'autore del libro Paolo Pagani, "potevano essere concepiti solo là dove sono materialmente nati" (pag. 9), ovvero le case, gli studioli, i giardini, le ville, le stanze in affitto dove per ognuno di questi pensatori prese vita il non-detto "che si impara ad ascoltare" (idem). Mi hanno colpito, in particolare, l'ispirazione di luoghi come Bloomsbury e la Foresta Nera. Il primo, una sorta di "Atene scabrosa nel cuore di Londra, un mondo nel mondo" (pag. 240), fu il quartiere intorno al quale ruotarono le vite di Virginia Woolf, Bertrand Russell, Dickens e Maynard; nella seconda, si amarono e disamorarono Heidegger e la sua allieva Arendt. Scorrevole libriccino, prezioso.
  • Una stanza tutta per se

    Woolf, Virginia

    • 03-04-2020
      La ricetta segreta
      Pubblicato nell’ottobre del 1929, il saggio di Virginia Woolf si basa su due conferenze tenutesi l’anno prima in due collegi femminili di Cambridge che avevano avuto per argomento "Le donne e il romanzo”. Il testo si apre ad imbuto, con la descrizione iniziale dell’ambiente culturale dell’epoca e dell’istruzione universitaria nella fittizia Oxbridge, per poi passare all’analisi delle tappe cruciali che hanno reso possibile l’affacciarsi della donna alla scrittura (da modalità di espressione a forma d’arte vera e propria), perché ‘i capolavori non nascono isolati’ .. 'scrivere un’opera di genio è quasi sempre un’impresa di prodigiosa difficoltà’ (cit.). Si arriva così al nucleo dell’argomento da dipanare: gli ingredienti indispensabili affinché tutto questo possa accadere in concreto sono i soldi (che permettono di ricevere un’istruzione, di viaggiare e potersi ritagliare il tempo da dedicare all’arte) e una stanza tutta per sé per poter scrivere (ossia lo spazio destinato alla creazione artistica). Tutto questo succedeva alla fine degli anni ’20 del XX secolo ma non può non colpire ancora oggi: la Woolf dà libera voce alle sue opinioni, confronta le grandi autrici che l’hanno preceduta per tracciare parte della sua tradizione letteraria, e accenna in modo molto delicato anche alla sua bisessualità, fatto innovativo per l’epoca. Nessuna considerazione è casuale: attraversare le pagine che lo compongono è come guardare la pietra gettata in uno stagno e immaginare quei cerchi concentri che si allargano sulla superficie dell'acqua. Chi avrà letto altre opere dell’autrice, i diari o anche solo «Voltando pagina», non sarà sorpreso dall’incredibile penna che sfoggia e dalla sagacia che emerge dalle sue considerazioni. Assolutamente da leggere!
  • Le otto montagne

    Cognetti, Paolo

    • 03-04-2020
      Sorprendente!
      Cognetti è capace di pesare ogni singola parola e quello che ne viene fuori sono delle immagini cariche di affetto, anche quando l'obiettivo è quello di descrivere un piccolo torrente. Commovente, lo porterò nel cuore per molto tempo. Adesso ho una voglia infinita di partire, appena possibile, e lasciarmi trasportare dalla Montagna.
  • Le ore

    Prato, Dolores

    • 03-04-2020 Dolores va in collegio
      Chi, come la sottoscritta, ha amato tantissimo il capolavoro di Dolores Prato "Giù la piazza non c'è nessuno", pubblicato qualche decina di anni orsono da Mondadori, potrà leggere, gustare e amare, diciamo così, la seconda puntata dell'autobiografia di Dolores. Bambina, in casa dello zio prete, Don Domè, e della zia nubile Paolina, Dolores impara la durezza della vita e insieme il suo fascino, nella casa della collegiata e per le strade di Treja, illuminate da una luce di verità. In un italiano che è squisito, vivo, delizioso all'orecchio, tutta Treja palpita nella penna di Dolores. Che è viva, vivissima, anche nel racconto successivo. Quando cioè Dolores, già ragazza, entra in un collegio di suore visitandine dove passa le sue ore, tra preghiera e pensieri: imperdibile.
  • John Wick Videoregistrazione : non provocarlo

    • 03-04-2020
      Piacevole sorpresa
      Non amo molto i film d’azione (perlomeno non tutti), ma questo film è caratterizzato da una sua coerenza e una sua raffinatezza, che lo rendono agile nello sviluppo della trama e privo di momenti morti o non trascurabili. Una finestra su un raffinato mondo criminale con una sua impalcatura, psicologia e regole. Ottimo Keanu Reeves.
  • L'incredibile cena dei fisici quantistici

    Greison, Gabriella

    • 03-04-2020
      Divulgazione scientifica in versione romanzata
      Il ricorso alla forma del dialogo per esporre idee scientifiche o filosofiche non è nuova, perché può risultare più efficace di un saggio. Nello specifico, per illustrare la nascita della meccanica quantistica, l'autrice rievoca un fatto realmente accaduto, una cena di gala organizzata dai reali del Belgio nell'ottobre 1927 al termine di un Congresso su "Elettroni e fotoni". La descrizione della cena si basa in parte su elementi noti, tratti dalle lettere dei partecipanti e dall'archivio dell'Istituto Solvay, ed in parte su elementi di fantasia. Nel capitolo introduttivo, la Greison espone gli elementi essenziali della meccanica quantistica, mentre nei capitoli seguenti, ricostruendo i dialoghi della serata, offre un ritratto umano e professionale dei partecipanti al Congresso, comprensivo dei rapporti tra di loro e delle rispettive manie. Nel complesso, il libro può costituire un'utile introduzione alla meccanica quantistica e, più in generale, al mondo della fisica per il lettore non specialista, anche se non mancano dei punti deboli. In alcuni casi, vengono presentate delle equazioni senza spiegare il significato degli elementi che le compongono. Inoltre, se appare comprensibile che nel corso della serata si sia parlato prevalentemente di fisica e che ci siano stati anche dei momenti leggeri, appare inverosimile l'assenza di commenti sull'attualità politica ed economica, a parte un fugace riferimento alla situazione negli Stati Uniti. In fin dei conti, oltre ai reali del Belgio, come padroni di casa, erano presenti anche alcuni imprenditori e lo storico francese Lefebvre. Appare, inoltre, discutibile la scelta di immaginare che le consorti di due dei fisici presenti abbiano parlato prevalentemente di cucina e cucito e di ipotizzare la partecipazione alla cena di un ex ufficiale belga ubriacone e rimbambito.
  • Diario di un killer sentimentale

    Sepúlveda, Luis

    • 03-04-2020
      Meno di tre...
      ...stelle a Sepulveda non le do. Ma il noto autore che si cimenta in un qualcosa di non suo incuriosisce. Incuriosisce il formato del libro che promette un pomeriggio in buona compagnia. Un romanzo che si legge in poche ore e dove ci si chiede se chi l'ha scritto non si chiami, in realtà, Ian Sepulveda. C'è l'elegante sicurezza osteggiata nel lusso di Bond, James Bond. E c'è il cuore. Il cuore di un vecchio non anziano che si pone domande che farebbe meglio a non farsi. C'è il cuore che soffre per un peccato non perdonato. E ci sono i versi di un Corrido, recitato due volte, in cui la prima parla di restare e la seconda di andare.
  • Si alza il vento

    • 02-04-2020 Opera matura
      Decimo lungometraggio del grande regista giapponese, che svincola dalle opere precendenti, caratterizzata sempre dalla grandissima sensibilità, l'arte del sogno e del sottinteso. Un'opera decisamente matura, che rappresenta temi difficili, come la malattia, la guerra e le calamità naturali, rendendole così vivide da risultare decisamente angoscianti. Controverso il rapporto del protagonista con la guerra (ambientato del resto in un periodo davvero difficile, in cui il Giappone ricoprì un ruolo di non poco conto)e con l'astrazione e l'amore che il progettista riversa sulla sua opera che però, al contrario del sogno condiviso con Caproni, non trasporterà famiglie ma bensì mitragliatrici e la morte.
  • Il labirinto del continuo : numeri, strutture, infiniti

    Chinnici, Giorgio <1958- >

    • 02-04-2020
      RIPARTIRE DA ZERO
      Leibniz definì “labirinto del continuo” i problemi filosofici legati ai numeri, come il labirinto di Arianna all’interno del quale, districandosi tra le mille strade suggerite, si vive una esperienza tra tempo e spazio. Da questa espressione Giorgio Chinnici propone il suo libro “Il labirinto del continuo”, un libro che richiede un impegno superiore ad una lettura amena, da parte del lettore. Del resto la divulgazione scientifica esige un’attenzione particolare, ma proprio per questo il libro di Chinnici, partendo dalla conoscenza dello zero, il cui simbolo gli antichi babilonesi usavano con notazione posizionale, spazia tra numeri e logica. Per chi possiede un excursus storico personale legato alla matematica, come per me con gli studi universitari, utilizzare questo manuale divulgativo è quasi tornare “giovane”, alla simbologia algebrica, la geometria euclidea, l’analisi funzionale, fino ad arrivare alla ragionevole efficacia della matematica. Attraverso le pagine del libro di Chinnici, si colgono curiosità storiche di come la matematica abbia influenzato e strutturato la nostra mente, da Cartesio, Zanone, Ipazia, fino ad arrivare a Dante, Joice… e Cesare Zavattini. “Lingua e pensiero sono un’unica cosa e anche la matematica, linguaggio della natura secondo Galilei, intrattiene un rapporto di identificazione con il pensiero, e nel pensiero che è astrazione, si annida la creatività.”.