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I commenti più recenti

  • La storia del mondo in oltre 150 mappe

    • 02/01/2026
      Il collasso dell’Età del Bronzo e la fine delle grandi civiltà del Mediterraneo orientale
      Tra il 1225 e il 1175 a.C., diverse società dell'Età del Bronzo del Mediterraneo orientale collassarono. Molte fortezze della regione furono saccheggiate da un nemico sconosciuto, e l'impero ittita e i regni micenei furono distrutti. La prima vittima fu l'impero ittita, la cui capitale, Hattusa, fu saccheggiata attorno al 1200 a.C. Allo stesso tempo, in Grecia, i Micenei, temendo attacchi dal mare, fortificavano i loro palazzi. Nonostante le precauzioni, questi furono distrutti dal fuoco. Anche l'Egitto fu attaccato dall'Egeo da una coalizione alla quale gli Egizi si riferivano come ai "Popoli del Mare". Il faraone Ramses III sconfisse gli invasori attorno al 1170; cacciati dall'Egitto, i Popoli del Mare conquistarono e colonizzarono la costa del Levante. La causa del collasso non è chiara, ed è improbabile che i soli responsabili siano stati i Popoli del Mare. Vi sono prove che alla disintegrazione contribuirono anche cambiamenti climatici. Il periodo fu eccezionalmente secco, e questo può aver condotto alla carestia, indebolendo le economie palaziali e rendendole vulnerabili agli attacchi. Fra gli altri fattori, si ipotizzano terremoti e ribellioni interne. Con il crollo delle città, le popolazioni dovettero spostarsi; iniziarono a migrare, mettendo a loro volta in difficoltà altri regni. Dopo il collasso, il commercio del bronzo, in precedenza condotto su larga scala, fu messo in crisi, e si passò sempre più all'uso del ferro. Durante la crisi dell'Età del Bronzo, decine di cittadelle, da Pylos a ovest a Carchemish a est, furono violentemente distrutte; la maggior parte non sarebbe mai più stata occupata. Grazie alla loro posizione imprendibile su isolotti fortificati, le città fenicie di Tiro e Byblos sfuggirono alla distruzione. L'Egitto sopravvisse, ma indebolito, e perse le sue terre nel Levante
  • 1: Dalla parte di Swann

    Proust, Marcel

    • 02/01/2026
      Bellissimo!
      Un infinito viaggio immersivo
  • Il castello errante di Howl

    Jones, Diana Wynne

    • 02/01/2026
      Coinvolgente
      Personaggi stravaganti che vivono avventure emozionanti
  • Nella quarta dimensione

    Liu, Cixin

    • 02/01/2026
      Nella quarta dimensione (Death’s End) di Liu Cixin è un’opera grandiosa che conclude in modo epico e visionario la saga iniziata con Il problema dei tre corpi. Questo romanzo amplia ulteriormente la scala narrativa, spingendo la fantascienza ai suoi confini più estremi, sia in termini di portata cosmica che di profondità filosofica. La trama riprende le vicende dell’umanità alle prese con i Trisolariani, ma li trascende, esplorando non solo i rapporti interspecie, ma anche le leggi dell’universo e il destino stesso della vita. Al centro della storia c’è Cheng Xin, un personaggio complesso e umano, che deve affrontare scelte morali devastanti in un contesto in cui il tempo e lo spazio perdono i loro confini tradizionali. Attraverso di lei, Liu esplora temi come la fragilità umana, la compassione e l’impatto delle decisioni individuali su scala cosmica. Il romanzo introduce concetti straordinari, come la “dimensione oscura”, il congelamento del tempo, e l’inimmaginabile scala temporale degli eventi, spingendo il lettore a riflettere su questioni fondamentali come la mortalità, il sacrificio e l’inevitabilità dell’entropia. La narrazione si snoda tra momenti di alta tensione, scene di grande impatto visivo e riflessioni profonde che lasciano il segno. Con Nella quarta dimensione, Liu Cixin firma un’opera straordinaria, che fonde scienza, filosofia e storytelling in un capolavoro che supera ogni aspettativa. È una conclusione epica per una trilogia che ridefinisce il genere della fantascienza, offrendo al lettore un’esperienza intellettualmente e emotivamente travolgente. Una lettura imprescindibile per chiunque ami esplorare le profondità del cosmo e dell’animo umano.
  • L'uomo del porto

    Cassar Scalia, Cristina

    • 02/01/2026
      Anche questo questo episodio della saga di Vanina l’ho trovato intrigante. Il personaggio ormai è sempre più delineato tant’è che ormai “la si conosce” e in questa libro si percepisce quanto soffra la situazione di “reclusione”. Adoro il rapporto che ha con il commissario Patanè. La scrittura è scorrevole, la trama incuriosisce e viene voglia scoprire insieme a Vanina il colpevole.
  • Dove si filano le nuvole : [romanzo]

    Ibuki, Yuki

    • 02/01/2026
      Ecco un altro esempio di libro della letteratura moderna nipponica scritto con una lievità che ai giorni nostri è rara. La storia si dipana sul rapporto conflittuale di una bambina verso il padre e la madre. La figura del nonno paterno è centrale. Così come è centrale l'eredita (nel senso anglosassone di heritage) ossia la tradizione tramandata di padre in figlio.
    • 01/01/2026
      Scalda l’anima
      Una storia profonda con un forte significato. La scrittura è scorrevole e ricca di nostalgia. Per chi ama i romanzi delicati, pieni di atmosfera giapponese e legami familiari.
  • Una stanza per Momoko

    Wakatake, Chisako

    • 02/01/2026
      Libro commovente, sul passare del tempo e sulla vecchiaia, tappa inevitabile della vita di chiunque. Come al solito, se occorresse ribadirlo, i libri giapponesi, tutti quanti, sono scritti con uno stile improntato alla gentilezza e alla delicatezza. Una piacevolissima sorpresa.
    • 01/01/2026
      Dal linguaggio fine
      Lettura breve e scorrevole sotto forma di lunghissimo monologo. L’autrice molto brava nel raccontare la solitudine senza giri di parole. La solitudine può diventare un’occasione per ritrovarsi e mettersi in gioco. Un romanzo che una volta finito lo si porta dentro aiutandoci a ritrovare il filo perso della nostra vita.
  • Wunderland

    Recami, Francesco

    • 02/01/2026
      Conoscevo Recami più che altro per i racconti della serie "la casa di ringhiera". Ovviamente questo romanzo va da tutta un'altra parte. Alcuni aspetti mi sono piaciuti altri meno. Il romanzo ha un bel ritmo, anche se, nella seconda metà diventa quasi un accozzaglia di eventi. Bella l'idea dell'ambientazione, o meglio, delle ambientazioni (che non voglio spoilerare). In conclusione: credo che Recami abbia voluto sperimentare un nuovo genere, dove ho rivisto un po' Dick e Orwell (ma non voglio fare paragoni arditi).
  • Delitti senza castigo : un'indagine inedita di Sarti Antonio

    Macchiavelli, Loriano

    • 02/01/2026
      Buon racconto nello stile di Macchiavelli, un po' "tirato" sul finale.
  • Il reato di pensare : oltre il conformismo, esercizi di libertà

    Crepet, Paolo

    • 02/01/2026
      E' il primo libro di Crepet che leggo e ho avuto sempre una certa sintonia d'onda con quello che dice il prof. A conferma ho trovato il libro molto interessante. Crepet non le manda a dire, mai.
  • L'ultimo amore di Baba Dunja : [romanzo]

    Bronsky, Alina

    • 02/01/2026
      Questo libro, insieme a "Notte" di Edgar Hilsenrath, è un autentico capolavoro. Non c'è altro da aggiungere.
  • Il re del gelato

    Cassar Scalia, Cristina

    • 02/01/2026
      Prima di vedere in TV Vanina, mi sono voluto leggere questo interessante giallo, che lascia molto in sospeso per tutto l'iter del viaggio nella realtà catanese. La trasposizione in serie TV, ha reso ancora più interessante la storia.
  • La lezione del Giappone : il paese che anticipa le sfide dell'Occidente

    Rampini, Federico

    • 02/01/2026
      Do una sola stella perché francamente Rampini mi ha scocciato con quel suo atteggiamento da pseudo professorino con il dito puntato. Inoltre alcuni passaggi ricalcano alla perfezione le teorie di Salvini (la parte sull'immigrazione). Rampini cita fatti senza supporto di dati, Libri sul Giappone è meglio leggerli dai giapponesi, non da italiani che pensano di essere onniscènti.
  • La nostra guerra quotidiana

    Kurkov, Andrej

    • 02/01/2026
      Come tutti i libri di guerra, questo sull'Ucraina è una preziosa testimonianza. L'occhio imparziale di Kurkov scandisce le giornate passate nei bunker, in casa al riparo, e anche in giro per la città, perché il popolo ucraino è resiliente. Ce ne vorrebbero altri mille di libri come questo.