I commenti più recenti
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Estranea
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29/07/2026 Dentro il rifugio dell'ordinePer cominciare, stiamo parlando di un’opera prima che è valsa all’autrice una candidatura al Booker Prize e il Women's Prize for Fiction: non è certo poca roba per un’esordiente. Entrando nel merito del romanzo, il mio giudizio è un nì. La costruzione richiama quella di un’opera teatrale. Ambientato in Olanda nei primi anni Sessanta, si sviluppa in tre parti. La prima, piuttosto lenta, introduce Isabel, una delle due protagoniste principali, e i suoi due fratelli, Louis e Hendrik. Isabel, dopo la morte della madre, vive da sola nella grande casa di campagna e conduce un’esistenza solitaria e ossessiva, maniaca dell’ordine e del controllo. La casa stessa assume il ruolo di co-protagonista, svolgendo una funzione protettiva, alla stregua del carapace di una tartaruga. Nella seconda parte è Eva, la fidanzata di Louis, a movimentare la scena. Durante un’assenza di Louis per lavoro, Eva si trasferisce temporaneamente a casa di Isabel. Inizia così una convivenza inizialmente tesa e conflittuale, destinata però a prendere una piega del tutto diversa. Isabel, la ragazza che «nemmeno il miele potrebbe addolcire quell’aceto», scopre una parte di sé del tutto inaspettata. Un mutamento ben descritto dall’autrice nella conversazione posta al termine del volume: «Una donna acida e giudicante, la cui personalità oscura una profonda fonte di desiderio. Una donna che crede di avere pieno controllo, e scopre non essere così.» È nella terza parte che questo cambiamento giunge a compimento, con un netto mutamento di registro, ma anche con un finale che, a mio avviso, non mantiene la tensione narrativa e finisce per risultare piuttosto prevedibile. La scrittura è sicuramente di qualità, capace di dare corpo agli effetti sensoriali e di costruire dialoghi accurati. Tuttavia, oltre a perdere tensione nel finale, l'autrice insiste eccessivamente sulle scene più intime, che finiscono per risultare ripetitive. I temi affrontati sono numerosi: le ossessioni come meccanismo di difesa, il senso di colpa, la riscoperta del corpo, la memoria e le conseguenze della guerra. Ne emerge un romanzo che intreccia suspense, erotismo e approfondimento psicologico. A mio modesto parere, il titolo originale, The Safekeep, è più aderente al significato del romanzo rispetto a quello scelto per l'edizione italiana.
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Roma : i luoghi del potere
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29/07/2026 Paolo Galati bellissimofatto benissimo, disegni veramente di alto livello, illustrano dettagli interessantissimi e ricostruzioni affascinanti. veramente ben fatto
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Amore nei giorni della rivolta
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29/07/2026Sulla sfondo storico della caduta dell'impero ottomano il racconto di uomini e donne in cerca della felicità . Cercano l'amore ma sono prigionieri dei codici, delle convenzioni e del clima politico del loro tempo. Gli uomini, ufficiali, intellettuali, aristocratici, sono guidati da una cultura fortemente patriarcale ed egocentrica. La donna deve essere una musa, un trofeo o una consolazione. Quando la donna mostra una volontà propria o un'indipendenza, l'uomo crolla perché il suo orgoglio è ferito. Vedono la donna solo per il ruolo che deve svolgere nel loro dramma personale. Sono prigionieri del tempo che vivono. È questo il paradosso tragico e attuale che Altan mette in scena: crediamo che il nostro cuore sia libero di scegliere, ma spesso desideriamo solo ciò che la nostra epoca, con le sue paure e le sue mode, ci insegna a desiderare. Questo è il secondo libro del Quartetto Ottomano
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Nella testa del dragone : identità e ambizioni della nuova Cina
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29/07/2026Giada Messetti, esperta sinofila, ci guida alla scoperta della Cina contemporanea indagando vari aspetti della società attuale (2020). Da leggere assolutamente.
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Da dove viene il vento
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29/07/2026 Quale futuroUn libro molto bello. Le storie narrate sembrano scollegate e si snodano anche su piani temporali diversi. La parte principale è la storia d’amore tra Dora e Salvatore che si conoscono a Padova da studenti. Diverse le provenienze, diverse le ambizioni, diverso il modo di pensare e vivere il presente: lui che si lascia andare fino all’eroina e lei che studia e viene lasciata. Si reincontrano dopo 20 anni in una città cambiata, lei docente e lui che ha contratto un ottimo matrimonio, nel quale il fulcro è il denaro, che lui spreca in investimenti azzardati ed affidandosi agli usurai. Parallela la storia di Idir che lascia l’Africa alla volta dell’Italia con mille speranze che si spezzano come la sua schiena tra caporalato e campi di pomodori, in un mondo di nostalgie e ristrettezze, nell’ombra, nell’ invisibilità e nell’indifferenza di chi incontra. Una storia dove i sentimenti rimangono scoperti, dove i comportamenti abietti si rivelano, dove la solidarietà e il conforto giungono nel momento e dalle persone più inaspettate
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[3]: L'ultimo lieto fine
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29/07/2026 Stefania Calo' L'ultimo lieto fine per davveroSiamo giunti alla conclusione della storia di Agatha e Sophie, ma una delle due sembra che non debba avere il suo lieto fine e la loro storia deve concludersi in un modo o nell' altro con conseguenze per il Bene o per il Male... forse però la loro amicizia sarà più forte di tutto! I personaggi delle fiabe come non li avremmo mai immaginati, le streghe ex compagne di scuola alleate per un fine superiore e finalmente un rapporto tra principe e principessa più moderno. Mi é piaciuto più del precedente
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Verrà l'alba, starai bene
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29/07/2026 717 pagine che si fanno leggereEro un po' scettica, come spesso di fronte ad autori molto prolifici e molto venduti. Ma il libro mi è piaciuto, una bella storia, ben construita, personaggi approfonditi. Tocca temi che possono interessare a molti (ecco il motivo delle vendite ...), con accenni alla medicina ayurvedica (di cui non so nulla, e quindi non posso dire se siano accenni rispondenti alla realtà) e ai benefici dello yoga e della meditazione. Ma, ciò che più conta, è che, quando me lo hanno consegnato, ho pensato: come farò a leggerlo in tre settimane (la restituzione cadeva in un momento in cui non sarò a Roma) e invece: finito in neanche 10 giorni! insomma: consigliato
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Il grande mistero di Bow
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28/07/2026 Daniela BertoglioHo letto che si tratta del primo romanzo (non racconto) nel quale c'è un morto ammazzato in una camera chiusa. L'autore, che credo si cimentò solo in questa occasione nel genere giallo, nella introduzione sfida i lettori scommettendo che nessuno potrà individuare l'omicida, anche se a me è sembrata abbastanza banale la soluzione, forse ho letto troppi romanzi di questo tipo e sono più smaliziata rispetto ai lettori di un secolo e mezzo fa. Nasce come pubblicazione a puntate, perciò in alcuni punti il ritmo del racconto è volutamente lento, ma anche venato di un sottile umorismo, molto british.
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Canne al vento
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28/07/2026 Un verismo (più) psicologicoPrima opera che leggo di Deledda e me ne sono innamorata. La fluidità del narratore che come una cinepresa rispettosa e attenta si insinua nelle vite di tutti i personaggi, le incursioni del folklore, del dialetto, della vita sarda di inizio secolo, le descrizioni umanizzate della natura e quelle naturistiche degli umani, hanno reso questo romanzo un vero scorcio nel decadentismo della nobiltà e della morale cristiana. E' un ritratto silenzioso e rispettoso, senza mai essere polemico ma certamente critico di un "vecchio paese", di usi e costumi di povera gente afflitta dall'avidità, dalla sete di successo e di mantenimento dello status quo. Un ritratto quasi antropologico di certi tipi sociali che però sono tutti caratterizzati da una grande profondità d'animo.
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A Spoonful of murder
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28/07/2026 Mihai Hunea Giallo consigliatissimo anche per i nuovi alla serie!"Spoonful of Murder" è stato il mio primo approccio sia all'autruce che alla serie "Murder Most Unladylike" ed è più che bastato per farmene innamorare. Ci sono diversi riferimenti alle investigazioni precedenti delle protagoniste, ma nulla che ti faccia sentire fuori ma abbastanza per incuriosirmi sui libri precedenti. Consiglio vivamente ai fan di testi gialli in lingua inglese!
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15: Avanti sempre e comunque!
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28/07/2026 Damiano Greco il mio volume preferitomi piace Perché rufi mette pace in una situazione difficile
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Il diavolo in corpo
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28/07/2026 Claudia Pavan IL DIAVOLO IN CORPODevo partire dalla giovanissima età dell'autore RAYMOND RADIGUET... che ha scritto questo romanzo all'età di 20 anni, purtroppo deceduto poco dopo. Ho letto questo libro...proprio considerando la sua giovinezza. Non a torto è considerato un "classico"...Radiguet con la sua prosa...ci comunica il "mondo interiore"di un ragazzo innamorato...con le sue insicurezze...con le sue incoerenze...con la sua vitalità...con la sua vigliaccheria. E' un classico perchè quello che ci racconta appartiene un po' a tutti noi! E non lo fa annoiando il lettore, bensì ci incuriosisce fino all'ultima pagina. PAVAN CLAUDIA Circolo Lettori BIBLIOTECA P.P.Pasolini
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Domenica
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28/07/2026Non si tratta di spoiler, nel primo capitolo di questo "roman dur" Simenon ci porta nel mezzo dell'azione: Emile, ristoratore vandeano che da anni gestisce la Bastide, pensione-ristorante in Costa Azzurra, ha deciso di fare fuori Berthe, la moglie, e il giorno accuratamente pianificato per "l'azione" è domenica, proprio quella domenica che dà il titolo al romanzo. Sempre nel primo capitolo viene introdotta, Ada, giovane cameriera tuttofare che lavora per i due ed è l'amante di Emile, ma sempre nel primo capitolo viene specificato che non è lei il movente che ha spinto l'uomo a prendere una decisione così estrema. Dopo una partenza "a razzo", Simenon si diverte a riavvolgere il nastro e raccontarci dall'inizio la storia di Emile e Berthe. Perchè si è arrivati a questo punto? Fino a che punto la vittima è a suo volta carnefice e viceversa? Di grandissima la qualità la scrittura dell'autore francese, vero artigiano nel senso migliore del termine: nonostante il libro sia corto, come gran parte della produzione di Simenon, è incredibilmente denso: personaggi, situazioni, dettagli sono perfettamente cesellati senza mai essere ridondanti.. Ogni personaggio, anche le "comparse", è ben descritto, ha un suo corpo, una sua funzione, una sua dignità. Al lettore il piacere di farsi accompagnare fino alla tragica conclusione della domenica.
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Io, Ibra
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27/07/2026 Alberto Luzzi Un libro da leggere ...... interfogliandolo con un altro la cui lettura è diventata faticosa. In uno scaffale di una libreria non mia in una casa non mia. Difficilmente un libro del genere avrebbe trovato il mio gradimento. Personaggio complesso. Stellare come calciatore ma un po' più giù, molto più giù come persona. Non si può chiedere a certi personaggi pubblici di essere "di specchiata onorabilità" ma essere un esempio per gli altri si. Stiamo parlando di un uomo che ha fatto un pessimo uso delle sue enormi doti. Tecniche e fisiche. Ma che scrive libri e non legge. Per affetto da calci in testa ai propri compagni. Una persona che, purtroppo, conosce un solo comportamento. E arrogante com'è non lo discute mai.
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Nel nido dei serpenti
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27/07/2026 Paolo Galati dura realtàanche se è un fumetto mette in evidenza quanta strada ancora c'è da fare per avere un mondo migliore
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