I commenti più recenti
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Gli ultimi giorni di John Lennon : romanzo
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18/05/2026 Barbara PetiBella biografia di un personaggio straordinario. Alcuni aspetti non li conoscevo.
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Grosso guaio a Chinatown [Videoregistrazione]
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18/05/2026 Barbara Petifilm demenziale ma per questo assai divertente, scene surreali condite da humor freddo di Jack Burton . Molti tratti ricorda Star Wars soprattutto nelle battaglie dei fanatici. Comunque sempre un piacere vedere Kurt Russel in cannottiera e jeans stretti...
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Il quaderno di Hiroshima
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18/05/2026 Ugo Di Giammatteo La semplicità del beneIl quaderno di Hiroshima è un libro semplice nella struttura e nello stile che porta un messaggio di pace forte, chiarissimo e ineludibile. Un ragazzino di Tokyo va a trovare la zia a Hiroshima e scopre, a poco a poco, la tragedia della bomba e i suoi riflessi sul Giappone e sull’umanità tutta. In un passato recente abbiamo pensato che si andasse verso la progressiva riduzione, fino all’eliminazione, degli armamenti nucleari. Oggi il mondo sembra andare nell’altro verso. Questo libro ci consegna un messaggio di umanità e speranza, con parole semplici e profonde. Ci ricorda che non è il nostro destino a determinare la nostra felicità ma quello che con quel destino siamo capaci di costruire. È un peccato che questo libro non sia disponibile per il prestito.
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L'invenzione del colore
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18/05/2026 Un’autofiction “shakerata”Un libro che parla al proprio ombelico, con un surplus di autoreferenzialità: della serie “il troppo stroppia”. Il romanzo è, di fatto, un excursus nelle ossessioni dell’autore. Prima fra tutte quella di raccontare il padre, che ha lavorato per trentotto anni alla Technicolor, dove ha inventato, insieme ad altri colleghi, una tecnica del colore rivelatasi determinante nella storia del cinema. A sedici anni dalla sua morte, complici i ricorrenti sogni su di lui, l’autore sente il bisogno di “indagare” sulla sua figura, di conoscerlo nel suo ruolo “pubblico”, mai davvero familiare: quello del rapporto con il lavoro e con i colleghi. A questo si aggiungono, o meglio, si mescolano, diversi fili narrativi, senza soluzione di continuità: il rapporto altalenante con l’ex compagna, relazioni improbabili con i suoi studenti, la lotta di classe, la ricerca religiosa. Come dichiarato dallo stesso autore, il romanzo “mescola elementi reali con elementi di pura fantasia e invenzione”. Purtroppo, a mio avviso, gli elementi sono troppi e vengono “buttati” lì in modo confuso, senza una linearità coerente, quasi fossero “shakerati”. L’impressione finale è che la scrittura abbia funzionato come una seduta di analisi: un parlare a ruota libera nel tentativo di mitigare le proprie ossessioni.
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07/05/2026 La famiglia Raimo, seconda versioneRaimo ricorda l'invenzione del colore al cinema, cui partecipò il padre Raffaele, tecnico alla Techicolor di Roma, e tratteggia la figura del padre, fin da quando ne ha memoria. Così fanno a volte i figli quando si accorgono di assomigliare ai genitori, man mano che il tempo passa e ci si avvicina a quell'età che avevano loro quand'eravamo più giovani. Così il cinquantenne Christian interseca la sua vita di professore di storia e filosofia in un liceo romano, con quella, delineata a sprazzi, di tutta la famiglia, compreso un cenno alla sorella Veronica, che la famiglia l'aveva raccontata a suo modo in "Niente di vero" (Premio Strega Giovani 2022). Di queste due versioni dei Raimo, questa del 2026 mi è piaciuta meno; ma ho apprezzato le parole di affetto e di omaggio a una impresa memorabile.
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05/05/2026 Chi e come ha inventato il colore al cinema?Nonostante il cinema americano abbia cercato di inventare il colore fin dai primi del Novecento, quando nel 1958 l'azienda Technicolor apre una sede a Roma, la sua specializzazione era la produzione di pellicola, ovvero il triacetato di cellulosa, sul quale veniva sparsa un'emulsione contenente sali d'argento, sali incolori che illuminati dalla luce si scurivano. E' nello stabilimento romano che, negli anni 80, s'introduce il nuovo processo ENR di "conservazione dell'argento", dal nome del suo inventore Ernesto Novelli Raymond. In una recente intervista, il direttore della fotografia Premio Oscar Vittorio Storaro (quello di "Apocalipse now") ricorda che a inventare l' ENR c'è, insieme al datore luci Enrico Novelli, un giovane chimico, che si chiama Raffaele Raimo, padre di Christian, autore di questo romanzo. Per metà autobiografico e per metà racconto di costume, con esso lo scrittore e professore rende omaggio al padre, un tecnico di spessore, di cui la famiglia intuiva custodisse un importante segreto. In questo caso, aver partecipato a "L'invenzione del colore", impresa che dà il titolo al libro in rosa al Premio Strega 2026. Nonostante il nobile intento, il testo disunito non mi ha convinto.
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Persa e mai ritrovata
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18/05/2026 Daniela BertoglioTorna l'improbabile coppia di poliziotti con lo stesso cognome, un nome simile, ma caratteristiche decisamente opposte, sotto ogni punto di vista, sia fisico che caratteriale. In questo terzo romanzo, Raymond e Ryan Wilkins devono affrontare un caso complicato che vede coinvolti senzatetto, tossici, ex prostitute, poliziotti corrotti, ricchi rampolli delle élite oxfordiane, e una serie di morti ammazzati, ma alla fine, dopo colpi di scena, scontri e tradimenti, ciò che conta è l'amicizia anche degli opposti, come i protagonisti della serie di fiabe di Joyce Dunbar e Richard Briers, Topo e Talpa.
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A Lady in Paris
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18/05/2026 Rosaria Bologna Il nuovo equilibrioSpesso la soluzione di un problema si trova dove meno te lo aspetti. Frida è un'anziana, dispotica e ricca signora estone che vive a Parigi da anni. A causa del suo carattere burbero ha allontanato tutti da sé, ad eccezione di Stèphane un suo ex amante, molto più giovane di lei, che ricatta emotivamente, perché vorrebbe ancora riprendere la relazione. Quando arriva Annie dall'Estonia, la nuova badante, gli equilibri saltano. Lei, con molta dolcezza e mitezza saprà entrare nel cuore solitario di Frida e libererà Stèphane dal suo legame tormentato: la badante, baderà a tutti.
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Non scrivere di me
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17/05/2026 …e invece ha scritto.“Qual è la lingua per raccontare la violenza? Vorrei che ci fosse una lingua neutra, priva di sfumature, una lingua dove non esistono eufemismi e metafore. Una lingua dove ogni parte del corpo ha un suo nome specifico, ogni azione non ne indica un’altra. Una lingua priva di trasformazione. Priva di interpretazione. Priva di ricompense. Una lingua fredda, persino inespressiva.” Ed è proprio questa la lingua che la Raimo sceglie per raccontare “il fatto”: la violenza (non è spoiler, in quanto indicato chiaramente nella bandella) subita da S., la protagonista che non ha un nome se non un’iniziale. Oggi S. ha trentacinque anni, fa la cameriera e apprende casualmente la notizia della morte di Dennis May, attore e regista di un unico film diventato cult. Dennis è l’uomo di cui dieci anni prima è stata profondamente innamorata, e dal quale è stata violentata. Apprendere della sua morte non la libera, bensì la priva dell'unica cosa che aspettava: un riconoscimento del male subìto. La Raimo usa una prosa asciutta, impersonale ed estremamente esplicita che, anziché creare empatia, determina un senso di distacco. La sua vena sarcastica e tagliente è sempre presente, ma qui la tecnica non riesce a compensa reil vuoto emotivo. Ho percepito una costruzione a tratti stereotipata: l’attore bello e crudele, la studentessa che da anni finge una laurea con i genitori, l’ex fidanzato diventato amico confidente. Cliché triti e ritriti Non mancano i pregi: la capacità descrittiva è notevole. La Raimo riesce a rendere ogni scena vivida con il minimo indispensabile, creando un efficace effetto “fermo immagine”. È una precisione quasi cinematografica che però resta una visione esterna: ne ammiri la regia, ma resti spettatore. Ed è così che sono rimasta fino all'ultima pagina.
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Amata : [romanzo]
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17/05/2026 Il filo invisibile della maternitàHo trovato questo libro di forte impatto emotivo, che colpisce non solo per la potenza della trama, ma soprattutto per l'originalità e l'efficacia del suo registro narrativo. La storia mette in scena due donne legate da un filo invisibile. Da una parte Nunzia: diciannovenne siciliana a Milano, studentessa di lettere con sogni e obiettivi in cui la maternità non trova spazio. La sua è una gravidanza accidentale, inizialmente negata e sottovalutata, finché l'evidenza rende impossibile l'aborto. Dall'altra Maddalena: ingegnere, sposata con Luca, pervasa da un desiderio di maternità che appare irraggiungibile. Prostrata dal vuoto dei tentativi falliti, vive in una trepidante attesa: quella di un bambino da adottare. Il romanzo procede come una staffetta di voci in cui i percorsi di Nunzia e Maddalena si incrociano senza mai incontrarsi fisicamente. La scelta stilistica della seconda persona ("tu") è, a mio avviso, l'elemento più riuscito: è un registro che mi ha tirato letteralmente "dentro" la storia, creando un effetto intimo e partecipativo che annulla la distanza. Sta a chi legge scoprire chi si nasconde dietro questo narratore onnisciente. L’autrice trae ispirazione da una storia vera accaduta a Milano nel 2023, quando un neonato fu lasciato in una Culla per la Vita. In quel caso, il diritto all’anonimato della madre non fu rispettato, scatenando una campagna mediatica che spingeva per un ripensamento forzato. È un evento che fa riflettere sul diritto all’autodeterminazione e sulla netta differenza che intercorre tra "abbandonare" e "affidare": un gesto, quest'ultimo, che può sottintendere un atto d’amore anche da parte di chi riconosce di non poter essere madre. In conclusione, è un libro ben scritto che tratta un argomento delicatissimo con estrema sensibilità. La Bernardini riesce a esplorare il confine tra perdita e dono senza mai cadere nella retorica e, soprattutto, senza mai cedere al giudizio morale. Una lettura che “arriva”: toccante, coinvolgente, capace di risuonare a lungo. Ne è stato tratto anche un film omonimo, la cui sceneggiatura è stata scritta dalla Bernardini stessa.
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16/05/2026 Daniela Bertoglio Maternità a due vociE' un romanzo breve, ma proprio nella sua brevità sta la sua forza. Capitoli che si alternano, raccontando la storia di due donne, Nunzia, una diciannovenne alle prese con una gravidanza non desiderata, e una donna più grande, Maddalena, una ingegnera civile, che è alla disperata ricerca di una maternità, dopo mille tentativi andati a vuoto. Capitolo dopo capitolo si capisce l'angoscia di entrambe, Nunzia che cerca in ogni modo di negare l'evidenza della gravidanza, che lascia la camera dove abitava da universitaria fuorisede a Milano per non far sapere a nessuno della sua nuova condizione, va a vivere con una anziana cieca, nasconde il pancione sotto abiti larghi, e Maddalena, che a ogni tentativo di inseminazione, a ogni perdita di sangue, a ogni inizio di gravidanza vive nel terrore di una nuova, inevitabile, sconfitta, e, quando è evidente che non potrà mai restare incinta nuovamente, inizia la faticosa pratica della adozione, ma anche in questa nuova fase la paura di una delusione è sempre in agguato. Alla fine le loro storie si intrecceranno, brevemente quanto inconsapevolmente. Ilaria Bernardini, nella nota finale, spiega di essersi ispirata ad un evento reale, una fuga di notizie, nel 2023, che rese noti i dati di una madre che aveva lasciato il proprio neonato in una Culla per la vita, quindi non lo aveva abbandonato, ma affidato a chi avrebbe dovuto prendersene cura, avviando una pratica di adozione, ma nel più totale anonimato, come previsto dalle legge. Anonimato che invece non era stato rispettato, anzi. Il titolo, quindi si riferisce proprio alla figlia di Nunzia, che quest'ultima sceglie, suo malgrado, di mettere al mondo (la possibilità di abortire non era stata presa in considerazione perché si era mossa in ritardo, sperando fino all'ultimo che ignorando la gravidanza, quest'ultima si sarebbe annullata automaticamente) ma lo fa consentendo ad un'altra donna, di assumere il ruolo di madre al suo posto.
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Oltre l'invisibile : dove scienza e spiritualità si uniscono
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17/05/2026 Claudio Carassiti DelusoSpiritualismo dogmatico. Deludente.
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The body : il corpo (stand by me)
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17/05/2026 Il maestro dell'horros scrive un'indimenticabile storia di formazione1960, USA, cittadina immaginaria di Castle Rock nel Maine. Ray Brower, un ragazzo di una città vicina, è scomparso e il dodicenne Gordie Lachance e i suoi tre amici partono alla ricerca del suo corpo lungo i binari della ferrovia, desiderando diventare degli eroi, ognuno mosso da un motivo diverso. Nel corso della loro avventura nei boschi, i quattro ragazzi fanno i conti con la violenza, la morte e con la realtà di crescere in una piccola città che offre poche prospettive per il futuro. La storia è una esplorazione della solitudine dell'adolescenza e un indimenticabile racconto di formazione. Il testo, tratto dalla raccolta "Stagioni diverse" di Steven King (qui, non scrittore horror), è stato trasposto nel film di culto "Stand by me-Ricordo di un'estate" (1986),regia di Rob Reiner, tra gli attori il talentuoso River Phoenix. CONSIGLIATE lettura e visione.
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Destinatario sconosciuto
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17/05/2026 Daniela BertoglioUn breve romanzo, sotto forma di epistolario, pubblicato nel 1938, per denunciare cosa stava succedendo e cosa sarebbe successo nei mesi successivi, nella Germania di Hitler: Martin e Max sono due soci in affari, hanno una galleria d'arte a San Francisco, la Schulse Eisenstein, ma Max decide, nel 1932, di tornare a vivere in Germania, a Monaco, dove può permettersi un tenore di vita molto alto, in un paese ridotto alla fame dopo la fine della prima guerra mondiale. Lavora in una banca, ha amicizie potenti, una casa bellissima, ma a poco a poco rimane invischiato nel nazismo, non riesce a vederne l'orrore, e anche se lo vede non ne valuta la vastità, e che quell'orrore, prima o poi riguarda tutti. E' una storia di tradimenti, di una amicizia che diventa sete di vendetta. Un libro che non si dimentica facilmente.
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Mio fratello rincorre i dinosauri : storia mia e di Giovanni che ha un cromosoma in più
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17/05/2026 Bruno Umana la fragilità è una dote specialeA Giacomo nasce un fratellino è down, all'inizio è curioso sa che è speciale, ma man mano che cresce tutto diventa complicato, Giovanni è amato da tutta la famiglia anche se è molto in ritardo, c'è un momento in cui nasconde questo segreto ma poi trova il coraggio di parlarne.
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A che punto è la notte
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17/05/2026 Bruno Umana Poliziesco ambientato a TorinoTutto inizia con Don Pezza che salta in aria durante un sermone teatrale a S. Liberata, il cero è in realtà imbottito di tritolo.
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Ossario
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17/05/2026 Bruno Umana Un indagine di Temperance BrennanAmbientato in Israele l'anatomopatologa si trova a indagare su uno scheletro risalente ai tempi di Gesù ma ritrovato dove non dovrebbe essere.
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Punto critico
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17/05/2026 Bruno Umana Volo a alta quotaIl libro è incentrato su un indagine su un incidente aereo dove ci furono 4 morti e 56 feriti. Guasto meccanico o errore umano?
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