I commenti più recenti
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Olga e la creatura senza nome
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21/06/2026 AdorabileLibro semplicemente adorabile! Ironico, divertente e originale. Olga e Meh restano nel cuore.
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Piovono maiali
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21/06/2026 Da non perdereDivertente e scorrevole, adatto alle prime letture in autonomia. Un classico della lettura per l’infanzia giapponese da non perdere!
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Amore e morte nella letteratura latina
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20/06/2026 Raccolta di brani di vari autori latiniL'autore, noto latinista, ha selezionato alcuni brani, principalmente tratti da poesie, di diversi autori latini, spaziando dal primo secolo A.C. al terzo secolo. Si tratta di brani noti e meno noti, e sono premesse brevi note biografiche degli autori e un paio di pagine di commenti critici sulla loro produzione. Mi spiace solo che il testo latino non fosse a fronte della versione italiana, ma riportato sotto, in carattere più piccolo.
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Donne sole
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20/06/2026 Cinque donne, cinque vite.La particolarità di questo romanzo composto da cinque racconti è che uno stesso personaggio secondario può comparire in più narrazioni, oppure riapparire come principale in un’altra, così da collegare le vite delle protagoniste e far incrociare i loro destini. In questo modo l’autrice è riuscita a creare un’opera unica, in cui i mondi, sia esteriori che interiori, delle donne protagoniste sono connesse.
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Blues a Teheran : la psicoanalisi e il lutto
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20/06/2026L'autrice è una psicanalista freudiana, con studio a Teheran, e in questo libro racconta le storie e le patologie di alcuni suoi pazienti, e, attraverso le loro vicende, la storia dell'Iran degli ultimi decenni. Interessante nella prima parte, perché offre una prospettiva originale per cercare di conoscere meglio un paese in questo momento al centro della scena politica mondiale. Più per addetti ai lavori nei capitoli successivi.
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L'anomalia
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20/06/2026 InteressanteL'inizio è stato subito coinvolgente con un ottimo ritmo. Bella descrizione dei vari personaggi che poi ritroveremo nella seconda parte. Affascinante la teoria dei sosia!! Il libro è virtualmente diviso in due parti ma la seconda parte l'ho trovata noiosa tanto che ho anche saltato qualche pagina.
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Estranea
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20/06/2026 Giorgio Grasso Cos'è la gioia?Ho letto questo libro in quanto finalista (non vincitore) del premio Strega europeo e come lettore, pagina dopo pagina, mi sono interrogato su gioia, solitudine, amore e ferite interiori, con al centro un’umanità fragile, ferita e profondamente affamata d’amore. Fra l'altro la vicenda è ambientata nei Paesi Bassi nel 1961, quindi effettivamente in un tempo molto lontano e anche in una società distante. La protagonista, Isabel, vive chiusa nella casa della madre, un luogo ordinato, silenzioso e rigidamente controllato. Per lei la gioia coincide quasi con questa casa perfetta, pulita e immobile, separata dal resto del mondo, che durante la Seconda Guerra Mondiale aveva protetto lei e i suoi fratelli. Isabel conduce un’esistenza solitaria, dominata dal rigore, dall’abitudine e dal bisogno di controllo, non conosce davvero l’amore né il calore del contatto umano. Il suo equilibrio viene sconvolto dall’arrivo di Eva, fidanzata del fratello. Eva è tutto ciò che Isabel non è: vivace, rumorosa, appariscente e imprevedibile. La sua presenza rompe il silenzio della casa e introduce una vitalità nuova e destabilizzante. Dopo il suo arrivo, nulla nella vita della protagonista può restare uguale. Anche perché, dietro il fascino e il calore di Eva, si percepisce la presenza di un segreto. Al centro della narrazione è l’universo interiore di Isabel ed Eva che, pur diversissime, condividono lo stesso bisogno di amore e riconoscimento. E allora, dopo la casa, l’amore diventa il vero protagonista del libro: una forza improvvisa, incontrollabile e trasformativa, che non rispetta età, carattere, dolore o convinzioni personali. Travolge sia Eva, che crede di essere protetta dalla rabbia, sia Isabel, convinta che una passione simile non possa riguardarla. Attraverso una scrittura delicata ma decisa, Van Der Wouden mostra come l’amore possa rendere abitabile anche il deserto emotivo. Alla fine, questa è la mia impressione finale, cadere nell’amore significa scoprire di essere rimasti, fino ad allora, immobili per tutta la vita.
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La notte nel cuore
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20/06/2026 Giorgio Grasso Le donne vittime di violenza non devono sentirsi soleIl romanzo di Nathacha Appanah, ma forse lo possiamo considerare meglio come una cronaca di eventi realmente avvenuti, è un’opera centrata sulla violenza maschile contro le donne e sulle sue conseguenze psicologiche, sociali e giudiziarie. Al centro emergono tre figure femminili: Chahinez Daoud, Emma e la stessa autrice, accomunate dall’esperienza di abusi, controllo, paura, vergogna e silenzio. Appanah intreccia la propria storia di sopravvissuta a una relazione violenta con quelle di donne che hanno subito le sue stesse violenze ma sono state poi uccise da uomini che dicevano di amarle, mostrando come gelosia, possesso e sopraffazione trasformino l’amore in prigionia. La scrittura diventa per l’autrice uno strumento di denuncia, memoria e riappropriazione di sé. Il libro non si limita a ricostruire i fatti, ma prova a entrare nello sguardo delle vittime, restituendo dignità a ciò che spesso viene cancellato da indagini incomplete, processi ingiusti e narrazioni mediatiche sensazionalistiche. Viene molto evidenziato inoltre il peso del patriarcato, l’isolamento domestico delle vittime e la difficoltà per chi è fuori di comprendere la spirale di violenza. La notte nel cuore diventa così un monito rivolto alle donne e alla società: riconoscere i segnali dell’abuso, rompere il silenzio e non lasciare sole le vittime. Un libro da far leggere nelle scuole (genitori permettendo!)
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Una piccola questione di cuore
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20/06/2026 Giselda Massari Ma cosa c’entra l’amore in tutto ciòUn thriller nostrano ambientato nella Milano da bere e nei suoi mille rivoli malavitosi. Molto articolato, si dipana su più piani narrativi: la realtà con l’improbabile amore fra una rumena bella, matura e navigata e uno studente ricco e ingenuo; il reality, con l’ossessione dei maghi dell’intrattenimento televisivo a proporre al pubblico “storie vere “; le indagini condotte contemporaneamente da un pool di investigatori privati, dalla polizia di Stato e dai Carabinieri; le storie private; infine l’amore che sboccia ovunque anche nelle situazioni più impensabili e fra le persone più improbabili. Insomma un potpourri un po’ confusionario in cui l’autore si destreggia con una certa maestria. Buono per una lettura estiva sotto l’ombrellone.
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L'armata Brancaleone
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20/06/2026 Ce la potremmo cavare......facendo un commento sul film, sulla storia che narra, sugli attori. Sul regista. Mario Monicelli. Una persona incredibilmente seria. Dura, spigolosa. Che dirige un film comico. E allora diciamo che in questo film, ma anche in altri, la comicità viene presa terribilmente sul serio. Niente è lasciato al caso. Ogni scena, ogni battuta è un qualcosa che va sempre oltre. Il cavaliere. Che diventa un capo grazie alle parole roboanti che dice. Alle promesse vigorose ed impossibili. La sua corte. Quattro straccioni che si accodano perché...debbono pure credere in qualcosa. E più questo qualcosa è altisonante e più sono convinti. "Dio lo Vole". Ecco questa è la ciliegina. Come è possibile che una frase così significativa ma anche così assurda possa convincere la gente. E la gente si fa convincere. La gente va. Dove ? Non è importante. L'istituto contenitore, in sociologia, non lo dice. Basta riempire il cervello di proclami. Il resto viene da solo.
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1: La caduta dei giganti
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20/06/2026E’ innegabile che Follet per questo libro abbia svolto un lavoro di ricerca e documentazione certosino, avvalendosi anche di numerosi storici, come citato chiaramente dall’autore nelle note finali e nei ringraziamenti. La prima guerra mondiale è uno scenario complesso da trattare e sicuramente l’aggettivo con cui mi sento di etichettare questo romanzo è ambizioso. Romanzo quindi ambizioso, per un Follet che mescola due dei suoi ingredienti di maggiore successo: gli intrecci che hanno reso celebre il suo capolavoro I pilastri della terra e l’ambientazione storico/bellica che lo ha fatto conoscere alla massa di lettori con l’altrettanto valido La cruna dell’ago. In teoria la miscela avrebbe dovuto dare assuefazione spinta ed incontrollata, ma alla fine i risultati, per quanto mi riguarda, non sono stati poi quelli sperati. Il primo aspetto che non mi ha convinto è stato il romanticismo troppo melenso su cui Follet ha puntato. D’accordo che chi legge lo scrittore britannico deve sapere a cosa va incontro, però la sequela di situazioni tutte molto similari con uomini e donne bellissime che si amano incondizionatamente e che vengono puntualmente divisi dallo scoppio della guerra mi ha fatto storcere il naso. Un po’ più di varietà forse non avrebbe guastato. C’è da sottolineare che almeno il tasso pruriginoso del romanzo è sceso nettamente rispetto all’ultimo Mondo senza fine in cui veramente mi sembrava di leggere in alcuni momenti più un’opera softcore che un libro pseudo storico. L’altro punto che mi ha profondamente deluso è l’assenza di intreccio e di ritmo narrativo. Ora, bisogna dire che i punti di forza de I pilastri della terra erano proprio l’intreccio fitto e ben congegnato che faceva ruotare, incontrare, incastrare e tramare personaggi di tutti i ceti; poi questo intreccio era accompagnato da un ritmo sempre incalzante, quasi da romanzo thriller. In questo La caduta dei giganti invece anche le vicende di guerra sul campo sembrano prive di pathos, prive di tensione, ritmo, incapaci di suscitare emozioni forti o di costringere a rimanere alzati fino a tarda notte per sapere come va a finire. I personaggi poi si incontrano, si sfiorano più che altro oserei dire, ma sono sempre avvolti da un alone, un velo di compostezza e rigidità, tutti molto compìti senza la traccia di alcun difetto o vizio (forse l’unico è Fitzherbert). C’è da lodare, come ho detto in apertura, il grosso e importante lavoro di ricerca storica fatto da Follet (o chi per esso) e devo dire che, soprattutto la parte riguardante la rivoluzione dei bolscevichi, è ben fatta ed ottimamente narrata. Si vede, a mio avviso, che l’autore si è sforzato di dare coerenza al suo affresco, di spiegare (o più che altro di interpretare) certi avvenimenti in modo da renderli fruibili ed accessibili a tutti, integrando certi buchi storici con i personaggi di finzione che hanno il compito di creare una linea continua tra ciò che è reale e ciò che non lo è. Niente di nuovo ovviamente (già Dumas ai tempi era maestro in questo) però questo è un aspetto da sottolineare, così come il fatto che questa è la prima parte di una trilogia e che gli avvenimenti verranno lasciati tutti più o meno in sospeso. In definitiva questo La caduta dei giganti è un libro che mi ha parzialmente deluso. Se siete fan sfegatati di Follet lo avrete sicuramente già acquistato. Se siete in cerca di un nuovo I pilastri della Terra vi consiglio di passare oltre o almeno di aspettare la versione economica. Se volete avvicinarvi alo scrittore britannico con questo libro vi consiglio di puntare su altro. Peccato per l’occasione quasi sprecata, vedremo come proseguirà la trilogia il prossimo anno.
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L'orologiaio di Brest
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20/06/2026Un noir che intreccia presente e passato (mea culpa se ho impiegato un sacco a capire quando la storia faceva il salto indietro nel tempo). indubbiamente è un libro accattivante, che galoppa, che trascina il lettore. un libro non autoconclusivo che lascia il lettore con la suspense e tanti interrogativi, il più grande dei quali è chi siano i buoni e chi i cattivi. Consigliato!
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Sotto mentite spoglie
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20/06/2026Nonostante la notevole lunghezza del romanzo, che supera le 500 pagine, Sotto mentite spoglie mi è piaciuto davvero molto. Anzi, proprio la ricchezza della narrazione e la quantità di dettagli presenti mi hanno spinto a leggerlo con calma, senza fretta, assaporando pagina dopo pagina tutti gli elementi della storia. Ho scelto di affrontarne la lettura pian piano per riuscire ad assorbire le numerose informazioni, i personaggi e le sfumature che Manzini dissemina nel corso del racconto. È un libro che richiede attenzione, ma che ripaga il lettore con una trama coinvolgente e ben costruita, capace di mantenere vivo l'interesse fino all'ultima pagina. Ho apprezzato particolarmente la capacità dell'autore di creare un intreccio ricco e credibile, oltre allo stile narrativo scorrevole che rende la lettura piacevole anche in un'opera così corposa. La profondità dei personaggi e la cura dei dettagli contribuiscono a rendere la storia ancora più immersiva. In conclusione, Sotto mentite spoglie è stata una lettura molto soddisfacente. Pur essendo un romanzo impegnativo per la sua lunghezza, consiglio di leggerlo senza fretta, concedendosi il tempo necessario per gustarne ogni passaggio. Per me è stata un'esperienza di lettura davvero positiva e un libro che vale assolutamente il tempo che richiede.
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Il lusso della giovinezza
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20/06/2026Ventenni, quarantenni, settantenni. Ecco le generazioni che Gaetano mette a confronto in questo libro. Li riunisce nella stessa stanza, allo stesso tavolo, per una circostanza che li riguarda più o meno direttamente: il giallo di Steve. Li guardiamo muoversi con occhi bassi e orecchie tese, circondati da un forte disagio comunicativo, visioni contrastanti e in continua disputa. Perché? Tre generazioni che si fronteggiano. VENTENNI carichi di energia e progetti, la pelle che trasuda sogni, desiderosi di migliorare questa parte fredda della Sicilia, farla conoscere, dargli la possibilità di crescere perché per loro esiste e va coltivata. Sono giovani carichi di emozioni, arrabbiati, delusi, spaventati perché troppo spesso sfruttati e considerati impulsivi e a tratti creduloni dai QUARANTENNI (rappresentati da Saverio Lamanna) che, a loro volta, rimuginano, custodi anch'essi di sconforto e amarezza perché si sentono esclusi da coloro che sono nati prima, né carne né pesce, nessun bonus età e al tempo stesso cinici e scontrosi; quarantenni con i quali i giovani non interagiscono perché convinti di non aver argomenti comuni. Infine quella generazione esclusa da giovani e terre di mezzo: i SETTANTENNI, considerati troppo lenti, affaticati per stare al passo e ridicoli quando, guardandosi tra loro, una scintilla illumina d'amore quegli occhi. Gaetano Savatteri ci porta nelle Madonie tra gelo e neve, in un precipizio dove l'americano Steve giace privo di vita e ci pone davanti quesiti sullo scontro generazionale. Attraverso dialoghi semplici, brevi, diretti e divertenti, il nostro sarcastico e realista Saverio Lamanna ci fa riflettere attraverso questo giallo: con che occhi dobbiamo guardare il prossimo? La sola classificazione a noi destinata è quella di "vecchi e giovani" o siamo tutti uomini e donne che possono ancora camminare insieme abbracciando uno stesso progetto? Siamo preziosi, abbiamo tutti qualcosa da insegnare e soprattutto, chi ancora ha energia, apprenda e non si arrenda! Perché la giovinezza è davvero un lusso che sfugge fin troppo velocemente.
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La banda dei carusi
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20/06/2026Il motivo per cui i romanzi seriali devono essere letti nell'ordine giusto è perché c'è sempre e, ripeto, sempre, un seguito, ci sono i protagonisti che si conoscono e si evolvono, le storie che si incastrano ma anche personaggi che ritornano. Come in questo caso che si riaggancia a tre di libri fa. Thomas Ruscica, ragazzo con un passato pesante, ospite di Don Rosario, viene trovato morto in un casotto sulla spiaggia. Gli indizi sembrano portare alla sua fidanzata ma non ci crede nessuno. Vanina, Patanè e tutta la squadra verranno a capo di un caso intricato piuttosto difficile da risolvere e lo faranno nello stesso modo di sempre con la collaborazione e le intuizioni che li contraddistinguono. Scorrevole, piacevole e intricato questo nuovo capitolo. Se proprio devo trovare un difetto è che crea dipendenza. Un piacevole difetto
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