I commenti più recenti
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[2]: Un mondo senza eroi
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04/05/2026 Il bene sono le ragazze e il male sono i ragazzi.forse?Sophie e Agata sono tornate all' accademia,per via del desiderio di una delle due ,che si rende conto di volere un principe nella sua favola . Un personaggio nuovo entra nella storia e porta a galla un sacco di segreti e anche una persona morta . Tedros a me proprio non mi piace, è per essere un principe è stupido. Un po' lento nella prima parte ma nella seconda molto bello ma anche un po' complicato. Ancora più bello del primo. Consiglio la lettura.
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04/05/2026 Stefania Calo' Un lieto fine per dueSecondo libro della saga che sto leggendo con mia figlia. Le due amiche sono tornate nel mondo fantastico a causa del desiderio di una delle due non propriamente soddisfatta dal ritorno insieme al villaggio, ma le cose sono cambiate perché non c'è più l'accademia del bene e del male, solo una divisione tra maschi e femmine sul piede di guerra. Non so se sia meglio un mondo senza principi, di sicuro però il principe Tedros è quanto di più lontano dal vero amore, eterno indeciso tra Agatha e Sophie... Ho trovato un po' lenta la prima parte e mi è piaciuto di più dal momento dello scontro. Sembra finire il bene con il bene ed il male con il male, ma chi lo sa? La storia continua
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4: Sodoma e Gomorra
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04/05/2026Siamo a una svolta decisiva per temi, tono e profondità psicologica. Qui l’indagine sulla società aristocratica e borghese si intreccia apertamente con l’esplorazione dell’omosessualità, trattata con franchezza sorprendente. Ho trovato questo volume decisamente anticonformista e spregiudicato, a volte addirittura sfacciato. Proust non si limita a descrivere: osserva, analizza, disseziona i comportamenti con una lucidità che mette a nudo le convenzioni morali del suo tempo. L’aristocrazia, già smitizzata nei volumi precedenti, appare qui ancora più fragile, attraversata da segreti e doppie vite. Il desiderio non è mai semplice, ma sempre intrecciato a gelosia, possesso, paura dello scandalo. Incredibile la sua capacità di unire analisi psicologica e critica sociale. La scrittura resta densa e riflessiva, ma acquista una tensione nuova, quasi febbrile. Nonostante la complessità e l’intensità dei temi trattati, ho apprezzato molto questo volume. Proprio il suo carattere audace e provocatorio lo rende vitale e sorprendentemente moderno. È un libro che può spiazzare, ma che proprio per questo lascia il segno e invoglia a continuare il viaggio nei volumi successivi.
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Al momento della scomparsa la ragazza indossava
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04/05/2026 Poliziesco sconclusionatoNon so come si faccia a considerare "intuitivo" l'investigatore Morse che non ne azzecca una. Quanto a considerarlo il Montalbano britannico il paragone non regge nemmeno lontanamente. Se gli abbagli di Morse sono da considerare colpi di scena, il libro ne è pieno. Il racconto risulta portato per le lunghe e sconclusionato.
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I convitati di pietra
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04/05/2026 Conto alla rovescia scontatoUna classe di trenta liceali si impegna a reincontrarsi ogni anno dopo l'esame di Stato, sottoscrivendo una riffa a beneficio dell'ultimo sopravvissuto. E' un conto alla rovescia, a volte divertente, a volte grottesco, con sprazzi che mi hanno ricordato un paio di scene del film "Compagni di scuola" di Carlo Verdone. In rosa allo Strega 2026, pur ben scritto, non mi ha convinto.
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30/04/2026 Daniela BertoglioE' un romanzo scritto bene, un noir grottesco dalla trama sicuramente originale, ma debole secondo me, perché mi sembra davvero inverosimile che una classe intera di studenti continui a vedersi regolarmente, ogni anno, e tutti continuino a versare regolarmente una somma, definita "non alta ma nemmeno irrisoria" in un fondo destinato ai soli tre che, dopo una settantina e passa di anni, riusciranno a sopravvivere agli altri 27. Un gioco assurdo, dalla durata lunghissima, che parte nel 1975, un anno dopo la maturità, e va avanti fino al 2053. Una lotteria bizzarra quanto mostruosa, che riesce a tirare fuori il peggio dalla maggior parte degli ex studenti, che invecchiano progettando le altrui morti, e, in qualche caso, mettendole anche in pratica. Michele Mari ha il dono della scrittura, ma personalmente ho trovato sgradevole l'uso dell'articolo davanti al cognome delle protagoniste femminili, avrei preferito l'utilizzo del nome proprio per chiarire il sesso del personaggio.
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18/04/2026 Giorgio Grasso Una scommessa riuscitaIl tempo passa per tutti, ma per i 30 ex studenti di questo romanzo sembra passare più lentamente. La riffa ideata in occasione della cena dell'anno successivo a quello della maturità è l'occasione creata da Mari per mettere in scena un racconto nero, con venature di giallo. Dei trenta studenti impariamo a conoscerne bene solo pochi, perché i primi quarant'anni scorrono piuttosto in fretta, con il gruppo che piano piano si assottiglia per motivazioni anche cruente (e sono le pagine più divertenti). Quando il gioco si fa più serio, cioè dopo che i partecipanti rimasti hanno compiuto i sessanta, allora Mari comincia a delineare i caratteri principali ed entriamo finalmente nella testa di alcuni dei protagonisti. Contrariamente ad altri lettori a me la fissazione di uno di loro per Gene Hackman e la sua filmografia è piaciuta, a Mari evidentemente piacciono gli elenchi. E ad un certo punto vogliamo sapere tutti come andrà a finire, salvo scoprire che in fondo lo sapevamo già. Vincerà lo Strega? In cinquina sicuro (lo dico ad aprile), poi si vedrà.
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Lina e il sasso : [romanzo]
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04/05/2026 Un romanzo geometricoE' un romanzo che ha qualcosa del poliziesco, ma senza un delitto. I personaggi adulti, alcuni legati tra loro, confluiscono tutti in uno schema che si svela alla fine del romanzo. Ma è solo la protagonista Lina, una bambina con la sindrome di Down, a capire le cose dei grandi, genitori compresi; sullo sfondo della trama, resta la fiaba che le piace ascoltare, dove un lupo porta con sé il "sasso" del titolo. Essendo nella rosa dei semifinalisti del Premio Strega 2026, mi aspettavo di più.
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28/04/2026 Stefania Calo' Ma il sasso?Lina e il sasso, romanzo finalista per il premio Strega che stiamo leggendo al circolo per votare. L'ho appena terminato e devo dire che mi è piaciuto anche se non ho capito molto il significato del sasso della favola. Crudo e delicato al tempo stesso, indaga sui personaggi e sulle cose intorno a noi con grande attenzione e taglio cinematografico, una scrittura sapiente che a volte utilizza parole ricercate. Consiglio la lettura
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19/04/2026 Daniela BertoglioE' un romanzo che parla tanto di corpi: c'è una anziana malata che tiene tantissimo alla propria bellezza, con una figlia, francamente odiosa, che vomita in continuazione perché non sa gestire lo stress, il compagno di quest'ultima è uno scrittore in crisi creativa che è ingrassato negli ultimi 3 anni, mangia male, cammina tanto ma non è mai in deficit calorico, mentre la sua ex è una donna in carriera (televisiva) che cerca sempre nuovi corpi con cui accoppiarsi. Al centro di tutte queste storie c'è Lina, una bambina con trisomia 21, che con la madre, la stressata di cui sopra, ha un rapporto fatto di contatti fisici solo in moto e poco altro, ad occuparsi di lei è Max, lo scrittore, che per lei inventa storie fantastiche ambientate in Mongolia. Covacich scompone le carte in tavola in più punti del romanzo, e alla fine non sono sicura di aver capito dove volesse andare a parare, però è un autore che scrive bene, su questo non ho dubbi.
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Attraversare i muri : un'autobiografia
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04/05/2026 Un viaggio infinito.Avevo sentito parlare della Abramovic' ma non avevo mai avuto lo stimolo per seguire le sue performance ne, tantomeno, di avvicinarmi all'arte di cui lei è stata giustamente incoronata madrina. Un libro letteralmente divorato che mi ha trasmesso sensazioni, emozioni, attenzioni...impresario di se stessa, dopo la fine dei sentimenti per il suo compagno di vita e di arte, si reinventa dando vita ad una sequenza incredibile di "vive opere d'arte".
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Cento storie per cento canzoni
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04/05/2026Cento canzoni, non tutte le conoscevo per cui sono andata a cercarle su YouTube, è stato piacevole anche per questo
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L'Italia di Sanremo : cinquant'anni di canzoni, cinquant'anni della nostra storia
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04/05/2026 50 anni di storia italianaÈ stato interessante leggere questo libro perché oltre che di Sanremo racconta l'Italia, Borgna veramente competente. Chissà se c'è un libro sui successivi 25 anni 🙂
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Genitori cercasi
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04/05/2026Non mi ha convinto, tant'è che non l'ho nemmeno finito di leggere
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E poi, Paulette...
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04/05/2026 Piacevole letturaRomanzo delicato e ben scritto, una voce contro il cinismo e il disinteresse per chi ci sta vicino. E' leggero ma intenso.
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Carol
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04/05/2026 Torbidi pensieri amorosiIn un grande magazzino della New York anni '50, due donne s'incontrano, e la loro vita cambierà per sempre. Secondo romanzo di Patricia Highsmith, Carol è la storia di un'amore lesbico in un momento storico in cui questo era ancora socialmente non accettato, un qualcosa di cui vergognarsi e per cui si poteva perdere tutto - famiglia, affetti, possedimenti. La cosa più interessante di questo romanzo è il fatto di esser scritto da qualcuno che non scrive usualmente di storie d'amore - cosa che ben riassume i pregi e i difetti dell'opera nel suo insieme. La vena noir dell'autrice rimane in Carol viva e pulsante, sotto forma dei pensieri torbidi che la protagonista Therese si trova a fare per gran parte del libro (la scena finale del ritratto nell'albergo ne è una prova assai evidente). Proprio questo elemento aiuta il romanzo a donare un'introspezione psicologica decisamente torva e incisiva, cosa che permette a Carol di differenziarsi dal resto delle opere nello stesso genere. Questa dimensione di profondità psicologica, di gioco col genere del noir (Carol è sostanzialmente descritta come una femme fatale) e del melodramma (di cui questo libro riprende gli stilemi principalI: focus sul sentimento, tinte forti e amori contrastati/impossibili) il libro giova; peccato che la seconda metà del testo risulti decisamente più meccanica, più ripetitiva nel suo incedere e in generale con meno mordente. Non che essa non sia utile, come risulta evidente al lettore a fine lettura, alla costruzione di un finale molto intenso: il problema è l'arrivarci, al finale. Per quanto mi abbia molto colpito soprattutto all'inizio, Carol nella sua seconda metà ha perso, almeno per me, un bel po' di mordente. Ciò non toglie che sia un libro di gradevole fattura, un esempio di rilettura e revisione del melodramma nonché un felice esempio di letteratura queer a lieto fine - cosa già rara oggi, figurarsi negli anni '50. Sicuramente a molti altri lettori colpirà questa storia e la sua esecuzione, a me personalmente nella sua seconda metà ha perso - portandomi così a preferire il meraviglioso adattamento cinematografico di Todd Haynes.
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Sentieri partigiani
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04/05/2026 Daniela Bertoglio Romanzo saggioPartendo dai monumenti presenti sul monte Grappa, quello ai martiri della Resistenza e l'ossario ai Caduti della prima guerra mondiale, Paolo Malaguti analizza i sostanziali contrasti, comuni a tutta la monumentalistica, e rileva la prima fondamentale differenza nella narrazione: i soldati morti sono dei "caduti", mentre i partigiani sono dei "martiri", un termine di uso soprattutto in contesti religiosi, che sacralizza i morti, ma li allontana anche dalla percezione comune. Poi il linguaggio: magniloquente, di stile prettamente fascista nel caso dei soldati morti (molti degli ossari vennero costruiti durante il Ventennio) ma facilmente comprensibile, invece spesso ambiguo e astruso nel caso dei monumenti alla Resistenza. La causa individuata da Malaguti sta sia nelle divisioni politiche presenti all'interno della resistenza stessa, ma soprattutto nella mancata elaborazione politica di cosa sia stato il Fascismo in Italia, dopo la sua caduta, nella mancanza di processi, e la mancanza di un museo dedicato alla storia del fascismo, e alle sue nefandezze, mentre in Germania questi musei ci sono, e ci fu il processo di Norimberga. Da insegnante, individua le difficoltà a spiegare cosa fu la resistenza ai ragazzi, a far capire come a salire in montagna furono spesso loro coetanei, eroi magari per caso, ma persone reali, con pregi e difetti, che compirono scelte spesso più grandi di loro. Un saggio scritto come un romanzo, estremamente interessante.
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Porco Rosso
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04/05/2026 Rosaria Bologna Libertà contro i totalitarismiQuesto film del 1992 con i suoi quasi 35 anni è ancora attualissimo. Ambientato negli anni 20 del 1900, tra la prima e la seconda guerra mondiale, narra le gesta di Marco, favoloso pilota di aerei, che a causa di un misterioso incidente aereo è stato trasformato in maiale – che parla e cammina come una persona – e che vive sulla riviera Adriatica come mercenario, che viene ingaggiato per difendere gli aerei privati dagli attacchi dei pirati, che a loro volta ingaggiano un altro asso dell’aria – l’americano Curtis, che lo sfida ad epici duelli aerei. Importante anche la tematica del lavoro femminile, che viene sottolineata dalle scene nelle quali Marco fa riparare il suo biplano dipinto con i colori della bandiera italiana, in una officina veneziana, gestita da un signore giapponese, dove però lavorano solo donne italiane. Quello che doveva sembrare un semplice cartone animato è divenuto un manifesto del regista contro le dittature e gli autoritarismi. Famose le frasi di Marco “meglio porco che fascista” e “sono sempre i buoni a morire”, che sono divenute slogan di manifestazioni e proteste politiche nell’arco degli ultimi quarant'anni. Tutti aspettavano un sequel per capire se Marco avrebbe coronato il suo sogno d’amore con Gina e se fosse riuscito a rimanere fuori dal raggio di azione dell’aereonautica fascista, ma le attese sono state deluse, e non è stato possibile rispondere a questi quesiti. Bellissimo.
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Kiki consegne a domicilio
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04/05/2026 Rosaria Bologna La fine dell'infanzia è l'inizio della vita adultaKiki è una streghetta di 13 anni che un giorno decide di lasciare la sua casa, seguendo le consuetudini di famiglia, per dimostrare di essere adulta. Vola lontano da casa sulla sua scopa, e sceglie una città di mare nella quale vivere da sola. La città scelta dalla protagonista si ispira molto alla Stoccolma medioevale, dove la ragazza trova accoglienza nella casa di una dolcissima panificatrice e del suo silenzioso marito. Dovrà affrontare molte difficoltà per superare le prove che portano al superamento dell’età dell’infanzia, tra i quali bui momenti di depressione e la perdita della capacità di volare, ma gli amici che troverà nel suo cammino – Ursula e Tombo soprattutto - l’aiuteranno a superarli e a crescere. Kiki conoscendo sé stessa, troverà la sua strada nella vita e potrà finalmente scrivere ai suoi genitori, che lavora e vive felice nella grande città.
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Io ho paura
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03/05/2026 Non temere la pauraUn mese estivo di vacanza a Qui, riporta l’autore al vivere nella natura, lontano dai rumori di città e immerso tra i boschi, il buio profondo o la luce immensa del sole, il mare calmo o agitato, le rocce insidiose e scivolose… Ogni giorno un percorso a nuoto accompagna la routine: e questo esercizio diventa un simbolo, perché mentre all’andata la nuotata è a stile, al ritorno è a dorso, con la paura dell’ignoto invisibile poiché alle spalle . La piccola comunità di Qui comprende personaggi solitari, poco inclini al dialogo: qualche racconto sul passato viene ancora trasmesso dai più anziani. In tutto questo la voce narrante vive le sue paure, che non sono angoscia, sono timori ben descritti, ricordi di episodi vissuti che hanno avuto un lieto fine, ma anche paure recenti: il buio, la tempesta, il mare agitato, i rumori improvvisi e non identificati. Un libro interessante che vuole anche indicare di non vergognarsi dei timori sofferti, che descrive la paura come un fatto naturale e umano.
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