I commenti più recenti
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Le memorie di Maigret
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17/02/2026 Memorie...e non di poco conto!Insolito e ricco di humour questo Maigret vs Simenon. Irrimediabilmente connessi seppur diversi, in un gioco di specchi in cui il personaggio inventato acquista gradatamente più concretezza, allontanandosi dal suo creatore. Un viaggio nei ricordi più intimi dell'Ispettore e in quegli aspetti della sua vita personale e familiare che noi, accaniti lettori, abbiamo più volte provato a immaginare. Una piacevolissima lettura!
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27/01/2026 Simenon che scrive di Maigret che parla di SimenonChe bello questo libretto! Autobiografico dal punto di vista del protagonista, Jules Maigret, costituisce un io narrante inedito: non il commissario che parla di un'inchiesta al centro di un romanzo, ma il Commissario che parla delle sue inchieste, della sua vita con la devota moglie Louise e dei suoi originalissimi "rapporti con il signor Simenon", il suo autore. Spiccano alcuni inediti: la differenza tra agente di Polizia Giudiziaria e Pubblica Sicurezza, motivo per cui Maigret è passato dalla seconda alla prima carriera; la relazione particolare tra l'investigatore e i delinquenti: sono su barricate diverse ma "nella stessa barca"; infine, il primo incontro tra Jules e Louise in casa di conoscenti comuni. Perché "la verità è semplice", parola di Maigret. Illuminante punto di vista.
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La portalettere : romanzo
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17/02/2026 La portalettere: un successo che non mi ha convinta.Sinceramente, dopo aver visto il libro di Francesca Giannone ovunque e sapendo che ha vinto il Premio Bancarella, mi ero incuriosita. Così l’ho preso in prestito, ma devo dire che, nonostante le oltre 400 pagine scorrano via velocemente, l’esperienza è stata un po’ deludente. È vero, il romanzo è scritto bene, è scorrevole e ti tiene incollata alle pagine, ma per me i pregi finiscono qui. Quello che mi è mancato di più è lo spessore: i personaggi, Anna compresa, mi sono sembrati un po’ piatti, quasi senza una vera anima psicologica. A volte sembrano quasi fuori posto rispetto all'epoca in cui si muovono. Anche l’ambientazione non mi ha convinta del tutto. Il Salento degli anni '30 e '50 viene descritto in modo un po' superficiale, quasi fosse una cartolina patinata. La cosa che mi è dispiaciuta di più, però, è come sono stati trattati i temi importanti: il fascismo, la guerra, le lotte dei braccianti e la stessa emancipazione femminile sono solo accennati, restando sempre sullo sfondo senza mai essere approfonditi davvero. Alla fine, la storia finisce per concentrarsi troppo su intrighi familiari e triangoli amorosi. Mi è sembrato di leggere un moderno romanzo d'appendice, dove il lato sentimentale schiaccia tutto il resto. Insomma, una lettura semplice e piacevole, perfetta magari come "libro da ombrellone", ma nulla che mi abbia lasciato qualcosa di profondo.
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Solo il tempo di morire
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17/02/2026 Un giallo sulla mala degli anni Settanta e Ottanta"In questa città nessuno comanda davvero. Nessuno ha il potere. C'è la Mafia, c'è la Camorra, ci sono le bombe... c'è la coca ... l'eroina ... ci sono bordelli ... ci sono le bombe ... Milano si concede e si vende a ogni angolo." Con queste parole il giallista Paolo Roversi ha declinato la sua "Milano criminale" degli anni fra il 1972 e il 1984, dove arriva la "neve", la droga che ti fa perdere la mente e l'anima. In questo poliziesco, a far da contraltare ai cattivi come gli Indiani, il Marsigliese, il Barracuda, il Solista del mitra, il Viceré (che un po' mi hanno ricordato i delinquenti romani di "Romanzo criminale" di Giancarlo De Cataldo del 2003), i buoni sono il magistrato e il poliziotto che combattono la "mala" e un giornalista del quotidiano La Notte; poi c'è l'infame, il Catanese che vuota il sacco, cui ormai basta "solo il tempo di morire", come recitano titolo e ultima frase del romanzo. A onor del vero, il traffico di stupefacenti - e le correlate catene di violenze - non riguardava solo Milano, poiché "timidamente e poi massicciamente le città italiane erano state invase dall'eroina" (p. 209). Quando un giallo è una sorta di reportage; d'altronde Roversi, oltreché scrittore, fa il giornalista, e vive a Milano. A chi piace il genere
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Come l'arancio amaro
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17/02/2026Letto sull'onda della fama, il libro è sicuramente valido con una storia belle e intrigata, ma sorattutto vera. in un primo momento mi è sembrata una auto biografia, poi leggendolo ho capito che si è inspirata a storie che hanno molta verità. Da leggere
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La levatrice : romanzo
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16/02/2026 Una lettura a più vociUna storia che richiama i romanzi di F. Giannone nella descrizione di personaggi femminili determinati e indipendenti. Ma anche un po' l'Accabadora di M. Murgia per la capacità di alcune di porsi tra la vita e la morte, agevolando la buona fine. Una Sardegna, quella degli anni intorno al primo conflitto mondiale, impotente e distante dal Continente e dalle sue leggi incomprensibili. L'incontro e lo scontro tra il progresso e la sapienza antica. Tanti temi, a mio avviso, non tutti ben sviluppati e un finale a tinte forti che sembra ancorare quella terra e i suoi abitanti in un passato immobile percepito come unica via possibile.
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06/02/2026 Stefania Calo' La levatrice sfortunataAppena terminato di leggere, ben scritto e scorrevole, ma mi ha lasciato un po' di amarezza! La povera Mallena che tanto si prodiga con le sue conoscenze empiriche tramandate in famiglia per aiutare gli altri (senza compenso alcuno) sembra perseguitata dalla sfortuna e fa venire voglia di abbracciarla...uno spaccato della Sardegna del periodo della prima guerra mondiale dove la povera gente ancora preferisce i vecchi sistemi. Avrei voluto vedere unirsi i due tipi di sapere, quello tradizionale di Mallena e quello basato sugli studi della nuova levatrice, ma non hanno saputo farli incontrare. Un buon esordio da parte di questa autrice che è lei stessa un'ostetrica
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L'assassinio di Roger Ackroyd
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16/02/2026 Ugo Di Giammatteo Macchinoso maMacchinoso ma allo stesso tempo elementare: questo libro è davvero un colpo di genio, come quasi tutti quelli di Agatha Christie. Come osserva acutamente Sciascia nella postfazione, l’autrice lancia una sfida al lettore, fornendogli esattamente le stesse informazioni che riceve Poirot. E stravince la sfida. Bisognerebbe usare “le celluline grigie” e ragionare in modo libero da convenzioni e pregiudizi, distinguendo gli elementi fondamentali dal rumore. Bisognerebbe vedere i buchi nella trama. Soprattutto occorrerebbe essere l’ispettore Hercule Poirot.
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La mia ultima storia per te : romanzo
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16/02/2026 Giselda Massari Speriamo sia davvero l’ultima……Prima opera di Sofia Assante, figlia del più noto Ernesto, di recente scomparso. Ambientato a Roma, la Roma bene del centro storico fra nobiltà, glamour, cultura, pacchianeria, il libro racconta le vite intrecciate del protagonista Andrea, figlio di un ristoratore storico e di Elettra, rampolla di una nobile famiglia. I due si conoscono fin da bambini, si frequentano grazie alla disponibilità della famiglia di lei, nobile e illuminata; dopo un tragico evento, i due si perdono. E qui la storia si trascina stancamente e in modo inverosimile fra ritorni, chiarimenti, crisi varie. Si intuisce il background familiare dell’autrice che le ha fornito strumenti e tattiche, senza le quali, probabilmente, non sarebbe approdata a questa opera prima: senz’altro perdibile a mio parere, a parte qualche gustosa descrizione della simpatica zia Mimi.
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I morti di aprile
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16/02/2026 Mario Benvenuti alan parks, WOW, TARTAN WRITERS UBER ALLESQUARTO LIBRO, MESE DI APRILE NEL TITOLO, Mc Koy stavolta rischia di brutto, Wattie quasi si immola, Murray sempre incazzato, ma umanissimo, (la patologa Gilroy lo tira su) e se c'era da trovare un'altra malattia che solo gli esseri umani possono scatenare, ci riesce benissimo, COMINCIATE DAL PRIMO CON IL MESE DI GENNAIO NEL TITOLO E VE LI LEGGETE TUTTI E 6 IN UN BIP, QUANTO PUÒ ESSERE BASTARDO UN UOMO?
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Il figlio di febbraio
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16/02/2026 Mario Benvenuti mooooooooooooooooollto noirsecondo libro della saga dell'ispettore McKoy, comincia piano piano, quasi sembra un caso facile, che ci vuole? con l'aiuto di Cooper; MA, c'è sempre un ma con alan parks e tra psichiatri fanatici della lobotomia e ricordi dello zio Kennie la cosa precipita in un baratro che solo la grande forza ironica di McKoy può districare, e soprattutto, mettere da parte
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La storia dei 47 ronin : romanzo
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16/02/2026 Barbara PetiBellissimo. dovrebbero leggere tutti questo romanzo che insegna soprattutto l'onore... che oggi non conta piu' nulla.
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La filosofia del cane Norton
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16/02/2026 Barbara Petiestremamente bello. intenso e molto diretto. insegna molto
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Mare dentro [Videoregistrazione]
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16/02/2026 Barbara Petiun 'interpretazione magistrale di Javier Bardem. Film che scava nel profondo di tutti noi per capire se e' giusto e dignitoso vivere in un certo modo. c'e' anche la rana dalla bocca larga.... grande l'amore che la famiglia prova per lui... il sacrificio che fanno occupandosi di lui tutti i giorni, non sembra pesare sulle loro spalle... in questo film c' e' l' amore , la dignita' ma soprattutto il diritto di scelta. un film che sottolinea la laicita' del paese che pero' non si stacca dalla visione cattolica del suicidio. Da riflettere
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La dieta termodinamica : perché ingrassiamo, perché le diete falliscono e come dimagrire veramente
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16/02/2026 Rosaria Bologna Il sabotatore internoL’autore a dispetto del titolo non descrive una “sua” dieta, ma quale divulgatore scientifico analizza – e segue - le diete più famose in circolazione, attraverso gli studi effettuati che poi… distrugge sistematicamente. In ogni studio trova la lacuna o semplicemente formula delle considerazioni, che portano ad altre conclusioni. E fa tutto questo per invitarci a non fidarci della pubblicità, dei messaggi fantastici su perdite di peso velocissime e neppure degli studi scientifici: si dimagrisce solo se l’energia introdotta è minore di quella utilizzata, se i cibi introdotti sono il più naturali possibili e i macronutrienti sono in equilibrio tra loro. La pillola magica non esiste e non si può dimagrire mangiando tutto quello che si vuole. Punto. E’ interessante anche la spiegazione dei meccanismi che portano, ad un certo punto della dieta a non dimagrire più, perché il corpo cerca di sabotare la perdita di peso, che lui vive come periodo di carestia. L’autore così facendo “cancella la colpa e la vergogna” di essere grassi. La situazione è molto più complessa di una semplice mancanza di volontà ed è bene conoscere questi meccanismi, per non scoraggiarsi ed interrompere un percorso di dimagrimento dopo i primi periodi di successo.
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Fiorirà l'Aspidistra
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16/02/2026 Livia Bartolomei pesanteAdoro orwell con tutte le mie forze ma questa opera si mostra per quella che è: un’opera di gioventù. La critica che il protagonista muove al capitalismo è totale, assoluta e senza compromesso. Tuttavia, mi è parso un po’ ripetitivo su questo e a tratti noioso.
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Passaggio a Trieste
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16/02/2026 Cristina Mazzeo VeroVero, vibrante, poetico. È un viaggio tra le donne che vivono nel e con il Centro Donna Salute Mentale di Trieste. È una vera esperienza di scambio di umanità tra mondi ed esperienze diverse. Bellissimo.
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