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I commenti più recenti

  • Vivo per questo

    Issaa, Amir

    • 18-09-2017 Biblio circolo
      Una biografia che sembra un romanzo, quella di Amir Issaa, capace di catapultarci dentro il mondo sconosciuto della sottocultura giovanile romana, che ha mosso i suoi primi passi negli anni '90 attraverso l'esperienza del mondo degli skater, del writing (poi evolutasi nella street art), e del rap di strada. Amir - figlio di un'italiana e di un immigrato egiziano finito nel circuito dell'illegalità - ci mette di fronte a un percorso di vita interamente votato alla sofferta ricerca di un'identità che lo salvi da quel senso di precarietà esistenziale in cui la sua condizione "liquida e anonima" lo aveva relegato. Il giovane farà la scoperta di una realtà alternativa, parallela a quella ufficiale, nata ad opera di un manipolo di giovani che subivano sulla propria pelle un comune sentimento di esclusione e per questo divenuti, per ribellione e insofferenza, artefici di codici e linguaggi nuovi in grado di dar voce a quegli invisibili che da sempre popolano le periferie urbane e a cui la società istituzionale non ha mai lasciato vero spazio per esprimersi o raccontarsi. In questo semplice ma sentito racconto di vita, la scuola ci appare fallimentare nel suo tentativo di riscattare dalla rabbia una gioventù cresciuta in contesti difficili, e per questo spesso destinata ad ingrossare le fila di quegli individui votati alla delinquenza o all'emarginazione. Eppure per chi, come Amir, non si arrende a un futuro già segnato da una società che non riesce a integrare gli ultimi, l'unica chance che rimane è quella di battersi attraverso nuove armi, istintivamente costruite per sfidare il sistema, per rivendicare il proprio diritto ad esserci e ad essere. Fare writing - sfidando i divieti imposti dal decoro urbano - o fare rap - sfidando il dogma del creare musica soltanto conoscendone le regole - altro non è se non il grido degli ultimi che reclamano il diritto ad uscire dal loro status di fantasmi, di poter esprimere qualcosa di sé con un linguaggio che solo gli adepti possono afferare fino in fondo. Sarà quindi la scoperta della dimensione del fare musica che indicherà ad Amir una strada nuova, plasmata dalle forme e dai colori della conquista personale, equidistante tanto dal destino tracciato dall'universo scolastico quanto da quello illegale, misero frutto di un mondo sommerso e fatiscente. Il rapper si dimostra un narratore schietto e sincero: per lui l'essere riuscito a fare musica partendo da zero assume infatti la valenza di un riscatto sociale, del grido di chi si "vanta" di essere riuscito a possedere qualcosa pur non avendo mai posseduto nulla prima. Amir si rifa al rap americano, più che a quello italiano, lì dove l'istanza individualista sopravanza quella sociale e/o socialista, visto che l'ostentazione nei video e nei testi per il possesso di beni materiali si riveste del segno di una rivalsa personale nei confronti di un passato costellato di miseria e deprivazione. Quello che per un osservatore distratto è espressione di pura superficilità materialista, ad un occhio più attento potrà invece sembrare un canto di vittoria del singolo chesi eleva al di sopra delle macerie circostanti. Ma la conquista più significativa sarà forse comprendere che l'essenza di ciò che realmente siamo è simile a un mosaico iridato da mille sfumature, plasmato da lasciti ormai lontani seppur dimenticati, crogiolo di eredità ibride non riconducibili a un'idea monolitica di ciò che intendiamo per identità.
  • Il coraggio della libertà : una donna uscita dall'inferno della tratta

    Okoedion, Blessing

    • 18-09-2017
      Interessante
      Lettrice: Maria Teresa Siciliano ---Il libro fornisce informazioni interessanti sulla tratta delle donne, soprattutto nigeriane, una piaga italiana molto più grave di quanto personalmente avessi capito. Nessun particolare morboso o pornografico. Piuttosto la lotta per la libertà di Blessing che, attirata nel nostro paese con l’inganno, grazie alla sua intelligenza e ad un livello culturale superiore, riesce in soli tre giorni a liberarsi dalla schiavitù in cui è precipitata e ad intraprendere una vita nuova. Purtroppo, non è invece riuscita, almeno finora, ad avere giustizia per il trattamento subito. Il libro è stato scritto dalla protagonista, come succede in questi casi, con l’aiuto di una giornalista, A. Pozzi, che però, a mio avviso, nella rielaborazione, è stata troppo discreta: in tal modo la confessione di Blessing è eccessivamente ripetitiva. Più interessante la postfazione della curatrice. Certo il quadro che esce fuori è davvero disonorevole soprattutto per l’Italia e per tutti noi che consentiamo questo traffico.
    • 07-09-2017
      Ginetta Di Luca BIBLIOCIRCOLO COLLINA DELLA PACE.
      PUBBLICATO NELL’ANNO 2017 a Milano Autore Anna Pozzi e Blessing Editrice Paoline Narra la storia vera di una donna di nome Blessing di nazionalità nigeriana laureata in informatica che cerca di costruire il suo futuro a Benin City; qui incontra una donna di chiesa di nome Alice e ne diventa amica. Alice le propone di venire in Europa per lavorare con suo fratello che gestisce dei negozi di informatica. Ma, una volta arrivata in Italia, non trova nessun negozio, c’è solo la strada. Si rende conto di essere stata venduta a dei trafficanti della prostituzione come tante altre donne nigeriane. Si rende conto di questa orribile inferno e si ribella, fugge e denuncia i suoi sfruttatori. Viene portata a casa Rut dalle suore orsoline dove cerca di ricostruire la sua vita e la fede in Dio. Ritrova la dignità come persona e cerca di aiutare tante altre ragazze nigeriane sfruttate dal mercato della prostituzione. Il personaggio principale è Blessing Okoedion Consiglierei la lettura di questo libro perché fa conoscere la vita orribile che fanno tante prostitute buttate sulle strade e sfruttate come merce per il guadagno di altri, senza pensare alla dignità dell’essere umano.
  • La Scoperta dell'America e altri sonetti

    Pascarella, Cesare <1858-1940>

    • 18-09-2017 Cesare Pascarella.
      Dei 3 poeti "in romanesco" Cesare Pascarella è forse il meno noto, ma,probabilmente,il più equilibrato. I suoi versi non sono mai pervasi dalla "vis" carnascialesca che contraddistinse Giuseppe Gioachino Belli, né raggiungono la sottile, ma pungente, arguzia di Carlo Alberto Salustri (in arte Trilussa). I suoi sonetti vengono assaporati e goduti come le ciliegie: uno tira l'altro. Dalle sue rime baciate emerge un'Italia ottocentesca tristemente povera, decisamente incolta, eppure incredibilmente ricca di cuori generosi e di sentimenti perfino nobili, ove la parola data era sacra e chi non la manteneva era bollato come "infame" e perciò meritevole d'una "puncicata" con il miglior amico dell'uomo: il coltello a serramanico con lama da 25 cm., i cui effetti erano sempre micidiali e sovente esiziali. "La scoperta dell'America" miscela sagacemente la storia del 1492,smitizzando Cristoforo Colombo (morto povero in canna) e lanciando strali satirici sia al Papa sia ai politici piemontesi in stile simil-Pasquino. Come un abile pittore impressionista,Pascarella dipinge con robuste pennellate un'Italia ancora permeata di senso dell'onore e cavalleria verso il gentil sesso, non invasa da cinema e televisione, con cervelli ancora non plagiati da orpelli pubblicitari né farciti da status-symbol: insomma un'Italia distante anni-luce dalla nostra attualità. Ma si sa: il progresso non conosce la retromarcia ed in ogni caso il rimpianto è un'occupazione sterile. Alberto Pallotti.
  • Il profumo dell'orchidea

    Bonelli Florencia

    • 14-09-2017 Mi è piaciuto
      Romanzo rosa piacevole da leggere. La trama non è scontata e il susseguirsi degli eventi narrati rende la lettura scorrevole e interessante.
  • Un favoloso appartamento a Parigi

    Gable, Michelle

    • 12-09-2017
      Carmelina D'alessandro non solo rosa
      bella storia,articolata,divertente,arricchita dalla descrizione di parigi nell'epoca del suo maggior splendore
  • Almeno il cappello

    Vitali, Andrea <1956- >

    • 12-09-2017
      Carmelina D'alessandro lettura ironica e divertentente
      gradevolissimo stile di scrittura, trama leggera arricchita da scorci panoramici sul lago di como e i paesi sulle sue sponde personaggi dipinti con grazia e allegria
  • La lingua geniale : 9 ragioni per amare il greco

    Marcolongo, Andrea

    • 09-09-2017 geniale davvero
      questo libro suscita entusiasmo e fa stare bene, ha il pregio di portare il pensiero lontano, nel tempo passato ma solo in quegli angoli del passato che si riempiono di saggezza, di bellezza e di bene. Insegna a chi non sa nulla del greco ad amare davvero questo studio e questa lingua e questa gente. Un lavoro letterario di cui si sentiva il bisogno, a differenza di infinite cose, libri, tecnologie, cibi e tutto ciò di cui veniamo inondati senza averne alcun bisogno. Questa scrittrice è straordinaria. >fulvia
  • Magnifica

    Valentini, Maria Rosaria

    • 09-09-2017
      Bibliocircolo "Collina della pace"
      Magnifico! Un romanzo letto tutto d’un fiato che non ha tradito le aspettative. Con una prosa che , pur rimanendo sempre tale, si concede continue incursioni in un linguaggio pienamente lirico, l’autrice ci racconta la storia di tre generazioni di donne che è anche storia di emancipazione femminile. La vera protagonista è Ada Maria, anello di congiunzione tra la madre Eufrasia (contadina analfabeta e sottomessa dell’Italia rurale del secondo dopoguerra) e la figlia Magnifica (ragazza degli anni ’70, donna istruita dalla vita libera e piena). Anche Ada Maria, subito madre-bambina del proprio fratellino, sembra destinata ad un’esistenza fatta di doveri ma giorno dopo giorno, senza clamori, afferma la propria libertà rifiutando la soggezione alla figura paterna, coltivando l’amicizia di due donne apparentemente “ai margini” e soprattutto innamorandosi dell’uomo della faggeta per il quale affronta la paura, non teme pregiudizi e sfida le convenzioni. Una storia tutta al femminile in cui fanno da corollario figure maschili positive (eccetto il padre Aniceto) ma estremamente fragili: alla concretezza di Teresina (che dispensa cibo e amore in egual misura) e di Rosetta (“pastora” e “barbiera”) si contrappongono l’introversione di Pietrino (a cui piace lavorare al camposanto e parlare con i morti) e le paure di Benedikt che, dopo la guerra, si rifiuta di riaffrontare il mondo. Il tutto immerso in un paesaggio naturale il quale, piuttosto che fare da sfondo, a volte sembra partecipare da protagonista alle vicende dei personaggi.
  • Tutti i bambini devono essere felici : storia di un maestro e della sua scuola

    Meiani, Antonella

    • 08-09-2017 Maria Teresa Siciliano Un maestro elementare fuori dal comune
      È il ritratto di un maestro elementare del tutto fuori dal comune, un uomo freneticamente impegnato su molti fronti. Ne viene fuori un’idea dell’insegnamento, sia pure all’inizio dell’itinerario scolastico, solo come educazione civica e socializzazione. O almeno qui solo di questo si parla.
  • Vampiri e lupi mannari : le origini, la storia, le leggende di due tra le piu inquietanti figure demoniache, dall'antichita classica ai nostri giorni

    Petoia, Erberto

    • 07-09-2017 Non disponibile
      Come mai questo libro è presente nel catalogo ma non risulta esserci in nessuna delle biblioteche del sistema?
  • 1977 : quando il femminismo entrò in tv

    Cornero, Loredana

    • 07-09-2017 Biblio circolo "Collina della pace"
      Un saggio agile e snello che ci catapulta nei “mitici” anni ’70, da ricordare non solo perché segnati dalla cappa asfissiante di "un piombo bicolore", ma anche e soprattutto per quel fermento culturale che li ha contraddistinti. Ed è proprio in questi anni – vivacizzati dalle proteste da parte del mondo civile, dei collettivi studenteschi e dei movimenti extra-parlamentari – che vede la luce, per la prima volta alla RAI di allora, un programma televisivo innovativo e coraggioso – “Si dice donna” – interamente dedicato alla questione femminile e frutto del lavoro di un gruppo eterogeneo di donne provenienti da ambienti socio-culturali differenti tra loro. L’aspetto più interessante è stato, almeno per me che quegli anni non li ho vissuti direttamente, respirare il clima di un’epoca, ripercorrere attraverso il racconto delle dirette interessate quelle che sono state le questioni principali al centro del dibattito femminista di allora e delle donne tout court, le quali, per la prima volta, si sono interrogate apertamente sul loro ruolo all’interno della società, sulla loro specificità di donne, nonché sul difficile e travagliato rapporto tra maschile e femminile. Infatti nel rammentare la genesi e i contenuti di “Si dice donna”, il libro tocca temi che al tempo suscitarono scalpore e un vivace dibattito, come aborto, divorzio, violenza di genere, donne e lavoro, il diritto di famiglia ecc. Ho trovato entusiasmante rivivere attraverso le parole del libro quel fermento di idee e d’iniziative, nonché avvertire quell’energia femminile che si è sprigionata in un urlo liberatorio dopo secoli di repressione e sottomissione alla logica patriarcale. Ma le donne non si raccontano nella trasmissione solo per affrontare quel nodo problematico che le lega a una società con le sue anacronistiche pretese nei confronti di un femminile che non si identifica più unicamente nel ruolo di madre e di moglie; infatti la narrazione di sé passa anche attraverso un altro canale, atto a valorizzare l’importante ruolo (seppur sommerso) della donna nella storia, nella letteratura e nelle arti in genere. Insomma, la donna in quegli anni inizia a reclamare non soltanto quei diritti a lei negati così a lungo, arrivando a scoprire dentro di sé una forza creatrice e un insieme di risorse spesso sottovalutate, rimaste a lungo inascoltate e sopraffatte da un mondo a voce quasi unicamente maschile. Riappropriarsi della parola, della possibilità di dire di sé e del mondo, passare dalla condizione di oggetto a quella di soggetto di una narrazione, rivendicando la possibilità di essere punto di vista sulla realtà. E la nostalgia, leggendo il libro, va all'impegno politico e all'entusiasmo di quegli anni, spazzati via da cambiamenti socio-economici, politici e culturali che ci hanno fatto un po' dimenticare l'importanza della partecipazione attiva, nonché l'idea fondamentale per cui siamo noi donne a doverci impegnare in prima linea, al fine di non subire passivamente modelli femminili imposti dall'alto, frutto di una mentalità consumistica o di una nostalgica deriva conservatrice. Siamo noi donne a dover rivendicare la libertà a un'auto-determinazione che sia libera da stereotipi o da condizionamenti di sorta, ma ciò sarebbe possibile solo riacquistando un dialogo aperto e autentico con noi stesse, le altre donne e la società intera.
  • In forma : fitness, alimentazione, stile di vita: il più efficace programma per un fisico perfetto in 3 mesi

    Roberts, Matt

    • 07-09-2017 Sergio Perantoni Per me ha funzionato!
      Seguendo le indicazioni di Matt Roberts, che indirizzano verso una alimentazione più sana ed un esercizio fisico proporzionale alle proprie capacità (che si valutano attraverso un test nel libro) e assolutamente sostenibile (spendendo qualcosa in più giusto per comprare maggiori quantità di frutta e verdura...almeno rispetto alla mia dieta di base), sono riuscito a perdere 6 kg partendo da 84 kg a 78 kg per una altezza di 178 cm. Alla fine dei 3 mesi, anche già dopo il 1° mese in realtà, ho sentito di avere molte più energie a disposizione ed anche un corpo più tonico, un livello di attenzione e concentrazione elevato e costante durante tutta la giornata. Spero questa mia testimonianza potrà incoraggiare qualcuno a emulare la mia esperienza ed ottenere risultati anche migliori! Buon lavoro!
  • Britt-Marie è stata qui : romanzo

    Backman, Fredrik

    • 07-09-2017
      Britt Marie
      Una donna coraggiosa e audace, una guerriera
  • Dieci piccoli indiani

    Christie, Agatha

    • 07-09-2017 Dieci piccoli indiani
      Ottimo libro consugliato!
  • La cura : se l'Italia fosse un corpo umano

    Landò, Luca

    • 04-09-2017 da correggere
      la sinossi si riferisce a un altro libro, peraltro non posseduto dalle Biblioteche di Roma. Va bene il "copia e incolla", ma poi dare una controllata non guasta.