I commenti più recenti
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Fondato sulla sabbia : un viaggio nel futuro di Israele
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22/02/2026 Dario Snaidero E' una questione di terraIl saggio di Anna Momigliano, frutto anche di un suo viaggio in Israele nel 2024, pur partendo dal massacro del 7 ottobre 2023, è più articolato e approfondito, rispetto a quello di Anna Foa, Il Suicidio di Israele. Alla fine del libro, oltre a un piccolo dizionario di termini ebraici, vi è anche una cronologia del sionismo a partire dal 1800 fino ai nostri giorni, utile per inserire la storia dello Stato di Israele in quella più ampia della Palestina. L’autrice non dice cose molto diverse rispetto ad Anna Foa. Anche la Momigliano, per esempio, afferma che la sinistra sionista e laica è ormai scomparsa. Che gli ultraortodossi hanno preso il sopravvento sia all’interno del governo, sia come coloni nella Zona C della Cisgiordania. Tuttavia, vi sono alcune annotazioni e indicazioni molto utili per un lettore italiano. Anna Momigliano sottolinea, per esempio, che Israele è una nazione di giovani che fanno figli. Che la popola-zione attuale è formata, per la maggior parte, da persone nate in Israele e vissute in un clima quotidiano di guerra. Che per gli israeliani l’uccisione di migliaia di persone a Gaza è diventato un fatto ciclico che fa più notizia in Italia che in Israele. Anzi, l’israeliano medio sa meno dell’europeo su ciò che avviene a Gaza. Eppure, come anche detto da Anna Foa, sia gli israeliani che i palestinesi non hanno altra terra dove andare. Molti palestinesi sono cittadini israeliani, anche se con numerose limitazioni, ma fanno paura perché Israele, pur essendo un paese democratico, ha paura di perdere la propria identità ebraica. E Israele, paese democratico, comanda sui palestinesi della zona C della Cisgiordania con leggi militari, non civili, con le conseguenze che ognuno può immaginare. Ma quello che mi ha più colpito di questo libro è la distinzione di Israele in quattro tribù, la prima delle quali è quella laica e le altre tre vanno da una religiosità più o meno tiepida alla quarta ultraortodossa. E la frangia ultraortodossa ha in mano il destino politico di Israele. Eppure, mi dico, una volta chiuso il libro, è singolare che anche in Israele siano i giudici della Corte Suprema a preservare la democrazia così come quelli negli Stati Uniti. E pure da noi in Italia, a ben vedere.
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Assassinio a Venezia : un giallo di Hercule Poirot
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22/02/2026 Scorretto e miserevole... è ripubblicare un testo sotto un altro nome a seguito di un'uscita cinematografica. Assassinio a Venezia è un simpatico mappazzone creato ad arte per esser messo in dialogo con Assassinio sul Nilo e Assassinio sull'Orient Express, forse perché Assassinio in Mesopotamia non aveva la stessa allure, temo. Venezia è solo una location, uno sfondo, non c'è nel romanzo, perché a) il romanzo NON è ambientato a Venezia e perché b) si tratta di un romanzo dal quale è stato tratto il terzo film con Kenneth Brannagh come Hercule Poirot.
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Il suicidio di Israele
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22/02/2026 Dario Snaidero Saper essere critici, oggiDopo averlo letto mi sono posto la domanda se questo libricino fosse una specie di “Bignami”. O un “Instant Book”. Uno dei tanti, cioè, scritti dopo il massacro del 7 ottobre 2023. Più per il mercato che per il lettore. Non mi sembra, e la sua brevità costituisce la sua forza. L’autrice, infatti, afferma che Israele già prima del massacro compiuto da Hamas stava attraversando un periodo di grave cristi interna. Già prima, cioè, il sionismo oltranzista, quello dei coloni per intendersi, quello che vuole l’annessione della Cisgiordania per costituire il Grande Israele, aveva preso il sopravvento su quello liberale. Il sionismo socialista dei kibbutz, tanto per semplificare. Il governo di Netanyahu è, quindi, intoccabile perché in mano agli ultraortodossi. Israele aveva conosciuto un momento di unità, e di nuova identità, con il processo ad Eichmann quando i primi abitanti ebrei conobbero e riconobbero la Shoah ed accettarono, l’esodo dei sopravvissuti. L’autrice, forte di una bella bibliografia alla fine del libro, ritiene che quella prima idea di Stato sia stato rimesso in gioco con l’arrivo degli ebrei dal Medio Oriente e di quelli dall’ex Unione Sovietica che hanno favorito una idea religiosa di Stato. Aiutati in ciò anche dal fatto che in Israele non esiste il matrimonio civile ma solo quello religioso. La vita privata, cioè, è regolata da leggi religiose e ne permea ogni aspetto. Si aggiunga, inoltre, scrive l’autrice che la diaspora europea, più laica, non ha alcun peso su Israele a differenza di quella americana, religiosa senza alcun distinguo. E, per finire, per l’autrice, gli israeliani, colpiti al cuore dai loro morti e rapiti, hanno poca pietà per i morti di Gaza. Non è chiaro, pertanto, se Israele voglia essere uno Stato ebraico o uno Stato democratico. In questo senso prospettare un suicidio per lo Stato di Israele non è, allora, una domanda così provocatoria. Ecco, a me lettore, questo libretto è piaciuto. È una piccola voce critica che non fa sconti ideologici o religiosi. Ad esempio: il kibbutz, che io ho mitizzato, ha cacciato i contadini palestinesi dalla propria terra. Ci vuole un bel coraggio a distruggere uno dei miti fondanti di Israele. Ad affermare che la conquista della terra, da parte di Israele, ha significato, per i palestinesi, dover fuggire dalla propria.
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La lezione del Giappone : il paese che anticipa le sfide dell'Occidente
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22/02/2026Stile scorrevole, accompagna ad un viaggio in Giappone anche solo con la fantasia. Ricco di informazioni e di spunti di viaggio
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Cromorama : come il colore ha cambiato il nostro sguardo
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22/02/2026Bellissimo, coinvolgente, colto ma non noioso. Da acquistare e tenere sul comodino, cosa che farò
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Il libro delle case
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22/02/2026 Molto originaleIl primo libro che leggo di questo autore e mi è piaciuto parecchio. Molto originale il raccontare la storia in base alle case che l'hanno ospitata. Originale anche la scelta di non dare nomi di persona specifici ma ruoli. Semplice e lineare lo stile, sicuramente ne leggerò altri.
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Una corte di spine e rose : trilogia
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22/02/2026All'inizio sembra di leggere la bella e la bestia...poi però si apre un mondo incredibile! È stata una scoperta piacevole, che mi ha indotto a leggere tutto di un fiato la trilogia e anche l'altra saga di Sarah Maas!
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Nascondere Mengele : come una rete nazista ha protetto l'Angelo della morte
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22/02/2026 La crudeltà di Mengele e il destino di una neonataIl racconto della cieca Ruth Elias riempì di lacrime gli occhi di molte persone presenti all'evento, visse il dolore più grande che una madre possa immaginare. Ruth arrivò al campo di concentramento già incinta. Una gravidanza a Auschwitz significava morte certa, ma lei riuscì a dissimulare il proprio stato. L'estrema magrezza, un po' di astuzia e alcuni colpi di fortuna aiutarono la giovane a nascondere la gestazione fino alle ultime settimane. Tuttavia, nel campo si diffuse la notizia che c'erano due donne in avanzato stato di gravidanza: oltre a Ruth, c'era anche Berta. Mengele lo venne a sapere e ordinò di convocarle. Fece loro numerose domande, non riuscendo a comprendere come potessero essere sfuggite alle selezioni. Secondo i suoi criteri e quelli di Auschwitz, avrebbero dovuto essere mandate immediatamente nella fila per la camera a gas. Dal momento che non era successo e che ormai erano prossime al parto, decise di risparmiarle: avrebbero potuto dare alla luce i loro bambini. Ciò che non disse alle future madri era che aveva già in mente un esperimento con i neonati. Mengele visitava ogni giorno le due donne incinte in infermeria. Non andava lì solo per vederle. Quando infine arrivò il giorno del parto, che Ruth tanto temeva, una levatrice polacca, anche lei prigioniera nel campo, andò ad aiutarla. Mentre le contrazioni si facevano sempre più forti, la donna le chiese di sdraiarsi. A Gerusalemme, di fronte a una platea sempre più silenziosa, Ruth ricordò quel momento con un'espressione triste ma una voce inalterata: «Mi sono sdraiata su quelle pietre, senza nulla. E ho dato alla luce una bambina bellissima. Senza sapone. Senza acqua calda. Senza cotone». Fece una pausa, come per trovare il coraggio di continuare, poi proseguì: «Niente. Nella mia stessa sporcizia, con la mia bambina, andai nel mio letto senza materasso, solo con una coperta. Ci coprimmo entrambe». Le condizioni erano così precarie che la levatrice non riuscì nemmeno a sterilizzare le forbici con cui tagliò il cordone ombelicale. Non c'erano nemmeno pannolini. Il giorno seguente, Mengele arrivò per la sua visita quotidiana e vide che Ruth aveva partorito. Osservò a lungo la neonata e, subito dopo, ordinò a una dottoressa di fasciare con forza il seno della madre, in modo che non potesse allattare. Voleva scoprire per quanto tempo un neonato potesse sopravvivere senza essere nutrito. Ben presto, Ruth sentì il seno gonfiarsi di latte. La bambina era affamata e piangeva ininterrottamente. Mengele passava tutti i giorni a controllare la fasciatura e osservare la piccola. Dopo sette giorni di agonia e disperazione, Maca Steinberg, un'altra prigioniera cieca, le offrì aiuto. Riuscì a procurarsi un'iniezione di morfina e la consegnò a Ruth, dicendole di usarla per la bambina. Maca le spiegò che non poteva essere lei a farlo, perché era un medico e aveva fatto il giuramento di Ippocrate. Le spiegò che quella era l'unica possibilità che Ruth aveva di sopravvivere, perché Mengele aveva già annunciato che il giorno successivo avrebbe portato madre e figlia nella camera a gas. In ogni caso, la piccola, ormai ridotta pelle e ossa, non aveva alcuna speranza. Più di quarant'anni dopo, davanti a un pubblico silenzioso, Ruth dichiarò: «Io ho ucciso mia figlia». Fece una pausa, si passò la lingua sulle labbra e proseguì: «Al mattino, Mengele arrivò. Io ero pronta ad andare (alla camera a gas). Ma lui non voleva me, voleva la mia bambina. Non trovò il suo corpo nella pila di cadaveri davanti al nostro blocco», disse con un'espressione triste e rassegnata. Fu così che scampò alla camera a gas, ma non riuscì mai a fuggire dal dolore straziante di aver perso sua figlia.
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Il gioco di Ripper
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21/02/2026 Bruno Umana BellinoUna storia piuttosto cruenta, ma che per certi versi è abbordabile a una lettura per ragazzi , forse perché una delle protagonista è Amanda, un adolescente piuttosto sveglia.
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Vol. 6: Amare un libertino
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21/02/2026Mi ha commosso tantissimo. Credo che, fin'ora, sia stato quello che mi ha coinvolto di più, non solo per la storia ma anche per i temi toccati.
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Vol. 5: A Sir Phillip, con amore
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21/02/2026Mi è piaciuto lo scenario diverso in cui si è svolta la storia di Eloise. Il lieto fine, sempre assicurato, è una confortante certezza.
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Giorni giapponesi
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21/02/2026Vado controcorrente. E' impressionante vedere quante persone hanno subito il lavaggio del cervello sulla cultura giapponese, sul modo di vivere dei giapponesi. Una idealizzazione senza fine, che poi si traduce per esempio nella nomea che le auto giapponesi siano le più affidabili, le migliori al mondo. Non è più così, già da tempo. Parallelamente la cultura occidentale maistream ha voluto inculcare nelle menti dei lettori occidentali riguardo al Giappone concetti come la perfezione, l'assenza di criminalità (cosa non vera), il rispetto delle regole (altra cosa non vera o almeno non verosimile). Questo libro della Staude finalmente riequilibria le sorti di una narrazione a senso unico. Il Giappone NON è tutto rose e fiori così come si vuole intendere. All'apparente perfezione esterna (perché solo di forma si tratta) corrisponde un disordine interno (sostanza) che non ha eguali al mondo, un elevatissimo scotto da pagare in nome dell'armonia e del lavaggio del cervello quotidiano. Altro che 1984!
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Liberty bar
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21/02/2026 Daniela BertoglioIn questo romanzo Maigret si muove come un pesce fuor d'acqua, è in un ambiente che non è il suo, lo hanno mandato in trasferta in Costa Azzurra, per indagare sulla morte di un ricco australiano che aveva lasciato il suo ambiente bacchettone e perbenista per vivere un'avventura, per innamorarsi, nonostante la non più giovane età, e viveva con due donne, madre e figlia, ma ogni mese si assentava per una settimana circa, poi tornava a casa con 2000 franchi, la cui provenienza era alquanto misteriosa. Maigret deve prima capire cosa facesse il morto in quella settimana, e nel farlo si imbatte in personaggi equivoci e parecchio patetici, ma alla fine, ovviamente, capisce tutto, salvando capra e cavoli, senza scandali, come gli era stato richiesto. Divertente il capitolo finale, con Maigret che, davanti ad un piatto di baccalà in umido sapientemente cucinato dalla moglie, le spiega cosa è successo, lasciandola parecchio sconcertata. Consiglio assolutamente la versione audiolibro, letta la Stefano Fresi.
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Viaggi nello spazio
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21/02/2026 Mario Benvenuti OTTIMI PER CERCARE NUOVI AUTORIQUESTE RACCOLTE SONO OTTIME ER CERCARE NUOVI AUTORI E VEDERE SE IL GENERE PIACE, BUONA LETTURA
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Morte in scena a Vienna : il secondo caso di Ernestine e Anton
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21/02/2026 Daniela BertoglioUn giallo ambientato nella Vienna dopo la fine della prima guerra mondiale, davvero poco realistico, visto che la protagonista, un'insegnante in pensione, finisce sempre al posto giusto al momento giusto, dopo due minuti che parla con una persona mai incontrata prima riceve confidenze intime, e tutto il romanzo è infarcito di informazioni che dovrebbero creare la giusta ambientazione, ma risultano solo pedanti. Probabilmente il mio giudizio negativo è dovuto anche al fatto che ho ascoltato l'audiolibro, letto male da un'attrice dalla voce veramente stucchevole.
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