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I commenti più recenti

  • Nella testa del dragone : identità e ambizioni della nuova Cina

    Messetti, Giada

    • 29/07/2026
      Giada Messetti, esperta sinofila, ci guida alla scoperta della Cina contemporanea indagando vari aspetti della società attuale (2020). Da leggere assolutamente.
  • Da dove viene il vento

    Venezia, Mariolina

    • 29/07/2026 Quale futuro
      Un libro molto bello. Le storie narrate sembrano scollegate e si snodano anche su piani temporali diversi. La parte principale è la storia d’amore tra Dora e Salvatore che si conoscono a Padova da studenti. Diverse le provenienze, diverse le ambizioni, diverso il modo di pensare e vivere il presente: lui che si lascia andare fino all’eroina e lei che studia e viene lasciata. Si reincontrano dopo 20 anni in una città cambiata, lei docente e lui che ha contratto un ottimo matrimonio, nel quale il fulcro è il denaro, che lui spreca in investimenti azzardati ed affidandosi agli usurai. Parallela la storia di Idir che lascia l’Africa alla volta dell’Italia con mille speranze che si spezzano come la sua schiena tra caporalato e campi di pomodori, in un mondo di nostalgie e ristrettezze, nell’ombra, nell’ invisibilità e nell’indifferenza di chi incontra. Una storia dove i sentimenti rimangono scoperti, dove i comportamenti abietti si rivelano, dove la solidarietà e il conforto giungono nel momento e dalle persone più inaspettate
  • [3]: L'ultimo lieto fine

    Chainani, Soman

    • 29/07/2026
      Stefania Calo' L'ultimo lieto fine per davvero
      Siamo giunti alla conclusione della storia di Agatha e Sophie, ma una delle due sembra che non debba avere il suo lieto fine e la loro storia deve concludersi in un modo o nell' altro con conseguenze per il Bene o per il Male... forse però la loro amicizia sarà più forte di tutto! I personaggi delle fiabe come non li avremmo mai immaginati, le streghe ex compagne di scuola alleate per un fine superiore e finalmente un rapporto tra principe e principessa più moderno. Mi é piaciuto più del precedente
  • Verrà l'alba, starai bene

    Gotto, Gianluca

    • 29/07/2026 717 pagine che si fanno leggere
      Ero un po' scettica, come spesso di fronte ad autori molto prolifici e molto venduti. Ma il libro mi è piaciuto, una bella storia, ben construita, personaggi approfonditi. Tocca temi che possono interessare a molti (ecco il motivo delle vendite ...), con accenni alla medicina ayurvedica (di cui non so nulla, e quindi non posso dire se siano accenni rispondenti alla realtà) e ai benefici dello yoga e della meditazione. Ma, ciò che più conta, è che, quando me lo hanno consegnato, ho pensato: come farò a leggerlo in tre settimane (la restituzione cadeva in un momento in cui non sarò a Roma) e invece: finito in neanche 10 giorni! insomma: consigliato
  • Il grande mistero di Bow

    Zangwill, Israël

    • 28/07/2026
      Daniela Bertoglio
      Ho letto che si tratta del primo romanzo (non racconto) nel quale c'è un morto ammazzato in una camera chiusa. L'autore, che credo si cimentò solo in questa occasione nel genere giallo, nella introduzione sfida i lettori scommettendo che nessuno potrà individuare l'omicida, anche se a me è sembrata abbastanza banale la soluzione, forse ho letto troppi romanzi di questo tipo e sono più smaliziata rispetto ai lettori di un secolo e mezzo fa. Nasce come pubblicazione a puntate, perciò in alcuni punti il ritmo del racconto è volutamente lento, ma anche venato di un sottile umorismo, molto british.
  • Canne al vento

    Deledda, Grazia

    • 28/07/2026
      Un verismo (più) psicologico
      Prima opera che leggo di Deledda e me ne sono innamorata. La fluidità del narratore che come una cinepresa rispettosa e attenta si insinua nelle vite di tutti i personaggi, le incursioni del folklore, del dialetto, della vita sarda di inizio secolo, le descrizioni umanizzate della natura e quelle naturistiche degli umani, hanno reso questo romanzo un vero scorcio nel decadentismo della nobiltà e della morale cristiana. E' un ritratto silenzioso e rispettoso, senza mai essere polemico ma certamente critico di un "vecchio paese", di usi e costumi di povera gente afflitta dall'avidità, dalla sete di successo e di mantenimento dello status quo. Un ritratto quasi antropologico di certi tipi sociali che però sono tutti caratterizzati da una grande profondità d'animo.
  • A Spoonful of murder

    Stevens, Robin <1988- >

    • 28/07/2026
      Mihai Hunea Giallo consigliatissimo anche per i nuovi alla serie!
      "Spoonful of Murder" è stato il mio primo approccio sia all'autruce che alla serie "Murder Most Unladylike" ed è più che bastato per farmene innamorare. Ci sono diversi riferimenti alle investigazioni precedenti delle protagoniste, ma nulla che ti faccia sentire fuori ma abbastanza per incuriosirmi sui libri precedenti. Consiglio vivamente ai fan di testi gialli in lingua inglese!
  • 15: Avanti sempre e comunque!

    Oda, Eiichirō

    • 28/07/2026
      Damiano Greco il mio volume preferito
      mi piace Perché rufi mette pace in una situazione difficile
  • Il diavolo in corpo

    Radiguet, Raymond

    • 28/07/2026 Claudia Pavan IL DIAVOLO IN CORPO
      Devo partire dalla giovanissima età dell'autore RAYMOND RADIGUET... che ha scritto questo romanzo all'età di 20 anni, purtroppo deceduto poco dopo. Ho letto questo libro...proprio considerando la sua giovinezza. Non a torto è considerato un "classico"...Radiguet con la sua prosa...ci comunica il "mondo interiore"di un ragazzo innamorato...con le sue insicurezze...con le sue incoerenze...con la sua vitalità...con la sua vigliaccheria. E' un classico perchè quello che ci racconta appartiene un po' a tutti noi! E non lo fa annoiando il lettore, bensì ci incuriosisce fino all'ultima pagina. PAVAN CLAUDIA Circolo Lettori BIBLIOTECA P.P.Pasolini
  • Domenica

    Simenon, Georges

    • 28/07/2026
      Non si tratta di spoiler, nel primo capitolo di questo "roman dur" Simenon ci porta nel mezzo dell'azione: Emile, ristoratore vandeano che da anni gestisce la Bastide, pensione-ristorante in Costa Azzurra, ha deciso di fare fuori Berthe, la moglie, e il giorno accuratamente pianificato per "l'azione" è domenica, proprio quella domenica che dà il titolo al romanzo. Sempre nel primo capitolo viene introdotta, Ada, giovane cameriera tuttofare che lavora per i due ed è l'amante di Emile, ma sempre nel primo capitolo viene specificato che non è lei il movente che ha spinto l'uomo a prendere una decisione così estrema. Dopo una partenza "a razzo", Simenon si diverte a riavvolgere il nastro e raccontarci dall'inizio la storia di Emile e Berthe. Perchè si è arrivati a questo punto? Fino a che punto la vittima è a suo volta carnefice e viceversa? Di grandissima la qualità la scrittura dell'autore francese, vero artigiano nel senso migliore del termine: nonostante il libro sia corto, come gran parte della produzione di Simenon, è incredibilmente denso: personaggi, situazioni, dettagli sono perfettamente cesellati senza mai essere ridondanti.. Ogni personaggio, anche le "comparse", è ben descritto, ha un suo corpo, una sua funzione, una sua dignità. Al lettore il piacere di farsi accompagnare fino alla tragica conclusione della domenica.
  • Io, Ibra

    Ibrahimović, Zlatan

    • 27/07/2026
      Alberto Luzzi Un libro da leggere ...
      ... interfogliandolo con un altro la cui lettura è diventata faticosa. In uno scaffale di una libreria non mia in una casa non mia. Difficilmente un libro del genere avrebbe trovato il mio gradimento. Personaggio complesso. Stellare come calciatore ma un po' più giù, molto più giù come persona. Non si può chiedere a certi personaggi pubblici di essere "di specchiata onorabilità" ma essere un esempio per gli altri si. Stiamo parlando di un uomo che ha fatto un pessimo uso delle sue enormi doti. Tecniche e fisiche. Ma che scrive libri e non legge. Per affetto da calci in testa ai propri compagni. Una persona che, purtroppo, conosce un solo comportamento. E arrogante com'è non lo discute mai.
  • Nel nido dei serpenti

    Zerocalcare

    • 27/07/2026
      Paolo Galati dura realtà
      anche se è un fumetto mette in evidenza quanta strada ancora c'è da fare per avere un mondo migliore
  • Dimmi che sei stata felice

    Calandrone, Maria Grazia

    • 27/07/2026
      Purtroppo anche in questo romanzo la parte "poetica" e quella storica prendono il sopravvento sulla trama che in sé sarebbe anche semplice, forse banale: due donne di quasi mezza età si incontrano per caso, si amano un po' e si lasciano con tristezza e rimpianto. Il problema è che, appunto, per arrivare alla vicenda di Aurora e Viola, che si incontrano nel settembre 2023 a Ostia, l'autrice sente l'esigenza di narrare gli antefatti della sola dinastia di Aurora (perché soltanto la sua?) partendo dal luglio 1943, narrando, a seguire, tutti i principali avvenimenti storici e politici italiani dal dopoguerra ad oggi appunto. (Mi ha colpito in positivo unicamente la digressione sull'amianto, fin troppo tecnica per un romanzo del genere ma comunque interessante). Anche le pagine "poetiche" mi sono sembrate fuori luogo e spesso incomprensibili (come solo certa poesia criptica, che ama fare sfoggio linguistico). Il finale resta aperto, sospeso... poetico. Del tutto assurde a mio parere le ultime 22 pagine piene di filastrocche - e piccole vignette - ripetitive e illeggibili a tema "pecorelle della buonanotte" (nelle intenzioni narrative sarebbe l'opera letteraria scritta da Viola, in arte KalaMaria). A seguire ben altre 17 pagine di ringraziamenti, note, fonti consultate e indice del libro. Insomma, c'era proprio bisogno di questa sovrabbondanza di superfluo? Non sarebbe stato meglio approfondire la vicenda d'amore di queste due donne, evitando anche magari per una volta il cliché letterario della fine tragica dell'amore tra donne?
  • Inventario di quel che resta dopo che la foresta brucia

    Ruol, Michele

    • 27/07/2026
      Valentina Guerra Inventario (13.4 x 1.4 x 19.7 cm)
      Elencare. Mettere in fila oggetti e ricordi per dare una parvenza di senso a un dolore per il quale non esiste neanche un nome. Michele Ruol con un abile e sinuoso frammentismo racconta quattro vite spezzate: quelle di Maggiore e Minore, morti insieme a un amico in un incidente, e quelle di Madre e Padre, solitudini distanti che tentano di tenere insieme le loro esistenze. 99 oggetti che racchiudono attimi di vita e un inventario che può essere il collante per ricominciare.
  • Felici i felici

    Reza, Yasmina

    • 27/07/2026
      Maria Cristina Sestito Tutt'altro che felici
      Una raccolta di storie brevi che raccontano diverse forme di amore, spesso tutt'altro che felici: rapporti complicati, fragili, segnati da incomprensioni, tradimenti, dipendenze e solitudine. Attraverso personaggi e vicende che si intrecciano, il libro mostra quanto possano essere contraddittori i sentimenti e quanto sia difficile trovare una vera felicità nelle relazioni. Una lettura particolare, che offre diversi spunti di riflessione sulle forme meno sane e più imperfette dell'amore.
    • 04/07/2026
      Il gioco del puzzle
      Interessante la costruzione di questi racconti. Ogni personaggio si racconta, citando altri personaggi, amici, parenti, conoscenti, che a loro volta si raccontano nei singoli capitoli. Un affresco di vite legate in qualche modo fra di loro e ognuna con la sua peculiarità. A fine lettura, viene la voglia di rileggere i racconti per unire i puntini e comprendere meglio, dare un senso ad ogni singolo personaggio. Una sorta di puzzle. La scrittura di Yasmina Reza mi ha colpito ancora.