I commenti più recenti
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E alla fine muoiono : la sporca verità sulle fiabe
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03/09/2026 Le fiabe sono una roba seria (e macabra)Una analisi dettagliata delle fiabe illustrata in modo impeccabile e scanzonatorio. Scopriamo così che in origine Basile le aveva pensate per un pubblico adulto (doveva intrattenere la corte) e non risparmiava sui dettagli scabrosi. Poi sono arrivati Perrault, i Grimm e soprattutto Disney che le ha riadattate per il XX secolo. Forse è ora della prossima trasformazione.
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La campana di vetro e sei poesie da Ariel
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03/09/2026 Difficile trovare le paroleNon riesco a trovare le parole per descrivere a fondo quanto per me sia stato importante avere questo libro tra le mani. Mi ha aiutato a capire meglio i miei sentimenti. Descrive la depressione per come è, senza cadere nell'ormai stereotipo di renderla "glamour". Se potessi dare 6 stelle, lo farei
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Bright young women
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03/09/2026 ProfondoLettura importante che offre una luce e una prospettiva diversa sui fatti di cronaca che ormai siamo così abituati a leggere. Mi ha fatto infuriare, come è giusto che sia.
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Carte in tavola
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03/09/2026 Non il miglioreDa persona profondamente innamorata di Agatha Christie, del suo stile, delle sue storie, mi duole ammettere che questo non è uno dei suoi migliori. Premessa carina, finale inaspettato il giusto. Avviso che per godere a pieno dei questo libro serve avere una conoscenza anche solo alta delle regole del Bridge!!! Nota positiva: i personaggi della Christie si confermano tra i migliori mai scritti.
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Tutti nella mia famiglia hanno ucciso qualcuno
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03/09/2026 DeludenteCondivido pienamente quanto detto negli altri commenti presenti qui. La premessa è carina e interessante e prende subito chi legge. Però poi proseguendo è come se non riuscisse a tenere il ritmo, perde colpi. La storia sta in piedi, anche se verso la fine viene fatto ricorso ad alcuni stereotipi del genere che personalmente non amo particolarmente. Non mi sento di sconsigliarne la lettura, perchè devo ammettere che non l'ho detestato. Ma sul genere ci sono moltissimi altri libri che battono questo ampiamente
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Odissea
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03/09/2026 A che punto siamo del nostro ritorno?Ritornare a Odisseo per ritornare a Itaca e' come immergersi nel liquido amniotico dei nostri sogni di fanciullo, delle nostre fobie di adulti, del terrore che agghiaccia, degli imbrogli che tramiamo, della ferocia che accompagna la nostra esistenza e quella dei nostri nemici, della crudelta' efferata, della vendetta spietata. Ma e' anche tornare ad abbracciare il figlio che lasciammo bambino, la tenace e fedele consorte che piange il talamo vuoto e disfa la tela, il padre che cura l'orto e impreca a un destino crudele, Nausica che ti riveste, Alcinoo che ti ascolta e ti copre di doni, Calipso che ti vuole con se'pronta ad eternarti, Circe che ti seduce e Atena che ti e' sempre accanto, pronta a bacchettarti nei momenti di debolezza, ma a imbracciare l'egida nella battaglia. Ogni novello Odisseo che s'imbarca in questa avventura, puo' carpire qualcosa all'originario e provare a ripetere quelle esperienze che dai tempi di Omero segnano l'orizzonte di chi affronta con coraggio il proprio fato.
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Sette sere
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03/09/2026Borges della sua cecita' scrive:" Uno scrittore, o un qualsiasi uomo deve pensare che quanto gli accade e' uno strumento. Ogni cosa gli e' stata data con un fine, ... tutto cio' che capita, anche le umiliazioni,... tutto gli e' stato dato come argilla, ... e lui deve servirsene. ... Cose che ci sono date perche' le trasformiamo, perche' dalla miserabile circostanza della nostra vita, traiamo qualcosa di eterno o che aspiri a esserlo. E conclude affermando che la bellezza ci insidia, citando Browning: "Quando ci sentiamo più al sicuro, succede qualcosa, un tramonto, il finale di un coro di Euripide, e torniamo a essere perduti"
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Dioniso : archetipo della vita indistruttibile
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03/09/2026 DIONISO, DAL RITO AL MITOIl mito di Dioniso risale alla civilta' minoica ed e'strettamente connesso alla pianta della vite, e ai riti delle Baccanti che in processione adornate di edera e tirso inneggiavano al Dio, mentre Sileni e Satiri pigiavano nei tini i chicchi d'uva. I riti avevano finalita' erotiche a fini riproduttivi, tanto e'che altro elemento rituale era il fallo. Nella Grecia Attica del IV sec a.c. questa processione, Ditirambo, diviene volta al sacrificio di un animale, prima il toro, poi il caprone, che moriva per le grandi Dionisie, per aver impersonificato il Dio. Quando poi alla sfera dionisiaca gli autori innesteranno l'epica del mito nascera' la tragedia. A Roma il rito venne abolito e poi nuovamente permesso e aveva uno scopo prettamente funerario, soprattutto relativamente la dipartita di giovani uomini e donne che venivano raffigurate in sarcofagi e crateri in esodo dalla citta' verso le nozze con Dioniso e per gli uomini con Arianna.
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Into the Wild
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03/09/2026 Sarà il tempo che passa,......sarà una maggiore esperienza di vita. Ma ho rivisto questo splendido film con un animo nettamente diverso dalla prima volta. La quale si è svolta molti, troppi anni fa. Avevo della vita ed i suoi dintorni una visione forse più romantica. Il concetto di libertà per esempio. Spazi infiniti. Un tempo senza fine. Scelta (quasi) completa su quello che si farà quel giorno. E' questa la libertà ? Sono per il concetto "gaberiano". "La libertà non è stare sopra un albero e neanche il volo di un piccione. La libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione". Andare nel posto più bello del mondo, e ci vai, e sei da solo che senso ha ? Ancora. Andare in un posto indimenticabile e non sei con "quella" persona è la stessa cosa ? Alla fine Supertramp si ricrede. Non ha senso tutto quello che ha fatto se lo vivi da solo. E si può essere da soli anche quando non lo si è soli. Ci adattiamo ?
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La disobbediente : [il romanzo di Artemisia Gentileschi]
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02/09/2026 Paolo Galati bellissimosecondo libro della Fremantle che leggo e devo dire che si conferma un ottima lettura, bello scorrevole ben scritto e la storia della Gentileschi ben romanzata. consigliato sicuramente
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La pecora nera : elogio funebre del manicomio elettrico
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02/09/2026Quando si tratta di manicomi in Italia il rischio è di scendere tra l'horror e il patetico e non a torto. Celestini ci racconta la storia di Nicola nato, come me, nei "fantastici anni '60" e finito troppo presto nel manicomio, istituzione non tanto di cura del malato ma di deposito dove la società si sbarazza di chi è "fuori schema", la polvere sotto il tappeto. Celestini ci porta con empatia in questo "manicomio elettrico" dove gli stessi carcerieri sono incarcerati (la suora, il direttore) e dove non c'è da aspettare redenzione perchè "è vero che la malattia dei bambini, mica solo dei bambini, è la paura del buio. «Si può morire di paura del buio e io ora ho capito perché non guarisco». Non si guarisce dalla paura per un motivo semplice: non è una malattia."
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Storie di uno scemo di guerra : Roma 4 giugno 1944
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02/09/2026Purtroppo non ho avuto la fortuna di vedere questo spettacolo al teatro ma, grazie alla libro e una buona dose d'immaginazione, riesco a ricostruire la voce, gli sguardi, le pause di Celestini. Bellissima storia di famiglia, ambientata tra il primo bomardamento di San Lorenzo (19 luglio del 1943) all'abbandono di Roma da parte dell'esercito tedesco (giugno 1944). Non una sola storia, ma tante, storie-ciliegia che una tira l'altra, storie-puzzle che nella loro diversità si incastrano tra di loro e danno vita ad un immagine dalle tante sfaccettature. Abbiamo così episodi surreali, il topos caro alla letteratura fantastica del doppelganger, l'ucronia (l'Italia liberata dall'esercito sovietico), la storia vera della rappresaglia/deportazione del Quadraro e tanto altro. Storie raccontate dal basso, dalle macerie, da un bambino e uno "scemo di guerra".
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L'insostenibile leggerezza dell'essere
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02/09/2026 Maria Cristina Sestito gli esseri leggeri volano, i pesanti noUn romanzo che mi ha attratta moltissimo per la trama, ma soprattutto per il bellissimo concetto su cui si costruisce: il contrasto tra gli esseri “leggeri”, che sembrano volare, e quelli “pesanti”, legati alla terra, alle responsabilità e ai sentimenti. Ho trovato affascinante il modo in cui questi due modi opposti di vivere finiscono per attrarsi e intrecciarsi nelle relazioni tra i personaggi. La prima metà del libro mi è piaciuta moltissimo; nella seconda, invece, ho avuto la sensazione che venisse aggiunto poco di realmente nuovo e la mia attenzione è progressivamente calata. Nonostante questo, resta un romanzo bellissimo soprattutto per le riflessioni che lascia.
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La ragazza immortale
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02/09/2026 Maria Cristina Sestito Amore e arteUn romanzo romantico e delicato, in cui amore e arte si intrecciano nel desiderio di rendere eterno ciò che per natura non può esserlo. Mi è rimasta impressa soprattutto la bellezza della protagonista, immortalata nei dipinti affinché possa sopravvivere al tempo, insieme al sentimento dell’uomo che la ama. Una storia particolare sull’amore, sulla bellezza e sul desiderio di lasciare attraverso l’arte qualcosa che possa durare per sempre.
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Follia
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02/09/2026 Maria Cristina Sestito lettura ossessivaUn romanzo estremamente intenso e coinvolgente, da cui è davvero difficile staccare gli occhi. La relazione tra i protagonisti diventa pagina dopo pagina sempre più ossessiva e distruttiva, trascinando il lettore in una storia in cui amore, passione e follia finiscono per confondersi. Una lettura che mi ha completamente catturata e di cui consiglio anche la trasposizione cinematografica.
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