I commenti più recenti
-
Scrivere
-
09/10/2026 Maria Della Monaca La creativita' punto di incontro.Sono stata circa cinque minuti a sfogliare questo libro che con il titolo sembrava aver promesso molto e non concedere nulla alla scrittura. Eppure dopo il primo impatto negativo per chi cercava consigli di scrittura, mi sono inequivocabilmente apparsi elementi fondamentali non dal testo, appena una pagina, ma dagli innumerevoli disegni densi di particolari. Si coglie così la prima regola di uno scrittore che sembra essere l'osservazione attenta di quei particolari che sono presenti nella realta' ma che a volte passano inosservati a molti. All'inizio la scrittura rappresentata da una stilografica sembra essere un momento di relax, ma poi si trasforma assumendo le sembianze della passione sensuale, della febbre, della droga, della compagna delle notti insonni. La notte in questi disegni sembra essere presente come momento di creativita' di tutta la giornata. Non mancano disegni che richiamano i classici rivisitati a volte in maniera irriverente ma che sottolineano la necessita' della loro conoscenza da parte dello scrittore come patrimonio da reinterpretare. E poi seguono anche disegni che trattano della funzione della scrittura in tempo di guerra. Basta, non voglio anticipare nulla ma invitarvi a leggere ed osservare questo libro che comunque arricchisce e inequivocabilmente prova come la creativita' sia indispensabile all'arte come alla scrittura, rappresentando comune terreno fondante ad entrambe. Maria Della Monaca.
-
-
Il tempo dei semplici
-
09/10/2026 genitori dei propri genitoriScoprire che i propri genitori sono non soltanto anziani ma ormai avviati alla vecchiaia è dura da digerire, specialmente per chi ne ha sempre dati per scontati la forza, il sostegno, l'autorità. Diventare genitori dei propri genitori è un passaggio al tempo stesso fortunato (vuol dire che sono entrambi vivi, presenti) e sfortunato (più si va avanti e peggiori saranno gli acciacchi o i malanni). L'autore in fondo ci racconta ciò che ogni figlio coscienzioso farebbe in queste situazioni, e non si può che condividerlo. Perché se andiamo per sottrazione, quello che rimane sono gli affetti. Ecco perché "Andare da mamma e papà ormai conta più di tutto". Voto 3,5.
-
-
Il destino dei popoli : come l'umanità ha fatto la storia e creato il nostro tempo
-
09/10/2026 interessante tesiLa tesi di Fabbri è che i popoli muovono la storia in base a spinte umane profonde : paura, bisogno di sicurezza, demografia, ricerca di risorse, senso di appartenenza. Secondo la sua tesi i leader politici canalizzano sentimenti e risentimenti già presenti nel corpo sociale. Se un popolo non ha un’ansia profonda o un interesse di fondo per qualcosa, nessuna propaganda può spingerlo davvero ad agire.
-
-
Tanto domani muori : [romanzo]
-
09/10/2026 Francesco Capozzo Non è banale.La scrittrice Antiniska Pozzi, con questo TANTO DOMANI MUORI, racconta la vita della protagonista Anna, le sue esperienze e, dei suoi genitori. All'inizio ho pensato che fosse una storia banale, ma nelle pagine successive il racconto, prevalentemente imperniato sulla sfortuna del nucleo familiare, prende tutta un'altra piega e diviene vera vita.
-
-
L'orso che non lo era
-
09/10/2026 Quando il mondo dimentica il tuo nome. L’orso che non lo era e la favola di ciò che siamoCi sono libri che, raccontando una storia, ci restituiscono qualcosa che avevamo dimenticato. L’orso che non lo era di Frank Tashlin appartiene a questa rara famiglia. È una favola lieve soltanto in apparenza, che nasconde, sotto il sorriso, una domanda vertiginosa: chi siamo, quando il mondo insiste nel dirci che siamo qualcun altro? C’è un orso che va in letargo nella sua tana. Quando si risveglia, il bosco è scomparso: al suo posto si leva una fabbrica immensa. Il mondo è cambiato durante il suo sonno. L’orso, però, è rimasto se stesso, o, almeno, ne è ancora convinto. Gli uomini che incontra gli spiegano che non è un orso, ma un uomo, un operaio, qualcuno che deve trovare il proprio posto nella macchina della produzione. Nessuno dubita delle proprie certezze; la realtà è lì, davanti ai loro occhi, eppure preferiscono correggerla piuttosto che riconoscerla. Basta che tutti ripetano una menzogna perché la verità cominci a sentirsi sola. LA FABBRICA E IL BOSCO: In questo contrasto fra natura e industria, libertà e conformismo, essere e funzionare, si nasconde il cuore poetico e filosofico del libro. Il bosco è il luogo in cui si può semplicemente esistere; la fabbrica è il mondo che pretende di assegnare a ogni cosa una funzione. L’orso diventa così una presenza tenera e disarmante, un frammento di natura smarrito nel regno delle definizioni. Le illustrazioni di Tashlin, ironiche e stranianti, raccontano quanto le parole: l’orso sembra quasi un errore poetico nella geometria del mondo. E forse è proprio quell’errore a custodire l’unica verità. LA FAVOLA ANTICA DENTRO IL MONDO MODERNO: Come nelle favole di Esopo, Fedro e La Fontaine, un animale diventa lo specchio dell’uomo e la semplicità della vicenda rivela una verità universale. Qui, però, la saggezza antica incontra l’assurdo moderno: per smarrire la propria identità bastano un ufficio, un regolamento, uno sguardo che non riconosce. Tashlin ci parla del conformismo, della società che ci misura attraverso il ruolo che ricopriamo, ma anche della fragilità con cui finiamo talvolta per credere alle definizioni degli altri. Il pericolo più grande, infatti, non è sentirsi dire che non siamo ciò che siamo: è arrivare, un giorno, a dubitarne. E SE L'ORSO AVESSE RAGIONE? Forse la sua ostinazione è una forma di saggezza. Forse sa qualcosa che gli uomini hanno dimenticato: che non tutto ciò che esiste deve servire a qualcosa, che non ogni identità può essere rinchiusa in una casella, che c’è una voce interiore da custodire anche quando il mondo alza il volume per soffocarla. La morale della favola non viene imposta: affiora lentamente, come un sentiero sotto la neve. Non lasciare che il mondo ti convinca a diventare ciò che non sei. E non dimenticare quella parte di te che gli altri giudicano ingenua, inutile, fuori posto: potrebbe essere proprio quella a salvarti. UN LIBRO CHE CRESCE INSIEME A CHI LO LEGGE: Questo libro merita di essere letto e condiviso fra generazioni perché parla ai bambini senza semplificare il mondo e agli adulti senza rinunciare alla meraviglia. Ci ricorda che crescere non dovrebbe significare dimenticarsi e che la libertà comincia talvolta dal coraggio di affermare una verità elementare. IO SONO UN ORSO: Alla fine, quando chiudiamo il libro, rimane una malinconia luminosa: quella di chi sa quanto sia facile perdersi e quanto sia prezioso ritrovarsi. Questo è il dono delle grandi favole: non ci insegnano qualcosa che non sapevamo, ma ci restituiscono ciò che avevamo smesso di ascoltare. La prima volta vediamo un orso. Poi vediamo un uomo, il mondo, noi stessi. E allora comprendiamo che la domanda della favola non riguarda soltanto chi siamo, ma ciò che siamo disposti a fare per non dimenticarlo.Perché a volte bisogna attraversare un mondo che ci dice continuamente chi non siamo, per ritrovare la voce capace di dirci chi siamo.
-
-
Due storie sporche
-
09/10/2026 Segreti scabrosiQuesto libro è composto da due storie separate. Mostra quanto le vite dei due protagonisti sfuggano o vogliano sfuggire dalle convenzioni e dall’abitudine. La trasgressione caratterizza questi due episodi, nel primo una pensionante diventa voyeur di due suoi inquilini e nel secondo, insospettabili omosessualità e tradimenti sono alla base di un banale rapporto tra coniugi. Un libro che è una critica ai luoghi comuni e dove una certa apparenza nasconde piccoli e grandi segreti di provincia
-
-
Tempo di uccidere
-
08/10/2026 Non il Flaiano dei calembour, ma godibileFlaiano racconta la storia di un tenente durante l occupazione dell Abissinia, e del gesto sciagurato che compie nei confronti di una ragazza locale. Questo innescherà una serie di disavventure per il tenente, che a poco a poco prende coscienza della sua condizione di imperialista. Non il Flaiano dei calembour e della dolce Vita, ma comunque godibile.
-
-
Poke e bowls : 80 ricette per volersi bene
-
08/10/2026 CarinoRicette interessanti con abbinamenti originali
-
-
L'usignolo
-
08/10/2026 AvvincenteEsplora il ruolo fondamentale delle donne durante la Seconda Guerra Mondiale
-
-
Le streghe di Manningtree
-
08/10/2026 Da leggereConsigliato a chi ama i romanzi storici
-
-
Il cognome delle donne
-
08/10/2026 Daniela Avanti Il cognome delle donneHo letto Il cognome delle donne con coinvolgimento e mi ha lasciato diverse emozioni. Mi è piaciuto il modo in cui racconta le donne, le loro scelte, i legami familiari e il peso delle tradizioni. È una storia che fa riflettere, ma che si legge con leggerezza e trasporto. Alcuni personaggi mi sono rimasti particolarmente nel cuore. Una lettura che consiglio, soprattutto a chi ama le storie di famiglia e i racconti al femminile.
-
-
Sotto la pelle del mondo
-
08/10/2026 InteressanteE sempre molto interessante e illuminante leggere Fabbri a prescindere da se si condividono le sue teorie
-
-
Siddhartha
-
08/10/2026Siddartha ovvero il buddismo rivisto e corretto da Herman Hesse. L'autore si inventa un contemporaneo (perdippiù omonimo) del Gotama, appartenente alla casta braminica e alla ricerca della perfezione e del distacco dal samsara. Hesse, benchè infarcisca il racconto di concetti induisti e buddisti, rifiuta apparentemente quello che è il fondamento metodologico delle filosofie/religioni orientali ovvero il rapporto maestro/discepolo. Siddartha via via lascierà i suoi maestri/mentori (anche il Buddha stesso) e troverà la pace solo lungo le rive del fiume assieme a un vecchio e saggio barcaiolo. Hesse non propone il rifiuto del samsara ma la piena accettazione di questo, della vita e del mondo sulla base che in tutto c'è del bene e del male e tutto (compreso noi stessi) è pervaso dalla divinità, il tempo stesso è un artificio. Sui significati filosofici e religiosi di questo libro si potrebbe disquisire per ore. Da un punto di vista strettamente letterario la reputo un'opera minore rispetto, ad esempio, a Narciso e Boccadoro. La trama è abbastanza semplice e tesa soprattutto a permettere a Hesse di spiattellarci "quello che ho capito della vita", con una noiosa preponderanza della componente didattica su quella narrativa. Anche i personaggi, dal protagonista ai comprimari finiscono per essere solo abbozzati o meglio non vanno oltre ad archetipi da "operetta morale".
-
-
Uccidere la natura : come l'umanità distrugge e salva l'ambiente
-
08/10/2026 Namibia senz'acqua: elefanti e altri animali sacrificati per sfamare la popolazioneOttantatré elefanti, trenta ippopotami, sessanta bufali, cento gnu, trecento zebre, cinquanta impala, cento antilopi: è il terribile banchetto con il quale la Namibia è stata costretta a nutrire i suoi abitanti nell'estate più calda e arida mai vissuta prima. È il 29 agosto 2024: il governo rilascia un comunicato che motiva la scelta indifferibile. Mancano acqua e cibo per quasi la metà della popolazione. O meglio, manca l'acqua e di conseguenza il cibo. Concatenazione di eventi scatenati dai cambiamenti climatici che in Africa mostrano il loro volto più aggressivo e cattivo. Mors tua vita mea, insomma, in uno scenario che avremmo definito apocalittico fino a pochi anni fa e invece oggi è cronaca.
-
-
Il fucile da caccia
-
08/10/2026 Breve ma intensoRomanzo incentrato sulle mille sfaccettature dell'amore familiare, coniugale, proibito, nascosto, rivelato, scoperto. E sulla possibilità di perdono, redenzione, sollievo, colpa, catarsi, morte. Alla fine rimane solo un grande interrogativo: è meglio amare o essere amati?
-

