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I commenti più recenti

  • L'invenzione del colore

    Raimo, Christian

    • 21/04/2026
      Daniela Bertoglio
      Non amo molto i romanzi autobiografici, mi sembrano una ingerenza, da lettrice, nella vita altrui, li trovo in genere imbarazzanti, con poche eccezioni. Soprattutto quando sono autocelebrativi, come in questo caso, perché Christian Raimo racconta la storia di suo padre, inframmezzandola con le sue vicende personali degli ultimi anni, le sue esperienze da insegnante (anche se mi sembra che voglia fare, e si comporti, più da confidente dei suoi studenti e dei loro genitori che da insegnante), la sua relazione con Gadda (che non ho capito se sia un nome, un cognome, o un soprannome), la sua voglia di fare attività politica, ma senza troppa convinzione. Il padre aveva lavorato per tanti anni alla Technicolor, assunto come operaio, fece carriera diventando il capo del personale, e, con un collega, o con più colleghi non è chiaro, inventò una tecnica innovativa, senza però riceverne il dovuto riconoscimento. Un romanzo con tanti piani narrativi diversi, decisamente troppi: ci sono i sogni che hanno per protagonista il padre, deceduto nel 2009, i ricordi d'infanzia, gli episodi di vita vissuta con Gadda, quelli a scuola, ma anche la descrizione delle tecniche cinematografiche usate alla Technicolor. Insomma, tante chiacchiere che rendono parecchio noioso il risultato.
  • Le parole fanno il solletico

    Pennac, Daniel

    • 21/04/2026
      Daniela Bertoglio
      Daniel Pennac e Stefano Bartezzaghi giocano con le parole per spiegare i modi di dire, le metafore, ma anche i "falsi amici" del francese e dell'italiano, vale a dire quelle espressioni idiomatiche che in una lingua hanno un significato e nell'altra o non vogliono dire nulla, o hanno un senso completamente diverso, il tutto in maniera divertente e con buffi disegni. E' un libro destinato ai bambini, ma molto divertente anche per chi bambino non lo è più da mezzo secolo abbondante.
  • Il custode

    Ammaniti, Niccolò

    • 21/04/2026
      Giselda Massari I traumi della crescita
      In questo breve romanzo Ammaniti fa nuovamente parlare un bambino (ricordate Io non ho paura?). La trama si svolge in Sicilia, in un non luogo sul mare violentato dall’incuria, dal degrado ambientale e sociale dove si vive e convive a contatto con la malavita. La famiglia Vesciaveo è composta da madre, figlio e zia; oltre a personale indiano di fatica nell’azienda storica di commercio e trattamento del marmo. Si capisce subito cosa si nasconde spesso nella triturazione delle lastre di marmo… Questo il primo livello del racconto. Il secondo livello è la fantasia, la stranizza… C’è una presenza oscura in bagno legata alla mitologia greca cui la famiglia è strettamente connessa che fa da collante fra la realtà e l’immaginazione… L’equilibrio si rompe quando il bambino, ignaro e costretto a vivere in un ambiente chiuso e inadatto alla sua età, entra in contatto con il diverso e li si sviluppa la tragedia. Un bel libro con esilaranti descrizioni degli ambienti e delle persone: a patto però che ci si lasci trasportare sulle ali della fantasia e direi anche della psicoanalisi, incentrata sul difficile passaggio dall'adolescenza alla vita adulta..
    • 19/04/2026
      Giorgio Grasso Lo sguardo che uccide
      A chi piace definire in poche parole un romanzo o una qualsiasi opera artistica direi che l'ultimo libro di Ammaniti è un coming of age fantastico in salsa mitologica. Se si accetta come "normale" il fatto che la famiglia Vasciaveo custodisca nel proprio bagno un pericolosissimo essere mitologico, letale per chiunque incroci il suo sguardo, allora per buona parte della lettura siamo di fronte ad un romanzo di formazione. Il giovane Nilo, fortemente limitato nelle sue frequentazioni e nei movimenti fuori di casa, incontra una donna sensuale e sua figlia. L'impatto è dirompente, la sua vita cambia radicalmente, e anche la madre e la zia ne subiranno le drammatiche conseguenze. E poi c'è il colpo di scena finale, che cambia radicalmente la prospettiva da cui abbiamo letto la storia. Lettura molto divertente.
    • 19/04/2026
      Daniela Bertoglio
      I Vasciaveo sono una strana famiglia, composta da due sorelle e dal figlio di una delle due, Agata, un ragazzino di 13 anni che canta molto bene. Vivono a Triscina, un paesino sul mare, vicino a Selinunte, e hanno tra gli antenati un personaggio mitologico che si può intuire dal disegno sulla copertina. Personaggio immortale, che vive, sotto chiave, nel bagno di casa loro, e che contribuisce significativamente al bilancio familiare. Una famiglia condannata a vivere isolata, per proteggere i propri segreti inconfessabili. Quando nella vita di Nilo, il tredicenne, arrivano Arianna e la figlia Saskia, di 10 anni, con la sessualità dirompente della prima e la innocente saggezza della seconda, arriva anche una forza che scardina tutto, costringe a crescere e a liberarsi di vincoli ancestrali. Ammaniti aveva già ampiamente dimostrato di saper raccontare l'adolescenza, e come sia difficile crescere e liberarsi delle catene e delle costrizioni familiari, ma in questo romanzo riesce a mescolare divinità greche, mafia cinese, innocenza e sensualità, in maniera magistrale. Consiglio vivamente l'audiolibro, letto magnificamente da Corrado Fortuna.
  • L'uomo dagli occhi tristi : [romanzo]

    Pulixi, Piergiorgio

    • 21/04/2026
      Bruno Umana Di chi sono questi occhi?
      l' Ogliastra è un posto molto bello dove viene ambientato il romanzo, le ispettrici Croce e Rais sono distaccate da Cagliari per seguire il caso di un ragazzo trovato morto ammazzato sul lago di Saruxi, sono implicate persone in vista e molti interessi sono in gioco. A mio avviso non è tra i migliori ma è senz'altro da leggere.
  • Acqua sporca

    Uyangoda, Nadeesha

    • 20/04/2026
      Chi torna e chi resta
      “Migrazione a breve termine o a lungo termine, migrazione volontaria o familiare, migrazione stagionale o vitalizia. Quella valigia sapeva quel che gli altri non sanno, che alla fine si torna sempre a reclamare il proprio pezzo di terra. A che serve altrimenti morire cosí come si è nati, senza un fine e senza un posto? Si torna per accertarsi che nelle piante, nelle creature, nella gente sia rimasto qualcosa di tuo, una traccia che dimostri che si è esistiti anche quando, altrove, si è stati indaffarati a non esserlo.” Quanto tempo serve davvero perché un luogo diventi casa, se ci si è arrivati per necessità? Neela, la protagonista, sa che neanche trent’anni possono essere sufficienti per rendere “casa” il paese in cui si è migrati per avere una vita più dignitosa. Ma neanche il ritorno restituisce il senso di appartenenza: il tempo trasforma i luoghi ma anche le persone, chi lascia e chi resta, il loro modo di essere e di abitare il mondo. La trama si muove tra la provincia milanese e lo Sri Lanka, seguendo una costellazione di figure femminili legate da rapporti familiari complessi: donne che partono, che restano, che vorrebbero andarsene. Tuttavia, più che una saga familiare in senso tradizionale, il libro è un’indagine su cosa resta quando si vive a lungo in bilico tra due mondi. Il romanzo è attraversato da un senso costante di estraniazione che tocca tutti i personaggi: chi è partito scopre che il tempo ha trasformato irrimediabilmente ciò che ha lasciato; chi è rimasto accumula rancori; chi cresce altrove si muove resta sospeso tra due mondi. Ayesha, in particolare, incarna questa lacerazione: figlia di seconda generazione, vive una condizione di equilibrio instabile, segnata da fragilità e da una crisi identitaria che si riflette nelle sue relazioni e nel suo modo di stare nel mondo. Ho trovato la tematica interessante; di contro, il ritmo del romanzo mi è sembrato spesso lento e uniforme, priva di tensione. Anche l’alternanza delle voci narranti, tra prima e terza persona, finisce per appesantire la struttura, rendendo la lettura meno fluida.
    • 14/04/2026
      Daniela Bertoglio
      Quando viene a sapere che la madre desidera tornare, definitivamente, in Sri Lanka, paese dal quale era emigrata tanti anni prima per venire in Italia a fare prima la badante/domestica, poi la proprietaria di un centro estetico, Ayesha, che era venuta in Italia da bambina, dopo un'infanzia, in seguito rimpianta, trascorsa con la nonna e le zie, ripercorre la storia della sua famiglia, dello Sri Lanka degli ultimi 40 anni, e più in generale della emigrazione cingalese in Italia. Ho apprezzato molto i primi capitoli, poi ho faticato a seguire e comprendere il senso di estraneità della protagonista, un'artista nevrotica e perennemente scontenta di tutto, affetta da disturbo bipolare. E' un romanzo sul senso di estraneità di chi cresce in bilico tra due paesi, due culture, e anche due famiglie.
  • Che cos'è l'amore?

    Barnett, Mac

    • 20/04/2026
      L'amore è un viaggio
      Alla domanda del nipote "Che cos'è l'amore?" la nonna consiglia di partire e andare a cercare una risposta. E così inizia un itinerario tra tanta gente diversa, dove ogni persona ha una visione diversa dell'amore. Alla fine, il ritorno a casa e l'abbraccio della nonna chiudono il cerchio di un caleidoscopio di sfumature. L'amore è un viaggio.
  • I sette quadranti

    Christie, Agatha

    • 20/04/2026
      Un giallo atipico della Christie, in cui tutto sembra andare all incontrario. 4 poirot / 5
  • Le tre del mattino

    Carofiglio, Gianrico

    • 20/04/2026
      Giselda Massari Padre e figlio a Marsiglia
      Un bel racconto ambientato a Marsiglia negli anni in cui la città era considerata pericolosa. Innanzitutto un assist bene augurante per la città provenzale da poco interessata (all’epoca di pubblicazione del libro, 2017) da un’opera di significativo recupero in occasione della proclamazione a capitale europea della cultura. E poi una bella storia di un padre e un figlio che si erano persi e si ritrovano proprio a Marsiglia per una circostanza che non svelo. Libro ricco di citazioni, come nello stile dell’autore, che però non guastano perché appropriate e non invasive.
  • Stupore e tremori

    Nothomb, Amélie

    • 20/04/2026 Tremendi tremori
      Graffiante e ironica lettura di un'impresa giapponese 35 anni fa
  • Metafisica dei tubi

    Nothomb, Amélie

    • 20/04/2026 Lei era un tubo
      I primi tre anni di vita di una bambina a Tokyo 25 anni fa
  • The labyrinth

    Stålenhag, Simon

    • 20/04/2026
      Alessio Di Simone Labyrinten
      The Labyrinth (Labyrinten) è un romanzo illustrato di fantascienza post apocalittica dell'artista svedese Simon Stålenhag, pubblicato nel 2020. Qualsiasi cosa pubblichi questo autore, dai suoi lavori hanno prodotto anche una serie televisiva presente nel catalogo Amazon, va letta. Storia intrigante, illustrazioni spettacolari un po’ più buie delle altre opere. La qualità di stampa poteva essere migliore e rendere magari più onore all’opera. Nel complesso comunque mi sento di affermare entusiasticamente che è un bellissimo libro. Davvero.
  • Cari Mora

    Harris, Thomas <1940- >

    • 20/04/2026
      Barbara Peti
      avvincente, un po' macabro certo ,ma Harris ci ha abituato a cose ben piu' estreme con il silenzio degli innocenti. Continua la suspance e colpi di scena, la scrittura veloce non lascia tempi morti. Di morti quante ne vuoi anche un po' esagerate, molto da nazisti in alcune scene.
  • Dillo con parole mie

    • 20/04/2026
      Barbara Peti
      Molto carino, dalla parte dei giovani adolescenti. La protagonista parla come una persona adulta ma agisce come la ragazzina che in realta' e'. Morelli e' bravissimo nel suo ruolo da adulto un po' bambino. Molti riferimenti agli anni 80 (i miei) , con parecchie nostalgie da parte dei due protagonisti. La scena finale del pullman con il duetto cantato vale tutto il film....
  • Capitan Harlock. Complete edition

    Matsumoto, Leiji

    • 20/04/2026
      Alessio Di Simone Per pochi
      Le attuali forze conservatrici hanno preso questo eroe del’infanzia come simbolo della loro base culturale, assieme a altre cose che non sto qui a elencare. Capitan Harlock è un anarchico pirata, orbo ad un occhio e dichiaratamente omosessuale. Combatte prima di tutto per sconfiggere le ingiustizie e i suoi nemici assomigliano proprio alla destra che cerca invano di riconoscersi nella sua figura. Ecco perché il titolo “per pochi”. Il volume riporta tutta insieme l’intera produzione ed è una memoria storica di dimensioni ragguardevoli. Davvero molto bello, doveroso il possesso nella libreria di ogni fan di vecchia o “vecchissima” data.
  • Non per sempre, ma per ora : romanzo

    Palahniuk, Chuck

    • 20/04/2026
      Alessio Di Simone Ancora un altro
      Mi sono proposto di leggere tutte le opere di questo autore e sto tenedonil passo, grazie al sistema bibliotecario di Roma Capitale che è uno dei più bei regali che questa città mi ha mai fatto. Qui si narra di due fratelli spregevoli e di una famiglia depravata, predatori che vivono in australia che nulla hanno da meno dele fiere che popolano quella terra. Già è Chuck Palahniuk…