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I commenti più recenti

  • Nerone

    Holland, Richard <1936- >

    • 10/02/2026
      Nerone visto con occhio benevolo
      Questo saggio interessante propone una rilettura delle fonti su Nerone con l'intento di dimostrare che, se viene generalmente presentato come in mostro, questo dipende principalmente dalla damnatio memoriae e da storici ostili. Come a dire che ha ammazzato madre e moglie, più parecchi altri ex amici, ma c'è stato chi ha fatto di peggio: in fin dei conti era solo un ragazzo a cui è stata portata via la madre quando era molto piccolo. Tuttavia, a mio parere, le tesi dell'autore non risultano sempre convincenti e mi sembra che ci sia qualche forzatura nell'interpretazione delle fonti. Paradossale poi paragonare Nerone a Gesù Cristo.
  • Il senso di una fine

    Barnes, Julian

    • 10/02/2026
      La memoria selettiva
      Tony Webster, ormai anziano, solo e in pensione, riceve un insolito testamento da parte di una donna conosciuta molti anni prima. Si tratta della madre di Veronica, la sua ragazza ai tempi dell’Università; la donna gli ha lasciato una modesta somma di denaro, ed un diario appartenuto ad Adrian Finn, compagno di scuola di Tony alle scuole superiori. Alla ricerca di un senso, il protagonista, che è l'io narrante in prima persona, ripercorre la parte della sua vita legata a quelle persone, dilata il tempo, incerto di fronte all’autenticità dei suoi ricordi. E' attento ad analizzare ogni cosa, cosciente della differenza fra il modo in cui ricordiamo gli eventi, ed il modo in cui essi si sono svolti realmente. L’unica certezza della storia, qualunque essa sia, è che qualcosa è successo, suggerisce Adrian Finn durante un’interrogazione scolastica. Il romanzo, premiato con il Man Booker Price nel 2011 è dello scrittore inglese Julian Barnes, insignito nel 2023 del Premio Mondello per la sezione Autore straniero. ROMANZO CARINO
  • Mi chiamo Lucy Barton

    Strout, Elizabeth

    • 10/02/2026
      Le parole che non ti ho detto
      Nel romanzo, scritto in forma autobiografica, si intrecciano tre piani temporali diversi. Nel primo, Lucy è una donna di mezza età, divorziata, risposata, con figlie adulte, apprezzata scrittrice; nel secondo, dallo spazio più ampio, Lucy è la giovane madre di due bimbe, ricoverata per tre settimane in ospedale, dove riceve la visita inattesa della madre che non vedeva da anni; infine, nel tempo più lontano, Lucy vive un’infanzia molto ardua per l’estrema povertà e le difficili relazioni familiari, finché se ne va per diventare scrittrice. Questo passato riemerge durante la visita della madre, attraverso un chiacchiericcio apparentemente insignificante, che le fa riscoprire il forte legame affettivo con lei e le riporta alla memoria tanti aspetti, latenti, del passato. E' piacevole la lettura di questa storia minimalista, uscita dalla penna di Elizabeth Strout, scrittrice vivente esponente del realismo statunitense. CARINO
  • Il treno per Istanbul : un divertimento

    Greene, Graham <1904-1991>

    • 10/02/2026
      Daniela Bertoglio
      Nel 1932, quindi un paio d'anni prima di Agatha Christie, anche Graham Greene scrisse un romanzo corale ambientato sul mitico Orient-Express, il treno che collegava Londra a Istanbul, attraversando mezza Europa. Non c'è un omicidio da risolvere, né un personaggio che indaga, ma la tensione non manca, il ritmo è quello di un thriller, e i tanti personaggi, sia i viaggiatori che quelli che incontriamo intorno alle stazioni o nei posti di frontiera, sono ben caratterizzati. Segnalo l'audiolibro letto da Paolo Pierobon.
  • Contro natura : dagli OGM al bio, falsi allarmi e verità nascoste del cibo che portiamo in tavola

    Bressanini, Dario

    • 10/02/2026
      Paolo Galati assolutamente consigliato
      Assolutamente consigliato come gli altri libri di questo autore. Molto interessante soprattutto la parte relativa all origine del nostro grano
  • Cuore di mafioso

    Scarpelli, Furio

    • 10/02/2026
      Daniela Bertoglio
      Un romanzo divertente, ironico, scanzonato, su un improbabile scambio di persona, ambientato nella Sicilia alla metà degli anni '90, quando la mafia, dopo le stragi, vuole cambiare strategia, e occuparsi di alta finanza. Un poliziotto della DIA, trasferito da Milano a Catania, incontra al bar di un autogrill un altro motociclista, che ha la sua stessa moto, che lo ha lasciato a piedi, e così gli dà un passaggio, ma non sa di avere a che fare con il nipote di una importante famiglia mafiosa, appena arrivato in Sicilia, anche lui, da Milano. Avviene un tragico incidente, e il poliziotto, privo di conoscenza, viene portato nella casa dello zio mafioso, che lo crede il nipote, che invece è deceduto. Questo scambio di persona dà luogo a una serie di grottesche situazioni, in un crescendo di comicità. Furio Scarpelli, oltre ad esser stato uno dei più importanti sceneggiatori italiani, aveva un passato da disegnatore per la rivista Marc'Aurelio, e alla fine del volume ci sono i suoi i schizzi, deliziosi, che illustrano i vari personaggi. Un vero peccato che il progetto di ricavarne un film non sia andato in porto, perché gli ingredienti per farne una splendida commedia c'erano proprio tutti.
    • 02/02/2026 Mario Benvenuti la storia è intrigante ma il risultato scarso
      forse era la base per qualcosa di più ampio,
  • Il fuoco che ti porti dentro

    Franchini, Antonio <1958- >

    • 10/02/2026
      Il mito dell'amore materno
      Esiste una forma di violenza mascherata d’amore, una fra le tante che si insinua fra le mura domestiche ma è la meno sopportata socialmente: la violenza della Madre nei confronti del Figlio. Senza arrivare al crimine, qui è la vita quotidiana a subire un tracollo emotivo e relazionale: il controllo, l’autorità, l'aggressività, il turpiloquio, l'assenza di decoro, in una parola l’anaffettività della madre. Essa è forma d'un furore antico, suo personale, che può scatenarsi in ogni momento. Il figlio Antonio, qui lo scrittore Franchini, non fa sconti, fin dall'incipit, alla mamma che ha fatto male fin da piccoli a lui e alle sue sorelle; e ce lo racconta da grande per liberarsi dalla morsa mentale dell'abuso. Il fuoco che Angela porta dentro, fin da prima d'essere mamma, è un fuoco distruttivo, senza amore né pudore; senza pudore né senso di colpa, Antonio lo confessa ora che lei è vecchia. Il non detto va detto. Suona DISTURBANTE, ma VERO
    • 06/02/2026
      Intenso
      un libro che fa riflettere sul legame tra genitori e figli, in questo in particolare viene raccontata la storia di una donna con un passato difficile che non ha saputo o voluto creare un legame con i 3 figli vittime di torture psicologiche, anafettività totale, ignoranza sentimentale. L'autore (libro autobiografico) ripercorre la storia di questa donna e del difficilissimo rapporto con lui e le sue sorelle. Ben scritto, pieno di sentimento, un libro che lascia un segno.
  • Un inverno freddissimo

    Cialente, Fausta

    • 10/02/2026
      In una soffitta milanese nel 1946
      “C’era chi passava alla doccia prima di coricarsi e ne tornava asciugandosi capelli intorno agli orecchi, chi esclamava: no, no, mi laverò domani, adesso ho troppo sonno! e Camilla dirigeva i turni, come sempre, ostentando severità e stanchezza quando invece quello era per lei il miglior momento della giornata. Aveva la struggente sensazione che tutto ciò sarebbe presto finito e ciascuno se ne sarebbe andato per conto proprio, com'era normale che fosse, del resto, ed era perfino da augurarsi.” Camilla, la protagonista del romanzo di Fausta Cialente, "Un inverno freddissimo", raccoglie intorno a sé, in una soffitta di Milano, nell’inverno del 1946, la sua famiglia allargata: i tre figli (il marito l’ha abbandonata senza dare notizie), il nipote Arrigo con la moglie Milena, e Regina che ha avuto una bambina dall’altro nipote Nicola (morto partigiano). L’altro luogo della narrazione è la casa di campagna in cui vive la madre di Camilla, una donna indurita e solitaria; qui la protagonista si rifugia quando la situazione precipita. Oltre ai parenti, c'è il personaggio chiave del vicino Enzo, che aiuta la famiglia come può e ammira gli sforzi di Camilla di "tenere tutto". Una storia di affetti e di debolezze, modernissima nei contenuti e nella scrittura, che valse la ricomprensione del romanzo nella cinquina del Premio Strega del 1966, ma lo Strega la Cialente, una delle più importanti scrittrici italiane del Novecento, lo vinse nel 1976 con l’ultimo romanzo “Le quattro sorelle Wieselberger”. GIUSTO RILEGGERLI
  • Nemiche per la pelle

    • 10/02/2026
      Barbara Peti
      La Gerini e' un fantastica con quelle lumache addosso e soprattutto con quella faccia da dure che in realta' non lo e'. Morelli riesce benissimo a recitare la parte dell'approfittatore e la Buy nella sua veste migliore di donna tra le nuvole. Intenso sia come maturezione dei personaggi sia come cammino che percorrono insieme. Magari la giustizia minorile fosse cosi' solerte e disinteressata
  • L'uomo perfetto

    Lucini, Luca

    • 10/02/2026
      Barbara Peti
      Brillante, molto cinico dal punto di vista della protagonista che cerca a tutti i costi di avere Paolo anche se il vero amore e' sotto gli occhi. creare l'uomo perfetto non serve perche' l'amore conta altre cose. Morelli e' perfetto, divertente simpatico Scamarcio e' il vero artista che ti fa aprire gli occhi
  • Il bambino, la talpa, la volpe e il cavallo

    Mackesy, Charlie

    • 10/02/2026
      Barbara Peti
      estremamente bello e delicato, personaggi ricchi. Bella la grafica, il fondo di amicizia e gentilezza.
  • A Sweet Christmas

    • 10/02/2026
      Barbara Peti
      molto carino scorrevole per trascorrere un po' di tempo rilassati e soprattutto liberi da pensieri
  • Il grande racconto delle crociate

    Cardini, Franco <1940- >

    • 10/02/2026
      Questo racconto delle crociate è “grande” non solo per la mole del volume, ma soprattutto perché è un affresco a tutto tondo di quasi mille anni di storia, in cui si mescolano diversi significati del termine: il fervore religioso dei primi peregrini e crucesignati diretti in Terrasanta, animati dalla possibilità di conseguire l’indulgenza plenaria, lo spirito di conquista che sulla liberazione di Gerusalemme fonda il finanziamento per l’approntamento di intere flotte marine, la declinazione di una “crux cismarina” per combattere i nemici religiosi e politici della Chiesa e del papato, le guerre contro i Turchi che minacciano l’Europa, la revisione del significato stesso di crociata, che da fatto religioso si trasforma in un fatto essenzialmente politico-economico, la diffusione a partire dal XVIII secolo di un certo orientalismo che riabilita la cultura ottomana in Occidente, infine il nuovo cambio di paradigma dopo i tragici eventi dell’11 settembre 2001. Insomma un affascinante saggio di taglio universitario, ricco di dettagli e di illustrazioni, reso con una prosa non leggera ma avvincente, in cui poter fare conoscenza di personaggi ed eventi che hanno segnato la storia e che, in definitiva, disegnano il panorama geopolitico di oggi. Voto 4,5.
  • Professione: Reporter [Videoregistrazione]

    • 10/02/2026
      Un film che ...
      ...oserei dire perfetto. Un grande regista. Un cast di attori, almeno lui e lei. Un Nicholson giovanissimo ma di cui si vedono le enormi potenzialità. Una Maria Shneider ancora più giovanissima. Ma bellissima e già perfetta. Più di tutti un regista in grado di tramutare in indimenticabili persino le riprese di quattro case e di povertà diffusa. Eppoi c'è il sogno. Di noi tutti. Incoffessato. Mollare tutto e ricominciare d'accapo. Giocarsela con la vita avendo però un bel bagaglio di esperienze. Va bene ? Va male ? Ci hai provato.
  • I figli degli uomini [Videoregistrazione]

    • 09/02/2026
      Una donna incinta come simbolo di speranza
      Tratto dall’omonimo romanzo della scrittrice britannica DP James, questo film del regista messicano Cuarón è un’opera di fantapolitica distopica. L’azione si svolge in Inghilterra in un futuro prossimo caratterizzato da un contesto particolarmente drammatico: da circa 18 anni, per ragioni ignote, le donne di tutto il mondo non riescono più a procreare e, nel contempo, l’Inghilterra vive un periodo di grave conflittualità interna a causa di un regime autoritario che combatte militarmente le comunità di immigrati ed i gruppi locali che li sostengono. La trama del film è la storia di una fuga rocambolesca da una realtà senza speranza verso un agognato luogo di salvezza. Il protagonista è un giovane inglese, Theo, ex attivista politico ormai rassegnato all’imminente fine del genere umano, che riesce a ridare uno scopo alla sua vita quando si trova coinvolto nel tentativo di portare in salvo in un luogo sicuro una giovane donna nera, Klee, miracolosamente incinta e, per questo, simbolo di speranza. La vicenda, sceneggiata in modo molto spettacolare, è ricca di colpi di scena in cui egoismo, violenza, corruzione e tradimento sono controbilanciati da altruismo, empatia, lealtà e cooperazione. Sebbene manifestamente estremo ed irrealistico, il contesto della vicenda offre uno spunto di riflessione sul tema della denatalità, diffusa ormai in ampie parti del mondo, e sul connesso fenomeno migratorio.