I commenti più recenti
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Trilogia della citta' di K. : Il grande quaderno, La prova, La terza menzogna
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08/02/2026 Solitudine, guerra ed esilio"Arriviamo dalla Grande Città. Abbiamo viaggiato tutta la notte. Nostra Madre ha gli occhi arrossati. Porta una grossa scatola di cartone, e noi due una piccola valigia a testa con i nostri vestiti, più il grosso dizionario di nostro Padre, che ci passiamo quando abbiamo le braccia stanche." Questo è l'incipit de "Il grande quaderno" (1986), il primo romanzo de "La trilogia di K." della scrittrice Agota Kristof. Lo scenario è sconfortante per i due bambini che saranno affidati alla Nonna materna, residente nella Piccola Città, per un periodo in cui le cose non saranno facili, e peggioreranno nelle pagine de "La prova" (1988) e "La terza vergogna" (1991). Quel che mi colpisce è la crudezza dei fatti e la cattiveria dei sentimenti all'interno di una famiglia, espressi con un periodare breve e un linguaggio asciutto. L'autrice, ungherese che trovò riparo in Svizzera dopo esser fuggita dall'Ungheria invasa dai carri armati sovietici nel 1956, ha trattato i temi della solitudine, della guerra e dell'esilio, con una prosa secca e tagliente, scritta originalmente in lingua francese. Testo disturbante, ma VALIDO.
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06/02/2026 Scrivere per non sentireSi distingue da tratti crudi, disturbanti, un testo che non cerca mai di piacere al lettore. Due gemelli che osservano il mondo con uno sguardo freddo e “allenato” alla crudeltà, in un contesto di guerra e miseria. Per sopravvivere alla violenza, alla fame e all’umiliazione, i gemelli decidono di allenarsi a diventare insensibili: si impongono esercizi fisici e morali, imparano a non piangere, a non provare compassione. Scrivono tutto in un quaderno seguendo una regola ferrea: solo fatti, nessuna emozione, nessun giudizio. Nel quaderno la regola “scriviamo solo ciò che vediamo” è un gesto di controllo sul caos del mondo. La scrittura diventa un’arma, non un rifugio. Tutto ciò ci parla di violenza, guerra, identità, verità e menzogna senza mai ricorrere a scene melodrammatiche o spiegazioni morali. Alla fine non resta una verità stabile, né sui personaggi né sui fatti narrati. Le versioni si contraddicono, i ricordi si deformano, le identità si sovrappongono fino a diventare indistinguibili. La scrittura, sempre essenziale e spoglia, accompagna coerentemente questo messaggio: non consola, non giudica, non spiega. È quindi un’opera dura, fredda solo in apparenza, che scava a fondo nei meccanismi della sopravvivenza e della memoria. Non è un libro che si ama per piacere, ma che si riconosce come necessario.
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Effetto Jane Austen
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08/02/2026 Sentimento orgoglio e rimpiantiUn libro simpatico da leggere in una serata. Dalla provincia nebbiosa italiana, la nostra protagonista si sposta in Gran Bretagna nei percorsi di Jane Austin. Un incarico datole dalle rivista per la quale lavora, come giornalista e fotografa. Quindi quasi a cinquant’anni, lei sempre indipendente e giramondo, con una famiglia d’origine spezzata tra l’Europa e gli Stati Uniti ed una famiglia attuale fin troppo stabile da ormai troppi anni, si rimette in gioco, per lavoro, nei luoghi che furono della scrittrice della quale conosce praticamente nulla! Il freddo, il paesaggio, il compleanno, una piccola disavventura con l’alloggio, sono complici della scoperta di Jane , osannata da tanti fan in tutto il mondo e inaspettatamente giovani! E come sempre succede, si ritrova a fare i conti con il proprio presente, con i propri ricordi e con gli affetti seppelliti sotto una montagna di recriminazioni. Carine le citazioni di modi di dire e filastrocche in inglese
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Taglio letale
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08/02/2026 Bruno Umana Dopo tanto tempo...Erano anni che non leggevo più niente di P.Cornwell , bè devo dire che mi aspettavo qualcosa di meglio, ma si sa il tempo passa e non si può essere sempre al top.
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L'età fragile
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08/02/2026 Ogni età è fragileNel complesso "L’età fragile" mi è piaciuto e l’ho sentito vicino per i temi che affronta. Mi ha colpito soprattutto il rapporto tra madre e figlia, quella distanza fatta di silenzi e incomprensioni che a volte si crea proprio nei momenti in cui ci sarebbe più bisogno di vicinanza. In alcune difficoltà vissute mi sono riconosciuta in quella sensazione di non trovare sempre le parole o i gesti per stare accanto a chi ami. Il romanzo racconta come ogni età abbia le sue fragilità: non solo quella dei figli, ma anche quella dei genitori, che spesso si sentono addosso aspettative di saggezza e sicurezza che non sempre riescono a sostenere. Anche le madri hanno le loro ferite, i loro limiti, e non sempre riescono a essere il rifugio perfetto che i figli immaginano. Nella parte finale ho avuto la sensazione che il romanzo volesse affrontare troppe tematiche tutte insieme, con una conclusione un po’ sbrigativa. Avrei preferito un finale più disteso, capace di dare maggiore respiro a ciò che emerge nelle ultime pagine.
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Il ragazzo vuoto
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08/02/2026 Chi ha paura dei fantasmiI personaggi sono perfetti, tutti diversi tra loro, ma che hanno perfettamente senso nella reciproca amicizia e complementarietà. Nessuno di loro è perfetto, anzi ognuno si porta dietro disagi e paure tipiche dell'adolescenza, ma con le responsabilità di chi è l'unico a poter salvare gli adulti dai fantasmi e da sé stessi. Spesso gli adulti sembrano infantili e sciocchi, orgogliosi e irragionevoli. Le storie sono coinvolgenti, avventurose, con tanto thriller, una abbondante dose di horror, un pizzico di romanticismo e qualche conflitto. Aspetto il prossimo perché il finale è aperto.
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L'amore mio non muore
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08/02/2026 Quando la memoria è necessariaNon è un saggio sulla criminalità, come ci si potrebbe aspettare da Saviano: è una storia d’amore vera, dolorosa e tragica. Una storia che mi ha colpito molto, perché racconta di una ragazza che, per amore, arriva a sfidare la ’ndrangheta e le sue regole spietate. È il racconto di un sentimento puro tradito, e del coraggio di una giovane donna negli anni ’70 e ’80 che prova, quasi da sola, a opporsi alla famiglia criminale del ragazzo che ama. Ho percepito questo libro come un atto di memoria necessario. Una storia che non ha avuto giustizia e probabilmente non l’avrà mai, ma che attraverso queste pagine può almeno ritrovare voce, dignità e un posto nella coscienza di chi legge.
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3: L'ombra del serpente
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08/02/2026 Claudia Andreozzi Ci manca il vecchio RiodanHo letto questo dopo aver letto gli Eroi dell Olimpo, un altra penna, un altra storia, un altra intensità, trilogia bellissima. Si vede che questa arriva prima delle storie di Jason
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Shadowhunters : le cronache dell'Accademia
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08/02/2026 Mi aspettavo meglioHo preso questo libro con tutta la volontà del mondo, ma forse ad un certo punto è bene mollare tutto e iniziare a scrivere un altra saga. Ridatemi Simon
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Nel nido dei serpenti
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08/02/2026 Claudia Andreozzi IstruttivoSicuramente grazie a questo libro ho potuto approfondire gli eventi accaduti in Ungheria e la storia di Maja e Ilaria. Sarebbe bene che in molti lo leggessero, forse il modo girerebbe meglio
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L'amore è un fiume
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07/02/2026 Federica Bombi AttualeUn libro che tocca il sentimento della gelosia che può travolgere ogni cosa. La perseveranza di una donna conquista il lettore e regala una bella emozione finale. Ho trovato alcune pagine quasi volgari e fuori luogo ma nel complesso il racconto mi è molto piaciuto.
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Una vera americana
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07/02/2026 tantissimi spunti di riflessioneIl tempo che si accorcia e si allunga, la mancanza del padre, la condizione degli immigrati di seconda e terza generazione, la società americana, la ricerca genetica che dovrebbe debellare le malattie ma che può avere un'influenza profonda sulla vita di singoli individui, In questo romanzo c'è molto di più di quello che è scritto nella sua scheda.
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I venti
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07/02/2026 Più che il titolo......mi ha convinto l'autore. Vargas Llosa l'ho conosciuto ne "Le Visitatrici". Un libro in cui descrive si un fatto ma lo comèpone di episodi. Ad ogni episodio uno stato d'animo con il quale descrive i personaggi. Siamo a Madrid. Probabilmente nel 2100. Questa data non è scritta ma la si ottiene leggendo, riflettendo ed estrapolando flussi di pensiero, culturali ed anche, perchè no, tecnologici e scientifici. Nella storia il protagonista, mi piace credere un novantenne, non banale e molto vicina allo spirito surreale di tanti scrittori sudamericani si perde. Si perde perché ha un vuoto di memoria. Ma solamente per ciò che riguarda l'indirizzo di casa sua. Il resto, tutto il resto lo ricorda bene. E comincia il giro. Un volo. Sulle biblioteche, sui libri, sui teatri, sui musei, sui circhi. Sulla gente, sugli "squilibrati". Gli hippies di domani. Con le loro credenze, le loro teorie così distanti dal mondo vero. Sulla religione. Che Llosa superbamente divide dalle chiese ed i preti. Intesse dialoghi invisibili con il suo amico Osorio. Presente sempre ma distante. Scrivendo cose di assoluto buonsenso. Ma tanto si sa è un novantenne in difficoltà perché non trova la sua casa ed è molto stanco. E può scrivere quello che si sente dentro. Liberamente. Ed infine si, torna a casa.
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04/02/2026 Giorgio Grasso I venti dell'illusioneIn una Madrid leggermente distopica, in cui biblioteche e cinema aperti sono ormai una rarità, le religioni sono abbandonate dai più perché diventate troppo aperte alle novità (con l'abolizione di inferno e paradiso), fumare è diventato vietato, il sesso viene disprezzato, etc., si muove il vecchissimo protagonista di questo breve romanzo, nel cui disincanto Vargas Llosa racchiude delle considerazioni sul mondo. I "venti" del titolo sono le flatulenze che il vecchio emette a ripetizione e di cui si fa quasi vanto, che lui, causa perdita dell'olfatto, nemmeno sente. Disorientato dal fatto che non ricorda più dove abita il nostro protagonista rievoca i fatti principali della sua vita, di cui peraltro ha largamente ha dimenticato gran parte, e dialoga mentalmente con l'amico Osorio, un altro sopravvissuto come lui, circa l'involuzione cui stanno assistendo nel mondo.
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Vita e peccati di Maria Sentimento
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07/02/2026 Francesco Capozzo Maria Sentimento la vita le aveva poco sorriso.Già in paio di anni fa' ho letto un testo di Catena Fiorello, ma questa è tutta un'altra storia, dal finale commovente. Quello che più mi ha colpito, in questo libro, è lo sviscerato amore per la sua Sicilia e per la sua gente, che non sempre agevola tutti i loro comportamenti. L'autrice lo dimostra quasi ad ogni pagina. Il romanzo, poi, mostra il rispetto e la dedizione, della piacente e intelligente protagonista, verso i suoi figli e per la sua mamma e la nonna materna, tutte conviventi, alle quali si rivolge con il "voi", così come i suoi figli verso Lei. Questa modalità è forse ancora in uso, oggi, nell' Italia del Sud.
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18/01/2026 La provinciaProvincia siciliana anni ‘50.Maria Sentimento, vedova Consolato, cresce 4 figli con volontà e determinazione. Tre figli avuti dal defunto marito ed uno nato dopo la vedovanza e non riconosciuto dal padre. Le chiacchiere di paese perseguitano Maria, donna piacente e modesta,che vive comunque di sacrifici e lavoro, con la madre , la nonna e un fratello in famiglia. Tra vicende personali e desiderio di emigrare al nord o all’estero, episodi di violenza noti e tollerati nelle famiglie, si snoda la storia. Sono toccati più argomenti: dal forte legame alla terra natia, alla generosità, alla vergogna per l’omosessualità, all’amicizia, ai piccoli segreti e pettegolezzi di paese…all’esistenza di forti sacche di analfabetismo, al considerare il matrimonio l’unica meta per le ragazze. un libro scorrevole, ma fin troppo dilungato per la trama che coinvolge anche storie d’amore principali e secondarie.
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Il piccolo hotel dei miracoli
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07/02/2026 Sensibilità e delicatezzaLibro in stile tipicamente giapponese e da leggere perciò nella tipicità delle usanze. Si basa su una storia vera. Trasferisce al lettore un senso di educazione, rispetto per gli altri, per se stessi e per la famiglia, senso di appartenenza e di responsabilità. E’ la storia del direttore e dei dipendenti di un piccolo Hotel che si ritrovano a fronteggiare una crisi improvvisa. Come uscirne? Quali opportunità offrire ai lavoratori? Come continuare a fornire un buon servizio pur nella difficoltà? E allora si fa formazione, si offre un servizio sempre migliore agli ospiti che si possono sentire in famiglia. E anche i dipendenti riescono a trovare la loro serenità nell’inclusione, nella tolleranza, nello spirito di collaborazione. Un libro interessante sui piccoli gesti quotidiani, sul pensiero positivo, sulla speranza di un destino che ci si può costruire con la volontà attiva.
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Frankenstein : ovvero Il moderno Prometeo
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06/02/2026 Simone Calvino introspezione e dualismoNon avevo mai letto questo grande classico, ma adesso ho capito perché è diventato tale: si entra nel pensiero e nel profondo della “verità” dei due protagonisti principali in maniera così viscerale ed umana, anche là dove l’umanità apparentemente non c’è. si viene messi nella posizione centrale del duello creatore-creatura e quasi ci si ritrova a sviluppare una specie di pensiero bilaterale. Non so se si possa trarre una vera e propria conclusione alla fine di questa storia su chi sia il vero mostro, ma certo è che ne è valsa la pena.
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