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I commenti più recenti

  • Gita sulla luna

    Hare, John <1976- >

    • 02/03/2026
      semplice ma dice tanto
      libro senza testo, con immagini semplici ma ben fatte. forse per questo arriva facilmente ai bambini, che mi sembra di riescano ad immedesimare nonostante la storia sia bizzarra. gli fa affrontare in poche pagine la curiosità, la paura, il divertimento e il sollievo, la gioia.
  • Che mito! : Romolo e Remo

    Kérillis, Hélène

    • 02/03/2026
      Monica Pellino carino, ma dai 6 in su
      come tutta la collana, a volte è un po' esplicita, meglio evitare a 4 anni e aspettare le elementari
  • Antica Roma pop-up : 8 favolosi pop-up

    Hawcock, David

    • 02/03/2026
      troppo breve, non appassiona
      troppo breve per un bambino delle elementari, e troppo tecnico per un bambino della materna
  • Il bacio d'acciaio

    Deaver, Jeffery

    • 02/03/2026
      Altre indagini di Rhime &amp; Sachs
      Solito buon romanzo poliziesco di Deaver, questa volta con maggiore attenzione ai cadi familiari di Amelia Sachs. Trama scorrevole e qualche colpo di scena, l'autore è una garanzia.
  • Di rabbia e di vento

    Robecchi, Alessandro <1960- >

    • 02/03/2026 Mario Benvenuti terzo libro, letto per ultimo, e DOPO aver visto la serie tv
      anche se terzo della serie di libri monterossi l'ho letto per ultimo, e l'unico, letto dopo aver visto la serie in TV, (una delle poche passabili, anzi) La scrittura e la storia particolari come Robecchi sa fare senza annoiare mai, qui una finestra con un personaggio, Meseret, che ci fa intravedere la chiesa ortodossa etiopica, così particolare e piena di colore in mezzo a tanta luce smorta nella realtà.
  • L'uomo di Lewis

    May, Peter <1951- >

    • 02/03/2026 Mario Benvenuti secondo capitolo della trilogia di Lewis
      secondo capitolo della trilogia dell'isola di Lewis, l'ispettore Fin Macleod, non piu ispettore, ritorna all'isola per....non si sa cosa, ma da qualche parte doveva andare, tanto vale questo ritorno, e la scoperta di un cadavere sotto la torba scatena una ricerca nel passato storico delle isole ebridi occidentali, e nell'interiore di tante ferite non rimarginate del primo capitolo. Si conoscono altre isole, ognuna con una chiesa riformata che quella prima non era abbastanza riformata. Insomma, i tartan writer scozzesi sembrano piu scandinavi che british, leggero anche il terzo
  • Il boa delle caverne

    Salgari, Emilio

    • 02/03/2026
      Alessio D’antoni Una breve avventura
      In questo breve romanzo d’avventura trionfa il tipico eroismo individuale salgariano. L’autore intreccia elementi di folklore esotico con alcuni stereotipi legati all’immaginario coloniale dell’epoca. Lo stile linguistico, vivace e descrittivo, stimola la fantasia del lettore e lo conduce a immaginare l’atmosfera della fazenda amazzonica. Pur nella sua brevità, l’opera riesce a coinvolgere e a trasmettere il fascino dell’avventura e del coraggio.
  • 1: Dalla parte di Swann

    Proust, Marcel

    • 02/03/2026
      È cominciato il viaggio: ho deciso di leggere la 'recherche'. Accostandomi con timore e rispetto a quest'opera, nel primo volume ho apprezzato il suo stile unico e innovativo, che combina elementi di realismo e psicologismo. La scrittura è ricca, dettagliata e immersiva con infinite descrizioni sia del mondo naturale che di quello dell'animo. Provenendo da precedenti letture di romanzieri russi non ho potuto fare a meno di notare la completa differenza di approccio. Se prima non si poteva distogliere l'attenzione da ogni singola parola, qui il flusso narrativo scorre lento, elegante e sinuoso. Lo si potrebbe leggere/ascoltare in tranche per poter meglio cogliere il tema della memoria e della sua importanza nella vita umana: potente strumento per comprendere il passato. Sono già impegnato con il secondo volume...a bien tout.
  • L'orologiaio di Brest

    De Giovanni, Maurizio

    • 02/03/2026
      Tra ragione e sentimento
      Un cold case che suscita reazioni contraddittorie perché, se da un lato, dopo un avvio lento in cui sembra sfuggire l'obiettivo, cattura l'attenzione e si fa leggere in un soffio, dall'altro, tira in ballo "troppi" indizi, circostanze e personaggi in una trama complessa che intreccia vite e destini. E se alcune domande, anche etiche, potrebbero sorgere spontanee - Fino a che punto ci spingeremmo per salvaguardare le persone più care?, oppure, Come gestire l'eredità immateriale dei propri genitori?- l'eccezionalità del contesto descritto le fa, poi, apparire del tutto fuori luogo. In sintesi, è necessario aspettare il seguito per un giudizio definitivo.
  • Srebrenica : i giorni della vergogna

    Leone, Luca <1970- >

    • 02/03/2026
      Un libro incredibile e disperato.
      L’URSS in piena crisi e l’Occidente ne approfitta per piazzare un altro dei suoi colpi bassi. L’eliminazione della Jugoslavia. Troppo neutra, troppo attraente, troppo pericolosa. E allora smembramento con la scusa, eterna e sempre valida, delle lotte per motivi religiosi. Ci si legge di tutto. Gli ortodossi che massacrano i mussulmani e i mussulmani che massacrano gli ortodossi. Senza pietà. Gente durissima che conosce dolore e sofferenza e sa come arrecare dolore e sofferenza. E noi, caucasici, dentro i blindati, impreparati, senza ordini precisi e, soprattutto, senza alcuna forza capace d’imporsi all’altra forza. Ragazzi olandesi, Francesi, polacchi mandati allo sbaraglio che devono, attoniti ed indifesi, assistere a stragi rimaste impunite.
  • Il figlio di Bakunìn

    Atzeni, Sergio <1952-1995>

    • 02/03/2026
      Daniela Bertoglio
      La vita di Tullio Saba la veniamo a conoscere, un pezzetto per volta, attraverso le interviste di un giornalista a chi lo ha conosciuto, più o meno bene, a chi se lo ricorda e a chi lo confonde con un'altra persona, a chi gli era amico e a chi lo detestava. Era il figlio del calzolaio di Guspini, un paese del Sulcis, il padre era anarchico, da lì il soprannome, ma si era suicidato, o era morto di morte naturale, quando Tullio era un ragazzino, ed era così dovuto diventare minatore, a Carbonia, e poi nel paese natìo. Siamo negli anni che precedono e seguono la seconda guerra mondiale, anni di lotte dei minatori, di repressione, di fascismo e di guerra. Sergio Atzeni, attraverso questo personaggio, ci racconta la storia di quella parte della Sardegna, la vita dei minatori, le chiacchiere di paese, gli amori, le gelosie, i pettegolezzi, ma anche qualcosa sulla memoria, e sulla sua fallacia
  • Amici di una vita

    Matar, Hisham

    • 02/03/2026
      da leggere
      Un libro meraviglioso che si vorrebbe leggere senza sosta, tanto scorre pagina dopo pagina, intenso e accogliente nel racconto. Seppur il tema della persecuzione politica sia angosciante, e qui narrato senza troppi sconti, il racconto dell'esilio, della mancanza di casa e della famiglia amatissime risulta leggero, emozionante senza strazi. Le amicizie raccontate con tanta grazia e sentimento da sembrare le nostre, con tutte le differenze del caso. I fatti non sono autobiografici, l'autore conosce però questo mondo e a sua volta è figlio di dissidenti, decide perciò di omaggiare la cosiddetta primavera araba agganciandosi a un fatto reale, drammatico, successo a Londra davanti l'ambasciata libica, un evento che segna per sempre l'esistenza del giovane, l'io narrante. Non vedo l'ora di leggere gli altri romanzi di questo autore davvero adorabile, le quattrocento pagine di Amici di una vita sono volate, intense e non banali.
  • Modernita' liquida

    Bauman, Zygmunt

    • 02/03/2026
      La SOCIETA' LIQUIDA e la responsabilità individuale
      Il sociologo Zygmunt Bauman (1925-2017) ha affermato che nella società contemporanea è in atto un processo inarrestabile di dissolvimento di tutto ciò che sembrava granitico, naturale, indistruttibile. Questo processo, da lui individuato dal 2000 nella nozione di "società liquida" a confronto con la precedente "solida", dura tuttora. Riguarda tutte le istituzioni e i valori della vita occidentale, la struttura delle relazioni, del lavoro, dello Stato. Poiché ogni certezza si indebolisce, secondo Bauman, ogni scelta personale è possibile in nome della libertà e del piacere al di sopra di tutto. Ne consegue che l'esperienza individuale e le relazioni sociali si vanno decomponendo e ricomponendo rapidamente, in modo vacillante e incerto, fluido e volatile. C'è da chiedersi: senza punti fermi, come ci si sente? Spaventati o eccitati? Penso che, pur riscontrando la distruzione in corso delle certezze del passato e seppur non si vogliano giudicare i desideri che muovono le azioni, occorre affermare come spetti a ciascuno la responsabilità della scelta operata. Libro foriero di spunti di riflessione.
  • Berlin Alexanderplatz

    Döblin, Alfred

    • 02/03/2026
      BERLINO PARTICOLARE
      Incuriosita da questo libro che spazia nella Berlino a cavallo delle due guerre, ho scoperto Alfred Döblin, psichiatra incline alla scrittura ma con una predilezione per la narrazione epica, talvolta in versi, ma sempre attualizzando l’epoca di riferimento che è il 1928 e pubblicato nel 1929. Non è un romanzo, perché non si spinge oltre nella rappresentazione dell’uomo protagonista della vicenda, ma nella fatica della sua narrazione e tradizione orale, l’uomo epico raccontato da Döblin cerca ristoro dopo le gesta. Ecco perché scandali, eventi, canti popolari sono ovunque nel testo. Ma perché proprio Alexanderplatz? Perché è il luogo dove si stanno realizzando trasformazioni industriali sconvolgenti, nuovi tram e autobus, in continuo fermento, permettendo il commercio libero nella miseria e povertà delle genti, illudendole in un’eroica metamorfosi dell’apparente coscienza borghese, come per Franz Biberkopf che, dopo un periodo trascorso in prigione per l’omicidio di Ida, promette a se stesso di migliorare la sua vita quando sarebbe uscito di galera, perché dalla vita pretende qualcosa di più. La piazza è il luogo dove si creano le trasformazioni più sconvolgenti e i delinquenti che la frequentano trovano rinforzo e scudo tra i disoccupati come Franz. Ma nulla è cambiato ed egli rimane sempre lo stesso, un guaio dopo l’altro, sempre a caccia del vero bene. Un libro complesso e anche un po’ faticoso, fotocopia perfetta per il canto epico di Döblin, specchio di quegli anni difficili e poco chiari che porteranno al periodo peggiore con la seconda guerra mondiale.
  • Suite francese : la più grande storia d’amore mai raccontata

    • 02/03/2026
      Barbara Peti
      bellissimo film ... un amore che va contro tutto: il tempo, la gente, la guerra, le convenzioni. In realta' loro non sono tanto diversi da noi... amano e soprattutto soffrono come noi. intensa l'"urgenza" dell'amore che i due protagonisti dimostrano. Musiche stupende