I commenti più recenti
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Dal mostro al principe : alle origini di Roma
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01/08/2026 Daniele Di CeglieQuesto libro mi ha suscitato molte perplessità. Sembra quasi che in questa ricostruzione delle vicende del Palatino, i convincimenti personali del Prof. Carandini (archeologo di indiscusso valore) prevalgano sulla realtà oggettiva. Basti guardare le tavole in fondo al volume: la legenda a fianco di ogni cartina indica che le zone in grigio rappresentano il “dato archeologico”, mentre il resto è “ricostruzione”. Ebbene, nella maggior parte delle cartine, soprattutto per la casa di Augusto, le parti in grigio riportate in pianta sono una parte minima rispetto a quelle ricostruite (ad esempio la tavola a pag. 237). Sicuramente la ricostruzione ha un fondamento ma, a mio modesto giudizio, gli Autori (il libro è scritto assieme a Paolo Carafa ) non lo spiegano all’ignaro lettore con la semplicità e la chiarezza di linguaggio che è richiesta a un testo che è pur sempre di divulgazione e non per “addetti ai lavori”. La sensazione è che manchi qualcosa, che ci siano delle lacune nella dimostrazione di come si è arrivati a quelle ricostruzioni. Quindi vanno prese per buone affermazioni molto assertive in cui il verbo “dovere" la fa da padrone. Ad esempio, con riferimento a alla casa di Augusto: “Nella pianta della Forma Urbis severiana non compaiono fori quadrangolari per alloggiare gli allori della silva, forse aboliti in questa fase avanzata,; ma al tempo di Augusto dovevano esistere” (pag. 48) ; “ L’area della Roma quadrata doveva custodire al di sotto una teca” (pag. 49)
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L'albergo stregato : un mistero della moderna Venezia
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01/08/2026 Misteri e fantasieUn autore del 1800 che scrive un libro giallo molto interessante. La storia si snoda tra l’Inghilterra e Venezia. Nobili inglesi, questioni di eredità, amori non corrisposti e ritrovate passioni. Non manca l’albergo veneziano, vecchio palazzo ristrutturato con pregio, che diventa teatro di visioni e turbamenti da parte della nobile famiglia ospite. È descritto uno stile di vita desueto ormai, tra servitù, vecchie balie, accompagnatori, ma rimangono gli stessi peccati e bugie sempre attuali. Lo stile è scorrevole, con qualche nota a sogni premonitori terrificanti e l’immancabile nascondiglio inaspettato. Un bel libro, sicuramente da leggere, perché la viltà, l’opportunismo e, in contrapposizione, la nobiltà d’animo sono comportamenti senza tempo.
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L'idiota di famiglia
Ferrari, Dario <1982- ; Viareggio>
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31/07/2026 Tra Dostoevskij, memoria e famiglia“Grazie Dio per aver creato la letteratura, grazie Dio per aver creato Dostoevskij.” “Nella geografia intellettuale di mio padre il cuore della repubblica delle lettere si trovava sì in Russia, ma la sua capitale si chiamava Dostoevskij, e il suo Cremlino era L’idiota, e restare fuori dal Cremlino voleva dire non aver mai conosciuto la letteratura”. Sarebbero bastate queste due affermazioni per convincermi a leggere il romanzo. Invece ci ho trovato molto di più e, alla fine, ne è scaturita una di quelle letture talmente piacevoli che me ne staccavo sempre a malincuore. Mi ha risucchiata in un vortice. Dopo il successo de “La ricreazione è finita” l'ho approcciato tenendo a bada le aspettative, ma devo ammettere di aver avuto torto. Igor, l'io narrante, è un traduttore americanista poco più che quarantenne che lascia Roma per tornare a Viareggio e stare vicino al padre anziano, Herr Professor, la cui memoria viene progressivamente compromessa dalla demenza senile. Il loro è sempre stato un rapporto complesso: accomunati da una solida formazione culturale e da una visione politica simile, sono però rimasti a lungo incapaci di comprendersi davvero. La malattia costringerà entrambi a ridefinire quel legame. A Roma resta Marta, la compagna con cui la relazione è ormai agli sgoccioli e che, dopo un percorso personale complicato, ha trovato la propria dimensione nell'ambiente femminista. A completare il quadro familiare c'è Ester, la sorella di Igor: estroversa, alternativa, appassionata di tatuaggi, madre single di Cosmo e decisamente meno incline, rispetto al padre e al fratello, a nutrirsi di letteratura e cultura. Alla storia principale Ferrari affianca una seconda narrazione, dedicata alla rivolta di Viareggio del 1920. È probabilmente la parte che può dare la sensazione di rallentare un po' la lettura, anche per estensione, ma l'ho letta comunque con interesse e, soprattutto, ne ho compreso pienamente la funzione nel finale. Ferrari conferma quelle qualità che avevo già apprezzato nel suo precedente romanzo “La ricreazione è finita”: la capacità di prendere di mira, questa volta, il mondo editoriale e culturale, e di affrontare con ironia temi tutt'altro che leggeri senza mai banalizzarli. Racconta il fallimento generazionale, il sentirsi fuori posto, i rapporti familiari, la progressiva perdita di sé provocata dalla malattia, le contraddizioni della contemporaneità, fino ad arrivare all'impatto dell'intelligenza artificiale. È un romanzo stratificato, scritto con grande lucidità, nel quale emerge quello spirito toscano capace di far sorridere, a tratti anche ridere, senza mai sminuire il peso delle pagine dedicate alla decadenza cognitiva di Herr Professor. Ferrari riesce a raccontare la malattia con grande sensibilità, senza indulgere nel patetico, mantenendo un equilibrio tra ironia e dolore che attraversa tutto il romanzo. L'ho letto con grande piacere e capisco perfettamente il successo che sta riscuotendo.
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09/07/2026 Daniela BertoglioPenso che Dario Ferrari sia uno degli autori italiani più interessanti degli ultimi anni: mi erano piaciuti i suoi primi due romanzi, e ho apprezzato moltissimo anche questo, il terzo. Mi piace perché sa giocare con le parole, ha senso del ritmo, e tutti i suoi libri sono venati di ironia e umorismo anche nelle pagine più serie e drammatiche. Questo si potrebbe definire una storia di formazione, il protagonista è costretto, dalla malattia del padre, a entrare finalmente nella vita adulta, a diventare il suo badante, tornare a vivere a Viareggio, la sua città natale, lasciare Roma e una relazione sentimentale forse giunta al capolinea. Ma è anche un romanzo sulla malattia, la decadenza psichica legata all'Alzheimer, su quanto possa essere difficile e snervante dover fare da caregiver a un genitore. E, perché no, sulla storia della sinistra italiana, nell'ultimo secolo. Ho apprezzato in modo particolare le considerazioni sull'uso del linguaggio, sulla scrittura, sulle traduzioni e sul ruolo del traduttore, forse perché anch'io, come il protagonista del libro, ho fatto la traduttrice in passato, e l'ultimo capitolo, l'epilogo, che mi è sembrato una sorta di sunto di tutto il romanzo. Segnalo la versione audiolibro, letta magnificamente da Riccardo Ricobello, davvero bravissimo.
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Il messia di Stoccolma
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31/07/2026Il Messia di Stoccolma è un romanzo che ruota intorno al tema dell'identità, e della ricerca, davvero ossessiva, delle proprie origini familiari e culturali. Il protagonista è un critico letterario di un quotidiano di Stoccolma, che tiene una rubrica settimanale (che non legge nessuno), che è arrivato in Svezia da piccolissimo, come profugo in fuga dalla Polonia in guerra. Ma in cuor suo si convince di essere figlio nientemeno che di Bruno Scultz, lo scrittore ebreo ucciso dai nazisti. Tutto per lui ruota intorno a questa folle idea, e quando a Stoccolma arriva una donna che sostiene di essere anche lei figlia di Schultz, e di avere l'unica copia superstite de Il Messia, tutto il suo mondo crolla. Non mi ha entusiasmato, non credo di essere riuscita ad apprezzare né la storia né lo stile.
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L'uomo dagli occhi tristi : [romanzo]
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31/07/2026 Rais e Croce alle prese con un caso più grande di loroIn questo romanzo poliziesco si indaga su un omicidio, ma questo si inquadra in un gioco più grande e più complesso, che coinvolge politica, ecologia, cosche e traffico d'armi. Croce e Rais sono inviate in Ogliastra per indagare sull'omicidio, risolveranno il caso, ma non potranno chiuderlo ufficialmente, per non fare saltare un'inchiesta più grossa e importante. Il tutto accompagnato dai problemi personali delle due poliziotte. Non il migliore Pulixi, ma comunque gradevole.
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A spasso con il cane Luna
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31/07/2026 Valeria Vecchi Le suggestioni delle diverse mentiUna raccolta di pezzi (apparentemente) facili sulla mente umana e animale. Queste riflessioni del grande neuroscienziato sulle scoperte piu' recenti riguardanti cognizione, apprendimento, etologia e psicologia animale ci fanno riflettere sul nostro modo di interpretare e rapportarci con la mente degli organismi che popolano il nostro stesso regno. Una lettura scorrevole, ma non banale.
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12/07/2026È una raccolta di brevi testi pubblicati sulla Domenica del Sole 24 ore che parlano di cervello, linguaggio, umano ed animale, con tocco lieve e colto, insomma una piacevole sorpresa. Mi ha colpito quello dedicato al blob, dove ho scoperto l'origine ed il significato del nome della trasmissione televisiva , ma anche che il blob esiste davvero in natura, leggere per capire
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Jane Eyre
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31/07/2026 La brughiera inglese e una storia d'amore piena di colpi di scenaJane Eyre ci racconta la sua autobiografia, in prima persona. Dall'infanzia, allevata in casa come orfana da alcuni parenti che la trattano senza affetto alcuno, si passa all'esperienza in collegio. Qui incontreremo personaggi memorabili, che la protagonista riterrà fondamentali per la propria formazione. Dall'XI capitolo, la svolta: l'inizio dell'impiego come istitutrice per casa Rochester, con l'inizio di una delle storie d'amore più famose della letteratura inglese. Tra colpi di scena, ostacoli, agnizioni, cambi improvvisi di scenario, fughe e nuovi personaggi, una storia coinvolgente e travolgente, impetuosa come il carattere della sua protagonista, decisa a vivere una vita piena a discapito delle avversità. Questo volume, in particolare, ha un'ottima traduzione e note finali esplicative soprattutto delle citazioni storiche, letterarie, bibliche e di contesto. I trentotto capitoli sono seguiti da una postfazione critica che analizza e contestualizza il romanzo; da cenni biografici sull'autrice e i suoi fratelli e da una bibliografia essenziale. Un capolavoro della letteratura inglese dell'ottocento, molto moderno per l'introspezione psicologica dei personaggi e la sincerità nel racconto dei pensieri più profondi della protagonista.
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Piranesi
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31/07/2026 InaspettatoDetto che probabilmente mi aspettavo qualcosa di totalmente diverso da questo libro, però non mi ha deluso. L'ho trovato interessante e molto molto semplice da leggere. L'unica cosa è che il protagonista (più che trentenne) è scritto proprio come un adolescente. Capisco che sia nel personaggio ma è un po' straniante...
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La scatola delle lacrime
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30/07/2026 Una favola che parla a tuttiIn questo racconto non ritroviamo la scrittura chirurgica e, a tratti, cruda che caratterizza altri romanzi di Han Kang; tuttavia, pur nella sua essenzialità, è presente tutta la sua natura poetica e la profonda sensibilità per il dolore umano, cifra stilistica dell'autrice. Una favola moderna che guarda alla fragilità umana. Le protagoniste sono le lacrime, al centro di questo racconto fiabesco che narra l'incontro tra una bambina, facile al pianto, e un uomo vestito di nero con il suo uccello dalle piume blu. L'uomo è un collezionista di lacrime: all'interno delle sue scatole speciali ne conserva di ogni tipo, secondo le emozioni che le hanno generate, siano esse dolore, gratitudine, gioia, rimorso o compassione. Ma gliene manca una, la più rara: la lacrima pura. “Una lacrima versata senza neppure accorgersi che si sta piangendo, che scende per nessuna ragione in particolare, e per tutte le ragioni del mondo… Quella è la lacrima più bella che c'è al mondo.” Così la bambina, l'uomo e l'uccello si mettono in cammino alla ricerca della lacrima mancante. Un racconto delicato, una favola che ci riguarda tutti. Piangere significa dare voce alle proprie emozioni, siano esse di gioia o di dolore. Han Kang restituisce dignità alle lacrime, privandole di quel senso di debolezza che troppo spesso viene loro attribuito. Il racconto è arricchito dalle delicate e sobrie illustrazioni di Bomroya, perfettamente integrate alla prosa dell'autrice. Un valore aggiunto. “Con gratitudine per le lacrime che, a volte, arrivano inaspettatamente a salvarci.” Mi approprio, forse indebitamente, delle parole con cui Han Kang conclude le sue note d'autrice.
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Il tempo dell'orologiaio
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30/07/2026 Daniela BertoglioIl romanzo è il seguito de L'orologiaio di Brest, anche se più che un romanzo in sé mi è sembrato la seconda parte del precedente, un libro che per una discutibile (a mio avviso) scelta editoriale è stato diviso in due, con tante inutili ripetizioni. Il mio commento non può che ricalcare quanto già detto per "la prima parte", in sostanza una grande delusione: una storia strampalata di terrorismo anni '80, preti corrotti che dai ranghi più alti del Vaticano decidono le sorti del mondo, dialoghi insulsi e uno stile di scrittura che a definirlo banale significa usare un eufemismo. Una stella è fin troppo.
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<<Mezolith>> 1
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30/07/2026 Paolo Galati belloottimo fumetto disegnato benissimo e con una bella trama, veramente una lettura piacevole
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L'unica persona nera nella stanza
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30/07/2026 assolutamente da leggereFinche' vivremo in una società' strutturalmente razzista, è necessario dare rilevanza, in chiave positiva, al concetto di razza. Serve innanzitutto un riconoscimento dell'esistenza del razzismo, il che passa attraverso un'analisi storica e nazionale del razzismo pag.140 Da leggere e divulgare, anche per prendere coscienza del razzismo inconsapevole che è in ognuno di noi.
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17: I ciliegi di Hillk
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30/07/2026 Damiano Greco 17mi è piaciuto molto questo volume perché parla di Chopper che prima non lo voleva nessuno ne gli animali ne le persone ma poi incontra dottor Hilk che lo cura
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Il maialino di Natale : romanzo
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30/07/2026 un libro che ti fa ricordare gli oggetti che hai smarritoquesto libro ti fa ripensare ad oggetti smarriti a cui tenevi molto ma che ormai hai dimenticato
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