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I commenti più recenti

  • Il pianto delle troiane

    Barker, Pat

    • 28/10/2026
      Non lo consiglio
      Dopo aver letto la Miller tutto è deludente
  • La città dei vivi

    Lagioia, Nicola

    • 28/10/2026
      Giselda Massari Cosa si cela dietro la normalità
      Questa volta Nicola Lagioia ha scritto davvero un bel libro tratto dalla triste vicenda del massacro di Luca Varani avvenuto a Roma nel 2016 ad opera di due ragazzi di "buona famiglia" dediti all'alcol, alle droghe, a una vita di noia e frustrazioni dovute a problematiche infantili irrisolte. Lo si legge come un romanzo giallo avvincente ove la vicenda viene ricostruita con precisione chirurgica descrivendo fatti e protagonisti, analizzando la psiche dei personaggi, sulla base di interviste, letture di atti giudiziari, articoli di stampa. Sullo sfondo, una Roma sporca, decadente, caotica, cinica, fantasiosa e bellissima. Un libro su una certa gioventù di oggi e su famiglie ignare di quali drammi si celino dietro comportamenti e vite apparentemente normali. Un racconto di assenze.
  • Nella carne

    Szalay, David

    • 28/10/2026
      Daniela Avanti Nella Carne
      Il romanzo racconta la vita di István, un ragazzo ungherese di quindici anni, timido e introverso, la cui esistenza cambia quando inizia una relazione con una donna sposata molto più grande di lui. Da questa esperienza derivano conseguenze che segneranno il suo futuro. È un libro che, pur affrontando temi interessanti, non mi ha entusiasmato particolarmente. La lettura non mi ha coinvolto come speravo e, nel complesso, mi è mancato quel qualcosa in più. Lettura comunque scorrevole.
    • 25/10/2026
      Roberta Critelli Anatomia di un algido smarrimento
      L'onestà intellettuale impone di riconoscere che Nella carne di David Szalay, pur vantando una scrittura affilata ed evocativa, rischia di lasciare il lettore a un palmo dal cuore dei personaggi. La scomposizione chirurgica dei desideri e dei fallimenti del protagonista restituisce un quadro di lucido e desolante realismo, ma l'impassibilità stilistica dell'autore finisce per trasformare il romanzo in un esercizio di stile glaciale. Manca quel sussulto di empatia o quella profondità di indagine capace di rendere la parabola umana di István davvero memorabile, riducendola a un algido resoconto di solitudini parallele. ​ Curiosità: la critica anglosassone ha spesso accostato la struttura essenziale e tagliente della prosa di Szalay a quella di una sceneggiatura cinematografica, dove i dialoghi ridotti al minimo lasciano quasi interamente allo spazio visivo il compito di raccontare la desolazione dei protagonisti
  • Il Papalagi : discorsi di un capo Samoa / Tuiavii di Tiavea . Samoa / un'introduzione etnografica di Erich Scheurmann ; a cura di Debora Barattin

    Tuiavii

    • 28/10/2026
      Daniela Bertoglio
      In diversi paesi dell'Africa occidentale, per esempio in Mali, i "bianchi" sono chiamati toubab, una parola della lingua bambara cui Stefano Malatesta in un suo libro dà una traduzione secondo me affascinante: pingone bianco, vale a dire un tipo originale, ma anche parecchio strambo, e non troppo sveglio. A Samoa invece sono chiamati papalagi: Erich Scheurmann era un pittore tedesco che, su consiglio del suo amico Herman Hesse, durante la prima guerra mondiale fece un viaggio nei mari del sud, a Samoa, dove ebbe modo di conoscere un capo indigeno, Tuiavii di Tiavea, e poi, tornato in patria, nel 1920 pubblicò, a sua insaputa, questo libro che dovrebbe costituire le sue memorie di un viaggio compiuto in Europa come "ospite" di quelli che all'epoca erano degli zoo umani. Il testo è sicuramente interessante, e costituisce un brillante rovesciamento di prospettiva, in cui oggetto dell'indagine etno-antropologica non sono i "selvaggi", ma i cosiddetti civilizzati europei. Personalmente, dopo la lettura, mi sono sorti parecchi dubbi sulla veridicità dei contenuti: la mortalità delle persone portate in Europa per entrare in questi "zoo umani" era alta, quindi le probabilità di far ritorno a Samoa decisamente basse, alcune descrizioni sono davvero assurde, senza senso, ed esprimono chiaramente più il mito, di Scheurmann, non di un samoano, del "buon selvaggio" che vive in un mondo puro e perfetto, un vero e proprio eden, da contrapporre alle culture del mondo moderno. In appendice c'è un breve saggio, sempre di Scheurmann, su Samoa che contiene alcune perle davvero indecenti, tipo che le stoffe samoane sarebbero fatte di cotone e di cashmere! Le celeberrime capre himalaiane dei mari del sud, come no. Insomma, per sapere qualcosa di Samoa e dei suoi abitanti, meglio leggere Margaret Mead.
  • Genesi : soldi crimine impunità : storia dell'estrema destra israeliana

    Testi, Elena

    • 28/10/2026
      doloroso e disarmante
      E' descritto il meccanismo dei finanziamenti e delle strutture di potere, spesso sostenute da fondazioni estere, che permettono a una minoranza ideologizzata e radicale quale i coloni di esercitare un forte condizionamento sull'intera politica del governo. Sono raccontati episodi specifici e sistematici di violenza legati all'espansione dei coloni ultranazionalisti in Cisgiordania e all'impunità di cui godono. Non c'è speranza per il popolo palestinese non c'è speranza di pace
  • Punto critico

    Crichton, Michael

    • 27/10/2026
      Intrighi nel mondo dell'aviazione
      Bel romanzo che parte da un'indagine su un incidente aereo, ma in cui sono coinvolti intrighi legati alla produzione delle aeromobili, gli enti di controllo, le commesse internazionali, i sindacati dei laboratori, con un contorno di giornalisti e media invasivi. Ma chi di spada ferisce, di spada perisce.
  • L'invenzione dell'Occidente

    Vanoli, Alessandro

    • 27/10/2026
      Un saggio ben scritto, ma forse un pochino confuso. Capisco bene che riassumere in 200 pagine alba e tramonto della civiltà occidentale è complicato, però temo che in molti capitoli (belli, quello sulle mappe in particolare) si sia andati un filo fuori tema. La chiusa à la Carl Sagan molto gigiona.
  • Ingordigia : vita, morte e truffe del broker dei vip : romanzo

    Riva, Gigi <1959- >

    • 27/10/2026
      Daniela Bertoglio Come un romanzo
      Ha lo stile di un romanzo questo libro del giornalista Gigi Riva, ma si tratta del resoconto minuzioso, frutto di una accurata ricerca, della storia di Massimo Bochicchio un broker che dal 1999 al 2022 ha truffato migliaia di risparmiatori, alcuni anche parecchio famosi, con un sistema basato non su investimenti finanziari, ma su una struttura piramidale, il cosiddetto "schema Ponzi", in base al quale gli ultimi investitori pagano gli interessi di chi ha investito in precedenza. Un castello di carte crollato miseramente, con al centro un personaggio complesso, un imbonitore capace di abbindolare, con il miraggio di guadagni altissimi, persone che avrebbero avuto gli strumenti per individuare la truffa, ma che si sono fidate ciecamente di un uomo abituato a vivere ben al di sopra delle proprie possibilità, tra ville e appartamenti arredati con quadri e opere d'arte, hotel e ristoranti pluristellati, e che per più di due anni ha girato il mondo, da un paradiso fiscale all'altro, pur di evitare chi voleva indietro i capitali investiti. Manca quello che, per il momento, è il capitolo finale (il romanzo è stato pubblicato due anni fa), vale a dire il sequestro di ben 9 milioni di euro alla vedova e ai figli, avvenuto pochi giorni fa su richiesta dei magistrati.
  • Sara, le origini

    De Giovanni, Maurizio

    • 27/10/2026
      Mario Benvenuti molto bello
      e de giovanni ci presenta questo nuovo, per me, personaggio cosí guori dagli schemi, quasi una sensitiva, ma l'autore é bravo sia nella storia che nei vari personaggi oltre la protagonista
  • I convitati di pietra

    Mari, Michele <1955- >

    • 27/10/2026
      il titolo tradisce il contenuto
      E’ stata una lettura difficile. Ho trovato il libro troppo concitato, affrettato nelle conclusioni. Troppo difficile identificare i personaggi, troppo cinismo e nessun altro tratto caratteriale emerge dalle descrizioni se non nel finale che mi è piaciuto. Quasi il libro si alleggerisse con la morte dei personaggi. Mi ha reso difficile la lettura il fatto che fosse senza capitoli. Ho apprezzato molto il finale. Comprendo poi l’amore per la filmografia e la fumettistica dell’autore ma ho trovato esagerati i troppi riferimenti. Leggero’ altro di Mari per capire se non apprezzo la scrittura dell’autore o il libro in sé.
    • 20/10/2026
      Noioso
      Delusione completa per un premio Strega. Noioso ma per fortuna breve anche se ho dovuto saltare un po' di inutili elenchi
    • 11/10/2026
      Anna Maria Vanore Lento e noiso
      Idea buona ma il racconto noiso.Peronaggi stereotipati. Non trovo,come recita la quarta di copertina, che sia un romanzo "commosso e giocoso".
  • La casa sul Nilo

    Pardo, Denise

    • 27/10/2026 Dario Snaidero Fuga dalla realtà
      Incipit drammatico. Oscurità. Solitudine. Il freddo che la bambina, l’autrice, prova a Roma. Il desiderio di continuare a vivere in quella bolla d’aria che i protagonisti continuano a definire vita ma che non ha più nulla di reale. Quasi fosse, la loro, una coazione nel non voler riconoscere che con l’avvento di Nasser era terminato l’idillio cosmopolita, unico e irripetibile, sino ad allora dominante al Cairo. È il nonno Misha, fuggito ai pogrom russi, colui che fiuta, inascoltato, il cambiamento di quel mondo tollerante e il pericolo, per loro, delle aspirazioni dell’Egitto nel crearsi un proprio futuro. In quel mondo dorato si frequentano le suore inglesi e si parla francese, oppure, in casa, yiddish, ma si vive separati dagli abitanti di questa città fantastica. Fanny, la bellissima figlia di Misha e Bobe, la madre dell’autrice, è la rappresentante di questo mondo così tollerante, così cosmopolita, così pettegolo, e, allo stesso tempo, così cieco di fronte alla realtà. Non c’è da stupirsi, quindi, se l’autrice, bambina, non comprenda il perché di questa fuga a Roma, una città bianca e fredda, mentre il Cairo è giallo e bollente. Impossibile non lasciarsi coinvolgere dalle emozioni dell'autrice. Ma di nuovo: possibile che nessuno abbia compreso i segnali del mondo politico e religioso egiziano? I segnali dei Fratelli Mussulmani, da subito integralisti e fautori di un Islam duro e puro, così simile, a ben vedere, a quello di Khomeini narrato da Kader Abdolah nella “Casa della Moschea”. E nemmeno quelli dei giovani ufficiali guidati appunto da Nasser. Eppure, così è stato. E a nulla è valsa l’amicizia del padre dell’autrice con Mohammed Hafez, divenuto consigliere di Nasser. Insomma, la famiglia di Denise Pardo è costretta a lasciare il Cairo di fretta e furia mentre i parenti, più accorti, lo hanno già fatto e in tutta tranquillità. Il cuore dell’autrice rimane comunque e per sempre al Cairo. È lì che lei ha dovuto lasciare la sua casa sul Nilo.
  • Emma : romanzo

    Reno, Jean

    • 27/10/2026 Spia per caso
      Il romanzo è scorrevole. Un misto tra romanticismo esotico e mistero, complice un’ambientazione tra deserti omaniti e souk e lusso mediorientale. Emma, francese bretone, si ritrova catapultata all’estero quale istruttrice di corsi di massaggio in centri di alta gamma. Perseguitata dal ricordo della madre deceduta in un incidente d’auto ( per il quale Emma si individua responsabile), la stessa Emma vive in modo schivo, con un gatto ed è erede di un “dono” terapeutico nelle mani. In Oman reincontra un piacente ereditiere, già promesso sposo . Complice la storia d’amore e passione impossibili, acconsente a collaborare con l’ambasciata francese per trafugare delle notizie utili per la sicurezza del proprio Paese. Il finale risulta piuttosto irrisolto lasciando immaginare eventuali sviluppi futuri
  • Il talento di Mr. Ripley

    Highsmith, Patricia

    • 27/10/2026
      Noir psicologico
      Il Talento di Mr. Ripley ricorda Delitto e Castigo con un tempo veloce e colpi di scena improvvisi. Inizia con una missione di recupero e finisce con la fuga e scambio di identità. Un fu Mattia Pascal che ci lascia e ci riprenderà dalla Grecia nel prossimo volume.
  • La ragazza del Convenience store

    Murata, Sayaka

    • 27/10/2026 Le aspettative degli altri
      Quale è la differenza tra schivo e asociale? E quale tra ambizioso per la carriera ed entusiasta del proprio umile lavoro? Tanti sono gli interrogativi cui è spesso sottoposta Keiko. Dopo la laurea nessun lavoro prestigioso, solo un part time in un konbini che diventa il suo unico orizzonte per 18 anni. E dopo il lavoro nessun fidanzato o matrimonio o figli che la facciano entrare nel rango delle persone sistemate per convenzione. E’ un libro scorrevole, affatto banale, che illustra, ancorché estremizzati, gli atteggiamenti sociali cui è esposta la protagonista. La sua solitudine è segno di responsabilità, come lo è lo svolgimento delle sue mansioni al lavoro. Conformarsi non è facile e il suo tentativo fallisce miseramente riportandola all’unica realtà che la appaga