biblioteche, roma, libri, cd, dvd, prestito, consultazione, autori, editori, scuole, lettura, multicutura, multietnica, internet, wifi, biblioteche roma, biblioteche comune di roma

I commenti più recenti

  • Malesangue : storia di un operaio dell'Ilva di Taranto

    Cataldi, Raffaele <1971- >

    • 04/01/2026
      Quattro stelle perché un documento di protesta e denuncia sociale merita questo punteggio per definizione. La vicenda dell'Ilva di Taranto è descritta nei minimi particolari, da un insider che ci ha lavorato per anni. Meriterebbe una circolazione e promozione maggiori.
  • Bambole giapponesi

    Godden, Rumer

    • 04/01/2026
      Elena Cristinziano Bambole giapponesi
      È un libro molto delicato. C'è la forza di Nona che è decisa a dare a Fiore e Felicità una casa, perché lei stessa sente quanto sia importante averne una. Questa determinazione contagia tutti, e avvicina tutti. Si lavora per un bene che alla fine è comune
  • Clorofilla dal cielo blu

    Pitzorno, Bianca

    • 04/01/2026
      Clorofilla dal cielo blu
      Libro divertente che pone in modo garbato l' attenzione su vari punti della convivenza nella città. Gli attriti vengono alla fine superati con una coabitazione forzata, e così ognuno capisce che cosa si era veramente perso.
  • Colazione da Darcy

    McNamara, Ali

    • 04/01/2026
      Federica De Carli colazione da darcy
      lettura scorrevole , mi è piaciuto molto .
  • Satantango

    Krasznahorkai, László

    • 03/01/2026
      Come criceti in una giostrina.
      Romanzo bellissimo e potente sulla sconfitta, sull'autoillusione e sullo spegnersi della fiamma della speranza. Freddo, gelido come il clima in cui si svolge la storia. Tanti criceti che girano in una giostrina, pensando di allontanarsi e non facendo mai un passo oltre la loro triste esistenza. Ma sarà poi tutto vero?
  • Sconto comitive

    Gilbreth, Frank Bunker <1911-2001>

    • 03/01/2026
      Come si vive in una famiglia con dodici figli?
      I coniugi Gilbreth vissero tra la fine del 1800 e i primi decenni del 1900 ed ebbero ben dodici figli. Sono stati persone note e importanti, perché hanno studiato come migliorare l'efficienza del lavoro riducendo i movimenti che debbono essere fatti per svolgerlo, di qualsiasi lavoro si tratti (leggasi: taylorismo). Ebbero dodici figli e questo libro è stato scritto da due di loro. Racconta delle avventure che vissero tutti insieme, fino alla morte del padre, avvenuta nel 1924. E' molto simpatico e ci sono parti esilaranti, come spesso accade in queste storie familiari. In questo caso poi l'interesse è ancora maggiore, perché i genitori studiavano spesso le loro teorie sull'economizzazione dei movimenti e le sperimantavano proprio in famiglia. Si legge con piacere e fa trascorrere del tempo in compagnia di una famiglia decisamente fuori dal comune!
  • Il cuoco dell'imperatore

    Nigro, Raffaele

    • 03/01/2026
      Attilio Antonello Forte un fedele servitore dell'imperatore
      Chi immagina un imperatore come un imbolsito barbuto seduto sul trono a comandare, riccamente vestito e circondato da ogni ricchezza dovrà ricredersi leggendo questo straordinario romanzo. Il narratore Guaimaro delle Campane - nome letterario che evoca l'ideale del cavaliere colto che popolava le corti reali del XIII secolo - racconta in prima persona e da un punto di vista privilegiato il suo rapporto con Federico II di Svevia: egli è infatti il cuoco dell'imperatore, e in tale veste - accompagnato dal fidato Marcangione - lo seguirà per tutta la vita, accomunati entrambi dal sogno di un Impero universale, da costruire poco per volta ("Avete presente dieci donne che lavorano a ferri dieci pezze diverse? Ci vuole uno che metta insieme tutte le pezze. È quello che faremo noi, un'unica pezza"). Federico è solo un ragazzo quando intraprende il suo progetto, e come in un moderno gioco del Risiko pianta una bandierina in ogni territorio conquistato, dalla Sicilia alla Germania, dovendo tuttavia combattere l'ostilità dei comuni lombardi, le scomuniche papali, le rivolte degli alleati, i tradimenti dei suoi stessi figli. Nell'arco di una vita Guaimaro sarà suo confidente, rinunciando per molto tempo agli affetti famigliari. Federico è imperatore scaltro che usa il matrimonio per consolidare il potere, stringe accordi di non belligeranza con i musulmani e promuove lo studio del diritto, della scienza e della filosofia (a lui si deve la fondazione di uno "studio" a Napoli, l'odierna Università che porta il suo nome). È un uomo colto e illuminato, che intuisce la necessità di coltivare le menti migliori ("I giovani vanno a rafforzare la cultura e il benessere dei luoghi dove approdano. Maledetto quel paese e maledetta quella politica che non fanno nulla per invogliare i giovani a fermarsi nei luoghi dove essi sono nati"). Tuttavia Federico spende ogni risorsa per realizzare il suo ideale di unificare l'impero e cura poco gli interessi del popolo: "Federico perseguiva un progetto cieco, far godere dei benefici dell'Impero popoli selvaggi nei cui progetti c'era solo il piccio dell'autonomia da tutti". Guaimaro registra e commenta da fedele servitore, consapevole di essere testimone della Storia, "vagabondaggio continuo di progetti e di uomini. Senza fine". Libro eccezionale, ricco nella narrazione, nel linguaggio, nella ricostruzione storica.
  • Infografica della Roma antica

    Scheid, John

    • 03/01/2026
      Un "atlante storico" fatto molto bene!
      Decisamente un libro molto interessante. Peccato non averlo avuto quando studiavo la civiltà romana! Le ottime schede sono molto chiare e danno un quadro sintetico, ma estremamente preciso, di tutto ciò che riguarda il mondo romano antico: dalla composizione della società, alle varie forme dello Stato romano, alla formazione delle leggi etc. Le schede sono accompagnate da brevi testi esplicativi, basati su fonti riconosciute. Questo libro è un ottimo ausilio per avere in un attimo sott'occhio tutto ciò che interessa della civiltà romana, dalla monarchia all'impero.
  • Intrigo a Londra : un mistero di Natale

    Kelly, Mary <1927-2017>

    • 03/01/2026
      Daniela Bertoglio Un giallo classico
      Ambientato in una fredda Londra di 70 anni fa, alla vigilia di Natale, le indagini ruotano intorno alla morte di una nobildonna russa, fuggita a suo tempo con la nuora incinta e parecchi gioielli dalla rivoluzione, che vive in un quartiere povero con il nipote malato ed alcolizzato. Nel misero appartamento viene trovato un baule vuoto, e il nome di un gioielliere, che qualche giorno prima aveva valutato i preziosi contenuti nel baule, ora scomparsi come il nipote. Ma da qualche tempo c'è una banda di ladri che ha compiuto, finora impunemente, una serie di clamorosi furti, e l'ispettore capo Brett Nightindale, con il sergente Jonathan Beddoes, conducono una indagine serrata e piena di colpi di scena. E' un giallo dalla struttura classica, ben confezionato. Segnalo la versione audiolibro, letta da Riccardo Ricobello.
  • Un ritornello non fa primavera

    Georget, Philippe

    • 03/01/2026
      Un po' troppo didascalico.
      Non mi ha avvinta. L'ho trovato un po' troppo didascalico, un po' troppo perfettino. Confesso che non sono riuscita a finirlo per mancanza di appassionamento.
  • Le metamorfosi o L'asino d'oro

    Apuleius

    • 03/01/2026
      Magia e avventure.
      Come si sa, Le metamorfosi sono l'unico romanzo latino che ci è giunto integralmente. Ispirato ad un romanzo greco di uguale argomento (Lucio l'asino), racconta delle fantasmagoriche avventure di Lucio, trasformatosi per errore in asino e che solo grazie all'intervento della dea Iside riuscirà a riacquistare la forma umana. Interessantissimo e assolutamente da leggere anche solo per immergersi in un tripudio di fantasia e di storie rocambolesche e per avvicinarsi a comprendere il piacere del racconto a sorpresa continua, che caratterizza tanta letteratura antica. A me non è molto piaciuta la traduzione, piuttosto rigida seppur fatta da un notevole latinista, nella quale ho trovato anche qualche anacronismo. Purtroppo con le lingue morte è spesso così, un po' come per la musica classica: manca la naturalezza nel portarle in un altra lingua. Mi piacerebbe che certi testi fossero tradotti da scrittori o poeti.
  • Territori

    Norek, Olivier

    • 03/01/2026
      La vita in banlieu.
      Diciamo che Parigi non ci fa una bellissima figura. La banlieu abbandonata a se stessa, dove persino la polizia ha paura ad entrare. Infanzie e adolescenze distrutte e allo sbando, dove un preadolescente è più cinico e spietato di un delinquente navigato. Tutto è ben spiegato, nessun dettaglio - per quanto disgustoso, truculento e atroce - è lasciato all'immaginazione. Lo stile della scrittuta è molto coerente col soggetto e strizza forse l'occhio alla trasformazione in serie televisiva.
  • Lolly Willowes, o L'amoroso cacciatore

    Warner, Sylvia Townsend

    • 03/01/2026
      ho amato ogni parola
      le frustrazioni e le visioni, il senso di appartenenza e la ricerca di sé
  • La storia del mondo in oltre 150 mappe

    • 02/01/2026
      Il collasso dell’Età del Bronzo e la fine delle grandi civiltà del Mediterraneo orientale
      Tra il 1225 e il 1175 a.C., diverse società dell'Età del Bronzo del Mediterraneo orientale collassarono. Molte fortezze della regione furono saccheggiate da un nemico sconosciuto, e l'impero ittita e i regni micenei furono distrutti. La prima vittima fu l'impero ittita, la cui capitale, Hattusa, fu saccheggiata attorno al 1200 a.C. Allo stesso tempo, in Grecia, i Micenei, temendo attacchi dal mare, fortificavano i loro palazzi. Nonostante le precauzioni, questi furono distrutti dal fuoco. Anche l'Egitto fu attaccato dall'Egeo da una coalizione alla quale gli Egizi si riferivano come ai "Popoli del Mare". Il faraone Ramses III sconfisse gli invasori attorno al 1170; cacciati dall'Egitto, i Popoli del Mare conquistarono e colonizzarono la costa del Levante. La causa del collasso non è chiara, ed è improbabile che i soli responsabili siano stati i Popoli del Mare. Vi sono prove che alla disintegrazione contribuirono anche cambiamenti climatici. Il periodo fu eccezionalmente secco, e questo può aver condotto alla carestia, indebolendo le economie palaziali e rendendole vulnerabili agli attacchi. Fra gli altri fattori, si ipotizzano terremoti e ribellioni interne. Con il crollo delle città, le popolazioni dovettero spostarsi; iniziarono a migrare, mettendo a loro volta in difficoltà altri regni. Dopo il collasso, il commercio del bronzo, in precedenza condotto su larga scala, fu messo in crisi, e si passò sempre più all'uso del ferro. Durante la crisi dell'Età del Bronzo, decine di cittadelle, da Pylos a ovest a Carchemish a est, furono violentemente distrutte; la maggior parte non sarebbe mai più stata occupata. Grazie alla loro posizione imprendibile su isolotti fortificati, le città fenicie di Tiro e Byblos sfuggirono alla distruzione. L'Egitto sopravvisse, ma indebolito, e perse le sue terre nel Levante