I commenti più recenti
-
Come in uno specchio : il diario segreto di Sofonisba Anguissola
-
14/10/2026 Il primo vero amore a quarantasette anni: la passione per Orazio Lomellini16 dicembre 1579. Diario di Sofonisba Anguissola. La verità, adesso devo dirlo, è che sono innamorata. Ho quarantasette anni. Per la prima volta sono innamorata. È una parola di cui non conoscevo il significato. La mia anima vuole solo lui. Il mio corpo prova sensazioni indescrivibili. Non sapevo nulla di tutto ciò. Ho capito che l'amore è una questione di buchi nell'anima. Tutti noi abbiamo dei buchi nell'anima. Ogni tanto arriva qualcuno che riempie, o compensa, quei buchi nell'anima. Da quel momento in poi, alla persona curata e guarita sarà impossibile rinunciare alla figura del guaritore. Quel sentimento (o quella dipendenza) si dice amore. Credo che sia forse cosa rara, ma possibile, che la cura dei buchi proceda contemporaneamente da una parte e dall'altra. In questo caso l'amore sarà fortissimo e quasi invincibile, finché le energie del corpo e dell'anima sorreggeranno. 22 dicembre 1579 Il mio amore è Orazio Lomellini, capitano della nave sulla quale mi sono imbarcata. È di nobile famiglia genovese, ma questo poco importa. È incredibile come l'arrivo dell'amore faccia sì che quasi nulla importi, oltre all'amore stesso. Le nostre abitudini, i luoghi comuni o le classifiche sociali che ci hanno tenuto in vita non contano più. Io ho quasi cinquant'anni, e lui venticinque. Di certo, si dirà che potrebbe essere mio figlio. Ma è curioso: noi non ce ne accorgiamo. Siamo amanti e basta. Non vedo perché gli uomini possono avere amanti infinitamente più giovani di loro e le donne no. Ma queste sono tutte chiacchiere. Il fatto è che sono sicura che anche Orazio mi ama. Il perché non lo so. In verità, fisicamente parlando, lo so, ma non posso dirlo. Quanto al resto, probabilmente si tratta proprio di quella questione di buchi. Ho riempito alcuni buchi della sua anima. Ma mi ama. Sono certa che mi ama.
-
-
A bocce ferme
-
14/10/2026 Valeria Vecchi Risate assicurateOrmai i vecchietti del Barlume sono un appuntamento fisso. Stavolta vicende del passato e del presente si intrecciano in un romanzo meno coinvolgente del solito, ma comunque interessante. Scopriamo anche i passati vissuti politici del mitico gruppo di pensionati di Pineta.
-
-
Donna per caso
-
14/10/2026 SolitudineE’ un romanzo molto particolare. Non scorrevole e pieno di minuzie che ne appesantiscono la lettura. Siamo in Gran Bretagna e Maria, ragazza piacevole e molto introversa va a studiare ad Oxford lasciando la casa di famiglia. Ha una vita banale, è circondata da persone verso le quali non nutre interesse e alle quali, a sua volta non suscita emozioni. Negli anni, amici, partner occasionali, coinquilini e la stessa famiglia natale - ormai lontana- per lei non hanno importanza, si rifugia invece nelle proprie manie e solitudini. Un matrimonio sbagliato le causa meno emozione della morte tragica del gatto. Direi che la ricerca di se stessi è esasperata e sfocia quasi in una placida follia, sempre alla ricerca dei ricordi mai cancellati.
-
-
Il coraggio del gatto : La fenomenale importanza della curiosità, a tutte le età
-
14/10/2026 Un libro per inguaribili curiosiUn saggio sulla curiosità per nulla pesante, anzi molto scorrevole... tocca i diversi tipi di curiosità e spiega perché in fondo sia il motore di ogni essere umano. Nel libro si racconta la storia di tanti personaggi spesso più curiosi che sicuri di sé stessi che pure hanno ottenuto il meritato successo, spesso grazie al altre persone che hanno creduto in loro. Ed è su questo punto che l'autore ci invita alla condivisione delle proprie idee per avere quello che chiama un parner in crime... mi è piaciuto molto!
-
-
Il lago
-
14/10/2026 Una storia d’amore inusuale.Un racconto breve dal ritmo lento, poetico e inquietante che esplora la perdita, la memoria, la nostalgia e i fantasmi interiori. Ho avuto l'impressione che Yoshimoto si sforzasse molto per creare un'atmosfera mistica e ultraterrena con immagini poetiche, persino belle e delicate. I dialoghi mi sono sembrati banali, privi di qualsiasi intensità emotiva. La loro presunta non convenzionalità non era convincente e semplicemente superficiale.
-
-
Educazione siberiana
-
14/10/2026 Sebbene il libro......rappresenti il vero nel profondo questo film ci fa capire, più facilmente, con chi abbiamo a che fare. Ragazzi che studiano per essere dei criminali. Ragazzi che studiano per diventare dei criminali onesti. Ragazzi che hanno una gioventù breve e faticosa. E non l'immagini divertirsi genuinamente sull'Otto Volante. Ha ragione chi dice che quella è una bella scena. Forse non la più bella. Ma si ricorda e c'impressiona che ragazzi come lo siamo stati noi abbiano le stesse modalità di divertimento. Gente che gira con il coltello in tasca. Che attacca e ferisce. E' attaccato e viene ferito. Ogni giorno. Eppure...
-
-
Diario di un curato di campagna
-
14/10/2026Come trovare parole per questo povero pretino che mi è entrato nel cuore e non ha fatto che commuovermi? Dice: “Che cosa importa? Tutto è grazia” e tutto ha senso. La lotta, l’odio verso sé stessi, sentirsi ridicoli, amare Dio e amare le anime che son perse, provare ad aiutarle, essere fraintesi dagli altri, sperare, gioire. Ha senso, sì.
-
-
Elias Portolu
-
14/10/2026 Claudia Pavan ELIAS PORTOLUSiamo in Sardegna, a Nuoro, i primi anni del 1900. L'autrice Deledda ci fa entrare in quella realtà rurale con descrizioni di paesaggi, di tramonti, di boschi, di canti di uccellini davvero affascinante! Ma poi..centrale... c'è il personaggio di Elias. E qui la Deledda mette in atto tutta la sua bravura: analizza la psiche di quest'uomo, analisi degna di uno scrittore russo... quale puo' essere Dostoevskij! Elias è un giovane uomo che si innamora della futura cognata, ricambiato. E questo è il suo dramma: vorrebbe vivere il suo amore ...ma...la società, l'amore verso la famiglia, e soprattutto la religione glielo vieta. E' come se vivesse in una "gabbia" dalla quale non riesce e non vuole uscire. Qualsiasi decisione lui pensi di prendere...sente un grande senso di colpa! Insomma un vero tormento dal quale non c'è via di scampo. Ecco le sue parole: " Non troverò mai pace, sono dannato. Il prete Porcheddu aveva ragione: il peccato è una pietra che non ci leveremo mai di dosso, ed io sono dannato al peso eterno del dolore perchè ho peccato gravemente". Merito della scrittrice è farci "sentire", con le sue parole, tutto il dramma del povero Elias..tanto che ne proviamo compassione! Nuovamente la Deledda ci paragona alle "Canne al vento" che si piegano all'amaro destino ...per poi rialzarsi. PAVAN CLAUDIA Circolo lettori Biblioteca P.P. Pasolini
-
-
Long Island
-
14/10/2026 Daniela BertoglioHo ascoltato l'audiolibro senza pensare che avrei dovuto leggere prima Brooklyn, ma devo dire che è un romanzo che non sembra il seguito di un altro. Racconta le vicende di una donna irlandese, Eilis, emigrata giovanissima negli States, dove si sposa con un italo americano, Tony, ed entra così nella sua ingombrante famiglia patriarcale: vivono tutti vicini in una cittadina non lontana da New York. Quando i suoi due figli sono già grandi, riceve la visita di un uomo che le rivela che Tony ha messo incinta sua moglie, e che dopo il parto le verrà portato il neonato perché lui in famiglia non lo vuole. Le crolla il mondo addosso, rifiuta categoricamente la prospettiva di crescere un figlio non suo, frutto di un tradimento che non credeva possibile, e decide perciò di tornare in Irlanda per vedere come sta la madre che sta per compiere ottant'anni. In Irlanda ritrova un suo vecchio amore, che aveva abbandonato improvvisamente prima di partire per l'America vent'anni prima. Ma lui nel frattempo si è rifatto una vita, nel paesino irlandese dove tutti sanno i fatti di tutti, forse la storia potrebbe ricominciare, forse no. Alcuni aspetti della trama non mi hanno convinto molto, ma forse sono io troppo cinica, ma è un gradevole romanzo.
-
-
Bournville : un romanzo in sette eventi
-
13/10/2026 Non il miglior CoeSaga familiare raccontata attraverso sette grandi eventi della storia inglese, dal D-Day al covid. L ho trovata noiosa e non particolarmente avvincente. Mollato a metà.
-
-
Tutto il bello che ci aspetta
-
13/10/2026 Maria Rita Silvestri Una ristoratrice, una Milano frenetica e uno scopo di vita smarritoUna bella storia, raccontata tra passato e presente in cerca del futuro. Un romanzo scorrevole, tra la luce dell'estate pugliese, nuovi amici e vecchi problemi da risolvere, alla ricerca dell'equilibrio e del giusto rapporto col tempo che passa
-
-
Haiku for a season
-
13/10/2026Leggere Zanzotto è scoprire come il tempo lasci il segno e i brevi momenti rimangano eterni per gli occhi di chi li nota. Zanzotto torna a scrivere grazie a questi pseudo-haiku e commuove. Natura e interiorità si sovrappongono a formare immagini della stagione del titolo.
-
-
Il cavaliere dei sette regni
-
13/10/2026 Il mondo di Westeros senza i draghi.Il mondo di Westeros per me è un po' come tornare a casa. Questi racconti,seppur con una vena di leggerezza data dai due protagonisti, ci riportano nel mondo intrighi e colpi di scena del Trono di spade. Bisogna essere un po' avvezzi ai millemila nomi dei Targaryen e alle loro parentele, ma superato l'ostacolo è una lettura davvero piacevole. Dal primo racconto per adesso è stata tratta anche la serie tv, con il protagonista Egg, davvero eccezionale!
-
-
La musica dei cattivi : classica e colonne sonore
-
13/10/2026 La musica dei cattiviUn saggio veramente interessante e ben scritto che analizza le colonne sonore (soprattutto di musica classica, ma fa anche riferimenti a musiche originali) utilizzate per i cosidetti "villain", rendendoli immediatamenti riconoscibili e in alcuni casi anche iconici. Un viaggio nel cinema e nella musica davvero pacevole e di facle lettura.
-
-
Il giardino delle ombre : romanzo
-
13/10/2026 Stefania Calo' Arte e crimineHo appena terminato di leggere questo libro per arrivare preparata alla presentazione in biblioteca e non vedo l'ora di conoscere il suo autore! È il secondo che leggo con la continuazione della storia di Nemo Sperati alle prese col passato del padre che si intreccia sempre a qualcosa. Da Madrid a Venezia e Roma una corsa contro il tempo per trovare e fermare un nuovo serial killer. Interessante!
-
24/09/2026 Quando l’arte e il crime si incontranoUna narrazione che ho fatto un po’ fatica a seguire e con la quale, forse, non sono mai riuscita a entrare davvero in sintonia. Sono rimasta per buona parte del romanzo una sorta di “spettatrice esterna”, senza quel coinvolgimento che mi porta a sentirmi dentro la storia. Questo, naturalmente, non significa che il libro meriti un giudizio negativo: credo semplicemente che i thriller non siano un genere particolarmente congeniale ai miei gusti e che anche lo stile di Zilahy non sia riuscito a trascinarmi completamente. Ho trovato invece molto interessante l’ibridazione tra storia dell’arte e crime, soprattutto per il modo in cui il romanzo conduce alla scoperta del *Trittico del giardino delle delizie* di Hieronymus Bosch, un’opera che, lo ammetto, conoscevo poco. Il riferimento al dipinto e alle sue simbologie è stato per me l’aspetto più stimolante della lettura e mi ha incuriosita al punto da voler approfondire la storia e il significato dell’opera. La vicenda si muove tra Madrid e Roma. Al Museo del Prado, durante il restauro del celebre trittico, viene scoperto un dettaglio inquietante nel pannello dell’Inferno, mentre a Roma prende avvio un’indagine legata a un omicidio dai risvolti misteriosi. Le due vicende finiscono per intrecciarsi attraverso simbologie e riferimenti artistici, coinvolgendo anche Nemo Sperati, esperto di Belle Arti e consulente della polizia. Non entro volutamente nei dettagli dell’indagine, perché credo che in un thriller sia giusto lasciare a chi legge il piacere della scoperta. Quello che invece mi ha un po’ spiazzata è stata la costruzione della storia: ho trovato un numero eccessivo di personaggi, non sempre strettamente legati tra loro o necessari, e alcuni passaggi mi sono sembrati poco pertinenti o difficili da collocare all’interno dell’intreccio. In alcuni momenti mi sono persa proprio nella parte investigativa, che ho seguito con una certa fatica. Anche l’atmosfera gotica, presente qua e là, non è particolarmente nelle mie corde. Ho percepito inoltre qualche citazione un po’ banale e, più in generale, una certa discontinuità nel ritmo. La scrittura di Zilahy è densa, cerebrale e ricca di descrizioni dettagliate. Se da un lato questo contribuisce a creare scenari suggestivi ed evocativi, dall’altro rende la narrazione poco lineare e, in alcuni passaggi, mi ha fatto perdere il filo. Nel complesso, una lettura con luci e ombre che conferma la mia distanza dalle atmosfere e dalle dinamiche di questo tipo di narrativa.
-

