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I commenti più recenti

  • Come un miraggio

    Yoshimoto, Banana

    • 13/05/2026
      Ispirato alla tradizione shōjo manga.
      Raccolta di due racconti brevi dove troviamo l'amore, il dolore e la crescita con lo stile intimo e onirico degli esordi di Banana Yoshimoto. Scritto dall’autrice subito dopo il successo di Kitchen esplora giovani vite segnate da legami familiari complessi, perdita e ricerca di tenerezza.
  • Il coperchio del mare

    Yoshimoto, Banana

    • 13/05/2026
      Matteo Marazzi Una granita in riva al mare
      Un libro incantevole. La narrazione procede fluida attraverso paesaggi incantevoli e malinconici, lasciandoti immergere in quel Giappone meraviglioso eppur mutilato dal progresso e dalle mode turistiche, in un continuo ossimoro che avvolge anche le due protagoniste. È un viaggio attraverso le acque del mare, che lavano via la stanchezza, che purificano l'anima, nei suoi incanti e nelle sue profondità, le stesse vertigini dell'animo umano
  • Mendel dei libri

    Zweig, Stefan

    • 13/05/2026
      Questo racconto di Stefan Zweig è un gioiellino per chiunque ami leggere e il mondo che gira intorno ai libri, perché il protagonista, l'ebreo galiziano Mendel che va a vivere a Vienna per evitare il servizio militare russo, e passa le sue giornate a leggere in un caffè, dove fornisce bibliografie e procura libri a chi li cerca, non potrà non entrare nel suo cuore.
  • Sulla mafia : piccole riflessioni personali

    Maraini, Dacia

    • 13/05/2026
      Il libro è una breve raccolta di articoli pubblicati sul Corriere della Sera dal 1992 al 2008 intorno al tema della mafia, oltre ad un'intervista a Dacia Maraini di Paolo Di Paolo, a una introduzione autobiografica ed un racconto sulla madre di un pentito di mafia. Dacia Maraini, quando tornò in Italia dopo la prigionia giapponese andò a vivere con la madre a Bagheria, sua città natale, quindi ha avuto modo di interagire con quella cultura fatta di negazione del fenomeno mafioso, omertà, coperture politiche e religiose. Interessante, anche se troppo breve.
  • Un cavaliere senza cavallo

    Stilton, Geronimo

    • 13/05/2026
      Elisabeth Pennella Divertente
      Se tuo figlio ama le avventure divertenti, i castelli, i cavalieri un po’ pasticcioni e le storie che fanno sorridere, Un cavaliere senza cavallo di Geronimo Stilton è una lettura davvero carina da mettere sul comodino.
  • Yellowface

    Kuang, R. F.

    • 13/05/2026
      Divertente
      Divertente, coinvolgente e molto americano
  • Io non ho ucciso

    Lally, Megan

    • 13/05/2026
      Elisabeth Pennella Avvincente
      “Io non ho ucciso” di Megan Lally è un thriller avvincente che riesce a sorprendere fino all’ultima pagina. Ho adorato il modo in cui l’autrice intreccia le storie e dissemina indizi e colpi di scena senza mai perdere il ritmo. Ogni certezza viene continuamente ribaltata, rendendo la lettura impossibile da interrompere. Un mystery coinvolgente e davvero ben costruito.
  • Ferito a morte

    La Capria, Raffaele

    • 13/05/2026 Claudia Pavan Flusso di coscienza
      Libro di difficile lettura in quanto l'autore scrive seguendo il "flusso di coscienza": nuova tecnica di scrittura dove non c'è quasi punteggiatura e lo scrittore scrive secondo i suoi pensieri anche disorganizzati come possono essere proprio i pensieri! Merito di questa tecnica è che riusciamo a sentire le emozioni dello scrittore... dopodiché La Capria ci racconta una Napoli e dintorni degli anni '50... però ricordata dopo diversi anni...con malinconia. Ci rappresenta anche una società "decadente" impersonata molto bene dal fratello Nini' e soprattutto dall'amico Sasà. Per concludere questa lettura - pur difficile - ci fa vedere il paesaggio incantevole e il clima decadente che alberga tra la gente del posto... PAVAN CLAUDIA Circolo Lettori Biblioteca P.P. Pasolini
  • La casa del giudice

    Simenon, Georges

    • 13/05/2026
      Daniela Bertoglio
      Anche il più famoso commissario della Sureté ha avuto problemi sul lavoro, anche a lui è capitato di cadere in disgrazia e di venire trasferito lontano da Parigi, in Vandea, a Luçon, un posto lontano dalla signora Maigret, e dalla sua squadra di fidati poliziotti. Maigret si annoia, in quella cittadina dove non succede mai nulla, ma poi riceve una informazione da una donna che sa tutto di tutti: ha visto un cadavere nella casa di un vicino, un giudice di pace in pensione. Da questa informazione, che all'inizio sembra avere il valore di un pettegolezzo o di una bugia clamorosa, parte un'inchiesta che fa luce anche su un omicidio avvenuto anni prima, vicino Parigi. Un Maigret che parte in sordina, annoiato e ingrigito, ma poi sfodera tutto il suo acume. Come di consueto, segnalo la splendida versione audiolibro, letta dal bravissimo Stefano Fresi.
  • Le confessioni

    • 13/05/2026
      Rosaria Bologna Il vero potere
      Il Direttore del Fondo Monetario Internazionale convoca una riunione in una esclusiva località di villeggiatura tedesca e oltre ai politici e agli economisti invita tre "estranei": una ex rock star statunitense, una famosa scrittrice di libri per bambini britannica molto bella, ed un frate certosino italiano. Se i primi due servono per alleggerire la tensione, la presenza del terzo ospite risulta misteriosa. Il frate stesso - tutto vestito di bianco e come certosino spesso anche "in silenzio" - si chiede il motivo della sua presenza, finché il Direttore lo convoca, e gli chiede di confessarsi. Un po' perplesso il frate si siede e comincia ad ascoltare. Il giorno dopo il Direttore viene trovato morto, e quella che prima era una riunione organizzata e pianificata nei minimi dettagli, diventa un ambiente sigillato, simil-prigione, con tutti gli addetti ai lavori in paranoia, perché temono che il Direttore abbia rivelato al frate, che il Fondo ha preso una decisione che porterà alla rovina alcuni paesi, che saranno sacrificati per permettere ad "altri" di sopravvivere. Inizia un assedio emotivo intorno al frate, che con il silenzio riuscirà a mettere in scacco i potenti della terra, che pretendono che lui parli - violando l'aspetto religioso della vita (il voto di silenzio e il segreto della confessione) - nonostante loro non siano disposti a fare altrettanto, e rivelare il contenuto della decisione, per rispettare la privacy dell'Economia. Bella e intensa l'interpretazione di Toni Servillo, che con lo sguardo, riesce a dare voce ai suoi silenzi.
  • I rondoni : [romanzo]

    Aramburu, Fernando

    • 13/05/2026
      Dopo "Patria" un altro gran bel libro
      ... che all'inizio sono stata molto tentata di abbandonare data anche la discreta mole del libro, ma poi pagina dopo pagina, lentamente, la narrazione del quotidiano di un uomo qualunque che ha deciso di suicidarsi dandosi una data non prossima, un anno preciso, mi ha preso ...e meno male. Scritto in prima persona (gran vantaggio)... Toni ha una vita banale, una professione che non gli interessa, una moglie tanto amata quanto poi odiata, un figlio un po' strano un amico con cui si vede tutti i giorni e una ex , Agueda, che lo tampina con delicatezza e...dimenticavo ..una bambola a grandezza umana con cui sollazzarsi. Ogni giorno Toni abbandona in giro i suoi libri, le cose della casa, da via i mobili, fino a che .... l'ultima riga del libro a pag. 710 è la piu' bella. Buona lettura
  • No sleep till Shengal

    Zerocalcare

    • 12/05/2026
      Paolo Galati buon seguito
      segue kobane , ti porta a suo modo a conoscere avvenimenti atroci.
  • Morte di un matematico napoletano [Videoregistrazione]

    • 12/05/2026
      Rosaria Bologna L'angoscia del genio
      Film di esordio (1992) del regista napoletano Mario Martone e di esordio cinematografico dell'allora attore di teatro Toni Servillo, è liberamente ispirato all'ultima settimana di vita del genio matematico Renato Caccioppoli (1904-1959), docente di matematica pura all'Università di Napoli e membro dell'Accademia dei Lincei. Come molti matematici, Caccioppoli era psicologicamente tormentato dalla soluzione di difficili problemi matematici, e la separazione dalla moglie e certi pesanti legami familiari (era nipote di Bakunin) lo resero alcolista. Non riuscendo a trovare una via d'uscita dai propri problemi esistenziali, e non potendo contare su amici veri e disinteressati, decise di porre fine alla sua vita, come ultimo gesto di libertà estrema.
  • I convitati di pietra

    Mari, Michele <1955- >

    • 12/05/2026
      Politically incorrect
      Se ci sono argomenti tabù in narrativa, sono i soldi e la morte. Ebbene Michele Mari ne "I convitati di pietra" li affronta entrambi, e lo fa con sarcasmo macabro. La riffa, sottoscritta a Milano tra compagni di scuola maturandi a beneficio del sopravvissuto più longevo, viene rimpinguata ad ogni cena annuale, tranne una, dal 1975 al 2037. Lo schema di "E non ne rimase più nessuno" (cfr. "Dieci piccoli indiani", Agatha Christie) qui si ferma a meno due; tanti sono i vecchissimi superstiti agli eventi più strani e agli incidenti più spettacolari occorsi in un settantennio, fino al colpo di scena finale. Tra i personaggi, ricordo il nerd Lothar Semprini (alter ego del Narratore?) e (il vero) Gene Hackman, l'attore morto in corso d'opera ed evocato spesso. Buona scrittura, trama debole.
    • 07/05/2026
      Beatrice Ferlito Un gioco ad eliminazione
      Michele Mari non delude mai. Questo libro è una meraviglia nell'intreccio perfetto, nella scrittura impeccabile, nella scelta interessante dei tipi umani. Trenta compagni di classe, dopo un anno dall'esame di maturità, decidono di stringere un patto di affiliazione che li legherà per il resto della vita. Quella trovata, nata per gioco, col tempo diventerà un'ossessione, un pensiero distorto: chi più, chi meno, inevitabilmente muterà la propria visione dell'altro vedendolo come un rivale da superare nella corsa della vita. Anche se l'idea di versare un contributo monetario ogni anno, fino a quando rimarranno in vita solo tre vincitori, può sembrare inverosimile è, però, lo spunto per esplorare un possibile alter ego di ognuno di loro. Il premio finale, di cui non si preciserà mai l'ammontare, è proprio nella spinta per restare vivi, per sviluppare un'attaccamento alla vita, per guardare al futuro con la speranza di raggiungere ancora degli obiettivi. Nel contempo cimentandosi in un agone con sempre meno freni morali, manifestano tutto il loro cinismo e l'egoismo più bieco diventando capaci di ricorrere a stratagemmi tra i più vari come macumbe, ricatti, induzione al suicidio e, addirittura, omicidi commissionati. In questo gioco di forze Mari accende un faro sulle umane miserie e debolezze che non si smette mai di scoprire, anche in persone insospettabili in cui il meglio e il peggio spesso coesistono. Nel libro non si percepisce un intento giudicante bensì uno sguardo divertito soprattutto quando lo scrittore indugia sulle manie e i vizi di alcuni personaggi. Ognuno dei trenta concorrenti ha vita nel romanzo in quanto partecipante alla riffa ed ogni azione o pensiero converge nel piano del gioco, compresa l'elencazione delle malattie che, periodicamente, viene aggiornata e che spinge qualcuno, perfidamente, a scommettere o fare pronostici. Qualche accenno alle vite private serve solo ad identificare i personaggi (l'architetto, l'avvocato, l'insegnante, il venditore di auto ecc.) mentre il loro ruolo cresce e si qualifica nella relazione degli uni con gli altri giocatori come in una partita. Possiamo concludere che il meccanismo generato dal gioco è l'ossatura del racconto scandendone il ritmo e l'evoluzione. La bellezza del libro scaturisce dalla rappresentazione della vita per come è, con le sue ombre, ma anche con la possibilità che sentimenti di amicizia, amore e solidarietà possano, anche quando sembra impensabile, trovare spazio. Il finale arriva ad essere poetico! Consigliatissimo.
    • 04/05/2026
      Conto alla rovescia, scontato
      Una classe di trenta liceali si impegna a reincontrarsi ogni anno dopo l'esame di Stato, sottoscrivendo una riffa a beneficio degli ultimi tre sopravvissuti. E' un lunghissimo conto alla rovescia che dura quasi settant'anni, divertente e grottesco, con liste aggiornate di malattie, terapie mediche e decessi. A sprazzi la storia - non scevra di sentimenti e descrizioni di costume - mi ha ricordato qualcosa di "Compagni di scuola" (1988), il miglior film di Carlo Verdone. E in qualche modo il mondo del cinema entra qui con il ripercorrere saltuario della filmografia dell'attore Gene Hackman, alla cui morte nel 2025, quella sì da "noir", si accenna. E' Hackman è il vero convitato di pietra del romanzo dall'inizio alla fine, nel 2037, quando rimasti vivi due ultranovantenni, la riffa cambia destinazione. Il testo, in rosa al Premio Strega 2026, pur ben scritto, non mi ha convinto.
    • 30/04/2026
      Daniela Bertoglio
      E' un romanzo scritto bene, un noir grottesco dalla trama sicuramente originale, ma debole secondo me, perché mi sembra davvero inverosimile che una classe intera di studenti continui a vedersi regolarmente, ogni anno, e tutti continuino a versare regolarmente una somma, definita "non alta ma nemmeno irrisoria" in un fondo destinato ai soli tre che, dopo una settantina e passa di anni, riusciranno a sopravvivere agli altri 27. Un gioco assurdo, dalla durata lunghissima, che parte nel 1975, un anno dopo la maturità, e va avanti fino al 2053. Una lotteria bizzarra quanto mostruosa, che riesce a tirare fuori il peggio dalla maggior parte degli ex studenti, che invecchiano progettando le altrui morti, e, in qualche caso, mettendole anche in pratica. Michele Mari ha il dono della scrittura, ma personalmente ho trovato sgradevole l'uso dell'articolo davanti al cognome delle protagoniste femminili, avrei preferito l'utilizzo del nome proprio per chiarire il sesso del personaggio.
  • Come l'arancio amaro

    Palminteri, Milena

    • 11/05/2026 La ricerca delle origini
      Un libro con una trama piacevole e una storia che si sdoppia tra il periodo del primo dopoguerra e gli anni ‘60 del novecento. Ambientanto in Sicilia, inizia tra vecchie e decadenti nobilità, antichi fasti e consolidate prepotenze e miseria nelle campagne e grande disparità sociale. Varia umanità viene descritta, tra chi vive di ricordi, chi inizia a creare una nuova ricchezza ( ma è privo dell’agognato titolo nobiliare), albori di mafia e avvento del fascismo. Un contratto di compravendita di immobili e terreni è il corrispettivo per un tristissimo nonché illegale scambio. La vicenda è interessante anche perché loschi personaggi diventano giustizieri, una madre rinuncia con strazio al proprio figlio per assicurargli un futuro di serenità, privandolo e privandosi di un amore reciproco comunque indissolubile. Un libro che rivela la grande difficoltà a chiudere con il passato, che sempre può tornare. Scorrevole, nonostante le numerose citazioni dialettali, comunque opportune