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I commenti più recenti

  • Anna della pioggia e altri racconti ritrovati

    Murgia, Michela

    • 19/04/2026
      Giorgio Grasso Michela Murgia vive sempre con noi
      Raccolta eterogenea di racconti, dato il lunghissimo arco temporale in cui sono stati scritti e le differenti destinazioni degli stessi: Michela Murgia è stata da sempre occupata su più fronti e questi racconti ne sono testimonianza. Quasi tutti piuttosto brevi, alcuni di un paio di pagine addirittura, con l'eccezione di quello che dà il titolo alla raccolta, che è anche uno dei più belli per me. Il livello degli altri non è mediamente eccelso, ma il racconto non è la dimensione in cui Murgia si esprimeva meglio, a mio soggettivo e modesto parere.
  • Figli : per i Bastardi di Pizzofalcone

    De Giovanni, Maurizio

    • 19/04/2026
      Giorgio Grasso I Bastardi non si arrendono mai
      La trama gialla non è mai stata la priorità della serie dei Bastardi, ma in questo nuovo capitolo raggiunge il minimo sindacale, tanto è secondaria rispetto all’evoluzione delle vite, sentimentali e non, dei vari personaggi. C’è molto poco interesse per la ricerca del colpevole, che come al solito si esprime in alcuni monologhi nel corso del romanzo, di cui l’ultimo costituisce la confessione. Naturalmente noi aficionados leggiamo con piacere e interesse quello che Di Giovanni inventa per noi circa i protagonisti, che dal loro esordio nel 2013 sono ormai di famiglia. E però decisamente ci aspettiamo qualcosa di più, una bella sterzata come ad esempio nell’altra longeva serie dello stesso autore, quella del commissario Ricciardi. Intanto nuovi cambiamenti attendono i Bastardi, staremo a vedere.
  • Il custode

    Ammaniti, Niccolò

    • 19/04/2026
      Giorgio Grasso Lo sguardo che uccide
      A chi piace definire in poche parole un romanzo o una qualsiasi opera artistica direi che l'ultimo libro di Ammaniti è un coming of age fantastico in salsa mitologica. Se si accetta come "normale" il fatto che la famiglia Vasciaveo custodisca nel proprio bagno un pericolosissimo essere mitologico, letale per chiunque incroci il suo sguardo, allora per buona parte della lettura siamo di fronte ad un romanzo di formazione. Il giovane Nilo, fortemente limitato nelle sue frequentazioni e nei movimenti fuori di casa, incontra una donna sensuale e sua figlia. L'impatto è dirompente, la sua vita cambia radicalmente, e anche la madre e la zia ne subiranno le drammatiche conseguenze. E poi c'è il colpo di scena finale, che cambia radicalmente la prospettiva da cui abbiamo letto la storia. Lettura molto divertente.
    • 19/04/2026
      Daniela Bertoglio
      I Vasciaveo sono una strana famiglia, composta da due sorelle e dal figlio di una delle due, Agata, un ragazzino di 13 anni che canta molto bene. Vivono a Triscina, un paesino sul mare, vicino a Selinunte, e hanno tra gli antenati un personaggio mitologico che si può intuire dal disegno sulla copertina. Personaggio immortale, che vive, sotto chiave, nel bagno di casa loro, e che contribuisce significativamente al bilancio familiare. Una famiglia condannata a vivere isolata, per proteggere i propri segreti inconfessabili. Quando nella vita di Nilo, il tredicenne, arrivano Arianna e la figlia Saskia, di 10 anni, con la sessualità dirompente della prima e la innocente saggezza della seconda, arriva anche una forza che scardina tutto, costringe a crescere e a liberarsi di vincoli ancestrali. Ammaniti aveva già ampiamente dimostrato di saper raccontare l'adolescenza, e come sia difficile crescere e liberarsi delle catene e delle costrizioni familiari, ma in questo romanzo riesce a mescolare divinità greche, mafia cinese, innocenza e sensualità, in maniera magistrale. Consiglio vivamente l'audiolibro, letto magnificamente da Corrado Fortuna.
  • Storia di un'amicizia

    Cavazzoni, Ermanno

    • 19/04/2026
      "La favola di un'amicizia"
      “Questo libro di memorie e di appunti è dedicato a Gianni celati, scrittore che ci ha beneficato con i suoi libri e con la sua pulita esistenza, che qui cerco di recuperare e far brillare. Non è una biografia né una bibliografia ragionata; è quel che mi resta di bello, col suo mesto finale, di un'amicizia.” È uno di quei libri che so già che tornerò a sfogliare. Dentro c’è di tutto: riflessioni strampalate e intuizioni profonde, episodi quotidiani e pensieri sulla letteratura, situazioni surreali e parodie, evocazioni poetiche e pensieri filosofici. Ma soprattutto c’è la spontaneità con cui Cavazzoni racconta quasi quarant’anni di amicizia con Celati. Non prova mai a spiegarlo davvero, né a ricostruirne in modo ordinato la vita o le opere. Il ritratto nasce piuttosto per accumulo: dettagli minimi, voci, scene, ricordi sparsi. Ed è proprio così che Celati prende forma, in modo vivo e concreto, spesso più in ciò che sta ai margini della sua produzione — i progetti immaginati, i viaggi pensati, le stranezze — che nei libri stessi. L’amicizia comincia quasi sotto il segno di Ariosto, durante un convegno nel 1985, e attraversa gli anni fino agli ultimi, segnati dalla malattia. Ed è proprio qui che il libro diventa, a tratti, profondamente commovente: Cavazzoni riesce a raccontare quel periodo con grande sensibilità e misura, senza mai indulgere, ma trasmettendo una commozione autentica, la stessa, a detta dell’autore, che ha provato lui mentre scriveva quelle pagine. Intorno, un piccolo mondo di scrittori “della pianura”, appartati e poco inclini all’omologazione. Leggendo, sembra quasi di sentire Cavazzoni parlare: più che raccontare, intrattiene, come in una conversazione tra amici, magari in un’osteria poco frequentata, davanti a un bicchierino di vodka, rigorosamente da bere “subito prima di incominciare a cenare, come si legge nei romanzi rossi, che però la incominciano con una caraffa, perché la vodka è il carburante per i discorsi più intensi”. Uno stile che fa sorridere, a tratti anche ridere, e poi commuove, lasciando continuamente spunti di riflessione. Un libro scritto benissimo, attraversato da un affetto profondo che lega queste pagine dall’inizio alla fine. “E ci troveremo da qualche parte, ad esempio a Copenhagen, dove erano tutti così gentili e così favorevoli alle risa, al vino e alla birra; al ristorante Barabba di Quattro Castella dove ci abbiamo spesso mangiato e le tagliatelle sono buone, e pure i tortelli, e si spende il giusto. E poi quando saranno morti tutti i nostri soci, colleghi e affini che hanno transitato circa nello stesso arco di tempo, faremo perfino convegni con rinfreschi e chiacchiere e teoria all'infinito, che tanto di tempo ne avremo. Saremo ombre, ma va bene lo stesso, e poi lentamente sbiadiremo, fino a diventare impalpabili chiazze translucide.”
    • 16/04/2026 Daniela Bertoglio
      Ci sono romanzi che andrebbero letti ad alta voce, e Storia di un'amicizia rientra a pieno titolo nella categoria, perché Ermanno Cavazzoni racconta la sua amicizia con Gianni Celati, e con tanti altri autori, noti o misconosciuti, quasi tutti emiliani o al massimo romagnoli, come la descriverebbe durante una conversazione con qualcuno. E' un romanzo scritto benissimo, una lettura davvero piacevole: ricordi, aneddoti, cene a base di tagliatelle al ragù, inframmezzate da bicchierini di vodka, che comunicano emozioni, considerazioni sui massimi, e minimi, sistemi, sulla letteratura, gli intellettuali, tutto all'insegna dell'ironia e della leggerezza. Tante brevi storie frutto delle conversazioni con Celati, che raccontano di una varia umanità, fatta di piccole avventure, fallimenti, morti improvvise e previste, morti che appaiono nei sogni, con le ultime pagine, dedicate alla malattia e poi alla morte dell'amico, che sono pura poesia.
  • Lina e il sasso : [romanzo]

    Covacich, Mauro

    • 19/04/2026
      Daniela Bertoglio
      E' un romanzo che parla tanto di corpi: c'è una anziana malata che tiene tantissimo alla propria bellezza, con una figlia, francamente odiosa, che vomita in continuazione perché non sa gestire lo stress, il compagno di quest'ultima è uno scrittore in crisi creativa che è ingrassato negli ultimi 3 anni, mangia male, cammina tanto ma non è mai in deficit calorico, mentre la sua ex è una donna in carriera (televisiva) che cerca sempre nuovi corpi con cui accoppiarsi. Al centro di tutte queste storie c'è Lina, una bambina con trisomia 21, che con la madre, la stressata di cui sopra, ha un rapporto fatto di contatti fisici solo in moto e poco altro, ad occuparsi di lei è Max, lo scrittore, che per lei inventa storie fantastiche ambientate in Mongolia. Covacich scompone le carte in tavola in più punti del romanzo, e alla fine non sono sicura di aver capito dove volesse andare a parare, però è un autore che scrive bene, su questo non ho dubbi.
  • La fine di Israele : il collasso del sionismo e la pace possibile in Palestina

    Pappé, Ilan

    • 19/04/2026
      Stato unitario di Palestina: utopia o obiettivo realistico?
      Pappé è uno storico israeliano che giudica il movimento sionista, vale a dire il nazionalismo ebraico in Palestina, qualunque sia la sua versione, laica o religiosa, come un fenomeno coloniale che si rivelerà alla fine insostenibile. Al riguardo, molto interessante risulta la sua analisi, presentata nella prima parte del libro, delle debolezze sistemiche dello stato israeliano che, a suo parere, lo porteranno inevitabilmente al collasso o ad un forte indebolimento. Partendo da questa premessa, egli ritiene che l’unica via percorribile per evitare ulteriori e più gravi violenze sia la creazione in Palestina di un nuovo stato unitario in cui ebrei e palestinesi possano vivere in pace godendo di pari diritti. L’autore è ovviamente consapevole delle difficoltà che occorrerà superare per raggiungere questo risultato a causa della profonda ostilità che si è sedimentata nel tempo tra le due comunità. Per questo motivo, la parte più qualificante della sua riflessione, sviluppata nella seconda parte del libro, riguarda la fase di transizione nel corso della quale saranno necessarie, usando le sue parole, molte “mini rivoluzioni”. In proposito, molto suggestivo è il richiamo all’esperienza sudafricana di superamento pacifico dell’apartheid a cui, a suo giudizio, occorre abbinare la de-sionizzazione del giudaismo. Per stimolare la fantasia del lettore, nell’ultima parte del libro l’autore propone alcune pagine tratte dal diario di un immaginario vecchio ebreo, fautore dell’amicizia con i palestinesi, che ripercorre i passaggi salienti che hanno portato alla creazione dello stato unitario di Palestina. La tesi di Pappé appare al momento piuttosto ardita. Tuttavia, come a più riprese evocato dall’autore, esistono vari movimenti della società civile e del mondo accademico in ambito sia palestinese, sia ebraico (fuori e dentro di Israele) che militano in tal senso e, per quanto poco considerati dai media di massa, potrebbero fornire in futuro un utile contributo.
  • Mattino e sera

    Fosse, Jon

    • 19/04/2026 Vita e trapasso
      Uno stile di scrittura delicato e coinvolgente quello espresso dall’autore. La nascita di un bimbo e la quasi contemporanea morte del nonno (che hanno lo stesso nome) vengono descritte con ricchezza di vocaboli e particolari. I sentimenti, il distacco dal ventre della madre e il distacco dalla terra.. due momenti che non possono essere mai raccontati dai protagonisti, sono qui narrati come episodi non traumatici, ma come avvenimenti della vita di ognuno. E la morte è triste solo per chi resta perché per chi muore è ritrovare gli affetti, mancanza di dolore, inconsistenza materiale. Traspare una grande serenità nella narrazione, un crescendo di sensazioni. Un libro veramente piacevole sulla ineluttabile quotidianità. Sicuramente da leggere
  • Siracusa : [romanzo]

    Ephron, Delia

    • 19/04/2026 Mai dire mai
      Una stesa storia vista da quattro angolature differenti, cioè dai diversi protagonisti di questa storia. Il libro si fa man mano più avvincente, con un finale sicuramente inaspettato. Molto chiara è la suddivisione in giornate di questo viaggio in Italia, visto ogni volta da esperienze e punti di vista differenti. E' buffo come un avvenimento visto da una persona cambia totalmente in mano ad un'altra perchè ci mette la sua interpretazione rispetto al proprio vissuto. Quello che ne viene fuori è l'imponderabilità del nostro destino e che non ci sono certezze neanche nelle persone a noi care.
  • Trilogia di New York

    Auster, Paul

    • 18/04/2026 Trilogia dell’assurdo
      Tre “detective story” molto originali che si interrogano sull’identità individuale e corrono sul filo dell’irrazionale e dell’assurdo in una New York labirintica.
  • Gita al faro : edizione integrale

    Woolf, Virginia

    • 18/04/2026
      Giselda Massari
      Libro complesso dove prevalgono i pensieri e le introspezioni dei vari personaggi. Il racconto e gli avvenimenti sono ridotti all’osso. La difficoltà è accentuata dal fatto che l’autrice passa repentinamente dai pensieri di uno a quelli di un altro personaggio con rapidi passaggi. Ogni frase è densa di riflessioni e ogni frase contiene rimandi ad altri pensieri. La vicenda si svolge sull’isola di Skye in Scozia, dove la famiglia Ramsey (moglie, marito, otto figli) trascorre le vacanze. L’ambiente è intellettuale e accoglie vari ospiti dei quali si cura in prima persona la padrona di casa cercando di coinvolgere tutti nella vita di comunità. Il marito è concentrato unicamente nei suoi studi filosofici e scoraggia pragmaticamente i sogni e le promesse di sua moglie, fra cui una gita al Faro visibile dalla finestra di casa. Il tempo passa. La signora Ramsey muore improvvisamente. La casa viene abbandonata per dieci anni. I figli faticano a rapportarsi col padre. Il ritorno alla casa vede finalmente svolgersi la gita al Faro con il recupero (forse) di un po’ di serenità. Scritto nel periodo della maturità, il libro risente del trauma che condizionò tutta la vita dell’autrice, la morte della madre quando lei era ancora una bambina. Molto intimo e a tratti criptico contiene pensieri memorabili sulle miserie della vita coniugale per le donne.
  • Bebelplatz : la notte dei libri bruciati

    Stassi, Fabio

    • 18/04/2026
      UNA PERLA DI LIBRO
      veva appena visitato il centro di documentazione sul nazional socialismo di Monaco e Fabio Stassi scopre che il 10 maggio 1933 i nazisti avevano bruciato migliaia di libri a Konigplatz. Quella fu una delle numerose cerimonie per distruggere tutti i libri che andassero contro al nazionalsocialismo. L’autore s’incuriosisce su questo storico evento andandone in profondità. Innanzitutto furono centinaia le piazze dove si bruciarono i libri, opere infette che avevano condotto il mondo verso il comunismo. Ma quali libri bruciarono di tutte le biblioteche aggredite? Oppure solo i testi sapientemente scelti? Su questa linea Fabio Stassi cerca d’individuare gli autori selezionati. Marx, Freud, Einstein, Brecht, Remarque, Zweig. Certamente la selezione c’era, autori ebrei, comunisti, grandi scrittori russi, ma Stassi si domanda se ci fossero anche italiani tra i libri bruciati. Ne trova cinque e di questi cinque autori racconta la difficile vita che avevano trascorso, motivando anche perché i loro libri venissero tutti bruciati. Si tratta di Pietro l’Aretino, il cantore della libertà rinascimentale, Giuseppe Antonio Borgese, siciliano doc ma cittadino del mondo e inguaribile utopista, Emilio Salgari antimperialista amato in Sudamerica, pur sempre uno scrittore di fantasia anche se ispirato dalle gesta di Garibaldi e di Anita, Ignazio Silone, che ci hanno fatto noiosamente studiare a scuola senza approfondire la sua figura antifascista radicale, e l’unica donna, Maria Volpi, in arte “Mura”, disinibita narratrice del piacere e dell’indipendenza femminile, oggi ancora relegata tra le scrittrici spesso dimenticate. Non sono stati scelti a caso, ognuno ha una motivazione ben precisa: sono autori a favore della libertà di espressione e contro le dittature di pensiero. Ecco che il libro di Stassi diventa una narrazione dei cinque personaggi, facendoli conoscere approfonditamente. Una lettura molto interessante che chiarisce perché fossero ritenuti scrittori pericolosi per il regime. Ma non basta. Fabio Stassi si chiede se anche in Italia ci fossero stati falò di libri e in quali periodi, e anche in questo caso si potranno scoprire tante notizie molto interessanti. Insomma la letteratura fa paura, ma bruciando i libri non si fa altro che rafforzare la curiosità di leggerli. “Vincerete, perché avete la forza bruta, ma non convincerete. Perché per convincere, dovrete persuadere.” Nel numeroso elenco di roghi di libri che cita, dimentica, però, che anche il nostro Gianni Rodari, colpito dalla scomunica della Chiesa per essere comunista, vide i suoi libri bruciati nei cortili delle chiese nel 1949. Praticamente ieri. Un libro bello come pochi, questo di Fabio Stassi, per capire quanto la cultura rimanga sempre la migliore arma da cui difendersi, senza uccidere nessuno e che l’ignoranza, in mano a gente di potere, porta solo danni.
  • Il seme della violenza [Videoregistrazione]

    • 18/04/2026
      Romano Siciliani Dove andava l’America
      Un film di buoni sentimenti, specchio di una trasformazione della società americana. Interessante anche se prevedibile. La consacrazione di Sidney Poitier a paladino dei diritti civili dei neri. Simpatica prefazione di Hanna e Barbera
  • I convitati di pietra

    Mari, Michele <1955- >

    • 18/04/2026
      Giorgio Grasso Una scommessa riuscita
      Il tempo passa per tutti, ma per i 30 ex studenti di questo romanzo sembra passare più lentamente. La riffa ideata in occasione della cena dell'anno successivo a quello della maturità è l'occasione creata da Mari per mettere in scena un racconto nero, con venature di giallo. Dei trenta studenti impariamo a conoscerne bene solo pochi, perché i primi quarant'anni scorrono piuttosto in fretta, con il gruppo che piano piano si assottiglia per motivazioni anche cruente (e sono le pagine più divertenti). Quando il gioco si fa più serio, cioè dopo che i partecipanti rimasti hanno compiuto i sessanta, allora Mari comincia a delineare i caratteri principali ed entriamo finalmente nella testa di alcuni dei protagonisti. Contrariamente ad altri lettori a me la fissazione di uno di loro per Gene Hackman e la sua filmografia è piaciuta, a Mari evidentemente piacciono gli elenchi. E ad un certo punto vogliamo sapere tutti come andrà a finire, salvo scoprire che in fondo lo sapevamo già. Vincerà lo Strega? In cinquina sicuro (lo dico ad aprile), poi si vedrà.
    • 02/04/2026
      Ho difficoltà a dare un voto a questo libro che, almeno, ha il pregio di essere breve. L'idea di base non è male anche se, probabilmente, non originalissima: nel luglio del 1975, finita la maturità classica, i membri di una classe decidono di rivedersi a cena ogni anno in quella data e di istituire una riffa; verseranno ogni anno, vita natural durante, una quota e l'ammontare finale andrà in premio agli ultimi tre sopravvissuti. Col passare degli anni il gruzzolo, ottimamente investito, inizia a diventare una cifra ragguardevole e a stimolare la cupidigia di alcuni membri del gruppo. Per fortuna più che verso "squid game" il racconto vira verso un umorismo, tra il grottesco e il nero, che però non riesce a strapparci una risata. Un Max Bunker (tanto per citare un autore di fumetti, argomento che sta a cuore sia a Mari che a uno dei protagonisti della storia) sarebbe riuscito a gestire meglio la trama. A dispetto di tanti racconti che tendono a perdersi nella conclusione, questa storia dà il meglio di sè nel finale. Rispetto al precedente "Locus Desperatus" Mari utilizza un italiano più scorrevole e gliene siamo grati, un po' meno quando ci sciorina tutta la filmografia di Gene Hackmann.
  • Il colpo segreto

    Anthony, Jessica

    • 17/04/2026
      Il potere dei gesti semplici
      Una storia breve, dall'alba al tramonto, un evento apparentemente banale, un bagno in piscina che sembra destinato a non finire mai. Il corpo di Kathleen asseconda la ribellione interna che cresce silenziosa portando a galla le occasioni perse, le bugie e le mediocrità di una vita di coppia rassegnata e conformata sulle convenzioni. Semplice e profondo, un gioco di feedback che mette a fuoco le motivazioni recondite e inconfessabili dei due protagonisti. Letto nell'arco di un pomeriggio, lo consiglio a chi crede ancora nella possibilità del cambiamento!
  • Quelle due [Videoregistrazione]

    • 17/04/2026
      La calunnia non è un venticello
      New England. Due amiche insegnanti, Martha e Karen, aprono un collegio per giovinette. Ma dopo un po' di tempo in cui la scuola va bene, devono difendersi dallo scandalo suscitato dalle menzogne di un'allieva, che, per vendetta per una punizione ricevuta, racconta in famiglia come tra "quelle due" vi sia una storia. La voce si diffonde nella cittadina, il cui puritanesimo le costringerà a chiudere l'istituto, provocando la rovina delle due donne; una di loro confesserà all'altra i suoi sentimenti. Film drammatico in bianco e nero del 1962, regia di William Wyler, con le brave Audrey Hepburn e Shirley Mac Laine, ispirato al testo teatrale degli anni Trenta - ma molto avanti - "La calunnia" di LIllian Hellman. Da vedere