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I commenti più recenti

  • Il vantone di Plauto

    Plautus, Titus Maccius

    • 14/08/2026
      Nella lingua di Belli al ritmo di Molière.
      Finalmente una traduzione che non è il compitino, che aspetta il voto del professore. Se si vuole comprendere lo spirito della commedia di Plauto, allora va letta questa traduzione di Pasolini, per la quale lui ha attinto all'avanspettacolo, cioè a ciò di vicino a noi che di più simile c'è dello spirito di allora. Il linguaggio (l'italiano frammisto di romanesco) e la metrica che usa rendono alla parfezione il testo latino e la sua cadenza musicale. Rendono non solo le parole, le costruzioni, la sintassi, la grammatica: rendono il senso del testo, il significato; non solo la superficie, ma anche la profondità. Si potrà storcere il naso perché non è una traduzione letterale, ma basta fare il confronto con i passi di Paratore e Ripamonti (citati nell'introduzione) per capire la distanza siderale tra una traduzione scolastica (per quanto titolata) e l'opera di traslazione di un grande scrittore. Unica pecca: c'è soltanto la traduzione, manca (incomprensibilmente) il testo latino e questo è un vero peccato. Davvero molto interessante e utile la Presentazione di Umberto Todini.
  • Anatomia della distruttività umana

    Fromm, Erich

    • 14/08/2026
      Non c'è molto da essere ottimisti.
      Se pensiamo che Fromm ha scritto questo corposo trattato circa cinquant'anni fa non c'è molto da stare allegri. Siamo davvero un animale singolare, l'unico che fa il male per il gusto di farlo: non c'è di che vantarsene. A cinquant'anni di distanza, probabilmente alcune parti risentono del tempo che è passato, perché le scienze hanno percorso molta strada e perché, nel frattempo, abbiamo anche l'intelligenza artificiale attaccata ai polpacci. Nonostante ciò, molte delle riflessioni di Fromm sono ancora molto attuali e, purtroppo, piuttosto sconfortanti. Lui pensa comunque di dare una speranza. Noi che lo leggiamo dopo cinque decenni e nell'attuale momento storico, con altri necrofili a piede libero, forse di speranza ne abbiamo un po' meno.
  • Il cavaliere oscuro : la trilogia

    • 14/08/2026
      Umano, molto umano. Eppure super!
      Non aspettatevi il consueto Batman, supereroe dei fumetti o di altri film. Il Batman di Nolan è molto umano, in certi momenti anche troppo per sopportare il peso dell'immane compito che si è assunto: essere un simbolo e uno stimolo e salvare Gotham City. Ma lui, in qualche modo, pur senza superpoteri, riesce a crescere, a superare gli ostacoli, a superare i propri limiti, a raggiungere il suo scopo. Vola, cade, si rialza. La maschera è simbolo di umiltà: come dice lui stesso, chiunque potrebbe essere lui. Certo Lucius Fox non lesina supporti tecnologici, ma quello che conta è la forza interiore di Bruce Wayne, la sua determinazione, il sapere riconoscere di poter avere paura. Mi è piaciuta davvero molto l'interpretazione di Batman che ne dà Nolan, che scava nei personaggi, nelle situazioni e le proietta dal particolare all'universale senza didascalie, senza inutili moralismi o paternali. L'essere umano non è semplice e lineare, non è bianco o nero, è un essere complesso e contraddittorio e Nolan scava in questa ambivalenza con la sua visionarietà e la sua capacità di regista. Li ho trovati tre bellissimi film, lunghi e complessi e che, alla fine del terzo, mi fanno desiderare che ce ne sia un quarto.
  • Il folle di Dio alla fine del mondo

    Cercas, Javier

    • 14/08/2026
      Cercas si conferma un grande scrittore. Da "folle senza Dio", rivolge a Papa Francesco (il "folle di Dio") la domanda più semplice e spietata: mia madre rivedrà mio padre dopo la morte? Il linguaggio semplice e privo di retorica impedisce al racconto di cadere nel catechismo o nell'ideologia. Permette a credenti e non credenti di ritrovarsi sullo stesso livello di comprensione. La semplicità narrativa nell'affrontare la gravità dei temi (la fede, la malattia di Alzheimer della madre, la morte), unita a un tocco di umorismo e leggerezza , rende la lettura scorrevole e profondamente umana.
  • La casa senza ricordi : romanzo

    Carrisi, Donato

    • 14/08/2026 I ricordi di chi?
      Come sempre Carrisi cattura. Quindi fino all’ultima pagina si legge d’un fiato. Un libro molto scorrevole, a tratti i personaggi, le paure, le titubanze, le emozioni e il mistero, sembrano uscire dalle pagine ed è proprio questa, secondo me, la grande capacità dell’autore. Un bambino di 12 anni, Nico, viene ritrovato in un bosco dopo una altrettanto misteriosa sparizione qualche mese prima, insieme alla mamma. Qualcuno sembra essersi preso cura di Nico che è però catatonico. L’ipnotista Gerber viene ingaggiato per indagare la mente di Nico. Da qui un coinvolgimento personale, ma anche la scoperta che questi, nei momenti in cui viene “sbloccato “ parla per conto di un’altra persona. La ricerca di Gerber, attento ai minimi particolari, conduce ad un’ipotesi verosimile, inaspettata. Il finale del libro è un po’ frettoloso, quasi aperto. Interessante la parte dove viene sfiorato l’argomento della licantropia, dove si tratta di ipnosi come tecnica di terapia o indagine, dove si parla di Oblivio.
    • 10/08/2026
      Anime collegate
      Come il coinvolgimento sul lavoro può avere conseguenze irreversibili sulla vita privata
  • Alba d'inchiostro

    Funke, Cornelia

    • 14/08/2026
      Dettagli e particolari
      La scrittura è sempre molto ricca, gli avvenimenti non sempre sono scontati. Purtroppo però credo sia un allungare troppo una storia che sarebbe potuta essere conclusa in meno pagine. Non è deludente, ma mi aspettavo qualcosa in più.
  • La ragazza che amava Miyazaki

    Casini, Silvia <1975- >

    • 14/08/2026
      Il libro comincia in un modo sorprendente. La protagonista è una ragazza con un grande spirito vivo. È una ragazza geniale, spigliata e intelligenza. Ha un legame speciale con una persona della famiglia e ama davvero tanto Miyazaki. Peccato che poi, a metà libro, il testo comincia a diventare un po' noioso. La storia finisce in un modo prevedibile. Un po' deludente.
  • Donne che amano troppo

    Norwood, Robin

    • 13/08/2026
      Consigliatissimo
      Un libro cult sul tema della dipendenza affettiva. Un’autrice acuta, attenta e sensibile. Storie ricche di dettagli in cui immergersi. Un libro che cambia la vita.
  • Tefteri : il libro dei conti in sospeso

    Capossela, Vinicio

    • 13/08/2026
      Consigliato!
      Funge da bellissima introduzione al mondo greco contemporaneo, facendo immergere nelle profondità della cultura e della musica rebetika. Una vera chicca per chi si appresta a conoscere la Grecia
  • Lucille degli Acholi

    Ferramosca, Ilaria

    • 13/08/2026
      Ispirante
      Fumetto ispirante che racconta la storia vera di una donna coraggiosa e altruista
  • Cambiare l'acqua ai fiori

    Perrin, Valérie

    • 13/08/2026
      Ti rapisce
      Ti cattura, in bene e in male. A volte mi ha catturato così tanto da farmi sentire anche un po’ male
  • Un milione di stanze tutte per sé

    Tenenbaum, Tamara

    • 13/08/2026
      Niente male
      Contiene una ricca serie di riflessioni acute e interessanti, Consigliato!
  • Io sono Maria Callas

    Vinci, Vanna

    • 13/08/2026
      Consigliato
      Profondo, di spessore, fa entrare bene nella vita dell’artista
  • Sophia

    Vinci, Vanna

    • 13/08/2026
      Molto bello!
      Bello e magico! Fa venire voglia di entrare in quel mondo :)
  • Dove troverete un altro padre come il mio : [romanzo]

    Campo, Rossana

    • 13/08/2026
      Onesto e commovente. Molto consigliato
      Chi si è ritrovato ad amare persone con dipendenze troverà una compagna e un’amica in questa autrice sensibile che racconta in modo onesto e molto libero il rapporto con un padre alcolista