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I commenti più recenti

  • Garage Olimpo [Videoregistrazione]

    Bechis, Marco

    • 05/10/2026
      Giselda Massari L'orrore che non tramonta
      Ho voluto rivedere il film, dopo l'uscita in questi giorni, di Ritorno a Buenos Aires dello stesso regista, Marco Bechis. Uscito nel 1999, Garage Olimpo è la storia delle torture perpetrate ai giovani oppositori al regime di Videla negli anni '70 del secolo scorso, appunto in un luogo insospettabile e anonimo dal di fuori: un garage di automobili. All'interno, nei sotterranei, loculi di un metro per uno in cui venivano ammanettati i prigionieri che ne uscivano solo per essere torturati con l'intento di estorcere confessioni sui nomi dei complici rivoltosi. La regola era "non uccidere", altrimenti l'operazione falliva: in questo delirio, i torturati venivano rianimati dopo la perdita di coscienza. Le azioni venivano condotte da personale appartenente all'esercito che sfuggivano a ogni controllo di legalità: la stessa polizia era impotente. Bechis, testimone e vittima egli stesso delle torture, mette in luce in questo film come nell'ultimo da poco uscito nelle sale, la perversione dei torturatori, personaggi frustrati, psicologicamente disturbati che arrivavano a stabilire, in alcuni casi, rapporti per così dire "umani" con i detenuti, riducendoli in una sorta di schiavitù e costringendoli a rapporti di vario genere, anche a cene e "svaghi" al di fuori del "garage", annientandone la dignità in ogni modo possibile. L'esito finale era gettare in mare corpi incoscienti ma vivi dai cargo militari in volo. Immagini crude, ma mai fino in fondo. Eppure si percepisce ugualmente tutto l'orrore. Il mondo non reagì. In quegli anni si svolsero in Argentina i campionati mondiali di calcio e il Paese risultò vincitore dell'ambito trofeo. Come oggi, purtroppo, in cui il mondo è ancora una volta sordo agli orrori della guerra e al genocidio.
  • La lezione : romanzo

    Franzoso, Marco <1965- >

    • 05/10/2026
      Deludente
      Premetto che il libro non mi è piaciuto, ho trovato la storia talmente inverosimile da renderlo noioso. Le premesse erano buone ma già dopo le prime 30/40 pagine la storia diventa pesante. I monologhi di Walder mi sembrano talmente inutili che mi chiedo cosa debbano dare alla storia, mi sembrano in molti casi frasi messe per allungare il testo. La protagonista che in pochi giorni diventa un'altra persona completamente...insomma non lo consiglierei assolutamente. Peccato perchè l'autore mi interessava, non so se è l'unico suo libro mal riuscito!
  • Va tutto bene

    Madrigal, Alberto <1983 - >

    • 05/10/2026
      Livia Bartolomei insomma
      Disegni e colori sempre belli e suggestivi, la storia un po’ anonima.
  • Romeo e Giulietta 1949

    Guccini, Francesco

    • 04/10/2026 Fazioni e amori
      Poco più di un racconto breve nel quale l’autore, con grande ironia e con gli occhi di un bambino di 10 anni, racconta la breve vacanza in “città “ presso i parenti della madre, dopo la fine dell scuola. Occhi ingenui guardano i condomini, la convivenza, l’acqua del rubinetto, il bagno in comune sul pianerottolo, le bustine per l’acqua frizzante, le paste ben in mostra nel bar. Ma guardano anche le mani intatte del sacerdote di città, paragonate con quelle rovinate del parroco di montagna, i vestiti buoni della domenica, la mancanza dell’orto e degli animali e la necessità di fare la spesa per approvvigionarsi. Ma è un periodo di dopoguerra, dove ancora sussistono fazioni tra partiti, non dimenticate e le famiglie si scrutano ricordando recenti appartenenze. Ma in tutto questo ci sono anche vecchi amori che hanno superato la guerra e il diverso pensiero politico.
  • Gli anni perduti : romanzo

    Brancati, Vitaliano

    • 04/10/2026
      Giselda Massari Sicilianità
      Scritto durante il fascismo, cui l'autore guardò inizialmente con favore, è il racconto surreale della più autentica borghese "sicilianità", fatta di noia, attese, strisciante depressione, disicanto, sfiducia nel futuro e nelle innovazioni: insomma gattopardismo che auspica il cambiamento purchè nulla cambi. Un sedicente imprenditore animato da attivismo e voglia di fare appresi in America viene folgorato da un'idea: costruire a Natàca (Catania) una torre alta quaranta metri per farne un luogo aperto al pubblico da cui godere della vista della città dall'alto. Dopo dieci anni, fra mille difficoltà, riesce a realizzare il progetto che dovrebbe garantire un considerevole ritorno economico per coloro che hanno versato i fondi necessari, ma.... Senza rivelare il finale, il libro è un vero affresco dell'ambiente siculo dei primi del '900 che affonda le radici nella poetica pirandelliana e offre l'humus in cui sono poi fiorite le opere di Sciascia e Camilleri. Ricco di metafore, come nei classici greci, scava nella psicologia dei personaggi rivelandone, anche con tratti comici ed esilaranti, la vera natura.
  • Il fascismo eterno

    Eco, Umberto

    • 03/10/2026 Attuale
      Il fascismo di ieri e di oggi con i suoi archetipi sempre validi. Da leggere
  • 1991 : la prima indagine di Franck Sharko

    Thilliez, Franck

    • 03/10/2026
      Le indagini di prima
      Prequel che vede l’ispettore Sharko alle prime armi con un doppio caso da risolvere. Poliziesco classico con buona caratterizzazione dei personaggi. Le indagini come si facevano una volta. Avvincente.
  • Un'estate

    Keegan, Claire

    • 03/10/2026
      Un romanzo breve (o racconto lungo) di rara intensità. Per la prima volta mi capita che le recensioni della quarta di copertina mantengono le promesse. Una trama semplice capace di sviluppare un'atmosfera densissima. Per tutta la lettura ho avuto l'impressione che qualcosa di tragico fosse in arrivo, che le persone deputate alla cura della piccola protagonista non fossero realmente ciò che mostravano di essere. Nel finale, il precipitare degli eventi con perfetta coerenza e un senso di sollievo. Memorabile la descrizione del ritorno a casa, della frase imbarazzante e "violenta" del padre della bambina e della sua lunga e velocissima corsa verso il cancello di casa. Una storia che ci ricorda che casa è dove ci sentiamo protetti e sereni e che la genitorialità è un fatto complicato e pieno di responsabilità. Leggerò senz'altro le altre opere di questa autrice sorprendente.
    • 24/09/2026
      Non si dimentica
      Un piccolissimo libro di poche pagine che si legge tutto d'un fiato. E' un libro che racconta una storia dolcissima ma anche amara, alla fine del libro vorresti non finisse e continuasse a raccontarci la storia della protagonista ma la fine del libro era l'unica possibile. Come dice Viola Ardone è vero che 'può bastare anche solo un'estate per imparare ad essere amati'. LEGGETELO!
    • 09/09/2026
      Un piccolo racconto, veramente bello. In poche pagine trasmette emozioni e afronta tanti argomenti, povertà, genitorialità, perdita di persona cara. Sicuramente da leggere
  • Léon

    Lucarelli, Carlo <1960- >

    • 03/10/2026 vaslgono i commenti degli altri,
      Lucarelli sa scrivere di tutto e di piu, ma a forza di leggerlo, un questo leon, si capisce quasi subito il colpevole, ma comunque lo si finisce perchè Lucarelli è bravo e basta
  • Due

    Némirovsky, Irène

    • 02/10/2026
      Maria Cristina Sestito L'amore dopo la prima guerra mondiale
      Un romanzo travolgente, che si legge velocemente perché la trama riesce a coinvolgere fin dalle prime pagine. Mi è piaciuto soprattutto osservare l’amore e la voglia di vivere dei giovani nel periodo successivo alla Prima guerra mondiale: il desiderio di amare liberamente, di incontrarsi e “mischiarsi”, quasi come se, dopo gli anni della guerra, ci fosse un bisogno ancora più forte di vita e di libertà. Ed è forse proprio questo a rendere il finale così amaro. Quell’energia e quell’essenza vitale sembrano progressivamente perdersi, fino a lasciare spazio a scelte più sicure e convenzionali. I personaggi finiscono così per rinunciare a ciò che desiderano davvero, scegliendo matrimoni e vite rassicuranti ma non autentici, e condannandosi in qualche modo all’infelicità per non aver avuto il coraggio di osare. Una storia che prende molto, ma che lascia anche una certa malinconia una volta terminata.
  • I rondoni : [romanzo]

    Aramburu, Fernando

    • 02/10/2026
      Giorgio Grasso Arrivano i rondoni, c'è ancora speranza
      Lettura (anzi ascolto) molto intensa questa dell'autore di Patria. Ne I rondoni Aramburu passa dall'affresco storico-politico a una dimensione microscopica ed esistenziale; se in Patria analizzava le ferite della società, I rondoni si concentra sulla mente di Toni, un professore di filosofia cinico e disilluso che pianifica metodicamente il proprio suicidio a distanza di un anno. Toni non ispira simpatia e nemmeno particolare empatia, è un uomo sgradevole, sarcastico, decisamente pessimista, però è lucidamente autoironico e questo genera alla lunga una nel lettore un senso di tenerezza nei suoi confronti. Si tratta di una indagine disperata ma non nichilista sulla libertà umana e sulla libertà di decidere il proprio destino. Nei dodici mesi in cui è scandito il romanzo, nei brevi capitoli Toni rievoca praticamente tutta la sua vita: il rapporto conflittuale con la moglie che, complice il tradimento plateale di lei, ha portato al fallimento del suo matrimonio, la sudditanza nei confronti della madre e l'acrimonia nei confronti del fratello, il difficile rapporto con il figlio. Il protagonista non ama nessuno, ha un solo amico, detto Bellagamba in segreto da quando ha perso un piede per un attentato, e anche con lui l'interazione non è affatto semplice. I rondoni non rassicura il lettore, lo stillicidio dei giorni che passano verso la data fatidica (il 31 luglio 2019) crea in chi legge un forte senso di disagio, anche se naturalmente fino all'ultimo si spera che Toni cambia idea. L'ascolto del libro dura oltre 24 ore e mi ha impegnato per un paio di mesi, durante i quali devo dire che gradualmente Toni e gli altri personaggi sono diventati molto familiari.
  • Gioventù cannibale

    • 02/10/2026
      Alessio Di Simone I cannibali
      Facevo le superiori che lessi questa raccolta di racconti per la prima volta. C'erano loro, i cannibali, poi c'ero io. Non c'era nient'altro. Ho inseguito poi, autore per autore della raccolta, le stesse sensazioni, le stesse emozioni provate nella lettura di questi racconti. A volte ritrovandole, a volte no. Fidatevi, fa male, ma ne vale la pena.
  • From hell : dall'inferno un melodramma in sedici parti

    Moore, Alan <1953- >

    • 02/10/2026
      Alessio Di Simone From Hell di Alan Moore
      Ma stiamo scherzando? Non sono neanche degno di poter scrivere due righe su quest'opera. È più di un fumetto. Va oltre il media, il format, va oltre tutto. Oltretutto a un certo punto riscrive la realtà e questa vicenda è più credibile dell'incredibile. Più vera del vero, che comunque non si sa se è vero ed è proprio lì che va a giocare. Subdola e furba come pochi, la penna di Moore è di una potenza inenarrabile qui.
  • <<Le bizzarre avventure di JoJo. Steel ball run>> 1

    Araki, Hirohiko

    • 02/10/2026
      Alessio Di Simone Steel Ball Run DX
      Questa versione non è dissimile dalla prima versione. Il volume ha più pagine ed è organizzato come i Tankobon giapponesi, quindi è ultra mega ok. La lettura è coinvolgente e questa serie di Araki è una delle migliori tra le serie di Jojo. Ha sempre quel Weird un po' accentuato e delle scelte di stile che scadono in qualche volgarità a volte distante dai miei gusti, ma devo dire che nel complesso è una cosa davvero incredibile. Araki ha la capacità e l'inventiva per stupire ad ogni pagina senza mai fermarsi e per questo gli si perdona un po' tutto. Preparatevi ad abbandonare la ratio, qui la sospensione dell'incredulità è hai massimi livelli e non ve ne pentirete. La storia stravolge 'la storia' e consegna al lettore un universo fantastico incredibile e credibile nella sua assurdità. Bello. Io consiglio sempre di leggere tutto quello che leggo io, è ovvio, ma ci sono poche cose che leggo io che vale davvero troppo la pena di leggere a prescindere. Questa è una di queste. Il modo di raccontare le cose vi farà rendere conto che ci sono molti modi di seguire l'evolversi di una vicenda. Bravo questo giapponese, disegna assurdità, scrive assurdità, funziona tutto. Non stanca. Vorrei non averlo già letto per poterlo rileggere.
  • La paziente silenziosa

    Michaelides, Alex

    • 02/10/2026
      Consigliato
      Un buon thriller che cattura man mano che si procede con la lettura. Il finale mi ha sorpresa ma anche delusa perché un po' scontato.