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I commenti più recenti

  • La levatrice : romanzo

    Cau, Bibbiana

    • 16/02/2026
      Una lettura a più voci
      Una storia che richiama i romanzi di F. Giannone nella descrizione di personaggi femminili determinati e indipendenti. Ma anche un po' l'Accabadora di M. Murgia per la capacità di alcune di porsi tra la vita e la morte, agevolando la buona fine. Una Sardegna, quella degli anni intorno al primo conflitto mondiale, impotente e distante dal Continente e dalle sue leggi incomprensibili. L'incontro e lo scontro tra il progresso e la sapienza antica. Tanti temi, a mio avviso, non tutti ben sviluppati e un finale a tinte forti che sembra ancorare quella terra e i suoi abitanti in un passato immobile percepito come unica via possibile.
    • 06/02/2026 Stefania Calo' La levatrice sfortunata
      Appena terminato di leggere, ben scritto e scorrevole, ma mi ha lasciato un po' di amarezza! La povera Mallena che tanto si prodiga con le sue conoscenze empiriche tramandate in famiglia per aiutare gli altri (senza compenso alcuno) sembra perseguitata dalla sfortuna e fa venire voglia di abbracciarla...uno spaccato della Sardegna del periodo della prima guerra mondiale dove la povera gente ancora preferisce i vecchi sistemi. Avrei voluto vedere unirsi i due tipi di sapere, quello tradizionale di Mallena e quello basato sugli studi della nuova levatrice, ma non hanno saputo farli incontrare. Un buon esordio da parte di questa autrice che è lei stessa un'ostetrica
  • L'assassinio di Roger Ackroyd

    Christie, Agatha

    • 16/02/2026
      Ugo Di Giammatteo Macchinoso ma
      Macchinoso ma allo stesso tempo elementare: questo libro è davvero un colpo di genio, come quasi tutti quelli di Agatha Christie. Come osserva acutamente Sciascia nella postfazione, l’autrice lancia una sfida al lettore, fornendogli esattamente le stesse informazioni che riceve Poirot. E stravince la sfida. Bisognerebbe usare “le celluline grigie” e ragionare in modo libero da convenzioni e pregiudizi, distinguendo gli elementi fondamentali dal rumore. Bisognerebbe vedere i buchi nella trama. Soprattutto occorrerebbe essere l’ispettore Hercule Poirot.
  • La mia ultima storia per te : romanzo

    Assante, Sofia

    • 16/02/2026
      Giselda Massari Speriamo sia davvero l’ultima……
      Prima opera di Sofia Assante, figlia del più noto Ernesto, di recente scomparso. Ambientato a Roma, la Roma bene del centro storico fra nobiltà, glamour, cultura, pacchianeria, il libro racconta le vite intrecciate del protagonista Andrea, figlio di un ristoratore storico e di Elettra, rampolla di una nobile famiglia. I due si conoscono fin da bambini, si frequentano grazie alla disponibilità della famiglia di lei, nobile e illuminata; dopo un tragico evento, i due si perdono. E qui la storia si trascina stancamente e in modo inverosimile fra ritorni, chiarimenti, crisi varie. Si intuisce il background familiare dell’autrice che le ha fornito strumenti e tattiche, senza le quali, probabilmente, non sarebbe approdata a questa opera prima: senz’altro perdibile a mio parere, a parte qualche gustosa descrizione della simpatica zia Mimi.
  • I morti di aprile

    Parks, Alan

    • 16/02/2026 Mario Benvenuti alan parks, WOW, TARTAN WRITERS UBER ALLES
      QUARTO LIBRO, MESE DI APRILE NEL TITOLO, Mc Koy stavolta rischia di brutto, Wattie quasi si immola, Murray sempre incazzato, ma umanissimo, (la patologa Gilroy lo tira su) e se c'era da trovare un'altra malattia che solo gli esseri umani possono scatenare, ci riesce benissimo, COMINCIATE DAL PRIMO CON IL MESE DI GENNAIO NEL TITOLO E VE LI LEGGETE TUTTI E 6 IN UN BIP, QUANTO PUÒ ESSERE BASTARDO UN UOMO?
  • Il figlio di febbraio

    Parks, Alan

    • 16/02/2026 Mario Benvenuti mooooooooooooooooollto noir
      secondo libro della saga dell'ispettore McKoy, comincia piano piano, quasi sembra un caso facile, che ci vuole? con l'aiuto di Cooper; MA, c'è sempre un ma con alan parks e tra psichiatri fanatici della lobotomia e ricordi dello zio Kennie la cosa precipita in un baratro che solo la grande forza ironica di McKoy può districare, e soprattutto, mettere da parte
  • La storia dei 47 ronin : romanzo

    Allyn, John

    • 16/02/2026
      Barbara Peti
      Bellissimo. dovrebbero leggere tutti questo romanzo che insegna soprattutto l'onore... che oggi non conta piu' nulla.
  • La filosofia del cane Norton

    Nesser, Håkan

    • 16/02/2026
      Barbara Peti
      estremamente bello. intenso e molto diretto. insegna molto
  • Mare dentro [Videoregistrazione]

    • 16/02/2026
      Barbara Peti
      un 'interpretazione magistrale di Javier Bardem. Film che scava nel profondo di tutti noi per capire se e' giusto e dignitoso vivere in un certo modo. c'e' anche la rana dalla bocca larga.... grande l'amore che la famiglia prova per lui... il sacrificio che fanno occupandosi di lui tutti i giorni, non sembra pesare sulle loro spalle... in questo film c' e' l' amore , la dignita' ma soprattutto il diritto di scelta. un film che sottolinea la laicita' del paese che pero' non si stacca dalla visione cattolica del suicidio. Da riflettere
  • La dieta termodinamica : perché ingrassiamo, perché le diete falliscono e come dimagrire veramente

    Bressanini, Dario

    • 16/02/2026
      Rosaria Bologna Il sabotatore interno
      L’autore a dispetto del titolo non descrive una “sua” dieta, ma quale divulgatore scientifico analizza – e segue - le diete più famose in circolazione, attraverso gli studi effettuati che poi… distrugge sistematicamente. In ogni studio trova la lacuna o semplicemente formula delle considerazioni, che portano ad altre conclusioni. E fa tutto questo per invitarci a non fidarci della pubblicità, dei messaggi fantastici su perdite di peso velocissime e neppure degli studi scientifici: si dimagrisce solo se l’energia introdotta è minore di quella utilizzata, se i cibi introdotti sono il più naturali possibili e i macronutrienti sono in equilibrio tra loro. La pillola magica non esiste e non si può dimagrire mangiando tutto quello che si vuole. Punto. E’ interessante anche la spiegazione dei meccanismi che portano, ad un certo punto della dieta a non dimagrire più, perché il corpo cerca di sabotare la perdita di peso, che lui vive come periodo di carestia. L’autore così facendo “cancella la colpa e la vergogna” di essere grassi. La situazione è molto più complessa di una semplice mancanza di volontà ed è bene conoscere questi meccanismi, per non scoraggiarsi ed interrompere un percorso di dimagrimento dopo i primi periodi di successo.
  • Fiorirà l'Aspidistra

    Orwell, George

    • 16/02/2026
      Livia Bartolomei pesante
      Adoro orwell con tutte le mie forze ma questa opera si mostra per quella che è: un’opera di gioventù. La critica che il protagonista muove al capitalismo è totale, assoluta e senza compromesso. Tuttavia, mi è parso un po’ ripetitivo su questo e a tratti noioso.
  • Fiorirà l'aspidistra

    Orwell, George

    • 16/02/2026
      Livia Bartolomei pesante
      Adoro orwell con tutte le mie forze ma questa opera si mostra per quella che è: un’opera di gioventù. La critica che il protagonista muove al capitalismo è totale, assoluta e senza compromesso. Tuttavia, mi è parso un po’ ripetitivo su questo e a tratti noioso.
  • Fiorirà l'aspidistra

    Orwell, George

    • 16/02/2026
      Livia Bartolomei pesante
      Adoro orwell con tutte le mie forze ma questa opera si mostra per quella che è: un’opera di gioventù. La critica che il protagonista muove al capitalismo è totale, assoluta e senza compromesso. Tuttavia, mi è parso un po’ ripetitivo su questo e a tratti noioso.
  • Fiorirà l'aspidistra

    Orwell, George

    • 16/02/2026
      Livia Bartolomei pesante
      Adoro orwell con tutte le mie forze ma questa opera si mostra per quella che è: un’opera di gioventù. La critica che il protagonista muove al capitalismo è totale, assoluta e senza compromesso. Tuttavia, mi è parso un po’ ripetitivo su questo e a tratti noioso.
  • Passaggio a Trieste

    Ramondino, Fabrizia

    • 16/02/2026
      Cristina Mazzeo Vero
      Vero, vibrante, poetico. È un viaggio tra le donne che vivono nel e con il Centro Donna Salute Mentale di Trieste. È una vera esperienza di scambio di umanità tra mondi ed esperienze diverse. Bellissimo.
  • Filosofia minima del pendolare

    Larsson, Björn

    • 15/02/2026
      Pendolare, quindi penso
      “Prendi sempre il primo treno che arriva al binario, anche se è pieno zeppo e c'è solo posto in piedi. Del futuro non ci si può mai fidare.” Una lettura piacevole e sorprendentemente ricca di spunti. Più che un punto di vista strettamente filosofico, vi ho trovato uno sguardo attento e sottile sulle trasformazioni della società. Attraverso circa quarant’anni di vita da pendolare “intermodale”, tra traghetti, treni e aerei, Björn Larsson racconta non solo il viaggio quotidiano, ma il mondo che nel frattempo cambia. Chiunque abbia fatto il pendolare si riconoscerà nelle sue osservazioni: le piccole strategie per conquistare il posto migliore, l’arte di fissare il dirimpettaio senza davvero guardarlo, il gioco silenzioso di immaginare la vita e i pensieri delle persone con cui si divide lo scompartimento. Larsson descrive tutto con leggerezza e ironia, ma senza superficialità. Molto interessante è anche il modo in cui coglie i grandi cambiamenti storici e culturali attraverso il modo stesso di viaggiare: dalla libera circolazione resa possibile da Schengen al crollo dell’Unione Sovietica, fino alla trasformazione dell’informazione. Se un tempo il pendolare leggeva il quotidiano gratuito trovato in stazione, condividendo in fondo le stesse notizie degli altri, oggi ognuno viaggia immerso nel proprio schermo, con fonti sempre più personalizzate e frammentate: “Generalizzando, si può senz'altro dire che pendolari, almeno in quanto tali, sono lupi solitari piuttosto che animali sociali”. È un libro che si legge con piacere, ma che allo stesso tempo invita a riflettere. E forse è proprio questo il bello: tra un traghetto, un treno e un aereo, il pendolare non è soltanto uno che va e viene, ma qualcuno che, in quel tempo di mezzo, si ritaglia un piccolo osservatorio sul mondo che cambia, e forse anche uno spazio di libertà mentale.