I commenti più recenti
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Venti racconti allegri e uno triste
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03/05/2026 Racconti agrestiVenti racconti agresti allegri con una punta di malinconia e uno triste ma ironico. Lettura semplice e originale che ci porta in un mondo che sta scomparendo. Corona, ora personaggio televisivo fuori dall’ordinario, si diverte a scrivere con nostalgia di quel mondo, senza preoccuparsi della forma.
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Il corpo umano
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03/05/2026 Il corpo umano in guerraIl corpo umano (e la mente) in una delle tante guerre inutili. Siamo in Afganistan in un conflitto che vede l’Italia impegnata in operazioni di supporto. Laggiù, nella base c’è un plotone di uomini comandati da un maresciallo oltre a un medico. Fuggono dal contesto d’origine per farsi travolgere dagli avvenimenti bellici che lasceranno un’impronta indelebile nella loro vita o peggio. Giordano sa scrivere. Consigliato.
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I pilastri della terra
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03/05/2026 I pilastri della terraRomanzo storico a volte cruento nelle descrizioni. Il libro vede crescere i protagonisti, li vede riscattarsi, realizzare i loro sogni, riconquistare il perduto, avere giustizi
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La rosa inversa
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02/05/2026 Lumi e memoria“…questa storia sul Potere, che resta sempre al maschile e del maschile” Un romanzo storico molto ben documentato, scritto con uno stile raffinato e colto, da cui emerge una forte connotazione poetica, propria dell’autrice. La storia si apre agli inizi del Novecento, quando un ex professore scopre una stanza segreta in un palazzo nobiliare di Calacte, città della Sicilia orientale. Tra testi di “malpensanti del secolo ateo e libertino”, rinviene il manoscritto La Rosa inversa, racconto autobiografico di un suo antenato settecentesco, il barone Ruggero Henares, fervente seguace dell’Illuminismo e fondatore dell’omonima loggia. Ruggero studia nel collegio dei Gesuiti, dove stringe amicizia con Giuseppe Balsamo, detto Cagliostro, il noto alchimista ed esoterista. “un uomo di giustizia e di pietà che pretendeva dai ricchi, curando e dando i suoi preparati senza compenso a chi ne aveva bisogno. Un libertario che non si assoggettava a niente e nessuno”. Un’immagine che contrasta quella stereotipata di mago e approfittatore. Il Settecento è il periodo in cui si affermano le idee illuministe, intrecciandosi con una modernità nascente. La loggia promuove rinnovamento, diffusione di istanze libertarie e riflessione sull’uguaglianza, nel tentativo di dare un nuovo volto al mondo e combattere l’ignoranza con la “forza dirompente della conoscenza: dai lumi non si poteva più tornare indietro”. Un contesto che mette in risalto il contrasto tra il protagonista settecentesco, uomo moderno ed emancipato, e il suo discendente novecentesco, più chiuso e conservatore. È un viaggio in un’epoca affascinante, ben costruito e ricco di dettagli, che bilancia ricerca storica e narrazione, riuscendo anche a toccare temi contemporanei come la manipolazione dell’informazione, la propaganda e la post-verità. Una lettura dalla struttura a incastro, che ha richiesto particolare attenzione a discapito del ritmo, ma che si distingue per originalità ed eleganza di stile.
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23/04/2026 Storica-menteRomanzo storico a metà, che parte dalla Sicilia e dall’Italia del Settecento e si proietta verso e oltre di noi, sempre più destinatari di "post-verità". Il reperimento di un manoscritto, "Relazione dell'enorme delitto" del 1790 - dove si riferisce dell'omicidio d'un padre domenicano per mano d'un nobile, compiuto in chiesa nel venerdì santo di quell'anno -, è un escamotage letterario che, qui, essendo l'opuscolo falso, è utile alla tesi che il Potere non è nuovo a inventare notizie e a falsarne altre, per mantenere se stesso. Al protagonista di invenzione, il barone Ruggero Henares, fondatore della loggia massonica "La Rosa Inversa" del titolo, si affianca, tra i personaggi, quello di Giuseppe Balsamo, conte di Cagliostro, l'alchimista realmente vissuto, ma raccontato secondo la biografia diffusa dai suoi persecutori giudiziari; per non parlare dei gesuiti espulsi dal regno borbonico, poi riabilitati. Il libro rientra nella "mission" editoriale della Sellerio dedicata alla cultura siciliana, che ha pubblicato vari libri di Maria Attanasio. E' nella rosa del Premio Strega 2026; ben scritto, ma un po' prolisso.
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16/04/2026 Daniela BertoglioUn affascinante romanzo storico, ambientato nella Caltagirone degli ultimi decenni del secolo dei Lumi, che ci parla di fake news, e manipolazione delle informazioni, cosa che lo rende attualissimo. Tra lotte senza quartiere tra massoni e gesuiti, decumenti falsi usati per decretare la rovina dei nemici, re e regine che appoggiano e poi rinnegano gli ideali illuministi, nobili e avventurieri (Cagliostro in primis), esoterismo e stanze segrete, da un lato c'è un gesuita, padre Crisafulli, dall'altra un nobile massone, Ruggero Henares, amico d'infanzia di Cagliostro, in mezzo un secolo dibattuto tra l'impulso alla modernità e il più retrivo oscurantismo. Uno stile di scrittura raffinato e intrigante, insomma un romanzo davvero piacevole ed interessante.
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Corrado l'astronauta e i pirati dei buchi
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02/05/2026 Un capolavoro a mani bassesi vede che c'è stata la sinergia di varie figure in questa scrittura, è divertente, avvincente, originale e con una morale stupenda che non spoilererò. Dopo il prestito ho deciso di acquistarlo e tenerlo sempre a portata di lettura. Ha poche illustrazioni, ma tutto sommato va bene così, perché la fantasia può lavorare se lo si legge con la giusta interpretazione, in accordo con quanto esorta a fare il libro
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Ciulla, il grande malfattore
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02/05/2026 Non solo falsarioUn bel libro di cronaca e documentato, sulla vita da falsario del siciliano Paolo Ciulla, vissuto tra l’800 e il ‘900. Si considerava un grande artista, prima di tutto, e la sua iniziale attività di fotografo e incisore si trasforma poi nella clandestina occupazione di falsario di banconote italiane. Viene descritta la vita, che di fatto, non lo premia, come lui si aspettava, per le sue fantastiche doti artistiche. Emigra all’estero, gli vengono anche sottratti dei titoli di studio che gli permetterebbero di insegnare materie artistiche, viene rinchiuso in un manicomio… Diventa anche il falsario benefattore che elargisce ai più deboli banconote da 500 lire perfettamente riprodotto, viene tradito e abbandonato dagli “amici” che ne hanno sfruttato le grandi doti, ma lo ritengono inutile nel momento in cui quasi perde totalmente la vista per l’abituale uso di acidi.E’ interessante la storia, ma è ancora più interessante il periodo storico nel quale avviene l’intera vicenda. Gli scandali politici, la guerra del pane, i latifondi e lo scandalo della Banca Romana, il grande analfabetismo… Un insieme di avvenimenti che hanno segnato i primi anni dell’unità d’Italia e che fanno da contorno a questa storia poco conosciuta.
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Omicidio sul Danubio : Il terzo caso di Ernestine e Anton
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02/05/2026 Daniela BertoglioQuando per tre volte di seguito qualcuno ti regala dei biglietti per uno spettacolo teatrale, un fine settimana in un posto isolato, o una crociera di un paio di giorni sul Danubio, e ogni volta questi bei momenti sono funestati da una serie delitti, una persona di buon senso dovrebbe evitare di accettare altri regali, ma sono certa che anche nel quarto romanzo della serie Ernestine accetterà senza problemi il dono dei Rosenstein, senza pensare siano dei menagramo di primissimo ordine, perché la formula della serie è quella. E' un romanzo giallo semplice, ambientato nella Vienna di un secolo fa, pochi anni dopo la fine della prima guerra mondiale, e la conseguente fine dell'impero austro-ungarico. Rispetto al secondo libro della serie, mi è sembrato che in questo l'autrice abbia approfondito meglio il carattere dei personaggi, anche se Ernestine arriva alla soluzione mediante indizi davvero labili. E' comunque un libro perfetto per una lettura sotto l'ombrellone.
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Bloody Sunday [Videoregistrazione]
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02/05/2026 Film necessarioVincitore dell'Orso d'oro a Berlino, il film narra la tragica domenica di sangue che sconvolse Derry nell'Ulster nel 1972. Girato parzialmente in presa diretta, cinepresa in spalla, permette di partecipare in prima persona agli eventi, cogliendone la tragicità ed evidenziando l'ambiguità delle scelte dei protagonisti. Non è un film che invita al pietismo, piuttosto aiuta a comprendere la rabbia e la frustrazione che sottende le relazioni tra le varie fazioni, nonché il disorientamento delle forze dell'ordine, che intervengono in maniera brutale, scomposta e irrazionale. Consiglio la visione, un film che resta impresso per misura e lucidità, interpreti, fotografia e suono di alto livello.
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Un giorno, tre autunni
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02/05/2026"Un giorno, tre autunni" è un libro molto particolare. Dal punto di vista narrativo, la storia è piuttosto articolata, inizialmente ruota intorno a tre personaggi e ai loro legami, per poi concentrarsi su Minliang e sulle molteplici vicissitudini che attraversa, fin dall'infanzia. E' il racconto non solo della sua vita, ma la storia di un territorio - almeno per me - sconosciuto, delle sue tradizioni e del rapporto con il mondo soprannaturale, che rappresenta il filo rosso di tutta la narrazione. Particolarmente apprezzabile la scrittura lineare e lo stile molto "cinese", con un lessico esplicito (l'uso del "tu" anche nei dialoghi apparentemente più formali), la descrizione di relazioni fin troppo schiette, con scambi diretti e sarcastici. La descrizione delle tradizioni, che sopravvivono integre nel tempo, e dello stile di vita delle comunità rurali sono di grande interesse, offrendo un racconto, di quella realtà, autentico e distinto dalla concezione generalista della Cina moderna. Di particolare pregio la capacità evocativa in relazione ai cinque sensi, che sono accuratamente stimolati (ho, più volte, desiderato di mangiare uno zampetto di maiale!). Una narrazione piacevole, densa, significante: consiglio la lettura.
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Il Moro della cima
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01/05/2026 Daniela BertoglioE' la biografia romanzata di un uomo nato nel 1866 alle pendici del monte Grappa, una montagna di cui si innamora sin da bambino, e, rinnegando le tradizioni familiari, diventa prima malgaro negli alpeggi e poi guida alpina e gestore del primo rifugio in cima alla montagna. Montagna femminile, "la Grappa" e poi, durante la prima guerra mondiale, trasformata in campo di battaglia e tomba per tantissimi soldati, italiani ed austriaci, cambia sesso e diventa "il Grappa", perché ha perso i pascoli, i boschi e tutto quello che era di nutrimento per i paesi alle sue pendici. Attraverso le vicende di Agostino Faccin, detto il Moro, Paolo Malaguti racconta la storia di quel territorio, con la grazia, l'ironia e la delicatezza che sono caratteristiche del suo stile di scrittura. Segnalo l'audiolibro, magistralmente letto da Fabrizio Rocchi.
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L'evento
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01/05/2026la bellezza della scrittura, la Ernaux ha una mano magica e scrive un libro potente che colpisce come un cazzotto allo stomaco. Un evento che una donna non dovrebbe vivere, l'aborto. Un premio Nobel veramente meritato.
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Sono puri i loro sogni : lettera a noi genitori sulla scuola
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01/05/2026 Le paure dei genitoriSono delle considerazioni realistiche quelle dell’autore, sulle perplessità dei genitori, sui timori nell’educazione dei figli, sulla scuola, sul rapporto tra genitori e insegnanti…L’autore è a volte ironico, a volte malinconico nei ricordi, ma sempre oggettivo nel descrivere avvenimenti ed episodi che accomunano la vita di noi genitori: le chat di classe, le critiche al sistema scolastico, il paragone con l’infanzia di un tempo, quando i bambini avevano la possibilità di annoiarsi senza che sembrasse “tempo perso”. Ma quale è la realtà, cosa offriamo ai figli: forse quello che non abbiamo avuto, ma dovendo sempre guardare alla loro indipendenza, a svilupparne capacità decisionali e di autonomia che ci pare arduo concedere. Forse è questo l’obiettivo per lasciarli crescere, lasciando anche alla scuola il proprio compito, educativo e di istruzione.Un libro che non delude, da leggere.
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Godard : fino all'ultimo respiro
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01/05/2026 Scrivere un commento......su questo film equivale ad un esame, anatomia, fisica o chimica organica, all'università. Tanto è grande la differenza e tanto è difficile da cogliere. Chi si accorge, durante la visione, della mancanza d'inquadrature da postazioni fisse ? Chi percepisce la scheletricità dei dialoghi, delle scene. Dei fatti. Tutto appare slegato. Qualcuno l'ha chiamata "sceneggiatura esile". In realtà non esiste. Esiste una storia da raccontare vero. Esiste quindi una sequenza di fatti. Che possono, anche, essere visti separatamente. Funzionano. E quindi non accorgendosi delle storiche novità noi vediamo il film e lo comprendiamo. Non accorgendosi subito della sua grandezza. Che però ci appare sempre meno confusa dalla mattina dopo. Un nuovo modo di raccontare. Una nuova onda che va a spazzare un mare troppo fermo da troppo tempo.
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Gli occhi dell'eterno fratello
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01/05/2026Piccolo racconto che include tante sfaccettature umane. Forse troppo filosofico orientalista, ma sicuramente interessante.
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