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I commenti più recenti

  • Il giovane favoloso

    • 21/08/2026
      Un bellissimo film.
      Martone e Germano sono magistralmente riusciti nella difficile e rischiosa impresa di dar vita e voce al grande Poeta, che sempre ci affascina e ammalia. L'atmosfera asfittica, a tratti claustrofobica, della Recanati in cui Leopardi nacque e crebbe, è resa con precisione e grande sensibilità. Così come con grande partecipazione Martone e Germano ci fanno vivere la sensazione di liberazione di Leopardi a Napoli (dove scopre la vita vera) e la frustrazione del Poeta, quando il suo ambiente inizia a isolarlo. Un bellissimo film, ottimamente diretto e magnificamente interpretato da tutti, ma su tutti da Elio Germano.
    • 19/08/2026
      Pregevole
      Il Leopardi portato in scena da Mario Martone è fosco e dolente. Pochi attimi di felicità vissuti con la sorella e il fratello allietano una vita altrimenti infelice perché minata dalla malattia, soffocata da una famiglia soffocante, è vissuta in un ambiente bigotto e opprimente. La fuga dalla casa paterna lo mette comunque di fronte a un mondo che, pur anelando al cambiamento, si scontra con forze avverse che vi si oppongono. E la fervida mente del poeta si scontra con gli intellettuali del suo tempo che non ne apprezzano la sensibilità e l’originalità. Di grande impatto visivo ed emotivo l’interpretazione di Elio Germano.
  • The judge [Videoregistrazione]

    • 21/08/2026
      Epos all'americana.
      Bel filmone epico, dell'epica "terrestre" in cui son maestri gli Americani. Cast stellato per rappresentare un legal thriller venato di sentimenti forti - molto forti, da psico-dramma: si tratta di padri e figli con qualche problema di relazione. Spesso i due generi si intrecciano così fittamente da diventare inestricabili (la scena dell'interrogatorio del giudice da parte del figlio, per esempio, è ai limiti della verisimiglianza). Duvall, Downey Jr e Farmiga svettano, ma anche il resto del cast non è da meno. Stupisce Strong, che fa già le prove per il futuro imbambolato Kendall Roy di Succession. Forse un po' troppo lungo, ma comunque interessante.
  • Lo scarabeo nel formicaio

    Strugackij, Arkadij Natanovič

    • 21/08/2026 Non sono riuscito ad andare oltre i primi capitoli...
      Lo stile mi è sembrato un po' piatto e almeno nelle prime pagine la trama sembra la variante fantascientifica di tanti gialli classici. In generale il libro mi incuriosiva e mi sono sforzato di andare avanti per vedere se migliorasse (per i miei gusti), ma arrivato a un certo punto non sono più riuscito a proseguire nella lettura.
  • Eroe guasto

    Ferrara, Antonio <1957- >

    • 21/08/2026
      Ritratto di una grande intelligenza
      Un ritratto di uno scienziato, ma soprattutto di una persona intelligente, operosa, libera. Il libro riassume magnificamente la sua vita e il suo contributo.
  • L'idiota di famiglia

    Ferrari, Dario <1982- ; Viareggio>

    • 21/08/2026
      Giorgio Grasso La fine di un'epoca
      Pur avendolo trovato più ridondante rispetto al precedente romanzo, che invece considero perfetto, anche questa nuova opera di Ferrari si rivela molto piacevole alla lettura e ricca di personaggi indimenticabili. Primo fra tutti naturalmente Herr Professor, il padre del narratore, a figura centrale attorno a cui ruota l'intera architettura emotiva e intellettuale del romanzo. Franco Nieri è un intellettuale vetero-comunista, russofilo e rigoroso, cresciuto con i miti del Novecento, il cui soprannome nasce proprio dal suo carattere inflessibile, dogmatico e privo di concessioni alla modernità o al disimpegno. Herr Professor incarna l'ombra sotto cui il protagonista, il figlio Igor, ha vissuto per tutta la vita. Avendo condiviso con lui la passione per i libri, Igor si è posto nel ruolo del figlio "da cui ci si aspettava qualcosa", diventando inevitabilmente l'unico che poteva deluderlo. E appunto Igor, che sbarca il lunario come traduttore precario dall'americano (un mestiere che in molti nel corso del romanzo considerano in via di estinzione, soppiantato dall'AI), è il narratore e protagonista, con la sua vita sentimentale disastrata, il suo lavoro che gli dà ben poca soddisfazione. Il colmo per lui è quando vince un premio come traduttore (e molto divertente e ficcante è la rappresentazione ironica e spietata dei retroscena dei premi letterari odierni) per un libro che lui ha odiato. La malattia del padre (demenza senile) diventa perciò una potente metafora della fine di un'intera epoca politica, intellettuale e ideologica del Novecento, con i "giovani" quarantenni che restano orfani di un preciso sistema di valori con cui confrontarsi. Anche nell'Idiota di famiglia (il titolo è naturalmente un omaggio all'amato Dostoevskij) Ferrari procede per strati, aggiungendo alla storia del presente il racconto letterario, scritto da Herr Professor, della rivoluzione di Viareggio del maggio 1920, molto interessante e di cui solo nelle ultime pagine si comprenderà il vero significato. La prosa di Ferrari, pur forse con eccessive digressioni filosofiche stavolta, si conferma colta, fluida, ricca di citazioni filosofiche ma sempre accessibile e venata di un umorismo. In definitiva un romanzo da leggere e che avrebbe evidentemente meritato di finire in qualche premio letterario importante. Ma evidentemente Ferrari conosce troppo bene questo mondo...
  • La lista delle cose sospette : romanzo

    Godfrey, Jennie

    • 21/08/2026
      Molto bello
      Per cercare il colpevole degli omicidi di un serial killer una ragazzina, insieme alla sua amica, indaga sulle persone che conosce e scopre aspetti della loro vita che nemmeno immaginava.
  • Menti pericolose : dodici storie per non dormire

    Deaver, Jeffery

    • 20/08/2026
      Raccolta di racconti gialli
      Questa raccolta presenta racconti gialli, di diversa lunghezza, alcuni ben consegnati, altri meno. L'autore è un ottimo scrittore di gialli, ma la raccolta non pare ispirata e sembra fatta un po' a tirar via.
  • Un'Odissea : un padre, un figlio e un'epopea

    Mendelsohn, Daniel

    • 20/08/2026
      viaggio e scoperta
      L'occasione di questa lettura mi è nata da un rinnovato interesse per il poema omerico dopo aver visto il film di Cristopher Nolan, e devo ammettere che raramente un saggio ha suscitato in me una partecipazione emotiva così alta. Un'Odissea prende le mosse da una circostanza singolare: Daniel Mendelsohn tiene un seminario sul tema all'università e tra i partecipanti vi è l'anziano padre. Intrecciando la storia di Odisseo con vicende della propria famiglia, l'autore ci consegna un racconto intenso e commovente che ha anche il sapore della scoperta: da un lato, l'opera non è solo un viaggio spaziale e temporale, ma anche emotivo, personale, quasi come un romanzo di formazione (il poema si apre con Telemaco, la gioventù, prosegue con Odisseo, la maturità, e si conclude con Laerte, la vecchiaia); dall'altro, il percorso accademico offre a Daniel l'opportunità di vivere a più stretto contatto con il padre (un uomo chiuso, poco incline all'affettività), recuperando una tardiva intimità e scoprendo in lui quell'orgoglio verso il figlio che non aveva mai manifestato. E così Mendelsohn racconta come in una lettera aperta vicende molto personali, e tra tutte emergono la rivelazione ai genitori di essere gay e il dramma della malattia del padre: questi momenti significativi si intrecciano con episodi tratti dal poema, che diventa così la chiave di lettura per i pensieri, le emozioni, i sentimenti che hanno segnato l passato dell'autore (d'altra parte, afferma, "per poter avanzare nel futuro, bisogna prima riconciliarsi col passato"). Il libro è anche ricco di riferimenti colti, che attingono soprattutto all'etimologia delle parole, il cui significato assume precise connotazioni in relazione al contesto. Si pensi alla radice stessa di Odissea, odynē, ovvero "dolore": l'eroe di questa lunga epopea è, letteralmente, "l'uomo del dolore". Colui che viaggia, ovvero colui che soffre. Libro davvero straordinario, che si fa fatica a condensare in una recensione, una lettura che lascia tra l'altro una ricchezza nuova, quella di saper apprezzare che "sono le piccole cose a dare solide fondamenta all'intimità".
  • Il cromosoma Calcutta : un romanzo di febbre, delirio e scoperta

    Ghosh, Amitav

    • 20/08/2026
      Un thriller fantascientifico
      Un libro diverso, un thriller psichedelico, scientifico ed esoterico. Per chi vuole scoprire la dimensione più profonda di questo autore, consiglio La maledizione della noce moscata, Fumo e ceneri e la Trilogia dell'Ibis. In queste opere si trova lo scrittore storico ed ecologico.
  • Le infinite notti : il mio anno d'insonnia

    Harvey, Samantha <1975- >

    • 20/08/2026
      Nessuna notte è infinita
      Molto più di un semplice diario, piuttosto un guardarsi allo specchio mescolando riflessioni/confessioni, spiritualità, riferimenti letterari e linguistici e molto altro ancora. Un "male" anomalo quello dell'insonnia che, qui, è trattato con lucidità e una sottile ironia. Ciò che più ho trovato intelligente è che l'autrice non fornisce soluzioni, ma indica la via "misurando" la bellezza delle piccole cose, dall'ordinario e del nuovo giorno che, nonostante noi, ci precede e ci regala l'opportunità di un nuovo inizio.
    • 20/08/2026
      Un momento difficile e complicato - la morte di un cugino, l'inizio della brexit - in cui i fatti privati e gli avvenimenti pubblici contribuiscono a far nascere un senso di angoscia e di precarietà che si trasforma in una insonnia devastante, refrattaria a qualsiasi trattamento, che dura un anno. Non particolarmente brillante a mio parere ma comunque interessante.
  • Agnes Grey

    Brontë, Anne

    • 20/08/2026
      Agnes, tra disavventure e felicità
      Agnes Grey è l'ultima figlia di una famiglia senza molti mezzi ma di gran cuore. Decide di tentare la sorte come istitutrice. Le famiglie dove lavorerà saranno un nido di persone viziate, superficiali, menzognere e dispettose. Nonostante ciò, la nostra protagonista riuscirà a trovare il suo posto nel mondo, attraverso avventure e disavventure quotidiane, incontri memorabili e dialoghi con persone di valore. Pubblicato nel 1847, questo romanzo, della minore delle sorelle Brontë, stupisce per lo stile semplice, misurato e tuttavia coinvolgente: molto scorrevole, rende perfino le piccole cose appassionanti grazie al racconto in prima persona della protagonista, alternato ai punti di vista degli altri personaggi. Una vicenda semplice ma densa, accompagnata dall'introduzione di Janet H. Freeman: un bel saggio che analizza stile e corpo della narrazione. Ne consiglio la lettura successivamente al romanzo, per non perdere la scoperta dei vari colpi di scena. Attenzione perché questa edizione in particolare non possiede lo scritto aggiuntivo di Charlotte Brontë, sorella dell'autrice, promesso invece dalla foto e dalla scheda di catalogazione.
  • Cuore l'innamorato : [romanzo]

    King, Lily

    • 20/08/2026
      Scritto in prima persona ma rivolgendosi ad un interlocutore preciso è la storia di Jordan giovane studente universitaria ed aspirante scrittrice e del suo incontro con Sam e Yash, anche loro studenti, con cui intreccerà una relazione. Superficiale e in parte tossica quella con Sam, profonda e importante quella con Yash. Probabilmente non l'avrei letto per via del titolo, poi come spesso succede i consigli di lettura delle amiche me lo hanno fatto affrontare e ne sono molto felice (oltre ad aver capito le motivazioni del titolo). E' una storia di amicizia e di amore, di crescita personale e di capacità di staccarsi da cio che fa male. La prima parte è tutta centrata sugli anni dell'università e subito dopo, racconta bene come l'intensità delle esperienze e dei sentimenti vissuti influenza profondamente quello che poi si diveneterà negli anni più maturi. La seconda parte è ambientata vent'anni dopo, quando Jordan scrittrice affermata, sposata con figli, ritorna al suo passato. Molto bello e intenso, mi ha colpito il passaggio in cui Jordan segna la distanza tra lei e Sam e Yash: "Io vado bene in Letteratura. Prendo il massimo dei voti e ho sempre commenti positivi scritti in fondo alle tesine. Ma non ho mai fatto amicizia con i miei professori, tutti maschi eccetto Iyengar. Nessuno mi ha mai fatto favori o suggerito di seguire un seminario. Una volta, all’High Five, ho servito al tavolo il professor Wyler, che avevo seguito al secondo anno per Poesia moderna. Era da solo, si è scolato tre bourbon e mi ha chiesto quando staccavo. Non credo volesse parlarmi del percorso d’eccellenza. Se mi fosse capitato Gastrell, magari avrei avuto la possibilità di vedere la sua bella camera da letto verde, ma dubito che mi avrebbe lasciato casa sua per un anno in cambio di niente."
  • La ragazzina

    Parrella, Valeria

    • 20/08/2026
      Ho trovato particolarmente bella e toccante questa riscrittura di Parrella della storia di Giovanna D'Arco. La scrive mettendosi dalla parte di tutte quelle ragazzine, adolescenti e giovanissime donne, che travalicano i confini imposti loro dalla famiglia e dalla società per una visione altra, non necessariamente di natura mistico-religiosa come quella di Giovanna. Giovanna è una bambina prima e un'adolescente poi capace di guardare lontano, di costruirsi un destino incredibile, un ruolo inaspettato, attirando su di sé amore e odio, come succede spesso alle ragazzine. Bello davvero. Infatti in ogni luogo del mondo una ragazzina si mette di traverso. Dice no alla guerra, al matrimonio, no alla madre, al guardiano, no al tiranno, no al velo, e al padre, no al silenzio, no alla violenza, no al maestro, no a dio, no al soppruso. Arrischia la sua vita per questo. Ogni giorno, proprio ora, in ogni posto di questa terra una ragazzina decide dove andare e ci va. Che si sappia o meno, che la si veda o meno, lei va. [pagina 137]
    • 12/08/2026
      Daniela Bertoglio
      Valeria Parrella attualizza un personaggio storico controverso come Giovanna d'Arco, ma personalmente diffido di operazioni come questa perché mi sembra che travisino e tendano a manipolare la realtà storica. Alla fine del libro l'autrice elenca le fonti bibliografiche che ha utilizzato, ma a me è rimasta la sensazione che la sua conoscenza del periodo storico in cui Giovanna d'Arco è vissuta fosse un po' lacunosa. E' una sensazione, non sono una storica, ma far ragionare i personaggi del quindicesimo secolo come se fossero del ventunesimo, mi fa un po' impressione, ecco. Mi sembra anche che manchi qualsiasi approfondimento, non so probabilmente è proprio il personaggio che non è nelle mie corde, anche lo stile di scrittura mi è sembrato troppa retorico, sinceramente.
    • 11/08/2026
      Giorgio Grasso Una ragazza alla conquista dell'eternità
      Di Valeria Parrella ho letto e apprezzato quasi tutti i suoi libri, perché riesce ad unire la classicità della lingua a toni intimi e quotidiani e affronta sempre con grande empatia il dolore, la marginalità e il mondo femminile. Tutti temi che ritroviamo in questo romanzo, di cui si è molto parlato, e non solo perché candidato al Campiello, finalista allo Stresa e vincitore del Mandrarossa. La storia di Giovanna d'Arco è nota ai più, grazie anche a riduzioni cinematografiche spesso molto avventurose, ma a Parrella naturalmente non interessano troppo i combattimenti e le battaglie, quanto piuttosto la sua effettiva predestinazione e gli inizi della sua vocazione, chiara fin da bambina. Poi è tutta una cavalcata, rapida ed efficace, verso il suo destino e il martirio finale, che conosciamo, e su cui l'autrice non si sofferma troppo, perché non è alla ricerca della sua santità che si muove il romanzo. Piuttosto, se proprio un difetto vogliamo trovare in questo romanzo, è la sua brevità. Sia chiaro, non volevo leggere un romanzo di 300 pagine, ma alla fine si resta un poco con l'amaro in bocca perché ne avremmo voluto di più. Vista la concorrenza mi azzardo a predire che potrebbe vincere il Campiello.
  • La baia

    Michener, James Albert

    • 20/08/2026 Maria Castellani Storia della baia di Baia di Chesapeake
      Si tratta di un romanzo storico. Sono più di 1200 pagine, di facile lettura e narrazione scorrevole. I personaggi principali appartengono a quattro famiglie, le cui vicende vengono narrate a partire dal 1600 fino quasi a fine XX secolo ( l’autore è morto nel 1997). I fatti narrati non sono storici, ma si inseriscono nel contesto delle vicende reali, quali la tratta degli schiavi, la guerra di indipendenza, la guerra civile ecc. Le quattro famiglie rappresentano, un pò in sintesi, vari aspetti della società USA: gli imprenditori che vanno sempre avanti, i puritani che ne mantengono il più possibile la integrità morale, i “pirati” con pochi scrupoli, ma riscattati dall’amore verso la terra ed il mare, e la società emergente degli ex schiavi. Cercherò altri libri dello stesso autore, che spero venga ripubblicato anche in italiano .
  • Youth : la giovinezza

    Sorrentino, Paolo <1970- >

    • 20/08/2026
      Delusa.
      Sono rimasta piuttosto delusa: una sorrentinata mediocre. Al netto della splendida ambientazione (le Alpi svizzere e tutto quello che contengono), manca secondo me del guizzo creativo, di quel quid che fa di un film qualsiasi un bel film. Non basta ingaggiare il top attoriale (Caine, Keitel, Fonda, fra i vecchi; Weisz e Dano tra i giovani) per rianimare un film che manca nei dialoghi (banali spesso al limite dell'imbarazzante) , che affonda le mani nel citazionismo vario e soprattutto felliniano (ma solo visivo, non avendo S. il mondo interiore di Fellini), che si compiace di una fotografia a volte pittorica, spesso onirica (sicuramente la parte migliore del film). I temi principali sono affrontati in modo compendiario (il rapporto padre/figlia; il rapporto regista/prima donna; il rapporto vecchi/giovani ecc.). Il film si lascia guardare proprio nelle parti in cui non c'è dialogo, in cui è muto e parlano soltanto le immagini: ho pensato che, se fosse stato senza sonoro, mi sarebbe piaciuto decisamente di più. Patinato, ben rifinito, ma interiormente non riuscito.