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I commenti più recenti

  • La fertilità del male

    Lakhous, Amara

    • 26/05/2026
      Daniela Bertoglio "I traditori devono pagare col sangue"
      Dopo parecchi libri scritti in italiano, ed ambientati in Italia, Amara Lakhous torna all'arabo per raccontare la storia del suo paese natale, l'Algeria, nell'ultimo secolo, e lo fa attraverso un giallo, un'indagine condotta da un colonnello dell'antiterrorismo su un efferato omicidio che ha come vittima un protagonista, nel bene, e soprattutto nel male, della lotta di liberazione dal dominio francese e poi dei decenni successivi. Una vicenda complicata, con tanti personaggi, parecchi doppiogiochisti, torturatori e torturati, figli illegittimi, e una sete di vendetta inappagabile. Un gran libro.
  • Autobiografia di Petra Delicado

    Giménez Bartlett, Alicia

    • 26/05/2026
      Petra Delicado riflette su se stessa
      Niente indagini, questa volta, ma una pausa di riflessione per fare il punto sulla propria esistenza. Tutte le esperienze vissute, gli amori travolgenti e/o improbabili, le scelte, gli errori e i ripensamenti, insomma la vita vissuta portano Petra ad essere quella che è, nel bene e nel male.
  • La donna giusta

    Márai, Sándor

    • 26/05/2026 Claudia Pavan INTROSPEZIONE DELL'ANIMO UMANO E DELLA SOCIETA'
      Sandor Marai è uno "specialista" nella narrazione dettagliata della psiche dei suoi personaggi. In questo romanzo, che è una serie di monologhi, lo stesso racconto amoroso...viene analizzato dai vari punti di vista dei suoi personaggi. Ma, lo scrittore non si limita a questo: le "storie" sono ambientate nel periodo del dopoguerra, quando l'Ungheria passa dal regime nazifascista al regime comunista....e dove c'è la crisi della borghesia che lascia il posto al potere proletario, E qui...c'è tutto il pensiero di Marai...circa la "cultura" che non si può trasmettere a nessuno! Per lo scrittore la cultura equivale alla gioia... Insomma...sono tanti i temi intimisti che tocca, a partire dalla solitudine che viene sviscerata alla sua maniera! Merito del libro è che - nonostante gli argomenti trattati - cattura il lettore! Sicuramente poteva essere più contenuto. PAVAN CLAUDIA -Circolo Lettori Biblioteca P.P. Pasolini
  • Una notte

    Sakaï, Komako

    • 26/05/2026
      ottimo
      bel libro per affrontare le solite piccole paure che precedono la messa a letto!
  • Quando Cornabicorna era piccola...

    Bertrand, Pierre <1959- >

    • 26/05/2026
      inadeguato
      Diseducativo il modo in cui i genitori abbandonano la figlia al proprio destino sottovalutando i rischi di cui sono perfettamente consapevoli...per poi rivelarsi del tutto inutili nel momento del bisogno. Il libro si basa su una serie di parole di particolare attrattiva per i bambini, tipo "chiappa" o "cacca"
  • Chiederò a cento pettirossi

    Casiraghy, Alberto

    • 26/05/2026 Quando i pettirossi custodiscono le domande che gli uomini non sanno più pronunciare
      Ci sono libri che avanzano con il fragore di una tempesta. E poi ce ne sono altri che arrivano in punta di piedi, come un pettirosso sul davanzale in inverno: minuscoli soltanto in apparenza, perché dentro il petto custodiscono un’intera stagione del cuore. Chiederò a cento pettirossi di Alberto Casiraghy appartiene a questa seconda, rarissima specie di libri. Leggerlo significa entrare in un giardino di parole essenziali dove nulla alza la voce e proprio per questo tutto riesce a colpire più a fondo. Casiraghy scrive come chi conosce il valore del silenzio: ogni frase sembra limata dal tempo, alleggerita del superfluo, lasciata vibrare nella sua nudità più vera. Non cerca di impressionare il lettore; preferisce sfiorarlo. E in quello sfioramento lascia una traccia sottile, persistente, quasi luminosa. I pettirossi del titolo non sono soltanto uccelli. Diventano piccoli custodi dell’inquietudine umana, messaggeri fragili e ostinati che attraversano la malinconia, la memoria, la solitudine, persino la tenerezza che spesso fingiamo di non desiderare più. È una scrittura che sembra nascere da un tavolo appartato, da un pomeriggio di pioggia, dall’odore della carta vissuta, dal bisogno antico di salvare qualcosa dalla frenesia del mondo. Casiraghy possiede un dono raro: riesce a trasformare la semplicità in profondità senza mai appesantirla. Le sue parole non cercano effetti spettacolari; eppure, una volta terminate le pagine, resta la sensazione di aver ascoltato qualcuno parlare direttamente alla parte più silenziosa di noi. Come accade con certe musiche lievi che, proprio mentre sembrano svanire, continuano a risuonare dentro. Questo libro non si legge soltanto: si raccoglie. Come si raccoglie una piuma trovata per caso lungo il cammino, chiedendosi da quale cielo sia caduta.
  • Cornabicorna, rivoglio il mio coniglietto!

    Bertrand, Pierre <1959- >

    • 26/05/2026
      inappropriato
      Ennesimo capitolo di una serie di volumi in cui la "morale" del bambino che farebbe meglio a mangiare la minestra viene offuscata da una sequela di parole del tipo "cacca" e "puzzetta", che sono l'unica attrattiva per i poccoli lettori.
  • Il grande diario : Giovannino cronista del lager : 1943-1945

    Guareschi, Giovanni

    • 26/05/2026
      Difficile dare una misura in stelline. Le prime duecento pagine raccolgono documenti di vario tipo, testimonianze, lettere… la seconda parte consiste nel diario vero e proprio: fatti e stati d'animo annotati giorno dopo giorno da Giovannino Guareschi durante i diciannove mesi di deportazione. Ha la schematicità e spontaneità di un diario, a volte con un abbozzo incompleto delle frasi; ma è un capolavoro per la luce che fa sulla Storia attraverso la Vita di Giovannino, uno di quei seicentomila militari italiani internati nei Lager tedeschi nell’autunno del 1943 e poi ‘liberati’ dagli Inglesi: una voce qualsiasi, un’anonima voce che viene di laggiù, carica di gelo e di nostalgia. Non mi considero prigioniero, ma combattente senz’armi scrive nel Diario, dando voce ai tanti che hanno saputo difendere fino allo stremo, con i loro ‘no’, la dignità, il rigore morale, i Princìpi; tutti coloro che, dimenticati, fraintesi, ignorati, hanno combattuto contro mille sofferenze, fisiche e morali, attuando la vera Resistenza. Un documento!
  • Cinque benedizioni per un matrimonio

    Seo, Maiko

    • 26/05/2026
      Vincitore del Japan Booksellers' Award, questo libro è un balsamo. La struttura a mosaico permette di assaporare ogni fase della crescita della protagonista. Cosa definisce davvero un genitore? Seo Maiko risponde con una delicatezza rara, mostrandoci che la paternità e la maternità non sono stati statici dettati dal sangue, ma alimentati dalla presenza. Attraverso la storia di Yūko, seguiamo un percorso di crescita dove il 'testimone' dell'affetto passa di mano in mano senza mai cadere, trasformando ogni distacco in una nuova benedizione. Il cuore del romanzo pulsa nei piccoli riti della quotidianità: la preparazione di un pasto, un dialogo a tavola costituisce la cura costante delle complessità della vita. Un libro che scalda l'anima e invita a riflettere su quanto l'amore, nella sua forma più autentica, sia un impegno quotidiano che trascende ogni etichetta biologica.
  • A casa della nonna

    Melvin, Alice

    • 26/05/2026
      Commovente
      Storia con piu livelli di lettura, sui particolari più affascinanti della casa della nonna e dei ricordi che ci rimangono per sempre impressi nella memoria. Commovente la postfazione dell'autrice
  • L'Africa non esiste

    Biondillo, Gianni

    • 26/05/2026
      Daniela Bertoglio
      Un interessante libro di viaggi scritto da un autore che è scrittore ma anche architetto, quindi guarda il mondo anche da questa prospettiva. Il libro è una raccolta di articoli pubblicati su diversi giornali e riviste, cronache di viaggi effettuati per seguire progetti di cooperazione nelle regioni più povere del continente africano, con uno stile ironico e disincantato. Ho apprezzato particolarmente questa lettura perché ho avuto la fortuna di viaggiare anche io in quei paesi (salvo in Ciad), e mi sono trovata spesso in situazioni analoghe, e so benissimo cosa significa tornare a casa e sentirsi addosso il "mal d'Africa".
  • Gli antropologi

    Savaş, Ayşegül

    • 26/05/2026
      Daniela Bertoglio
      All'università ho studiato antropologia, così ho scelto questo romanzo, incuriosita dal titolo, pensando fosse una storia di "colleghi". Non è proprio così, anche se i protagonisti sono una coppia di stranieri (stranieri anche tra di loro, visto che provengono da due paesi e hanno due madrelingue diverse) che vedono il mondo che li circonda con uno sguardo distaccato, in un certo qual modo, da antropologi appunto. Sono una coppia che decide di mettere radici, acquistando un appartamento, e, visita immobiliare dopo visita, Asya, la protagonista, annota le cose che vede nelle vite dei proprietari delle case che non acquisterà mai, e considera queste particolarità sinonimi di vita adulta, che forse non è ancora pronta ad affrontare.
  • Navi a perdere

    Lucarelli, Carlo <1960- >

    • 26/05/2026
      Daniela Bertoglio Le navi dei veleni
      Carlo Lucarelli descrive il traffico di sostanze inquinanti e/o radioattive che dai paesi più ricchi vengono inviate nei paesi più poveri, con il placet dei governanti di questi ultimi, e delle mafie locali, per stoccare le sostanze inquinanti e i rifiuti tossici. E' un traffico navale, ma non sempre questi cargo arrivano a destinazione, capita anche che facciano naufragio, inabissandosi con il loro carico, prendendo così due piccioni con una fava: si elimina il carico pericoloso, e si riscuote anche il premio della assicurazione. Non so se sia proprio il testo di una puntata di uno dei programmi di cui Lucarelli è stato autore (Mistero in blu, Blu notte - Misteri italiani), ma leggendolo mi sembrava di sentire la voce dell'autore, il ritmo del testo è quello di una sua trasmissione televisiva (in questo caso non è una critica, sia ben chiaro)
  • Tucidide e il colpo di Stato

    Canfora, Luciano

    • 26/05/2026
      Daniele Di Ceglie
      Il colpo di stato di cui al titolo è la crisi politica ateniese del 411 a.C. Tucidide ne dà un resoconto molto ampio e dettagliato del quale il prof. Canfora fa a sua volta un’attenta e accurata analisi con il rigore filologico che contraddistingue ogni sua opera. Pur non essendo propriamente un divulgatore, il professore è comunque capace di condurci nell’atmosfera e nel fervore politico di quegli avvenimenti, quasi narrasse vicende attuali: non mancano, del resto paralleli o riferimenti a situazioni a noi più vicine. Il libro presenta qualche difficoltà per chi non abbia buona conoscenza del greco antico, perché molti riferimenti al testo originale tucidideo non sono tradotti. L’Autore, inoltre, indulge spesso non solo in termini tecnici, il che è comprensibile (acrofonico, aplografia) , ma anche decisamente desueti che avrebbero un corrispondente più comprensibile: “adespoto” per anonimo, “incóndito” per disordinato,”demagoria” per discorso pubblico, incubatico, solo per citarne alcuni. Insomma: tenete sotto mano lo smatphone ! Rigoroso nel confutare interpretazioni del testo greco, che ritiene fuorvianti, sostenute da altri studiosi, ma sempre con estrema correttezza e rispetto, anche se, va detto, queste considerazioni filologiche non possono essere del tutto comprese e apprezzate da chi grecista non è. Con queste avvertenze, il libro è comunque una lettura godibile e consigliato a chi voglia approfondire un momento storico importante nell’ambito della guerra del Peloponneso, e per questo Tucidide gli dedica giustamente ampio spazio, ma che nei manuali di storia greca è trattato in poche pagine (poco più di due in quella di Domenico Musti)
  • Harry Frumento & Betty Paglierina

    Donaldson, Julia

    • 26/05/2026
      Donaldson
      i libri di Julia Donaldson sono sempre una garanzia