I commenti più recenti
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Il gioco di Lollo
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30/03/2026Il gioco di Lollo è un romanzo che, sotto una struttura narrativa apparentemente semplice, affronta un tema forte e necessario: la presenza della mafia nella vita quotidiana e le scelte che ciascuno è chiamato a fare davanti all’ingiustizia. La storia segue Lollo, un ragazzo che vive in un contesto in cui certe dinamiche – favoritismi, silenzi, paura – sembrano normali. Il “gioco” del titolo nasce inizialmente come qualcosa di innocente, quasi un passatempo tra ragazzi, ma ben presto si trasforma in una metafora potente: ogni scelta diventa una mossa, ogni silenzio o parola ha un peso, ogni azione può cambiare il corso delle cose. Lollo si trova così a confrontarsi con una realtà più grande di lui: episodi di prepotenza, pressioni sottili, adulti che scelgono di non vedere. Il cuore del libro è proprio questo passaggio: da spettatore a protagonista. Lollo capisce che non schierarsi è già una scelta, e che il coraggio non è assenza di paura, ma decisione di fare la cosa giusta nonostante tutto. Lo stile è diretto, scorrevole, adatto anche ai più giovani, ma capace di lasciare un segno profondo. L’autore riesce a trattare il tema della mafia con delicatezza ma senza sconti, rendendolo comprensibile senza banalizzarlo. Perché dovrebbe essere letto Questo libro è importante perché parla di mafia in modo accessibile, soprattutto per i ragazzi. Non lo fa con toni pesanti o teorici, ma attraverso una storia concreta, vicina, in cui è facile riconoscersi. Il gioco di Lollo insegna che la legalità non è un concetto astratto, ma qualcosa che si costruisce ogni giorno, anche nelle piccole scelte. È una lettura che stimola la coscienza critica e invita a non restare indifferenti. In un contesto in cui il rischio è abituarsi a certe realtà, questo libro ha il merito di ricordare che ognuno può fare la differenza, anche partendo da un “gioco” che diventa, in realtà, una scelta di vita.
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Il pappagallo muto : una storia di Sara
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30/03/2026 L'emozione vince sulla logica del gialloPer apprezzare davvero Il pappagallo muto, bisogna avere il coraggio di distaccarsi da una trama gialla che, a onor del vero, appare piuttosto debole, a tratti improbabile e quasi surreale nel suo sviluppo spionistico. Se ci si sofferma solo sulla logica dell'indagine, il romanzo rischia di deludere, ma la sua vera forza risiede altrove, ovvero nella capacità di de Giovanni di trasformare una storia poco solida in un potente manifesto sull'accettazione della vecchiaia. Il cuore del libro non è chi ha commesso il crimine, ma come i protagonisti reagiscono al peso degli anni che passano e alla consapevolezza di un corpo e di un mondo che non rispondono più come un tempo. È un libro che scava nel significato profondo dell'amicizia, quella rara che lega Sara e Andrea, capace di diventare l'unico vero ancoraggio contro il senso di inutilità che la società proietta sugli anziani. In questo scenario, la figura di Andrea emerge come un esempio di vitalità eroica: la sua scelta di buttarsi nella mischia, nonostante i limiti fisici e la cecità, ci ricorda che la vita merita di essere vissuta con intensità fino all'ultimo respiro, senza rassegnarsi a un ruolo passivo di spettatori. Più che un noir, il romanzo è sulla resistenza emotiva, un invito a non spegnersi prima del tempo e a guardare in faccia il tramonto con la stessa determinazione con cui si è vissuto il mezzogiorno, trovando nella vicinanza degli altri la forza per affrontare l'ignoto.
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Il mondo secondo la fisica
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30/03/2026 Barbara PetiMolto interessante, di facile comprensione e soprattutto soddisfa molte curiosita'. Adatto ad un pubblico pero' gia' un po' informato
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Un giorno per caso
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30/03/2026 Barbara PetiMolto divertente perche' il caso mette insieme 2 persone che sono complementari ma uguali: in ritardo, stressati , poco organizzati e aggressivi, sfiduciati nei riguardi dei rapporti amorosi. In realta' i personaggi sono ben descritti, l'evoluzione del loro punto di vista e' descritto nei minimi particolari. I bambini sono veramente dei disastri!!!! Molto belli.... sia Clooney che Pfeiffer.
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The lobster : storia di un amore non convenzionale
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30/03/2026 Barbara Petiin realta' non e' un film facile, ci sono delle scelte che non si comprendono, degli atteggiamenti strani... una storia ambientata in un lontano futuro anche piuttosto inquietante. Un'interpretazione dell'amore veramente fuori dal comune. Inoltre il film e' ricco di violenza gratuita, alcune volte dissociata da una spiegazione logica. In fondo non mi e' piaciuto
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Piccoli suicidi tra amici
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30/03/2026 I Morituri Anonimi in viaggio sulla Saetta della Morte.Morituri Anonimi: questo è il nome che si dà il nutrito gruppo di aspiranti suicidi finlandesi, di cui Paasilinna, da par suo, racconta le rocambolesche avventure dal gelido Capo Nord al Capo Fim do Mondo portoghese. A bordo della Saetta della Morte - il formidabile pullmann del trasportatore Koppela - tutte queste persone, prima sconosciute tra loro e poi unite dal comune scopo suicidario, compiono un lunghissimo viaggio non solo attraverso l'Europa, ma attraverso se stessi. Soltanto un autore come Paasilinna poteva scrivere un libro come questo, che parla di un tema molto sentito in Finlandia (dove ogni anni si suicidano circa 1500 persone su circa cinque milioni di abitanti) con leggerezza, ironia, spesso strappando delle franche risate. Il motivo ce lo spiega lo stesso Autore: "Si può scherzare con la morte, ma con la vita no". L'ho trovato uno dei più belli, intensi, coinvolgenti romanzi di Paasilinna.
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Nonna gangster colpisce ancora!
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30/03/2026 Rosaria Bologna L'impensabileE' difficile che un sequel sia allo stesso livello dell'originale ma David Walliams è riuscito a creare un libro che non fa rimpiangere il precedente. Il piccolo Ben questa volta dovrà affrontare il mistero di furti inspiegabili che vengono compiuti con delle modalità che somigliano tanto a quelle usate della sua amata nonna. Ma non è possibile, perché lei non c'è più. E poi c'è sempre una misteriosa gattina nera che lo segue e che viene avvistata vicino a luoghi dei furti...Ideale per chi ama i misteri e ridere a crepapelle - la scena del ballo liscio con Ramondo Belmondo è imperdibile -.
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1: Harry Potter e la pietra filosofale
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29/03/2026 Bello sempre!Ogni volta che lo leggo è bello come la prima volta che l'ho letto!
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Le rose di Atacama
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29/03/2026 La vita è una forma stoica di RESISTENZACome nel deserto di Atacama, tra i più aridi al mondo, minuscoli fiori rossi fioriscono una volta all'anno per appassire dopo sole poche ore, così nelle situazioni più ostili, ad es. le dittature che schiacciano intere comunità, possono fiorire storie di resistenza che valgano la pena d'essere vissute. E valgano la pena di essere raccontate e lette, come questa trentina di storie che declinano la forza stoica, come quella delle rose che spuntano dalla sabbia rovente del Cile, di non piegare la testa mai, in nessun luogo del mondo. Né stelo, né schiena.
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19/03/2026 Quando fioriranno le nostre rose rosse del deserto?Nel racconto che dà il titolo al libro, l'autore e un suo amico vanno nel deserto di Atacama, quello delle famose rose che pare fioriscano il 31 marzo , in occasione della pioggia che, pare, cada il 31 Marzo. Al risveglio, vede il deserto “… rosso, intensamente rosso, coperto di minuscoli fiori color sangue. (...) Eccole. Sono le rose del deserto, le rose di Atacama. Le piante sono sempre lì, sotto la terra salata. Le hanno viste gli antichi indios atacama, e poi gli inca, i conquistatori spagnoli, i soldati della guerra del Pacifico, gli operai del salnitro. Sono sempre lì e fioriscono una volta l’anno. A mezzogiorno il sole le avrà già calcinate.” (pagg. 97-98). Questo spiega all’autore, l’amico che l’ha accompagnato e che poi -precisa il racconto, quasi con lo stesso tono -, verrà torturato e assassinato dai soldati del golpe militare fascista. Nel leggere queste "storie marginali", ci si commuove per quell’amico martire della libertà, per il palombaro della Patagonia, per la dottoressa dell’ospedale da campo del Salvador, per le due eroine cilene (la bruna e la bionda) intraviste a Venezia e per tutti gli altri personaggi capaci di mantenere la propria dignità, eroi della umiltà e della coerenza che fanno sperare in un futuro migliore per l’uomo. E ci si chiede, visto che le rose sono vere e simboliche: quando fioriranno le nostre rose di Atacama? Sepulveda nel 2000 non racconta solo storie dimenticate, e perciò da ricordare; ma prende posizione e ci mostra il suo punto di vista sul mondo, quello di un uomo costantemente in lotta contro l’oppressione dei regimi politici e contro ogni forma di ingiustizia. In particolare, non si capacitava come gli esseri umani preferissero perseguire il profitto economico, piuttosto che tutelare l’unico bene che non potranno mai sostituire né rinnovare: l’ambiente. BELLISSIMA RACCOLTA DI RACCONTI.
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La casa della moschea
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29/03/2026 Un romanzoÈ un grande romanzo, una sorpresa che mi ha accompagnato per giorni.
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La casa delle tenebre
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29/03/2026 Un horror che si ripetePremetto che non sono appassionata del genere horror e che ho preso in prestito il libro senza prestare molta attenzione pensando che fosse un giallo. Comunque l'ho trovato interessante, con la storia che si ripete, ma cambiando il punto di vista.
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Dalla parte delle bambine : l'influenza dei condizionamenti sociali nella formazione del ruolo femminile nei primi anni di vita
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29/03/2026 BAMBINE DEGLI ANNI 70Un po' datato, ma sempre interessante per capire l'evoluzione della formazione scolastica dei bambini e delle bambine, nonchè il sostegno familiari e la letteratura d'infanzia che si adottava.
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Lucciole, squaletti e un po' di pastina
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29/03/2026 FAVOLE NUOVECarine, molto attuali, con sprazzi di modernità. Però, se devo essere sincera, c'è di meglio nella letteratura d'infanzia
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Il bellissimo Cecè : vita e morte del conte partigiano : quasi un romanzo
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29/03/2026 UNA STORIA PARTIGIANADurante una cena di famiglia, Franco Poggianti, giornalista e autore del libro, ascolta la storia di un parente di sua nuora, il conte Giuseppe Celani, uomo distinto e di cultura, distaccato dalla politica antifascista e dedito a donne piacenti e automobili di lusso. Si scopre, però, attraverso i dialoghi familiari, che il bellissimo conte, non rimane insensibile alle attività partigiane e viene coinvolto da una profonda scelta antifascista, avversando le leggi razziali e cercando di contrastare il fascismo e il varo di leggi sciagurate. L’autore non riesce a rimanere insensibile alla storia e decide di ricostruire, attraverso i canali ufficiali e non solo, la storia di questo gentiluomo, che finisce i suoi giorni assassinato dalle SS, dopo l’attentato in Via Rasella. Il libro è un documento ineccepibile, intervallato dalle considerazioni storiche della nuora Eugenia e dà lustro e vita alla figura del bellissimo conte Celani, il cui corpo è inumato nel sacello 42 del Mausoleo delle Fosse Ardeatine.
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L'amica tedesca
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29/03/2026 UNA STRANA AMICIZIAQuesto libro scritto negli anni ’90 da Edith Bruck è rimasto chiuso molti anni in un cassetto. La scrittrice narra di una inconsueta amicizia con una giovane donna tedesca, affezionatasi a lei oltre misura, che la Bruck cerca di allontanare ma ne resta attratta. Un’amicizia con una donna tedesca non sarebbe mai stata contemplata in vita sua, dopo le orribili esperienze vissute nei campi di concentramento di Dachau, ma Lena era diversa, e affrontava le sue difficoltà giornaliere con grande leggerezza e sempre con il sorriso. Una strana amicizia che durava nel tempo e, tra la solidarietà al femminile e la piacevolezza di viverla con la curiosità della tenerezza lesbica, Edith Bruck parla della sua amica Lena, “in bilico tra innocenza e incoscienza”, osservandola con cura e senza malizia. Il libro, dicevo, è rimasto nascosto a lungo, probabilmente per i temi trattati, ma oggi i tempi sono maturi per affrontare diversità e femminicidi. Una storia di grande attualità, dura e tristemente dolorosa.
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14/03/2026 Erika e Lena“Io butto via quello che mi fa male, le cose brutte” Due amiche con vissuti diversi ma una radice in comune. E due modi opposti di abitare il mondo: tanto riflessiva e riservata una, quanto esuberante ed estroversa l’altra. Edith Bruck racconta la storia di un incontro nato quasi per caso tra Erika, giornalista e scrittrice tedesca che vive a Roma da molti anni, e Lena, molto più giovane, anche lei tedesca, dalla personalità briosa e travolgente, un po’ naïf, con un animo da bambina. Erika, sorta di alter ego dell’autrice, è ebrea e ha conosciuto i campi di concentramento nazisti, dove ha perso la famiglia. Anche per questo vive con disagio l’insistenza con cui la giovane tedesca cerca il suo contatto e inizialmente oppone resistenza. Ma anche Lena, pur non essendo ebrea, porta il peso di una storia segnata dal nazismo: figlia di una madre fervente sostenitrice del regime, che aveva avuto tre figli da tre soldati diversi per offrirli all’esercito di Hitler. Una bambina, in qualche modo, “buttata via”. Col tempo Erika cede all’ostinazione della ragazza e scopre quanto il suo passato - fatto di violenza, abusi e abbandoni - abbia modellato quell’irriverenza e quel caos con cui Lena sembra difendersi dalla vita. Dietro l’apparenza di una “sciocchina” emerge una dignità ferita. Ed Erika finisce per accettare un’amicizia certamente complessa, ma profonda. In questo breve romanzo non mancano evidenti riferimenti autobiografici della Bruck, che scrive con il suo consueto stile asciutto, privo di retorica e di sentimentalismo. A me però la profondità non è arrivata, come mi era già successo con un altro suo libro: una scrittura che racconta i fatti ma resta sulla soglia. Non entra, non coinvolge.
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