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I commenti più recenti

  • L'estate che ho ucciso mio nonno : romanzo

    Lombezzi, Giulia

    • 03/06/2026 Francesco Capozzo Alice, si definisce IL MOSTRO.
      Aveva all'incirca trentotto anni, Giulia Lombezzi, quando ha inviato alle stampe questo romanzo, e sorprendentemente ha usato tempi e termini idonei di una "teenager". Ha immaginato azioni, come se la giovane adolescente fosse stata lei l'autrice. Tutto a un tratto la ragazza, protagonista, acquisisce informazioni che la sorprendono e la sconvolgono e un feroce desiderio si insinua in lei. Bello, da leggere.
  • Gangster squad

    Fleischer, Ruben

    • 03/06/2026
      Barbara Peti
      un cast stellare per un film da paura... si fanno giustizia da soli solamente motivati dall'onesta'. La moglie di Jos sembra piu' soldato di lui infatti partorisce durante una sparatoria. il boss della malavita locale e' un fantastico Sean Penn
  • Mezzogiorno e mezzo di fuoco

    • 03/06/2026
      Barbara Peti
      film simpaticissimo molto divertente. Una chicca e' la borsa di Gucci dello sceriffo ... commedia esilarante e ricco di colpi di scena soprattutto la cantante tedesca... molto bello
  • Le due morti del signor Mihara : romanzo

    Scotti, Tommaso <1984- >

    • 03/06/2026
      Barbara Peti
      Inquietante racconto che si basa su coloro che vogliono sparire e cambiare identita' , vita e soprattutto zona. Molto interessante la storia che mette in evidenza tutti gli aspetti della vita nipponica in contrasto anche con il carattere piu' occidentale del protagonista. Scorrevole la narrazione, ricco di perle di saggezza.
  • Il figlio del figlio

    Balzano, Marco <1978- >

    • 02/06/2026 Giselda Massari Tra memoria e nostalgia
      È la storia di tre generazioni. Il nonno emigrato a Milano dalla Puglia, il figlio nato in Puglia e cresciuto a Milano, il figlio del figlio, voce narrante, milanese doc e primo laureato della famiglia. Il ritorno nella vecchia casa in Puglia con l'intenzione di venderla è l'occasione per vedere emergere i rimpianti, i costi di scelte razionali ma dolorose, la rinuncia ai sogni, i compromessi con la vita. Il vecchio patriarca ha barattato la terra con la fabbrica per assicurare ai figli un avvenire migliore. Ma fuori contesto e fuori radici tutto si è trasformato...i legami familiari si sono sfilacciati, nulla è restato delle antiche consuetudini. Il figlio ha sgobbato lavorando e studiando per migliorare la sua posizione, si è sposato ed è diventato padre molto presto perdendo la sua freschezza e la sua scansonatezza. Il figlio del figlio vive dopo la laurea un tempo sospeso, deciso a non seguire le orme paterne, osservando ciò che accade senza decidere. Lettura piacevole ma non sconvolgente.
  • Le onde

    Woolf, Virginia

    • 02/06/2026 non un romanzo ma poesia
      'Le Onde' non si può definire un romanzo. Per la struttura con cui lo ha costruito l'autrice e per la lingua è in realtà davvero un lungo poema in prosa, da leggere con molta calma , a piccoli sorsi. Non esiste trama nel senso classico in cui siamo abituati a trovarla nei romanzi: sei personaggi, amici tra loro, parlano direttamente al lettore della propria vita, dall'infanzia alla vecchiaia, e nel passare dall'uno all'altro la narrazione sembra seguire il ritmo delle onde . Nulla accade, se si eccettua la morte di uno di loro, Percival, e il lettore è posto di fronte ad un incessante parlare della propria interiorità; ognuno racconta il crescere della propria vita, il suo mutare. Fa l'effetto di un caledoscopio, con questo continuo alternarsi di voci che raccontano e che a volte si confondono e confondono il lettore che non riesce più a capire bene chi stia parlando. Ma non è un grosso problema: tutti i personaggi, infatti, non sono altro che frammenti della personalità e della vita di Virginia Woolf stessa. E' la nuova forma che l'autrice stava cercando, anzi che gli autori di quegli anni - Joyce, la Woolf, Katherine Mansfield - stavano cercando. E se Joyce arriva allo stream of consciousness , Woolf trova questa soluzione per scardinare gli schemi del romanzo tradizionale. Non è un libro che si possa leggere senza attenzione - un romanzo da...spiaggia , diciamo così - perchè va assoporata anche la bellezza del linguaggio, proprio come in una poesia. E a questo proposito, credo che la traduzione migliore, avendole lette entrambe, sia nonostante tutto ancora quella della edizione BUR fatta da Giulio De Angelis, piuttosto che quella più moderna di Nadia Fusini (anche se è stata un'ottima docente e resta una grande esperta di Shakespeare). Ma naturalmente, si tratta di gusti.
  • Il Dio delle piccole cose

    Roy, Arundhati

    • 02/06/2026
      Passioni proibite nell'India delle caste
      Opera prima di Arundhati Roy pubblicata negli anni Novanta, Il Dio delle Piccole Cose è stato già considerato un classico della letteratura postcoloniale - così apprezzato da esser stato inserito recentemente nella lista dei 100 migliori libri di sempre secondo il The Guardian. Dopo averlo letto, posso decisamente capire il perchè di questa scelta e di questa riverenza critica. Ambientato nel piccolo villaggio rurale di Ayemenem, in Kerula, tra gli anni '60 e gli anni '90, il romanzo segue le vicende di die gemelli dizigoti, Rahel ed Estha, figli di Ammu, donna divorziata in un contesto storico in cui si poteva essere disonorate e si era escluse da tutti i sistemi sociali vigenti in India per un atto simile. Attraverso una struttura non lineare, che salta avanti e dietro nel tempo di continuo, seguiamo le vicende della famiglia, cristiana e proprietaria di un'impresa locale di conserve e marmellate, dei due gemelli - e soprattutto dei motivi che ne hanno portato alla disgregazione. Il libro, come altri hanno evidenziato, non è semplicissimo: il linguaggio di Roy è poetico e allusivo, recupera meccanismi linguistici dell'infazia che esasperano l'immedesimazione coi due giovani protagonisti ma al tempo stesso rallentano la lettura. Eppure, una volta che si è superato l'empasse di lettura iniziale, si riscontra un'originalità e una ricchezza davvero difficili da trovare in letteratura. Con grande sensibilità e intelligenza, Roy racconta attraverso una storia di passione soffocata e proibita, repressa a livello sociale oltre che con la violenza, delle perversioni del sistema delle caste nell'India di ora come di allora, in cui leggi arbitrarie e antiche rimangono un codice rispettato e d'onore persino per le famiglie più aperte e liberali. La condanna per delle leggi sociali così stringenti, proibitive e apartheid passa attraverso l'intensa e magnetica, sia pur densa, prosa di Roy, capace di restituire l'intensità degli odori e dei sapori che incontrano i personaggi, l'afa del clima oceanico, il dolore che segue la violenza che finirà per colpire i personaggi, il senso di misticismo che le vite semplici dei due gemelli protagonisti sono in grado di conchiudere in sè. Il Dio delle Piccole Cose è un romanzo davvero intenso, coinvolgente, non semplice ma che, se affrontato con lo giusto spirito, è in grado di raccontare molto non solo di un Paese come l'India, ma degli istinti socialmente più squallidi dell'essere umano: la violenza delle caste, difatti, non può non ricordare episodi di violenza razzista, omofoba e di genere che sentiamo con più frequenza noi occidentali. Il tutto, però, come nell'ultimo, straziante e straordinario capitolo, passa attraverso la capacità descrittiva, sensoriale e poetica della penna della sua autrice. Un libro non facile da riassumere, ma è un'esperienza che vale la pena di essere vissuta.
  • Una foresta di scimmie

    Pennacchi, Andrea

    • 02/06/2026
      Semplicemente Will
      Un giallo storico- comico che spinge a riflessioni ben oltre la superficie e la semplice rilettura del "Mercante di Venezia". Scorrevole e irresistibile nel frequente uso del dialetto veneziano, cattura per la peculiarità e la simpatia dei personaggi che sopportano e supportano il giovane Will, ancora lontano dall'aver messo a fuoco il suo progetto di vita. Da leggere senz'altro, aspettando le prossime avventure.
  • Il senso delle donne per la città : curiosità, ingegno, apertura

    Granata, Elena

    • 02/06/2026
      Alessandra Maiuolo città, femminile singolare
      uno sguardo acuto e trasversale sulle donne e loro influenza su ciò che per definizione è frutto "della mano dell' uomo". Lo consiglio vivamente
  • I pipistrelli

    Cagnati, Inès

    • 02/06/2026
      Dopo aver letto il sorprendente "Giorno di vacanza" di questa autrice che non conoscevo, questa raccolta mi ha invece deluso. Sette racconti di media lunghezza (20-25 pagine), che hanno per protagonisti più o meno gli stessi personaggi e le stesse, a volte proprio identiche, ambientazioni e trame (di cui avevo già avuto un assaggio nel romanzo che ho menzionato sopra). È proprio questo il punto, sembra di rileggere sempre la stessa storia; semplificando: le vicende di una bambina un po' "selvaggia" in una famiglia rurale, in una imprecisata zona di confine della Francia, una scuola adeguata alla decadenza dell'ambientazione, bambini stranieri visti come esotici, tanti animali domestici, alberi, paludi e campi incolti e per concludere, una Donna senza nome (che temo di ritrovare tale e quale nel romanzo "Genie la matta", che a questo punto non so se leggerò) matta appunto e derelitta.
  • Tutti nella mia famiglia hanno ucciso qualcuno

    Stevenson, Benjamin

    • 02/06/2026
      Condivido i commenti positivi per il titolo, ma alla fine della lettura mi ha deluso un po'. Parte anche bene, con tutte quelle premesse metanarrative e ironiche, poi però, da metà in poi, diventa faticoso e anche un po' noioso, con un intreccio parecchio cervellotico.
  • Proposta indecente [Videoregistrazione]/ regia di Adrian Lyne.- Paramount Pictures, 2002

    • 02/06/2026
      Romano Siciliani Amare vuol dire amare
      Bella storia d’amore in un intreccio di buoni sentimenti messi alla prova dal denaro. Tutti escono redenti
  • Neve sottile

    Tanizaki, Junʼichirō

    • 02/06/2026 Un classico moderno, capolavoro dello scrittore.
      La vicenda ruota attorno ad una famiglia di Osaka, un tempo ricca e prestigiosa. L’autore entra nella mente e nei tormenti quotidiani delle quattro sorelle protagoniste con una sensibilità e una delicatezza rare. Il libro descrive minuziosamente i rituali della vita giapponese, dalle sfilate di kimono alle gite stagionali per ammirare i ciliegi in fiore. La scrittura è elegante, fluida e visiva, capace di trasformare elementi banali in momenti di altissima letteratura anche se il ritmo è lento. Consigliato a chi ama la letteratura asiatica e vuole comprendere a fondo lo scontro tra tradizione e modernità occidentale.
  • Il cielo degli invisibili

    Morlupi, François

    • 01/06/2026
      Chiara Serafinelli Bello!
      Mi è piaciuto molto questo libro,forse persino di più di quelli della saga di Monteverde. Si legge tutto d'un fiato, diverte e commuove, e fa venire voglia di leggere o rileggere i grandi classici della letteratura!
    • 21/05/2026
      Daniela Bertoglio
      Un giallo che in alcune parti sembra sponsorizzato dall'Assessorato al Turismo di Roma Capitale, perché è pieno di considerazioni sulla bellezza di Roma, aneddoti, descrizioni da cartoline illustrate, in altre è pieno di critiche feroci alla città eterna, riguardanti situazioni comuni a tante altre città: è vero che molti lettori magari non conoscono certi particolari della capitale, ma tutte quete informazioni appesantiscono il ritmo del romanzo, e alla lunga annoiano. Rispetto ai romanzi precedenti di Morlupi, questo mi è sembrato più una sceneggiatura, televisiva o cinematografica, che un testo di narrativa, troppe le situazioni sopra le righe, troppe le battute, e una trama che mi è sembrata tirata per le orecchie.
  • La morte a Venezia

    Mann, Thomas <1875-1955>

    • 01/06/2026
      Ho letto tanti anni fà Mann, ma l'ho chiuso non ero pronto a tale bellezza di scrittura, un racconto che prende in modo totale, la bellezza del leggere. Sono questi titoli che ti danno la voglia di leggere.