I commenti più recenti
-
Srebrenica : i giorni della vergogna
-
02/03/2026 Un libro incredibile e disperato.L’URSS in piena crisi e l’Occidente ne approfitta per piazzare un altro dei suoi colpi bassi. L’eliminazione della Jugoslavia. Troppo neutra, troppo attraente, troppo pericolosa. E allora smembramento con la scusa, eterna e sempre valida, delle lotte per motivi religiosi. Ci si legge di tutto. Gli ortodossi che massacrano i mussulmani e i mussulmani che massacrano gli ortodossi. Senza pietà. Gente durissima che conosce dolore e sofferenza e sa come arrecare dolore e sofferenza. E noi, caucasici, dentro i blindati, impreparati, senza ordini precisi e, soprattutto, senza alcuna forza capace d’imporsi all’altra forza. Ragazzi olandesi, Francesi, polacchi mandati allo sbaraglio che devono, attoniti ed indifesi, assistere a stragi rimaste impunite.
-
-
Il figlio di Bakunìn
-
02/03/2026 Daniela BertoglioLa vita di Tullio Saba la veniamo a conoscere, un pezzetto per volta, attraverso le interviste di un giornalista a chi lo ha conosciuto, più o meno bene, a chi se lo ricorda e a chi lo confonde con un'altra persona, a chi gli era amico e a chi lo detestava. Era il figlio del calzolaio di Guspini, un paese del Sulcis, il padre era anarchico, da lì il soprannome, ma si era suicidato, o era morto di morte naturale, quando Tullio era un ragazzino, ed era così dovuto diventare minatore, a Carbonia, e poi nel paese natìo. Siamo negli anni che precedono e seguono la seconda guerra mondiale, anni di lotte dei minatori, di repressione, di fascismo e di guerra. Sergio Atzeni, attraverso questo personaggio, ci racconta la storia di quella parte della Sardegna, la vita dei minatori, le chiacchiere di paese, gli amori, le gelosie, i pettegolezzi, ma anche qualcosa sulla memoria, e sulla sua fallacia
-
-
Amici di una vita
-
02/03/2026 da leggereUn libro meraviglioso che si vorrebbe leggere senza sosta, tanto scorre pagina dopo pagina, intenso e accogliente nel racconto. Seppur il tema della persecuzione politica sia angosciante, e qui narrato senza troppi sconti, il racconto dell'esilio, della mancanza di casa e della famiglia amatissime risulta leggero, emozionante senza strazi. Le amicizie raccontate con tanta grazia e sentimento da sembrare le nostre, con tutte le differenze del caso. I fatti non sono autobiografici, l'autore conosce però questo mondo e a sua volta è figlio di dissidenti, decide perciò di omaggiare la cosiddetta primavera araba agganciandosi a un fatto reale, drammatico, successo a Londra davanti l'ambasciata libica, un evento che segna per sempre l'esistenza del giovane, l'io narrante. Non vedo l'ora di leggere gli altri romanzi di questo autore davvero adorabile, le quattrocento pagine di Amici di una vita sono volate, intense e non banali.
-
-
Modernita' liquida
-
02/03/2026 La SOCIETA' LIQUIDA e la responsabilità individualeIl sociologo Zygmunt Bauman (1925-2017) ha affermato che nella società contemporanea è in atto un processo inarrestabile di dissolvimento di tutto ciò che sembrava granitico, naturale, indistruttibile. Questo processo, da lui individuato dal 2000 nella nozione di "società liquida" a confronto con la precedente "solida", dura tuttora. Riguarda tutte le istituzioni e i valori della vita occidentale, la struttura delle relazioni, del lavoro, dello Stato. Poiché ogni certezza si indebolisce, secondo Bauman, ogni scelta personale è possibile in nome della libertà e del piacere al di sopra di tutto. Ne consegue che l'esperienza individuale e le relazioni sociali si vanno decomponendo e ricomponendo rapidamente, in modo vacillante e incerto, fluido e volatile. C'è da chiedersi: senza punti fermi, come ci si sente? Spaventati o eccitati? Penso che, pur riscontrando la distruzione in corso delle certezze del passato e seppur non si vogliano giudicare i desideri che muovono le azioni, occorre affermare come spetti a ciascuno la responsabilità della scelta operata. Libro foriero di spunti di riflessione.
-
-
Berlin Alexanderplatz
-
02/03/2026 BERLINO PARTICOLAREIncuriosita da questo libro che spazia nella Berlino a cavallo delle due guerre, ho scoperto Alfred Döblin, psichiatra incline alla scrittura ma con una predilezione per la narrazione epica, talvolta in versi, ma sempre attualizzando l’epoca di riferimento che è il 1928 e pubblicato nel 1929. Non è un romanzo, perché non si spinge oltre nella rappresentazione dell’uomo protagonista della vicenda, ma nella fatica della sua narrazione e tradizione orale, l’uomo epico raccontato da Döblin cerca ristoro dopo le gesta. Ecco perché scandali, eventi, canti popolari sono ovunque nel testo. Ma perché proprio Alexanderplatz? Perché è il luogo dove si stanno realizzando trasformazioni industriali sconvolgenti, nuovi tram e autobus, in continuo fermento, permettendo il commercio libero nella miseria e povertà delle genti, illudendole in un’eroica metamorfosi dell’apparente coscienza borghese, come per Franz Biberkopf che, dopo un periodo trascorso in prigione per l’omicidio di Ida, promette a se stesso di migliorare la sua vita quando sarebbe uscito di galera, perché dalla vita pretende qualcosa di più. La piazza è il luogo dove si creano le trasformazioni più sconvolgenti e i delinquenti che la frequentano trovano rinforzo e scudo tra i disoccupati come Franz. Ma nulla è cambiato ed egli rimane sempre lo stesso, un guaio dopo l’altro, sempre a caccia del vero bene. Un libro complesso e anche un po’ faticoso, fotocopia perfetta per il canto epico di Döblin, specchio di quegli anni difficili e poco chiari che porteranno al periodo peggiore con la seconda guerra mondiale.
-
-
Suite francese : la più grande storia d’amore mai raccontata
-
02/03/2026 Barbara Petibellissimo film ... un amore che va contro tutto: il tempo, la gente, la guerra, le convenzioni. In realta' loro non sono tanto diversi da noi... amano e soprattutto soffrono come noi. intensa l'"urgenza" dell'amore che i due protagonisti dimostrano. Musiche stupende
-
-
L’ufficiale e la spia
-
02/03/2026 Barbara Petigrandissime interpretazioni sul caso Dreyfus che viene accusato ingiustamente di spionaggio in quanto ebreo. la cosa piu' importante e' trovare il coraggio di scoprire la verita' e di andare avanti per assicurare la giustizia, anche se facendolo si scoprono tantissime magagne nel sistema.
-
01/03/2026 Film rigoroso dentro......una storia realmente avvenuta che divise la Francia in due parti uguali, contrarie e combattive. Un processo di una Corte Militare nei confronti di un ufficiale accusato di spionaggio a favore dei tedeschi. Non si vedevano di buon occhio allora. E forse neanche adesso. Ma allora, siamo alla vigilia della I Guerra Mondiale, c’era un’umiliazione che i tedeschi fecero nei confronti della sconfitta Francia in una delle guerre tra Francia e Germania che insanguinarono l’Europa nel IX secolo. Un’umiliazione tale che i francesi resero con gli interessi alla fine della I Guerra Mondiale e che provocò i prodromi della II Guerra. Questo processo si aveva da fare. I militari, la politica e la gente esigevano un processo esemplare ed un colpevole. Esemplare anch’esso. Cosa di meglio di un ufficiale ebreo? Ma a qualcuno questa cosa andò storta. E lottò tenacemente pagando anche un prezzo altissimo per trovare la verità. Che diceva, senza tante perifrasi che l’ufficiale ebreo, colpevole facile e comodo, era innocente e che il colpevole era da cercarsi altrove. E tale altrove non era poi così lontano e difficile. Ma l’ebreo accontentava tutti.
-
-
Da Shippo: pasti caldi e gatto ospitale
-
02/03/2026Per quanto si possa parlare negativamente del libro, e per inciso non confuto minimamente il giudizio degli altri lettori, considerato come va oggi il mondo, con tutte le negatività che ci sono in giro, con la gente ad un passo dalla pazzia, io dico e lo sostengo fermamente che questo libro, che ricalca la scia di una certa letteratura giapponese moderna, fa bene all'anima, fa bene allo spirito, per quanto le storie raccontate possano essere infantili. Fino ad un certo punto.
-
-
Figlia del temporale : romanzo
-
01/03/2026 Sotto il KanunUn romanzo che non è solo di trama ma anche una dimensione sensoriale. La scrittura di Valentina D'Urbano riesce a rendere la montagna albanese protagonista, quasi un personaggio autonomo. Le descrizioni sono così incisive e stratificate che relegare l’ambiente a mero sfondo sarebbe riduttivo. L’atmosfera è palpabile; il freddo, la fatica e la durezza della vita quotidiana restituiscono tutto il rigore di un mondo arcaico e chiuso. La vicenda si colloca nell’Albania del 1974, tra Tirana e un remoto villaggio del Nord, in un periodo in cui il regime comunista domina il Paese ma, nelle zone montane, sopravvive ancora il Kanun, antico codice fondato sull’onore e su una struttura patriarcale rigidissima. In questo contesto si muove Hira, rimasta orfana a tredici anni e costretta a lasciare la città per trasferirsi dallo zio. Il passaggio dalla capitale a un luogo dove il tempo sembra sospeso segna l’inizio di una trasformazione profonda. Hira stringe un legame intenso e silenzioso con il cugino Astrit, un ragazzo muto che conosce la montagna come nessun altro. Per sfuggire a un matrimonio combinato e mantenere la propria indipendenza, sceglie l’unica via concessa dal codice: diventare una Burrnesh, una “Vergine Giurata”. Assume il nome di Mael, taglia i capelli e giura castità eterna. Questa trasformazione è descritta con un realismo asciutto che evita ogni pietismo, concentrandosi sulla negazione dell’identità come paradossale strumento di libertà. Tuttavia, il romanzo subisce un’inaspettata flessione nelle ultime dieci pagine. Il finale appare affrettato e scade verso una tonalità eccessivamente stucchevole che stride con l’asciuttezza precedente, tanto apprezzata per la sua natura immersiva. Nonostante questa riserva, resta un romanzo che merita certamente di essere letto. L’accuratezza con cui l’autrice restituisce una realtà antropologica complessa e poco raccontata rimane più forte della debolezza dell’epilogo, Nonostante questa riserva, resta un romanzo che merita certamente di essere letto. L’accuratezza con cui l’autrice restituisce una realtà antropologica complessa e poco raccontata rimane più forte della debolezza dell’epilogo, offrendo una testimonianza significativa su cosa significhi abitare un corpo e un tempo che limitano drasticamente la possibilità di scegliere, e su quanto la libertà, talvolta, possa assumere forme estreme.
-
-
Stay true : tracce di un'amicizia
-
01/03/2026 Francesca Pacchierotti Quando il passato getta luce sul futuro e il futuro getta luce sul passatoUn libro che ho capito e amato solo alla fine Non è stata una lettura facile. Per molte pagine mi è sembrato estraneo, troppo legato a una realtà, quella di giovani universitari americani negli anni ‘90, rievocata in musiche, ricordi, esperienze che non suscitavano in me alcuna emozione. L’emozione è arrivata tutta alla fine, quando l’autore racconta della sua difficile elaborazione del senso di perdita seguito alla tragica morte del suo amico, a quello sgomento di fronte a ciò che non sarà più, a quel bisogno di non lasciare andare il passato. E intrecciando il racconto alle sue riflessioni sull’influenza delle radici culturali e familiari e sulla difficoltà di una narrazione storica che non sia filtrata dalla lente del narratore rende il racconto stesso universale e il libro memorabile.
-
-
1946-2006 : testimonianze a sessant'anni dal diritto di voto per le donne italiane
-
01/03/2026 Ritratti di DONNE PARLAMENTARI COSTITUENTINel 2006, nel sessantennale del voto delle donne al referendum sulla Repubblica e alle elezioni politiche italiane, la Camera dei deputati pubblicò questo volume fotografico, a cura della giornalista e politica Miriam Mafai (1926-2012), recante ritratti femminili di spessore. Si distinguono le schede dedicate a tre delle ventuno donne aventi fatto parte dell'Assemblea Costituente. Filomena Delli Castelli (1916-2010), di Pescara, laureata in lettere, era insegnante di scuola media. Teresa Mattei (1921-2013), genovese, laureata in filosofia, fu maestra elementare e tra le prime iscritte all'Unione Donne Italiane. Nadia Gallico Spano (1916-2006), nata a Tunisi, dopo esser stata condannata in Francia dal Tribunale speciale del regime di Pétain, rientrò in Italia nel 1944, dove diresse la rivista "Noi donne". Un volume interessante, che andrebbe aggiornato al prox ottantennale di giugno 2026. CONSIGLIATO
-
-
Succede sempre qualcosa di meraviglioso : [romanzo]
-
01/03/2026 Carla Gagliardi GrazieUn libro non può cambiarti la vita, ma può aiutarti a viverla meglio! Grata ad uno scrittore davvero prezioso ♥️
-
-
L'educazione
-
01/03/2026 Complesso ed intensoLibro autobiografico, l’autrice Tara Westover racconta la storia della sua infanzia in una numerosa famiglia di religione mormona, profondamente fondamentalista, nello stato dell'Idaho dalla fine degli anni '80 fino al 2000. Il romanzo è denso di accadimenti, la famiglia vive fuori della società, i figli non frequentano scuola e partecipano, fin da quando possono e in eta’ scolare, al sostentamento economico lavorando con il padre nel deposito di rottami, un ambiente estremamente pericoloso. Il padre nella sua visione parossistica della religione affida la sicurezza fisica dei suoi figli e di Tara nelle mani della Volontà Divina. Il tema affrontato è questo rapporto d'amore distorto, malato, tossico, di dipendenza psicologica con ambedue i genitori, che seppure in modo diverso colpisce tutti i figli. Rapporti d'amore, senza dubbio, ma assolutamente pericolosi sotto la cappa soffocante della ferrea dottrina mormone vissuta in modo delirante. Nella numerosa famiglia c'è anche la presenza di un fratello violento, una violenza che cresce di pari passo con la crescita di Tara. Tara diventa adolescente in questo clima, e nel romanzo spiega, con grande onestà intellettuale, il suo cammino per dissipare la nebbia che avvolge la sua crescita, fino a riuscire a distinguere tra amore e malattia, tra rispetto e dipendenza, tra allegria e follia, tra realtà e immaginazione distorta. Una scelta di vita durissima che Tara sente nelle viscere e che deve essere sempre riconfermata, ogni volta più faticosa ma più ferma e decisa. La scrittura di Tara Westover è densa e meravigliosa e secondo me, ha il pregio di affermare in ogni pagina la potenza della “parola" detta. E nel suo romanzo questo potere è usato come un'arma dagli uomini, che colpisce peggio di un pugno quando arriva dalla famiglia, dal contesto affettivo in cui si cresce. Un potere che piega la volontà, che può dirigere le scelte future, che distorce la visione che hai di te stessa e che pensi che il mondo abbia di te, e inutile dirlo, penalizza e rallenta fortemente il percorso femminile e femminista di Tara e per necessità di ordine universale colpisce quello di tutte le donne. Ma nonostante tutto, Tara lascia la famiglia, studia con grande amore, diventa adulta in un mondo che le si apre davanti e che accoglie la sua voglia di vivere con questa sua personale visione profonda ed analitica. Spunti di riflessione continui, consigliatissimo a chi ama storie familiari e di formazione.
-
-
Il piccolo hotel dei miracoli
-
01/03/2026 Daniela BertoglioUna storia giapponese che più giapponese di così non si può, che parla di gentilezza e di attaccamento al proprio ambito lavorativo. In certi punti si rischia il coma glicemico, ma è un testo che molti manager italiani dovrebbero leggere, quando hanno un paio d’ore libere.
-
-
La morte in mano
-
01/03/2026 Una doppia veritàUn libro sicuramente non scorrevole. Pagina dopo pagina diventa più intrigante e la storia principale, che si svolge in pochi giorni, sembra interminabile. Una signora anziana si trasferisce nella profonda provincia americana, dopo essere rimasta vedova di un medico ricercatore. Acquista un dismesso e vecchio campo estivo per ragazze. Ha una proprietà isolata che comprende terreni, un lago e una vecchia casa. Persona schiva e forestiera, con una cultura più elevata dei concittadini, vive in modo modesto, con un cane adottato al canile. La solitudine e le ossessioni, pare le facciano confondere realtà e immaginazione. Vecchi ricordi di vita matrimoniale riportano alla luce, nella sua memoria, storie di costanti tradimenti e della convivenza con il marito, bello e intelligente e che l’ha sempre considerata inferiore. E forse realtà e fantasia si fondono anche in un’ipotetica storia relativa ad una persona scomparsa. I personaggi sono ingrigiti dalla vita, da un vacuo che sembra avvolgerli come il buio dei boschi. Un libro da leggere
-

