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I commenti più recenti

  • 3: I Guermantes

    Proust, Marcel

    • 08/04/2026
      In questo capitolo della Recherche, l’attenzione si sposta in modo deciso sull’aristocrazia francese, incarnata nella figura mitica e poi sempre più disincantata della duchessa de Guermantes e del suo ambiente mondano. Il contatto con quel mondo nobiliare che Proust aveva a lungo idealizzato rivela un mondo fatto di rituali vuoti, conversazioni ripetitive, snobismi e sottili giochi di potere sociale. Egli mette in scena con precisione quasi entomologica i meccanismi dell’alta società, mostrando quanto le gerarchie e le apparenze pesino sulle relazioni umane. Dal punto di vista stilistico, il romanzo conserva la consueta profondità analitica e l’attenzione minuziosa ai dettagli psicologici e sociali. Tuttavia, ho trovato questa parte particolarmente pesante e a tratti noiosa nelle lunghe descrizioni della nobiltà francese: le dinamiche dei salotti, le genealogie, le allusioni mondane e le sottili rivalità aristocratiche finiscono per rallentare molto il ritmo della narrazione. L’impressione è quella di assistere a un lungo smascheramento, certo intelligente e raffinato, ma non sempre coinvolgente sul piano emotivo. Nonostante la fatica incontrata in questo volume, sento il desiderio di proseguire la lettura dei successivi. Leggo su internet che la forza del progetto proustiano sta infatti nella costruzione complessiva: ogni libro è un tassello necessario di un disegno più ampio, e la promessa di una rivelazione finale — artistica ed esistenziale — rende stimolante continuare il viaggio.
  • Prestiti scaduti

    Márkaris, Pétros

    • 08/04/2026
      Pieno di errori
      la storia è molto bella ma questa edizione è piena di errori di battitura!!!
  • Ragazzo

    Zuzu

    • 08/04/2026
      Roberta Sferco ragazzo
      zuzu disegna di getto e usa tanri pennarelli come d'istinto. tratto riconoscibilissimo. narratrice eccellente delle persone e dei loro sentimenti. in questo caso riesce benissimo a narrare lo spirito di un giovane uomo e della provincia che lo circonda, senza banalizzarlo
  • Elegia in rosso

    Hayashi, Seiichi

    • 08/04/2026
      Roberta Sferco esistenziale
      fumetto che rompe gli schemi, tratto sintentico, quasi accennato. vignettr studiate per minimizzare ambienti w figure umane. giochi con le ombre e la luce di chi padroneggia la matita. un po' nouvelle vague
  • Ballata malinconica di una vita perfetta : romanzo

    Itami, Emily

    • 08/04/2026
      Sentimenti più sfumati e la bellezza malinconica del quotidiano.
      Romanzo dalla scrittura delicata, potente e sorprendentemente onesta. L’autrice è riescita a farmi rispecchiare nei pensieri della protagonista, Mizuki. Uno spaccato interessante sulla cultura del Giappone contemporaneo, descrivendo Tokyo non solo come sfondo, ma come parte integrante del malessere e della ricerca di sé della protagonista. Lo consiglio.
  • Cattivissimo me

    • 08/04/2026
      Barbara Peti
      divertentissimo soprattutto nel momento in cui si imbatte in tre bambine orfane che lo trasformano , con il tempo e l'affetto, in un vero papa'... un po' particolare ma pur sempre un vero papa'. importante il cambiamento progressivo del personaggio che da isolato egoista e rigido diventa addirittura dolce, simpatico e affettuoso. il tutto condito dal solito cattivo che vuole rubare la luna (che pero' non ci riesce), dai Minions simpaticissimi e anche ridicoli. da vedere
  • I cani pirata : prigionieri del Paese Gelato!

    Mélois, Clémentine

    • 08/04/2026
      ironico e avvincente
      vale la lettura
  • Lina e il sasso

    Covacich, Mauro

    • 07/04/2026
      La luce di Lina
      “L'amore è una cosa divina: se entra in un cuore umano lo spezza.” Un romanzo che sembra voler raccontare una semplice storia familiare e che, invece, cambia passo e si trasforma in qualcosa di molto più inquieto e sorprendente. La vicenda ruota intorno a Lina, una bambina “speciale” di nove anni, curiosa e piena di domande. Dopo la separazione dei genitori vive in una periferia romana con la madre Elena, fisioterapista ossessionata dalla forma fisica, e con Max, il nuovo compagno di lei: uno scrittore depresso alle prese con una crisi creativa. È soprattutto Max a occuparsi della bambina. Tra i due nasce un rapporto fatto di protezione e complicità: la va a prendere a scuola, le racconta storie, la difende dalle prese in giro dei compagni. Anche Max però ha una storia alle spalle. Ed è qui che il romanzo compie una prima svolta: Carlotta, la sua ex, giornalista televisiva di giorno, mentre di notte cerca una forma di consolazione in incontri trasgressivi con partner occasionali “reclutati” online. La narrazione procede alternando le vicende dei diversi personaggi — Max, Elena, Carlotta, il padre biologico di Lina e altri ancora — che progressivamente si intrecciano fino a creare tensioni, segreti e colpi di scena. È sorprendente come, da una trama che all’inizio ha quasi il sapore di una favola contemporanea, Covacich riesca a imprimere una torsione narrativa che avvicina il romanzo a un vero e proprio thriller psicologico. L’autore scava con finezza nei risvolti interiori dei personaggi, mettendo in scena adulti fragili, attraversati da desideri, sensi di colpa e inquietudini. Lina, con la sua innocenza e la sua diversità, diventa quasi il punto luminoso attorno al quale si rivelano le contraddizioni del mondo degli adulti. Molti i temi che attraversano il libro: la precarietà emotiva, le ferite dell’abbandono, la disabilità, la difficoltà di trovare un equilibrio nelle relazioni. Interessanti anche i riferimenti al pensiero di Simone Weil, che introducono una dimensione di riflessione inattesa e profonda. Nessuno, in questa storia, è davvero innocente o completamente colpevole: tutti i personaggi portano con sé fragilità e zone d’ombra. Una lettura intensa e ricca di spunti, emotiva ma mai melodrammatica, capace di sorprendere proprio quando sembra aver già rivelato tutte le sue carte.
  • Buonvino e l'omicidio dei ragazzi

    Veltroni, Walter

    • 07/04/2026
      Daniela Bertoglio
      E' il sesto romanzo della serie dei gialli ambientati a Villa Borghese, ed è quello che mi ha intrigato di meno, perché mi è sembrata una storia davvero poco credibile, poco articolata, e senza molto senso. Peccato, perché i libri precedenti, pur non essendo certo dei capolavori, avevano una trama con un minimo di logica, ed erano letture facili, senza pretese, ma dignitose. Questo mi ha davvero deluso, invece.
  • Assassinio sull'Orient Express

    Christie, Agatha

    • 07/04/2026
      Assolutamente da leggere
      Libro stupendo che non si può non aver letto una o più volte!!
  • La buona società

    Towles, Amor

    • 07/04/2026
      Inaspettato
      La Manhattan degli anni trenta, un turbinio di incontri e situazioni, umanità varia ed elite... dopo aver a lungo combattuto con me stessa, valutando se abbandonare la lettura o giungere sino in fondo, confesso di aver trovato un romanzo interessante e per nulla scontato. Come un film in bianco e nero che solo apparentemente sembra superato!
  • Ballo in polvere

    De Cataldo, Giancarlo

    • 07/04/2026 Bruno Umana 77 pagine
      Una storia breve ma ben strutturata, i cartelli massicani della grande distribuzione della droga, incontrano in piccolo intoppo, la DEA cerca di inserire il suo cavallo di Troia all' interno del organizzazione .
  • Nuoto : teoria e pratica dell'allenamento

    Confalonieri, Francesco

    • 07/04/2026
      Paolo Galati deludente
      scritto in maniera pesante e volutamente troppo tecnica, l'ho trovato totalmente inutile pur essendo un nuotatore da parecchi anni, anche le pochissime indicazioni tecniche (si contano sulla punta delle dita) sono giustamente accompagnate da immafini, ma sono immagini di una qualità talmente scadente da rendere inutile guardarle. mi dispiace ma per me è stato veramente deludente
  • Dove si aggiustano i sogni : romanzo

    Lee, Mi-ye

    • 07/04/2026
      Non bello quanto il primo libro
      Lettura leggera e bel libro, ma sinceramente non bello quanto il primo libro
  • Sangue e neve

    Nesbø, Jo

    • 07/04/2026
      Breve e sorprendente.
      Romanzo breve o racconto lungo che narra le vicende di un "liquidatore" perfetto nel suo lavoro, ma al tempo stesso imbranato in molti altre situazioni della vita. L'ho trovato molto originale, con parecchi passaggi direi poetici: forse la brevità ha esaltato la forza narrativa, evitando che la necessità di scrivere molto diluisse il senso vero della storia. Nonostante si percepisca la presenza di echi della letteratura noir "storica", è un libro che vale assolutamente la pena di leggere. Finale bellissimo e struggente.