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I commenti più recenti

  • Trilogia di New York

    Auster, Paul

    • 18/04/2026 Trilogia dell’assurdo
      Tre “detective story” molto originali che si interrogano sull’identità individuale e corrono sul filo dell’irrazionale e dell’assurdo in una New York labirintica.
  • Gita al faro : edizione integrale

    Woolf, Virginia

    • 18/04/2026
      Giselda Massari
      Libro complesso dove prevalgono i pensieri e le introspezioni dei vari personaggi. Il racconto e gli avvenimenti sono ridotti all’osso. La difficoltà è accentuata dal fatto che l’autrice passa repentinamente dai pensieri di uno a quelli di un altro personaggio con rapidi passaggi. Ogni frase è densa di riflessioni e ogni frase contiene rimandi ad altri pensieri. La vicenda si svolge sull’isola di Skype in Scozia, dove la famiglia Ramsey (moglie, marito, otto figli) trascorre le vacanze. L’ambiente è intellettuale e accoglie vari ospiti dei quali si cura in prima persona la padrona di casa cercando di coinvolgere tutti nella vita di comunità. Il marito è concentrato unicamente nei suoi studi filosofici e scoraggia pragmaticamente i sogni e le promesse di sua moglie, fra cui una gita al Faro visibile dalla finestra di casa. Il tempo passa. La signora Ramsey muore improvvisamente. La casa viene abbandonata per dieci anni. I figli faticano a rapportarsi col padre. Il ritorno alla casa vede finalmente svolgersi la gita al Faro con il recupero (forse) di un po’ di serenità. Scritto nel periodo della maturità, il libro risente del trauma che condizionò tutta la vita dell’autrice, la morte della madre quando lei era ancora una bambina. Molto intimo e a tratti criptico contiene pensieri memorabili sulle miserie della vita coniugale per le donne.
  • Bebelplatz : la notte dei libri bruciati

    Stassi, Fabio

    • 18/04/2026
      UNA PERLA DI LIBRO
      veva appena visitato il centro di documentazione sul nazional socialismo di Monaco e Fabio Stassi scopre che il 10 maggio 1933 i nazisti avevano bruciato migliaia di libri a Konigplatz. Quella fu una delle numerose cerimonie per distruggere tutti i libri che andassero contro al nazionalsocialismo. L’autore s’incuriosisce su questo storico evento andandone in profondità. Innanzitutto furono centinaia le piazze dove si bruciarono i libri, opere infette che avevano condotto il mondo verso il comunismo. Ma quali libri bruciarono di tutte le biblioteche aggredite? Oppure solo i testi sapientemente scelti? Su questa linea Fabio Stassi cerca d’individuare gli autori selezionati. Marx, Freud, Einstein, Brecht, Remarque, Zweig. Certamente la selezione c’era, autori ebrei, comunisti, grandi scrittori russi, ma Stassi si domanda se ci fossero anche italiani tra i libri bruciati. Ne trova cinque e di questi cinque autori racconta la difficile vita che avevano trascorso, motivando anche perché i loro libri venissero tutti bruciati. Si tratta di Pietro l’Aretino, il cantore della libertà rinascimentale, Giuseppe Antonio Borgese, siciliano doc ma cittadino del mondo e inguaribile utopista, Emilio Salgari antimperialista amato in Sudamerica, pur sempre uno scrittore di fantasia anche se ispirato dalle gesta di Garibaldi e di Anita, Ignazio Silone, che ci hanno fatto noiosamente studiare a scuola senza approfondire la sua figura antifascista radicale, e l’unica donna, Maria Volpi, in arte “Mura”, disinibita narratrice del piacere e dell’indipendenza femminile, oggi ancora relegata tra le scrittrici spesso dimenticate. Non sono stati scelti a caso, ognuno ha una motivazione ben precisa: sono autori a favore della libertà di espressione e contro le dittature di pensiero. Ecco che il libro di Stassi diventa una narrazione dei cinque personaggi, facendoli conoscere approfonditamente. Una lettura molto interessante che chiarisce perché fossero ritenuti scrittori pericolosi per il regime. Ma non basta. Fabio Stassi si chiede se anche in Italia ci fossero stati falò di libri e in quali periodi, e anche in questo caso si potranno scoprire tante notizie molto interessanti. Insomma la letteratura fa paura, ma bruciando i libri non si fa altro che rafforzare la curiosità di leggerli. “Vincerete, perché avete la forza bruta, ma non convincerete. Perché per convincere, dovrete persuadere.” Nel numeroso elenco di roghi di libri che cita, dimentica, però, che anche il nostro Gianni Rodari, colpito dalla scomunica della Chiesa per essere comunista, vide i suoi libri bruciati nei cortili delle chiese nel 1949. Praticamente ieri. Un libro bello come pochi, questo di Fabio Stassi, per capire quanto la cultura rimanga sempre la migliore arma da cui difendersi, senza uccidere nessuno e che l’ignoranza, in mano a gente di potere, porta solo danni.
  • Il seme della violenza [Videoregistrazione]

    • 18/04/2026
      Romano Siciliani Dove andava l’America
      Un film di buoni sentimenti, specchio di una trasformazione della società americana. Interessante anche se prevedibile. La consacrazione di Sidney Poitier a paladino dei diritti civili dei neri. Simpatica prefazione di Hanna e Barbera
  • I convitati di pietra

    Mari, Michele <1955- >

    • 18/04/2026
      Giorgio Grasso Una scommessa riuscita
      Il tempo passa per tutti, ma per i 30 ex studenti di questo romanzo sembra passare più lentamente. La riffa ideata in occasione della cena dell'anno successivo a quello della maturità è l'occasione creata da Mari per mettere in scena un racconto nero, con venature di giallo. Dei trenta studenti impariamo a conoscerne bene solo pochi, perché i primi quarant'anni scorrono piuttosto in fretta, con il gruppo che piano piano si assottiglia per motivazioni anche cruente (e sono le pagine più divertenti). Quando il gioco si fa più serio, cioè dopo che i partecipanti rimasti hanno compiuto i sessanta, allora Mari comincia a delineare i caratteri principali ed entriamo finalmente nella testa di alcuni dei protagonisti. Contrariamente ad altri lettori a me la fissazione di uno di loro per Gene Hackman e la sua filmografia è piaciuta, a Mari evidentemente piacciono gli elenchi. E ad un certo punto vogliamo sapere tutti come andrà a finire, salvo scoprire che in fondo lo sapevamo già. Vincerà lo Strega? In cinquina sicuro (lo dico ad aprile), poi si vedrà.
    • 02/04/2026
      Ho difficoltà a dare un voto a questo libro che, almeno, ha il pregio di essere breve. L'idea di base non è male anche se, probabilmente, non originalissima: nel luglio del 1975, finita la maturità classica, i membri di una classe decidono di rivedersi a cena ogni anno in quella data e di istituire una riffa; verseranno ogni anno, vita natural durante, una quota e l'ammontare finale andrà in premio agli ultimi tre sopravvissuti. Col passare degli anni il gruzzolo, ottimamente investito, inizia a diventare una cifra ragguardevole e a stimolare la cupidigia di alcuni membri del gruppo. Per fortuna più che verso "squid game" il racconto vira verso un umorismo, tra il grottesco e il nero, che però non riesce a strapparci una risata. Un Max Bunker (tanto per citare un autore di fumetti, argomento che sta a cuore sia a Mari che a uno dei protagonisti della storia) sarebbe riuscito a gestire meglio la trama. A dispetto di tanti racconti che tendono a perdersi nella conclusione, questa storia dà il meglio di sè nel finale. Rispetto al precedente "Locus Desperatus" Mari utilizza un italiano più scorrevole e gliene siamo grati, un po' meno quando ci sciorina tutta la filmografia di Gene Hackmann.
  • Il colpo segreto

    Anthony, Jessica

    • 17/04/2026
      Il potere dei gesti semplici
      Una storia breve, dall'alba al tramonto, un evento apparentemente banale, un bagno in piscina che sembra destinato a non finire mai. Il corpo di Kathleen asseconda la ribellione interna che cresce silenziosa portando a galla le occasioni perse, le bugie e le mediocrità di una vita di coppia rassegnata e conformata sulle convenzioni. Semplice e profondo, un gioco di feedback che mette a fuoco le motivazioni recondite e inconfessabili dei due protagonisti. Letto nell'arco di un pomeriggio, lo consiglio a chi crede ancora nella possibilità del cambiamento!
  • Quelle due [Videoregistrazione]

    • 17/04/2026
      La calunnia non è un venticello
      New England. Due amiche insegnanti, Martha e Karen, aprono un collegio per giovinette. Ma dopo un po' di tempo in cui la scuola va bene, devono difendersi dallo scandalo suscitato dalle menzogne di un'allieva, che, per vendetta per una punizione ricevuta, racconta in famiglia come tra "quelle due" vi sia una storia. La voce si diffonde nella cittadina, il cui puritanesimo le costringerà a chiudere l'istituto, provocando la rovina delle due donne; una di loro confesserà all'altra i suoi sentimenti. Film drammatico in bianco e nero del 1962, regia di William Wyler, con le brave Audrey Hepburn e Shirley Mac Laine, ispirato al testo teatrale degli anni Trenta - ma molto avanti - "La calunnia" di LIllian Hellman. Da vedere
  • L'uomo che morì due volte : la nuova indagine del Club dei delitti del giovedì

    Osman, Richard

    • 17/04/2026 Troppa confusione
      Sono personaggi ben assortiti i protagonisti di questo libro: quattro amici anziani con “hobby “ la soluzione di casi improvvisi di reato. La storia si snoda tra vecchi amori ed esperienze lavorative nei servizi segreti, tra spaccio e sale da the, tra agenti morti e comportamenti improbabili da parte di quattro persone che vengono a volte canzonate per la loro età. Diamanti trafugati, scambi di persona… insomma troppi colpi di scena e cambi di rotta che non favoriscono la fluidità della lettura. Un libro che non ho trovato particolarmente piacevole
  • Il metodo del dottor Fonseca

    Vitali, Andrea <1956- >

    • 17/04/2026
      Sperimentale
      Un Vitali totalmente diverso da quello che ci descrive Bellano e la sua vitalità, il libro è bello ma il finale delude, decisamente troppo fantasioso e scollato da ogni realtà.
  • Rigenerazione : la trilogia

    Barker, Pat

    • 17/04/2026 Gabriella Proietti Silvestri
      Come rileggere fatti storici, la Prima Guerra Mondiale, con tutte le sue battaglie e i suoi morti, con un particolare punto di vista: l'attenzione alle persone, ai soldati che tornano dal fronte con un "trauma da esplosione", definizione che sta ad indicare una forma di depressione o altra malattia psichica, derivante proprio dal forte impatto emotivo/psichico della guerra vissuta nelle trincee e nella "terra di nessuno". Molto interessante l'approccio terapeutico del dottore/antropologo/psicologo con tecniche e terapie sperimentali, tutte su misura. Un panorama di casi clinici, ma anche di vite spezzate e di difficile ritorno alla vita civile. E qui si percepisce la filosofia del libro, che aleggia dietro tutto ciò: in guerra, tutti devono fare la propria parte, anche chi è completamente traumatizzato. Non so se l'obiettivo è quello di tacciare il pacifismo come politica negativa; certo il libro in questo caso non riesce convincente. Ma allontanando questa tesi, ritengo che è una delle letture più attente a fatti e misfatti della Storia.
  • Il maestro e Margherita

    Bulgakov, Mihail Afanasʹevič

    • 17/04/2026
      Il maestro e Margherita
      Semplicemente un testo che ti cattura riga dopo riga; l'autore ti lascia scivolare tra le sue deduzione non facendoti lontanamente capire dove andrà a parare. Personalmente ne sono rimasto affascinato e "incendiato" ..... i libri non bruciano.
  • Leggere le rune : guida di base al loro significato e alla divinazione runica

    Chamberlain, Lisa

    • 17/04/2026
      Leggere le rune : guida di base al loro significato e alla divinazione runica
      Una lettura interessante e completa circa un mondo che riporta ad antichi popoli nordici; ritenevo l'alfabeto runico un esclusivo appannaggio di culture esoteriche: non è così! Alla fine ho ricevuto un utile contributo per le mie personali conoscenze.
  • Il primo caffè della giornata

    Kawaguchi, Toshikazu

    • 17/04/2026
      Nicoletta Alliney bene ma non benissimo
      Rispetto ai primi 2 precedenti volumi, questo l’ho trovato leggermente meno pieno. Ogni libro e’ autoconclusivo, quindi la linearità non può essere strumento di valutazione, ma rispetto ai precedenti che mi avevano emozionato molto, questo 3º volume l’ho trovato un po’ piatto. Le storie hanno catturato il mio interesse fino ad un certo punto.
  • Gente di Dublino

    Joyce, James

    • 17/04/2026
      E' il mio primo...
      ...con Jojce. Fortunatamente ne sono venuto in contatto quasi per caso. E' ringrazio quel caso. Una prosa asciutta, capace. Capace di raffigurare una situazione e, soprattutto, un personaggio con poche ed essenziali righe. La qualità di ciò che si legge è alta. Si vedono alcuni tratti del personaggio o del luogo. Il resto è immaginazione. Quella di chi legge. "...quando ride la punta del naso tocca il mento...". Un'altra qualità del libro è, appunto, la gente di Dublino. Senza patria, povera e, per i più, senza sogni. Anche quando questi diventano visibili, si toccano l'abitudine alla povertà del sogno non te li fa neanche toccare. Anzi. Si scappa. E rimane un rammarico. Non immediato. Passano anche 4 anni. Ma dopo ci ripensi e capisci.