I commenti più recenti
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Un bello scherzo : i casi del maresciallo Ernesto Maccadò
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09/04/2026Andrea Vitali gioca con l'ironia per raccontare una vicenda potenzialmente tragica: per uno scherzo crudele, e una serie di equivoci, il maestro Fiorentino Crispini, uno dei personaggi bellanesi ricorrenti nella serie di romanzi che hanno per protagonista il maresciallo Maccadò, viene arrestato dalla Milizia fascista ed accusato addirittura di aver organizzato un attentato contro l'inquilino di Palazzo Venezia. Per fortuna, di fronte alla pusillanimità dei miliziani bellanesi i carabinieri si danno da fare e riescono a risolvere tutta l'intricata faccenda, e far tornare a casa il poetucolo da strapazzo.
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Follia
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09/04/2026E' un romanzo un po' claustrofobico, ambientato all'interno di un manicomio inglese, nel 1959, con la moglie dello psichiatra che ne è vicedirettore, e vorrebbe diventarne direttore, che si innamora di uno dei ricoverati, un uxoricida con una serie di patologie. A raccontare la vicenda è un altro dei medici che lavorano nella struttura, un manipolatore, che tira le fila dei vari personaggi, tutti, chi più chi meno, fragili. E' un libro che si divora, una discesa verso l'inferno da parte della protagonista femminile, che abbandona figlio e marito per seguire il paziente in fuga, e finire poi lei stessa internata. Un romanzo che scava nella psicologia dei personaggi, nelle loro incapacità, piccole meschinerie, psicosi e solitudini.
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Le mani insanguinate
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09/04/2026 La forza e la cronacaTra narrazione di verità e fantasia, l’autore indaga tragici fatti di cronaca. Violenze domestiche, cruente e misteriose sparizioni, persone che vengono tradite nella loro fiducia verso il prossimo, basse usurpazioni…. Un occhio alla realtà napoletana e non solo, con grande amore sempre dimostrato per la città ed il suo Patrono. Una serie di racconti brevi molto interessante, con tratti commoventi. L’autore si immedesima in tanti personaggi narratori che cercano la propria giustizia, che fanno la cronaca della loro vita, che non condannano o rimpiangono, ma con grande calma espongono… certi che alla fine arriverà la verità. Una traccia rimanda ad altro dell’autore.Un libro da leggere.
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L'ora di greco
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09/04/2026 Tra silenzio e cecitàSono al terzo romanzo di Han Kang, dopo La vegetariana e Non dico addio, ed è quello che mi ha emozionato meno. Anche qui l’autrice rimane fedele alla sua cifra stilistica: una narrazione rarefatta, costruita più su immagini sensoriali e simboliche che su una vera trama. Il romanzo ruota attorno a due protagonisti senza nome, le cui privazioni sono in qualche modo speculari: lei ha perso la voce per un blocco psicologico legato a traumi personali e alla perdita dell’affidamento del figlio; lui sta perdendo la vista a causa di una malattia degenerativa. Il loro incontro avviene in un’aula di greco antico, dove lui insegna, una lingua morta che funge da metafora ideale: precisa, complessa e priva di utilità pratica, rappresenta il tentativo di ricostruire un rapporto con il mondo al di fuori dei canali comunicativi convenzionali. Attraverso le lezioni i due sviluppano una relazione fatta più di silenzi e percezioni che di veri dialoghi, come se cercassero di ritrovare una forma di comunicazione più profonda, quasi primordiale. La presenza della neve, che compare spesso nei libri di Han Kang, contribuisce a creare questa atmosfera: un mondo silenzioso e ovattato in cui il mutismo di lei e la cecità di lui sembrano quasi sfiorarsi. Nonostante la scrittura sia molto poetica ed evocativa, costruita su frasi brevi ed essenziali, non ho ritrovato la stessa forza emotiva degli altri libri. Qui il dolore sembra più distante e meno immediato. Resta comunque una riflessione interessante sulla fragilità del linguaggio e sulla possibilità di capirsi anche quando i sensi e le parole vengono meno. Un libro la cui bellezza non risiede nella trama, ma nella scrittura, sobria e di grande intensità lirica.
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09/04/2026 Mi aspettavo altroVerboso, a momenti assolutamente perdevo il filo e non capivo dove andasse a parare, per me puro esercizio di stile. Abbandonato a metà abbondante purtroppo, avevo alte aspettative.
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Ieri
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09/04/2026 Non mi ha catturataRomanzo breve molto ostico per quanto mi riguarda, non sono riuscita ad entrare nella storia e a metà l’ho abbandonato, non mi veniva proprio voglia di leggerlo.
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La gioia di rileggere
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09/04/2026 Un piccolo saggio per chi ama leggereUn piccolo saggio sulla lettura, qualche cenno storico sulla letteratura, dedicato a chi ama leggere.
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La vendetta
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09/04/2026 Ottima raccolta di racconti25 racconti grotteschi e allucinatori, con personaggi distaccati dalla realtà e dalle emozioni, assassini banali, personaggi surreali e per questo tremendamente realistici.
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Primo sangue
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09/04/2026 BellissimoOgni volta che leggo Nothomb penso "questo è il suo più bello" e ogni volta si supera. Che autrice straordinaria, ammiro la sua capacità di sintesi, quel saper raccontare tutto il necessario in poche parole essenziali.
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Gli aerostati
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09/04/2026 Sempre fantastica!Questa donna mi stupisce sempre, sa costruire un romanzo meraviglioso partendo da storie personali, famigliari. Il suo magnetismo è irresistibile, credo sia una delle mie scrittrici preferite in assoluto.
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L'umanità in tempi bui : Lessing, Luxemburg, Giovanni 23., Jaspers, Blixen, Broch, Benjamin, Brecht, Gurian, Jarrell
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09/04/2026 Dieci ritratti di giganti del pensiero del NovecentoHanna Arendt non condivideva il pensiero del suo maestro Heidegger quando questi indicava, per chi fa filosofia, la strada del ritiro in solitudine. Per lei, autrice de "La vita activa", c'è sempre modo di trovare qualche luce anche nei tempi bui, durante i quali la domanda da farsi è: "quanta realtà è necessario conservare anche in un mondo divenuto disumano per fare in modo che l’umanità non si riduca a una parola vuota o a un’illusione ?" Le risposte Arendt le trova nelle vite e nel pensiero di dieci intellettuali, tutti del Novecento, tranne l'ottocentesco Lessing. Sono belli tutti i ritratti, ma ho apprezzato su tutti quelli delle due donne, Rosa Luxembourg e Karen Blixen, e quelli del filosofo Karl Jaspers e di papa Giovanni XXIII. Del "Papa buono", Arendt riferisce un aneddoto: quando, da nunzio nel 1944, all'udienza di papa Pio XII, questi gli disse che avrebbe avuto a disposizione per lui sette minuti, l'allora don Roncalli si congedò: "In tal caso, i sei minuti che rimangono sono di troppo”. OTTIMO SAGGIO.
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La disciplina di Penelope
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09/04/2026 Mario Benvenuti primo libro di carofiglio che leggocasualmente comincio da Penelope, piano piano conoscerò gli altri, bel libro, confermo altri commenti positivi
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Tra due mondi
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09/04/2026 Mario Benvenuti norek cambia registro e ci da una lezione di vitanon è il solito Norek, libro dalle tinte forti, qualche passo è duro, ma vale la pena leggerlo, anzi, ci da un'idea, se ce ne fosse bisogno, della fortuna di nascere in un posto anzichè in un altro, ma anche che l'uomo difficilmente cambierà. libro OTTIMO. da leggere per imparare se non già fatto
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Paese dalle ombre lunghe
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09/04/2026Già dalle prime pagine l’Autore dichiara che le vicende narrate nel suo libro sono romanzate ma che il contesto in cui si svolgono è quello, documentato da cronache e testimonianze di chi li ha incontrati e frequentati, del popolo degli Inuit nella prima metà del secolo scorso. Entriamo in luoghi, per noi cittadini dell’Europa “civilizzata”, estremi per collocazione geografica e per condizioni climatiche. Ciononostante si viene coinvolti dalla sovrumana capacità di questo popolo di adattarsi a tali enormi difficoltà. Veniamo così sballottati sulla slitta trainata da cani litigiosi e condotta da Ernenek a petto nudo con 15 gradi sottozero. Conosciamo i tabù, le superstizioni, gli innumerevoli totem che costellano il loro Olimpo animista. Lontanissimo da noi è il modo in cui un uomo e una donna conducono il loro rapporto coniugale. Esula dalla nostra mentalità l’invito che il nostro eroe Ernenek fa all’ospite, anche se sconosciuto, “di farsi due risate” con sua moglie Asiak, ed è motivo di gravissima offesa il rifiuto di appartarsi con lei. Per non parlare dei gusti alimentari che per noi sarebbero disgustosi. Proprio perché devono fare i conti con una natura avara ed ostile ne hanno grande rispetto dando valore e traendo utilità da materiali che noi considereremmo scarti da eliminare. Spesso crudeli ma anche ingenui, generosi ed estremamente materialisti per istinto di sopravvivenza. Quello che colpisce di più è la loro grande dignità e l’orgoglio di essere il popolo degli “Uomini’. Una lettura che apre a nuovi mondi e che ci invita ad indagare su noi stessi. Divertente e profondo.
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Novecento, il secolo scorso : com'è stata l'Italia fino a 25 anni fa, visto che ne parliamo ancora ogni giorno
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09/04/2026 Un'ottima carrellata dei fatti che hanno segnato l'Italia del 900In quanto nato negli ultimissimi anni del secolo scorso, ho spesso solo sentito parlare di Tangentopoli o del Referendum sul Divorzio o di tanti altri fatti di cui non ho alcuna memoria se non per sentito dire da parte dei miei genitori. La scuola non è sempre preparata ad affrontare questi cento anni (spesso ci si ferma alla Seconda Guerra Mondiale e basta) e allora quale miglior modo per approfondire con la lettura? Ho trovato questo libro molto completo e soddisfacente, sono riuscito finalmente ad avere una bella visione di insieme su tantissimi temi. Sono solo rimasto un po' interdetto perché alcuni avvenimenti cruciali sono stati solo trattati di striscio oppure non sono proprio stati trattati affatto. Il Referendum su Monarchia e Repubblica, ad esempio, che ha reso il nostro paese quello che è oggi, non ha neanche un capitolo dedicato. Lo stesso vale per la strage alla stazione di Bologna del 1980 che è, invece, però,citato in altri contesti. Non male per chi volesse, come me, farsi un po' di cultura al riguardo
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Dopo lunga e penosa malattia
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08/04/2026 Noir alla Scerbanenco.Niente a che vedere con i romanzi del Maresciallo Maccadò. Qui le atmosfere sono nere, come gli animi dei personaggi. La provincia asfissiante e asfittica. Un po' alla Scerbanenco, appunto. Lo stile si adegua al tema e non ci sono spiritosaggini, il ritmo è serrato. Bello il finale. Molto avvincente: l'ho letto tutto d'un fiato in un pomeriggio (è un romanzo breve).
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