I commenti più recenti
-
Il giunco mormorante
-
04/07/2026 Il giunco mormoranteÈ bello come Nina Berberova riesca a definire attraverso la sua penna il profilo dei suoi personaggi. Il giunco mormorante è un libro della Piccola biblioteca di Adelphi, breve e intenso, come un respiro. Una narrazione lineare, semplice, capace di mettere in luce alcune dinamiche umane, e di raccontare quella parte interiore a noi più profonda, come uno spazio nostro da presevare e proteggere, sempre. Ed è proprio ritornando in quel territorio nostro privato che possiamo riconnetterci con la parte più autentica di noi e capire, senza confonderci, se la direzione che stiamo prendendo o ciò che stiamo facendo, rispetti noi stessi, il nostro essere, la nostra integrità. Nina Berberova scrive un testo piccolo ma potente, attingendo direttamente dal suo vissuto storico ed emotivo. Infatti, attraverso la voce della sua protagonista (una donna di origini russe), l'autrice racconta l'esperienza dell'esilio, con tratti malinconici, poetici, ma anche con una lucidità chiara e delineata. Un libro ambientato in Francia nel 1939, che una volta finito, resta. Un'autrice da approfondire. Libro consigliato.
-
-
Nella carne
-
04/07/2026 Ok. E no, non è un giudizio sul libro.Se siete fan di dialoghi scritti male in cui il protagonista ripete "Okay" svariate volte, questo è il libro giusto per voi. Vorrebbe essere una velata critica all epidemia di "male lonelyness", ma se questo è il meglio che un maschio bianco cishet può dire sull argomento, forse meglio lasciar perdere.
-
23/06/2026 Daniela BertoglioUn romanzo scritto in uno stile minimalista, per sottrazione, senza una parola di troppo. Lo stesso protagonista, Istvàn, è un uomo con una vita tormentata, che ci viene narrata dalla adolescenza (15 anni) alla maturità, ma che prende poche decisioni, gli capitano incontri destinati a dare svolte epocali alla sua esistenza, ma lui tiene sempre un atteggiamento sottotono, risponde "okay", ma lascia agli altri le mosse importanti. Sullo sfondo della vita di Istvàn, David Szalay racconta la storia di una parte del '900, fino ai giorni nostri, ma tutto rimane ai margini: Istvàn cresce nella Ungheria prima della caduta del muro di Berlino, finisce in riformatorio, poi entra nell'esercito, va a combattere in Iraq, poi lo troviamo a Londra, dove inizia la sua ascesa sociale, da buttafuori di un locale un po' equivoco di Soho, diventa guardia del corpo di VIP, poi autista, amante e poi marito della sua datrice di lavoro, nella Londra dei primi anni del 2000 è un imprenditore immobiliare rampante, salvo poi perdere tutto e tornare in Ungheria di nuovo a fare la guardia giurata in un grande magazzino, senza nessuna velleità di carriera. Il romanzo è diviso in capitoli, in ciascuno viene raccontato un pezzo della vita di Istvàn, sta al lettore immaginare i pezzi mancanti, e cosa sia successo nel frattempo. Ha vinto il Booker Prize lo scorso anno, meritatissimo.
-
-
Il bar di Cinecittà
-
03/07/2026 Chiara Serafinelli BelloLa storia di Cinecittà e del cinema attraverso gli occhi di Giovanni, un ragazzino che entra a lavorare nel bar di Cinecittà e ci rimane per tutta la vita, stringendo amicizie con chi ha fatto grande il cinema italiano. Un racconto poetico e delicato da cui si percepisce tutto l'amore e la passione di Veltroni per il cinema italiano e per i suoi grandi protagonisti:la nascita, la grandezza,la decadenza e i periodi di disperazione, la rinascita e poi di nuovo i periodi di crisi, di quella che era chiamata la fabbrica dei sogni.
-
-
Il lupo nero
-
03/07/2026 Avvincente, però...Come sempre ,anche in questo libro l'autrice dimostra le sue doti: sa creare personaggi che si imprimono nella memoria e nel cuore del lettore,atmosfere incantate ,trame avvincenti e piene di colpi di scena. Questo,per ora, ultimo capitolo della serie tratta di un complotto politico sullo sfondo del cambiamento climatico e secondo me è proprio questo cambio di rotta che incrina la perfezione del libro. La stessa autrice,nella postfazione, con molta lucidità dichiara candidamente di conoscere ciò che i lettori preferiscono e vorrebbero da lei: storie unicamente ambientate nel "magico" paesino di Gamache, coi suoi amici e le loro emozioni ad attorniarlo. Nient'altro. I suoi lettori non amano ambientazioni esterne e troppi personaggi sconosciuti e devo ammettere che ha proprio ragione! Noi amiamo leggere di buone sentimenti,belle persone, cose sane che ispirano fiducia nel prossimo e nel mondo, ecco perché questa ultima storia non mi ha molto convinto ed è stata faticosa da ultimare.
-
-
Il giardino di Virginia Woolf : la storia del giardino di Monk's House
-
03/07/2026 E un po' anche il mioNon posso fare a meno di prenderlo in prestito e di riprenderlo e di riprenderlo.
-
-
L'ascensione del Monte Bianco
-
03/07/2026 racconto vulnerabile di una salitaQuesto breve libro segue la salita del Monte Bianco compiuta dall'autore in compagnia di tre amici più esperti. Egli, impreparato, incerto, incosciente rispetto a questa impresa, ne racconta i giorni senza retorica. Un uomo normale di fronte alla fatica, alla paura, all'ostacolo. In questo la sua guida e i suoi amici saranno fondamentali. Quello che mi è arrivato di più di tutta la vicenda è proprio il senso di sincera vulnerabilità che emerge dal racconto e che permette senz'altro di riconoscersi nell'autore, anche se non si è mai affrontato un quattromila nella propria vita. Le pagine scorrono veloci e leggere, sommerse di nomi di vette, canali, attrezzature varie, ma credo non sia necessario conoscere tutti i termini per godere a sufficienza della narrazione.
-
-
I donatori di sonno
-
03/07/2026Votazione bassa più che altro per la delusione: mi aspettavo di più da questo romanzo (o meglio racconto lungo) di cui avevo letto bene da fonti autorevoli (Lipperini) L'idea di base non è male: negli Stati Uniti è stata trovata la cura per un'epidemia di insonnia che porta alla morte nelle donazioni di sonno. Tramite una nuova tecnologia i donatori possono donare i loro sonni/sogni agli "oressini" (i malati che non riescono più a dormire), peccato che la domanda sia di molto superiore all'offerta. A gestire il tutto non è il Sistema Sanitario Nazionale (siamo pur sempre negli USA) ma le cosidette "Brigate Morfeo", una ONG gestita da due ex-manager di grido che, benevolmente, hanno messo il loro talento a favore della causa. Protagonista della storia è Trish, sorella di una delle prime vittime, anch'essa facente parte delle suddette brigate nel ruolo di "reclutatrice" di donatori. La trama si svolge in modo lineare, senza particolari brividi e pure con qualche derive da romanzo rosa che non ho apprezzato. Una rilettura mi permetterebbe di entrare meglio nello spirito del racconto?
-
-
La Malnata
-
03/07/2026Cavalcando l'onda del successo mondiale de "L'amica geniale" ecco un esordio di lusso per la Salvioni che esce in contemporanea in diversi paesi europei. La stoffa c'è, ma anche il marketing e la voglia da parte della Feltrinelli di trovare una nuova Ferrante (e i relativi incassi). A mio modesto parere il libro è buono ma da qui a parlare di capolavoro ce ne vuole. Non so perchè ma, a lettura conclusa, ho pensato ai "Ragazzi della via Pal". Siamo negli anni '30 del secolo XX nella provincia italiana (Bergamo): il fascismo è, da una decina di anni una dittatura che pervade e cerca di irregimentare gli italiani sin dalle scuole elementari. Su questo sfondo nasce l'amicizia tra Francesca e Maddalena, due ragazzine distanti come classe sociale, ma unite nell'insofferenza delle convenzioni sociali e nella rivendicazione di una libertà personale. Ovviamente è un'amicizia che non ha vita semplice, probabilmente anche oggi non l'avrebbe. Buona la ricostruzione storica con un unico scivolone che mi sento di segnalare: la presenza della Bibbia nelle case. In Italia, sebbene paese cattolico e forse proprio perchè paese cattolico, la lettura della Bibbia, caposaldo delle Chiese Riformate, ha avuto sempre scarsa fortuna. Solo con il Concilio Vaticano II (quindi 25 anni dopo l'epoca dei fatti) i laici hanno iniziato a leggerla.
-
-
La Malacarne
-
03/07/2026Che la Salvioni stia cercando di emulare il ciclo dell' Amica geniale, l'ho già scritto nella recensione della malnata e lo ripeto qui, compreso l'utilizzo di quasi tutti i personaggi presenti nel primo libro. La storia dell'amicizia tra Francesca e Maddalena riprende dopo un intervallo di quattro anni: siamo nel 1940 e l'Italia sta per entrare in guerra. Francesca non ha potuto avere contatti con Maddalena dal momento che quest'ultima è stata rinchiusa in manicomio. Difficile parlare di questo romanzo, che copre, da un punto di vista cronologico tutto il periodo bellico, senza spoilerare. Sicuramente mette in risalto le due protagoniste, in particolare Francesca, entrambe eroine "femministe" ante-litteram. Agli uomini il ruolo del cattivo o della "spalla" . Poco convincente il personaggio di Noè Tresoldi, che l'autrice nelle interviste che si trovano in rete, definisce quasi una personificazione della bontà, ma che di fatto è un "tappeto" pronto a farsi calpestare dalla compagna. Tra qualche difetto, incongruenza e slogan programmatico il libro si legge bene e l'autrice "cresce" rispetto la prima opera.
-
-
Scorrete lacrime, disse il poliziotto : romanzo
-
03/07/2026Difficile se non impossibile riassumere un libro di Dick. Jason Taverner, anchor-man, cantante, uomo di successo, si risveglia una mattina in un mondo ove nessuno lo conosce più ed il suo nome è sparito dagli archivi e dalle anagrafi. Ambientato nel 1988 in un' America che assomiglia all' Argentina dei desaparecidos, il libro contiene evidenti riferimenti alla vita dell'autore che cerca di farsi intravvedere attraverso il tessuto delle parole. Come in tutti i libri di Dick riflessioni di grande umanità si intervallano a colpi di scena.
-
-
Il sole dell'avvenire. Vivere lavorando o morire combattendo
-
03/07/2026Grazie Evangelisti per avere scritto dei libri come questo. Non è certo un capolavoro della letteratura ma assolve benissimo al suo scopo...ricordarci come sia duro ma maledettamente importante ribellarsi.
-
-
Trilogia di New York
-
03/07/2026 Giselda Massari Storie americaneIl libro contiene tre racconti gialli surreali tutti ambientati in una New York indifferente alle tragedie personali. I personaggi dei racconti si confrontano con storie inquietanti e scelgono spesso l'oblio e l'annientamento di sé. Ricorre spesso la figura dei barboni che precipitano in tale condizione quasi per caso. L'ultimo racconto, La stanza chiusa, è quello più completo. La storia di due amici, uno dei due "geniale", che si rincorrono a vita finendo per prendere il posto l'uno dell'altro. E qui è evidente l'analogia con il tema dominante de L'amica geniale della Ferrante. Secondo me, l'autrice del best seller nostrano non può non essersi ispirata al testo di Auster.
-
-
L'isola del passato
-
03/07/2026 Daniela BertoglioE' il quarto romanzo della serie ambientata nell'isola immaginaria a metà strada tra la Svezia e la Danimarca, il testimone, da protagonista, passa a Annelie, la giovane poliziotta che da alcuni anni si è trasferita da Malmo a Liten. Viene spiegata la ragione di questo trasferimento, un colpo di fulmine che la ha fatta innamorare di uno degli abitanti dell'isola. Annelie decide di riaprire un caso di omicidio risalente a 9 anni prima, una donna di Liten ammazzata in un vicolo di Malmo, il primo caso che le era stato assegnato, e che era rimasto irrisolto. La trama mi è sembrata parecchio confusa, e le considerazioni sull'amore della protagonista davvero troppe e decisamente noiose. Insomma, mi è sembrato il romanzo meno riuscito della serie.
-
-
Stupore e tremori
-
02/07/2026 Bruno Umana Il GiapponeNon posso credere che il Giappone sia come lo descrive Amélie, ma al di là che sia vero o meno il libro ti rapisce e non lo molli sino alla fine. Bellissimo
-
-
Abbiamo sempre vissuto nel castello
-
02/07/2026Ne avevo sentito parlare con toni entusiastici, ma a me non ha lasciato assolutamente nulla. Mi è sembrato un libro vuotoe senza costrutto. Una vera delusione
-

