I commenti più recenti
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La stella del diavolo
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22/04/2026 Poliziesco faticoso e confusoRomanzo giallo-poliziesco della serie di Harry Hole, certo non il migliore. L'ho trovato un po' confuso e confondente, alle volte non si capisce a chi si stiano riferendo le vicende, si fa fatica a seguire la trama, che procede lentamente. e a scatti, per accelerare nel finale.
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Cosmetica del nemico
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22/04/2026 Chi è il nemico?Dialogo surreale tra un uomo e lo stupratore assassino di sua moglie. Poi piano piano le cose si complicano maledettamente...
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Figli : per i Bastardi di Pizzofalcone
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22/04/2026 Daniela Bertoglio CapolineaNon credo lo si possa definire un giallo, perché l'indagine condotta dalla squadra di Pizzofalcone sembra più che altro un contorno al racconto delle vicende personali dei poliziotti stessi, e non ci vuole Sherlock Holmes per capire chi sia l'assassin* non appena appare in scena. I primi capitoli sono più che altro un riassunto delle storie personali raccontate nei romanzi precedenti, con alcuni personaggi, tipo l'agente scelto Aragona, che rimane una macchietta comica e poco altro. Poi una cascata di melassa viene scaricata sul lettore, che rischia seriamente il coma glicemico, ma il tutto credo sia funzionale al fatto che questo romanzo credo sia il capitolo finale della serie sui Bastardi di Pizzofalcone, e questa secondo me è la cosa positiva. De Giovanni anche qui riesce a metterci un riferimento a una struttura "al di sopra e al di fuori degli stessi servizi", deve proprio essere una sua ossessione, altrimenti non me lo spiego.
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19/04/2026 Giorgio Grasso I Bastardi non si arrendono maiLa trama gialla non è mai stata la priorità della serie dei Bastardi, ma in questo nuovo capitolo raggiunge il minimo sindacale, tanto è secondaria rispetto all’evoluzione delle vite, sentimentali e non, dei vari personaggi. C’è molto poco interesse per la ricerca del colpevole, che come al solito si esprime in alcuni monologhi nel corso del romanzo, di cui l’ultimo costituisce la confessione. Naturalmente noi aficionados leggiamo con piacere e interesse quello che Di Giovanni inventa per noi circa i protagonisti, che dal loro esordio nel 2013 sono ormai di famiglia. E però decisamente ci aspettiamo qualcosa di più, una bella sterzata come ad esempio nell’altra longeva serie dello stesso autore, quella del commissario Ricciardi. Intanto nuovi cambiamenti attendono i Bastardi, staremo a vedere.
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Cinquanta in blu : otto racconti gialli
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22/04/2026 Quando la classe non è acquaHo scoperto casualmente questa raccolta di racconti pubblicata nel 2019 per il 50esimo anniversario della fondazione della Sellerio: otto giallisti sono stati invitati a tornare lettori e a ricreare qualcosa di nuovo, condividendo ricordi, emozioni e spunti. Da leggere perché, come dice Malvaldi "penso che in letteratura non conta solo cosa c'è scritto, ma anche chi lo ha scritto" e, dunque, lo consiglio come un porto sicuro a cui tornare dopo qualche delusione letteraria.
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Tre ciotole : rituali per un anno di crisi
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22/04/2026 Romano Siciliani SpudoratoIncuriosito dai temi sollevati dalla trasposizione cinematografica ( le inutili domande sul senso della vita ) ho voluto leggere il Murgia- pensiero che avrebbe guidato la regista. Una serie di racconti legati da un sottilissimo filo rosso, di facile lettura, troppo facile. Con il ringraziamento finale a chi le ha imposto di credere che il pudore non fa letteratura. Ma nemmeno il vuoto
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La carezza della memoria
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22/04/2026 Barbara Petisempre delicato e tenero nel narrare i suoi ricordi personali che si aprono dallo scrigno della scatola dei ricordi. Durante il lockdown , non a caso, in un periodo che ha portato quasi tutti a riflettere. il libro e' molto piacevole, Verdone scrive benissimo, sempre molto attento
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Il regno di cenere : [il trono di ghiaccio]
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22/04/2026 Trama travolgente, traduzioni un po' menoLa trama di questo ultimo volume della saga è un gran bel finale dove convergono tante storie, non si lasciano fili in sospeso. SJM dimostra maestria anche nel costruire il percorso di miglioramento dei personaggi che sono maturati e cresciuti attraverso le vicende. Le traduzioni lasciano un po' a desiderare... mi è capitato di leggere traduzioni letterali dall'inglese all'italiano che rendono la lettura poco fluida, contorta e troppo "artificiale".
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Occhi di bambina
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21/04/2026 Un’infanzia sospesaVichi esce dalla sua “comfort zone” del poliziesco per romanzare una storia realmente accaduta. Siamo nel 1985 quando Arianna, una bambina di soli sette anni, lascia Firenze e i nonni con cui è cresciuta per seguire la madre in una fuga che la porterà tra Parigi e Barcellona. Diventa così vittima indiretta di scelte ideologiche che la costringono a una vita precaria, senza la possibilità di mettere radici. In questo continuo spostarsi, l’unico punto fermo resta il legame con la madre, insieme a un elefantino di peluche rosa, fragile simbolo di protezione e di conforto. La narrazione assume una forma quasi cronachistica, come un diario filtrato dallo sguardo infantile; la scrittura adotta toni estremamente semplici e misurati, ma a tratti fin troppo piatti. Proprio questa scelta, unita alla dichiarata fedeltà alla storia vera raccontata in appendice, finisce però per attenuare il potenziale della vicenda: nonostante la sua forza, il racconto fatica a generare un reale coinvolgimento emotivo e resta spesso in superficie. A fine lettura emerge così un senso di incompiutezza. La chiusura appare frettolosa e lascia il desiderio di comprendere come quell’infanzia sospesa abbia plasmato la donna adulta. Purtroppo, questo passaggio resta inesplorato.
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Sotto mentite spoglie
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21/04/2026Rocco Schiavone non si legge si divora, anche stavolta ti incolla alle pagine con un giallo superbo, e con un finale che introduce un nuovo personaggio che fa presagire all'uscita di un nuovo capitolo. Comunque viva Manzini, che almeno ci fà dimenticare il mondo quando lo si legge.
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Vedove di Camus
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21/04/2026 Quattro sguardi su Camus“Camus era un uomo di grandi ideali, ma anche una simpatica canaglia.” Ecco il Camus che non ti aspetti. Dal ritratto che emerge attraverso la rievocazione delle quattro “vedove” prende forma una figura singolare, di notevole fascino. L’autrice dà voce a quattro figure femminili che ne ricostruiscono la memoria dopo la morte, esplorando il lutto: a partire dalla moglie Francine, consapevole dei tradimenti del marito, fino alle tre amanti. Tutte piangono la perdita dell’uomo a cui erano legate da un rapporto, interrotto bruscamente dal tragico incidente stradale del 4 gennaio 1960. Quattro donne diverse, quattro relazioni diverse, ognuna caratterizzata da una propria forma d’amore, da cui scaturisce un ritratto di Camus ricco di complessità e contraddizioni. Un uomo attratto dalle donne artiste: due delle amanti erano attrici di teatro, la terza una giovane pittrice. La moglie stessa, pur non esibendosi, era una pianista. Per la mia percezione, Camus resta quasi secondario nel racconto. È il ritratto che prende forma dalle voci delle quattro vedove a restituirci l’immagine più intima ed emozionale dell’artista: un uomo capace di suscitare grandi passioni, di amare “con la vanità di un uomo, l’egoismo di un uomo”, di essere di tutte e, forse, di nessuna. “Aveva un appetito per la vita che non tollerava ostacoli.” Allora a chi è appartenuto Camus? Alla moglie, alle sue vedove, alla Francia? Forse a tutti, o forse solo a sé stesso. Fatto sta che oggi siamo ancora qui a parlarne e, soprattutto, a leggere di questo immenso autore. La Rui costruisce un racconto originale, con una scrittura evocativa e sobria, che evita la trappola della retorica. Ne risulta una lettura che intrattiene piacevolmente. “Questo libro è un’opera di finzione basata su fatti reali. L’immaginazione è intervenuta ancor prima della scrittura, quando i personaggi hanno iniziato a chiedere d’interessarsi a loro, d’intraprendere ricerche, viaggi nel Sud della Francia, perlustrazioni di Parigi.” (Cit. in epilogo)
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11/04/2026 Daniela BertoglioUno scrittore vincitore del Nobel, e 4 donne che lo hanno amato, e con le quali ha condiviso un pezzo della sua vita. Albert Camus, morto tragicamente a 46 anni per un incidente automobilistico mentre tornava a Parigi in compagnia del suo editore, Gallimard, deceduto anche lui qualche giorno dopo, e la famiglia di quest'ultimo, aveva una moglie, Francine, divenuta la vedova ufficiale, ma altre tre donne potevano rivendicare, in un modo o nell'altro, lo stesso ruolo, sia pure solo ufficiosamente. Si trattava di due attrici, Maria Casarès e Catherine Sellers con cui lo scrittore, nonché regista ed autore teatrale, intratteneva relazioni sentimentali, ed una giovane illustratrice di origini danesi, Mette Ivers. Un uomo che rivendicava il rifiuto della monogamia, e quattro donne che, in maniera diversa, erano sicure di avere con lui un rapporto esclusivo, pur consapevoli della esistenza delle altre tre. Donne indipendenti, la cui forza nasceva dalla loro professione, o, nel caso della moglie, dalla presenza dei due figli, adolescenti al momento della scomparsa di Camus. Una biografia multipla, romanzata, interessante perché l'amore si può davvero articolare ed esprimere in tante maniere diverse.
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L'età fragile
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21/04/2026 bellissimoIl libro trae la storia da un fatto vero successo molti anni fa in Abruzzo. Tre ragazze che facevano una escursione sulla Maiella furono aggredite da un pastore macedone, due uccise e una ferita gravemente. La storia si intreccia a questa storia per raccontare la vicenda di Lucia e la figlia Amanda. Il libro è all'altezza dell'Arminuta scritto dalla stessa autrice e meritatamente a mio avviso ha vinto il premio Strega 2024. Ci sono sentimenti, dialoghi, descrizioni, un libro da leggere e rileggere.
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La condanna del silenzio
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21/04/2026 Daniela BertoglioTerzo capitolo della serie ambientata nella immaginaria isoletta di Liten, sulle coste svedesi. In questo romanzo, a differenza dei precedenti nei quali i protagonisti erano rispettivamente Henning Olsson, il poliziotto della Scientifica, e l'adolescente Malin, una blogger tiktoker figlia del capo della polizia locale, le indagini sono condotte proprio da quest'ultimo, Owe Dahlberg, un padre angosciato che teme che la figlia, come promette da tempo, allo scoccare dei 18 anni se ne vada via dall'isola, facendo perdere le proprie tracce, e ormai è questione di giorni. Per il momento, però, a sparire è un'altra ragazza, neo diciottenne, e per buona parte del libro non si capisce se si tratti di una fuga volontaria, per acquisire notorietà mediatica, o di un rapimento. E' un romanzo dal ritmo lento, ripetitivo, che solo negli ultimi capitoli acquista un po' di ritmo. La trama, come nei romanzi precedenti, è un po' tirata per i capelli, ma il risultato è comunque una lettura facile e gradevole.
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Cinque donne amorose
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21/04/2026 Un piccolo gioielloCinque storie, cinque donne. Racconti che si concentrano sull’amore, quello che travolge e mette in discussione ogni regola. Lo scrittore ha la capacità di raccontare l’animo umano con una sincerità disarmante. Opera che consiglio a chi ama la cultura giapponese del periodo Edo.
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L'invenzione del colore
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21/04/2026 Daniela BertoglioNon amo molto i romanzi autobiografici, mi sembrano una ingerenza, da lettrice, nella vita altrui, li trovo in genere imbarazzanti, con poche eccezioni. Soprattutto quando sono autocelebrativi, come in questo caso, perché Christian Raimo racconta la storia di suo padre, inframmezzandola con le sue vicende personali degli ultimi anni, le sue esperienze da insegnante (anche se mi sembra che voglia fare, e si comporti, più da confidente dei suoi studenti e dei loro genitori che da insegnante), la sua relazione con Gadda (che non ho capito se sia un nome, un cognome, o un soprannome), la sua voglia di fare attività politica, ma senza troppa convinzione. Il padre aveva lavorato per tanti anni alla Technicolor, assunto come operaio, fece carriera diventando il capo del personale, e, con un collega, o con più colleghi non è chiaro, inventò una tecnica innovativa, senza però riceverne il dovuto riconoscimento. Un romanzo con tanti piani narrativi diversi, decisamente troppi: ci sono i sogni che hanno per protagonista il padre, deceduto nel 2009, i ricordi d'infanzia, gli episodi di vita vissuta con Gadda, quelli a scuola, ma anche la descrizione delle tecniche cinematografiche usate alla Technicolor. Insomma, tante chiacchiere che rendono parecchio noioso il risultato.
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Le parole fanno il solletico
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21/04/2026 Daniela BertoglioDaniel Pennac e Stefano Bartezzaghi giocano con le parole per spiegare i modi di dire, le metafore, ma anche i "falsi amici" del francese e dell'italiano, vale a dire quelle espressioni idiomatiche che in una lingua hanno un significato e nell'altra o non vogliono dire nulla, o hanno un senso completamente diverso, il tutto in maniera divertente e con buffi disegni. E' un libro destinato ai bambini, ma molto divertente anche per chi bambino non lo è più da mezzo secolo abbondante.
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