I commenti più recenti
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Punto critico
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27/10/2026 Intrighi nel mondo dell'aviazioneBel romanzo che parte da un'indagine su un incidente aereo, ma in cui sono coinvolti intrighi legati alla produzione delle aeromobili, gli enti di controllo, le commesse internazionali, i sindacati dei laboratori, con un contorno di giornalisti e media invasivi. Ma chi di spada ferisce, di spada perisce.
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L'invenzione dell'Occidente
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27/10/2026Un saggio ben scritto, ma forse un pochino confuso. Capisco bene che riassumere in 200 pagine alba e tramonto della civiltà occidentale è complicato, però temo che in molti capitoli (belli, quello sulle mappe in particolare) si sia andati un filo fuori tema. La chiusa à la Carl Sagan molto gigiona.
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Ingordigia : vita, morte e truffe del broker dei vip : romanzo
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27/10/2026 Daniela Bertoglio Come un romanzoHa lo stile di un romanzo questo libro del giornalista Gigi Riva, ma si tratta del resoconto minuzioso, frutto di una accurata ricerca, della storia di Massimo Bochicchio un broker che dal 1999 al 2022 ha truffato migliaia di risparmiatori, alcuni anche parecchio famosi, con un sistema basato non su investimenti finanziari, ma su una struttura piramidale, il cosiddetto "schema Ponzi", in base al quale gli ultimi investitori pagano gli interessi di chi ha investito in precedenza. Un castello di carte crollato miseramente, con al centro un personaggio complesso, un imbonitore capace di abbindolare, con il miraggio di guadagni altissimi, persone che avrebbero avuto gli strumenti per individuare la truffa, ma che si sono fidate ciecamente di un uomo abituato a vivere ben al di sopra delle proprie possibilità, tra ville e appartamenti arredati con quadri e opere d'arte, hotel e ristoranti pluristellati, e che per più di due anni ha girato il mondo, da un paradiso fiscale all'altro, pur di evitare chi voleva indietro i capitali investiti. Manca quello che, per il momento, è il capitolo finale (il romanzo è stato pubblicato due anni fa), vale a dire il sequestro di ben 9 milioni di euro alla vedova e ai figli, avvenuto pochi giorni fa su richiesta dei magistrati.
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Sara, le origini
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27/10/2026 Mario Benvenuti molto belloe de giovanni ci presenta questo nuovo, per me, personaggio cosí guori dagli schemi, quasi una sensitiva, ma l'autore é bravo sia nella storia che nei vari personaggi oltre la protagonista
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I convitati di pietra
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27/10/2026 il titolo tradisce il contenutoE’ stata una lettura difficile. Ho trovato il libro troppo concitato, affrettato nelle conclusioni. Troppo difficile identificare i personaggi, troppo cinismo e nessun altro tratto caratteriale emerge dalle descrizioni se non nel finale che mi è piaciuto. Quasi il libro si alleggerisse con la morte dei personaggi. Mi ha reso difficile la lettura il fatto che fosse senza capitoli. Ho apprezzato molto il finale. Comprendo poi l’amore per la filmografia e la fumettistica dell’autore ma ho trovato esagerati i troppi riferimenti. Leggero’ altro di Mari per capire se non apprezzo la scrittura dell’autore o il libro in sé.
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20/10/2026 NoiosoDelusione completa per un premio Strega. Noioso ma per fortuna breve anche se ho dovuto saltare un po' di inutili elenchi
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11/10/2026 Anna Maria Vanore Lento e noisoIdea buona ma il racconto noiso.Peronaggi stereotipati. Non trovo,come recita la quarta di copertina, che sia un romanzo "commosso e giocoso".
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La casa sul Nilo
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27/10/2026 Dario Snaidero Fuga dalla realtàIncipit drammatico. Oscurità. Solitudine. Il freddo che la bambina, l’autrice, prova a Roma. Il desiderio di continuare a vivere in quella bolla d’aria che i protagonisti continuano a definire vita ma che non ha più nulla di reale. Quasi fosse, la loro, una coazione nel non voler riconoscere che con l’avvento di Nasser era terminato l’idillio cosmopolita, unico e irripetibile, sino ad allora dominante al Cairo. È il nonno Misha, fuggito ai pogrom russi, colui che fiuta, inascoltato, il cambiamento di quel mondo tollerante e il pericolo, per loro, delle aspirazioni dell’Egitto nel crearsi un proprio futuro. In quel mondo dorato si frequentano le suore inglesi e si parla francese, oppure, in casa, yiddish, ma si vive separati dagli abitanti di questa città fantastica. Fanny, la bellissima figlia di Misha e Bobe, la madre dell’autrice, è la rappresentante di questo mondo così tollerante, così cosmopolita, così pettegolo, e, allo stesso tempo, così cieco di fronte alla realtà. Non c’è da stupirsi, quindi, se l’autrice, bambina, non comprenda il perché di questa fuga a Roma, una città bianca e fredda, mentre il Cairo è giallo e bollente. Impossibile non lasciarsi coinvolgere dalle emozioni dell'autrice. Ma di nuovo: possibile che nessuno abbia compreso i segnali del mondo politico e religioso egiziano? I segnali dei Fratelli Mussulmani, da subito integralisti e fautori di un Islam duro e puro, così simile, a ben vedere, a quello di Khomeini narrato da Kader Abdolah nella “Casa della Moschea”. E nemmeno quelli dei giovani ufficiali guidati appunto da Nasser. Eppure, così è stato. E a nulla è valsa l’amicizia del padre dell’autrice con Mohammed Hafez, divenuto consigliere di Nasser. Insomma, la famiglia di Denise Pardo è costretta a lasciare il Cairo di fretta e furia mentre i parenti, più accorti, lo hanno già fatto e in tutta tranquillità. Il cuore dell’autrice rimane comunque e per sempre al Cairo. È lì che lei ha dovuto lasciare la sua casa sul Nilo.
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Emma : romanzo
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27/10/2026 Spia per casoIl romanzo è scorrevole. Un misto tra romanticismo esotico e mistero, complice un’ambientazione tra deserti omaniti e souk e lusso mediorientale. Emma, francese bretone, si ritrova catapultata all’estero quale istruttrice di corsi di massaggio in centri di alta gamma. Perseguitata dal ricordo della madre deceduta in un incidente d’auto ( per il quale Emma si individua responsabile), la stessa Emma vive in modo schivo, con un gatto ed è erede di un “dono” terapeutico nelle mani. In Oman reincontra un piacente ereditiere, già promesso sposo . Complice la storia d’amore e passione impossibili, acconsente a collaborare con l’ambasciata francese per trafugare delle notizie utili per la sicurezza del proprio Paese. Il finale risulta piuttosto irrisolto lasciando immaginare eventuali sviluppi futuri
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Il talento di Mr. Ripley
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27/10/2026 Noir psicologicoIl Talento di Mr. Ripley ricorda Delitto e Castigo con un tempo veloce e colpi di scena improvvisi. Inizia con una missione di recupero e finisce con la fuga e scambio di identità. Un fu Mattia Pascal che ci lascia e ci riprenderà dalla Grecia nel prossimo volume.
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La ragazza del Convenience store
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27/10/2026 Le aspettative degli altriQuale è la differenza tra schivo e asociale? E quale tra ambizioso per la carriera ed entusiasta del proprio umile lavoro? Tanti sono gli interrogativi cui è spesso sottoposta Keiko. Dopo la laurea nessun lavoro prestigioso, solo un part time in un konbini che diventa il suo unico orizzonte per 18 anni. E dopo il lavoro nessun fidanzato o matrimonio o figli che la facciano entrare nel rango delle persone sistemate per convenzione. E’ un libro scorrevole, affatto banale, che illustra, ancorché estremizzati, gli atteggiamenti sociali cui è esposta la protagonista. La sua solitudine è segno di responsabilità, come lo è lo svolgimento delle sue mansioni al lavoro. Conformarsi non è facile e il suo tentativo fallisce miseramente riportandola all’unica realtà che la appaga
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La cerimonia del massaggio
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26/10/2026Lironia di Bennett è dirompente, e anche la sua capacità di scrivere.
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La biblioteca dei giusti consigli
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26/10/2026 Un libro che scalda il cuore e ricorda quanto una storia possa cambiarci la vita.Le letture si intrecciano alla storia di Aleisha e Mukesh in modo molto naturale, diventando il filo invisibile che unisce le loro vite e li aiuta ad avvicinarsi. All'inizio, i libri sono soltanto un pretesto: Aleisha li consiglia quasi per caso, mentre Mukesh li legge per trovare un modo per entrare nel mondo della nipote. Ma, incontro dopo incontro, i romanzi diventano uno spazio in cui confrontarsi, condividere emozioni e riconoscersi l'uno nell'altra. Le storie che leggono non rimangono confinate nelle pagine: risvegliano ricordi, fanno emergere fragilità, aiutano a comprendere meglio se stessi e gli altri. È proprio questo l'aspetto più bello: mentre i protagonisti leggono le storie degli altri, imparano piano piano a comprendere e a riscrivere anche la propria. Aleisha ritrova il piacere della lettura e la fiducia che aveva perduto; Mukesh trova un modo per affrontare la solitudine e ricostruire un legame affettivo. I libri diventano così un ponte tra due generazioni, due solitudini e due modi diversi di affrontare il dolore. E il mistero che li lega alla biblioteca aggiunge alla loro vicenda un filo di scoperta e di condivisione. In fondo, il romanzo ci ricorda che a volte non sono soltanto i libri a scegliere noi, ma anche le persone che incontriamo grazie a loro a cambiare il nostro modo di leggere, di sentire e di vivere. 💛
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Il senso di una fine
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26/10/2026 Le imperfezioni della memoriaIl protagonista e narratore è Tony Webster, un uomo sulla sessantina che conduce un’esistenza tranquilla e ordinaria. La prima parte ripercorre la sua giovinezza negli anni Sessanta, tra amicizie, il primo amore per l’enigmatica Veronica Ford e la figura di Adrian, compagno di scuola incline alla riflessione filosofica. Quarant’anni più tardi, un’inaspettata eredità riporta Tony a confrontarsi con quel passato che credeva ormai archiviato. Il diario di Adrian, che gli viene lasciato in eredità insieme a una somma di denaro, riapre interrogativi e ricordi che sembravano definitivi, mettendo in discussione la sua ricostruzione degli eventi. "Il ricordo è ciò che pensavamo di aver dimenticato”. Barnes riflette sul rapporto tra memoria e tempo, mostrando quanto i ricordi siano meno fedeli e immutabili di quanto vorremmo credere. Non sono fotografie del passato: li ricostruiamo, spesso senza rendercene conto, fino a confondere ciò che crediamo vero con ciò che è realmente accaduto. Tony, a mio avviso, incarna una tendenza in cui è facile riconoscersi: osservare gli altri attraverso le nostre convinzioni, finendo per vedere non tanto ciò che sono, quanto ciò che crediamo che siano. Uno sguardo condizionato dai pregiudizi e da una certa sopravvalutazione di sé, che rende difficile andare oltre le apparenze e comprendere davvero chi ci sta di fronte. Il rischio è trasformare la propria interpretazione dei fatti in una certezza, senza riconoscerne i limiti. Mi sembra che una frase di Adrian sintetizzi efficacemente questo meccanismo: «quella certezza che prende consistenza là dove le imperfezioni della memoria incontrano le inadeguatezze della documentazione». Anche lo stile essenziale di Barnes contribuisce alla forza del romanzo: una prosa lucida e pulita, in cui ogni parola è misurata. La scrittura è prevalentemente piana, ma mai banale; l’autore suggerisce più di quanto espliciti, lascia spazio al dubbio e accompagna il lettore verso una rilettura degli eventi che modifica la prospettiva iniziale. Il finale è spiazzante e mi ha costretto a riconsiderare le certezze sulle quali avevo costruito la mia comprensione della storia. Un romanzo breve, ma denso. Il mio primo Barnes, ma non sarà l’unico.
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Metafisica dei tubi
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25/10/2026 Daniela Bertoglio Da zero a treUn'autobiografia che racconta i primi tre anni di vita di Amélie Nothomb, con molta ironia e anche tanta tenerezza. Una bambina che per i primi due anni non fa nulla, è un tubo digerente, mangia, digerisce, riempie i pannolini. Non parla, non interagisce con nessuno, non cammina, non gattona, non piange nemmeno. Un dio-tubo placido, sereno, ma anche apatico, sostanzialmente senza vita. Vita che esplode dopo due anni, ma si esprime solo con pianti ed urla, che si placano miracolosamente quando la nonna, belga, le fa conoscere il godimento assoluto: una tavoletta di cioccolato bianco, ovviamente belga. Attraverso il piacere, diventa una bambina tranquilla, ma è da quel momento in poi che crea ricordi della sua vita. E' un racconto di scoperte, disillusioni, Amélie parla giapponese, è convinta di essere giapponese come la sua adorata bambinaia, impara a leggere da sola, inizia a parlare anche in francese, rischia ripetutamente di annegare, nuota, ama la pioggia e fa mille considerazioni sui massimi e minimi sistemi. Insomma, un libro che è un condensato di pensieri e aforismi, ma sempre leggero e permeato di ironia. Nothomb all'ennesima potenza, per capirci.
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Nella carne
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25/10/2026 Roberta Critelli Anatomia di un algido smarrimentoL'onestà intellettuale impone di riconoscere che Nella carne di David Szalay, pur vantando una scrittura affilata ed evocativa, rischia di lasciare il lettore a un palmo dal cuore dei personaggi. La scomposizione chirurgica dei desideri e dei fallimenti del protagonista restituisce un quadro di lucido e desolante realismo, ma l'impassibilità stilistica dell'autore finisce per trasformare il romanzo in un esercizio di stile glaciale. Manca quel sussulto di empatia o quella profondità di indagine capace di rendere la parabola umana di István davvero memorabile, riducendola a un algido resoconto di solitudini parallele. Curiosità: la critica anglosassone ha spesso accostato la struttura essenziale e tagliente della prosa di Szalay a quella di una sceneggiatura cinematografica, dove i dialoghi ridotti al minimo lasciano quasi interamente allo spazio visivo il compito di raccontare la desolazione dei protagonisti
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Il coccodrillo : un avvenimento straordinario, ovvero impasse nel passage
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25/10/2026 Roberta Critelli L'assurdo nel ventre della bestiaIl coccodrillo di Fëdor Dostoevskij è un esperimento satirico tanto bizzarro quanto feroce, in cui l'autore abbandona i toni cupi dei grandi romanzi per indossare la maschera del grottesco più surreale. La storia di un funzionario statale che viene inghiottito vivo da un rettile esotico in un passaggio commerciale di San Pietroburgo diventa il pretesto per una spietata presa in giro della borghesia dell'epoca, dei liberali da salotto e della cieca fede positivista. Tuttavia, l'opera risente di una genesi frammentaria e di un'ironia che a tratti si allunga eccessivamente, risultando meno incisiva e rifinita rispetto ad altri capolavori brevi dello scrittore russo, pur conservando lampi di genio caustico. Curiosità: questo racconto fu pubblicato nel 1865 sulla rivista Epoch (diretta dal fratello di Fëdor, Michail) e all'epoca molti lettori e critici contemporanei ci lessero una feroce frecciata satirica indirizzata contro Nikolaj Černyševskij e le sue idee materialiste, al punto da alimentare non pochi pettegolezzi sui rapporti tesi tra i due intellettuali russi
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