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I commenti più recenti

  • L'immensa distrazione

    Fois, Marcello

    • 23/09/2026
      Un’immensa distrazione dal morire
      Un bel romanzo familiare che intreccia la storia dei Manfredini con quella dell’Italia del Novecento. Fois questa volta abbandona la Sardegna e sceglie l’Emilia, raccontando attraverso la famiglia Manfredini il passaggio da una società contadina a una realtà sempre più industriale. La storia dei Manfredini attraversa diverse generazioni e, insieme alle loro vicende personali, racconta i cambiamenti della società italiana: il lavoro, l’ascesa sociale, i rapporti familiari, le trasformazioni del costume. Una saga in cui le scelte di una generazione finiscono inevitabilmente per ricadere su quelle successive. Al centro c’è Ettore, che a 95 anni, la mattina del 21 febbraio 2017, “nonostante fosse appena morto, ebbe la sensazione di svegliarsi”. Ettore ha costruito la sua fortuna in virtù di un evento tragico, di cui conserva il segreto, ma che condiziona comunque la sua vita e quella della sua famiglia. Da quel momento, in un tempo sospeso tra la vita e la morte, ripercorre la propria esistenza e quella dei suoi familiari. È proprio questo espediente narrativo ad avermi convinta: ormai fuori dalla vita, Ettore può guardarla con una lucidità che prima non gli era possibile. Non c’è più nulla da difendere, giustificare o nascondere. E così anche i ricordi non seguono un ordine lineare, ma si muovono liberamente tra passato e presente, secondo il flusso della memoria. Ettore non è un uomo che ha amato molto, se non il nipote Elio, ma non è neppure un uomo che abbia molto odiato. La sua è stata soprattutto una vita vissuta, fatta di scelte, errori, omissioni e conseguenze che solo alla fine riesce a vedere nella loro interezza. Fois racconta tutto con uno stile essenziale, privo di retorica sentimentale, e costruisce una trama che non scade mai nella banalità né nella noia. Forse vedere la propria vita da morti significa finalmente poterla vedere davvero. E forse è proprio questo che suggerisce il titolo: vivere è, in fondo, un’immensa distrazione dal morire. “Morire, si disse a quel punto Ettore Manfredini dal suo letto di morte, è come diventare un narratore onnisciente sia della propria vita, sia di quella degli altri, fino a vedere tutto ciò che non si è vissuto in prima persona. Capí che morire era anche frugare angoli segreti, o che ci sono stati tenuti segreti. Capí che concepire il dolore subíto e quello inflitto erano forme di agonia. Un’agonia data dalla coscienza, dalla chiarezza. La sofferenza di dipanare matasse che sarebbe stato meglio restassero aggrovigliatissime. Il pensiero costante di emendare errori nascosti anche attraverso una narrazione faziosa, agghindata, imbellettata. Ma capí anche di trovarsi nella condizione in cui quel flusso di connessioni inaspettate doveva subirlo.”
  • I delitti della salina

    Abate, Francesco <1964- >

    • 23/09/2026 Giornalista e investigatrice
      Siamo in Sardegna agli albori del secolo scorso. Interessante il periodo storico, ma anche l’ambito politico e sociale dell’epoca, interessante anche la descrizione della città di Cagliari, così lontana dal continente, ma crocevia di cittadini di diverse provenienze: dalla Svizzera al Piemonte, alla Campania, all’Asia. La protagonista è Clara, “mezzosangue” tra un capitano di Marina cagliaritano ed una commerciante cinese deceduta durante il parto. Clara ha un carattere volitivo, vuole intraprendere la carriera di giornalista ed è osteggiata da un ambiente maschilista e tradizionalista, ma soprattutto è ostacolata a causa della sua vicinanza alle questioni sociali che vedono una netta contrapposizione tra la povertà della classe lavoratrice e operaia e quella dei “padroni nobili” che ancora governano il territorio. La morte di due bambini, operai nel porto, fa partire un’indagine e Clara non crede nell’incidente, ma subdora un omicidio. Tra personaggi ambigui, povertà estrema, comportamenti subdoli e supponenti, Clara si destreggia, affiancata da due amici forse innamorati. Un libro gradevole che segna l’inizio per un altro episodio.
  • Ferrovie del Messico : un romanzo d'avventura

    Griffi, Gian Marco

    • 23/09/2026
      Daniele Di Ceglie
      I commenti che mi hanno preceduto hanno evidenziato pregi e difetti del romanzo dal punto di vista letterario. Io domando scusa in anticipo per quella che può sembrare una pignoleria: ritengo che quando si scrive un romanzo ambientato in altra epoca, anche se a noi vicina, ci si dovrebbe documentare. Il protagonista del romanzo ha un curioso vezzo, che peraltro è uno dei tratti con cui l’Autore pare caratterizzarlo: fa uso dell’Idrolitina (per chi non la conoscesse: un preparato per rendere effervescente l’acqua) quasi come un anti stress. “Aprii una busta di Idrolitina la versai nella bottiglia d’acqua fredda” (pag. 63) “Quando ho tirato fuori dal tascapane una busta di Idrolitina e ne ho versata mezza nel mio bicchiere di vino si sono messi tutti a ridere” (pag. 136). In realtà questi semplici gesti nel 1944 il protagonista non li avrebbe potuti compiere. Sono vecchio abbastanza per poter testimoniare che ancora a tutti gli anni Cinquanta, il preparato non consisteva in un’unica “bustina” (come è infatti ora) ma in due distinte cartine ripiegate (nemmeno vere bustine): prima si versava quella con le scritte in blu e poi quella con le scritte in rosso, e solo a quel punto si otteneva l’effervescenza. Si può obiettare che in un romanzo un po’ fantastico questo particolare puo’ sembrare irrilevante, ma mi domando se il protagonista avrebbe avuto questo vezzo, così connesso con la sua personalità, se avesse dovuto compiere questa operazione così macchinosa
  • Nel mare ci sono i coccodrilli : storia vera di Enaiatollah Akbari

    Geda, Fabio

    • 23/09/2026
      Paolo Galati fa molto riflettere
      a volte non ci rendiamo conto che tutta la vita dipende ed è condizionata da dove nasci. dovrebbero leggerlo sopratutto gli adolescenti
  • Cavallo Pazzo

    McMurtry, Larry

    • 23/09/2026
      Giselda Massari Dalla parte degli indiani
      Come nel celebre film Balla coi lupi, l'autore descrive la vita dei Sioux e delle altre tribù indiane con rispetto. A fine '800 come si sa, gli Stati Uniti portarono a termine la loro opera di avanzamento verso Ovest impossessandosi via via dei territori appartenuti agli indiani ove gli stessi cacciavano bisonti e conducevano vita nomade a seconda delle stagioni. E' in questo periodo che vengono alla ribalta figure note come Toro Seduto, ridotto ben presto a una marionetta da circo dopo la "normalizzazione" avvenuta con le riserve indiane. Gli Yankees non rispettarono alcun patto, si fregiarono della sottomissione di quelle genti portando i loro capi come bottino di guerra a Washington. Fra tutti, Cavallo Pazzo, cui il libro è dedicato, non si fidò e non scese a patti, a differenza dei suoi simili; anzi fu forse artefice della sconfitta del generale Custer nella famosa battaglia del Little Bighorn. Le scarse notizie che si hanno sulla sua biografia sono colmate dal mito che lui incarnò dopo la morte avvenuta in circostanze poco chiare il 6 settembre 1877. Oltre al mito, di lui rimane un memoriale gigantesco ancora incompiuto che lo ritrae scolpito sulle montagne del Sud Dakota.
  • Eroi

    Pennacchi, Andrea

    • 23/09/2026
      Nel caso vi fosse sfuggito...
      Mi sono imbattuta in questo libro per caso, fidandomi soprattutto del nome dell'autore e incuriosita dalla sua rilettura del mito...una delle esperienze più divertenti, a tratti esilarante sino alle lacrime ed intelligente per la capacità di Pennacchi di approcciare ai classici che, come giustamente afferma, non sono quelli sofferti a scuola, ma gli "antenati che non sapevo di avere".
  • La magia dei momenti no : romanzo

    Espach, Alison

    • 23/09/2026
      Ottimista
      Romanzo la cui narrazione leggera e spiritosa è incentrata sull’evoluzione di personaggi, i quali fanno affidamento sugli altri nei momenti difficili per poi riscoprire se stessi.
    • 06/09/2026
      leggero
      una storia di rinascita
  • Medicus

    Gordon, Noah

    • 22/09/2026 Lettura coinvolgente
      Un romanzo avvincente, capace di unire bene il racconto di formazione all’interesse storico. Mi ha colpito soprattutto l’ambientazione nell’Inghilterra intorno all’anno Mille, descritta come un mondo duro, superstizioso e ancora molto lontano da una medicina realmente scientifica. Affascinante anche la figura di Ibn Sina (Avicenna nel mondo occidentale), che nel romanzo rappresenta il sapere, la curiosità e un approccio alla medicina sorprendentemente moderno per l’epoca. Consigliato soprattutto per chi ama la storia della medicina e il Medioevo.
  • Orbital

    Harvey, Samantha <1975- >

    • 22/09/2026
      Semplicemente bello e intenso
      Un libro che incanta e commuove per la bellezza delle visioni che suggerisce al nostro cuore e per il modo originalissimo di farci protagonisti della vita all'interno del modulo spaziale...come se anche noi potessimo affacciarci da lassù e godere dello spettacolo incantato offerto dal nostro piccolo pianeta, penetrando nel contempo nelle storie e nei ricordi intimi dei sei astronauti. E allora comprendiamo come l'attimo presente sia insieme passato e futuro e come, più semplicemente, tutto si risova in una questione di prospettiva: perché proprio guardando dalla giusta distanza timori, muri e limitazioni perdono senso e significato.
  • L'abisso dell'oblio

    Roca, Paco

    • 22/09/2026
      Un oscuro scavare
      La Spagna, così come l'Italia e forse di più, non ha fatto i conti con il suo passato franchista e gli annessi orrori. Benvenga quindi un fumetto come questo, tra l'altro molto ben disegnato con linea chiara da Pablo Roca, sulla difficile riesumazione dei corpi dei condannati a morte dai franchisti durante la guerra civile e dopo. Ogni corpo riporta alla memoria una storia vera, al fine di scongiurarne la seconda morte, quella dell'oblio. Uomini fucilati dopo un processo farsa, più per vendetta che per dei veri crimini, e sepolti in delle fosse comune senza dare possibilità alle famiglie, ulteriore sfregio, di dare loro delle adeguate onoranze funebri. Toccante la figura del becchino "rosso" che cerca di preservare la memoria di queste salme e confortare, per quello che gli è possibile, i familiari. Non è fiction è storia.
  • L'anniversario : un romanzo

    Bajani, Andrea

    • 22/09/2026
      Non mi ha convinta
      Non conoscevo l’autore quindi ho approcciato il libro senza pregiudizi. la tematica è stata interessante. Devo ammettere però di avere faticato un po’ a seguire il filo: tante digressioni ed un eccesso di verbosità. mi sono un po’ persa nella narrazione e nella (mancata) presentazione dei personaggi secondari. Talvolta emozionante, ma in poche occasioni.
  • L'alba dei leoni : la saga dei Florio, le origini

    Auci, Stefania

    • 22/09/2026
      La saga che amo di più
      Il terzo volume della saga dei Florio, che torna indietro alle origini della famiglia, in una Calabria rurale e arretrata è bene scritto, scorrevole ma non avvincente come i primi due. Un pò per il soggetto e per il periodo storico e apparentemente per la minore disponibilità di fonti storiche per il racconto, la narrazione si concentra su alcuni, forse pochi, aspetti storici e familiari, e per questo, a volte risulta ripetitiva e poco interessante. Si conferma tuttavia il talento di scrittura della Auci e la sua piacevolezza.
  • Donnaregina : romanzo

    Ciabatti, Teresa

    • 22/09/2026
      ....è il terzo libro
      ... che leggo di questa scrittrice e devo dire che a parte La piu' amata che credo fosse il primo, continua a non piacermi questo stile un po' saltapicchiante ( chiedo scusa per la parola inventata) , la storia del boss raccontata da una giornalista "che non sa niente di mafia e camorra" avrebbe potuto essere uno spunto apprezzabile..ma .. no non mi ha preso e vedo dai commenti che non sono sola. Ma mi chiedo..come mai Saviano che stimo molto anche come scrittore l'aveva proposta per il premio Strega ???
  • [5]: L'uomo che inseguiva la sua ombra

    Lagercrantz, David

    • 22/09/2026 Mario Benvenuti e 5
      Lisbeth e Mikael sempre in mezzo ai casini, che puntualmente risolvono, con qualche vittima da vendicare
  • L'assassinio di Lady Gregor : un mistero scozzese

    Wilson, Robert McNair

    • 21/09/2026
      Si tratta di un giallo ambientato in un maniero delle Highland scozzesi, una serie di omicidi avvenuti in una calda estate, apparentemente inspegabili. La trama zoppica parecchio, la polizia non fa una bella figura (ma una pessima fine), una storia con qualche sfumatura goticheggiante, che non mi ha entusiasmato.