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I commenti più recenti

  • Il ventre di Parigi

    Zola, Émile

    • 27/06/2026
      Consigliato
      Consiglio la lettura di questo autore straordinario del quale, a mio avviso, si sente parlare troppo poco. Qui, a differenza del primo libro, compaiono descrizioni molto dettagliate della realtà del mercato di Parigi, probabilmente allo scopo di stuccare il lettore mostrando la parte abbondante, grassa, rumorosa, eccessiva della città; i protagonisti sono uomini, ma soprattutto donne, animati da biechi sentimenti. Anche in questo caso, a perire a causa della cattiveria altrui sono un paio di personaggi, la cui bontà non li ripagherà.
  • Lo scambio

    Grisham, John

    • 26/06/2026
      Poco riuscito
      Libro gradevole, ben scritto, con personaggi caratterizzati in modo abbastanza realistico, ma sembra un compitino fatto con il minimo impegno e la trama è poco credibile. Mitch, che lavora per un grosso studio legale, viene inviato in Libia per conto di un'azienda turca che ha costruito un ponte che Gheddafi non vuole pagare. È accompagnato da una giovane avvocata, figlia di un collega romano e con doppia cittadinanza italiana e inglese. Causa una intossicazione alimentare di Mitch, il sopralluogo lo fa la collega, che viene rapita da oppositori del regime, che uccidono ferocemente gli uomini della scorta. Dopo un certo tempo i rapitori contattano la moglie di Mitch e la scelgono come intermediaria, e Mitch si attiva per cercare di racimolare, tra studio legale, cliente turco, governo inglese e italiano, la folle somma richiesta per il riscatto. Insomma, una sequenza di viaggi, alberghi, cene, contatti più o meno inconcludenti, finché si arriva (quasi) alla somma richiesta. Questi rapitori nascosti nel deserto che riescono a seguire tutte le mosse di Mitch, che si sposta a velocità supersonica tra diversi Paesi, cambiando programma dalla sera alla mattina, lasciano perplessi, come pure il fatto che abbiano deciso di usare sua moglie come intermediaria. Insomma, belle le descrizioni e l'ambientazione, ma lascia un senso di incompiuto.
  • Sotto mentite spoglie

    Manzini, Antonio <1964- >

    • 26/06/2026
      Alberto Luzzi Schiavone non si ...
      ... discute. O forse si. Facciamoci venire un dubbio. Schiavone è bravo. Schiavone ha un cuore grande. Anche se non si vede perché non lo vuole far vedere. Schiavone è nervoso. Pezzi di vita se ne stanno andando. Per non tornare più. La stessa vita lo obbliga a guardare avanti. Ma Intanto è nervoso e tratta male gente che sta semplicemente lavorando. Che non gli piace. E non si piace voglio credere. Un Rocco Schiavone nervoso. Un Rocco Schiavone sbirroso. Non mi piace così. Ma non gli piace la vita che fa. E si crede troppo vecchio per provare a cambiarla.
    • 20/06/2026
      Nonostante la notevole lunghezza del romanzo, che supera le 500 pagine, Sotto mentite spoglie mi è piaciuto davvero molto. Anzi, proprio la ricchezza della narrazione e la quantità di dettagli presenti mi hanno spinto a leggerlo con calma, senza fretta, assaporando pagina dopo pagina tutti gli elementi della storia. Ho scelto di affrontarne la lettura pian piano per riuscire ad assorbire le numerose informazioni, i personaggi e le sfumature che Manzini dissemina nel corso del racconto. È un libro che richiede attenzione, ma che ripaga il lettore con una trama coinvolgente e ben costruita, capace di mantenere vivo l'interesse fino all'ultima pagina. Ho apprezzato particolarmente la capacità dell'autore di creare un intreccio ricco e credibile, oltre allo stile narrativo scorrevole che rende la lettura piacevole anche in un'opera così corposa. La profondità dei personaggi e la cura dei dettagli contribuiscono a rendere la storia ancora più immersiva. In conclusione, Sotto mentite spoglie è stata una lettura molto soddisfacente. Pur essendo un romanzo impegnativo per la sua lunghezza, consiglio di leggerlo senza fretta, concedendosi il tempo necessario per gustarne ogni passaggio. Per me è stata un'esperienza di lettura davvero positiva e un libro che vale assolutamente il tempo che richiede.
  • La sonnambula

    Pitzorno, Bianca

    • 26/06/2026
      La sonnambula
      Ho trovato la trama abbastanza intrigante e l’intreccio ben costruito. Alcuni passaggi sono forse un po’ forzati ma la lettura non è mai noiosa.
  • Quattro presunti familiari

    Mencarelli, Daniele <1974- ; Roma>

    • 25/06/2026
      Mencarelli in giallo
      Mencarelli questa volta si cimenta con un genere diverso da quello a cui ci ha abituati, quello della poesia e del romanzo, misurandosi con un intreccio dalle tinte investigative. Nei boschi di un paesino della provincia di Latina viene ritrovato lo scheletro di una donna la cui morte risale a molti anni prima. Le condizioni dei resti rendono impossibile l’identificazione, ma è necessario restituire un nome a quella persona. L’unica strada è il test del DNA. Il caso viene affidato ai carabinieri di Latina, che individuano tre famiglie che, vent’anni prima, avevano denunciato la scomparsa di una loro congiunta. Entrano così in scena i “quattro presunti familiari”: una coppia a cui è scomparsa la figlia venticinquenne; un uomo la cui madre è svanita nel nulla quando lui aveva appena dieci anni; una donna ormai adulta la cui sorella si è dileguata senza lasciare tracce. In attesa del risultato del test, i quattro si ritrovano nello stesso albergo, costretti a una convivenza fatta di tensioni, incomprensioni e attriti. Da questo momento l’indagine vera e propria passa quasi in secondo piano: il fulcro della narrazione diventa l’attesa. Giorni sospesi, un tempo rallentato, durante il quale riemergono ricordi, paure, sensi di colpa e speranze. Vent’anni di dolore accumulato, macerie emotive che hanno cambiato per sempre le loro vite e lasciato ferite difficili da rimarginare. Ed è proprio qui che emerge uno dei temi più interessanti del romanzo: cosa resta delle persone quando una perdita rimane senza risposta per anni? Accanto all’indagine, l’autore racconta anche la realtà della caserma e degli uomini chiamati a garantire ordine e rispetto della legge. Ne emerge un ambiente cupo, dove anche l’autorità può trasformarsi in uno strumento di sopraffazione e violenza. Mencarelli conferma la sua capacità di raccontare la fragilità umana e di scavare nelle zone più profonde del dolore. Tuttavia, l’ho trovato meno convincente nella veste di “giallista”. Proprio perché il suo punto di forza rimane l’indagine psicologica, il romanzo tende a insistere molto sulle dinamiche interiori dei protagonisti e a dilatare aspetti già esplorati. Mancano quella tensione e quel ritmo che dovrebbero caratterizzare un noir o un giallo che dir si voglia. Sufficienza risicata.
  • Cucina politica : il linguaggio del cibo fra pratiche sociali e rappresentazioni ideologiche

    • 25/06/2026 Mangiare per governare: la retorica del pasto imperiale nella Vita Karoli di Eginardo
      Il pasto quotidiano dell'imperatore Carlo Magno - racconta Eginardo - era costituito solamente da quattro portate. Tenendo come modello la rappresentazione di Augusto fatta da Svetonio (e il suo pasto di tre portate) il biografo del re franco aumenta il numero (da tre a quattro) ma lo qualifica con un avverbio, «solamente», che accredita al tempo stesso la moderazione e l'abbondanza del pasto. un ossimoro che diventa addirittura comico quando Eginardo precisa che, naturalmente, le quattro portate si intendono a prescindere dalla carne arrosto, che i cacciatori erano soliti infilzare nello spiedo, e che egli mangiava più volentieri di qualsiasi altro cibo. Insomma il computo esclude gli arrosti, presenza ovvia, scontata sulla tavola di un re "barbaro" (sia pure romano, sia pure cristiano). A quella tavola consumare selvaggina non è solo mangiare: è una forma di comunicazione politica e sociale, un rito di classe che celebra la forza del guerriero-cacciatore, capace di guadagnarsi il cibo attraverso la pratica violenta della caccia, e di fornire al suo corpo, attraverso quel cibo, tutta l'energia che nuovamente gli consentirà di praticare la caccia e di mostrarsi valoroso in guerra. In un altro paragrafo della Vita Karoli apprendiamo che l'imperatore non rinunciò agli arrosti di selvaggina neppure negli ultimi anni di vita, quando, sofferente di gotta, zoppicava da un piede ed era colto da febbri improvvise. I medici di corte, pur consapevoli che la malattia del sovrano era legata al tipo di alimentazione che si praticava alla sua tavola, non si azzardavano a togliere la carne dalla sua dieta. Come soluzione di compromesso tentavano di suggerirgli la carne bollita anziché gli arrosti ai quali era abituato.
  • L'ingrato : novella di Maremma

    Naspini, Sacha

    • 25/06/2026 Daniela Bertoglio
      Naspini ha ambientato questo suo primo romanzo a Le Case, un paese immaginario maremmano dove in seguito hanno avuto vita altre storie sue. E' un piccolo borgo, dove chi viene da fuori è malvisto, e dove i pettegolezzi e le maldicenze orientano tutto il paese, abitato per lo più da pensionati che stazionano al bar, casalinghe e qualche bimbetto che va alle elementari. E proprio alle elementari insegna un maestro alla vigilia della pensione, un uomo taciturno, che viene da Firenze, e non è mai stato inglobato nelle maglie relazionali del territorio. Tutto il romanzo ruota intorno ai pettegolezzi e alle dicerie che circolano su questo personaggio stravagante e tragico, e la maestria di Naspini viene fuori nei dialoghi e nei racconti. E' una storia che parla di quanto male possano fare certe dicerie, di come il bene possa essere considerato male, e viceversa, ma anche di pittura e di arte. Un esordio folgorante, direi.
  • Dune

    Herbert, Frank

    • 25/06/2026
      Flavia Manuela Chisalita un mondo nuovo ti aspetta
      “Non devo aver paura. La paura uccide la mente. La paura è la piccola morte che porta con sé l’annullamento totale. Guarderò in faccia la mia paura. Permetterò che mi calpesti e mi attraversi. E quando sarà passata, aprirò il mio occhio interiore e ne scruterò il percorso. Là dove andrà la paura non ci sarà più nulla. Soltanto io ci sarò.” Avvincente, questo viaggio in un universo diverso.
  • La luna storta

    Venturini, Nora

    • 25/06/2026
      Daniela Bertoglio
      Un giallo all'acqua di rose (a metà libro avevo già capito come sarebbe andato a finire), scritto con uno stile semplice ma non banale: non un capolavoro, insomma, ma un'opera dignitosa, perfetta per una lettura poco impegnativa (con questo caldo…) ma gradevole. All'inizio sembra che ci sarà una svolta epocale nelle vicende della tassista mancata poliziotta, ma poi tutto torna nella consueta formula dei libri precedenti.
  • Sally Diamond la strana

    Nugent, Liz

    • 25/06/2026
      Molto intrigante
      Un libro "strano", diverso dai molti che circolano. Sally è un personaggio ferito, abusato, con un passato terribile. Alle prese con il suo passato che ritorna prepotente, e che cerca di sopraffarla. L'autrice descrive in maniera delicata le mille sfaccettature della vicenda, e tutti i personaggi escono perfettamente delineati dalla sua abile penna. Letto in pochissimi giorni.
  • Voci dal confine : otto anni di storie tra Israeliani e Palestinesi

    Milani, Elia

    • 25/06/2026
      Assolutamente da leggere
      Un libro illuminante, onesto, imparziale sulla questione palestinese-israeliana scritta da un giornalista bravissimo che ha vissuto per 8 anni a Gerusalemme come inviato e ha vissuto con mano la realtà di quei territori. Le storie di persone che vivono lì quotidianamente quella guerra sono esposte in modo lucido e obiettivo. Da leggere!
  • 22/11/63 : [romanzo]

    King, Stephen <1947- >

    • 25/06/2026
      Claudia Andreozzi Bello
      Mi sono avvicinata a questo libro dopo aver visto la serie TV. Molto bello e ben fatto, intriganti i richiami alle sue vecchie opere
  • Una vita come tante

    Yanagihara, Hanya

    • 25/06/2026
      sopravvalutato
      per carità: scritto bene, appassionante, ma davvero una tragedia dopo l’altra….e non è Una vita come tante: sono tutti uomini di gran successo, esemplari di un sogno americano nel più classico dei sogni e, in più, se la vita del protagonista fosse davvero una come tante saremmo veramente messi male…
  • Stella di mare

    Pulixi, Piergiorgio

    • 25/06/2026 Una sequela di delitti
      Un bel giallo, forse troppo intriso di sangue, ma una vicenda ben scritta e una storia plausibile. Maristella per tutti Stella, è una giovane studente liceale bellissima. Ma la sua straordinaria bellezza si rivela una maledizione da sempre. Nata e vissuta in un quartiere ai margini, proviene da una famiglia che ha avuto parecchi problemi con la legge e ha un fidanzato novello boss di zona. Dopo il ritrovamento del suo cadavere sfigurato in spiaggia, Strega e le colleghe della polizia investigativa di Cagliari indagano per risolvere il delitto. Da qui si dipana una catena di avvenimenti che porta alla soluzione. La vendetta trasversale, le coperture, le menzogne, le false amicizie e l’amicizia tradita.. sono tanti gli aspetti toccati dall’autore. E Strega ha sempre le voci misteriose che accompagnano le sue giornate, gemiti delle vittime che non lo abbandonano. Ci sono caratteristiche già lette per gli investigatori e i loro fantasmi, ambienti difficili e frasi in diversi dialetti, ma tutto sommato un libro da leggere
  • Arcobaleni

    Kawabata, Yasunari

    • 24/06/2026
      Su tutto domina la sensibilità di Kawabata.
      All'interno della storia che si dipana lungo un arco temporale piuttosto breve l'autore traccia un magnifico ritratto femminile sullo sfondo di alcune delle località più suggestive del Giappone, Hakone e Kyõto, senza tralasciare alcuni dei simboli per eccellenza della cultura locale. Templi, giardini, danze tradizionali, cerimonia del tè, geisha figurano in una successione di immagini frammentarie che fungono da cassa di risonanza degli stati d'animo delle protagoniste.