biblioteche, roma, libri, cd, dvd, prestito, consultazione, autori, editori, scuole, lettura, multicutura, multietnica, internet, wifi, biblioteche roma, biblioteche comune di roma

I commenti più recenti

  • Zio Petros e la congettura di Goldbach

    Doxiadēs, Apostolos

    • 27/03/2026
      Sulla quarte di copertina è definito "thriller matematico", ma sinceramente non mi è sembrato un thriller, anche se sicuramente di matematica ce ne è tanta. Lo definirei il racconto di una ossessione (matematica), per una delle congetture mai dimostrate, vale a dire quella di Goldberg, che dal 1742 è stata al centro delle ricerche di tanti studiosi, come il protagonista del romanzo, questo zio Petros. A raccontarne la storia è uno dei nipoti, che traccia l'evoluzione di questo chiodo fisso, al centro dell'esistenza e delle ricerche dello zio. Un romanzo leggibile anche per chi, come me, di matematica ne sa poco.
  • Noi : [romanzo]

    Nicholls, David <1966- >

    • 27/03/2026
      Diesel
      Parte lento ma poi coinvolge. Una storia delicata che scava e accarezza gli equilibri emotivi di una famiglia in cambiamento.
  • Superficie

    Norek, Olivier

    • 27/03/2026 Mario Benvenuti norek è gajardo
      norek ci sorprende sempre per luoghi e protagonisti, in questo si comincia subito con un'azione di polizia che finisce malissimo per la capa, una capa KAPA, di quelle toste, che rimane sfigurata, e per premio la mandano in un paesetto della Francia interna per vedere se c'è da chiudere il commissariato, che serve 6 comuni, vista la tranquillità del posto. SEEEEEEEE LALLERO, la ns eroina che non si può non amare, si ritrova una storia di quelle "alla Norek" con un lago serbatoio con sotto un villaggio sommerso, da cui viene a galla ....... Norek scrive bene anche delle operazioni del sommozzatore che va tra le case abbandonate risciando un botto. Norek lo finisco sicuro.
  • Il cognome delle donne

    Tamigio, Aurora

    • 27/03/2026
      Saga familiare
      Scritto bene ma io l'ho trovato noioso. L'autrice si è dilungata più volte in descrizioni di fatti poco importanti che hanno appesantito la lettura e allungato inutilmente il brodo. La tematica femminista è quella che ne viene fuori con la descrizione di donne forti e consapevoli dei soprusi che subiscono, ma tutto il romanzo non ha mordente risultando spesso banale.
  • Magic mistery : il fantasma dell'opera

    Peronti, Max

    • 27/03/2026 Giochiamo con il Brilg
      Questo libro è un libro game , molto scorrevole e molto carino. Le domande sono belle sia facili che difficili. In questo libro Romeo Lucilla e i loro amici vanno in gita a Venezia,dove risolveranno un mistero
  • Parte 1: La compagnia dell'anello

    Tolkien, J. R. R.

    • 26/03/2026
      Teresa Giugliano maestoso!
      un must per gli amanti del genere (e anche per tutti gli altri)
  • Grande meraviglia

    Ardone, Viola

    • 26/03/2026
      Federica Bombi Potente!!!
      Quanta VITA in questo romanzo.
  • L'ora dei predatori : il nuovo potere mondiale visto da vicino

    Da Empoli, Giuliano

    • 26/03/2026
      I nuovi predatori
      L'ultimo libro di Da Empoli è una combinazione efficace e pittoresca tra narrazione e saggistica dove episodi di vita vissuta (conferenze internazionali, seminari ed incontri privati), danno lo spunto a frammenti di riflessioni sull’evoluzione del mondo contemporaneo. Secondo l’autore una nuova classe dirigente di predatori (politici ed imprenditori) starebbe volontariamente creando il caos per impadronirsi del potere (politico ed economico) ricorrendo ad azioni avventate e sfruttando le potenzialità del digitale e dell’IA per controllare e manipolare l’opinione pubblica. Le preoccupazioni di Da Empoli sono sicuramente fondate ma l’esito finale di questo assalto è totalmente aperto perché nessuno può sapere chi riuscirà a prevalere nel caos. Non convince, inoltre, l’impostazione nostalgica del libro come se gli attuali predatori tentassero di far fuori delle pacifiche colombe. Più realisticamente, si tratta di uno scontro cruento tra nuovi e vecchi predatori.
  • Dalla parte di lei

    De Céspedes, Alba

    • 26/03/2026 Dalla parte di lei
      Come un fiume in piena le parole scorrono e coinvolgono, quelle di Alba de Cespedes, senza una interruzione, un respiro, uno spazio tra un capitolo e l'altro. A narrare è Alessandra che ripercorre la sua vita fin da quando era bambina e lo sguardo si accendeva negli occhi di una luce malinconica e solitaria. Alba de Cespedes in "Dalla parte di lei" racconta una infelicità; delle donne soprattutto, private di ogni ambizione e sogno all'interno del matrimonio, sedute "nelle loro cucine azzurre che al tramonto diventano livide e tristi". E degli uomini anche, che concentrati troppo su loro stessi e chiusi in un lavoro senza più stimoli, si fanno miopi verso ciò che li circonda. Siamo negli anni '30 e '40, quello di cui scrive la De Cespedes è un vuoto esistenziale cupo, triste, che abita lo sguardo delle famiglie più umili. In Alessandra si fa forte una voce che si ribella alla rassegnazione, che si oppone con tutte le sue forze al grigiore dei giorni (che è lo stesso dei casamenti in cui abita) e che vuole ancora sognare e protendere verso la bellezza, della vita, di un amore, vivo, sano, dove non entri l'abitudine logorante, l'indifferenza cieca, l'abbrutimento. La De Cespedes non dimentica infatti, nonostante il vuoto esistenziale che permea ogni pagina, di parlare della bellezza. Della vita, della natura, della letteratura, della cultura, del cielo... Una bellezza verso la quale sempre anelare. La penna di Alba de Cespedes è tagliente, il tratto profondo, e non è solo ciò che racconta ma è come lo racconta. Lo sguardo ricco di chi sa cogliere non solo le situazioni e le dinamiche tragicamente più evidenti, nel matrimonio come nella società, ma anche le sfumature più minute e sottili di comportamenti apparentemente naturali e inoffensivi ma profondamente iniqui. "Dalla parte di lei" è&nbsp; un romanzo drammatico, bellissimo, struggente che consiglio di leggere.
  • Il detective sonnambulo : romanzo

    Santoni, Vanni

    • 26/03/2026
      Dallo spatriato ai bitcoin (con deriva fricchettona)
      “Quando si va sulle fricchettonate, faccio fatica.” …. e infatti la fatica è stata il sentimento dominante per quasi tutta la lettura. Un romanzo che ha avuto su di me un effetto profondamente straniante: pur toccando tematiche sociali cruciali, finisce per costruire una realtà che in molti tratti appare grottesca, se non addirittura parodistica. Eppure l’inizio prometteva bene. La prima parte è fluida e piacevole, sorretta da una scrittura vivace e ironica, e segue le vicende di Martino, il classico giovane italiano “spatriato” a Parigi senza grandi prospettive. L’incontro con la misteriosa Johanna dà vita a una relazione intensa ma intermittente, segnata dalle improvvise sparizioni di lei, che mantiene vivo l’interesse fino alla sua scomparsa definitiva. È qui che il registro cambia bruscamente e la narrazione deflagra. Da quando Martino inizia la sua ossessiva ricerca tra Europa e Sudamerica, il racconto deraglia in una serie di situazioni paradossali. In questo viaggio viene affiancato da Tanya, leader carismatica di un collettivo anarchico, e si muove sulle tracce di Manfredi Contini della Torre, ambiguo guru delle criptovalute. Il problema non è solo nel contenuto, già di per sé sovraccarico, ma anche nel modo: interi dialoghi e periodi sono scritti in inglese, francese e spagnolo senza alcuna traduzione, e manca una guida alla terminologia tecnica legata al mondo digitale. Anche per chi, come me, comprende queste lingue, l’effetto è respingente e rischia di suonare come una forma di compiacimento intellettuale. Nonostante l’innegabile originalità della trama, la prolissità dei dialoghi e il ricorso a situazioni esasperate rendono la lettura inutilmente pesante, fino a sfociare nella noia, vanificando le riflessioni, pure interessanti, messe in campo dall’autore.
  • Una voce per chi non ha voce : oltre settant'anni di lotta per la mia terra e il mio popolo

    Dalai lama XIV

    • 26/03/2026
      La voce della non violenza contro le violenze
      Il Dalai Lama divenne la Guida temporale e spirituale del Tibet all'età di quindici anni, nel 1950, proprio quando cominciò l'invasione cinese che ha brutalizzato la cultura della regione, buttato giù monasteri e ucciso migliaia di tibetani. Dopo anni di persecuzione, perpetrata dalla Cina per distruggere la pratica millenaria del buddismo al fine di controllare il territorio del TIbet, il Dalai Lama fu costretto alla fuga e a riparare in India nel 1959. E la sua voce, instancabilmente spesa a favore della non violenza, cominciò a diffondersi dall'esilio dove, tra i tanti riconoscimenti internazionali, gli fu assegnato nel 1989 il Premio Nobel per la Pace per il suo costante impegno per l'autonomia del suo paese. Il Dalai Lama, dimessosi dalla carica temporale nel 2011, ma rimasto Guida spirituale, è autore di numerosi libri; segnalo la biografia, ricca di fonti, tra cui i discorsi pregni di saggezza e serenità. Da LEGGERE.
  • Qualcuno alla porta

    Hall, Geoffrey Holiday

    • 26/03/2026
      Sembra la sceneggiatura di un film di Hitchcock
      Secondo dopoguerra, Vienna. Casey e Felicia, una giovane coppia americana, arrivata qui per affari, inciampa involontariamente in un triplice omicidio. Come cacciatori che si ritrovano cacciati a loro volta, si mettono nei guai. Ogni particolare vien via via stratificandosi in un crescendo di tensione, nello scenario della città in macerie, smembrata e divisa in zone russe e americane, con i viennesi in cerca di rinascita. "Ci sono molti fiumi. Uno è il Danubio, un altro è la paura», scrive Geoffrey Hall, già autore de "La fine è nota". Ho letto i due romanzi: scritti con una qualità indiscussa, quella di saper far crescere la suspence, entrambi CONSIGLIATI.
  • Il figliol prodigo

    Perissinotto, Alessandro

    • 26/03/2026
      Bruno Umana il giudizio
      È mai possibile per un avvocato difendere un uomo che non parla che sembra muto ma è accusato di omicidio?
  • 2: All'ombra delle fanciulle in fiore

    Proust, Marcel

    • 26/03/2026
      Il viaggio prosegue in discesa. Il secondo volume lo possiamo dividere in due parti principali: la prima ambientata a Parigi, dove emerge la figura enigmatica del signor de Norpois e si approfondisce il rapporto con Swann: questa parte è di non facile lettura. La seconda nella località balneare di Balbec, dove il giovane protagonista incontra il gruppo delle “fanciulle in fiore”, tra cui spicca Albertine. È proprio a Balbec che il romanzo si apre a una dimensione più ariosa: il mare, la luce, le passeggiate e gli incontri casuali creano un’atmosfera vibrante, quasi sospesa tra sogno e rivelazione. Se nello stile, Proust mantiene la sua prosa ampia e analitica, capace di scandagliare ogni sfumatura psicologica, in questo volume si avverte una particolare leggerezza. Personalmente, l’ho trovato sorprendentemente fresco e solare nei dialoghi e nelle ambientazioni: le conversazioni tra i giovani, gli scambi ironici, le attese e le esitazioni amorose hanno un’energia viva, quasi primaverile. Anche le descrizioni dei paesaggi marini trasmettono una luminosità che contrasta con l’immagine spesso austera associata a Proust. Mi ha invogliato...vado avanti.
  • Game of Titans : ascesa al paradiso

    Riley, Hazel

    • 25/03/2026
      Irene Bambaci Questo libro mi ha dato un motivo in più per continuare la saga
      scritto divinamente, non c'è che dire, la scrittura si Hazel Riley si fa sentire. Scene bellissime in cui mi sono messa a piangere per l'emozione