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I commenti più recenti

  • Il veterano e altre storie

    Forsyth, Frederick

    • 18/09/2026
      Bei racconti con colpi di scena
      Cinque racconti di lunghezza e argomento variabile, ma tutti molto ben scritti e con colpi di scena. Mi è piaciuto particolarmente il primo. Ben scritti e con buona caratterizzazione dei personaggi.
  • Io prima di te

    Moyes, Jojo

    • 18/09/2026
      Yanina Pavelets Bellissima storia!
      Bellissima e molto coinvolgente!
  • La figlia del maresciallo : fotofumetto di Candido

    Guareschi, Giovanni

    • 18/09/2026
      Stalin e Anita: il fotofumetto.
      Un altro prodotto della multiforme fantasia di Guareschi: il fotofumetto in 47 brevi "fumate" (proprio così!), uscito nel 1952 sul "Candido". Stalin passa un anno in Italia, da privato cittadino, con "la figlia del maresciallo (della sussistenza)" Anita Perlini: è subito chiaro l'intento satirico-polemico di Guareschi, che non aveva molto in simpatia il "Padre dei Popoli". Costruito come i diffusissimi fotoromanzi dell'epoca, si lascia sfogliare e leggere con curiosità, testimone di uomo e di un'epoca in cui la politica innervava la vita quotidiana fino, appunto, a questo tipo di creazione letteraria.
  • Il folle di Dio alla fine del mondo

    Cercas, Javier

    • 18/09/2026
      Bello, ben scritto, utile.
      Cercas è davvero un ottimo scrittore e lo dimostra anche in questo libro. Parlare del Papa e del Vaticano non è mai semplice: l'argomento è tremendamente importante, che piaccia o no, e spesso divisivo e il linguaggio non sempre è privo di noia. Cercas, invece, appassiona: questo libro parla del Papa e fa parlare in prima persona chi gli sta vicino e collabora con lui, tutto con molta naturalezza e leggerezza (nel senso di Calvino), anche umorismo, e senza spirito polemico, con la vera curiosità di un ateo aperto e senza pregiudizi, che si stupisce di come milioni di persone (a cominciare da sua madre) possano avere la fede di credere nella resurrezione della carne e nella vita eterna. Decisamente un libro molto interessante e molto ben scritto, non dogmatico né ideologico: un libro curioso, come ho detto, della curiosità nativa dei bambini. Molto consigliato.
  • L'ultima lezione : la solitudine di Federico Caffé scomparso e mai più ritrovato

    Rea, Ermanno

    • 18/09/2026 Memorie dello sconforto sociale
      <(...) giorno dopo giorno mi sento sempre piu risucchiare da una sorta di doloroso vortice: gli inglesi lo chiamano ''social-despair'', la disperazione sociale, il vuoto che ti procura , lo sconforto per una battaglia che il più delle volte ti capita di sentire come irrimediabilmente perduta, in cui gli onesti ti appaiono sempre più pochi , disarmati e pavidi e i disonesti più sfrontati ed aggressivi. Io , per temperamento sono portato a reagire, e reagisco continuamente .>
  • Powaqqatsi [Videoregistrazione] : life in trasformation

    • 18/09/2026
      Duro e poetico insieme.
      A differenza del precedente, qui domina l'uomo e domina sui suoi consimili e sulla natura. Film duro: la parte iniziale sui garimpeiros è un colpo allo stomaco e tutto il film non fa che sottolineare sia la "dannazione" del lavoro (non a caso, fu una delle condanne conseguenza della cacciata dall'Eden) che la maledizione dello sfruttamento dell'uomo sull'uomo. Struggente - tra le altre - la scena della bimba che guida il carro, prendendo a bastonate uno dei cavalli, col quale trasporta un uomo (il padre?) stremato dalla fatica. Nessun dialogo: solo le immagini (splendida fotografia) e le perfette musiche di Philip Glass a fare da accompagnamento e sostegno. Nessun compiacimento, niente di didascalico: le immagini parlano da sole e l'unica speranza che si intravvede traspare dagli sguardi e dai sorrisi dei bambini, ancora forse non contaminati dalla cattiveria degli adulti.
  • L'album blu

    Grusha, Yaryna

    • 18/09/2026
      Meglio di un trattato di storia
      Aiuta a comprendere il rapporto tra Russia e Ucraina dal punto di vista dell'identità, della memoria e della vita quotidiana degli ucraini. Mostra come le generazioni cresciute dopo il crollo dell'Unione Sovietica hanno progressivamente preso coscienza della propria identità linguistica e culturale ucraina, emancipandosi dall'influenza e dall'egemonia culturale russa. Questo grazie alla resistenza silenziosa delle famiglie che ha conservato e custodito l'identità ucraina dal tempo dell'oppressione zarista. Molti giovani ucraini hanno scoperto la vera storia del proprio Paese, come le deportazioni e l'Holodomor, attraverso i racconti tramandati in segreto da nonni e bisnonni attorno al tavolo da pranzo.
  • The Rocky horror picture show [Videoregistrazione]

    • 18/09/2026 Mario Benvenuti strano, nessun commento
      scoperto in tarda età (65) dopo la dipartita di Tim Curry, è del 1980, l'anno in cui mi sono diplomato, peccato non averlo visto, ma credo che la chiesa ci abbia messo del suo, comunque pazienza. Ma per il 1980 una cosa veramente spettacolare, piena di inventiva, dove tutto o quasi è andato, credo meglio di quello che si aspettavano chi ha lavorato al film. Ti sorprende come non ti aspetti
  • Solo il mimo canta al limitare del bosco

    Tevis, Walter S.

    • 17/09/2026
      È il primo libro di Tevis che leggo. Curioso per me come avessi visto ben tre film e una serie tv ispirati dai suoi scritti ma fondamentalmente ignorassi l'autore. Male avevo fatto visto che questo Mockingbird (il mimo del titolo italiano) è un libro di fantascienza fenomenale che parla di noi e di quello che stiamo diventando con una profondità che lascia sgomenti.
  • Vivavoce

    Ferrara, Antonio <1957- >

    • 17/09/2026
      Ottimo, ricorda cosa può fare un buon libro
      Questo racconto ricorda che un libro "certe volte di salva e certe volte no". È il racconto di un ragazzo in un momento in cui, ha lasciato gli studi, non sa cosa fare e neppure ha opportunità di lavoro da considerare, allora coglie la possibilità di leggere a voce alta a persone malate o anziane.
  • I Romani che non ti aspetti : storie bizzarre per menti curiose

    Lentano, Mario

    • 17/09/2026
      Un libricino che in poco più di 100 pagine affronta miti e curiosità sui Romani. Di insolito e bizarro però c è ben poco, molte sono storie abbastanza famose.
  • Il coperchio del mare

    Yoshimoto, Banana

    • 16/09/2026
      Dallo stile poetico e rilassante
      E' un libro piccolo e veloce ma pieno di momenti significativi, Yoshimoto riesce con poche parole a toccarti l'anima, l'amicizia delle due ragazze protagoniste diventa quasi una poesia tra le dita dell'autrice, tanto che il libro inizia proprio con una poesia. Da leggere tutto d'un fiato.
  • Notti in bianco, baci a colazione

    Bussola, Matteo

    • 16/09/2026
      Carino
      libro carino e scorrevole dov'è l'autore ci racconta un po' della sua vita personale soprattutto in famiglia
  • Tanta ancora vita

    Ardone, Viola

    • 16/09/2026
      A metà strada.
      Questa volta Viola Ardone ambienta il suo romanzo nel presente, a partire dalla pandemia di Covid-19 fino alla guerra in Ucraina, che fa da sfondo alle vicende dei protagonisti. Il racconto si snoda attraverso tre voci e tre storie strettamente intrecciate. C’è Vita, separata da Massimo e madre di Cicù, sprofondata in una depressione che è diventata quasi una parte di sé, tanto da averle dato un nome: Orietta. C’è Irina, colta colf ucraina, emigrata vent’anni prima per dare un futuro migliore al figlio Roman, che ha imparato l’italiano leggendo Dante e non perde occasione per declamarne i versi. E c’è Kostya, il nipote di Irina, un bambino di dieci anni costretto dalla guerra a lasciare Mariupol e ad affrontare un viaggio per raggiungere la nonna a Napoli. Storie di madri e figli, di lontananze e abbandoni, con la guerra sullo sfondo. La Ardone scrive bene e, soprattutto nella prima parte, sa scavare nella psicologia dei personaggi. Le tre voci sono ben caratterizzate e ciascuna ha un registro diverso: sommesso e introspettivo quello di Vita, vivace quello di Irina, ingenuo e limpido quello di Kostya. È qui che ho trovato il romanzo più intenso e convincente. Ho invece trovato poco equilibrato il passaggio alla seconda parte: dal ritmo lento e introspettivo si passa bruscamente a una dinamica quasi da on the road. Il viaggio prende velocità, ma a mio avviso perde in approfondimento, dando l’impressione di una storia che abbia fretta di arrivare alla fine. Anche il finale mi è sembrato affrettato. Come già in Grande meraviglia, di cui ritroviamo anche un’apparizione, ho inoltre trovato un’eccessiva proliferazione di metafore e qualche luogo comune, talvolta con una certa tendenza al melenso. Insomma, buona la prima parte, molto meno convincente la seconda.
  • Dovevo dirti una cosa

    Madrigal, Alberto <1983 - >

    • 16/09/2026
      Livia Bartolomei evocativo e commovente
      Storia di una coppia in crisi dove una persona che hanno in comune (no spoiler) sarà la chiave di volta per la serenità di ciascuno. Nonostante la storia non sia leggera, i disegni sono delicati e gli acquarelli davvero meravigliosi! Mi sono commossa, mi è piaciuto tantissimo!