I commenti più recenti
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Puzzle
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10/04/2026 PuzzleNon è ai livelli degli altri testi scritti dallo stesso autore... Sono rimasta un po' delusa
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Satie, E.: Piano Music (Queffelec)
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09/04/2026 Quando la musica parla francese...Elegante, Anne Queffélec esegue magistralmente i pezzi per pianoforte forse più famosi di Satie. Sembra di poterla scorgere seduta al pianoforte di casa sua, lei che ha respirato cultura e libri fin da piccola. Eccellente registrazione, che esalta, nelle note ferme eppure vivide, eppure vibranti, le sonorità di Satie e le attualizza: in ogni movimento c'è l'emotività propria dei nostri secoli ma anche la compostezza di uno studio attento di quella musica che Satie definì «musique de tapisserie».
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Il nodo Windsor
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09/04/2026 Daniela BertoglioDopo Aristotele, Leonardo da Vinci, Galileo, Dante Alighieri, Angela Merkel (e tanti altri), ora tocca alla Regina Elisabetta II indossare i panni del detective e trovare il responsabile di un omicidio, commesso proprio a casa sua, nel Castello di Windsor. Un giovane, ma bravissimo pianista russo, suo ospite, è stato trovato morto nella sua stanza: nudo e con un cappio al collo, per simulare una morte avvenuta durante un gioco erotico. Ma a Betty non la si fa... Anche se alla fine i morti sono tre, si tratta di un giallo leggero, una "lettura da ombrellone", senza pretese, ma gradevole.
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Tutto come ieri
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09/04/2026 Cold caseNigra è in malattia, a Napoli, dal fidanzato che gli ha presentato i genitori. A Genova, invece, una coppia di suprematisti bianchi va a sparare a un gruppo di senegalesi e nigeriani, in pieno centro storico. La Digos vorrebbe gestire da sola le indagini, ma uno dei due suprematisti viene trovato morto a casa sua, per un presunto suicidio, e viene trovato anche un foglietto di carta con una frase scritta da una donna che è stata ammazzata, alcuni anni prima, con la stesa pistola. Le indagini per l'omicidio di questa donna erano state condotte proprio da Nigra, che non era riuscito a trovare il colpevole, perciò torna a Genova, e inizia a indagare nuovamente. C'è una testimone della sparatoria, una ragazzina bengalese, che va protetta e un pericoloso assassino da individuare, e Nigra continua a ricevere messaggi dal suo ex, messaggi che si rifiuta di leggere (ma non sa bloccare il numero di telefono di questa persona che vuole dimenticare?). Il finale è un po' di corsa, ma è comunque un giallo piacevole.
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Un bello scherzo : i casi del maresciallo Ernesto Maccadò
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09/04/2026Andrea Vitali gioca con l'ironia per raccontare una vicenda potenzialmente tragica: per uno scherzo crudele, e una serie di equivoci, il maestro Fiorentino Crispini, uno dei personaggi bellanesi ricorrenti nella serie di romanzi che hanno per protagonista il maresciallo Maccadò, viene arrestato dalla Milizia fascista ed accusato addirittura di aver organizzato un attentato contro l'inquilino di Palazzo Venezia. Per fortuna, di fronte alla pusillanimità dei miliziani bellanesi i carabinieri si danno da fare e riescono a risolvere tutta l'intricata faccenda, e far tornare a casa il poetucolo da strapazzo.
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Follia
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09/04/2026E' un romanzo un po' claustrofobico, ambientato all'interno di un manicomio inglese, nel 1959, con la moglie dello psichiatra che ne è vicedirettore, e vorrebbe diventarne direttore, che si innamora di uno dei ricoverati, un uxoricida con una serie di patologie. A raccontare la vicenda è un altro dei medici che lavorano nella struttura, un manipolatore, che tira le fila dei vari personaggi, tutti, chi più chi meno, fragili. E' un libro che si divora, una discesa verso l'inferno da parte della protagonista femminile, che abbandona figlio e marito per seguire il paziente in fuga, e finire poi lei stessa internata. Un romanzo che scava nella psicologia dei personaggi, nelle loro incapacità, piccole meschinerie, psicosi e solitudini.
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Le mani insanguinate
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09/04/2026 La forza e la cronacaTra narrazione di verità e fantasia, l’autore indaga tragici fatti di cronaca.Violenze domestiche, cruente e misteriose sparizioni, persone che vengono tradite nella loro fiducia verso il prossimo, basse usurpazioni….Le difficoltà degli stranieri, la speranza in una vita migliore, il desiderio di riscatto, la solidarietà …. la realtà di ambienti più o meno disagiati, perché, alla fine, dietro ad ogni porta c’è una famiglia con la sua quotidianità, oltre alle apparenze di facciata. Un occhio alla realtà napoletana e non solo, con grande amore sempre dimostrato per la città ed il suo Patrono. Una serie di racconti brevi molto interessante, con tratti commoventi. L’autore si immedesima in tanti personaggi narratori che cercano la propria giustizia, che fanno la cronaca della loro vita, che non condannano o rimpiangono, ma con grande calma espongono… certi che alla fine arriverà la verità o la giustizia. Una traccia rimanda ad altro libro dell’autore.Un libro da leggere.
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L'ora di greco
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09/04/2026 Tra silenzio e cecitàSono al terzo romanzo di Han Kang, dopo La vegetariana e Non dico addio, ed è quello che mi ha emozionato meno. Anche qui l’autrice rimane fedele alla sua cifra stilistica: una narrazione rarefatta, costruita più su immagini sensoriali e simboliche che su una vera trama. Il romanzo ruota attorno a due protagonisti senza nome, le cui privazioni sono in qualche modo speculari: lei ha perso la voce per un blocco psicologico legato a traumi personali e alla perdita dell’affidamento del figlio; lui sta perdendo la vista a causa di una malattia degenerativa. Il loro incontro avviene in un’aula di greco antico, dove lui insegna, una lingua morta che funge da metafora ideale: precisa, complessa e priva di utilità pratica, rappresenta il tentativo di ricostruire un rapporto con il mondo al di fuori dei canali comunicativi convenzionali. Attraverso le lezioni i due sviluppano una relazione fatta più di silenzi e percezioni che di veri dialoghi, come se cercassero di ritrovare una forma di comunicazione più profonda, quasi primordiale. La presenza della neve, che compare spesso nei libri di Han Kang, contribuisce a creare questa atmosfera: un mondo silenzioso e ovattato in cui il mutismo di lei e la cecità di lui sembrano quasi sfiorarsi. Nonostante la scrittura sia molto poetica ed evocativa, costruita su frasi brevi ed essenziali, non ho ritrovato la stessa forza emotiva degli altri libri. Qui il dolore sembra più distante e meno immediato. Resta comunque una riflessione interessante sulla fragilità del linguaggio e sulla possibilità di capirsi anche quando i sensi e le parole vengono meno. Un libro la cui bellezza non risiede nella trama, ma nella scrittura, sobria e di grande intensità lirica.
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09/04/2026 Mi aspettavo altroVerboso, a momenti assolutamente perdevo il filo e non capivo dove andasse a parare, per me puro esercizio di stile. Abbandonato a metà abbondante purtroppo, avevo alte aspettative.
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Ieri
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09/04/2026 Non mi ha catturataRomanzo breve molto ostico per quanto mi riguarda, non sono riuscita ad entrare nella storia e a metà l’ho abbandonato, non mi veniva proprio voglia di leggerlo.
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La gioia di rileggere
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09/04/2026 Un piccolo saggio per chi ama leggereUn piccolo saggio sulla lettura, qualche cenno storico sulla letteratura, dedicato a chi ama leggere.
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La vendetta
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09/04/2026 Ottima raccolta di racconti25 racconti grotteschi e allucinatori, con personaggi distaccati dalla realtà e dalle emozioni, assassini banali, personaggi surreali e per questo tremendamente realistici.
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Primo sangue
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09/04/2026 BellissimoOgni volta che leggo Nothomb penso "questo è il suo più bello" e ogni volta si supera. Che autrice straordinaria, ammiro la sua capacità di sintesi, quel saper raccontare tutto il necessario in poche parole essenziali.
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Gli aerostati
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09/04/2026 Sempre fantastica!Questa donna mi stupisce sempre, sa costruire un romanzo meraviglioso partendo da storie personali, famigliari. Il suo magnetismo è irresistibile, credo sia una delle mie scrittrici preferite in assoluto.
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L'umanità in tempi bui : Lessing, Luxemburg, Giovanni 23., Jaspers, Blixen, Broch, Benjamin, Brecht, Gurian, Jarrell
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09/04/2026 Dieci ritratti di giganti del pensiero del NovecentoHanna Arendt non condivideva il pensiero del suo maestro Heidegger quando questi indicava, per chi fa filosofia, la strada del ritiro in solitudine. Per lei, autrice de "La vita activa", c'è sempre modo di trovare qualche luce anche nei tempi bui, durante i quali la domanda da farsi è: "quanta realtà è necessario conservare anche in un mondo divenuto disumano per fare in modo che l’umanità non si riduca a una parola vuota o a un’illusione ?" Le risposte Arendt le trova nelle vite e nel pensiero di dieci intellettuali, tutti del Novecento, tranne l'ottocentesco Lessing. Sono belli tutti i ritratti, ma ho apprezzato su tutti quelli delle due donne, Rosa Luxembourg e Karen Blixen, e quelli del filosofo Karl Jaspers e di papa Giovanni XXIII. Del "Papa buono", Arendt riferisce un aneddoto: quando, da nunzio nel 1944, all'udienza di papa Pio XII, questi gli disse che avrebbe avuto a disposizione per lui sette minuti, l'allora don Roncalli si congedò: "In tal caso, i sei minuti che rimangono sono di troppo”. OTTIMO SAGGIO.
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La disciplina di Penelope
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09/04/2026 Mario Benvenuti primo libro di carofiglio che leggocasualmente comincio da Penelope, piano piano conoscerò gli altri, bel libro, confermo altri commenti positivi
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