I commenti più recenti
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Il regno di cenere : [il trono di ghiaccio]
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22/04/2026 Trama travolgente, traduzioni un po' menoLa trama di questo ultimo volume della saga è un gran bel finale dove convergono tante storie, non si lasciano fili in sospeso. SJM dimostra maestria anche nel costruire il percorso di miglioramento dei personaggi che sono maturati e cresciuti attraverso le vicende. Le traduzioni lasciano un po' a desiderare... mi è capitato di leggere traduzioni letterali dall'inglese all'italiano che rendono la lettura poco fluida, contorta e troppo "artificiale".
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Occhi di bambina
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21/04/2026 Un’infanzia sospesaVichi esce dalla sua “comfort zone” del poliziesco per romanzare una storia realmente accaduta. Siamo nel 1985 quando Arianna, una bambina di soli sette anni, lascia Firenze e i nonni con cui è cresciuta per seguire la madre in una fuga che la porterà tra Parigi e Barcellona. Diventa così vittima indiretta di scelte ideologiche che la costringono a una vita precaria, senza la possibilità di mettere radici. In questo continuo spostarsi, l’unico punto fermo resta il legame con la madre, insieme a un elefantino di peluche rosa, fragile simbolo di protezione e di conforto. La narrazione assume una forma quasi cronachistica, come un diario filtrato dallo sguardo infantile; la scrittura adotta toni estremamente semplici e misurati, ma a tratti fin troppo piatti. Questo, combinato con la dichiarata fedeltà alla storia vera, dichiarata dall’autore in appendice, depotenzia il coinvolgimento emotivo e resta spesso in superficie. A fine lettura emerge così un senso di incompiutezza. La chiusura appare frettolosa e lascia il desiderio di comprendere come quell’infanzia sospesa abbia plasmato la donna adulta. Purtroppo, questo passaggio resta inesplorato. Proprio questa scelta, unita alla dichiarata fedeltà alla storia vera raccontata in appendice, finisce però per attenuare il potenziale della vicenda: nonostante la sua forza, il racconto fatica a generare un reale coinvolgimento emotivo e resta spesso in superficie.
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Sotto mentite spoglie
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21/04/2026Rocco Schiavone non si legge si divora, anche stavolta ti incolla alle pagine con un giallo superbo, e con un finale che introduce un nuovo personaggio che fa presagire all'uscita di un nuovo capitolo. Comunque viva Manzini, che almeno ci fà dimenticare il mondo quando lo si legge.
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Vedove di Camus
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21/04/2026 Quattro sguardi su Camus“Camus era un uomo di grandi ideali, ma anche una simpatica canaglia.” Ecco il Camus che non ti aspetti. Dal ritratto che emerge attraverso la rievocazione delle quattro “vedove” prende forma una figura singolare, di notevole fascino. L’autrice dà voce a quattro figure femminili che ne ricostruiscono la memoria dopo la morte, esplorando il lutto: a partire dalla moglie Francine, consapevole dei tradimenti del marito, fino alle tre amanti. Tutte piangono la perdita dell’uomo a cui erano legate da un rapporto, interrotto bruscamente dal tragico incidente stradale del 4 gennaio 1960. Quattro donne diverse, quattro relazioni diverse, ognuna caratterizzata da una propria forma d’amore, da cui scaturisce un ritratto di Camus ricco di complessità e contraddizioni. Un uomo attratto dalle donne artiste: due delle amanti erano attrici di teatro, la terza una giovane pittrice. La moglie stessa, pur non esibendosi, era una pianista. Per la mia percezione, Camus resta quasi secondario nel racconto. È il ritratto che prende forma dalle voci delle quattro vedove a restituirci l’immagine più intima ed emozionale dell’artista: un uomo capace di suscitare grandi passioni, di amare “con la vanità di un uomo, l’egoismo di un uomo”, di essere di tutte e, forse, di nessuna. “Aveva un appetito per la vita che non tollerava ostacoli.” Allora a chi è appartenuto Camus? Alla moglie, alle sue vedove, alla Francia? Forse a tutti, o forse solo a sé stesso. Fatto sta che oggi siamo ancora qui a parlarne e, soprattutto, a leggere di questo immenso autore. La Rui costruisce un racconto originale, con una scrittura evocativa e sobria, che evita la trappola della retorica. Ne risulta una lettura che intrattiene piacevolmente. “Questo libro è un’opera di finzione basata su fatti reali. L’immaginazione è intervenuta ancor prima della scrittura, quando i personaggi hanno iniziato a chiedere d’interessarsi a loro, d’intraprendere ricerche, viaggi nel Sud della Francia, perlustrazioni di Parigi.” (Cit. in epilogo)
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11/04/2026 Daniela BertoglioUno scrittore vincitore del Nobel, e 4 donne che lo hanno amato, e con le quali ha condiviso un pezzo della sua vita. Albert Camus, morto tragicamente a 46 anni per un incidente automobilistico mentre tornava a Parigi in compagnia del suo editore, Gallimard, deceduto anche lui qualche giorno dopo, e la famiglia di quest'ultimo, aveva una moglie, Francine, divenuta la vedova ufficiale, ma altre tre donne potevano rivendicare, in un modo o nell'altro, lo stesso ruolo, sia pure solo ufficiosamente. Si trattava di due attrici, Maria Casarès e Catherine Sellers con cui lo scrittore, nonché regista ed autore teatrale, intratteneva relazioni sentimentali, ed una giovane illustratrice di origini danesi, Mette Ivers. Un uomo che rivendicava il rifiuto della monogamia, e quattro donne che, in maniera diversa, erano sicure di avere con lui un rapporto esclusivo, pur consapevoli della esistenza delle altre tre. Donne indipendenti, la cui forza nasceva dalla loro professione, o, nel caso della moglie, dalla presenza dei due figli, adolescenti al momento della scomparsa di Camus. Una biografia multipla, romanzata, interessante perché l'amore si può davvero articolare ed esprimere in tante maniere diverse.
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L'età fragile
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21/04/2026 bellissimoIl libro trae la storia da un fatto vero successo molti anni fa in Abruzzo. Tre ragazze che facevano una escursione sulla Maiella furono aggredite da un pastore macedone, due uccise e una ferita gravemente. La storia si intreccia a questa storia per raccontare la vicenda di Lucia e la figlia Amanda. Il libro è all'altezza dell'Arminuta scritto dalla stessa autrice e meritatamente a mio avviso ha vinto il premio Strega 2024. Ci sono sentimenti, dialoghi, descrizioni, un libro da leggere e rileggere.
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La condanna del silenzio
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21/04/2026 Daniela BertoglioTerzo capitolo della serie ambientata nella immaginaria isoletta di Liten, sulle coste svedesi. In questo romanzo, a differenza dei precedenti nei quali i protagonisti erano rispettivamente Henning Olsson, il poliziotto della Scientifica, e l'adolescente Malin, una blogger tiktoker figlia del capo della polizia locale, le indagini sono condotte proprio da quest'ultimo, Owe Dahlberg, un padre angosciato che teme che la figlia, come promette da tempo, allo scoccare dei 18 anni se ne vada via dall'isola, facendo perdere le proprie tracce, e ormai è questione di giorni. Per il momento, però, a sparire è un'altra ragazza, neo diciottenne, e per buona parte del libro non si capisce se si tratti di una fuga volontaria, per acquisire notorietà mediatica, o di un rapimento. E' un romanzo dal ritmo lento, ripetitivo, che solo negli ultimi capitoli acquista un po' di ritmo. La trama, come nei romanzi precedenti, è un po' tirata per i capelli, ma il risultato è comunque una lettura facile e gradevole.
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Cinque donne amorose
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21/04/2026 Un piccolo gioielloCinque storie, cinque donne. Racconti che si concentrano sull’amore, quello che travolge e mette in discussione ogni regola. Lo scrittore ha la capacità di raccontare l’animo umano con una sincerità disarmante. Opera che consiglio a chi ama la cultura giapponese del periodo Edo.
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L'invenzione del colore
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21/04/2026 Daniela BertoglioNon amo molto i romanzi autobiografici, mi sembrano una ingerenza, da lettrice, nella vita altrui, li trovo in genere imbarazzanti, con poche eccezioni. Soprattutto quando sono autocelebrativi, come in questo caso, perché Christian Raimo racconta la storia di suo padre, inframmezzandola con le sue vicende personali degli ultimi anni, le sue esperienze da insegnante (anche se mi sembra che voglia fare, e si comporti, più da confidente dei suoi studenti e dei loro genitori che da insegnante), la sua relazione con Gadda (che non ho capito se sia un nome, un cognome, o un soprannome), la sua voglia di fare attività politica, ma senza troppa convinzione. Il padre aveva lavorato per tanti anni alla Technicolor, assunto come operaio, fece carriera diventando il capo del personale, e, con un collega, o con più colleghi non è chiaro, inventò una tecnica innovativa, senza però riceverne il dovuto riconoscimento. Un romanzo con tanti piani narrativi diversi, decisamente troppi: ci sono i sogni che hanno per protagonista il padre, deceduto nel 2009, i ricordi d'infanzia, gli episodi di vita vissuta con Gadda, quelli a scuola, ma anche la descrizione delle tecniche cinematografiche usate alla Technicolor. Insomma, tante chiacchiere che rendono parecchio noioso il risultato.
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Le parole fanno il solletico
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21/04/2026 Daniela BertoglioDaniel Pennac e Stefano Bartezzaghi giocano con le parole per spiegare i modi di dire, le metafore, ma anche i "falsi amici" del francese e dell'italiano, vale a dire quelle espressioni idiomatiche che in una lingua hanno un significato e nell'altra o non vogliono dire nulla, o hanno un senso completamente diverso, il tutto in maniera divertente e con buffi disegni. E' un libro destinato ai bambini, ma molto divertente anche per chi bambino non lo è più da mezzo secolo abbondante.
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Il custode
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21/04/2026 Giselda Massari I traumi della crescitaIn questo breve romanzo Ammaniti fa nuovamente parlare un bambino (ricordate Io non ho paura?). La trama si svolge in Sicilia, in un non luogo sul mare violentato dall’incuria, dal degrado ambientale e sociale dove si vive e convive a contatto con la malavita. La famiglia Vesciaveo è composta da madre, figlio e zia; oltre a personale indiano di fatica nell’azienda storica di commercio e trattamento del marmo. Si capisce subito cosa si nasconde spesso nella triturazione delle lastre di marmo… Questo il primo livello del racconto. Il secondo livello è la fantasia, la stranizza… C’è una presenza oscura in bagno legata alla mitologia greca cui la famiglia è strettamente connessa che fa da collante fra la realtà e l’immaginazione… L’equilibrio si rompe quando il bambino, ignaro e costretto a vivere in un ambiente chiuso e inadatto alla sua età, entra in contatto con il diverso e li si sviluppa la tragedia. Un bel libro con esilaranti descrizioni degli ambienti e delle persone: a patto però che ci si lasci trasportare sulle ali della fantasia e direi anche della psicoanalisi, incentrata sul difficile passaggio dall'adolescenza alla vita adulta..
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19/04/2026 Giorgio Grasso Lo sguardo che uccideA chi piace definire in poche parole un romanzo o una qualsiasi opera artistica direi che l'ultimo libro di Ammaniti è un coming of age fantastico in salsa mitologica. Se si accetta come "normale" il fatto che la famiglia Vasciaveo custodisca nel proprio bagno un pericolosissimo essere mitologico, letale per chiunque incroci il suo sguardo, allora per buona parte della lettura siamo di fronte ad un romanzo di formazione. Il giovane Nilo, fortemente limitato nelle sue frequentazioni e nei movimenti fuori di casa, incontra una donna sensuale e sua figlia. L'impatto è dirompente, la sua vita cambia radicalmente, e anche la madre e la zia ne subiranno le drammatiche conseguenze. E poi c'è il colpo di scena finale, che cambia radicalmente la prospettiva da cui abbiamo letto la storia. Lettura molto divertente.
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19/04/2026 Daniela BertoglioI Vasciaveo sono una strana famiglia, composta da due sorelle e dal figlio di una delle due, Agata, un ragazzino di 13 anni che canta molto bene. Vivono a Triscina, un paesino sul mare, vicino a Selinunte, e hanno tra gli antenati un personaggio mitologico che si può intuire dal disegno sulla copertina. Personaggio immortale, che vive, sotto chiave, nel bagno di casa loro, e che contribuisce significativamente al bilancio familiare. Una famiglia condannata a vivere isolata, per proteggere i propri segreti inconfessabili. Quando nella vita di Nilo, il tredicenne, arrivano Arianna e la figlia Saskia, di 10 anni, con la sessualità dirompente della prima e la innocente saggezza della seconda, arriva anche una forza che scardina tutto, costringe a crescere e a liberarsi di vincoli ancestrali. Ammaniti aveva già ampiamente dimostrato di saper raccontare l'adolescenza, e come sia difficile crescere e liberarsi delle catene e delle costrizioni familiari, ma in questo romanzo riesce a mescolare divinità greche, mafia cinese, innocenza e sensualità, in maniera magistrale. Consiglio vivamente l'audiolibro, letto magnificamente da Corrado Fortuna.
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L'uomo dagli occhi tristi : [romanzo]
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21/04/2026 Bruno Umana Di chi sono questi occhi?l' Ogliastra è un posto molto bello dove viene ambientato il romanzo, le ispettrici Croce e Rais sono distaccate da Cagliari per seguire il caso di un ragazzo trovato morto ammazzato sul lago di Saruxi, sono implicate persone in vista e molti interessi sono in gioco. A mio avviso non è tra i migliori ma è senz'altro da leggere.
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Acqua sporca
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20/04/2026 Chi torna e chi resta“Migrazione a breve termine o a lungo termine, migrazione volontaria o familiare, migrazione stagionale o vitalizia. Quella valigia sapeva quel che gli altri non sanno, che alla fine si torna sempre a reclamare il proprio pezzo di terra. A che serve altrimenti morire cosí come si è nati, senza un fine e senza un posto? Si torna per accertarsi che nelle piante, nelle creature, nella gente sia rimasto qualcosa di tuo, una traccia che dimostri che si è esistiti anche quando, altrove, si è stati indaffarati a non esserlo.” Quanto tempo serve davvero perché un luogo diventi casa, se ci si è arrivati per necessità? Neela, la protagonista, sa che neanche trent’anni possono essere sufficienti per rendere “casa” il paese in cui si è migrati per avere una vita più dignitosa. Ma neanche il ritorno restituisce il senso di appartenenza: il tempo trasforma i luoghi ma anche le persone, chi lascia e chi resta, il loro modo di essere e di abitare il mondo. La trama si muove tra la provincia milanese e lo Sri Lanka, seguendo una costellazione di figure femminili legate da rapporti familiari complessi: donne che partono, che restano, che vorrebbero andarsene. Tuttavia, più che una saga familiare in senso tradizionale, il libro è un’indagine su cosa resta quando si vive a lungo in bilico tra due mondi. Il romanzo è attraversato da un senso costante di estraniazione che tocca tutti i personaggi: chi è partito scopre che il tempo ha trasformato irrimediabilmente ciò che ha lasciato; chi è rimasto accumula rancori; chi cresce altrove si muove resta sospeso tra due mondi. Ayesha, in particolare, incarna questa lacerazione: figlia di seconda generazione, vive una condizione di equilibrio instabile, segnata da fragilità e da una crisi identitaria che si riflette nelle sue relazioni e nel suo modo di stare nel mondo. Ho trovato la tematica interessante; di contro, il ritmo del romanzo mi è sembrato spesso lento e uniforme, priva di tensione. Anche l’alternanza delle voci narranti, tra prima e terza persona, finisce per appesantire la struttura, rendendo la lettura meno fluida.
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14/04/2026 Daniela BertoglioQuando viene a sapere che la madre desidera tornare, definitivamente, in Sri Lanka, paese dal quale era emigrata tanti anni prima per venire in Italia a fare prima la badante/domestica, poi la proprietaria di un centro estetico, Ayesha, che era venuta in Italia da bambina, dopo un'infanzia, in seguito rimpianta, trascorsa con la nonna e le zie, ripercorre la storia della sua famiglia, dello Sri Lanka degli ultimi 40 anni, e più in generale della emigrazione cingalese in Italia. Ho apprezzato molto i primi capitoli, poi ho faticato a seguire e comprendere il senso di estraneità della protagonista, un'artista nevrotica e perennemente scontenta di tutto, affetta da disturbo bipolare. E' un romanzo sul senso di estraneità di chi cresce in bilico tra due paesi, due culture, e anche due famiglie.
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Che cos'è l'amore?
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20/04/2026 L'amore è un viaggioAlla domanda del nipote "Che cos'è l'amore?" la nonna consiglia di partire e andare a cercare una risposta. E così inizia un itinerario tra tanta gente diversa, dove ogni persona ha una visione diversa dell'amore. Alla fine, il ritorno a casa e l'abbraccio della nonna chiudono il cerchio di un caleidoscopio di sfumature. L'amore è un viaggio.
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I sette quadranti
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20/04/2026Un giallo atipico della Christie, in cui tutto sembra andare all incontrario. 4 poirot / 5
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Le tre del mattino
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20/04/2026 Giselda Massari Padre e figlio a MarsigliaUn bel racconto ambientato a Marsiglia negli anni in cui la città era considerata pericolosa. Innanzitutto un assist bene augurante per la città provenzale da poco interessata (all’epoca di pubblicazione del libro, 2017) da un’opera di significativo recupero in occasione della proclamazione a capitale europea della cultura. E poi una bella storia di un padre e un figlio che si erano persi e si ritrovano proprio a Marsiglia per una circostanza che non svelo. Libro ricco di citazioni, come nello stile dell’autore, che però non guastano perché appropriate e non invasive.
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