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I commenti più recenti

  • L'umanità in tempi bui : Lessing, Luxemburg, Giovanni 23., Jaspers, Blixen, Broch, Benjamin, Brecht, Gurian, Jarrell

    Arendt, Hannah

    • 09/04/2026
      Dieci ritratti di giganti del pensiero del Novecento
      Hanna Arendt non condivideva il pensiero del suo maestro Heidegger quando indicava, per chi fa filosofia, la strada del ritiro in solitudine. Per lei, autrice de "La vita activa", c'è sempre modo di trovare qualche luce anche nei tempi bui, durante i quali la domanda da farsi è: "quanta realtà è necessario conservare anche in un mondo divenuto disumano per fare in modo che l’umanità non si riduca a una parola vuota o a un’illusione ?" Le risposte Arendt le trova nelle vite e nel pensiero di dieci intellettuali, tutti del Novecento, tranne l'ottocentesco Lessing. Sono belli tutti i ritratti, ma ho apprezzato su tutti quelli delle due donne, Rosa Luxembourg e Karen Blixen, e quelli del filosofo Karl Jaspers e di papa Giovanni XXIII. Del "Papa buono", Arendt riferisce un aneddoto: quando, da nunzio nel 1944, all'udienza di papa Pio XII, questi gli disse che avrebbe avuto a disposizione per lui sette minuti, l'allora don Roncalli rispose: "In tal caso, i sei minuti che rimangono sono di troppo”. OTTIMO SAGGIO.
  • La disciplina di Penelope

    Carofiglio, Gianrico

    • 09/04/2026 Mario Benvenuti primo libro di carofiglio che leggo
      casualmente comincio da Penelope, piano piano conoscerò gli altri, bel libro, confermo altri commenti positivi
  • Tra due mondi

    Norek, Olivier

    • 09/04/2026 Mario Benvenuti norek cambia registro e ci da una lezione di vita
      non è il solito Norek, libro dalle tinte forti, qualche passo è duro, ma vale la pena leggerlo, anzi, ci da un'idea, se ce ne fosse bisogno, della fortuna di nascere in un posto anzichè in un altro, ma anche che l'uomo difficilmente cambierà. libro OTTIMO. da leggere per imparare se non già fatto
  • Paese dalle ombre lunghe

    Ruesch, Hans

    • 09/04/2026
      Già dalle prime pagine l’Autore dichiara che le vicende narrate nel suo libro sono romanzate ma che il contesto in cui si svolgono è quello, documentato da cronache e testimonianze di chi li ha incontrati e frequentati, del popolo degli Inuit nella prima metà del secolo scorso. Entriamo in luoghi, per noi cittadini dell’Europa “civilizzata”, estremi per collocazione geografica e per condizioni climatiche. Ciononostante si viene coinvolti dalla sovrumana capacità di questo popolo di adattarsi a tali enormi difficoltà. Veniamo così sballottati sulla slitta trainata da cani litigiosi e condotta da Ernenek a petto nudo con 15 gradi sottozero. Conosciamo i tabù, le superstizioni, gli innumerevoli totem che costellano il loro Olimpo animista. Lontanissimo da noi è il modo in cui un uomo e una donna conducono il loro rapporto coniugale. Esula dalla nostra mentalità l’invito che il nostro eroe Ernenek fa all’ospite, anche se sconosciuto, “di farsi due risate” con sua moglie Asiak, ed è motivo di gravissima offesa il rifiuto di appartarsi con lei. Per non parlare dei gusti alimentari che per noi sarebbero disgustosi. Proprio perché devono fare i conti con una natura avara ed ostile ne hanno grande rispetto dando valore e traendo utilità da materiali che noi considereremmo scarti da eliminare. Spesso crudeli ma anche ingenui, generosi ed estremamente materialisti per istinto di sopravvivenza. Quello che colpisce di più è la loro grande dignità e l’orgoglio di essere il popolo degli “Uomini’. Una lettura che apre a nuovi mondi e che ci invita ad indagare su noi stessi. Divertente e profondo.
  • Novecento, il secolo scorso : com'è stata l'Italia fino a 25 anni fa, visto che ne parliamo ancora ogni giorno

    • 09/04/2026
      Un'ottima carrellata dei fatti che hanno segnato l'Italia del 900
      In quanto nato negli ultimissimi anni del secolo scorso, ho spesso solo sentito parlare di Tangentopoli o del Referendum sul Divorzio o di tanti altri fatti di cui non ho alcuna memoria se non per sentito dire da parte dei miei genitori. La scuola non è sempre preparata ad affrontare questi cento anni (spesso ci si ferma alla Seconda Guerra Mondiale e basta) e allora quale miglior modo per approfondire con la lettura? Ho trovato questo libro molto completo e soddisfacente, sono riuscito finalmente ad avere una bella visione di insieme su tantissimi temi. Sono solo rimasto un po' interdetto perché alcuni avvenimenti cruciali sono stati solo trattati di striscio oppure non sono proprio stati trattati affatto. Il Referendum su Monarchia e Repubblica, ad esempio, che ha reso il nostro paese quello che è oggi, non ha neanche un capitolo dedicato. Lo stesso vale per la strage alla stazione di Bologna del 1980 che è, invece, però,citato in altri contesti. Non male per chi volesse, come me, farsi un po' di cultura al riguardo
  • Dopo lunga e penosa malattia

    Vitali, Andrea <1956- >

    • 08/04/2026
      Noir alla Scerbanenco.
      Niente a che vedere con i romanzi del Maresciallo Maccadò. Qui le atmosfere sono nere, come gli animi dei personaggi. La provincia asfissiante e asfittica. Un po' alla Scerbanenco, appunto. Lo stile si adegua al tema e non ci sono spiritosaggini, il ritmo è serrato. Bello il finale. Molto avvincente: l'ho letto tutto d'un fiato in un pomeriggio (è un romanzo breve).
  • Qui tutti mentono : romanzo

    Lapeña, Shari

    • 08/04/2026
      Consigliato
      Lapena gioca con il lettore in modo brillante: sospetti che cambiano continuamente, dettagli che acquistano nuovi significati e rivelazioni che ribaltano ogni certezza. Ogni capitolo aggiunge un tassello, ma invece di chiarire, complica tutto. Un thriller domestico teso e coinvolgente, dove la paura non arriva dall’esterno, ma si annida dentro le relazioni più intime—e dove la verità è sempre più sfuggente di quanto sembri.
  • 3: I Guermantes

    Proust, Marcel

    • 08/04/2026
      In questo capitolo della Recherche, l’attenzione si sposta in modo deciso sull’aristocrazia francese, incarnata nella figura mitica e poi sempre più disincantata della duchessa de Guermantes e del suo ambiente mondano. Il contatto con quel mondo nobiliare che Proust aveva a lungo idealizzato rivela un mondo fatto di rituali vuoti, conversazioni ripetitive, snobismi e sottili giochi di potere sociale. Egli mette in scena con precisione quasi entomologica i meccanismi dell’alta società, mostrando quanto le gerarchie e le apparenze pesino sulle relazioni umane. Dal punto di vista stilistico, il romanzo conserva la consueta profondità analitica e l’attenzione minuziosa ai dettagli psicologici e sociali. Tuttavia, ho trovato questa parte particolarmente pesante e a tratti noiosa nelle lunghe descrizioni della nobiltà francese: le dinamiche dei salotti, le genealogie, le allusioni mondane e le sottili rivalità aristocratiche finiscono per rallentare molto il ritmo della narrazione. L’impressione è quella di assistere a un lungo smascheramento, certo intelligente e raffinato, ma non sempre coinvolgente sul piano emotivo. Nonostante la fatica incontrata in questo volume, sento il desiderio di proseguire la lettura dei successivi. Leggo su internet che la forza del progetto proustiano sta infatti nella costruzione complessiva: ogni libro è un tassello necessario di un disegno più ampio, e la promessa di una rivelazione finale — artistica ed esistenziale — rende stimolante continuare il viaggio.
  • Prestiti scaduti

    Márkaris, Pétros

    • 08/04/2026
      Pieno di errori
      la storia è molto bella ma questa edizione è piena di errori di battitura!!!
  • Ragazzo

    Zuzu

    • 08/04/2026
      Roberta Sferco ragazzo
      zuzu disegna di getto e usa tanri pennarelli come d'istinto. tratto riconoscibilissimo. narratrice eccellente delle persone e dei loro sentimenti. in questo caso riesce benissimo a narrare lo spirito di un giovane uomo e della provincia che lo circonda, senza banalizzarlo
  • Elegia in rosso

    Hayashi, Seiichi

    • 08/04/2026
      Roberta Sferco esistenziale
      fumetto che rompe gli schemi, tratto sintentico, quasi accennato. vignettr studiate per minimizzare ambienti w figure umane. giochi con le ombre e la luce di chi padroneggia la matita. un po' nouvelle vague
  • Ballata malinconica di una vita perfetta : romanzo

    Itami, Emily

    • 08/04/2026
      Sentimenti più sfumati e la bellezza malinconica del quotidiano.
      Romanzo dalla scrittura delicata, potente e sorprendentemente onesta. L’autrice è riescita a farmi rispecchiare nei pensieri della protagonista, Mizuki. Uno spaccato interessante sulla cultura del Giappone contemporaneo, descrivendo Tokyo non solo come sfondo, ma come parte integrante del malessere e della ricerca di sé della protagonista. Lo consiglio.
  • Cattivissimo me

    • 08/04/2026
      Barbara Peti
      divertentissimo soprattutto nel momento in cui si imbatte in tre bambine orfane che lo trasformano , con il tempo e l'affetto, in un vero papa'... un po' particolare ma pur sempre un vero papa'. importante il cambiamento progressivo del personaggio che da isolato egoista e rigido diventa addirittura dolce, simpatico e affettuoso. il tutto condito dal solito cattivo che vuole rubare la luna (che pero' non ci riesce), dai Minions simpaticissimi e anche ridicoli. da vedere
  • I cani pirata : prigionieri del Paese Gelato!

    Mélois, Clémentine

    • 08/04/2026
      ironico e avvincente
      vale la lettura
  • Lina e il sasso

    Covacich, Mauro

    • 07/04/2026
      La luce di Lina
      “L'amore è una cosa divina: se entra in un cuore umano lo spezza.” Un romanzo che sembra voler raccontare una semplice storia familiare e che, invece, cambia passo e si trasforma in qualcosa di molto più inquieto e sorprendente. La vicenda ruota intorno a Lina, una bambina “speciale” di nove anni, curiosa e piena di domande. Dopo la separazione dei genitori vive in una periferia romana con la madre Elena, fisioterapista ossessionata dalla forma fisica, e con Max, il nuovo compagno di lei: uno scrittore depresso alle prese con una crisi creativa. È soprattutto Max a occuparsi della bambina. Tra i due nasce un rapporto fatto di protezione e complicità: la va a prendere a scuola, le racconta storie, la difende dalle prese in giro dei compagni. Anche Max però ha una storia alle spalle. Ed è qui che il romanzo compie una prima svolta: Carlotta, la sua ex, giornalista televisiva di giorno, mentre di notte cerca una forma di consolazione in incontri trasgressivi con partner occasionali “reclutati” online. La narrazione procede alternando le vicende dei diversi personaggi — Max, Elena, Carlotta, il padre biologico di Lina e altri ancora — che progressivamente si intrecciano fino a creare tensioni, segreti e colpi di scena. È sorprendente come, da una trama che all’inizio ha quasi il sapore di una favola contemporanea, Covacich riesca a imprimere una torsione narrativa che avvicina il romanzo a un vero e proprio thriller psicologico. L’autore scava con finezza nei risvolti interiori dei personaggi, mettendo in scena adulti fragili, attraversati da desideri, sensi di colpa e inquietudini. Lina, con la sua innocenza e la sua diversità, diventa quasi il punto luminoso attorno al quale si rivelano le contraddizioni del mondo degli adulti. Molti i temi che attraversano il libro: la precarietà emotiva, le ferite dell’abbandono, la disabilità, la difficoltà di trovare un equilibrio nelle relazioni. Interessanti anche i riferimenti al pensiero di Simone Weil, che introducono una dimensione di riflessione inattesa e profonda. Nessuno, in questa storia, è davvero innocente o completamente colpevole: tutti i personaggi portano con sé fragilità e zone d’ombra. Una lettura intensa e ricca di spunti, emotiva ma mai melodrammatica, capace di sorprendere proprio quando sembra aver già rivelato tutte le sue carte.