biblioteche, roma, libri, cd, dvd, prestito, consultazione, autori, editori, scuole, lettura, multicutura, multietnica, internet, wifi, biblioteche roma, biblioteche comune di roma

Menu

I commenti più recenti

  • Miele

    McEwan, Ian

    • 16-08-2018
      Sembra un poliziesco ....
      Un libro dalla trama molto interessante, sembra apparentemente un poliziesco o un libro sui Servizi segreti, ma è invece secondo me una felice invenzione letteraria, che si accartoccia su di sè e si svelerà alla fine del libro. Una lettura piacevole e originale
  • Il rumore della brina

    Mattotti, Lorenzo

    • 16-08-2018
      Tre stellette
      In realtà 4 stellette ai disegni potentissimi e molto più evocativi di senso rispetto al testo.
  • La luna è tramontata

    Steinbeck, John <1902-1968>

    • 16-08-2018
      Un Popolo vinto non è un Popolo conquistato.
      Potrebbe definirsi in queste poche parole questo libro di Steinbeck E sarebbe già sufficiente. Qualcosa in più. L'uomo. Questo autore lo cerca sempre Stavolta sono due uomini. Se non uguali simili. Si capiscono. Si riconoscono. Non hanno paura di stimarsi anche se sono su due fronti opposti. Il resto è solo propaganda.
  • Una solitudine troppo rumorosa

    Hrabal, Bohumil

    • 15-08-2018 Maria Della Monaca La pressa della vita
      Definito come l'opera piu' importante di Bohumil Hrabal, 'Una solitudine troppo rumorosa" ci pone di fronte ad un testo apparentemente semplice caratterizzato dall'inimitabile stile dell'autore riassunto nella lingua parlata e nell'associazione mentale, ai quali si fondono elementi che richiamano Franz Kafka ma anche i poeti maledetti come Paul Verlaine, per la sua riflessione amara e crudele della vita, in una sintesi che nel lettore all'inizio crea sconcerto ma poi da questa stessa impressione negativa si sprigiona un'empatia per il personaggio Hanta che si identifica nell'autore. Un'opera che non lascia indifferenti: appassiona o sgomenta, esalta o svilisce, cattura o suscita rifiuto.
  • Hunger games : Il canto della rivolta

    Collins, Suzanne

    • 14-08-2018
      In questo ultimo romanzo della saga Katniss dovrà lottare per la libertà di Panem, affronterà prove peggiori dell'Arena. Un degno finale per una saga molto avvincente
  • 3: Crepuscolo

    Haruf, Kent

    • 14-08-2018
      Squallida e desolata provincia americana...parte 2
      Continua la storia per alcune situazioni di provincia, chiara denuncia di realtà squallide, sfaldate, reiette. L’autore non giudica o disprezza, con estrema attenzione e sensibilità registra il dolore, la sofferenza, il silenzio, la fatica, la disperazione.... molto commoventi le pagine sulla dipartita di Harold! Non puoi non identificarti con uno dei personaggi... io faccio il tifo per Ray!
  • Io non ho paura

    Ammaniti, Niccolò

    • 13-08-2018
      Avvincente dall’inizio alla fine
      Da tanto, troppo tempo non leggevo un libro così avvincente. Michele, dovendo pagare pegno per una gara persa, viene costretto dai suoi amici ad arrampicarsi e attraversare un casolare diroccato. Il ragazzino vi troverà un segreto che non potrà rivelare a nessuno e che condizionerà la sua esistenza E quella di adulti e bambini intorno a lui... È il primo libro che leggo di Ammaniti e di esso ho apprezzato il linguaggio chiaro, la capacità di far immedesimare il lettore con i vari personaggi, ma sopratutto il finale. Fino all’ultima parola si sta col fiato sospeso per sapere cosa ne sarà dei protagonisti. Consigliato. Ora sono curiosa di vedere il film.
  • Hairspray Videoregistrazione

    • 12-08-2018 Barbara Peti divertentissimo
      E' divertentissimo. Un John Travolta veramente meraviglioso, come non si vedeva dai tempi di Grease. Commedia che fa riflettere sugli obiettivi: se vuoi qualcosa, vai a prenderlo.
  • Chi sono i padroni del mondo

    Chomsky, Noam

    • 12-08-2018 Barbara Peti doloroso
      Il libro e' scritto molto bene soprattutto per chi , come me, capisce poco di economia. Comunque e' doloroso perche ' da' voce all'idea di fondo che gia' avevo.. cioe' che i padroni del mondo, sono loro e che non hanno neanche lontanamente scrupolo a rovinare il mondo e mandarci alla devastazione solo per avere sempre il potere nelle mani. In questo caso il potere e' piu' forte di qualsiasi altra cosa al mondo. Inoltre questo libro ha anche messo in evidenza che solo attraverso il buon senso di pochi uomini, non siamo arrivati alla distruzione totale nucleare. Fa paura ssapere chwe dal 1949 sono gia' 3 o 4 volte che ci andiamo paurosamente vicino... NOI ignari di tutto e LORO che se ne fregano alla grande. L'autore spiega anche molto bene quale sia l'idea di fondo dei padroni degli stati uniti... DIMOSTRARE DI ESSERE I PADRONI DEL MONDO... ma se non cambiano prospettiva non ci sara' piu' un mondo di cui pensare di essere i padroni.
  • La felicità arriva quando scegli di cambiare vita : romanzo

    Giordano, Raphaëlle

    • 12-08-2018
      una storia d'amore condita da sessioni di coaching
      Un romanzo tanto pubblicizzato, un caso editoriale che si rivela, alla mia lettura, tutto fumo e niente arrosto. E' un romanzo rosa travestito da libro di buoni insegnamenti. Banali le descrizioni sui passi che si possono fare per cambiare atteggiamento (letti e riletti in centinaia di manuali).
  • Così crudele è la fine : romanzo

    Zilahy, Mirko

    • 12-08-2018
      Dario Tramacere Dulcis in fundo
      Terzo e conclusivo romanzo incentrato sul commissario Mancini. Non svelo alcun segreto: é l’autore ad annunciarlo nelle note conclusive. Ha ritenuto di aver esaurito il suo percorso avendo affrontato i tre temi cui tiene moltissimo: la giustizia, la realtà e l'identità. Ciascuno di essi è stato affrontato, nello stretto ordine esposto, all'interno dei tre romanzi; naturalmente, con la mediazione e nell’ottica (distorta) dei protagonisti con cui Mancini e la sua squadra hanno dovuto confrontarsi. Anche questo terzo romanzo abbonda di una minuziosa e preziosa descrizione dei luoghi ove gli omicidi hanno luogo e, una volta di più, bisogna dare atto all’autore di una straordinaria conoscenza di una Roma “segreta”; un dono che, di converso, anche i suoi “colpevoli” devono possedere, ambientandovi le storie. Assai dettagliata, qui ancor più che nei precedenti romanzi, anche la descrizione psicologica dei vari attori. E mi scopro a pensare se non sia proprio questo il mio disagio verso questo (validissimo) scrittore. Non si può affidare alla “descrizione”, per quanto amplificata, il compito di suscitare la passione, di generare il pathos. La massima articolazione dell’azione non genera la necessaria tensione e non può essere il lettore a crearla con la propria immaginazione o surrogarla con la sua partecipazione. Poi, circa a metà libro, il paradigma cambia. Il sangue comincia a scorrere; ma non quello delle vittime (già morte o che verranno uccise). E’ il sangue nelle vene dei protagonisti; il sangue della narrazione. Gli attori prendono vita come mai avevo riscontrato nei precedenti episodi ed allora sì che, finalmente, provo interesse per loro. E non vale a smorzare questo (ri)trovato interesse il fatto che Zilahy incentri la narrazione su una figura ben nota agli appassionati: l’imitatore. Il pensiero non può non correre al “bambino di Chernobyl” di Carrisi (Il Tribunale delle Anime) che darà origine alla saga di Marcus. Non che Zilahy attinga a Carrisi; anzi, i suoi riferimenti, come chiarito nelle note di chiusura, sono quelli della psicoanalisi nonché autori come Stevenson, Wilde, Collins e Poe. Certo, la conoscenza del tema (Carrisi docet) mi ha agevolato nell’individuare ben presto il colpevole, schivando anche un clamoroso tentativo di depistaggio. Il fatto di aver compreso con ampio anticipo il finale, però, non mi ha impedito di godere sino in fondo della lettura del romanzo. Indice, sicuramente, dello stile davvero raffinato dell’autore. Peccato che il romanzo (per me) migliore coincida con l’episodio conclusivo. Al termine del quale, in realtà, vari punti restano senza una risposta certa: la sorte stessa di Mancini; il rapporto tra Walter e Caterina, soprattutto nell’ottica dell’adozione di Niko; il futuro di Antonio Rocchi. Eppure è giusto che così sia, perché ogni protagonista è lasciato, per così dire, libero di affrontare la propria strada, senza sentirsi in obbligo di fornire (al lettore) risposte definitive.
  • Un gelido inverno Videoregistrazione : Winter's bone

    • 11-08-2018
      Una storia forte su una ragazza che cerca di salvare la sua famiglia con una giovane ma già talentuosa Jennifer Lawrence
  • Hunger games : La ragazza di fuoco

    Collins, Suzanne

    • 11-08-2018
      In questo capitolo Katniss affronta le conseguenze delle scelte compiute nel precedente libro, nel frattempo dovrà fermare la rivolta in corso a Panem per salvarsi e salvare la sua famiglia
  • Wilson

    Clowes, Daniel

    • 11-08-2018
      crudelissimo e sincero
      Devastante, se ne esce distrutti.  A colpi di odiosissima e scorretta sincerità si insinua nelle crepe, nei piccoli disequilibri e deflagra. Lo fa poi con uno strategico espediente, la divisione in capitoli che paiono autonomi e slegati, anche come stile grafico.  E la somma di questi frammenti schizofrenici si ricompone poi con un effetto valanga invisibile, non sai perché ma non respiri.  Poche volte ho letto di inadeguatezza con questa sintesi e crudezza. Infilandoci pure qualche risata. Vi farà malissimo. Non è masochismo, è solo sincerità. 
  • La fine dei Greene

    Van Dine, S. S.

    • 11-08-2018
      Un giallo classico per tutti i gusti
      S.S. Van Dine è considerato dagli amanti del genere un maestro del giallo classico e leggendo questo libro non si può che essere d'accordo. E' scritto davvero bene e soprattutto ha tanta atmosfera e suspense. Tantissimi possibili moventi per altrettanti personaggi su cui rivolgere l'attenzione in un continuo rimescolamento delle carte. Personalmente non sono riuscito ad anticipare il colpevole, anzi tutti i miei indiziati ad uno ad uno si sono rivelati poi delle vittime! Una bruciante debacle nella mia carriera di detective ma una lettura entusiasmante!