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I commenti più recenti

  • Omicidio al Lido Kritzendorf : il quinto caso di Ernestine e Anton

    Maly, Beate

    • 08/08/2026
      Daniela Bertoglio
      Continuano le indagini dell'insegnante in pensione Ernestine e del farmacista, pensionato pure lui, Anton nella Vienna di un secolo fa. Stavolta sono andati in vacanza sulle rive del Danubio, in una casa di un amico d'infanzia di Anton, e, immancabilmente, intorno a loro iniziano a morire altri villeggianti, la polizia rimpalla le indagini da un ufficio all'altro, ma Ernestine non perde l'occasione per andare a ficcare il naso nelle vite altrui, e arrivare, immancabilmente alla soluzione degli omicidi, cold case compreso. Come i romanzi precedenti, è un libro che si legge facilmente, e più che la trama è interessante l'ambientazione nella Vienna dopo la caduta dell'Impero austro-ungarico.
  • La compagnia dei distratti

    Barr, Robert

    • 08/08/2026
      Un detective perfetto nella sua imperfezione
      Racconto prezioso per gli amanti del giallo classico. Eugene Valmont, detective francese un po' Poirot e un po' Holmes, sorprende per le sue intelligenti intuizioni che però non riesce a gestire sino alla fine...per questo ci conquista: per non essere necessariamente perfetto, senza nulla perdere in fascino e stile!
  • Di là dal fiume e tra gli alberi

    Hemingway, Ernest

    • 08/08/2026 Claudia Pavan Di là dal fiume e tra gli alberi
      Partendo dal titolo...Hemingway si congeda dalla vita. Prende in prestito questa frase detta dal Generale Thomas Jackson in occasione di una battaglia che preannunciava la sua morte. Tutto il romanzo è il racconto della esperienza del Colonnello Richard Cantwell, ex Generale degradato, delle varie battaglie cui partecipò. Il racconto è rivolto alla suo grande amore...la giovanissima Renata, appartenente alla nobiltà veneziana. Ho trovato il romanzo tedioso nei suoi racconti frammentari di logiche e strategie guerresche! Si, c'è anche l'amore disperato per la fanciulla...ma non l'ho trovato così incisivo. Più che altro lo scrittore ci fa sentire lo stato d'animo di chi si congeda dalla vita..ancora giovane e con un passato di "morte" vissuta attraverso i tanti decessi ai quali ha contribuito e assistito. PAVAN CLAUDIA - Circolo Lettori Biblioteca P.P. Pasolini
  • Una piccola lavanderia a Yeonnam : romanzo

    Kim, Jiyun

    • 08/08/2026
      Un romanzo suddiviso in personaggi che partono da un conflitto e durante la storia lo affrontano dando il meglio di sé
  • Il minimarket della signora Yeom

    Kim, Ho-Yeon

    • 08/08/2026
      il libro è diviso per storie di clienti e lavoratori di questo minimarket di quartiere gestito da una signora gentile. Il minimarket tirerà fuori il meglio da tutti tra chi farà i conti con il suo passato chi migliorerà la sua vita lavorativa chi quella privata
  • Inverno in luglio

    Lessing, Doris

    • 08/08/2026
      novella toccante sull'amore e sulla maturità
  • Devozione

    Wood, Charlotte

    • 08/08/2026
      Questo romanzo è stato esaltato da booktok ma manca di cogliere nel segno , le tematiche sono solo sfiorate mai approfondite
  • Persone normali

    Rooney, Sally

    • 08/08/2026
      Il romanzo migliore di Sally Rooney Connell e Marianne sono i personaggi più riusciti dei romanzi di Rooney con una scrittura moderna e arguta restituisce al lettore una storia e dei personaggi verosimili che permettono al lettore di empatizzare con loro
  • Intermezzo

    Rooney, Sally

    • 08/08/2026
      il romanzo più deludente di Sally Rooney la prosa è confusa, la punteggiatura inesistente come se volesse richiamare cecità di Saramago, i dialoghi inesistenti e raffazzonati
  • Ritorno a Brideshead

    Waugh, Evelyn

    • 07/08/2026
      Ho finito di rileggere questo romanzo e non faccio che pensare: non trovo le parole per definire questo libro. Non nel senso buono, piuttosto perché è la scrittura a piacermi e non la storia in sé, con le sue atmosfere di fasto perduto e chi ne ha più ne metta.
  • Oh William!

    Strout, Elizabeth

    • 07/08/2026
      Oh Strout!
      Quest’autrice è decisamente la mia “cup of tea”. E questo romanzo lo riconferma, qualora ce ne fosse bisogno. Leggerla è un po’ come tornare in famiglia. Definirei circolari i romanzi di questa autrice: anche quando non te l’aspetti, ritrovi “vecchi amici”. Ogni volta è una rimpatriata. Questo racconto fa parte del ciclo di Lucy Barton. Qui Lucy, vedova del secondo marito David, si ritrova inaspettatamente a riavvicinarsi al primo, William, professore di parassitologia in pensione, lasciato dalla sua terza moglie. Nonostante sia trascorso diverso tempo dal divorzio, tra Lucy e William, oltre alle due figlie che li legano, è rimasto un rapporto affettuoso e indissolubile, alimentato dai ricordi condivisi, dalle gioie e dalle fragilità della vita vissuta insieme. Ed è proprio in virtù di questo profondo legame che William chiede a Lucy di accompagnarlo in un viaggio nel Maine, che lo porterà alla scoperta delle proprie origini e di verità nascoste. Il viaggio diventa anche l’occasione per rievocare la loro storia, le incomprensioni che hanno caratterizzato il matrimonio, le reciproche fragilità, anche se qui chi appare più fragile è proprio William. Un’occasione per conoscersi veramente, in un’età più matura, quando la vita li ha cambiati, come fa con ognuno di noi, talvolta lasciando un senso di smarrimento per il tempo che passa. Entrambi hanno sperimentato il dolore della perdita di chi hanno amato e il legame che li ha uniti ha saputo trasformarsi in un’amicizia profonda, capace di offrire protezione reciproca. Perché, alla fine, l’amore è poliedrico: muta, si trasforma, ci accompagna durante il tragitto della vita. E la Strout lo racconta con la consueta profondità. Lo stile è sempre misurato, sottile, “sottovoce”, ma capace di toccare corde di rara sensibilità. E per il ciclo di Lucy Barton, ahimè, per il momento è tutto.
  • Kolchoz

    Carrère, Emmanuel

    • 07/08/2026
      “Dopo zygomatique si può morire serenamente.“
      All'inizio ho fatto fatica a entrare in questo libro. Più che altro mi risultava difficile orientarmi tra le tante ramificazioni della famiglia russa e georgiana di Carrère e seguire le vicende che prendono avvio dalla rivoluzione bolscevica. In quella prima parte mi sembrava quasi di trovarmi di fronte a un mero memoir familiare e faticavo a tenere insieme nomi, relazioni e genealogie. Poi, però, mano a mano che la narrazione procedeva, il libro mi ha completamente conquistata, complice lo stile di Carrère: nitido, fluido, privo di artifici. Quello che ho apprezzato di più è il modo in cui riesce a tenere insieme il piano della grande Storia e quello della storia familiare, senza che uno prevalga mai sull'altro. Da un lato c'è il Novecento, con la rivoluzione russa, l'esilio, la Seconda guerra mondiale e la politica più contemporanea; dall'altro c'è la memoria privata, i legami familiari, il modo in cui gli eventi storici continuano a lasciare tracce nelle vite delle persone. Il perno del libro è senza dubbio la figura della madre, Hélène Carrère d'Encausse, storica di fama internazionale, prima donna alla guida dell'Académie française. Il libro si apre con l'omaggio nazionale che la Francia le rende agli Invalides, nell'ottobre del 2023, e si chiude con la sua morte, avvenuta pochi mesi prima. Nel mezzo c'è la ricostruzione della storia delle due famiglie, ma soprattutto dei legami che le attraversano, delle loro contraddizioni e dei traumi che gli esuli continuano a portarsi dentro. Quello che mi ha colpita maggiormente è il modo in cui Carrère alterna il piano più cronichistico a quello profondamente intimo. Quando il racconto si sposta sugli ultimi anni della famiglia, il tono cambia senza forzature. Sono pagine che mi hanno toccata molto: Carrère racconta la fragilità dei genitori e il dolore della perdita con una lucidità che non diventa mai freddezza e con una partecipazione che non scivola nella retorica. L'ultima parte è davvero commovente, soprattutto il momento in cui racconta come viene comunicata al padre la morte della moglie: una scena di una semplicità disarmante, proprio per questo così intensa. Mi è piaciuto anche il fatto che Carrère non si sottragga mai quando si tratta di parlare di sé. Racconta apertamente anche il proprio disturbo bipolare, senza farne un elemento identitario né cercare effetti emotivi. Riesce così a tenere insieme la dimensione collettiva e quella più privata con grande naturalezza, passando continuamente dai grandi eventi storici ai dettagli dell'esperienza individuale. Un libro sulla memoria, sull'eredità familiare e sulla perdita, ma anche sul modo in cui la Storia continua ad abitare le vite delle persone. Una lettura che è cresciuta pagina dopo pagina e che ho finito per apprezzare molto.
  • Libro 3: King of greed

    Huang, Ana

    • 06/08/2026
      Romanzo sulle seconde possibilità Dom per colpa della sua cupidigia ha perso la persona più importante per lui: Alessandra. Alessandra ha deciso di mettere fine al suo matrimonio per ricominciare la sua vita mettendo se stessa al primo posto
  • Parasite

    • 06/08/2026
      Spaccato sulla società coreana Il film segue la storia di due famiglie e per tutta la pellicola ti farà domande filosofiche
  • Libreria Hyunam-dong : rimedi per l'anima

    Hwang, Bo-Reum

    • 06/08/2026
      Healing novel
      Un romanzo che tratta delle secondo opportunità nella vita, nella possibilità di ricominciare una carriera che non si sente propria e