I commenti più recenti
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I figli degli uomini [Videoregistrazione]
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09/02/2026 Una donna incinta come simbolo di speranzaTratto dall’omonimo romanzo della scrittrice britannica DP James, questo film del regista messicano Cuarón è un’opera di fantapolitica distopica. L’azione si svolge in Inghilterra in un futuro prossimo caratterizzato da un contesto particolarmente drammatico: da circa 18 anni, per ragioni ignote, le donne di tutto il mondo non riescono più a procreare e, nel contempo, l’Inghilterra vive un periodo di grave conflittualità interna a causa di un regime autoritario che combatte militarmente le comunità di immigrati ed i gruppi locali che li sostengono. La trama del film è la storia di una fuga rocambolesca da una realtà senza speranza verso un agognato luogo di salvezza. Il protagonista è un giovane inglese, Theo, ex attivista politico ormai rassegnato all’imminente fine del genere umano, che riesce a ridare uno scopo alla sua vita quando si trova coinvolto nel tentativo di portare in salvo in un luogo sicuro una giovane donna nera, Klee, miracolosamente incinta e, per questo, simbolo di speranza. La vicenda, sceneggiata in modo molto spettacolare, è ricca di colpi di scena in cui egoismo, violenza, corruzione e tradimento sono controbilanciati da altruismo, empatia, lealtà e cooperazione. Sebbene manifestamente estremo ed irrealistico, il contesto della vicenda offre uno spunto di riflessione sul tema della denatalità, diffusa ormai in ampie parti del mondo, e sul connesso fenomeno migratorio.
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Tanta ancora vita
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09/02/2026 Vita...e non soloUn romanzo facciatosta, come direbbe Kostya, che ti catapulta nella vita dei suoi personaggi, con quell'io del racconto in prima persona che reclama una risposta, una riflessione o l'ammissione di un certo qual senso di impotenza. Sullo sfondo, la guerra in Ucraina; in primo piano, il tentativo eroico di recuperare, con ironia e profonda autoconsapevolezza, ciò che manca nella propria esistenza..."Siamo tutti in perdita. C'è chi perde la calma, chi perde il filo,chi la ragione. Bisogna saper lasciare andare." Attuale, ma al di là di una connotazione storica o temporale precisa, nella sua ricerca di un'altra via possibile.
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09/02/2026 Barbara Ciucarilli ToccanteTre voci, tante guerre. Un racconto intenso e toccante
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Le cattive
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09/02/2026 Trans cattive you say? I'm in.A metà tra biografia e surrealismo, Sosa Villada ci racconta di un gruppo di trans che si prostituiscono in una Argentina di fine anni 90- primi anni zero. Le storie di queste donne meravigliose vi resteranno impresse (maria la muta, la machi trans, la zia Encarna) sopraffatte da un dolore e una sofferenza di fondo di una società borghese che non le comprende, ma dipinte come esseri salvifici e meravigliosi dai pochi che le amano davvero. Un piccolo gioiello, vorrei vedere più libri così, grazie.
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Friedrich : lo sguardo infinito
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09/02/2026Quest'opera di fantasia è stimolante per conoscere uno degli interpreti maggiori della pittura romantica europea. Acquerelli e pennino delineano una vicenda che unisce storia, mistero e soprannaturale per raccontare, senza pretesa biografia precisa e puntuale, gli ultimi anni di vita di Caspar David Friedrich.
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Vergogna
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09/02/2026 Se amate le sorpreseL'inizio non travolge e l'ambientazione sudafricana resta sullo sfondo, grigia, lontana e senza particolare importanza. Poi, lentamente, vieni trasportato in una terra difficile, selvaggia, a tratti incomprensibile nella sua ruvidezza. Ho ritrovato sprazzi di "Stoner" di J. Williams, ma quando il pugno nello stomaco di Coetzee arriva, il velo si squarcia ed il Sudafrica si svela in tutte le sue contraddizioni, come il rapporto tra padre e figlia. Bellissimo.
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Punire : una passione contemporanea
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09/02/2026 Giustizia più riparativa meno punitivaDidier Fassin, antropologo e sociologo francese,nel 2017 afferma: "il mondo è entrato in un'era del castigo." Di fronte ai disordini e alle infrazioni delle leggi, nel mondo si sanziona con sempre maggiore severità; Il crimine è il problema, e il castigo la sua soluzione. Se è vero che alcune fattispecie sono introdotte o più severamente punite, ve ne sono altre attenuate o addirittura abolite, secondo il sentimento dei tempi: ad es. omicidi stradali, terrorismo, fenomeni mafiosi, immigrazione clandestina. Con il momento punitivo, però, è il castigo a diventare il problema per il numero crescente di persone carcerate o poste sotto sorveglianza, con conseguenti costi economici e umani, determinati per la collettività. Essendo questo un paradosso, occorre ripensare il rapporto fra delitto e castigo, senza spirito di vendetta. Ricorda: "Punire, dicono i filosofi e i giuristi, significa correggere il male, riparare a un pregiudizio, riformare un colpevole, proteggere la società" (pag. 153). E' l'ora, quindi, la giustizia punitiva in giustizia riparativa. Non mancavano, già nel 2017, le proposte di riforma penale e penitenziaria. UTILE DISAMINA
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Gran Torino
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09/02/2026 Il pistolero si fa padreDetroit. Un anziano vedovo razzista finisce con l'aiutare gli odiati vicini di casa, emigranti asiatici. Sarà lui, proprietario della Ford coupeé Gran Torino, gelosamente conservata nel garage, a salvare, come un vero padre, il fratello e la sorella vietnamiti, vittime di violenze e angherie di un gruppo di malviventi locali. Il vecchio Walt, di origini polacche, fa di cognome Kovalskj, come Stanley, il protagonista del dramma familiaire "Un tram che si chiama desiderio" (romanzo, 1948; film; 1951). Questa storia, diretta e interpretata dal Clint Eastwood nel 2008, è un dramma di solitudine ed emarginazione, ma svela un'insperata capacità di riscatto da parte di una persona anziana asociale, in un colpo di scena finale mirabile. Mi ha ricordato, regia sempre di Eastwood, "Un mondo perfetto" (1993): anche lì violenza e morte, ma chi faceva in tempo a cambiare era Kevin Kostner. FILM NOTEVOLE.
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23/01/2026 Walt Kowalski......è anche lui un immigrato. il fatto di aver lavorato per decenni in Ford, di avere fatto il Vietnam, di abitare a Detroit dove ha una casetta per nulla male non lo renderebbe americano ai suoi stessi occhi. E' un immigrato, Walt Kowalski, a cui non piacciono gli immigrati. Non piacciono le loro parole, la loro presenza, il loro cibo. Tutti elementi che lo classificano nel vasto e triste mondo dei razzisti. Di destra naturalmente. Però è onesto. Soprattutto con se stesso. Osserva ciò che accade e non ha timore di stupirsi e cominciare a capire che, forse, i suoi parametri di giudiziono non bastano. Ce ne sono anche altr. Ed invece del manzo essicato ci sono altri piatti più saporiti. E comincia così una trasformazione che gli fa onore. Essere di destra, destra vera significa anche questo. Osservare, capire e cominciare a vedere il mondo con occhi diversi rimanendo però se stessi. Un bel film. Clint è e rimane sempre Clint Eastwood Un finale a sorpresa ma che, in fondo, poteva anche essere attendibile.
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L'allieva : romanzo
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09/02/2026 Il mondo di AliceAlice Allevi, allieva di nome e di fatto, specializzanda presso l'Istituto di Medicina Legale di Roma, è alle prese con le difficoltà del mondo lavorativo e sentimentale, tra due uomini molto diversi tra loro e ondivaghi nei suoi confronti. Sebbene Alice abbia ancora molto da imparare, ha una grande qualità: un'empatia con le vittime, in particolare di omicidi, che la porta ad avere intuizioni decisive nei casi in cui è coinvolta come anatomo-patologa. Simpaticamente goffa, si rivela molto utile nelle indagini che hanno trovato trasposizione, cosceneggiata dall'autrice Alessia Gazzola, nella serie "L'allieva", in onda sulla Rai nel 2016-2020. Lettura di SVAGO
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27/01/2026 Divertente e scorrevoleAlice è imbranata, maldestra, sbaglia e fa delle gaffe , è impossibile non provare simpatia per lei e immedesimarsi nel suo personaggio. Durante la lettura accompagniamo Alice nei primi passi del suo studio e professione, che ama moltissimo, tende però a distrarsi e a immaginare molteplici scenari riguardanti i casi che segue in Istituto, per cui i suoi risultati non sono eccezionali. Ma proprio grazie a questi suoi "difetti" uniti a una grande tenacia, a una curiosità infinita e anche a una certa sconsideratezza riesce a intuire dinamiche di delitti e ad aiutare così il Vice Questore Calligaris a risolvere casi difficili. Inoltre ha una vita sentimentale complicata, provando sentimenti sia per Arthur, reporter d'assalto sempre in viaggio e in movimento, sia per il suo professore Conforti, giovane dottore rampante e affascinante. Insomma, il libro è ben scritto e coinvolgente, simpatico e scorrevole e ci porta a continuare la lettura con gli altri della serie. Consigliato.
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L'ultima canzone di Bobby March
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09/02/2026 Mario Benvenuti ti sorprende semprecome una serie di piccoli affluenti che arrivano tutti allo stesso fiume, e storie che affronta l'ispettore McKoy con il fido Wattie, poi, guarda caso, erano quasi tutte collegate, dipanare i fili non è stato facile, ma alla fine tutti i nodi vengono al pettine, da leggere
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Gennaio di sangue
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09/02/2026 Mario Benvenuti tartan writersi tartan writers sono i gialli/noir scozzesi, se la litigano con gli scandinavi a chi è piu bravo, ma, tutto sommato, smbrano piu simili a loro che agli inglesi. questo è il primo di Alan Parks, da qui partono le storie dell'ispettore McKoy a Glasgow, che come Logan McRae ad Aberdeen e Ian Rankin a Edimburgo, affrontano storie estreme con la loro personalità sempre sul filo. Mentre leggi ti fai un giro della città e se ogni tanto cerchi qualcosa su maps vedi che coincide. Consigliatissimo da leggere, sono 7 libri, io ho cominciato dal quarto per caso, consiglio di prenderli in fila perchè i personaggi hanno la loro evoluzione, accoppiamenti e disaccoppiamenti, figli che nascono, insomma, la vita dei poliziotti.
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Le ricette della signora Tokue
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09/02/2026 Una favola metropolitana giapponeseGiappone. Al chiosco di Sentaro, cuoco specializzato in dolci tipici, si presenta la vecchia signora Tokue, per lavorare come pasticciera. Sentaro, che prepara mal riusciti pancakes, e li regala a una ragazzina povera, unica compagnia da lui sopportata, ammette la straordinarietà della confettura di fagioli rossi di Tokue, le cui mani sfigurate da una malattia l'hanno tenuta lontana dagli altri per tutta la vita; così la assume. In pochi giorni, e nel piccolo spazio di un chiosco urbano, I tre malcapitati si aiutano a vicenda, cambiando le proprie vite. Una storia di aiuto e di resilienza, una favola metropolitana che mi ha ricordato un po' la triade di mutuo soccorso del romanzo "L'eleganza del riccio", che però non era a lieto fine. CARINO.
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04/02/2026 Talmente delicato e speciale che non può non piacere.Una favola moderna sull'amicizia, la libertà e la resilienza. Un'ode alla vita che ci insegna a trovare la grazia nell'inaspettato e la felicità nelle piccole cose. In più, grazie alla trama che da un certo punto in poi prende una piega del tutto inaspettata scopriamo una parte di storia del Giappone. È un libro che consiglio a chiunque, con una scrittura scorrevole e coinvolgente. Leggendo ci si affeziona alla Signora Tokue, coraggiosissima donna, da cui bisognerebbe prendere esempio.
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Trilogia della citta' di K. : Il grande quaderno, La prova, La terza menzogna
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08/02/2026 Solitudine, guerra ed esilio"Arriviamo dalla Grande Città. Abbiamo viaggiato tutta la notte. Nostra Madre ha gli occhi arrossati. Porta una grossa scatola di cartone, e noi due una piccola valigia a testa con i nostri vestiti, più il grosso dizionario di nostro Padre, che ci passiamo quando abbiamo le braccia stanche." Questo è l'incipit de "Il grande quaderno" (1986), il primo romanzo de "La trilogia di K." della scrittrice Agota Kristof. Lo scenario è sconfortante per i due bambini che saranno affidati alla Nonna materna, residente nella Piccola Città, per un periodo in cui le cose non saranno facili, e peggioreranno nelle pagine de "La prova" (1988) e "La terza vergogna" (1991). Quel che mi colpisce è la crudezza dei fatti e la cattiveria dei sentimenti all'interno di una famiglia, espressi con un periodare breve e un linguaggio asciutto. L'autrice, ungherese che trovò riparo in Svizzera dopo esser fuggita dall'Ungheria invasa dai carri armati sovietici nel 1956, ha trattato i temi della solitudine, della guerra e dell'esilio, con una prosa secca e tagliente, scritta originalmente in lingua francese. Testo disturbante, ma VALIDO.
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06/02/2026 Scrivere per non sentireSi distingue da tratti crudi, disturbanti, un testo che non cerca mai di piacere al lettore. Due gemelli che osservano il mondo con uno sguardo freddo e “allenato” alla crudeltà, in un contesto di guerra e miseria. Per sopravvivere alla violenza, alla fame e all’umiliazione, i gemelli decidono di allenarsi a diventare insensibili: si impongono esercizi fisici e morali, imparano a non piangere, a non provare compassione. Scrivono tutto in un quaderno seguendo una regola ferrea: solo fatti, nessuna emozione, nessun giudizio. Nel quaderno la regola “scriviamo solo ciò che vediamo” è un gesto di controllo sul caos del mondo. La scrittura diventa un’arma, non un rifugio. Tutto ciò ci parla di violenza, guerra, identità, verità e menzogna senza mai ricorrere a scene melodrammatiche o spiegazioni morali. Alla fine non resta una verità stabile, né sui personaggi né sui fatti narrati. Le versioni si contraddicono, i ricordi si deformano, le identità si sovrappongono fino a diventare indistinguibili. La scrittura, sempre essenziale e spoglia, accompagna coerentemente questo messaggio: non consola, non giudica, non spiega. È quindi un’opera dura, fredda solo in apparenza, che scava a fondo nei meccanismi della sopravvivenza e della memoria. Non è un libro che si ama per piacere, ma che si riconosce come necessario.
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Effetto Jane Austen
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08/02/2026 Sentimento orgoglio e rimpiantiUn libro simpatico da leggere in una serata. Dalla provincia nebbiosa italiana, la nostra protagonista si sposta in Gran Bretagna nei percorsi di Jane Austin. Un incarico datole dalle rivista per la quale lavora, come giornalista e fotografa. Quindi quasi a cinquant’anni, lei sempre indipendente e giramondo, con una famiglia d’origine spezzata tra l’Europa e gli Stati Uniti ed una famiglia attuale fin troppo stabile da ormai troppi anni, si rimette in gioco, per lavoro, nei luoghi che furono della scrittrice della quale conosce praticamente nulla! Il freddo, il paesaggio, il compleanno, una piccola disavventura con l’alloggio, sono complici della scoperta di Jane , osannata da tanti fan in tutto il mondo e inaspettatamente giovani! E come sempre succede, si ritrova a fare i conti con il proprio presente, con i propri ricordi e con gli affetti seppelliti sotto una montagna di recriminazioni. Carine le citazioni di modi di dire e filastrocche in inglese
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Taglio letale
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08/02/2026 Bruno Umana Dopo tanto tempo...Erano anni che non leggevo più niente di P.Cornwell , bè devo dire che mi aspettavo qualcosa di meglio, ma si sa il tempo passa e non si può essere sempre al top.
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L'età fragile
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08/02/2026 Ogni età è fragileNel complesso "L’età fragile" mi è piaciuto e l’ho sentito vicino per i temi che affronta. Mi ha colpito soprattutto il rapporto tra madre e figlia, quella distanza fatta di silenzi e incomprensioni che a volte si crea proprio nei momenti in cui ci sarebbe più bisogno di vicinanza. In alcune difficoltà vissute mi sono riconosciuta in quella sensazione di non trovare sempre le parole o i gesti per stare accanto a chi ami. Il romanzo racconta come ogni età abbia le sue fragilità: non solo quella dei figli, ma anche quella dei genitori, che spesso si sentono addosso aspettative di saggezza e sicurezza che non sempre riescono a sostenere. Anche le madri hanno le loro ferite, i loro limiti, e non sempre riescono a essere il rifugio perfetto che i figli immaginano. Nella parte finale ho avuto la sensazione che il romanzo volesse affrontare troppe tematiche tutte insieme, con una conclusione un po’ sbrigativa. Avrei preferito un finale più disteso, capace di dare maggiore respiro a ciò che emerge nelle ultime pagine.
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