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I commenti più recenti

  • Figli del Volga : romanzo

    Jachina, Guzelʹ Šamilevna

    • 26-05-2022
      Il richiamo della natura
      Una trama particolare e originale. Una storia di sentimenti reali e talvolta "selvaggi" immersi in un paesaggio che fa da padrone. Un uomo inselvatichito dalle sue passioni e dai suoi dolori vive, senza proferire parola, in una natura indifferenza, impervia, ma non ostile. Bach sembra essersi ritirato dal mondo, ma in realta' prova ancora forti sentimenti. La storia, che entra prepotente nelle vite degli uomini del suo vecchio villaggio, sembra non coinvolgerlo e non scalfirlo. Osserva da spettatore ignaro le terribili conseguenze che le scelte del regime hanno sulle persone umili. Solo una bambina lo tiene fortemente ancorato alla vita. Un potente affresco realistico, che si svolge in un luogo che ha visto eventi terribili
  • Quartieri : viaggio al centro delle periferie italiane

    • 26-05-2022 Paolo Tamagnone Esile ma interessante
      Lettura che richiede poco più di un’ora, è composto da 5 racconti a fumetti di autori diversi più una breve introduzione testuale, ognuna dedicata ad un quartiere periferico e problematico di cinque città italiane: San Siro a Milano, Arcella a Padova, Bolognina a Bologna, Tor Bella Monaca a Roma e Zen a Palermo.La maggior parte delle storie sono incentrate sulle iniziative di integrazione degli immigrati da parte di associazioni e scuole, a cercare di sfatare il luogo comune di quartieri dello spaccio e della delinquenza.Bologna e Padova mi sono sembrate le storie più riuscite ma tutto il libro è interessante e lascia un messaggio positivo per il futuro.
  • Spatriati

    Desiati, Mario

    • 26-05-2022
      Questo è un candidato al Premio Strega... Potrei dire tante cose negative di questo libro che non mi sono piaciute, ma dirò semplicemente che trovo assurdo che alcune recensioni (non su questo sito) abbiano dato il massimo delle stelle osannando la rottura degli stereotipi che Desiati propone con le storie di Francesco e Claudia. Ecco, io ho visto in realtà solo 200 e passa pagine in cui questi acclamati stereotipi venivano gonfiati sempre di più, al suon di "Nessuno può impedirmi di essere chi voglio" e con uno scenario familiare alle spalle più che fantascientifico. Inoltre, da qualche anno a questa parte, ho letto più libri contemporanei italiani sempre con le stesse trame di sesso, rapporti omosessuali messi così, vaghi e per far scena. Mi sono domandato più volte "Ma cosa ne devo trarre?" e la risposta è stata sempre l'indifferenza.
    • 17-05-2022
      Daniela Carletti Candidato Premio Strega 2022
      “Spatriati” nel dialetto di Martina Franca in cui si svolge gran parte del romanzo, è usato anche in senso dispregiativo per indicare una persona irrisolta, dispersa, che non ha trovato la sua collocazione nella vita. Francesco, il protagonista del romanzo, è combattuto fra la volontà di rimanere nella sua terra e quella di seguire l’amica del cuore con cui è cresciuto, Claudia, che invece, attraverso varie vicissitudini si stabilisce a Berlino. Anche il ragazzo dopo aver a lungo esitato, prova ad espatriare per scoprire che “Dappertutto c’erano pietre d’inciampo e qualche detrito della Vecchia Berlino … Una città in cui si è più felici che nel resto del mondo quando si è felici e si è più tristi quando l’umore volge al nero.” pag. 203. Dunque un romanzo generazionale, di formazione, l’ennesimo, in cui la banalità del messaggio, unitamente alle descrizioni della trasgressione già lette mille volte, è sconfortante “… in Claudia … percepivo uno slancio verso la vita che era sempre in una direzione imprevista, sembrava che stesse testando un limite: dove posso arrivare, quanta irragionevolezza mi è concessa.” Pag. 63. Ancora una volta ci troviamo di fronte alla crisi di due adolescenti che cercano di crearsi un’identità anche sessuale, a forza di droghe e lavori improbabili che, in quanto tali si possono trovare anche a casa propria. Un inno alla bruttezza di cui, non mi sembra proprio ci sia bisogno. Inoltre il presunto colpo di scena nel finale, è deludente poiché non si può trasalire nello stesso modo di fronte a una catastrofe o al furto della tessera dell’autobus, tanto per fare un esempio.
  • Le piramidi di giorni

    Opolskaitė, Daina

    • 26-05-2022
      Noioso, non mi è piaciuto
      Dopo aver letto le prime tre storie, non sono più riuscita ad andare avanti. Adoro i libri di Iperborea e ho scelto questa raccolta un po' "a scatola chiusa", ma devo dire che sono rimasta abbastanza delusa. Di questi racconti non mi è piaciuta l'ambientazione (un po' stereotipata, fa sempre freddo e c'è miseria ovunque), ma nemmeno i personaggi (che ho trovato poco interessanti) e lo stile dell'autrice (un po' opaco e scarno). A volte mi è sembrato pure di trovare sempre le stesse parole o espressioni in racconti diversi, anche quasi lo stesso incipit. Non ho trovato, tra l'altro, quella poesia che in genere si trova nella narrazione breve (chi ha letto Katherine Mansfield sa di cosa parlo). Non so, forse se avessi conosciuto la Lituania più a fondo avrei potuto apprezzare di più questo libro... ma rispetto ad altri titoli di Iperborea, a mio parere, credo che non sia il migliore.
  • Nova

    Bacà, Fabio

    • 26-05-2022 Maria Attolini NOVA
      "A cosa pensa un uomo quando si sveglia? Probabilmente riflettere su di sé, o sulla donna che gli dorme accanto. Davide no. Davide pensa alla morte". Un libro inquietante e allo stesso tempo intrigante e coinvolgente NOVA di Fabio Baca'. Un affascinante viaggio nella mente umana che avvince e cattura per capire dove ti porterà. Cosa succede quando la violenza si insinua nella vita delle persone? Come reagisce un uomo, Davide, un professionista stimato con una vita normale, una moglie e un figlio, davanti alla violenza? In nessun modo, con inerzia, con una totale assenza di reazioni. È vigliaccheria? Egoismo? Crollo di valori? O piuttosto "che per quasi tutti noi la violenza è un fatto emotivamente alieno" e, come tale, da rimuovere? Fino a quando si può continuare a "non vedere, a far finta che certe cose non esistano, solo perché ripugnano"? La consapevolezza di avere un Potere, insito dentro di noi, in cui risiede la violenza che genera Potere farà scattare un cortocircuito della ragione dalle conseguenze impreviste. "Fidati di me, dottore. Impara a cavalcare il tuo Potere, o te ne pentirai. Impara a domarlo, e ti porterà più lontano di quanto immagini". Un romanzo originale e innovativo, scritto con un linguaggio ricercato e particolare che mi ha condotta in un universo letterario, lontano dal mio abituale, che sono contenta di aver esplorato. Una storia dal finale aperto che rimane dentro e che continua a far riflettere anche dopo l'ultima pagina. Libro candidato al Premio Strega 2022 che a mio avviso merita di entrare nella cinquina finalista, e non solo...
  • Il cavaliere inesistente

    Calvino, Italo

    • 26-05-2022
      Carmen Martone 3 di 3
      Fine della trilogia, si chiude il sipario su questa avventura calviniana: anche in quest ultimo atto siamo stati al galoppo, in battaglia e al servizio di donzelle indifese. Romanzo (o racconto? O fiaba?) decisamente "impari", non democratico: ci sono personaggi che vengono travolti dagli eventi in poche pagine e altri piuttosto statici, incapaci di adattarsi ad una realtá sempre difficile da domare. Breve, rocambolesco, a tratti grottesco: anche qui, non lasciatevi ingannare dalla prima metá del racconto, piuttosto lenta...È un diesel. Finale a sorpresa, che non guasta mai. Consigliato a chi ha appena terminato un tomo difficile da digerire: questa piccola trama vi rinfrescherá.
  • Le piccole memorie

    Saramago, José

    • 26-05-2022
      Con la sua ironica narrazione Saramago ci racconta in questo piccolo gioiello, con minuzia di particolari, la sua infanzia e la sua adolescenza. Dai precocissimi pruriti sessuali ai primi successi scolastici. Con esilaranti aneddoti ci descrive vizi e limiti della sua complicata parentela ma sempre con affetto e garbo. Lui, di estrazione contadina, riporta alla memoria, con inevitabili correzioni e comprensibili dimenticanze, la vita semplice dei primi anni di vita. Nella sua narrazione c’è nostalgia per un mondo ormai finito ma senza rimpianti e recriminazioni. Non mancano momenti di struggente poesia come l’addio che il suo nonno materno riserva, il giorno precedente la morte, sentendo l’imminenza della fine, agli alberi che circondano la casa abbracciandoli e ringraziandoli uno per uno assieme ai frutti del suo orto. Il suo avo mostra così un sincero amore per la natura che lo ha in alcuni casi penalizzato ma anche nutrito e confortato. Di fronte a questo autentico rispetto per la natura, perché egli stesso è natura, stridono i proclami delle grandi industrie che oggi con il loro ecologismo da accatto ci invitano alle buone pratiche per “salvare il pianeta”. Godibilissimo.
  • Le ceneri di Alessandria : romanzo

    Berry, Steve

    • 26-05-2022
      Le ceneri di Alessandria
      Era una giornata tranquilla e Cotton Malone si trovava nella sua biblioteca quando entra la sua ex moglie con una inaspettata richiesta d’aiuto e contemporaneamente riceve una telefonata inquietante. Improvvisamente si trova coinvolto in una vicenda assurda con dei richiami al suo vecchio passato. Una spy storie intrigante che porta alla ricerca di una serie di emigmi che gli daranno gli indizi per soddisfare in parte la domanda iniziale. Il tutto condito da intrighi internazionali per soddisfare i bisogni di potere di un club esclusivo e di un politico ambizioso. Buona lettura
  • Avere fiducia : perché è necessario credere negli altri

    Marzano, Michela

    • 26-05-2022 Libro deludente
      Libro poco accurato con argomentazioni sbagliate, senza una seria autocritica da parte dell' autrice di ciò che scrive. È un testo fuorviante, che unisce in modo acritico varie affermazioni, molte delle quali sono sbagliate e qualcuna è tratta dalle idee di personaggi a cui è stata, appunto, negata la fiducia, come Arnaud. L' autrice ha preso in giro i lettori e forse anche sé stessa. Per quanto riguarda la psicologia, è fuorviante e banale: il modello di persona che emerge è negativo e non si potrebbe cambiare il mondo in meglio in questo modo. L' autrice sembra non conoscere quello che scrive. Si potrebbe discutere punto per punto ciò che è stato scritto, ma ci si aspetta di meglio da una persona come l' autrice. Molto deludente e negativo.
  • Ops! Ho ingoiato Cornabicorna!

    Bertrand, Pierre <1959- >

    • 26-05-2022
      simpatico
      un testo simpatico, mia figlia ne va matta.
  • Io sono con te : il sogno di una mamma

    Earhardt, Ainsley

    • 26-05-2022
      stupendo
      Parole d'amore che racchiudono alla grande il sentimento di una mamma. Belle le frasi e le illustrazioni
  • Come una stella cadente

    Alaimo, Rino

    • 26-05-2022
      toccante
      Davvero toccante, mi ha aiutato a spiegare a mia figlia le problematiche della guerra. ci siamo inoltre costruite una nostra lucciola. stupendo
  • La canzone di Achille

    Miller, Madeline

    • 25-05-2022 Aurora Drago
      In qualche modo per me è molto difficile scrivere un commento esaustivo. Innanzitutto sono rimasta oltremodo commossa dalla rappresentazione dell'amore sincero e puro dei due amanti, e l'altra sensazione che più facilmente ricordo è che sono stata più e più volte avversa ai loro antagonisti, molto coinvolta in questa avversione, in quanto mi sono scontrata con la rappresentazione completamente diversa di figure che generalmente conoscevo positive: Teti come una madre snaturata e incurante, Odisseo meschino e mellifluo, il figlio di Achille un essere spregevole e disonorevole, e più che mai un odioso, schifoso e disgustoso arrogante Agamennone. Non ho odiato l'approccio usato né la scelta di rendere così suddetti personaggi, semplicemente la loro scrittura ha suscitato in me avversione, e molto probabilmente l'intenzione era quella, il che dimostra la bravura della scrittrice. Molto lodevole e interessante la scelta di rendere narratore Patroclo, il quale di solito è messo in ombra dal suo compagno proprio per via della sua grandezza, ho empatizzato con la sua situazione e ho osservato gli avvenimenti dell'Iliade con una luce diversa, più realistica, cruda e forse per questo per certi versi a me molto scomoda e capace di lasciare un grande amaro in bocca, anche verso la fine, in cui in teoria sai come andrà a finire ma non per questo il dolore non ti avvolge. Avvincente e straconsigliabile.
  • Fiabe celtiche : gnomi, folletti, fate : storie del piccolo popolo

    • 25-05-2022 Aurora Drago
      Da amante delle creature magiche e delle fiabe contemporaneamente non potevo esimermi dal leggerlo, ne ho apprezzato l'atmosfera folcloristica, la presenza degli esseri magici e la descrizione delle loro scorrerie, ma sono rimasta delusa dalla palese influenza cristiana permeata, poiché molte storie ponevano Dio come unico salvatore dai nemici diabolici del Piccolo Popolo impropriamente associati al Diavolo: è evidente che molto della religione "pagana", per sopravvivere, non poteva che essere rovesciata in questo modo per sfuggire alla censura ecclesiastica e spesso mi rattrista ricordare quanto materiale è andato perduto per questo preciso motivo.
  • Il delfino

    Bambarén, Sergio

    • 25-05-2022 Aurora Drago
      La lettura di questo libro per me è stata molto complicata e insieme affascinante, più che altro perché di fronte ho un libro onirico, metaforico, ricco di profondità e bellezza, che ci invita a riflettere sulla nostra vita ricca di affanni cercando di insegnarci a vivere con più leggerezza e in una maniera più sognante e felice. Il delfino, non a caso, è un animale simbolico, perché incarna la purezza, l'innocenza e la bontà naturale, ma soprattutto, in questo caso, è molto rilevante la sua simbologia verso l'evoluzione spirituale e meditativa che l'autore cerca di insegnarci.