I commenti più recenti
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La disobbediente : [il romanzo di Artemisia Gentileschi]
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02/09/2026 Paolo Galati bellissimosecondo libro della Fremantle che leggo e devo dire che si conferma un ottima lettura, bello scorrevole ben scritto e la storia della Gentileschi ben romanzata. consigliato sicuramente
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La pecora nera : elogio funebre del manicomio elettrico
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02/09/2026Quando si tratta di manicomi in Italia il rischio è di scendere tra l'horror e il patetico e non a torto. Celestini ci racconta la storia di Nicola nato, come me, nei "fantastici anni '60" e finito troppo presto nel manicomio, istituzione non tanto di cura del malato ma di deposito dove la società si sbarazza di chi è "fuori schema", la polvere sotto il tappeto. Celestini ci porta con empatia in questo "manicomio elettrico" dove gli stessi carcerieri sono incarcerati (la suora, il direttore) e dove non c'è da aspettare redenzione perchè "è vero che la malattia dei bambini, mica solo dei bambini, è la paura del buio. «Si può morire di paura del buio e io ora ho capito perché non guarisco». Non si guarisce dalla paura per un motivo semplice: non è una malattia."
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Storie di uno scemo di guerra : Roma 4 giugno 1944
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02/09/2026Purtroppo non ho avuto la fortuna di vedere questo spettacolo al teatro ma, grazie alla libro e una buona dose d'immaginazione, riesco a ricostruire la voce, gli sguardi, le pause di Celestini. Bellissima storia di famiglia, ambientata tra il primo bomardamento di San Lorenzo (19 luglio del 1943) all'abbandono di Roma da parte dell'esercito tedesco (giugno 1944). Non una sola storia, ma tante, storie-ciliegia che una tira l'altra, storie-puzzle che nella loro diversità si incastrano tra di loro e danno vita ad un immagine dalle tante sfaccettature. Abbiamo così episodi surreali, il topos caro alla letteratura fantastica del doppelganger, l'ucronia (l'Italia liberata dall'esercito sovietico), la storia vera della rappresaglia/deportazione del Quadraro e tanto altro. Storie raccontate dal basso, dalle macerie, da un bambino e uno "scemo di guerra".
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L'insostenibile leggerezza dell'essere
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02/09/2026 Maria Cristina Sestito gli esseri leggeri volano, i pesanti noUn romanzo che mi ha attratta moltissimo per la trama, ma soprattutto per il bellissimo concetto su cui si costruisce: il contrasto tra gli esseri “leggeri”, che sembrano volare, e quelli “pesanti”, legati alla terra, alle responsabilità e ai sentimenti. Ho trovato affascinante il modo in cui questi due modi opposti di vivere finiscono per attrarsi e intrecciarsi nelle relazioni tra i personaggi. La prima metà del libro mi è piaciuta moltissimo; nella seconda, invece, ho avuto la sensazione che venisse aggiunto poco di realmente nuovo e la mia attenzione è progressivamente calata. Nonostante questo, resta un romanzo bellissimo soprattutto per le riflessioni che lascia.
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La ragazza immortale
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02/09/2026 Maria Cristina Sestito Amore e arteUn romanzo romantico e delicato, in cui amore e arte si intrecciano nel desiderio di rendere eterno ciò che per natura non può esserlo. Mi è rimasta impressa soprattutto la bellezza della protagonista, immortalata nei dipinti affinché possa sopravvivere al tempo, insieme al sentimento dell’uomo che la ama. Una storia particolare sull’amore, sulla bellezza e sul desiderio di lasciare attraverso l’arte qualcosa che possa durare per sempre.
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Follia
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02/09/2026 Maria Cristina Sestito lettura ossessivaUn romanzo estremamente intenso e coinvolgente, da cui è davvero difficile staccare gli occhi. La relazione tra i protagonisti diventa pagina dopo pagina sempre più ossessiva e distruttiva, trascinando il lettore in una storia in cui amore, passione e follia finiscono per confondersi. Una lettura che mi ha completamente catturata e di cui consiglio anche la trasposizione cinematografica.
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Il GGG
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02/09/2026Uno dei più bei libri per bambini/ragazzi scritti da Dahl che abbina una storia cupissima, giganti enormi e crudeli dai nomi grandguignoleschi che ogni notte si cibano di esseri umani, di preferenza bambini, al tenero e luminoso Grande Gigante Gentile, un reietto in quanto rifiuta di nutrirsi di "popollani" e "rachitico" rispetto agli altri nove esponenti della sua razza. Sarà lui a rapire Sofia, simpatica e arguta orfanella, "colpevole" di averlo sorpreso nei suoi pellegrinaggi notturni, e trasportarla nel paese dei giganti. I due diventeranno ben presto amici e complici nel tentativo di fermare l'orrendo pasto. Ma più forte della trama è la potenza comica del linguaggio sgrammaticato del GGG pieno di geniali calembour, tradotti con altrettanta genialità, tant'è che la lettura è godibile e apprezzabile anche da bambini in età prescolastica (è diventato il libro preferito da mia figlia che ha cinque anni). Aggiungi poi delle riflessioni argute e non scontate (vedi il parallelo tra il comportamento dei giganti e degli esseri umani, non molto dissimile o quando parla della stupidità e viltà delle alte sfere militari). Un capolavoro che non può mancre nella biblioteca dei vostri figli.
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Le rane
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02/09/2026 Maria Cristina Sestito Interessante approfondimeto sulla politica del figlio unicoUn romanzo molto interessante per il modo in cui racconta uno dei periodi più controversi della storia recente cinese: la politica del figlio unico. Attraverso le vicende dei personaggi, Mo Yan mostra le conseguenze concrete e spesso drammatiche del controllo delle nascite sulla vita delle persone. Ho apprezzato soprattutto la componente storica, utile per comprendere meglio la società cinese e un periodo che conoscevo principalmente a livello teorico. Il ritmo, però, è piuttosto lento e in alcuni momenti la lettura risulta un po’ pesante.
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Servire il popolo
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02/09/2026 Maria Cristina Sestito Servire una donna o il popolo?Il primo romanzo sulla Cina che ho letto, scelto inizialmente perché incuriosita dal fatto che fosse stato censurato nel Paese. Bellissimo. La storia è apparentemente semplicissima: un soldato dell’esercito di Mao diventa l’amante della moglie del suo comandante. Ma è proprio attraverso questa relazione che Yan Lianke costruisce una satira del regime maoista, trasformando ironicamente lo slogan “Servire il popolo” nel modo in cui il protagonista finisce per “servire” la donna che ama. Una storia d’amore e desiderio che si intreccia continuamente con la propaganda, l’esercito e il culto di Mao. Un libro breve ma che mi ha fatto venire ancora più voglia di conoscere la Cina attraverso la sua letteratura.
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Ragione e sentimento
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02/09/2026 Maria Cristina Sestito contrasto tra sorelleUn romanzo che ho apprezzato soprattutto per il contrasto tra le due sorelle protagoniste: Elinor, più razionale e controllata, e Marianne, romantica, passionale e guidata dai sentimenti. Mi è piaciuto il modo in cui Jane Austen racconta due modi completamente diversi di vivere l’amore e le delusioni, mostrando come alla fine né la sola ragione né il solo sentimento siano sufficienti. Una storia romantica ma anche di crescita e maturazione, con la tipica atmosfera dei romanzi di Jane Austen.
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Sorgo rosso
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02/09/2026 Maria Cristina Sestito vivide descrizioni dei campi di sorgoUn romanzo intenso, di cui ricordo soprattutto le descrizioni dei campi di sorgo: così vivide e autentiche da riuscire quasi a immaginare di essere lì. Ho apprezzato molto anche la componente storica, perché attraverso le vicende dei personaggi permette di conoscere e comprendere meglio un periodo complesso della storia della Cina, dall’invasione giapponese ai conflitti che hanno segnato il Paese nel Novecento. Una lettura coinvolgente anche per avvicinarsi alla Cina rurale e alla sua storia.
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Orgoglio e pregiudizio
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02/09/2026 Maria Cristina Sestito Un amore struggenteUn amore struggente, costruito lentamente tra incomprensioni, orgoglio e pregiudizi. Ho amato soprattutto il rapporto tra Elizabeth e Darcy e il modo in cui entrambi sono costretti a mettere in discussione le proprie convinzioni prima di riuscire davvero a vedersi per ciò che sono. Una storia romantica, ironica e sorprendentemente moderna, che nonostante i suoi duecento anni riesce ancora a far desiderare un amore così intenso.
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Pulvis et umbra
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01/09/2026 Non il mio Schiavone preferitoNon è tra i miei preferiti della serie di Rocco Schiavone. In Pulvis et umbra Manzini porta avanti due storie parallele: ad Aosta il ritrovamento del corpo di una trans e, dalle parti della Pontina, quello di un uomo con un misterioso biglietto addosso. Due indagini che affondano entrambe in identità nascoste, vecchie vicende e vendette. Il problema è che ho fatto un po' fatica a sentire questi due filoni come parte della stessa storia. Li ho percepiti piuttosto slegati e, nonostante il colpo di scena finale, la sensazione non mi è cambiata più di tanto. Anche Rocco, che qui si rivela per certi versi un po' "frescone", non è bastato a risollevare completamente la lettura. Però Rocco è Rocco. Con il suo modo di fare, le sue battute e le sue fragilità, gli si vuole bene anche quando la storia convince meno.
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Aristotele e la montagna d'oro
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01/09/2026 Mario Benvenuti ultimo della serieultimo della serie, un po annoiante
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Nella carne
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01/09/2026 Non del tutto riuscito, ma interessanteSzalay ha una dote, cioè saper scrivere in modo lineare ma non per questo piatto. Il libro soffre un po' perché ondivago e con un protagonista che sembra assente nella sua realtà e anche nella costruzione che l'autore fa della sua psiche, con un effetto respingente. Nonostante questo, e nonostante la storia sia banale, in alcuni aspetti, complessivamente il libro si legge con piacere.
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