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I commenti più recenti

  • Hotel Silence

    Auður Ava Ólafsdóttir

    • 10/10/2026
      Carmelina D'alessandro da leggere
      dall'islanda un messaggio di grande umanità
  • Storia di una ladra di libri

    • 10/10/2026
      Commovente
      Il film mette in luce quanto sia importante restare umani anche nei momenti piú difficili perché l’empatia può salvare noi stessi ed essere un esempio per altri. E i libri, che di per sé contengono solo parole, sono un meraviglioso scrigno di storie che suscitano emozioni, sentimenti e immagini che nutrono l’anima anche nei momenti piú bui.
  • Malbianco

    Desiati, Mario

    • 10/10/2026
      Francesca Malerba il romanzo storico che non ti aspetti
      un romanzo che è un respiro lungo che percorre l’Europa e le generazioni, che esplora temi tra i più disparati, poesia musica letteratura e poi rapporti familiari, ma soprattutto che racconta la storia dell’Europa nella seconda guerra mondiale a partire da una storia familiare. Da leggere e rileggere.
  • Spatriati

    Desiati, Mario

    • 10/10/2026
      Francesca Malerba Il prezzo di essere liberi
      Scegliere di essere liberi costa il prezzo di essere una generazione di spatriati, la mia. Intenso e scritto meravigliosamente, narrazione tra la Puglia prima e dopo che diventasse un brand e Berlino.
  • Amore

    Inoue, Yasushi

    • 10/10/2026
      Tre racconti, tre diversi aspetti dell'amore.
      Tre racconti a sé stanti, ma legati dallo stesso sentimento, l’Amore, però non quello sdolcinato e pieno di passione che ritroviamo in molti romanzi e racconti occidentali. Qui è tutto più semplice, pacato, quasi rispettoso. Ci sono varie sfumature, che trasmettono anche una sorta di malinconia, di ricordi, ma anche di speranza. Mentre si legge ci si sente fluttare, il libro lascia addosso un piacevole torpore . Ti fa sentire leggero, lievemente stordito, questo è quello che ho sentito personalmente durante la lettura.
  • La teoria del tutto : la straordinaria storia di Jane e Stephen Hawking

    Marsh, James

    • 10/10/2026
      Una storia d’amore a senso unico
      Un film sulla vita dell’astrofisico Stephen Hawking che mette in risalto il differente approccio alla vita dello scienziato, ateo, e della sua prima moglie Jane Wilde, credente, che lo ama, accetta il suo handicap, lo aiuta e lo sostiene, gli dà tre figli e infine lo lascia libero di proseguire per la sua strada. Degna di nota l’interpretazione del protagonista Eddie Redmayne.
  • Il giovane caimano

    Varipapa, Domenico

    • 10/10/2026
      Uno dei romanzi più brutti e insulsi che abbia letto di recente. Scritto peraltro male, avrebbe sicuramente avuto bisogno di un ulteriore editing per evitare alcune ripetizioni e buchi narrativi. Noioso, sconclusionato e lento, nonostante ambisca ad essere una sorta di road movie all'italiana con protagonisti dei ragazzini (finale scontato e buonista). Parte come la storia di un hikikomori, ma poi devia verso altro (passando vagamente per la denuncia nell'uso dei social). Opera prima malriuscita.
  • La furia di Maigret

    Simenon, Georges

    • 09/10/2026
      Daniela Bertoglio
      Maigret è andato in pensione da due anni, e ora la sua principale occupazione, in estate, non è arrestare i criminali, ma far fuori le dorifore che infestano l'orto, perciò, quando viene ingaggiato da una anziana signora arrogante, accetta l'incarico di indagare sul suicidio della sua giovane nipote. Entra così in contatto con la sua famiglia, e scopre che il membro più importante è un suo vecchio compagno di scuola, un arricchito presuntuoso, manipolatore e mellifluo e scoperchia una storia di soldi, avidità, sesso, ed eredità. Maigret rischia la vita, giustamente si arrabbia, e torna alla sua casa di campagna a curare l'orto. Un Simenon in gran forma, insomma. Pregevole, come di consueto, la versione audiolibro, letto da Stefano Fresi, che è proprio bravo.
  • Scrivere

    Pennac, Daniel

    • 09/10/2026 Maria Della Monaca La creativita' punto di incontro.
      Sono stata circa cinque minuti a sfogliare questo libro che con il titolo sembrava aver promesso molto e non concedere nulla alla scrittura. Eppure dopo il primo impatto negativo per chi cercava consigli di scrittura, mi sono inequivocabilmente apparsi elementi fondamentali non dal testo, appena una pagina, ma dagli innumerevoli disegni densi di particolari. Si coglie così la prima regola di uno scrittore che sembra essere l'osservazione attenta di quei particolari che sono presenti nella realta' ma che a volte passano inosservati a molti. All'inizio la scrittura rappresentata da una stilografica sembra essere un momento di relax, ma poi si trasforma assumendo le sembianze della passione sensuale, della febbre, della droga, della compagna delle notti insonni. La notte in questi disegni sembra essere presente come momento di creativita' di tutta la giornata. Non mancano disegni che richiamano i classici rivisitati a volte in maniera irriverente ma che sottolineano la necessita' della loro conoscenza da parte dello scrittore come patrimonio da reinterpretare. E poi seguono anche disegni che trattano della funzione della scrittura in tempo di guerra. Basta, non voglio anticipare nulla ma invitarvi a leggere ed osservare questo libro che comunque arricchisce e inequivocabilmente prova come la creativita' sia indispensabile all'arte come alla scrittura, rappresentando comune terreno fondante ad entrambe. Maria Della Monaca.
  • Il tempo dei semplici

    Nacci, Luigi

    • 09/10/2026
      genitori dei propri genitori
      Scoprire che i propri genitori sono non soltanto anziani ma ormai avviati alla vecchiaia è dura da digerire, specialmente per chi ne ha sempre dati per scontati la forza, il sostegno, l'autorità. Diventare genitori dei propri genitori è un passaggio al tempo stesso fortunato (vuol dire che sono entrambi vivi, presenti) e sfortunato (più si va avanti e peggiori saranno gli acciacchi o i malanni). L'autore in fondo ci racconta ciò che ogni figlio coscienzioso farebbe in queste situazioni, e non si può che condividerlo. Perché se andiamo per sottrazione, quello che rimane sono gli affetti. Ecco perché "Andare da mamma e papà ormai conta più di tutto". Voto 3,5.
  • Il destino dei popoli : come l'umanità ha fatto la storia e creato il nostro tempo

    Fabbri, Dario

    • 09/10/2026
      interessante tesi
      La tesi di Fabbri è che i popoli muovono la storia in base a spinte umane profonde : paura, bisogno di sicurezza, demografia, ricerca di risorse, senso di appartenenza. Secondo la sua tesi i leader politici canalizzano sentimenti e risentimenti già presenti nel corpo sociale. Se un popolo non ha un’ansia profonda o un interesse di fondo per qualcosa, nessuna propaganda può spingerlo davvero ad agire.
  • Tanto domani muori : [romanzo]

    Pozzi, Antiniska

    • 09/10/2026 Francesco Capozzo Non è banale.
      La scrittrice Antiniska Pozzi, con questo TANTO DOMANI MUORI, racconta la vita della protagonista Anna, le sue esperienze e, dei suoi genitori. All'inizio ho pensato che fosse una storia banale, ma nelle pagine successive il racconto, prevalentemente imperniato sulla sfortuna del nucleo familiare, prende tutta un'altra piega e diviene vera vita.
  • L'orso che non lo era

    Tashlin, Frank

    • 09/10/2026 Quando il mondo dimentica il tuo nome. L’orso che non lo era e la favola di ciò che siamo
      Ci sono libri che, raccontando una storia, ci restituiscono qualcosa che avevamo dimenticato. L’orso che non lo era di Frank Tashlin appartiene a questa rara famiglia. È una favola lieve soltanto in apparenza, che nasconde, sotto il sorriso, una domanda vertiginosa: chi siamo, quando il mondo insiste nel dirci che siamo qualcun altro? C’è un orso che va in letargo nella sua tana. Quando si risveglia, il bosco è scomparso: al suo posto si leva una fabbrica immensa. Il mondo è cambiato durante il suo sonno. L’orso, però, è rimasto se stesso, o, almeno, ne è ancora convinto. Gli uomini che incontra gli spiegano che non è un orso, ma un uomo, un operaio, qualcuno che deve trovare il proprio posto nella macchina della produzione. Nessuno dubita delle proprie certezze; la realtà è lì, davanti ai loro occhi, eppure preferiscono correggerla piuttosto che riconoscerla. Basta che tutti ripetano una menzogna perché la verità cominci a sentirsi sola. LA FABBRICA E IL BOSCO: In questo contrasto fra natura e industria, libertà e conformismo, essere e funzionare, si nasconde il cuore poetico e filosofico del libro. Il bosco è il luogo in cui si può semplicemente esistere; la fabbrica è il mondo che pretende di assegnare a ogni cosa una funzione. L’orso diventa così una presenza tenera e disarmante, un frammento di natura smarrito nel regno delle definizioni. Le illustrazioni di Tashlin, ironiche e stranianti, raccontano quanto le parole: l’orso sembra quasi un errore poetico nella geometria del mondo. E forse è proprio quell’errore a custodire l’unica verità. LA FAVOLA ANTICA DENTRO IL MONDO MODERNO: Come nelle favole di Esopo, Fedro e La Fontaine, un animale diventa lo specchio dell’uomo e la semplicità della vicenda rivela una verità universale. Qui, però, la saggezza antica incontra l’assurdo moderno: per smarrire la propria identità bastano un ufficio, un regolamento, uno sguardo che non riconosce. Tashlin ci parla del conformismo, della società che ci misura attraverso il ruolo che ricopriamo, ma anche della fragilità con cui finiamo talvolta per credere alle definizioni degli altri. Il pericolo più grande, infatti, non è sentirsi dire che non siamo ciò che siamo: è arrivare, un giorno, a dubitarne. E SE L'ORSO AVESSE RAGIONE? Forse la sua ostinazione è una forma di saggezza. Forse sa qualcosa che gli uomini hanno dimenticato: che non tutto ciò che esiste deve servire a qualcosa, che non ogni identità può essere rinchiusa in una casella, che c’è una voce interiore da custodire anche quando il mondo alza il volume per soffocarla. La morale della favola non viene imposta: affiora lentamente, come un sentiero sotto la neve. Non lasciare che il mondo ti convinca a diventare ciò che non sei. E non dimenticare quella parte di te che gli altri giudicano ingenua, inutile, fuori posto: potrebbe essere proprio quella a salvarti. UN LIBRO CHE CRESCE INSIEME A CHI LO LEGGE: Questo libro merita di essere letto e condiviso fra generazioni perché parla ai bambini senza semplificare il mondo e agli adulti senza rinunciare alla meraviglia. Ci ricorda che crescere non dovrebbe significare dimenticarsi e che la libertà comincia talvolta dal coraggio di affermare una verità elementare. IO SONO UN ORSO: Alla fine, quando chiudiamo il libro, rimane una malinconia luminosa: quella di chi sa quanto sia facile perdersi e quanto sia prezioso ritrovarsi. Questo è il dono delle grandi favole: non ci insegnano qualcosa che non sapevamo, ma ci restituiscono ciò che avevamo smesso di ascoltare. La prima volta vediamo un orso. Poi vediamo un uomo, il mondo, noi stessi. E allora comprendiamo che la domanda della favola non riguarda soltanto chi siamo, ma ciò che siamo disposti a fare per non dimenticarlo.Perché a volte bisogna attraversare un mondo che ci dice continuamente chi non siamo, per ritrovare la voce capace di dirci chi siamo.
  • Due storie sporche

    Bennett, Alan

    • 09/10/2026 Segreti scabrosi
      Questo libro è composto da due storie separate. Mostra quanto le vite dei due protagonisti sfuggano o vogliano sfuggire dalle convenzioni e dall’abitudine. La trasgressione caratterizza questi due episodi, nel primo una pensionante diventa voyeur di due suoi inquilini e nel secondo, insospettabili omosessualità e tradimenti sono alla base di un banale rapporto tra coniugi. Un libro che è una critica ai luoghi comuni e dove una certa apparenza nasconde piccoli e grandi segreti di provincia
  • Tempo di uccidere

    Flaiano, Ennio

    • 08/10/2026
      Non il Flaiano dei calembour, ma godibile
      Flaiano racconta la storia di un tenente durante l occupazione dell Abissinia, e del gesto sciagurato che compie nei confronti di una ragazza locale. Questo innescherà una serie di disavventure per il tenente, che a poco a poco prende coscienza della sua condizione di imperialista. Non il Flaiano dei calembour e della dolce Vita, ma comunque godibile.