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I commenti più recenti

  • Metafisica dei tubi

    Nothomb, Amélie

    • 25/10/2026
      Daniela Bertoglio Da zero a tre
      Un'autobiografia che racconta i primi tre anni di vita di Amélie Nothomb, con molta ironia e anche tanta tenerezza. Una bambina che per i primi due anni non fa nulla, è un tubo digerente, mangia, digerisce, riempie i pannolini. Non parla, non interagisce con nessuno, non cammina, non gattona, non piange nemmeno. Un dio-tubo placido, sereno, ma anche apatico, sostanzialmente senza vita. Vita che esplode dopo due anni, ma si esprime solo con pianti ed urla, che si placano miracolosamente quando la nonna, belga, le fa conoscere il godimento assoluto: una tavoletta di cioccolato bianco, ovviamente belga. Attraverso il piacere, diventa una bambina tranquilla, ma è da quel momento in poi che crea ricordi della sua vita. E' un racconto di scoperte, disillusioni, Amélie parla giapponese, è convinta di essere giapponese come la sua adorata bambinaia, impara a leggere da sola, inizia a parlare anche in francese, rischia ripetutamente di annegare, nuota, ama la pioggia e fa mille considerazioni sui massimi e minimi sistemi. Insomma, un libro che è un condensato di pensieri e aforismi, ma sempre leggero e permeato di ironia. Nothomb all'ennesima potenza, per capirci.
  • Nella carne

    Szalay, David

    • 25/10/2026
      Roberta Critelli Anatomia di un algido smarrimento
      L'onestà intellettuale impone di riconoscere che Nella carne di David Szalay, pur vantando una scrittura affilata ed evocativa, rischia di lasciare il lettore a un palmo dal cuore dei personaggi. La scomposizione chirurgica dei desideri e dei fallimenti del protagonista restituisce un quadro di lucido e desolante realismo, ma l'impassibilità stilistica dell'autore finisce per trasformare il romanzo in un esercizio di stile glaciale. Manca quel sussulto di empatia o quella profondità di indagine capace di rendere la parabola umana di István davvero memorabile, riducendola a un algido resoconto di solitudini parallele. ​ Curiosità: la critica anglosassone ha spesso accostato la struttura essenziale e tagliente della prosa di Szalay a quella di una sceneggiatura cinematografica, dove i dialoghi ridotti al minimo lasciano quasi interamente allo spazio visivo il compito di raccontare la desolazione dei protagonisti
  • Il coccodrillo : un avvenimento straordinario, ovvero impasse nel passage

    Dostoevskij, Fëdor Mihajlovič

    • 25/10/2026
      Roberta Critelli L'assurdo nel ventre della bestia
      Il coccodrillo di Fëdor Dostoevskij è un esperimento satirico tanto bizzarro quanto feroce, in cui l'autore abbandona i toni cupi dei grandi romanzi per indossare la maschera del grottesco più surreale. La storia di un funzionario statale che viene inghiottito vivo da un rettile esotico in un passaggio commerciale di San Pietroburgo diventa il pretesto per una spietata presa in giro della borghesia dell'epoca, dei liberali da salotto e della cieca fede positivista. Tuttavia, l'opera risente di una genesi frammentaria e di un'ironia che a tratti si allunga eccessivamente, risultando meno incisiva e rifinita rispetto ad altri capolavori brevi dello scrittore russo, pur conservando lampi di genio caustico. Curiosità: questo racconto fu pubblicato nel 1865 sulla rivista Epoch (diretta dal fratello di Fëdor, Michail) e all'epoca molti lettori e critici contemporanei ci lessero una feroce frecciata satirica indirizzata contro Nikolaj Černyševskij e le sue idee materialiste, al punto da alimentare non pochi pettegolezzi sui rapporti tesi tra i due intellettuali russi
  • Racconti di Pietroburgo

    Gogolʹ, Nikolaj Vasilʹevič

    • 25/10/2026
      Roberta Critelli Il diavolo stesso accende le lampade solo per mostrare ogni cosa sotto una falsa luce
      Rileggere i Racconti di Pietroburgo di Nikolaj Gogol significa perdersi nei viali spettrali di una città che non è un semplice sfondo, ma un organismo vivente, cinico e allucinato. Da Il cappotto a La prospettiva Nevskij, l'autore smaschera con la sua ineguagliabile ironia grottesca le ambizioni ridicole e le tragedie silenziose di piccoli uomini schiacciati dalla macchina burocratica e dalle apparenze. Un capolavoro imprescindibile che sa unire il realismo più spietato a un fantastico tagliente, capace di mettere a nudo il vuoto dell'anima moderna con una lucidità che non smette di inquietare. Curiosità: la celebre frase "Siamo tutti usciti dal Cappotto di Gogol" — spesso attribuita a Fëdor Dostoevskij — sintetizza perfettamente come questo ciclo di racconti abbia di fatto inaugurato l'intera grande tradizione della letteratura russa moderna
  • Il gatto

    Simenon, Georges

    • 25/10/2026
      Ci eravamo tanto odiati
      Certamente qui non è l’amore a unire Marguerite ed Émile. Entrambi vedovi, e, probabilmente, questa è la sola caratteristica che li accomuna, oltre all'età: lui un ex muratore in pensione, con il fisico tarchiato segnato dal lavoro di una vita; lei di estrazione piccolo-borghese, proveniente da una famiglia agiata caduta in rovina, magra e quasi emaciata. Dapprima vicini di casa, si sono sposati in seconde nozze quando lui aveva sessantacinque anni e lei sessantatré. Un matrimonio nato già privo di passione, senza sentimento, che si nutre del nulla. O meglio, di rancore reciproco. Da tempo hanno smesso di rivolgersi la parola, confinati in un freddo silenzio. La comunicazione, ridotta al minimo, avviene esclusivamente attraverso bigliettini che si scambiano come armi. In questo clima soffocante, un gatto e un pappagallo assurgono essi stessi a protagonisti e bersagli del racconto. Un legame che affonda le sue radici nel risentimento e si alimenta quotidianamente di ripicche, dispetti e sospetti. Simenon si conferma maestro assoluto nel mettere a nudo la meschinità e la pochezza di cui i due personaggi sono permeati. La ricchezza dei dettagli non lascia quasi nulla all’immaginazione, restituendo intatte le sensazioni di solitudine, odio e infelicità per colpire direttamente il lettore, senza mediazione. Un racconto che scava nei lati più bui di una convivenza tenuta insieme da un unico, mostruoso collante: l’odio, paradossalmente necessario per tenersi aggrappati alla vita, quasi fosse un parafulmine contro la morte.
  • La notte di Natale

    Gogolʹ, Nikolaj Vasilʹevič

    • 25/10/2026
      Roberta Critelli La farsa dei cuori di ghiaccio
      Rileggere La notte di Natale di Nikolaj Gogol richiede di fare i conti con un racconto che, pur sfoggiando la sfolgorante inventiva verbale e il grottesco geniale dell'autore, finisce per risultare a tratti estenuante e discontinuo. La celebre scorribanda fantastica tra streghe volanti, chiavi di volta burocratiche e ciotole di gnocchi che si mangiano da sole è un capolavoro di folklore visionario, ma la dinamica romantica tra il fabbro Vakula e la civettuola Oksana mostra i limiti di una narrazione mossa più dalla caricatura che da un vero spessore psicologico. Un affresco festivo irresistibile nella sua satira dei vizi provinciali, ma che sul piano della tenuta narrativa accusa inevitabilmente il peso del tempo, scivolando talvolta in un bozzettismo compiaciuto. Curiosità: questo racconto fa parte della celebre raccolta Veglie alla fattoria perto di Dikanka, che Gogol scrisse da giovanissimo a San Pietroburgo, facendosi prendere da una tale nostalgia della sua Ucraina natale da tempestare la madre di lettere affinché gli spedisse descrizioni minuziose dei costumi popolari e delle leggende sui demoni.
  • Considera l'aragosta

    Wallace, David Foster

    • 25/10/2026
      Roberta Critelli Il cortocircuito della coscienza
      Considera l'aragosta mette in luce il genio inconfondibile di David Foster Wallace nel trasformare un reportage gastronomico in un implacabile esame di coscienza morale. Tuttavia, l'onestà intellettuale impone di riconoscere il limite di quest'opera: l'indagine sulla sofferenza animale resta inevitabilmente intrappolata in un vicolo cieco emotivo. L'autore decostruisce con lucidità le nostre ipocrisie quotidiane, ma finisce per arenarsi in un soliloquio sul proprio senso di colpa, offrendo un'analisi brillante e spiazzante che tuttavia non trova il coraggio di chiudere il cerchio etico, lasciando il lettore sospeso in un'ambiguità irrisolta Wallace lottò strenuamente per difendere ogni singola riga e nota a piè di pagina del suo testo. Di conseguenza, la famosa e spietata definizione del turismo psicologico fu mantenuta fin dalla prima stampa: "Come turista, diventi economicamente significativo ma esistenzialmente detestabile, un insetto su una cosa morta."
  • Come diventare se stessi : David Foster Wallace si racconta

    Lipsky, David

    • 25/10/2026
      Roberta Critelli L'infinita ricerca di ciò che siamo
      Attraverso uno sguardo incredibilmente lucido ed empatico sulla condizione umana, David Foster Wallace ci forza a smontare gli automatismi del nostro pensiero per scoprire la vera consapevolezza. Questo testo va oltre la classica crescita personale, trasformandosi in una vera prova d'autenticità che insegna ad abitare il presente. È una lettura brillante, affilata ed essenziale per non perdersi nella banalità del quotidiano. ​Curiosità: questo celebre testo nasce dal discorso pronunciato da Wallace nel 2005 ai laureandi del Kenyon College (This Is Water), poi trasformato in un cult letterario globale
  • David Foster Wallace Portatile

    Wallace, David Foster

    • 25/10/2026
      Roberta Critelli Il taccuino segreto del genio inquieto
      Il portatile (titolo originale Both Flesh and Not) di David Foster Wallace è una straordinaria raccolta postuma di saggi, appunti e riflessioni che attraversa i temi più disparati, dal tennis alla linguistica, passando per la saggistica letteraria e la depressione. Questo volume offre uno sguardo intimo e privilegiato nel laboratorio mentale dell'autore, mostrando il suo modo unico e ossessivo di interrogarsi sulla realtà e sulla lingua. Un'opera fondamentale per comprendere la grandezza e la sensibilità di una delle voci più importanti della letteratura contemporanea. Spoiler - - - - - All'interno della raccolta è custodito il saggio sul tennis Roger Federer come esperienza religiosa, dove Wallace descrive il campione svizzero non come un semplice atleta, ma come una sorta di entità spirituale capace di compiere miracoli estetici sul campo da erba.
  • Infinite Jest

    Wallace, David Foster

    • 25/10/2026 Roberta Critelli Il mattone postmoderno che ride della fine del mondo
      Infinite Jest di David Foster Wallace è un capolavoro monumentale e labirintico ambientato in un futuro distopico dove gli anni sono sponsorizzati da corporazioni e i giorni prendono il nome di prodotti commerciali. Al centro della narrazione ci sono le vicende bizzarre e dolorose degli ospiti di un centro di recupero per tossicodipendenti e degli studenti di un'accademia di tennis fondata da un eccentrico cineasta, il cui film omonimo è così letalmente divertente da uccidere chiunque lo guardi. Un'opera enciclopedica e straziante sulla dipendenza, la solitudine e il bisogno di connessione nella società moderna. Curiosità: Il romanzo è celebre per le sue 388 note a piè di pagina (alcune delle quali lunghe pagine intere) che costringono il lettore a un frenetico saltellare avanti e indietro tra le sezioni, un espediente geniale con cui Wallace voleva simulare la vertigine e la frammentazione mentale tipiche di una mente dipendente.
  • La scopa del sistema

    Wallace, David Foster

    • 25/10/2026
      Roberta Critelli L'apocalisse cartacea secondo David Foster Wallace
      La scopa del sistema di David Foster Wallace è un romanzo d'esordio vertiginoso, eccentrico e profondamente originale, che mescola la filosofia del linguaggio di Wittgenstein con trame surreali e bizzarre. Al centro della storia c'è Lenore Beadsman, una giovane centralinista che lavora per una ditta di tubi di gomma a Cleveland e si ritrova a fare i conti con la misteriosa scomparsa della nonna da una casa di riposo. Un'opera labirintica e ironica che esplora l'identità, il significato delle parole e il paradosso della comunicazione umana. Easter Egg: Il libro nasce come tesi di laurea in filosofia e inglese che Wallace discusse al Amherst College, e contiene un omaggio al suo amore per le citazioni nascoste: il nome della protagonista, Lenore, e il pappagallo che parla richiamano direttamente l'atmosfera e i temi del celebre poema Il corvo di Edgar Allan Poe.
  • Una cosa divertente che non farò mai più

    Wallace, David Foster

    • 25/10/2026
      Roberta Critelli Un naufragio di lusso tra ironia e onde alte
      Una cosa divertente che non farò mai più di David Foster Wallace è un reportage esilarante e spietato che smonta il mito della vacanza perfetta a bordo di una nave da crociera nei Caraibi. Con la sua inconfondibile lente iperanalitica, lo scrittore americano trasforma una settimana di presunto relax in un viaggio antropologico paradossale, tra buffet infiniti e l'angoscia esistenziale del divertimento obbligatorio. Un capolavoro di giornalismo gonzo che diverte e fa riflettere sulla società dei consumi. Curiosità: Il titolo originale scelto per l'articolo commissionato da Harper's era ben più lungo e irriverente: "Shipping Out: On the (Nearly Lethal) Comforts of a Luxury Cruise".
  • Il lamento del prepuzio

    Auslander, Shalom

    • 25/10/2026
      Roberta Critelli Fede, nevrosi ed altre catastrofi divine
      ​Il lamento del prepuzio di Shalom Auslander è un memoir dissacrante, doloroso e al contempo esilarante, che affronta il peso soffocante di un'educazione ebraica ortodossa con un umorismo nero graffiante. Con uno stile nevrotico e spietato, l'autore racconta il suo complicatissimo rapporto con un Dio vendicativo e onnipresente che sembra perseguitarlo in ogni gesto quotidiano. Una lettura liberatoria sulla ricerca della propria identità fuori dal dogma. Easter Egg: Oltre al palese omaggio nel titolo al celebre Il lamento di Portnoy di Philip Roth, il libro si chiude con un'esilarante preghiera in cui Auslander implora Dio di risparmiare la sua famiglia per le eresie scritte e di uccidere piuttosto Geoff Kloske, il suo reale editore alla Riverhead Books.
  • La setta delle ciambelle

    Lansdale, Joe R.

    • 25/10/2026
      Priscilla Ciufo intrigante
      la trama è carina si segue bene e risulta anche avvincente, tuttavia in alcuni passaggi secondo me è un po’ forzata la narrazione
  • Il diavolo e altri racconti

    Tolstoj, Lev Nikolaevič

    • 25/10/2026
      Roberta Critelli Il brivido della tentazione e il peso del destino
      ​"Il diavolo e altri racconti" è una lettura imprescindibile non solo per gli estimatori di Tolstoj, ma per chiunque ami la grande letteratura psicologica russa. Perfetto per chi cerca nei libri uno specchio profondo e spietato delle contraddizioni umane, della colpa, del desiderio e della morte. ​Meno adatto a chi cerca una lettura leggera o d'evasione; i racconti di Tolstoj scavano a fondo nelle zone d'ombra della coscienza e lasciano dietro di sé un forte strascico di riflessione malinconica.