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I commenti più recenti

  • I mostri

    Perez, Sébastien

    • 17/06/2026
      Mostri e paure
      Il grande libro cartonato fa parte della collana “L’Enciclopedia del meraviglioso”, con i testi di Sébastien Perez e le bellissime illustrazioni di Stan Manoukian: è un libro per grandi e piccoli, da sfogliare insieme, se possibile. I mostri non sono rappresentati in maniera “spaventevole” (insomma, sono meno mostri di quanto si immagini) e i disegni suscitano spesso un sorriso che aiuta ad esorcizzare ogni timore. Il volume non è solo un variegato catalogo di tutti i possibili ed immaginabili mostri (mitologici, marini, da fiera, di fantasia, della notte, delle leggende, creature mostruose, mostri creati dagli umani). Di ogni essere mostruoso o fantastico si accenna all’origine mitologica o letteraria (Dracula, Moby Dick, Mr. Hyde) o cinematografica (l’enorme Aragog della saga di “Harry Potter” o Godzilla); si segnalano le loro caratteristiche fisiche, i segnali che lanciano, le cose che li trasformano, le tracce che lasciano, i luoghi in cui si nascondono: anche i mostri talora hanno paura come quelli che si sottraggono alla vista negli armadi ed escono fuori solo quando non c’è nessuno. Vi sono le storie autentiche di coloro che sono stati considerati mostri, come Joseph Merrick, conosciuto come “The Elephant Man”, la cui storia è divenuta celebre grazie al film omonimo: umiliato e deriso per una deformità fisica, e mostrificato dai suoi simili, insensibili e crudeli. In due pagine sono rappresentati alcuni “Mostri sacri”, umani che si sono distinti quali portenti: il genio universale di Leonardo, la suprema intelligenza di Albert Einstein o l’affascinante bellezza di Marilyn Monroe. Testi ed immagini sono intervallati dal “racconto” che ha come protagonista un ragazzino di nome Lucas che si sente mostruoso perché così è stato definito da un suo coetaneo: cerca di fare di tutto per passare inosservato, ma alla fine deciderà di non entrare più in nessun armadio a nascondersi. A volte basta una coperta o chiudere gli occhi per cacciar via un mostro, a volte basta solo decidere di non avere più paura.
  • Dieci cose che ho imparato

    Angela, Piero

    • 17/06/2026
      Rosaria Bologna Per chi è in cerca di saggezza
      L’ultimo libro di Piero Angela è il suo lascito testamentario: è il suo ultimo dono di chiarezza e lungimiranza. Nel leggerlo, sembra di sentire ancora la sua voce pacata, che spiega e illustra i suoi ragionamenti sull’andamento del nostro Paese, e sulla necessità di cambiare alcuni atteggiamenti per il bene del Pianeta e della futura umanità, perché non si può solo pensare all’oggi e al domani. Intenso e profondo, fa emergere la nostalgia per quest'uomo così speciale, che riteneva giusto condividere con il grande pubblico le trasformazioni del mondo scientifico e della società moderna, per farlo evolvere e crescere.
  • Il coccodrillo di Palermo

    Andò, Roberto

    • 17/06/2026
      Rosaria Bologna Cosa si cela dietro l'apparenza
      Il libro narra di una investigazione condotta, dopo molti anni, sulla vera vita di un padre, agente dei servizi segreti italiani, da parte del figlio documentarista. La scusa per realizzare l'indagine è creata dal defunto, che chiede al figlio di restituire delle intercettazioni illecite, alle persone che sono state spiate. Il senso della storia non è facile da afferrare, e lo si comprende solo alla fine, quando il protagonista si imbatte nel coccodrillo di Palermo e capisce che tutto gira intorno alla "facciata" che ogni persona è costretta a costruirsi, a Palermo, per via del modo di vivere del luogo, che a lungo andare falsifica anche il rapporto con sé stessi, al punto di perdersi. Come dice il protagonista, il documentario è un film nel quale chi recita non è un attore, ma è una persona vera, che non vede l'ora di essere filmato perché in quel momento viene visto e ascoltato, ed "esiste". Il padre sapeva che il figlio avrebbe osservato le cose da un punto di vista diverso rispetto agli altri, e gli ha assegnato questo strano compito, affinché ripercorrendo le strade degli "spiati", cogliesse il filo rosso che li legava insieme - la vera vita del padre - e lo conoscesse realmente, senza più maschere e finzioni.
  • Ragazzo

    Naspini, Sacha

    • 17/06/2026
      Daniela Bertoglio
      Un'amicizia tra due adolescenti diversi e complementari: vengono tutti e due da un quartiere malfamato, hanno iniziato il liceo come due reietti, gli altri studenti li guardano storto, li isolano e bullizzano. Mentre Giacomo vuole crescere prima possibile per affermarsi e riscattarsi, Matteo è la sua ombra, il gregario perfetto, ma è anche consapevole che Giacomo senza di lui sarebbe perso. Quando in questa coppia di amici irrompono due "corpi estranei", una ragazza di cui si innamora Giacomo e una pistola, tutto deflagra inevitabilmente. Sacha Naspini ha il dono della sintesi, riesce a condensare una storia complessa, in poche pagine, senza perdere la profondità dei personaggi e senza perdere una trama compiuta e significativa. Chapeau.
  • Re per una notte

    • 17/06/2026
      Un film grandioso.
      La cui qualità è data da un cast di attori di elevatissima qualità e da una regia attenta, sicura. Una trama non scontata con inevitabile non sorpresa dell'Happy End americano. Un'interpretazione di De Niro sempre più che convincente. E' una storia americana. La strada per il successo è li e basta saperla trovare. Se questo significa andare fuori dagli schemi va bene. Si va fuori dagli schemi. Un inno ad un paese dove tutto è possibile. Dove le opportunità sono possibili. Un paese che nei film da sempre il meglio di se. Nella realtà chissà.
  • Il gioco del potere : romanzo

    Rampini, Federico

    • 17/06/2026
      Quando un libro...
      ...viene scritto a quattro mani la qualità ne risente. Due fratelli, un padre ed il figlio o la figlia il risultato ne risente. E questo libro, a mio avviso, non sfugge da queste considerazioni. A metà da un Wilbur Smith e la sua Saga dei Courtney ed un saggio di geopolitica della miglior tradizione il libro risulta pesante. Scontato. Già prima della metà si sospetta l'epilogo. Eppoi anche questo epilogo. I buoni che sono sempre belli ed ho il sospetto che ballino anche bene e di là i cattivi. Stupidotti, chissà perché, potentissimi destinati, non se ne può davvero fare a meno, alla sconfitta. Preferivo di gran lunga un Rampini più raffinato, più colto, più coraggioso. Tiene famiglia anche lui ed ha il mutuo da pagare.
  • Vedove di Camus

    Rui, Elena

    • 17/06/2026
      Teresa Lapegna
      La narrazione parte dal tragico incidente avvenuto il 4 gennaio del 1960, in cui lo scrittore Albert Camus perse la vita a quarantasei anni, sconvolgendo l’intero panorama letterario e affettivo. Fra le persone più turbate da questa improvvisa scomparsa ci sono Francine, la moglie, e Catherine, Mette e Maria, le amanti. Quattro donne che hanno profondamente amato Camus, gli sono state vicine, divenendo per lui figure fondamentali nella sua storia di uomo e di scrittore. L’autrice racconta queste quattro vite diverse, legate dall’amore per la stessa persona, e ci restituisce il ritratto intimo dell'uomo Camus più che del letterato (Premio Nobel della letteratura nel 1957), mostrandocelo nelle vesti di un uomo sensibile, marito, padre e amante. A unire ancora queste quattro donne ci sarà il lutto, e anche questo evento sarà vissuto in modo personale, unico, spesso silenzioso. Sicuramente un romanzo ben scritto, che ci rappresenta modi diversi in cui l’amore può esprimersi e rendere felici.
    • 08/06/2026
      Beatrice Ferlito Quattro diari intimi
      Interessante la prospettiva sotto la quale la scrittrice ci rappresenta il personaggio di Albert Camus. Utilizza lo sguardo delle quattro donne che sono state le sue compagne, tra le quali la moglie, che nel momento dell'incidente mortale del 4 gennaio 1960 si trovano a vivere contemporaneamente lo stesso dolore. Non si celebra lo scrittore premio Nobel ma si delinea il profilo privato dell'uomo. Ogni singola esperienza di vita raccontata dalle quattro "vedove" delinea il ritratto di un uomo complesso, sicuramente sensibile, infedele e geloso allo stesso tempo, malinconico ed impetuoso, ma soprattutto devoto all'Amore di cui era alla costante ricerca. Un sentimento vissuto apertamente, senza sotterfugi perché ognuna sapeva delle altre, basato su affinità intellettuali e non solo sul trasporto fisico. Attraverso il ricordo di ciascuna, si comprende l'eredità spirituale ed umana che Camus ha lasciato e che ha influenzato profondamente le loro vite future tanto da poter serbare di queste relazioni un ricordo vivido e renderne testimonianza fino alla fine dei loro giorni. Albert Camus ha saputo creare dei legami indissolubili. Con un tono garbato, quasi carezzevole, Elena Rui fa esprimere alle quattro protagoniste le loro intime riflessioni su quello che ha rappresentato l'incontro con lo scrittore e come la sua presenza sia stata permeante e decisiva nelle loro vite. Lettura consigliata.
  • Acqua sporca

    Uyangoda, Nadeesha

    • 17/06/2026
      Teresa Lapegna
      Neela è emigrata dallo Sri Lanka in Italia, che è diventata la sua nuova casa, per necessità. Qui si adatta a fare la badante/domestica in una famiglia milanese. Dopo qualche anno, la raggiunge la figlia. Entrambe, dunque, affrontano molte separazioni, che elaborano in maniera diversa. La madre piega la testa al bisogno e accetta la nuova vita senza farsi troppe domande, con l’obiettivo di assicurare un futuro migliore alla propria famiglia. La ragazza, invece, reagisce in modo completamente diverso: la sua strategia è mettere distanza dal suo paese d’origine per poter vivere appieno il presente e affrancarsi dal dolore della doppia appartenenza. Questo le consentirà di integrarsi con meno fatica, costruirsi una solida vita affettiva e trovare spazio alla sua energia creativa. Ad un certo punto del racconto Neela, anche se realizzata ed autonoma dal punto di vista professionale, decide di tornare a casa. L’autrice descrive sia il punto di vista della donna, migrante di prima generazione, per la quale il ritorno rappresenta un tentativo di riconciliazione con una perdita mai approfondita emotivamente; sia la prospettiva della figlia, migrante di seconda generazione, che ha vissuto tutta la sua giovane vita nella tensione di costruire la propria integrazione. La narrazione dedicata allo Sri Lanka è particolarmente interessante: un paese stravolto da trent’anni di guerra civile, segnato da varie colonizzazioni e permeato da credenze che l’immigrato fatica ad abbandonare. Dal testo affiora anche la rabbia verso le disuguaglianze. L’Italia è insieme spazio di accoglienza, ma anche luogo in cui le barriere sociali si fanno sentire, facendo emergere la frustrazione della protagonista ad essere percepita più come forza lavoro e adatta solo a ruoli subordinati, come quello della cura. Il titolo è emblematico di come anche dall’acqua sporca, in questo caso associata al sangue dell’emigrante, possano costruirsi vite ricche e creare legami importanti. Il testo è curato, ben strutturato narrativamente: una lettura, in sintesi, vivamente consigliata.
  • Il ritorno di Lilith

    Haddad, Joumana

    • 17/06/2026
      Tuffo in un mito antico
      Tuffo in un mito antico che sa di ribellione e libertà. Lilith, la prima donna creata dalla terra, non dalla costola di Adamo, emerge in queste pagine come un urlo di indipendenza. Haddad la fa parlare con voce poetica, a tratti oscura, ma sempre affascinante. Non è un libro facile: non è una storia lineare, a tratti si è spiazzato. Ma se si ascolta, abbeverandosi dalle immagini e dalle parole, si scopre una Lilith che è molto più di un demone: è la prima donna che ha osato dire no.
  • E Dio la creò cattiva... : Tamar, Lilith, Giuditta: l'altra Bibbia

    Barducci, Maria Cristina

    • 17/06/2026
      Quando la Bibbia non è solo Eva
      È un saggio che scava nelle pieghe dei testi sacri e apocrifi per tirarne fuori le storie di donne che la tradizione ha cercato di nascondere, demonizzare o addomesticare. Tamar, Lilith, Giuditta: tre figure che, ognuna a modo suo, hanno sfidato l’ordine patriarcale, spesso pagando un prezzo altissimo. Lilith, la prima donna di Adamo, non è solo una nota a piè di pagina del Genesi, ma una ribelle che si rifiuta di essere sottomessa. Tamar, la nuora di Giuda, usa l’astuzia per ottenere giustizia in un mondo che le nega ogni diritto. Giuditta, l’eroina che decapita Oloferne, è molto più di una santa icona: è una stratega spietata. Queste donne non sono “eroine” nel senso classico. Sono complesse, a volte ambigue, spesso scomode. E proprio per questo sono affascinanti. Consigliato!
  • Maledetti uomini

    Walden, Andrev

    • 17/06/2026 Carmelina D'alessandro bellissimo
      un grande piacere leggere la storia di questo ragazzino, entrare nei suoi pensieri, crescere con lui e guardare dal suo punto di vista i tanti adulti che frequenta e che rendono la sua vita veramente movimentata, un libro di facile lettura e che fa pensare, molto bello anche nella descrizione dei luoghi e della natura della svezia
  • Il partner

    Grisham, John

    • 16/06/2026
      Non si può prevedere tutto
      Giallo di avvocati e truffe milionarie. Patrick si è finto morto e ha rubato 90 milioni di dollari viene ritrovato in Brasile, torturato per cercare di farsi dire dove sono i soldi e rimpatriato a forza grazie all'FBI. Una volta rientrato rischia pesanti condanne e succede di tutto, ma Patrick sembra avere previsto ogni cosa per uscirne. Ma non tutto si può prevedere... Legal thriller ricco di colpi di scena, non prende subito il lettore, ma poi lo intriga.
  • La vita normale

    Reza, Yasmina

    • 16/06/2026 Dario Snaidero Frammenti di umanità
      Bel libro. Il titolo originale, “Storie (Racconti, Narrazioni) di certi fatti”, mi sembra più appropriato e rispecchia lo sguardo pieno di “pietas” dell’autrice. Il libro raccoglie le sue impressioni, fulminee, su persone a lei note o su altre incontrate per lo più nelle aule dei tribunali penali. L’autrice si concentra sui dettagli, quelli che sfuggono ai giornalisti di nera, per cogliere l’anima dei fatti. La loro essenza, mi verrebbe da scrivere. Se il fatto si limita a dire che una mattina di novembre Fabienne Kabov è partita con la figlia di quindici mesi, il suo racconto si concentra sul filo di sangue sotto l’occhio e sul braccino levato in aria della piccola annegata. Sono racconti brevissimi, alcuni di una pagina o meno, eppure ognuno di essi presenta un frammento di vita. La scrittrice si nasconde dietro le persone che descrive che non sono delle semplici fotografie ma, appunto, persone. Persone vere. Reali. Nel racconto “Disperatezza”, parola arcaica del più corrente “Disperazione”, per esempio, Dalila, la figlia, e la madre, ancora così piacevole, non sono solo disperate sono sconfitte perché nessuno, in quell’aula di tribunale, ha tempo di capire per davvero la loro storia. E che dire delle storie di J. con uomini mai innocui, in “Una cosa nuova”. Io non scivolo negli inferi aggrappata a una ringhiera, dice di sé. Io scivolo e resto giù.
  • La sonnambula

    Pitzorno, Bianca

    • 16/06/2026
      Paolo Galati finalista al premio strega?
      sinceramente mi aspettavo di meglio, si legge bene, scorrevole ma la trama è piatta, scontata e direi monotona. storia per me poco interessante
  • Stella randagia

    Ventre, Piera

    • 16/06/2026
      Daniela Bertoglio
      Un romanzo con tante sfaccettature, gotico per certi aspetti, ma anche avvolto di realismo magico per altri, una storia ambientata nella Napoli dei primi anni del '900, con protagonista ed io narrante una donna, Esterina, che, grazie ad un prete, abbandona il suo paesino sulle montagne friulane per andare in una ricca famiglia napoletana ad occuparsi d una bambina di 7 anni, Malvina, intelligente e geniale, ma nata con una serie di deformità congenite. Una bambina che la famiglia rifiuta, e tiene segregata in casa, con un padre che la ignora completamente, scrive per un giornale ma vorrebbe fare il poeta, pur non avendone le capacità, una madre bellissima ma fredda e infelice, una zia paterna bigotta all'ennesima potenza. Esterina ha un passato doloroso che il suo inconscio vuole dimenticare, ma nella piccola Malvina, con le sue visioni, gli spettri che popolano le stanze del palazzo nobiliare, trova la sua dimensione e una nuova prospettiva di vita. Su tutto incombe l'arrivo della cometa di Halley, foriera forse di un'apocalisse o di un riscatto e di una nuova vita. Un romanzo scritto divinamente, con uno stile raffinato e poetico. Un libro da non perdere, davvero.