I commenti più recenti
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Elogio dell'ignoranza e dell'errore
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31/01/2026 Dario Snaidero So di non sapereQuesto libricino può sembrare come una contraddizione a chi abbia avuto modo di leggere “Con parole precise” dello stesso autore. Perché elogiare l’ignoranza e l’errore se la scrittura, e quella civile in modo particolare, è, deve essere, eseguita con parole precise? A tacere, poi, che sbagliare è fallire e l’ignoranza relega alla marginalità. E, invece, l’autore ne fa un elogio. È necessario allora leggerlo con attenzione per non incorrere nell’errore, mi si passi la ripetizione, di sottovalutarlo. Nella post fazione, Carofiglio spiega come gli errori, gli insuccessi e i fallimenti nascondano, a volte, possibilità fenomenali. A un atleta una frase del genere è, perfino, scontata. A me lettore, al contrario, pone alcuni problemi. Se, per esempio, in un curriculum, o in un colloquio di lavoro, evidenziassi l’importanza dei miei fallimenti, di sicuro non verrei assunto. Eppure, anche io, come l’autore, sono contro le verità infallibili e assolute e contro un certo narcisismo auto assolutorio che attribuisce a entità mai definite e definibili, gli altri, la società, i fallimenti e solo a me stesso i successi. Mi viene in soccorso, traendolo da reminiscenze scolastiche, il concetto del dubbio critico e creativo, quello di Socrate, per intendersi, contro il dubbio scettico che paralizza qualunque azione se non, appunto, in presenza di certezze assolute. Socrate usò la metafora del lavoro della madre, una levatrice, per spiegare come dal buio, dal dubbio, si traggano le verità. Carofiglio, con la sua scrittura elegante e appassionata, mi invita a un cambiamento nel mio modo di pensare. Ad accettare, a ben vedere, quello che vivo ogni giorno. Un insieme di successi e di fallimenti. Di verità e conoscenze che ignoravo e che ho scoperto e imparato a fatica. Il libretto, allora, è un elogio del mio non sapere che è diventato un sapere, che ho messo in dubbio, anzi, in alcuni casi, ho dovuto mettere in dubbio, per creare nuovo sapere. Un lavoro affascinante che continua ancora adesso e che non termina mai.
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Con parole precise : breviario di scrittura civile
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31/01/2026 Dario Snaidero Saper scrivere. La grandezza della scritturaLa diatriba tra l’eleganza raffinata, e un po’ ricercata, di Cicerone e la brevitas, l'equilibrio tra sintesi e chiarezza, di Giulio Cesare è nota a chiunque abbia una seppur vaga conoscenza della letteratura latina. È di questo equilibrio che scrive Carofiglio in questo libro, che preferisco rispetto alla nuova edizione del 2025, e non è un caso che sia Primo Levi a difenderne la chiarezza, e l’eleganza, come un dovere etico di qualsiasi scrittore. Eppure, qualsiasi scrittore è convinto di essere preciso e ho trovato quasi provocatorio il titolo. “Breviario”, inoltre, nel significato di breve compendio di qualcosa, è termine abbastanza comprensibile anche se poco usato. "Scrittura civile” necessita, al contrario, di una spiegazione. L’aggettivo “civile”, innanzitutto. Io sono un “civis”, un cittadino, ed è a me quindi che Carofiglio si rivolge. Prendo, allora, solo due argomenti di questo bel libro, letto d’un fiato e riletto con molta attenzione. Eliminare il superfluo e l’uso delle metafore. Eliminare il superfluo dalla scrittura è, appunto, la cifra della “brevitas”. La chiarezza. La nudità della concisione e, allo stesso tempo, l’eleganza della scrittura. Saper racchiudere in poche parole concetti ed espressioni complesse senza essere banali o oscuri. Senza, aggiungo io, nulla togliere alla musicalità delle parole stesse. E poi c’è l’uso delle metafore e non c’è chi non conosca il potere evocativo delle stesse. Berlusconi, scrive Carofiglio, ne fece un uso devastante per gli avversari e contro la sua “discesa in campo” nulla poté la “forza tranquilla” di Achille Occhetto nelle elezioni del 1994. Più di recente, aggiungo, Papa Francesco inventa la metafora della cultura dello scarto e quella del costruire ponti e non muri per definire la società per davvero “civile”. Viene allora da chiedersi se esistano esempi di questa scrittura civile che sa usare parole precise. Carofiglio non li indica e, forse, non rientrava nello scopo del suo libro. A me viene in mente il titolo di un capitolo di “Se questo è un uomo” di Primo Levi: I Sommersi e i Salvati, come categoria distintiva degli abitanti di un Lager. È una metafora di una chiarezza spietata ed è esempio, a mio avviso, di una scrittura civile tesa a non dimenticare. Lo scrittore, Primo Levi in questo caso, si assume la responsabilità che ogni sua parola colpisca al cuore il lettore, precisa come una freccia.
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A casa prima di sera : romanzo
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31/01/2026 Barbara Ciucarilli Bel romanzoNon il libro horror che fa tremare di paura, ma di certo un ottimo libro ben scritto e dall'ottima trama. Le ultime 70 pagine sono eccellenti
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Sherlock Holmes : il segno dei Quattro
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31/01/2026 Quando Holmes incontra la monotonia e la sfida..."Il mio cervello, – cominciò, – è refrattario a ogni forma di ristagno intellettuale. Datemi dei problemi da risolvere, o del lavoro da sbrigare, o il piú inesplicabile crittogramma da decifrare, o l’analisi piú complessa da chimificare e mi troverò nell’habitat che mi è piú consono: allora potrò fare a meno degli stimolanti artificiali; ma io aborrisco la monotona routine dell’esistenza: adoro gli stati di esaltazione mentale." Holmes non vive per l’azione o per il successo sociale, ma per il problema in sé, per la sfida intellettuale. Dal punto di vista stilistico, Doyle riesce a rendere affascinante il ragionamento logico, trasformando l’analisi in narrazione e facendo della mente umana il vero campo d’azione del romanzo. Proprio questa centralità assoluta di Holmes può diventare un limite. Gli altri personaggi risultano talvolta funzionali, quasi appiattiti, e l’intreccio tende a ruotare sempre intorno alla superiorità intellettuale del protagonista. Il testo colpisce per la sua forza concettuale: celebra l’intelligenza come forma di ribellione alla banalità dell’esistenza. Holmes non è solo un detective, ma un simbolo dell’uomo moderno che cerca senso nell’analisi e nella conoscenza.
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Donne donne
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31/01/2026 Divertenti donneDonne diffidenti, donne che storpiano le parole, donne che ascoltano, donne osservatrici… un universo di donne descritte in brevi episodi che l’autore, con la tipica ironia rende protagoniste anche del surreale. Un libro di velocissima lettura arricchito di bellissimi disegni, opera del fratello dello scrittore.
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Le donne dei Calabri di Montebello : romanzo
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31/01/2026 Barbara PetiRomanzo storico in cui le donne vivono controcorrente. Molto articolato, bello ed intenso. Uno spaccato del secolo XXVII che ci illustra come gia' esistevano donne moderne e uomini d'avanguardia.
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Frantz
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31/01/2026 Barbara Petifilm molto delicato che scopre i sentimenti umani sul perdono e sulla colpa. Bellissime le alternanze tra bianco e nero(rimorso) e colore(vita). Si scava a fondo sul senso di colpa e sul significato del sacrificio dei figli nella guerra. In fondo sono i padri che hanno mandato i figli a morire... grande intensita' anche nel rimorso
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L'uomo del sole
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30/01/2026 Poco ispiratoQuesto poliziesco di Deaver mi è parso poco ispirato. Qualche spunto interessante, ma che non viene approfondito, e la trama procede stancamente lasciando un senso di incompiuto.
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Assolutamente musica
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30/01/2026 Una intervista sulla musica con l’amico direttore d’orchestraPiù che un’intervista, uno scambio tra amici tra un’appassionato e uno stimato professionista della musica. Ascoltano, commentano i più grandi autori e i più bravi esecutori
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Gli antropologi
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30/01/2026 CarinoStoria intima e attuale, seguiamo la protagonista nelle sue riflessioni e osservazioni della vita quotidiana, il punto di vista di una giovane coppia immigrata in una grande città, sospesa tra le radici lontane e una vita futura ancora da definire.
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Le sette lune di Maali Almeida
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30/01/2026 Romanzo interessanteUn viaggio complesso e spericolato nello Sri Lanka degli anni 90, tra un aldilà caotico e guerra civile.
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Il filo infinito : viaggio alle radici d'Europa
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30/01/2026 ...San Benedetto da Norcia...santo protettore d'Europa. Rumiz ci descrive non tanto e non solo un viaggio tra i conventi benedettini d'Europa molto interessante e con un linguaggio non comune, ma soprattutto indica come i conventi benedettini siano stati secondo lui la base su cui è stato pensato il concetto d'Europa. Ora et labora. Lavoro non chiacchiere.
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Lo sbilico
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30/01/2026 Daniela Bertoglio diario di una psicosiSi tratta di un memoir spietato, una descrizione minuziosa di un disagio psichico importante, tremendamente sincero e privo di autocompiacimento. Un racconto che emoziona e non lascia indifferente chi lo legge, Alcide Pierantozzi è riuscito a descrivere le sue allucinazioni così bene da farmele quasi condividere mentre leggevo questo libro. Scrive divinamente, il suo è un italiano originale, con termini desueti e fantasiosi, con le parole ci gioca, sembra quasi che siano parte della sua malattia e della sua cura. Cresciuto in una famiglia disfunzionale, con una madre traumatizzata dalla perdita del secondogenito, nato con malformazioni e morto dopo pochi giorni, che va quotidianamente al cimitero con Alcide bambino, poi lo mette a dormire e se non dorme lo picchia selvaggiamente, e un padre che non ha mai accettato la malattia del figlio, che ha chiesto alla moglie di fare una scelta impossibile, e che nega la malattia psichica, tanto da venir definito il Negazionista. La madre, a sua volta malata, con un tumore e problemi di deambulazione, non può mai venir meno al suo ruolo di organizzatrice della vita del figlio, perché amministra le sue numerose medicine, le visite mediche tra l'Abruzzo, le Marche e Milano, eccetera. Ho trovato particolarmente toccante la parte che riguarda l'infanzia dell'autore, il suo rapporto con i nonni, gli animali, la campagna.
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La fabbrica delle stelle
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30/01/2026 Mario Benvenuti e sono 4la serie di Lamanna e Piccionello è veramente gradevole, come gia scritto, con le battute brucianti di Lamanna si potrebbe scrivere un rappone (che io odio) e qui, finalmente, Lamanna si prende un cikkettone che pensavo: non arriva mai? e glielo propina prorpio l'amicone Piccionello, voce gentile ma ferma, facendogli capire che se ha perso il Viminale e la vita falsa di Roma, ha guadagnato Makari, amicizia e carezze familiari, oltre che Suleima che deve essere una fimminazza col botto. non rimane che augurarci che Savatteri ne sforni qualche altro
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L'ultima briscola, ovvero Quando i nodi vengono al pettine : romanzo
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30/01/2026 Daniela Bertoglio La vendetta di SaettaUn giallo interessante, per nulla banale, ambientato a Sestri Ponente, alla fine degli anni '50. Non ci sono tra i personaggi le sorelle Devoto, ma c'è il maresciallo Galanti e la sua squadra di carabinieri, già conosciuti nei romanzi che avevo letto precedentemente. Lo stile narrativo di Renzo Bistolfi è garbato, piacevole, la trama assolutamente non scontata, e i personaggi sono credibili, molto umani. E' una storia che parte una quindicina di anni prima, con dei fascisti che dopo aver commesso ogni nefandezza nel 1945 scappano in Cile, ma poi tornano a Genova, e, con altri compaesani provenienti da una cittadina piemontese, si incontrano per giocare a briscola tutti i mercoledì sera. Ma vengono riconosciuti da chi non ha ancora chiuso i conti con loro, e, uno per volta, li fa fuori. Consiglio l'audiolibro, splendidamente letto dall'autore.
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