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I commenti più recenti

  • No sleep till Shengal

    Zerocalcare

    • 12/05/2026
      Paolo Galati buon seguito
      segue kobane , ti porta a suo modo a conoscere avvenimenti atroci.
  • Morte di un matematico napoletano [Videoregistrazione]

    • 12/05/2026
      Rosaria Bologna L'angoscia del genio
      Film di esordio (1992) del regista napoletano Mario Martone e di esordio cinematografico dell'allora attore di teatro Toni Servillo, è liberamente ispirato all'ultima settimana di vita del genio matematico Renato Caccioppoli (1904-1959), docente di matematica pura all'Università di Napoli e membro dell'Accademia dei Lincei. Come molti matematici, Caccioppoli era psicologicamente tormentato dalla soluzione di difficili problemi matematici, e la separazione dalla moglie e certi pesanti legami familiari (era nipote di Bakunin) lo resero alcolista. Non riuscendo a trovare una via d'uscita dai propri problemi esistenziali, e non potendo contare su amici veri e disinteressati, decise di porre fine alla sua vita, come ultimo gesto di libertà estrema.
  • I convitati di pietra

    Mari, Michele <1955- >

    • 12/05/2026
      Il re è nudo
      Se ci sono argomenti tabù in narrativa, sono i soldi e la morte. Ebbene Michele Mari ne "I convitati di pietra" li affronta entrambi, e lo fa con sarcasmo feroce. La riffa, sottoscritta a Milano tra compagni di scuola maturandi a beneficio del sopravvissuto più longevo, viene rimpinguata ad ogni cena annuale, a ogni "notte dopo gli esami" di Stato, dati nel 1975. Lo schema di "E non ne rimase più nessuno" (ovvero "Dieci piccoli indiani" di Agatha Christie) qui si ferma a meno due; tanti sono i vecchissimi superstiti agli eventi più strani e agli incidenti più spettacolari occorsi in un settantennio. Tra i personaggi, mI è piaciuto (il vero) Gene Hackman, l'attore evocato per tutto il romanzo. Nonostante il testo sia scritto molto bene, la trama è, a mio modesto parere, complessivamente debole.
    • 07/05/2026
      Beatrice Ferlito Un gioco ad eliminazione
      Michele Mari non delude mai. Questo libro è una meraviglia nell'intreccio perfetto, nella scrittura impeccabile, nella scelta interessante dei tipi umani. Trenta compagni di classe, dopo un anno dall'esame di maturità, decidono di stringere un patto di affiliazione che li legherà per il resto della vita. Quella trovata, nata per gioco, col tempo diventerà un'ossessione, un pensiero distorto: chi più, chi meno, inevitabilmente muterà la propria visione dell'altro vedendolo come un rivale da superare nella corsa della vita. Anche se l'idea di versare un contributo monetario ogni anno, fino a quando rimarranno in vita solo tre vincitori, può sembrare inverosimile è, però, lo spunto per esplorare un possibile alter ego di ognuno di loro. Il premio finale, di cui non si preciserà mai l'ammontare, è proprio nella spinta per restare vivi, per sviluppare un'attaccamento alla vita, per guardare al futuro con la speranza di raggiungere ancora degli obiettivi. Nel contempo cimentandosi in un agone con sempre meno freni morali, manifestano tutto il loro cinismo e l'egoismo più bieco diventando capaci di ricorrere a stratagemmi tra i più vari come macumbe, ricatti, induzione al suicidio e, addirittura, omicidi commissionati. In questo gioco di forze Mari accende un faro sulle umane miserie e debolezze che non si smette mai di scoprire, anche in persone insospettabili in cui il meglio e il peggio spesso coesistono. Nel libro non si percepisce un intento giudicante bensì uno sguardo divertito soprattutto quando lo scrittore indugia sulle manie e i vizi di alcuni personaggi. Ognuno dei trenta concorrenti ha vita nel romanzo in quanto partecipante alla riffa ed ogni azione o pensiero converge nel piano del gioco, compresa l'elencazione delle malattie che, periodicamente, viene aggiornata e che spinge qualcuno, perfidamente, a scommettere o fare pronostici. Qualche accenno alle vite private serve solo ad identificare i personaggi (l'architetto, l'avvocato, l'insegnante, il venditore di auto ecc.) mentre il loro ruolo cresce e si qualifica nella relazione degli uni con gli altri giocatori come in una partita. Possiamo concludere che il meccanismo generato dal gioco è l'ossatura del racconto scandendone il ritmo e l'evoluzione. La bellezza del libro scaturisce dalla rappresentazione della vita per come è, con le sue ombre, ma anche con la possibilità che sentimenti di amicizia, amore e solidarietà possano, anche quando sembra impensabile, trovare spazio. Il finale arriva ad essere poetico! Consigliatissimo.
    • 04/05/2026
      Conto alla rovescia, scontato
      Una classe di trenta liceali si impegna a reincontrarsi ogni anno dopo l'esame di Stato, sottoscrivendo una riffa a beneficio degli ultimi tre sopravvissuti. E' un lunghissimo conto alla rovescia che dura quasi settant'anni, divertente e grottesco, con liste aggiornate di malattie, terapie mediche e decessi. A sprazzi la storia - non scevra di sentimenti e descrizioni di costume - mi ha ricordato qualcosa di "Compagni di scuola" (1988), il miglior film di Carlo Verdone. E in qualche modo il mondo del cinema entra qui con il ripercorrere saltuario della filmografia dell'attore Gene Hackman, alla cui morte nel 2025, quella sì da "noir", si accenna. E' Hackman è il vero convitato di pietra del romanzo dall'inizio alla fine, nel 2037, quando rimasti vivi due ultranovantenni, la riffa cambia destinazione. Il testo, in rosa al Premio Strega 2026, pur ben scritto, non mi ha convinto.
    • 30/04/2026
      Daniela Bertoglio
      E' un romanzo scritto bene, un noir grottesco dalla trama sicuramente originale, ma debole secondo me, perché mi sembra davvero inverosimile che una classe intera di studenti continui a vedersi regolarmente, ogni anno, e tutti continuino a versare regolarmente una somma, definita "non alta ma nemmeno irrisoria" in un fondo destinato ai soli tre che, dopo una settantina e passa di anni, riusciranno a sopravvivere agli altri 27. Un gioco assurdo, dalla durata lunghissima, che parte nel 1975, un anno dopo la maturità, e va avanti fino al 2053. Una lotteria bizzarra quanto mostruosa, che riesce a tirare fuori il peggio dalla maggior parte degli ex studenti, che invecchiano progettando le altrui morti, e, in qualche caso, mettendole anche in pratica. Michele Mari ha il dono della scrittura, ma personalmente ho trovato sgradevole l'uso dell'articolo davanti al cognome delle protagoniste femminili, avrei preferito l'utilizzo del nome proprio per chiarire il sesso del personaggio.
  • Come l'arancio amaro

    Palminteri, Milena

    • 11/05/2026 La ricerca delle origini
      Un libro con una trama piacevole e una storia che si sdoppia tra il periodo del primo dopoguerra e gli anni ‘60 del novecento. Ambientanto in Sicilia, inizia tra vecchie e decadenti nobilità, antichi fasti e consolidate prepotenze e miseria nelle campagne e grande disparità sociale. Varia umanità viene descritta, tra chi vive di ricordi, chi inizia a creare una nuova ricchezza ( ma è privo dell’agognato titolo nobiliare), albori di mafia e avvento del fascismo. Un contratto di compravendita di immobili e terreni è il corrispettivo per un tristissimo nonché illegale scambio. La vicenda è interessante anche perché loschi personaggi diventano giustizieri, una madre rinuncia con strazio al proprio figlio per assicurargli un futuro di serenità, privandolo e privandosi di un amore reciproco comunque indissolubile. Un libro che rivela la grande difficoltà a chiudere con il passato, che sempre può tornare. Scorrevole, nonostante le numerose citazioni dialettali, comunque opportune
  • Intermezzo

    Rooney, Sally

    • 11/05/2026
      Ugo Di Giammatteo Convenzioni
      Un periodo difficile della vita di due fratelli e di tutte le persone che gravitano intorno a loro: questa è il racconto che ci consegna Sally Rooney. Due fratelli apparentemente diversi e contrapposti che nascondono le proprie debolezze e che lottano contro le convenzioni: l’uno per essere innamorato perdutamente di una donna più grande di lui, l’altro per non saper decidersi fra due donne. È un libro sui sensi di colpa, inutili ma radicati nella cultura cattolica, e sulla difficoltà di vivere la propria vita senza condizionamenti e con gioia. Anche Sally Rooney rifugge le convenzioni: il suo è uno stile inconsueto e affascinante: le scene, i pensieri, le frasi si mescolano mettendo in evidenza la complessità dei personaggi e i loro sentimenti spesso inconfessabili e contraddittori. Una specie di “stream of consciousness 2.0” che sembra confondere e in realtà illumina. Un libro davvero straordinario.
  • Sorgenti

    Lafon, Marie-Hélène

    • 11/05/2026
      Vero
      Ho trovato questo piccolo libro veramente coinvolgente e vero.
  • Il gioco della notte

    Läckberg, Camilla

    • 11/05/2026
      Daniela Bertoglio
      Siamo a Stoccolma, a capodanno, e due ragazze e due ragazzi, coetanei, liceali che si conoscono praticamente da quando sono nati, visto che anche i loro genitori sono amici fra loro e abitano tutti vicini in un quartiere esclusivo, festeggiano ubriacandosi, impasticcandosi, giocano a Monopoli rivelando a poco a poco le loro fragilità ed il loro odio per i loro genitori, che in effetti sono uno peggio dell'altro. E' un romanzo breve, ambientato in poche ore, con personaggi che dovrebbero tutti indistintamente essere seguiti dai servizi sociali, che probabilmente evitano di occuparsi delle famiglie della borghesia più ricca, purtroppo. Finale esplosivo, nel senso più letterale possibile, per una storia che mette tanta tristezza. I personaggi sono parecchio stereotipati, tutto è estremizzato, e alla fine risulta artificioso e poco credibile.
  • Il respiro : una decisione

    Bernhard, Thomas

    • 11/05/2026
      Daniela Bertoglio Duello con la morte
      Nel 1949, a 18 anni, Thomas Bernhard venne ricoverato in ospedale per una polmonite trascurata, che presto si trasformò in pleurite, e, nel 1978, raccontò questa drammatica esperienza nel terzo, dei cinque volumi che compongono la sua autobiografia. Quando, dopo alcuni giorni di sostanziale incoscienza, si rese conto di esser stato trasferito in una stanza che era l'anticamera dell'obitorio (stanza per la quale inventò il termine "trapassatoio"), e che il degente del letto di fronte al suo era morto, Thomas decise di voler vivere a tutti i costi, e di non arrendersi. Nella sua corsia, gli altri pazienti erano tutti anziani, e tutti avevano le ore contate, lui era l'unico giovane, e l'unico a sopravvivere all'estrema unzione, che il cappellano dell'ospedale impartiva almeno due volte al giorno ai malati che le suore gli indicavano come i più gravi. Qualche giorno prima di lui, nello stesso ospedale, era stato ricoverato suo nonno, la persona che più aveva amato e amava al mondo, e la sua ripresa, la sua lenta guarigione era scandita dalle visite che il nonno gli faceva ogni giorno. Però ad un certo punto il nonno morì improvvisamente, e tutto sembrò crollare intorno a Thomas, anche se poi prevalse comunque la voglia di vivere. Dal trapassatoio venne poi trasferito in un convalescenziario, che però era anche un sanatorio per tisici, e infatti poi si ammalò di tubercolosi polmonare e andò in un vero e proprio sanatorio. E' un flusso di memoria continuo, senza capitoli, e persino senza paragrafi, l'autore non va mai a capo, per tutte le 125 pagine. Thomas Berhard fa delle continue ripetizioni il suo stile di scrittura, ripete lo stesso concetto in maniera ossessiva più volte, cambiando ogni volta solo un paio di parole, ma il risultato non è sgradevole, né noioso, il lettore viene "risucchiato" in questo vortice affabulatorio, non può fare altro che abbandonarvisi, e godere della lettura.
  • Soldati di salamina

    Cercas, Javier

    • 11/05/2026
      Un romanzo storico al di là dei classici. Con stile pulito e scorrevole racconta della guerra di liberazione della Spagna dal franchismo.
  • Platone : una storia d'amore

    Nucci, Matteo

    • 11/05/2026
      Seguendo Platone con una "telecamera a spalla"
      Nel romanzo mi sembra che il narratore abbia seguìto Platone con una "telecamera a spalla" per l'intera vita. "I Greci hanno detto tutto", mi disse il mio vecchio professore di filosofia; ed io, manuale di Nicola Abbagnano alla mano, mi appassionai alla disciplina che nasceva dalla meraviglia e dal desiderio di conoscenza, innamorandomi proprio dei miti di Platone che, mosso dall'amore (dio Eros), cercò sempre la bellezza e la giustizia in nome della verità, come racconta Matteo Nucci in qs romanzo magnifico. Leggendolo, mi sembra di essermi seduta accanto a Platone, ad Atene, sul Pireo, a guardare il mare.
    • 05/05/2026
      Teresa Lapegna Una grande racconto di vita
      Il libro racconta la storia di Platone e dei suoi viaggi, il suo struggente rapporto con Socrate, la fondazione dell’Accademia. La struttura portante è l’eros, che infiamma il filosofo e divora la sua anima: “…diventare un essere unico, ma anche perdere la propria libertà…”, in una Grecia che non pone barriere all’espressione amorosa e che accetta la presenza delle donne nei luoghi del sapere. Tutto il romanzo ha un andamento lirico, che cattura il lettore, e gli fa superare senza alcuna difficoltà la densità e la corposità del racconto. Ho gustato ogni pagina: ogni descrizione della natura, delle albe, dei tramonti, dei posti frequentati, delle donne importanti della sua vita, mi ha regalato emozioni e mi ha fatto condividere le sue passioni. Grande scrittura, dotta ma scorrevole. Decisamente un libro da non perdere e che spero venga premiato.
    • 27/04/2026
      Bellissimo ROMANZO-SAGGIO di amore, filosofia e poesia
      Questo romanzo su Platone è compendioso e appassionante. Racconta in modo mirabile la vita e il pensiero dell'aristocratico Aristocle, detto Platone per le larghe spalle. Il filosofo greco, nato nel 428 a.C. ad Atene, fu discepolo di Socrate, e, dopo l'esecuzione capitale di quest'ultimo, viaggiò in Egitto e nella Magnagrecia, in particolare a Siracusa, per tornare sempre ad Atene, dove portava in dote i suoi componimenti scritti in giro per il mondo; frequentò l'Accademia, ebbe contatti con Aristotele e morì nel 328 a.C. Affiancano l'indomito e laborioso protagonista, oltre alla famiglia, i suoi amici di filosofia e d'amore, perché, come egli confessa a Dione "l'amicizia è vera e definitiva solo quando dentro di essa vi è questa condivisione completa che è amore" (pag. 407). Fu scrittore poetico e filosofico; e la "questione platonica", come la definì Nietsche due millenni dopo in "Al di là del bene e del male", riguarda lo sviluppo dell'anima e dello spirito di Platone: l'anima che creò la dottrina delle Idee, o delle Forme, e lo spirito che divulgò i suoi convincimenti coi "Dialoghi", vivendo con prudenza in tempi difficili per chi come lui cercava la Verità. Secondo Matteo Nucci, autore di questo testo scorrevole e documentato, il tutto ruota intorno al punto nodale dichiarato dallo stesso Platone: "Amare sempre, per sempre. Lottare per la giustizia con tutto l'amore che c'è. Di Due Uno, terra e cielo. Non c'è altro da fare" (exciplit). In rosa per lo Strega 2026, a mio avviso, merita la vittoria essendo un testo di gran lunga superiore agli altri. LO RACCOMANDO VIVAMENTE
  • Viva la libertà

    Andò, Roberto

    • 11/05/2026
      Rosaria Bologna Rassegnati: questa volta vinciamo!
      Un problema che cresce sempre più e non si riesce a risolvere. Che fare? Sparire. Anche solo per vedere cosa accade senza la persona sulla quale tutto converge. E' questo quello che pensa il capo del principale partito italiano di opposizione quando vede i sondaggi precipitare. E così Enrico si allontana da casa, nel cuore della notte, senza dire nulla a nessuno e si rifugia a Parigi a casa di una sua vecchia fiamma. Ma è legge di natura che se si lascia uno spazio vuoto qualcuno lo riempirà, e in questo caso tocca al fratello gemello del politico - Giovanni - filosofo e ballerino, uscito da poco dal manicomio, salvare le apparenze. Inaspettatamente, però, le cose migliorano, perché Giovanni ha capito che quello che serve al partito politico è la volontà di vincere e governare il Paese, e tanta onesta passione per il bene della gente. Poi, all'improvviso, Giovanni sparisce nel nulla (anche lui) proprio quando Enrico decide di rientrare a casa. L'epilogo del film resta misterioso e fa sorridere, perché non si capisce se a ripresentarsi nella sede del partito e riprendere la vita del politico, sia un Giovanni diventato un po' più serio, oppure un Enrico divenuto un po' più folle. E' un film a tratti divertente (vedi la prima intervista a Giovanni) e molto intenso. Invita a riflettere sull'immagine che ogni persona ha di sé e del proprio lavoro, sulla "paura" dei politici di avere successo e assumersi la responsabilità di governare il Paese (e la propria vita) per mancanza di un leader che indichi la via da percorrere e guidi il cammino, e sulla necessità di difendere le proprie esigenze ed ispirazioni personali e fare spazio alle persone che si amano, anche quando il lavoro non lo consente: l'empatia verso sé stessi (e la popolazione da governare) come chiave di successo.
  • Mia madre

    • 11/05/2026
      Barbara Peti
      Nanni Moretti superbo, anche qui come i precedenti film abbiamo la descrizione psicologica dei personaggi molto accurata, lo shock della malattia della madre, la figura di riferimento per tutti, descritta con delicatezza ma anche con confusione . Molto bello il ricordo che si fonde con il presente e con l'immaginario . una ricerca tra la sofferenza quando si smette di essere figli e si incomincia ad essere solo persone.
  • Il ritorno di Rachel Price

    Jackson, Holly

    • 11/05/2026
      Barbara Peti
      Un libro scritto molto bene, la storia cammina ricca di colpi di scena e di inaspettati ribaltoni di personaggi ma e una storia sconvolgente sulla ricerca della verità e sulla paura di scoprire chi è davvero la tua famiglia… una famiglia piena di segreti in quietanti a dir poco. una storia anche sulla crudelta' ma anche sulla speranza. Si ribadisce la bravura della scrittrice.
  • A qualcuno piace caldo [Videoregistazione]

    • 11/05/2026
      Barbara Peti
      Molto divertente, una Marilyn Monroe veramente sexy , un gioco di luci quando lei canta che la illumina come un falo' la storia e' moltp carina , a tratti surreale , in cui due uomini si fingono donne e vanno a suonare in un orchestra solo femminile, li conosceranno veramente le donne.
  • Buonvino e il circo insanguinato

    Veltroni, Walter

    • 11/05/2026 La malinconia del circo
      Questo libro non mi è piaciuto. È bella la descrizione della malinconia del circo, della comunità chiusa, della decadenza.. questo si. Ma la storia in sé è abbastanza scarsa. La trama è un poco debole. Sono invece belle le sensazioni descritte e che probabilmente ognuno di noi prova di fronte agli artisti che si esibiscono per un applauso o una risata, sfidando talvolta la sorte o agghindandosi in modo ridicolo. Buonvino è sempre analitico e abbastanza solitario