I commenti più recenti
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Haiku for a season
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13/10/2026Leggere Zanzotto è scoprire come il tempo lasci il segno e i brevi momenti rimangano eterni per gli occhi di chi li nota. Zanzotto torna a scrivere grazie a questi pseudo-haiku e commuove. Natura e interiorità si sovrappongono a formare immagini della stagione del titolo.
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Il cavaliere dei sette regni
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13/10/2026 Il mondo di Westeros senza i draghi.Il mondo di Westeros per me è un po' come tornare a casa. Questi racconti,seppur con una vena di leggerezza data dai due protagonisti, ci riportano nel mondo intrighi e colpi di scena del Trono di spade. Bisogna essere un po' avvezzi ai millemila nomi dei Targaryen e alle loro parentele, ma superato l'ostacolo è una lettura davvero piacevole. Dal primo racconto per adesso è stata tratta anche la serie tv, con il protagonista Egg, davvero eccezionale!
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La musica dei cattivi : classica e colonne sonore
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13/10/2026 La musica dei cattiviUn saggio veramente interessante e ben scritto che analizza le colonne sonore (soprattutto di musica classica, ma fa anche riferimenti a musiche originali) utilizzate per i cosidetti "villain", rendendoli immediatamenti riconoscibili e in alcuni casi anche iconici. Un viaggio nel cinema e nella musica davvero pacevole e di facle lettura.
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Il giardino delle ombre : romanzo
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13/10/2026 Stefania Calo' Arte e crimineHo appena terminato di leggere questo libro per arrivare preparata alla presentazione in biblioteca e non vedo l'ora di conoscere il suo autore! È il secondo che leggo con la continuazione della storia di Nemo Sperati alle prese col passato del padre che si intreccia sempre a qualcosa. Da Madrid a Venezia e Roma una corsa contro il tempo per trovare e fermare un nuovo serial killer. Interessante!
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24/09/2026 Quando l’arte e il crime si incontranoUna narrazione che ho fatto un po’ fatica a seguire e con la quale, forse, non sono mai riuscita a entrare davvero in sintonia. Sono rimasta per buona parte del romanzo una sorta di “spettatrice esterna”, senza quel coinvolgimento che mi porta a sentirmi dentro la storia. Questo, naturalmente, non significa che il libro meriti un giudizio negativo: credo semplicemente che i thriller non siano un genere particolarmente congeniale ai miei gusti e che anche lo stile di Zilahy non sia riuscito a trascinarmi completamente. Ho trovato invece molto interessante l’ibridazione tra storia dell’arte e crime, soprattutto per il modo in cui il romanzo conduce alla scoperta del *Trittico del giardino delle delizie* di Hieronymus Bosch, un’opera che, lo ammetto, conoscevo poco. Il riferimento al dipinto e alle sue simbologie è stato per me l’aspetto più stimolante della lettura e mi ha incuriosita al punto da voler approfondire la storia e il significato dell’opera. La vicenda si muove tra Madrid e Roma. Al Museo del Prado, durante il restauro del celebre trittico, viene scoperto un dettaglio inquietante nel pannello dell’Inferno, mentre a Roma prende avvio un’indagine legata a un omicidio dai risvolti misteriosi. Le due vicende finiscono per intrecciarsi attraverso simbologie e riferimenti artistici, coinvolgendo anche Nemo Sperati, esperto di Belle Arti e consulente della polizia. Non entro volutamente nei dettagli dell’indagine, perché credo che in un thriller sia giusto lasciare a chi legge il piacere della scoperta. Quello che invece mi ha un po’ spiazzata è stata la costruzione della storia: ho trovato un numero eccessivo di personaggi, non sempre strettamente legati tra loro o necessari, e alcuni passaggi mi sono sembrati poco pertinenti o difficili da collocare all’interno dell’intreccio. In alcuni momenti mi sono persa proprio nella parte investigativa, che ho seguito con una certa fatica. Anche l’atmosfera gotica, presente qua e là, non è particolarmente nelle mie corde. Ho percepito inoltre qualche citazione un po’ banale e, più in generale, una certa discontinuità nel ritmo. La scrittura di Zilahy è densa, cerebrale e ricca di descrizioni dettagliate. Se da un lato questo contribuisce a creare scenari suggestivi ed evocativi, dall’altro rende la narrazione poco lineare e, in alcuni passaggi, mi ha fatto perdere il filo. Nel complesso, una lettura con luci e ombre che conferma la mia distanza dalle atmosfere e dalle dinamiche di questo tipo di narrativa.
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L'incredibile, prima di colazione : strane storie per cominciare bene la giornata
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13/10/2026 Mario Benvenuti come da altro commentoLucarelli, in questo caso, deve essere stato fagocitato (credo si dica così) dalla casa editrice ad una operazione commerciale, su scritti di altri, peccato.
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Il complotto dei Calafati
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13/10/2026 Mario Benvenuti 'sta Clarail libro è bello come i precedenti, forse un po pomposo nel tratteggiare la società un po trallallero, ma la storia è itrigante, anche se si capisce subito il colpevole, tradito solo dalla propria onestà intellettuale quasi per amore, un amore tradito.
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Hereafter
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13/10/2026 bellissimoI film di Eastwood non passeranno mai di moda, questo poi, ti da fiducia. Rivisto dopo tempo consigliatissimo, quasi epico.
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I ragazzi della Nickel : romanzo
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13/10/2026E' uno di quei libri che non riesci a smettere di leggere. Con i suoi libri C.W. denuncia la vergogna del razzismo negli Stati Uniti. La storia dei ragazzi della Nickel è ispirato ad avvenimenti realmente accaduti in un riformatorio in Florida.
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Preraffaelliti : rinascimento moderno
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13/10/2026 La nascita della Confraternita dei Preraffaelliti tra ribellione artistica e ritorno al MedioevoLa Confraternita dei Preraffaelliti viene fondata nel settembre del 1848 da William Holman Hunt, John Everett Millais, Dante Gabriel Rossetti e suo fratello William Michael Rossetti. A loro si uniscono lo scultore Thomas Woolner, il pittore James Collinson, il letterato Frederick George Stephens e, poco dopo, Walter Howell Deverell e Charles Allstone Collins. Tutti, tranne William Michael Rossetti, provengono dalla Royal Academy Schools: la prestigiosa, anche se un po' intorpidita, organizzazione nazionale dell'arte, fondata nel 1786 da Sir Joshua Reynolds e destinata a diventare uno dei primi bersagli degli studenti ribelli.Esplora Mostre Attraverso Ford Madox Brown giungono alla Confraternita quegli ideali cristiani primitivi che hanno caratterizzato l'esperienza dei Nazareni tedeschi, diffondendo il mito del Medioevo come epoca più vicina alla natura e a un ordine stabilito da Dio. Fin dai primi mesi del 1848 i giovani frequentano un piccolo club di disegnatori, The Cyclographic Society, nel quale è consuetudine sottoporre il lavoro di ciascuno a un giudizio comune. In questi luoghi discutono d'arte e riesaminano criticamente gli Antichi Maestri.
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La zona fatua
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12/10/2026 "io vorrei essere solo una parte di quel soffio"E' il 1993 quando Mattotti e Kramsky pubblicano la zona fatua, una storia in sette capitoli. Protagonista è "Sottovoce", un uomo con una voglia che gli deturpa metà del viso e che si sveglia nella zona fatua, un mondo tra l'onirico e il misterico. Inizia un viaggio tra sensazioni e ricordi che forse porterà alla guarigione o alla dissoluzione alchemica. Qui l'arte di Mattotti è ai massimi livelli e sublima il testo surrealistico di Kramsky. Un libro in cui bisogna immergersi ed assaporarlo, a momenti, chiudendo gli occhi e facendo risuonare le parole come un' arpa eolica.
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Appunti per un naufragio
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12/10/2026 Lepas che scorticaÈ un racconto che si snoda attraverso la sventura di chi, per scampare a fame, guerre e devastazioni (comprese quelle climatiche), affronta viaggi dall'esito sempre incerto. E quando si riesce ad arrivare, ciò che sta nel mezzo resta inenarrabile: la violenza dei "mercanti" di uomini e la furia degli elementi naturali. L’osservatorio di Enia è Lampedusa: “da lepas, lo scoglio che scortica, eroso dalla furia degli elementi, che resiste e conferma una presenza, anche solitaria, nella smisurata vastità del mare aperto. Oppure, Lampedusa da lampas, la fiaccola che risplende nel buio, luce che sconfigge lo scuro.” Le storie dei migranti si compongono attraverso le voci di chi vive la realtà degli sbarchi: la guardia costiera, i pescatori, i mediatori culturali, i volontari e i testimoni che riescono miracolosamente ad approdare. A questa cronaca pubblica si sovrappongono gli "appunti" privati dell'autore: la lotta impari contro la malattia in famiglia e il peso della perdita, bilanciati da un'intimità essenziale fatta di sguardi e poche parole tra padre, figlio, fratelli e nipoti. Enia restituisce la dimensione del dolore collettivo e personale senza cedere a retorica, morbosità o edulcorazioni. La sua è una prosa poetica e al contempo chirurgica, che costringe a guardare la realtà senza filtri. Così com’è. Per chi vuole davvero vedere. “Possiamo essere neri, verdi o rossi, ma dentro abbiamo tutti ossa bianche”
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Un romanzo russo
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12/10/2026 Daniela BertoglioSe ci fossero le olimpiadi dei narcisisti, probabilmente Carrère vincerebbe la medaglia d'oro nella categoria scrittori, perché i suoi romanzi partono sempre dal suo vissuto personale, dalla sua storia, e ruotano intorno a lui. Però, a differenza di altri autori altrettanto auto referenziali, Emmanuel Carrère non è mai indulgente verso se stesso, lui si mette a nudo davvero, mette in mostra i suoi lati peggiori, i più meschini, i suoi difetti li sbandiera con onestà, e un pizzico di compiacimento, ma dà l'impressione di essere obiettivo, non si auto assolve, e questo fa sì che molti dei suoi lettori (o almeno la sottoscritta) nel leggerlo non si sentano dei guardoni, non provino imbarazzo, e divorino i suoi libri. In questo romanzo, in particolare, parte dall'idea di raccontare la storia del suo nonno materno, un nobile georgiano russofono, che dopo la rivoluzione d'ottobre perse tutto e finì a Parigi, dove, a differenza del resto della sua famiglia, non trovò il suo posto nel mondo, si ridusse a fare lavoretti saltuari, si arrabattò, e alla fine il suo odio per i comunisti russi lo portò a diventare un collaborazionista dei nazisti, e a essere vittima, a guerra più o meno finita, di un sequestro e a sparire nel nulla. Una perdita feroce che diventa una macchia indelebile per la madre di Carrère, che era legata alla figura paterna, ma temeva anche che la rivelazione della sua storia potesse nuocerle politicamente. Quindi diventa un personaggio amato ma rimosso, e Carrère, scatenando le ire materne, decide di scriverne in questo romanzo, anche se poi lo fa in maniera discontinua e poco approfondita, ne parlerà più dettagliatamente nel suo ultimo libro, Kolchoz. Però parte comunque per la Russia, per studiare il russo e poi per dirigere un documentario, Retour à Kotelnitch, che verrà poi presentato alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2003. Il documentario e anche il romanzo raccontano la vita in questa cittadina della Russia profonda, fatta di povertà, tanto alcol, speranze, sogni infranti. Ma contemporaneamente Carrère descrive anche il suo tormentato rapporto con Sophie, e come è nato il racconto Facciamo un gioco, che nell'estate del 2002 venne pubblicato su Le Monde, creò parecchio scandalo, e uscì poi in Italia nel 2004 per Einaudi. Tutto il racconto è contenuto nel romanzo, che svela anche come fosse stato scritto per cementare la complicità, anche sotto il profilo sessuale, della coppia, e che invece contribuì alla sua dissoluzione.
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[4]: Missione per la gloria
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12/10/2026 Stefania Calo' Il leone e il serpenteL'ho appena finito di leggere e penso che dovrò ordinare il successivo perché la storia si interrompe sul più bello e devo sapere cosa succederà... neanche questa volta i nostri eroi hanno trovato il vero lieto fine, ma verità e falsità sono spesso difficili da riconoscere. Un po' lento in alcuni punti ed anche violento perché alcuni personaggi hanno fatto una brutta fine, ma mi sono affezionata ai nostri eroi di cui seguiamo l'evoluzione. Consiglio la lettura
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Tokyo
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12/10/2026 Tōkyō inaspettata.Un interessante reportage su Tokyo al di là dei luoghi comuni e dei posti turistici. Ho trovato particolarmente interessanti gli articoli sul quartiere Kabukichō, su i ragazzi perduti di Tōyoko e sul keirin.
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Io che ti ho voluto così bene
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12/10/2026 Intenso, appassionante, bellissimoE' il secondo libro in assoluto di Roberta Recchia, la storia riparte dal primo libro 'Tutta la vita che resta', parte da un suo filone e prende vita propria. E' la storia della famiglia dell'assassino del primo libro, della distruzione di una famiglia che ha cresciuto al suo interno con amore uno stupratore e assassino e di cui ne pagheranno tutto le conseguenze: Luca il fratellino che è costretto a trasferirsi e lasciare alle spalle tutta la sua vita e anche i suoi genitori, sua madre che muore di dolore e non riuscirà mai ad accettare quello che ha fatto il figlio maggiore, suo padre carabiniere accusato per lungo tempo di aver 'usato' la divisa per coprire il figlio. E' un libro intenso, pieno di amore ma anche di dolore, rabbia, malinconia....ti insegna a vedere le cose da prospettive diverse. Scritto magistralmente devo dire che Roberta Recchia ha fatto centro anche con questo secondo romanzo,
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