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I commenti più recenti

  • Roma : il racconto di due città

    Manacorda, Daniele

    • 03/08/2026
      Daniele Di Ceglie
      L’archeologia medievale della città di Roma è una disciplina tutto sommato recente e gli studiosi che vi si dedicano cercano di ricostruire l’aspetto della città nei lunghi secoli del Medioevo attraverso i pochi resti sopravvissuti ai dissennati “sventramenti urbanistici attuati a partire dalla fine del XIX secolo e poi portati radicalmente a compimento negli anni Trenta del secolo scorso” (pag. 155) “Purtroppo la grande quantità di scavi praticati a Roma a partire dal 1870 non hanno tenuto in considerazione la natura del sedime urbano che fu sterrato senza attenzione alcuna alla sua composizione “ (pag.161). La particolarità di questo libro, rispetto ad altri sulla Roma medievale, è che cerca di far luce su quella che l’Autore chiama la “terza dimensione” cioè le vicende che portarono alla formazione del “sedime urbano” , quell’innalzamento del suolo urbano che ha fatto sì che la città antica prima e poi anche parte di quella altomedievale venissero sepolte sotto vari strati di terra. Un processo, peraltro non uniforme, cui hanno contribuito eventi naturali (le alluvioni del Tevere), catastrofi (terremoti), eventi bellici e, ovviamente, l’azione dell’uomo. Un processo che il prof. Manacorda illustra con grandissima competenza, chiarezza di esposizione e semplicità di linguaggio che non sempre si riscontra in pubblicazioni di questo genere. Un viaggio davvero appassionante alla riscoperta di una Roma per troppo tempo trascurata – e maltrattata – perché offuscata dalle vestigia antiche. Non mancano le sorprese (almeno per quanto mi riguarda) come il fatto che “la diffusione massiccia e quasi massiccia del campanile” come tipologia architettonica avvenne solo con lo sviluppo urbanistico negli anni del pontificato di Pasquale II (1099 – 1118) (vedi cap. 7 “Due Rome”)
  • L'alba dei leoni : la saga dei Florio : le origini

    Auci, Stefania

    • 03/08/2026
      La storia dei Florio prima che i Florio diventassero i Leoni di Sicilia. Il terzo capitolo (in realtà il primo) di una delle saghe famigliari più avvincenti degli ultimi anni racconta le origini di quella che assurgerà a ricca e potente dinastia, a capo di un impero imprenditoriale. Ma in questo libro siamo ben lontani dalle fortune commerciali costruite tra Otto e Novecento. Con una prosa coinvolgente, la Auci ambienta il romanzo nella seconda metà del Settecento, a Bagnara Calabra, in una società ottusa e fortemente patriarcale: qui vive Vincenzo Florio 'u forgiaru, il fabbro che racchiude il mondo entro le quattro mura della bottega, là dove l'unica fiamma che arde è quella del crogiolo. Sarà la ribellione e la determinazione di Francesco, un "caniceddu" divenuto uomo troppo in fretta, a scardinare per primo queste convinzioni. E anni dopo sarà un altro figlio, Paolo, a tradire le aspettative paterne e ad esprimere uno spirito visionario che gli consentirà di uscire dagli stretti confini della terra natale, una terra che troppo spesso trema e si spacca lasciando macerie e disperazione. In questo contesto dove gli uomini decidono le sorti della famiglia ed alle donne tocca solo "portare pazienza, lavorare, fare figli e stare mute", saranno proprio le donne Florio a fare da collante, con l'affetto ma anche con la fermezza ("Una famiglia è come una stoffa: il marito è l'ordito, quello che dà la struttura. La moglie è la trama, quella che dà la morbidezza, il colore, la resistenza, e i figli sono i fili che la decorano. Più compatta è la trama, più robusta è la stoffa"). Pagine intense, talvolta intrise di commozione, ci conducono fino al punto da cui eravamo partiti, anni fa, incontrando per la prima volta Paolo, Ignazio e Giuseppina che, in fuga da un terremoto devastante, solcavano la distesa azzurra del mare, "indifferente alla guerra e alla pace, a Dio e agli uomini", incontro al destino che li stava attendendo.
    • 12/07/2026
      Paolo Galati bello ma non all'altezza degli altri della saga
      bel libro, come sempre ben scritto ma non riesce ad essere all'altezza degli altri volumi della saga dei Florio
  • 2 rapine, 1 giorno

    Canale, Alessandro <1958- >

    • 03/08/2026
      Daniela Bertoglio Il leggendario controsgobbo
      Ho preso in biblioteca questo libro solo perché sulla copertina era scritto che la prefazione era di Marco Malvaldi, così, sulla fiducia, e non ne sono rimasta delusa, anzi, è stata una piacevolissima scoperta questo romanzo. Un noir ambientato a Roma alcuni anni fa, con un ladro a mezzo servizio che lavora anche come attrezzista a Cinecittà, che fa un colpo clamoroso, andando a pestare i piedi alla malavita vera, che stava progettando lo stesso furto (fa quello che nel gergo viene detto "controsgobbo"), quindi compie un secondo crimine, per essere arrestato e crearsi quindi un alibi perfetto, ma finisce a Rebibbia per 7 anni. Una dozzina di anni dopo si è rifatto una vita come ristoratore, ma quando sarebbe arrivato il momento di tirare i remi in barca e andare ai Caraibi a godersi il frutto del famoso colpo, tutto viene rimesso in discussione. Un romanzo scritto bene, con uno stile ironico e divertente, un senso del ritmo perfetto, davvero molto molto carino.
  • L'africano

    Le Clézio, J. M. G.

    • 03/08/2026
      Un uomo, il padre dello scrittore, che ha abbandonato le comodità dell'Europa per immergersi completamente nella realtà africana, diventando un medico di giungla che lotta contro le epidemie con mezzi di fortuna. L'Africa lo ha trasformato, rendendolo al contempo rigido ed eroico.
  • La vendetta del perdono

    Schmitt, Éric-Emmanuel

    • 03/08/2026
      Nella mia testa scorrono le parole lette, fino a tardi per portare a termine la lettura di questo libro, formato da 4 racconti. Odiare o perdonare la persona che ti ha fatto del male, e lui si deveve amare o perdonare. Giocando in modo elegante e garbato, i mostruosi personaggi diventano umani. Libro che fa riflettere e molto
  • Vivere : il conto alla rovescia

    Sansal, Boualem

    • 03/08/2026
      diagnosi e profezia
      Il conto alla rovescia è iniziato, c'è bisogno di un risveglio delle coscienze. La tesi profetica è che l'umanità non si distruggerà per un incidente cosmico o per la sola cattiveria dei "cattivi", ma per l'infinita stupidità e pigrizia dei "buoni".
  • Il padrone

    Parise, Goffredo

    • 02/08/2026 Alessandro Paparelli "il padrone"
      un libro così attuale da lasciare perplessi , descrive usando una scrittura fluida bellissima nella forma , un mondo che aimé viviamo quotidianamente. La rassegnazione ad un possibile cambiamento ,l' accettazione passiva al potere nei padroni del mondo che si proclamano nuovi imperatori portatori di valori sublimi universali , anziché usare l'iniezione vitaminica penetrano le nostre coscienze e il nostro spirito critico attraverso l' utizzo spregiudicato dei social .
  • Domani interrogo

    Cenciarelli, Gaja

    • 02/08/2026
      Rossella Ricciotti non male
      un pò confusionario per il continuo sbalzo temporale
  • Buddha sulla riva

    Sukegawa, Durian

    • 02/08/2026 Delicato, profondo e intenso.
      Ultimo romanzo di Durian Sukegawa arrivato in Italia con la traduzione di Laura Testaverde. La storia di un uomo che vive ai margini della società, a causa di una vita segnata da difficoltà economiche e scelte sbagliate, si intreccia in maniera del tutto fortuita con altre esistenze simili alla sua. Sulle rive di un fiume, tra lamiere e scarti, nasce per la prima volta nel suo cuore il senso di una famiglia: la possibilita di sentirsi riconosciuto, supportato, di sapere che anche una vita come la sua può avere un valore. L’autore, capace di descrivere con delicatezza e senza ipocrisia ciò che spesso resta invisibile; di guardare alle ferite di una società con sguardo profondamente umano e mai giudicante. Un’opera profonda, capace di trovare la luce nell’oscurità umana, che merita assolutamente di essere letta.
  • Pilato : indagine sull'uomo che uccise Gesù

    Centini, Massimo

    • 02/08/2026
      Indagine scrupolosa ma che non può portare a conclusioni
      Questo saggio esaminata in dettaglio le (scarse) informazioni disponibili sul personaggio storico di Pilato. Sfortunatamente, a parte i Vangeli e qualche epigrafe, le fonti risalgono per lo più a diversi secoli dopo gli avvenimenti e, spesso, sono contraddittorie e smaccatamente di parte, innocentiste o colpevoliste. Quindi saggio interessante, ma che non porta ad alcuna certezza.
  • Il sogno della macchina da cucire

    Pitzorno, Bianca

    • 02/08/2026 Le discriminazioni
      Un libro molto bello e sicuramente da leggere. Siamo in Italia tra il 1800 e il 1900, in una città di provincia non identificata. La voce narrante è dapprima una bimba, orfana dopo un’epidemia, rimane a vivere con la nonna, dapprima serva in famiglia e poi sarta, sia a domicilio sia presso la propria abitazione. Impara il mestiere della nonna, con competenza e impegno e grazie alle frequentazioni delle case nobili, impara a leggere e scrivere. Quando la nonna muore, continua la sua vita da artigiana, la sartina, e vive con grande sacrificio nel piccolo alloggio in affitto in un vicolo. Narra di famiglie che frequenta, matrimoni di convenienza, impossibilità di indipendenza da parte delle donne se non serve o lavoranti, critiche di paese e maldicenze, avidità e eredità . Il buon carattere, l’onestà, fedeltà e impegno le permettono di avere buone amicizie, sempre mantenendo le dovute distanze di rango, mai approfittando delle situazioni in modo materiale, mostrando invece solidarietà e comprensione. Schiva ai pettegolezzi ed ai pretendenti, rischia addirittura l’accusa di prostituzione, che per il periodo storico le sarebbe costata la reclusione in una casa di tolleranza. E la macchina da cucire? Beh è una grande protagonista, regalo di una vera amica e aiuta nel lavoro di sarta, snellisce e sveltisce qualche fase… ma non solo. Un romanzo sulla indipendenza, sulla libertà, sui sogni di ieri che sono anche i sogni di oggi.
  • Storia di Roma

    Ziolkowski, Adam

    • 02/08/2026
      Daniele Di Ceglie
      Sono solo parzialmente d’accordo con il commento precedente. È un testo che privilegia l’analisi socio - politica, e anche economica, rispetto alla narrazione degli eventi bellici (per quello esiste un’infinità di manuali); quindi le “schede” (questo il loro nome nell'indice del volume) sono strumento quanto mai utile, e interessante, per un ulteriore approfondimento dei temi trattati nel corso dell’esposizione che precede ciascuna di esse. Quanto alla critica che esse spezzino il ritmo della lettura, osservo che la maggior parte sono poste a termine del paragrafo cui si riferiscono, di rado lo inframezzano; e comunque nulla vieta di rimandarne la lettura. Interessanti alcuni paragoni tra l’imperialismo dei Romani e quello dell’Unione Sovietica che l’Autore, polacco, ha sperimentato. Segnalo l’interessante capitolo “L’esercito romano a partire da Diocleziano” e la relativa scheda “Cosa non ha funzionato ?” Da almeno trecento anni gli storici non fanno che enumerare le possibili cause della caduta dell’impero romano; qui l’Autore pone l’accento sulla corruzione nell’esercito, i cui duces speculavano persino sulle “anime morte” cioè “morti e disertori ancora registrati, le cui razioni gonfiavano gli emolumenti dei tribuni” (pag. 443). “in una situazione del genere il crollo morale, e con esso quello del valore militare delle truppe […] era solo questione di tempo (pag. 445)
  • Io sono Adele

    Dalla Zorza, Csaba

    • 02/08/2026
      I libri letti sotto...
      ...consiglio sono pericolosi. Ti aspetti chissà cosa e poi non la vedi. Vedi anzi il ripetersi di un lessico che hai abbandonato da diversi anni. Fleming con i suoi 007. Smith con la Saga dei Courteney. Gente appartenente ad altri mondi che...non sbaglia mai. Che si tratti di uccisioni o incontri galanti. Oppure apparecchiamenti di tavole con 4 forchette ad ogni piatto. Un mondo che non mi appartiene e che, anzi, mi mette a disagio. M'infastidisce. Poi, mano a mano, le pagine del libro cominciano a far capire altro. Una donna che per la sua intera, finora, vita. ha fatto il "soldatino". Un'espressione questa non mia. Presa in prestito. Poi capisce e come un film americano abbiamo l'happy end. Ma la vita non è un film americano. Ci sono dei tempi giusti. Dove se tutto combacia occorre prendere decisioni. Si potrebbe dire che il non prendere decisioni è già una decisione. Credo invece che sia una sciocchezza. Il non prendere decisioni è non far nulla. Adele avrebbe potuto essere felice o almeno serena. Ha deciso di no. Lo sarà a 60 anni. Ma non tutti hanno un ketch ed un Pierre che ascolta ed aiuta.
  • La luna fredda

    Deaver, Jeffery

    • 02/08/2026
      Bruno Umana l' orologiaio
      La storia del orologiaio, abile killer che riesce a depistare le indagini su i crimini commessi o su quelli che ha intenzione di commettere, quando infine viene catturato trova il modo di farsi rilasciare pagando una cauzione di 100.000 $ e promettendo che si sarebbe reso testimone nel caso di corruzione di un intero distretto di polizia.
  • Goodbye hotel

    Bible, Michael

    • 01/08/2026 Giuseppe Massaro Il tempo non esiste
      Scomparire o morire, attraversare il mondo a fianco di una tartaruga oppure appassire in un piccolo paese del sud degli USA, non fa nessuna differenza. Siamo tutti destinati a perderci. Questo il senso ultimo del romanzo, apparentemente nichilista. Apparentemente, perché se è vero che siamo la cresta di un’onda formatasi chissà dove al largo, è altrettanto vero che al di là dello spazio e del tempo, qualcosa di noi sopravvive. Dal primo vagito dell’universo, fino all’ultimo suo rantolo