I commenti più recenti
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Pulvis et umbra
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01/09/2026 Non il mio Schiavone preferitoNon è tra i miei preferiti della serie di Rocco Schiavone. In Pulvis et umbra Manzini porta avanti due storie parallele: ad Aosta il ritrovamento del corpo di una trans e, dalle parti della Pontina, quello di un uomo con un misterioso biglietto addosso. Due indagini che affondano entrambe in identità nascoste, vecchie vicende e vendette. Il problema è che ho fatto un po' fatica a sentire questi due filoni come parte della stessa storia. Li ho percepiti piuttosto slegati e, nonostante il colpo di scena finale, la sensazione non mi è cambiata più di tanto. Anche Rocco, che qui si rivela per certi versi un po' "frescone", non è bastato a risollevare completamente la lettura. Però Rocco è Rocco. Con il suo modo di fare, le sue battute e le sue fragilità, gli si vuole bene anche quando la storia convince meno.
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Aristotele e la montagna d'oro
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01/09/2026 Mario Benvenuti ultimo della serieultimo della serie, un po annoiante
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Nella carne
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01/09/2026 Non del tutto riuscito, ma interessanteSzalay ha una dote, cioè saper scrivere in modo lineare ma non per questo piatto. Il libro soffre un po' perché ondivago e con un protagonista che sembra assente nella sua realtà e anche nella costruzione che l'autore fa della sua psiche, con un effetto respingente. Nonostante questo, e nonostante la storia sia banale, in alcuni aspetti, complessivamente il libro si legge con piacere.
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Le 100 meraviglie del Cilento e Vallo di Diano
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01/09/2026 Assunta Desideri Le 100 meraviglie del Cilento e Vallo di Dianoimperdibile viaggio paese-paese con un ‘Virgilio’ amante del territorio Cilentano. È un continuo scoprire di luoghi curati e paesaggi mozzafiato intrecciati alla Storia dei Nostri Avi. Grazie al Dottor Pellecchia per la ‘Guida Gentile’ che ci ha donato.
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La vita sempre
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01/09/2026 ConfermaElena Varvello è un'autrice con una propria visione sia delle pratiche narrative sia dell'andamento del mondo. In questo caso, rispetto ai lavori precedenti, il risultato è forse meno riuscito, come immediatezza, ma perché il presupposto ha un'ambizione classica che non è forse del tutto rispettata, come esiti, ma che merita attenzione e profondo rispetto.
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La stirpe della sirena
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01/09/2026 ImmaginificoProbabilmente quando è uscito è risultato essere più frizzante rispetto a quanto non sembri ora. In ogni caso è una bella lettura con una grafica ovviamente di altissimo livello.
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Qui e oltre
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01/09/2026 IncompiutoBuono lo spunto, anche se non particolarmente geniale, discreto lo sviluppo, ma con una povertà stilistica e di trama che ne rende le intenzioni sicuramente migliori della resa finale. Si può leggere, ma si può leggere sicuramente di meglio, sul tema.
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Il morto in piazza
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01/09/2026 Maria CastellaniÈ quello che mi è piaciuto di più della serie dedicata a Martin Bora. È ambientato nel 1944 in Abruzzo, nei dintorni di Assergi (L’Aquila). Come ordine di pubblicazione credo sia il quinto, mentre seguendo la cronologia si colloca verso la fine. L’ambiente della cittadina Abruzzese è descritto molto bene. Per alcuni aspetti mi ha ricordato Cristo sì è fermato ad Eboli.
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Cambiare l'acqua ai fiori
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01/09/2026 libro bellissimoCambiare l’acqua ai fiori è un libro bellissimo e molto coinvolgente. La protagonista, Violette Toussaint, è la custode di un piccolo cimitero di una cittadina della Borgogna, un luogo apparentemente silenzioso ma in realtà pieno di storie, ricordi e sentimenti. Durante le sue giornate Violette incontra le persone che vengono a visitare i propri cari, coltiva e vende i fiori del suo giardino e, con grande umanità, accoglie alcuni visitatori nella sua casa, ascoltando le loro confidenze e i loro dolori, come se quelle mura fossero un vero confessionale. La sua vita, segnata da una vicenda personale dolorosa e tragica, si intreccia lentamente con quella di molte altre persone, alcune ancora vive, altre ormai sepolte nel cimitero. Ed è proprio attraverso queste storie che il lettore scopre poco alla volta il passato di Violette e le ferite che porta dentro di sé. Un romanzo delicato e profondo, capace di parlare di amore, perdita, dolore, solitudine e rinascita. Una storia che emoziona e che, pagina dopo pagina, conquista il lettore. Un libro che consiglio davvero: molto coinvolgente e difficile da dimenticare.
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Il cielo degli invisibili
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01/09/2026 Direi di no......stavolta. Il mio è chiaramente un parere soggettivo perché non possiedo ne la voglia ne la preparazione per parlare con oggettività. L'ho letto stancamente, non mi ha mai interessato. Da metà libro s'intuisce già il finale. Alcuni "accadimenti" sono quantomeno misteriosi. Medici radiati eppoi riammessi che svolgono lavori di alto livello. Un quadro inquirente apparentemente disinvolto che non si cura di conoscere i precedenti di tutti all'inizio delle indagini. Un quadro di Roma parziale nella sua profondità, limitato nei contorni. Scialbo per usare un solo termine. Una sola cosa leggermente interessante. La preparazione dei panini. Un po' pochino per un giallo.
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I cospiratori del Baklava
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31/08/2026 Mario Benvenuti internazionaletra giovani rifugiati italiani ed emissari principi polacchi yashim, come sempre, risolve il caso, alla fine va meglio di tutti al vecchio principe polacco che si sfoga come in una nuova libertà
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Sogni di bronzo
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31/08/2026 Mario Benvenuti un sacco di donneun giallo con tutte donne, sembra charlie's angel, nsomma.........
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Morso d'amore : Viaggio nel tarantismo salentino
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31/08/2026 Giselda Massari Il morso della tarantaIl Salento è rimasto isolato per molto tempo; geograficamente è collocato nella punta estrema della Puglia, lontano quasi 400 km dal nord della regione. Terra di tradizioni e di contaminazioni con l'Oriente e la Grecia, terra di sfruttamento dei lavoratori dei campi a opera dei latifondisti, ha conosciuto l'isolamento per molto tempo. Quanta differenza rispetto a ora con lo scoppio dell'over tourism! Ebbene questa condizione di isolamento ha permesso il mantenimento di riti e tradizioni fra cui il fenomeno del tarantismo che in questo libro viene analizzato partendo dai primi studi effettuati nel 1959 da Ernesto De Martino. Può dirsi una continuazione dell'indagine effettuata dal famoso antropologo di cui l'autore è stato allievo e seguace, con un taglio meno illuminista e maggiormente empatico. Il fenomeno non esiste più da tempo, ma, secondo l'autore, la memoria del passato è rimasta a lungo intatta e con essa la continuazione del culto della danza rituale e liberatoria. Niente a che vedere con la "pizzica" che infesta ogni evento culturale salentino.
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Memoria di casa
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31/08/2026 Memoria di famigliaMemoria di casa, ovvero memoria di famiglia. Zagrebelsky smette i panni di fine giurista e indossa quelli di abile narratore per ricostruire le biografie di quel “ramo russo” (paterno) e di quel “ramo valdese” (materno) che ad un certo punto del Novecento si sono intrecciati. E non deve essere stato molto semplice, a quanto pare (“Quando due famiglie intrecciano i loro rami e i rami sono di due piante tanto diverse, è difficile che ne venga un composto in cui le parti stanno in perfetto equilibrio”). L’autore rivive attraverso i suoi avi le caratteristiche proprie delle società di origine, soprattutto quella russa che risulta preponderante, anche per alcuni stereotipi quasi caricaturali: la smania per il tavolo da gioco, dove intere ricchezze si formavano o si disfacevano, una certa inclinazione per gli alcolici, l’educazione rigidamente ortodossa e la predilezione per la riviera ligure. In questo racconto fare memoria non è semplicemente ricordare: è anche “rivivere, ricreando legami, affinità, scissure”, e l’autore non risparmia stilettate se necessario. Perché questo sforzo di memoria, dunque? Perché “tutti, inevitabilmente, lasceremo qualcosa a chi verrà dopo. Nessuno nasce, vive e muore da sé, in sé e per sé”. Voto 3,5.
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Noi
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31/08/2026 Bello!!!Romanzo fantasy per ragazzi molto bello, dalla stessa autrice de L' Attraversaspecchi
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