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I commenti più recenti

  • La baia

    Michener, James Albert

    • 20/08/2026 Maria Castellani Storia della baia di Baia di Chesapeake
      Si tratta di un romanzo storico. Sono più di 1200 pagine, di facile lettura e narrazione scorrevole. I personaggi principali appartengono a quattro famiglie, le cui vicende vengono narrate a partire dal 1600 fino quasi a fine XX secolo ( l’autore è morto nel 1997). I fatti narrati non sono storici, ma si inseriscono nel contesto delle vicende reali, quali la tratta degli schiavi, la guerra di indipendenza, la guerra civile ecc. Le quattro famiglie rappresentano, un pò in sintesi, vari aspetti della società USA: gli imprenditori che vanno sempre avanti, i puritani che ne mantengono il più possibile la integrità morale, i “pirati” con pochi scrupoli, ma riscattati dall’amore verso la terra ed il mare, e la società emergente degli ex schiavi. Cercherò altri libri dello stesso autore, che spero venga ripubblicato anche in italiano .
  • Youth : la giovinezza

    Sorrentino, Paolo <1970- >

    • 20/08/2026
      Delusa.
      Sono rimasta piuttosto delusa: una sorrentinata mediocre. Al netto della splendida ambientazione (le Alpi svizzere e tutto quello che contengono), manca secondo me del guizzo creativo, di quel quid che fa di un film qualsiasi un bel film. Non basta ingaggiare il top attoriale (Caine, Keitel, Fonda, fra i vecchi; Weisz e Dano tra i giovani) per rianimare un film che manca nei dialoghi (banali spesso al limite dell'imbarazzante) , che affonda le mani nel citazionismo vario e soprattutto felliniano (ma solo visivo, non avendo S. il mondo interiore di Fellini), che si compiace di una fotografia a volte pittorica, spesso onirica (sicuramente la parte migliore del film). I temi principali sono affrontati in modo compendiario (il rapporto padre/figlia; il rapporto regista/prima donna; il rapporto vecchi/giovani ecc.). Il film si lascia guardare proprio nelle parti in cui non c'è dialogo, in cui è muto e parlano soltanto le immagini: ho pensato che, se fosse stato senza sonoro, mi sarebbe piaciuto decisamente di più. Patinato, ben rifinito, ma interiormente non riuscito.
  • Scene di famiglia

    Yu, Miri

    • 19/08/2026
      Romanzo dalla forza emotiva
      Si tratta di una raccolta che comprende tre racconti, tutti legati dal filo conduttore dei legami familiari tossici e complessi. L’autrice mette a nudo il dolore dei legami spezzati. Un romanzo ispirato a fatti reali e personali dell'autrice, ma non è una vera e propria autobiografia in senso stretto. Si tratta di un'opera di finzione letteraria che usa forti elementi della vita e delle origini della scrittrice.
  • Il giovane favoloso

    • 19/08/2026
      Pregevole
      Il Leopardi portato in scena da Mario Martone è fosco e dolente. Pochi attimi di felicità vissuti con la sorella e il fratello allietano una vita altrimenti infelice perché minata dalla malattia, soffocata da una famiglia soffocante, è vissuta in un ambiente bigotto e opprimente. La fuga dalla casa paterna lo mette comunque di fronte a un mondo che, pur anelando al cambiamento, si scontra con forze avverse che vi si oppongono. E la fervida mente del poeta si scontra con gli intellettuali del suo tempo che non ne apprezzano la sensibilità e l’originalità. Di grande impatto visivo ed emotivo l’interpretazione di Elio Germano.
  • Le sorelle in giallo

    Kawakami, Mieko

    • 19/08/2026
      Hana è una ragazzina trascurata dalla madre, vive un'adolescenza precaria e quando incontra Kimiko pensa di aver finalmente trovato una casa e una famiglia, fatta da loro due e da Ran e Komoko, altre due adoloscenti sue amiche, che ha nel bar Lemon il suo centro. Quando il bar brucerà tutto andrà a rotoli, l'impegno di Hana ad avere una vita sicura in cui non preoccuparsi dei soldi che non bastano mai, delle malattie, delle mille cose che possono andare male assume dei tratti maniacali e quel piccolo nucleo dovrà inevitabilmente dividersi. Non è forse un romanzo completamente riuscito ma Hana ha una sua forza nonostante la sua malinconia e la vita precaria di Kimiko, la sua amicizia con Yeongsoo e con Kotomi, spiega forse la sua abulia all'indomani dell'incendio del Lemon. E' un Giappone inusuale quello descritto da Kawakami, lontano dall'immagine patinata e perfetta che tutt* conosciamo, un sottobosco di esclusione e precarietà spesso ignorata nel racconto del paese.
  • Il senso della fuga

    Azell, Hajar

    • 19/08/2026
      Alice è una giovane giornalista francese di origine algerina che da freelance scrive articoli prima da Beirut in Libano, poi dal Cairo dove a piazza Tarhir segue la caduta di Mubarak e incontra l'amore in Bassem. Quando le propongono di andare in Siria, ad Aleppo non ci pensa due volte e conoscerà così la parte più dura della guerra e del suo lavoro. Il rientro a Parigi, l'incontro con un giovane immigrato algerino, il legame che prova a riallacciare con Bassem (che come giornalista egiziano ha conosciuto tortura e prigione), la decisione di partire per l'Algeria l'aiuterà ad affrontare la storia di suo padre, editore costretto a lasciare il paese per rifugiarsi in Francia, a confrontarsi con il lutto della madre che è anche il suo e con il trauma che si porta dietro da Aleppo. E' un libro asciutto ma che riesce a descrivere la complessità di un mondo in cui le questioni socio-politiche non sono secondarie, influenzano pesantemente la nostra vita e quella di chi ci sta vicino, specialmente in quei luoghi della terra dove la guerra e la povertà sono ahimè la normalità.
  • La lunga notte dell'Idroscalo : il delitto Pasolini

    Piccione, Daniele

    • 19/08/2026
      Ho avuto il piacere di dialogare con l'autore alla III Festa dell'ANPI Provinciale di Roma, quindi riporterò qui gli aspetti che mi hanno più colpito e su cui abbiamo dialogato. Piccione nel libro descrive Pasolini come il punto di comvergenza di una violenza neofascista che proprio in quegli anni si stava organizzando in forma eversiva. L'attrattività (per così dire) di Pasolini nasce dal ruolo che con gli anni arrivò a ricoprire, grazie alla lucidità con cui guardava e analizzava le trasformazioni antropologiche del nostro paese, mai in chiave nostalgica ma certamente critica verso il consumismo e la massificazione dei sogni e dei desideri. Nel libro poi si distingue tra una verità processuale (incompleta nonostante nel primo processo a Pelosi, quello del tribunale dei minori, il giudice Carlo Alfredo Moro avesse scritto nella sentenza che il delitto non poteva essere stato commesso da una sola persona) e la verità storica che ricostruisce non solo le dinamiche del delitto (Pelosi come esca che conduce Pasolini in un luogo isolato in cui lo raggiungeranno i suoi aguzzini) ma appunto il contesto in cui quel delitto è maturato. Non si può infatti ignorare il lavoro di Pasolini sull'industria petrolifera italiana che portava avanti con la scrittura di Petrolio (uscito poi postumo e incompleto). Insomma il delitto Pasolini non è stato un evento fortuito, i suoi assassini hanno cercato e creato l'occasione giusta. il libro ne fa una ricostruzione assolutamente convincente. L'ultima nota riguarda l'utilizzo delle foto, Piccione ne usa molte, comprese le foto del corpo ma non sono fini a se stesse e contribuiscono all'affresco generale. Consigliato.
  • Perché ero ragazzo

    Faraj, Alaa

    • 19/08/2026
      Scritto direttamente dal protagonista (un editing minimale ha lasciato errori grammaticali e di sintassi ma ha dato più forza alla sua voce) racconta la storia di un normalissimo ragazzo libico che nel 2015, insieme a degli amici, decide di partire per l'Italia alla ricerca di opportunità e di pace. Arrivato in Italia si ritrova invischiato (lui e i suoi amici) in un meccanismo inesorabile, viene accusato di essere uno degli scafisti responsabili della morte di alcuni passeggeri del barcone con cui sono partiti, nonostante la smentita del vero scafista viene considerato colpevole e condannato a 30 anni di carcere. Questa enorme ingiustizia non provoca mai parole di odio o di rabbia da parte di Faraj nei confronti del nostro paese, anzi ha capito cosa sono i diritti proprio in Italia, colpisce il contrasto tra la sua fiducia nella giustizia e l'errore giudiziario di cui è vittima. I capitoli in cui racconta la propria storia sono alternati alle lettere di accompagnamento che Alaa Faraj scrive ad Alessandra Sciurba, bello sapere che la loro amicizia continua e si è trasformata in una relazione.
  • La pasticciera di mezzanotte

    Icardi, Desy

    • 19/08/2026
      A tratti imbarazzante è un racconto dentro il racconto, un centenario decide di scrivere la propria vita e allo stesso se ne racconta un'altra, ma a parte che di pasticceria se ne trova ben poca il risultato è sconclusionato, nel complesso inconsistente. Quinto di una serie dedicata ai 5 sensi non mi è venuta voglia di leggere i precedenti.
  • Laguna Limes

    Matino, Umberto

    • 19/08/2026
      Daniela Bertoglio
      Gisllo ambientato in Veneto, tra Venezia, Mestre e le montagne intorno a Schio, con tre morti (uno ammazzato a colpi di pistola, uno suicida - o suicidato - e uno avvelenato), polizia e carabinieri che indagano senza pestarsi i piedi l'un l'altro, affari e intrallazzi in epoca pre Tangentopoli, visto che siamo all'inizio del 1985, quando ci fu la "nevicata del secolo". Nella storia si infilano vicende antiche di secoli, legate ai giacimenti minerari dei monti Lessini, e questa mi è sembrata la parte più interessante, e probabilmente anche quella che ha ispirato all'autore la genesi di tutto il romanzo. Ho trovato francamente stucchevoli, ed inutili, alcune informazioni su Venezia che credo sappiano tutti, e gradevole invece il linguaggio inframmezzato da termini dialettali, facilmente traducibili. La trama mi è parsa abbastanza scontata, e il finale prevedibile.
  • I mariti

    Gramazio, Holly

    • 19/08/2026
      Molto ironico
      Un romanzo surreale che invita alla riflessione su qual è oggi il marito ideale. Superati i sogni del principe azzurro sul suo cavallo bianco, la realtà propone molteplici modelli maschili, ma nel quotidiano cosa fa di un uomo un buon marito? Dopo varie esperienze la protagonista deve infine infine prendere una decisione stabile e definitiva.
  • Il giardiniere di Wimbledon

    • 19/08/2026
      Giorgio Grasso Giardiniere perché?
      Lettura piacevole, un coming of age di un giovane ragazzo inglese di origini modeste che negli anni Trenta si ritrova innamorato cotto di una ragazza di sangue blu molto poco conformista, che vorrebbe diventare campionessa di tennis. Avevo preso il libro come mio solito senza leggere la seconda di copertina e credevo di essere alle prese con un romanzo che parlasse di Wimbledon e del suo torneo di tennis, di cui sono appassionato. Niente da fare, il tennis c'entra qualcosa, ma di Wimbledon non si parla quasi per nulla. E nel finale, a sorpresa, si versa pure, se si vuole, una mezza lacrimuccia.
  • Un romanzo russo

    Carrère, Emmanuel

    • 19/08/2026
      Giorgio Grasso Alla ricerca delle origini
      Ho letto quasi tutto di Carrère e quando in libreria mi sono imbattuto in questo libro l'ho acquistato. "Un romanzo russo", pubblicato in precedenza con un titolo leggermente diverso, mette insieme in maniera magistrale tre storie: il reportage su un prigioniero ungherese dimenticato in un manicomio russo, la tragedia di un delitto di provincia e la tormentata relazione erotica ed emotiva con la compagna dell'epoca, Sophie. Ma su tutto domina, come molto spesso nei suoi libri, che possono essere considerati ottimi esempi di autofiction, lo scrittore stesso e la sua voglia di andare alla ricerca delle origini del nonno materno, contro la volontà della madre. Il libro, che alterna le varie vicende in un arco temporale piuttosto lungo, appassiona proprio come un diario realistico e una confessione psicanalitica. Certo l'egocentrismo dell'autore, che qui (ma anche in altri libri) soffre di sindrome bipolare, non lo fa spesso risultare simpatico, e la lettura è a tratti scorrevole ma anche faticosa, soprattutto nelle sezioni in cui Carrère indugia sulle sue crisi depressive e relazionali. Ma lo consiglio comunque a tutti, e in particolare a coloro, tra i quali il sottoscritto, che si sono poi imbarcati nella lettura del poderoso Kolchoz (2026), dove invece scava nella storia di sua madre, venuta a mancare nel 2023. Che non aveva affatto apprezzato, e lo scrive in quest'ultima opera, questo "romanzo russo".
  • Note del guanciale

    Sei Shōnagon

    • 19/08/2026
      Un’opera delicata.
      L’autrice, una scrittrice e poetessa, dama di corte del X secolo, ha la capacità di cogliere e rendere preziose e bellissime le piccole cose. Gli attimi della vita quotidiana. L’attenzione ai dettagli tipica dei giapponesi, in questo testo rende al massimo. Bisogna però essere consapevoli delle tante note che lo accompagnano alla fine del testo e a cui bisogna affidarsi per forza per capirlo al meglio. Quindi non adatto a chi cerca una lettura fluida.
  • I tramezzini di Rocco Schiavone

    Manzini, Antonio <1964- >

    • 19/08/2026
      Giorgio Grasso Nove tramezzini intrisi nella memoria del passato
      Questi racconti, pur tutti piacevoli e di facile lettura, poco aggiungono alla storia dell'ormai mitico vicequestore Rocco Schiavone. Come al solito i più ispirati e personalmente quelli che ho apprezzato maggiormente sono quelli in cui Rocco si fa aiutare dai compari romani, Brizio e Furio, anche in avventure giovanili. In queste nove storie Manzini va avanti e indietro nel tempo e ogni racconto, introdotto dalla descrizione di un tramezzino, e la sua attenzione va anche ad alcuni quartieri romani, come Trastevere e Monteverde, che normalmente nei romanzi non trova posto, visto che si svolgono ad Aosta e dintorni.