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I commenti più recenti

  • La tristezza ha il sonno leggero : romanzo

    Marone, Lorenzo

    • 23-11-2017
      Leggero ma profondo
      Un libro molto bello, che ben descrive sentimenti e sensazioni di una persona che fin da piccola ha imparato a farsi domande. Una famiglia allargata, tante dinamiche "strane" ma perfettamente applicabili al quotidiano di ognuno di noi. Scrittura lieve ma molto incisiva.
  • Il tredicesimo dono

    Smith, Joanne Huist

    • 22-11-2017 Roberto Di Pasquale Davvero bello
      Un libro che si legge da solo, che racconta una storia vera che commuove. Una storia, se vogliamo, semplice, ma sono proprio le cose semplici quelle migliori, quelle che molti di noi condividono e che riusciamo a sentire più facilmente nostre. Leggerlo a ridosso del Natale è stata la ciliegina sulla torta, ma la cosa stupefacente è che dopo averlo letto mi è venuta subito voglia di fare qualcosa di concreto, di dare un seguito, come se avessi ricevuto io stesso i regali. L'autrice, alla fine, afferma che "Uno dei doni più grandi che tutti possediamo è la capacità di donare" e questo libro serve a ricordarci di farlo.
  • Oro bianco : storie di uomini, traffici e denaro dall'impero della cocaina

    Gratteri, Nicola

    • 20-11-2017 Disastro socioecologico semisconosciuto
      Il punto di forza di questo libro è che si sofferma sulle cause del narcotraffico, ossia la tossicodipendenza come piaga sociale, e le disastrose conseguenze globali di esso: deforestazione, immissione nell'atmosfera di pesticidi tossici, immissione nell'ecosfera di piante geneticamente modificate per renderle più psicotrope. Senza parlare dell'impoverimento di grandi fasce di popolazione.
  • Non lasciarmi

    Ishiguro, Kazuo

    • 16-11-2017
      Lentamente scoprirsi umani
      Non sempre il titolo rappresenta al meglio un’opera, centrandola nel suo cuore, nella sua parte più intima. "Non lasciarmi", "Never let me go" nella versione originale, invece, raggiunge in maniera diretta una zona colma di senso. "Non lasciarmi" è un libro sulla morte, e quindi sulla vita, che dalla morte riceve misura e senso. La paura di venire abbandonati e di sprofondare nel vuoto lasciato da chi se ne va permea il romanzo attraverso un tema musicale ricorrente che ci ricorda che, di fronte alla morte, siamo tutti esseri umani: noi, quelli veri, e loro, i cloni, immagini di umani e loro stessi umani. È la paura di morire che ci rende freddi creatori di cloni, da cui poter prelevare pezzi di ricambio per i nostri corpi malati, e ci trasforma in spietati assassini, quando infine scopriamo che anche le nostre copie hanno un’anima. La paura della morte non muore nemmeno nei nostri cloni, è la nostra crudele eredità. Li fa soffrire quando si avvicinano alla fine del ciclo, e li costringe ad accompagnarsi l’un l’altro al traguardo finale. Gli altri quindi si rivelano non essere gli altri, bensì noi stessi, come in un gioco di specchi. E poiché li abbiamo creati solo per poterli smembrare a nostro uso e consumo, possiamo garantirci una vita serena solo se li allontaniamo da noi ed evitiamo di incontrare il loro sguardo. Li ghettizziamo nei college, fingendo che vada tutto bene, e gli riserviamo delle cliniche, in cui possano vivere coi loro simili e immolarsi alla causa superiore delle donazioni. Non possiamo accompagnarli alla morte, perché questo ci metterebbe in contatto con il loro dolore, i loro sentimenti e il senso della loro vita. Lasciamo che si aiutino tra loro, ricavandone l’ulteriore vantaggio di farli abituare alla necessità di morire, e di portarli a desiderare di porre fine quanto prima al loro travaglio. Pochi uomini osano avvicinarsi all’anima di questa strana tribù, e lo fanno solo durante l’infanzia, il periodo magico di ogni essere vivente, quando il dolore è ancora lontano, e quando tutto è ancora teoricamente possibile, sebbene nessuno osi sovvertire le regole. La narrazione di Ishiguro, pur trattando di temi molto forti, è lieve, sospesa e leggera; ha un ritmo cullante che si infila nei meandri del nostro sentire e parla direttamente al nocciolo del nostro essere uomini, capaci di sentimenti. Progressivamente, con un incedere quasi impercettibile, ci fa avvicinare alle nostre repliche, percepire un sentire comune, entrare in empatia con loro. Scopriamo così che anche loro, che ci illudevamo potessero essere degli essere manchevoli, imperfetti e parziali, creature del nostro intelletto e perciò fredde e razionali, sono invece pieni di sentimenti e provano amore, affetto, invidie, gelosie, paure, dolori, disperazione e rassegnazione. L’autore non gioca coi colpi di scena, la narrazione è quasi piatta, ma procede lentamente e inesorabilmente, crescendo via via d’intensità per arrivare a un climax così denso di emozioni, che la scena finale, seppur ampiamente introdotta e prevedibile, riesce a farci percepire il dolore che provano i protagonisti del racconto e a farci soffrire insieme a loro. La lettura si trasforma così in un’esperienza totalizzante, in cui noi e loro, questa volta molto vicini, moriamo e viviamo, uniti nello stesso microcosmo.
  • Cento passi ancora : Peppino Impastato, i compagni, Felicia, l'inchiesta

    Vitale, Salvo <1943- >

    • 15-11-2017 INTERESSANTE!
      Per aggiungere verità nelle notizie ogni tanto non vere, a rispetto dei fatti e su tutte le persone coinvolte... Lo raccomando!
  • Cose di cosa nostra

    Falcone, Giovanni <1939-1992>

    • 15-11-2017 UN OTTIMO LIBRO!
      Quando ho visto questo libro ho pensato che poteva essere noioso e pesantino da leggere, invece ho avuto una piacevolissima sorpresa e mi sono ricreduta: bello, allegro e leggerissimo... Leggetelo, mi è dispiaciuto molto finirlo!
  • Verso Betlemme : scritti 1961-1968

    Didion, Joan

    • 14-11-2017 lo streaming rimanda a un altro libro
      lo streaming rimanda a un altro libro, oltre al fatto che è una modalità di fruizione scomodissima
  • L'albero di Natale

    Andersen, Hans Christian <1805-1875>

    • 13-11-2017
      Eleonora Pillitteri triste
      la storia si legge bene abbastanza scorrevole, ma molto triste... non mi sentirei di consigliarlo
  • La moglie perfetta

    Costantini, Roberto <1952- >

    • 12-11-2017
      Una conferma
      Dopo il capolavoro costruito con la trilogia del Male, Costantini ha elaborato un giallo che vede ancora protagonista il commissario Balistreri, e le aspettative non sono state deluse. La vicenda è ben riassunta nella quarta di copertina, quello che piace sottolineare è la serie di rimandi alle esperienze già narrate nei precedenti romanzi che, a chi come me li ha già letti, suonavano come flashback: Laura Hunt, lo zio Tano e soprattutto Linda Nardi, che ritorna anche in questo libro. La trama vede alternarsi tre io narranti: lo psicologo Annibaldi, la pm Bianca Benigni e lo stesso Balistreri. Il loro racconto è intrecciato e va a comporre la storia che si svolge su due livelli temporali: il 2001 e il 2011. Se è vero che il finale appare un po' imprevedibile e non facilmente intuibile con gli indizi seminati nel racconto, è anche vero che tutti gli accadimenti sono ben studiati per sviare il lettore da conclusioni ovvie eppure, una volta svelate, basate sul ragionamento e la psicologia dei personaggi. Insomma, Costantini è una conferma nel panorama del giallo italiano
  • La ragazza del Greenwich village

    Graham, Lorna

    • 11-11-2017 Cinzia Andrei
      un po' disordinato ma molto grazioso.
  • Il gatto che aggiustava i cuori : romanzo

    Wells, Rachel

    • 10-11-2017
      Per chi ama gli animali.
      Bellissimo il libro, l’ho divorato 😍🌷🌷🌷
  • Via col vento

    Mitchell, Margaret <1900-1949>

    • 10-11-2017
      Via col vento.
      Il successo editoriale di Via col vento, pubblicato nel 1936 e premiato col Pulitzer nel 1937, mise a soqquadro la vita privata dell'autrice Margaret Mitchell. La sfortunata scrittrice terminò la sua breve (49 anni) esistenza investita da un tassista ubriaco nel 1949. Il corposo libro (1,104 pagine) non è un romanzo, è una saga, è uno spaccato di vita americana nel XIX secolo: nel tornado innescato dalla fratricida Guerra di Secessione ruotano i protagonisti indiscussi, Rossella e Rhett, impegnati in un duello avvincente tra battute velenose, sgarbi imperdonabili e colpi di scena hitchcockiani. Il tutto sapientemente dosato dall'ispirata penna della Mitchell, la quale dirige anche una nutrita orchestra di personaggi, che sarebbe ingiusto definire " minori ": si va dal biondo etereo Ashley alla melliflua ed insulsa Melania per finire con la simpaticissima ed irresistibile Mami. Se il romanzo riscosse un successo strepitoso negli Stati Uniti d'America, il film del 1939 raggiunse una fama. . . planetaria e gli attori Vivien Leigh e Clark Gable crearono con i protagonisti del romanzo, rispettivamente Rossella O'Hara e Rhett Butler, una simbiosi osmotica semplicemente perfetta! Per finire Via col vento resta un capolavoro immortale, inattaccabile dal tempo o dalle mode, perché basato sui valori che stanno alle radici dell'Umanità: quegli stessi valori che oggigiorno vengono non solo dimenticati ma, talvolta, perfino calpestati. E se qualcuno vorrà tacciarmi d'essere un inguaribile nostalgico, gli risponderò con la battuta più famosa di Butler-Gable :"Francamente me ne infischio!" Alberto Pallotti.
  • Tutti i bambini devono essere felici : storia di un maestro e della sua scuola

    Meiani, Antonella

    • 10-11-2017 Biblio-circolo "Collina della pace" - Valentina Scarpato -
      Il libro, agile e scorrevole, ci consegna il ritratto dell'energico e "panciuto" maestro Paolo, divenuto famoso in tutta Italia per il suo impegno accanto al sindaco di Milano, Pisapia. Quello che ne esce fuori è il profilo di una persona cresciuta in una famiglia di partigiani convinti, respirando sin da piccolo ideali di uguaglianza e giustizia, ideali che ha saputo riversare poi nella sua personale concezione di scuola, nel suo rapporto franco e spontaneo coi bambini, nella sua capacità di stare sempre a fianco degli ultimi, impegnandosi in prima linea anche sul piano politico e sociale. Spesso mi sono chiesta se la sue giornate non fossero di 48 ore anzichè di 24, se le sue energie fossero quelle di un "super-man" anzichè quelle di un uomo normale. Il suo ottimismo, la fiducia nelle sue stesse forze, nonchè nella possiblità di modificare la realtà, lo rende adatto a un compito delicato come quello di educare i bambini, insegnando loro a instaurare relazioni sane e costruttive, concepite come base per una società futura migliore. L'unica perplessità che ho avuto leggendo il libro - che reputo scritto in buona fede e con uno spirito di grande ammirazione verso il "gigante buono" di Milano - è quella relativa al fatto che, parlando del lavoro di questo infaticabile maestro, non si menzionano mai fallimenti, sconfitte, difficoltà o momenti di sconforto. E la mia personale domanda, da insegnante, sorge spontanea: "Ma solo a me capita di incorrere in situazioni difficili, non sempre così facilmente risolvibili o in difficoltà di comunicazione col mondo esterno? " Sicuramente il maestro Limonta ha una marcia in più, si intuisce in lui tutto il carisma di chi ha fede nel prossimo e nella vittoria degli ideali, eppure mi chiedo se non capiti anche a lui di sentirsi ogni tanto stanco e fragile e quindi semplicemente....umano.
    • 08-09-2017 Maria Teresa Siciliano Un maestro elementare fuori dal comune
      È il ritratto di un maestro elementare del tutto fuori dal comune, un uomo freneticamente impegnato su molti fronti. Ne viene fuori un’idea dell’insegnamento, sia pure all’inizio dell’itinerario scolastico, solo come educazione civica e socializzazione. O almeno qui solo di questo si parla.
  • Myanmar (Birmania)

    • 07-11-2017
      Daniele Pascucci Viaggio favoloso
      Inevitabile, per chi ama viaggi di questo genere, sfogliare prima da cima a fondo questa guida, magari procuratevene anche una seconda. Il viaggio in Myanmar è favoloso, tanto meglio quando ancora il turismo di massa non la faccia sua. La Lonely Planet è indispensabile per farsi un'idea di cosa è meglio e anche cosa è possibile vedere, dato che il paese è molto grande ed in alcune aree inaccessibile. Consigliato come lettura anche per chi vuole farsi un'idea del paese sempre da un punto di vista turistico, la storia, la cultura e gli usi chiaramente sono riportati ma è sempre meglio affidarsi ad altre letture per un approfondimento adeguato.
  • La fine del tempo : la rivoluzione fisica prossima ventura

    Barbour, Julian

    • 05-11-2017 Aldo Iacobini Meraviglioso.
      Questo libro non può non essere letto, vi stupisce e vi fa riflettere: leggetelo!