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I commenti più recenti

  • Soldati di Salamina

    Cercas, Javier

    • 11/06/2026
      Inchiesta approfondita
      L'autore fa un'accurata ricerca per accertare i fatti su un episodio, tutto sommato minore, della guerra civile spagnola: la fuga di un pezzo grosso falangista scampato alla fucilazione e la scelta di non denunciarlo di un soldato repubblicano che lo trova. Interessante la ricerca e l'insistenza con cui il giornalista cerca di chiarire l'episodio. Un po' troppi nomi di personaggi minori e descrizioni minute delle situazioni della Spagna degli anni '30, difficili da seguire, ma belle le considerazioni su cosa sia l'eroismo.
  • La governante

    Dalla Zorza, Csaba

    • 11/06/2026
      una sorpresa
      Veramente un bel romanzo, avevo letto una recensione in una intervista all'autrice e non sono rimasta delusa. Mi è piaciuta soprattutto la prima parte perché fino a metà libro non si capisce chi sia davvero la voce narrante
  • Nutrire la vita : alimentazione e medicina tradizionale cinese

    Guardini, Silvia C.

    • 11/06/2026
      molto esaustivo
      Un compendio di medicina cinese scritto da una dottoressa molto preparata, libro davvero interessante e completo
  • Un americano alla corte di re Artù

    Twain, Mark

    • 11/06/2026 Daniela Bertoglio Viaggio nel tempo
      Fino alla fine non si capisce in che modo sia successo, ma uno yankee del Connecticut di un secolo fa si risveglia dopo un salto spazio-temporale nell'Inghilterra di 12 secoli prima, addirittura alla corte di Camelot, la mitica reggia dei cavalieri della tavola rotonda. all'inizio pensa di essere finito in un manicomio, poi si rende conto dell'accaduto, ma non si perde d'animo, e, forte delle sue conoscenze meccaniche e scientifiche, si salva la vita (nel frattempo era stato condannato a morte) e acquisisce un ruolo fondamentale nella corte: impianta industrie, trasforma i cavalieri in uomini sandwich per pubblicizzarne i prodotti, crea giornali (in un mondo di analfabeti), installa telefoni e centralini e addirittura sfrutta i movimenti di un eremita appolaiato in cima ad una colonna per azionare una macchina da cucire e sfornare camicie con il marchio San Stilita. Una ne fa e cento ne pensa, sbugiarda i maghi, a cominciare da Merlino, segue una donzella per liberare una ventina di nobili dame prigioniere di tre orchi, che poi si rivelano essere delle scrofe di proprietà di tre umili porcari, insomma è un Sancho Panza più che un Don Chisciotte, perché Mark Twain prende i romanzi del ciclo dei cavalieri della tavola rotonda e ne capovolge la narrazione, esaspera i toni comici e grotteschi, e non perde occasione per condannare sia lo schiavismo che i preti e le religioni. Un testo decisamente dissacrante, autoironico in cui tutti i luoghi comuni (ancora drammaticamente attuali) sugli yankee vengono esasperati e ridicolizzati. Un classico da riscoprire, secondo me.
  • L'invenzione del colore

    Raimo, Christian

    • 11/06/2026
      Giorgio Grasso Un polpettone in Technicolor
      Ho cominciato a leggere con entusiasmo questo libro entrato nella dozzina dello Strega 2026, perché avevo letto una recensione positiva. Avevo capito che si tratta dell'ennesimo romanzo di autofiction, con molti elementi autobiografici, ma il fatto di incentrare la narrazione sul padre e il suo lavoro alla Technicolor (che produceva la pellicola per il primo cinema a colori!) mi sembrava un elemento interessante. Mi sono dovuto rapidamente ricredere, la narrazione della rievocazione del padre, figura mitica per il figlio, mescolata alle problematiche sentimentali del narratore, e condita con appunti da professore in un liceo romano, si è fatta pesante, leggevo 4-5 pagine e poi mi interrompevo. E quando riprendevo mi sembrava di ricominciare da capo. Insomma parecchia noia e pochi guizzi. Peraltro ritengo che tagliando un centinaio di pagine questo libro sarebbe diventato decisamente più leggibile. Una bella delusione insomma, e per una volta il risultato della prima votazione della dozzina mi ha trovato d'accordo (per la cronaca Raimo è finito ultimo).
  • La Specchia del diavolo : [romanzo]

    Genisi, Gabriella

    • 11/06/2026
      Daniela Bertoglio
      Un romanzo che sembra sponsorizzato dall'Assesorato al Turismo della Regione Puglia, per quanto decanta le bellezze salentine. La trama è parecchio sconclusionata, la protagonista una che ha vissuto un infanzia difficile, ma adesso, a trent'anni suonati, dovrebbe decidersi a crescere e smettere di autogiustificarsi, lo stile di scrittura sempre più banale, sui dialoghi preferisco stendere un pietoso velo.
  • Il sarto volante

    Kern, Étienne

    • 11/06/2026
      La storia dell'uomo che pensava di aver inventato il paracadute e invece lanciandosi dalla Torre Eiffel, trovò la morte invece che la gloria.
  • Cuori di waffel

    Parr, Maria

    • 11/06/2026 Molto più bello di quanto pensassi
      Questo libro è meraviglioso. L'ho letto su consiglio del mio migliore amico e, anche se la copertina non mi entusiasmava, ho capito sin dalle prime pagine che lo avrei letto tutto di un fiato. La lettura è scorrevole e i due protagonisti ne combinano di tutti i colori...da morire dal ridere. In vari punti mi sono commossa molto perchè oltre alle avventure il libro parla di affetti, di amicizia, di nostalgia e difficoltà superate insieme alle persone più care. Lo consiglio a tutti. Ora sto leggendo il libro successivo: Lena. Trille e il mare
  • L'incredibile viaggio delle piante

    Mancuso, Stefano <1965- >

    • 11/06/2026
      Interessante come sono in genere i suoi libri, mi ha commosso la parte dedicata a Hiroshima ed al suo incontro con uno dei sopravvissuti alla bomba ed agli alberi che hanno resistito e che sono testimoni silenziosi della follia umana. Speriamo di non commettere altri errori ma visti i tempi ho poca fiducia
  • Espiazione

    McEwan, Ian

    • 10/06/2026
      Gabriele Battaglia Espiazione
      Briony è una ragazzina dalla fervida immaginazione, con la passione per la scrittura. Assiste ad un evento su cui trae conclusioni erronee, a causa delle quali un innocente finisce in carcere. L'atto creativo di Briony, la sua immaginazione, ha prodotto conseguenze reali nella vita di molte persone. Può la stessa forza creativa dell'artista, del romanziere, cambiare le cose, permettere a Briony di espiare le sue colpe?Questo è l'interrogativo che sembra porci McEwan in questo gran bel romanzo che ho letto con grande piacere: ottima prosa, scorrevole e godibile.
  • Candido, o l'ottimismo

    Voltaire

    • 10/06/2026
      Consigliatissimo
      Blake artista magnifico, ironico e perfetto per valorizzare il testo
  • Gli animali letterati

    Barbery, Muriel

    • 10/06/2026
      per bambini e adulti
      Ho apprezzato soprattutto le illustrazioni, sorprendono per il mix tra antico e moderno, classico e ironico. Anche il racconto diverte e rallegra, con le tante voci animali, seppur i contenuti restino abbastanza superficiali, appena abbozzati, complessi per un lettore giovane. Resta un bel libro, prezioso per gli spunti che offre, visivamente e artisticamente. Si legge in pochi minuti ma perfetto per avere spunti sul disegnare. Consiglio.
  • Chesil Beach

    McEwan, Ian

    • 10/06/2026 Claudia Pavan CHESIL BEACH
      Ian McEwan... con questo romanzo scritto nel 1962...paragona lo stato d'animo di due giovani in procinto di sposarsi ... a una lunga e romantica distesa di ciottoli. Ricordiamo che quell'epoca precede la nota rivoluzione sessuale del '68! Lo scrittore riesce a narrarci con dovizia di particolari gli scambi amorosi tra i due ragazzi. Dove c'è il maschio ansioso di consumare...mentre la femmina non accetta anzi ha repulsione per questi approcci! Bellezza del romanzo sta proprio in questa narrazione così particolareggiata e "realistica" ma altamente coinvolgente ... mai noiosa. Tante pagine che ci raccontano per filo e per segno cosa avviene nell'intimo dei due giovani... tutte le difficoltà e le ritrosie da loro provate! Certamente il contesto storico è parte del racconto. Infatti pochi anni dopo la società cambia! Le relazioni sessuali sono finalmente libere. Rimane il rimpianto del giovane uomo di non essersi "impegnato" nella sua relazion dove c'era tanto sentimento ...mai più ritrovato. PAVAN CLAUDIA - Circolo Lettori Biblioteca P.P. Pasolini
  • Il libro di tutti gli amori

    Fernández Mallo, Agustín

    • 10/06/2026
      Alessandra Maiuolo Sorprendente
      una storia circolare sul'amore che ritorna. Insolito e sorprendente
  • Il potere di Roma : dieci secoli di impero

    Harris, William V.

    • 10/06/2026
      Daniele Di Ceglie
      Sono così tanti i manuali di storia romana che credo ci sia bisogno di una buona ragione per decidere di intraprendere la lettura dell’ultimo che compare sugli scaffali delle librerie. Nel caso di questo libro di Harris (peraltro studioso di fama) la ragione si può trovare nell’originale scansione cronologica per quanto riguarda la fine dell’impero romano, che viene portata avanti di due secoli: “Il periodo compreso fra il 636 [la battaglia di Yarmuk] e gli insuccessi di Costante II (641 -668) deve essere dunque considerato come l’effettiva fine dell’impero romano” (pag. 27). Secondo l’Autore esiste infatti una continuità tra i secoli della grande crisi che precedette il crollo dell’impero d’Occidente i primi secoli di quello d’Oriente. Il periodo da lui indicato è il momento storico in cui l’impero d’Oriente perde le caratteristiche di “romanità” per divenire un nuovo soggetto. La continuità si riscontra nelle istituzioni, ma anche nelle carenze, soprattutto per quanto riguarda i problemi fiscali. A questo proposito, va dato atto ad Harris di aver evidenziato come questi siano stati tra le cause più importanti del declino dell’Occidente e una debolezza strutturale dell’Oriente: “[…] l’impossibilità dello stato di riscuotere tasse sufficienti a finanziare un esercito numeroso ed efficiente” (pag. 307). A fronte di tante teorie che, almeno dalla metà del Settecento, elencano le più svariate (spesso bislacche) cause della caduta dell’impero romano. Harris, con indubbio pragmatismo anglosassone, dà il giusto rilievo all’insufficiente leva fiscale. Spiace che uno studioso di tale vaglia cada in vecchi e triti pregiudizi: riguardo alla corruzione afferma “[…] un paragone con i moderni paesi mediterranei sarebbe superfluo" (pag. 290). Segnalo una curiosa svista riguardo alla carica dei censori. A pag. 96 afferma, erroneamente, “[…] i censori avevano un mandato di diciotto mesi”; mentre a pag. 99, correttamente, “[…] eletti due alla volta, a scadenza normalmente quinquennale”