I commenti più recenti
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La casa sull'abisso
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10/05/2026 Domenico Zuccaro Tra horror e fantascienzaTra gli autori che hanno influenzato Lovecraft, Hogson riporta gli eventi scritti su di un antico manoscritto tra horror e fantascienza. Un bel libro, intensa più la parte fantascientifica anche se forse un po'prolissa.
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Il cuore dell'assassino : romanzo
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10/05/2026 Alex Cross cerca di salvare la sua famigliaAvevamo lasciato Alex Cross in preda allo sconforto, dopo il rapimento e la possibile uccisione di tutti i membri della sua famiglia e lo ritroviamo a dare una caccia serrata al rapitore e si suoi complici, coadiuvato da una ispettrice giovane e in gamba. Buon poliziesco, ritmo serrato, ma trama un po' scontata.
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La scelta del buio. I canti del male : canto secondo
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10/05/2026 Buon poliziescoSecondo capitolo dedicato alle indagini del commissario Vito Strega, poliziotto di grande fiuto e umanitaria, ma emarginato dai colleghi. Nonostante gli ostacoli e le pastoie riesce a risolvere un cafo di presunto suicidio, facendo luce su altri casi passati. Molto scorrevole, si legge di un fiato.
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Morte di un commesso viaggiatore
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10/05/2026 Un piccolo uomo che ha un sogno più grande di luiE' una tragedia moderna che descrive il lato crudele del sogno americano e delle mète effimere che inseguiamo oggi. Il protagonista è un uomo che ha un sogno sbagliato: il successo materiale, la realizzazione economica, perché crede che sia quella la strada per la felicità. E invece no. Infatti è uno dei personaggi più tragici del XX secolo. Al figlio Biff che gli dice "Quelli come me e come te valgono 10 centesimi la dozzina", risponde: "Io non valgo 10 centesimi la dozzina, io sono Willy Loman!". Ma è destinato al fallimento e alla rovina, di qui la morte annunciata nel titolo. Il personaggio fu ispirato all'autore Arthur Miller dalla figura del padre Isidore, imprenditore travolto dalla crisi del 1929. Il testo, scritto nel 1949, non ha età, purtroppo; letto e rappresentato in teatro, lascia sempre l'amaro in bocca.
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07/05/2026 Nel buio, una flebile luceQuando nel 1949 uscì "Morte di un commesso viaggiatore", l’America era immersa nel clima ottimistico del dopoguerra: ricostruzione materiale, boom economico, fiducia cieca nel futuro. Ma l'autore seppe cogliere fin da subito il volto oscuro di quel mito: la brutalità nascosta sotto la superficie del successo, la solitudine di chi misura il proprio valore sul metro della competizione, la disperazione di chi non può permettersi il fallimento. Raccontando le vicende di Willy Loman, il commesso viaggiatore del titolo, e della sua famiglia, illusa dal sogno americano, Miller interpella la responsabilità morale dell'individuo. La sua opera non parla più soltanto dell'America, ma dell'umanità globalizzata; ed è attuale, poiché il capitalismo è diventato, da sistema economico, una forma di vita interiore. Eppure, nonostante tutto (e la morte di Loman), resta la traccia d'un legame: di un amore che resiste, di una voce che chiama, di uno sguardo che, pur nel fallimento, cerca l’altro. DA RILEGGERE.
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L'invisibile ovunque
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10/05/2026Quattro storie di soldati della prima guerra mondiale, da chi è partito volontario e poi è entrato negli Arditi, a chi per salvare la pelle si è rovinato la vita in manicomio, dal surrealista amico di André Breton (Jacques Vaché), a un breve saggio romanzato sul mimetismo militare. Interessante, ma sul tema è stato scritto di meglio (decisamente meglio).
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La filosofia del cane Norton
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10/05/2026 Daniela BertoglioImmagino che Hakan Nesser si sia divertito e anche un po' commosso nello scrivere questo racconto, inframmezzato dalle illustrazioni di Karin Hagen, sulla storia di un cane con il quale ha condiviso una decina di anni di viaggi, trasferimenti da Uppsala a New York, poi Londra, poi Stoccolma, passeggiate, piccole avventure, perché è quello che è successo anche a me mentre lo leggevo. Insomma, un gioiellino che consiglio davvero a tutti di leggere.
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I Vangeli apocrifi
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09/05/2026 Anche per chi "non crede".La vita di Cristo da un punto di vista non canonico. Leggeteli anche se non credete perchè avrete modo di conoscere tante altre storie della vita di Gesù che probabilmente non andavano a genio alla curia...personalmente ne ho tratto grande giovamento, soprattutto perchè ho avuto modo di leggerli in età adulta e quindi scevro da condizionamenti e dettami regolati dalla dottrina . Non ci sono avvertimenti da seguire ne tantomeno riti da intraprendere prima di leggere delle vere e proprie cronache di vita. Buona lettura.
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Il metodo antistronzi : come creare un ambiente di lavoro più civile e produttivo o sopravvivere se il tuo non lo è
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09/05/2026 Rarità doc.Una volta entrato nel nuovo millennio, ho dato vita ad una inaspettata passione: leggere. Dopo svariati romanzi e storie fantastiche, ho deciso di passare a ben altro genere. Lessi le recensioni di questo interessante e ne rimasi avvinghiato al titolo. Pagina dopo pagina scoprivo ciò che probabilmente vivevo ogni giorno, non perchè io subissi mobbing, ma perchè vedevo, alle volte, negli atteggiamenti di superiori e colleghi, molte similitudini che venivano esplicate nel testo del libro in interesse. Purtroppo, mio malgrado, non sono mai riuscito a creare uno staf delle meraviglie, è una vera e propria impresa e dopo quasi 35 anni di onorata anzianità, sostengo, che i maltrattamenti e le vessazioni esistono e sono mantenute costanti nel tempo. Le persone di valore che ho incontrato in questi anni di lavoro, si contano sulle dita di una mano e l'unica cosa che può dare serenità è pensare che ho avuto la fortuna di incontrare queste mosche bianche......rarità doc!
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Il custode
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09/05/2026 Non solo, anzi di piùL'inaspettata ambientazione contemporanea del mito di Medusa, non priva di un certo humor. Un racconto originale che è tanti generi insieme, dallo sviluppo veloce e sconcertante. La tentazione continua è quella di vedere oltre la porta, oltre le verità nascoste e i crimini compiuti, oltre i sogni e le curiosità del giovane protagonista. Ma il ritmo della narrazione non lascia tempo e ci consegna a un finale enigmatico che sembra un nuovo inizio!
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25/04/2026 Più quasi fantasy che noirLa citazione in esergo di Victor Hugo è un’avvertenza al lettore da non trascurare: “Il lettore incontrerà due o tre circostanze inverosimili che noi riportiamo per rispetto alla verità.” Probabilmente Ammaniti ha voluto fare di meglio, abbondando sia in quantità sia in inverosimiglianza. Più un fantasy surreale che un vero noir, per quanto mi riguarda, e proprio questo, secondo me, indebolisce un po’ la solidità della storia. Non amando particolarmente il genere, alla fine la trama non mi ha entusiasmato. Al contrario, lo stile mi ha divertito: ironico, a tratti proprio umoristico, con descrizioni ben riuscite anche quando le situazioni diventano paradossali. I personaggi sono diversi: il tredicenne Nilo, la madre Agata, la zia Rosi, le sorelle Vasciaveo. Ma a “comandare” è Agata, che si divide tra la ditta, il lavoro di infermiera e l’affitto di camere. Sarà proprio l’arrivo a Triscina di Arianna e della figlia Saskia, che prendono in affitto una stanza, a creare scompiglio, soprattutto per Nilo. Il problema è che c’è davvero tanta carne al fuoco, ma alla fine tutto resta un po’ in superficie. I temi sono tanti, dalla mitologia all’attualità, dalle turbe adolescenziali alla mascolinità tossica, passando per la mafia e performer di Only Fans, ma più sfiorati che approfonditi. E questa cosa si riflette anche nei personaggi: alcuni funzionano, altri sembrano un po’ troppo stereotipati, più funzionali trama che davvero costruiti. Forse con qualche pagina in più il tutto avrebbe avuto più respiro. Ammaniti aggiunge anche una sorta di colonna sonora (Bocelli, Baglioni, Irene Grandi): insomma, non manca quasi nulla… tranne un po’ di profondità. Eppure, l’incipit promette benissimo: “Si chiamava Jacques Qualcosa e arrivava da Parigi in bicicletta. Aveva attraversato l’Italia ed era venuto giú in Sicilia con il sogno di salire sulle bocche dell’Etna. Non ci riuscí, perché il filo della sua esistenza si incrociò con la nostra e la sua fine ha dato inizio a questa storia. La sfortuna del ciclista fu fermarsi a pochi metri da dove ’u Scunsulatu e Santino stavano soffocando il notaio Scordato. Per essere pieno inverno, era una notte tiepida, il cielo pulsava di galassie e treni di satelliti e la bici scivolava via veloce. Era quasi arrivato a Triscina, ma decise di fare una sosta. Il tempo sufficiente per fumarsi una cannetta, svuotare la vescica e mangiare il resto di un panino con il salame. Poggiò la bici contro la pensilina della fermata per Mazara del Vallo e si sedette a rollare sotto un neon scarico. Sulla tabella degli orari qualcuno aveva scritto con lo spray ULTIMA FERMATA PER L’INFERNO.”
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24/04/2026 Beatrice Ferlito Racconto audace ma poco convincenteUn'esperienza di lettura che mi ha lasciata con un interrogativo: "Ma che cosa ho letto?" La storia riguarda un ragazzino, Nilo, e la sua famiglia formata dalla madre e la zia. Il tutto è ambientato in un piccolo paese della Sicilia dove si assiste ad episodi di criminalità e regolamento di conti che, benché cruenti, seguono una logica narrazione. A cambiare il passo del racconto, anzi direi a sconvolgerlo, è la scelta dell'autore di introdurre il tema del mito per dare, con toni cupi, una profondità alla storia. Ci si aspetterebbe che attraverso l'elemento simbolico si voglia fornire una visione più ampia. Come se tutto quello che avviene sia il viatico per un significato universale. Quindi si vuole indicare che le azioni umane sono determinate? Oppure l'argomento del mito deve far pensare ad una finale liberazione dal male come effetto di una fatalità? Oppure ancora serve a svelare la reale natura umana? Non si capisce. Quello che sembra è che la trovata di introdurre personaggi, anche negativi, della mitologia, attraverso dei racconti paralleli, sia il tentativo di rendere il tutto più misterioso e accattivante. Insomma si tratterebbe di una soluzione per trascinare avanti la trama senza che quest'ultima ne tragga però realmente giovamento. L'utilizzo del mito anziché sostenere il racconto lo scollega dalla realtà dei fatti creando una commistione forzata che non contribuisce a cogliere il senso del racconto né ad approfondire il ruolo dei personaggi. È una storia di sentimenti. È una storia di rapporti familiari. È una storia di crudeltà. Tuttavia qual è il focus? In altre parole sfugge l'obiettivo che si vuole raggiungere perché manca la morale finale e di conseguenza resta una distanza tra il libro ed il lettore. Da apprezzare comunque l'originalità del tentativo ed il richiamo ai racconti della mitologia come apporto pur sempre interessante.
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21/04/2026 Giselda Massari I traumi della crescitaIn questo breve romanzo Ammaniti fa nuovamente parlare un bambino (ricordate Io non ho paura?). La trama si svolge in Sicilia, in un non luogo sul mare violentato dall’incuria, dal degrado ambientale e sociale dove si vive e convive a contatto con la malavita. La famiglia Vesciaveo è composta da madre, figlio e zia; oltre a personale indiano di fatica nell’azienda storica di commercio e trattamento del marmo. Si capisce subito cosa si nasconde spesso nella triturazione delle lastre di marmo… Questo il primo livello del racconto. Il secondo livello è la fantasia, la stranizza… C’è una presenza oscura in bagno legata alla mitologia greca cui la famiglia è strettamente connessa che fa da collante fra la realtà e l’immaginazione… L’equilibrio si rompe quando il bambino, ignaro e costretto a vivere in un ambiente chiuso e inadatto alla sua età, entra in contatto con il diverso e li si sviluppa la tragedia. Un bel libro con esilaranti descrizioni degli ambienti e delle persone: a patto però che ci si lasci trasportare sulle ali della fantasia e direi anche della psicoanalisi, incentrata sul difficile passaggio dall'adolescenza alla vita adulta..
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Le assaggiatrici
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09/05/2026 Paolo Galati lati oscuri della guerrabello, commovente e fa capire quanti lati oscuri e sconosciuti ci siano stati nelle guerra, peccato che dopo la metà diventa piuttosto monotono, comunque da leggere
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La misura del mondo
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09/05/2026 Un romanzo di scienzaLe vicende di due uomini di scienza che si intrecciano in un racconto sull'umanità della scienza. Fiction e verità storica si mescolano per regalarci un romanzo in cui Gauss e Von Humboldt vengono presentati in tutta la loro umanità, senza dimenticarne le peculiarità che li rendevano personaggi irripetibili. Una lettura per chi crede nel "superamento delle due culture".
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Il seggio vacante : romanzo
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09/05/2026 Pagford sotto assedio: il lato oscuro di RowlingRowling lascia Harry Potter per un affresco crudo su Pagford, paesino inglese in subbuglio per la morte di un consigliere. Tra droga, segreti familiari e ipocrisie piccolo-borghesi, dipinge un ritratto spietato della società. Personaggi vivi, dialoghi taglienti, ma parte lenta e finale un po’ prevedibile. Non fantasy, ma thriller sociale che ti inchioda. Consigliato agli adulti.
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Lilith, o l'aspetto inquietante del femminile
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09/05/2026 Lilith: mito e radici anticheMeraviglioso saggio di antropologia culturale che parte dalla Bibbia e dalle origini storiche per ridare vita a Lilith, la prima donna e retaggio di dee primordiali. Mescola testi sumero-ebraici con un piglio avvincente, trasformando un demone in figura ribelle e potente. Illustrazioni top, lettura fluida. Da non perdere per fan di miti e simbologia.
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Miss Bee e il fantasma dell'ambasciata : romanzo
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09/05/2026 Stefania Calo' Blackburn & Bernabo' investigationsProseguono le avventure di Beatrice alias miss Bee Bernabo' che si trova sempre coinvolta in qualcosa neanche quando dovrebbe restare tranquilla con un lavoretto al ministero... niente è come sembra ed anche l' ispettore di Scotland Yard si sta rivelando interessante. Un giallo d'altri tempi, leggero e scorrevole che mi è piaciuto
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Nella casa del leone
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09/05/2026 Francesco Vincenti Non perdere mai il sorrisoIl romanzo si legge piacevolmente e, nonostante parli di malati terminali, è in fondo un inno alla vita, che va vissuta fino all’ultima goccia e non bisogna mai perdere il sorriso, così afferma l’autrice, attraverso i suoi personaggi. Il tema, in fondo, è quello che dovrebbe ispirare le scelte di ognuno, ovvero quale sia il senso della nostra vita. Una storia che scorre lievemente fra gioie e dolori, trascinando con sé un po’ di cultura giapponese, soprattutto quella culinaria. Un breve glossario finale aiuta il lettore a decifrare alcune parole. Finito di leggere il libro, da animale curioso, sono andato a verificare se l’hospice “La casa del leone” esistesse davvero: in realtà è un luogo immaginario, creato da Ito Ogawa. Esiste invece l’isola dei limoni (Ikuchijima / 生口島), situata nel Mare Interno di Seto, nella prefettura di Hiroshima, famosa per il suo clima mite. Quasi quasi vado a farci una vacanza.
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