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I commenti più recenti

  • La camera azzurra

    Simenon, Georges

    • 14/09/2026
      Passione e perdizione nella provincia francese.
      In questa novella di Simenon il "giallo" è sicuramente quanto di meno interessante per lo scrittore (e per il lettore) si possa immaginare. Ci sono sì delitti, anche molto gravi, ma quello che interessa Simenon è scavare nei suoi personaggi, approfondire le complesse dinamiche che si intrecciano in un paesino della provincia francese quando i protagonisti sono "diversi": Tony, figlio di un immigrato italiano, mai accettato davvero; Andrée, la figlia della famiglia bene, malvista dalla suocera e dai compaesani. Come un entomologo, Simenon ci conduce in questo suo esperimento in vivo, il cui risultato non può essere che una tragedia: l'amore si trasforma in morte, in ogni senso. Il paese espelle così i suoi "diversi", dopo averli massacrati di chiacchiere, pettegolezzi, cattiverie. E tutto, forse, torna poi nell'alveo di un'ipocrita normalità. E' una novella che si legge al volo, ma lascia il segno e fa riflettere su quanto poco siamo cambiati e su quanto, anzi, i social abbiano amplificato la cattiveria e l'odio attivo verso l'"altro". Molto molto interessante lo stile usato da Simenon per lo svolgimento della trama. Consigliato.
    • 31/08/2026
      Livia Bartolomei thriller psicologico
      Molto avvincente, l’intreccio si svolge su vari piani temporali. Scritto benissimo, però mi aspettavo qualcosa di più.
  • La collina delle farfalle

    Kingsolver, Barbara

    • 14/09/2026
      ... a che serviva salvare un mondo che aveva perso l'anima. Prati senza farfalle, mari senza corallo...Forse l'umanità si sforzava di salvare il pianeta solo per se stessa?.... Il dramma è che nemmeno ci si prova a salvarla l'umanità La crisi ecologica s'intreccia con la crisi esistenziale della giovane protagonista intrappolata in un matrimonio sbagliato, che come la Terra cerca disperatamente una via di fuga.
  • Vite che non sono la mia

    Carrère, Emmanuel

    • 14/09/2026
      Daniela Bertoglio
      Un romanzo sul dolore e sull'empatia, su come si possa condividere un dolore atroce che non ci riguarda direttamente, e su come il dolore ci capiti tra capo e collo, mentre la felicità vada sempre conquistata, e spesso ci si renda conto di essere stati felici, quando ormai quella fase della vita si è conclusa. Carrère parte da una sua esperienza personale, vissuta nel dicembre del 2004, quando si trovava con suo figlio, la sua compagna, e il figlio di quest'ultima in vacanza in Sri Lanka quando lo tsunami devastò le coste di buona parte dell'Asia, provocando migliaia di morti. Quel giorno Carrère avrebbe dovuto fare una immersione con tutta la famiglia, ma poi, avevano rinviato, per una decisione fortuita, salvandosi la vita, visto che molti altri turisti, oltre alla popolazione locale, trovarono la morte. Carrère e la sua compagna Helène ebbero però l'occasione di fraternizzare con alcuni sopravvissuti, e il romanzo parte proprio dalle loro storie. Lutti atroci, genitori che perdono la figlia di 4 anni, una donna in viaggio di nozze che scopre solo dopo alcuni giorni che il suo neosposo è ancora vivo, ferito, ma vivo, dolori vissuti in maniera diversa, ma comunque toccante. Questa parte iniziale è quella che mi è piaciuta di più, nella quale mi sono immedesimata maggiormente, la seconda racconta la storia della sorella della sua compagna, che nello stesso periodo dello tsunami scoprì di essere nuovamente malata di cancro, e di avere pochi mesi di vita. Una vita nella quale la malattia aveva avuto una parte preponderante, sin dalla adolescenza, ma con la quale Juliette aveva imparato a convivere, il cancro era parte di sè. Juliette faceva la magistrata, e Carrère si dilunga in maniera fin troppo particolareggiata sulle leggi francesi e le attività di alcuni magistrati coraggiosi e controcorrente. Pagine decisamente noiose, almeno per una lettrice italiana come la sottoscritta. In sintesi, credo sia un romanzo da leggere, perché tocca temi importanti, magari saltando le parti meno interessanti.
  • Il re del gelato

    Cassar Scalia, Cristina

    • 14/09/2026
      Deludente
      Premetto che sono una grande fan di questa serie, forse una delle mie preferite nel genere. Tuttavia non capisco il senso di questo libro. La storia ha luogo subito prima del primo libro della serie, Sabbia Nera. Tuttavia le informazioni aggiuntive che riceviamo sui personaggi sono di scarso valore. Quando ho visto che era un prequel, pensavo che fosse ambientato ai tempi di Palermo, che sarebbe stato un cambio di passo veramente degno di nota. Spero di leggere qualcosa del genere in futuro! Il caso non è male, ma non è neanche tra i più belli.
  • Abbiamo sempre vissuto nel castello

    Jackson, Shirley

    • 14/09/2026
      Sconvolgente
      Jackson riesce, con semplicità e senza sforzo, a creare un clima di inquietudine e tensione. Con poche parole, poche semplici scene, costruisce personaggi che ci fanno paura e non sappiamo nemmeno bene perchè. I personaggi descrivono se stessi con le loro azioni, non tramite le parole del narratore, il che ci fa sentire di conoscerli personalmente. Ho divorato questo libro in 24 ore, e nonostante questo ho sofferto a separarmi da Mary Katherine.
  • Uomini e topi

    Steinbeck, John <1902-1968>

    • 14/09/2026
      incredibilmente toccante
      Questo libro è la dimostrazione che non servono molte parole per arrivare al cuore delle cose (e delle persone). Questo libro tragico e toccante racconta l'essenza dell'amore che può legare delle due persone anche nel più arido degli ambienti. Penso che tutti dovrebbero leggere questo libro
  • Vol. 1: Infanzia, adolescenza

    Ferrante, Elena

    • 14/09/2026
      Arrivo tardi
      Arrivo tardi alla lettura di questo libro in quanto, in generale, provo a evitare di leggere libri molto inflazionati. Devo dire però che questa volta non era necessario. Questo libro è un capolavoro. Leggo moltissimo ed era molto tempo che non mi capitava di leggere un libro contemporaneo di questo livello. Veramente incredibile, mi pento di aver aspettato così a lungo. E ora procedo col volume 2!
  • Da qualche parte al di là del mare

    Klune, TJ

    • 14/09/2026
      Forse più bello del primo
      La storia segue il primo libro, pur cambiando punto di vista. Il tono è quello fiabesco e delicato che classifica anche il primo, continuando a trattare gli stessi macro-temi ma approfondendo argomenti differenti. Molto carino
  • La casa sul mare celeste

    Klune, TJ

    • 14/09/2026
      Toccante e profondo
      Il libro racconta la storia con toni fiabeschi e pittoreschi, benchè il contenuto sia delicato e profondo. I personaggi sono adorabili e la storia è una che merita di essere letta.
  • [1]: La casa di terra e sangue

    Maas, Sarah J.

    • 14/09/2026
      SJM ci è riuscita di nuovo
      Ho iniziato a leggere Crescent City senza conoscerne la trama (ma avevo già letto le serie ACOTAR e TOG) e lasciatemi dire che è stata un'esperienza incredibile. È un'altalena di emozioni dall'inizio alla fine... ho pianto almeno tre volte. Non vedo l'ora di leggere il resto della serie, anche se non sono sicura di essere pronta al 100% per questo viaggio emotivo. I personaggi sono ben scritti, forse meglio delle altre due saghe.
  • San Francesco prima del mito

    Epicoco, Luigi Maria

    • 14/09/2026
      Un libro che presenta riflessioni interessanti. La figura di San Francesco è stata sicuramente utilizzata negli ultimi anni ai più disparati scopi, a volte modificandone sensibilmente la visione originaria. Epicoco ripercorre alcuni dei momenti salienti della sua vita per ritrovarne gli atteggiamenti e le idee che lo hanno portato ad essere un elemento di rottura all'interno del sistema della chiesa cattolica. In questo l'esempio di Francesco è sicuramente affascinante e coinvolgente per la purezza del suo messaggio. Complessivamente ho trovato diversi ragionamenti nuovi e punti di vista che permettono di chiarire quale fosse davvero la figura di questo santo. Al contempo l'ho trovato talvolta ripetitivo e avrei apprezzato un passaggio anche breve, ma più profondo, nel descrivere il contesto storico in cui la sua dottrina si inseriva.
  • Storia di Gerusalemme

    Lemire, Vincent

    • 14/09/2026
      Da qualche decennio i fumetti si sono evoluti ed hanno esteso il loro campo di narrazione ad ambiti diversi rispetto all'umorismo o alle storie avvenurose. Li chiamano adesso graphic novel per dargli una patente di "nobiltà" che, a mio parere, già avevano, anche quando nel nostro paese venivano (con pochissime eccezioni) "schifati" dai letterati. Questo libro è un saggio assolutamente di alto livello, scritto da uno storico specializzato nell'argomento, ricco di nozioni e di citazioni, e copre tutto l'arco temporale della storia di Gerusalemme, dalla fondazione ai giorni della publicazione (2022). Vi aiuterà a conoscere e capire meglio quello che succede in questa città, sacra per tre religioni, e in questa terra di Palestina, rivendicata da due popoli. A mio parere la parte più deludente è quella grafica. Lo stile del disegnatore non mi entusiasma sebbene sia sufficientemente funzionale a supportare il testo
  • Le crociate viste dagli Arabi

    Maalouf, Amin <1949- >

    • 14/09/2026
      L'autore, un francese di origini libanesi, ci delizia con questo splendido libro che integra le vicende note e meno note delle Crociate con le fonti storiografiche arabe e che lascia spazio a moltissime considerazioni ed attualizzazioni (...senza aspettare l'ultimo capitolo). Si tratta di un manuale compatto, veloce, sufficientemente "romanzato" per renderne più gradevole la lettura. Interessante vedere come questa opera debba molto a uno storico italiano (F.Gabrieli, "storici arabi delle crociate" Einaudi).
  • Jerusalem

    Lagerlöf, Selma

    • 14/09/2026
      Due libri in uno.
      Due libri in uno. Il primo è la storia vera di un gruppo di contadini della regione svedese della Dalecarlia, che nel 1896, spinti da un profondo fervore religioso e dalle predicazioni di un mistico di Chicago, decisero di vendere tutti i propri beni e abbandonarono la propria terra per unirsi all' American Colony di Gerusalemme, comunità cristiana che viveva in povertà e in attesa del ritorno di Cristo. L'autrice nel 1900 intraprese un viaggio in Palestina dove visitò la colonia e incontrò di persona i connazionali emigrati. Questo lavoro di documentazione "giornalistica" verrà utilizzato (naufragio della fondatrice della colonia incluso) e costituisce il supporto allo sviluppo della saga, tipicamente nordica, della famiglia Ingmarson, proprietari terrieri molto lontani dalla figura dei latifondisti che di solito si trova nei romanzi. Il benessere degli Ingmarson, una vera stirpe ove il primogenito continua a chiamarsi di generazione in generazione Ingmar Ingmarson, è basato sul duro lavoro dei campi a cui, sebbene proprietari con dipendenti, gli Ingmarson non si sottraggono, continuano a portare l'aratro, tagliare la legna, etc. fedeli a un'etica scandinava legata alla terra. Forse per questo la loro influenza sulla comunità locale va ben oltre la ricchezza o l'estensione dei possedimenti. Essi sono figure di riferimento e questo accresce anche le loro responsabilità verso la comunità. E' l'etica del sacrificio, del "fare quello che è giusto fare" il filo conduttore che inspira l'azione dei personaggi del romanzo, con tutti i tormenti connessi: capire dove sta il giusto, cercare dei segni della volontà divina che ci possano guidare. Esiste una provvidenza nel racconto ben diversa da quella cattolica, a cui abbandonarsi con serenità, l'imprescrutabilità del disegno divino accompagna i vari protagonisti fino alle ultime pagine del romanzo. Da segnalare l'attacamento della Lagerlof al proprio "heimat", alle antiche saghe (la perdità dell'occhio di uno dei protagonisti non è forse un rimando alla figura di Odino che sacrifica il suo occhio per attingere alla saggezza?), la nostalgia che gli svedesi emigrati mantengono per la Dalecarlia (Vedevano le loro terre, i campi, le fattorie, la gente che camminava tranquilla per le strade, quella sicurezza, quella vita sempre uguale, quegli anni che si succedevano così simili uno all’altro che era impossibile distinguerli). Tale amore si contrappone allo sguardo critico dell'autrice verso la Città Santa ove, già all'inizio dello scorso secolo, le tre religioni del Libro continuavano a guardarsi in cagnesco e a convivere con non poche difficoltà (esemplare l'episodio del continuo diseppelimento del cadavere di una vecchia ebrea).
  • La signora Meraviglia

    Anglana, Saba

    • 14/09/2026
      Con una narrazione scorrevole Saba Anglana porta a rifletter su temi storici, politici e burocratici. Il peso della storia coloniale italiana in Africa orientale (Etiopia e Somalia), l'appartenenza a lingue e culture diverse, raccontato in maniera lieve senza moralismi attraverso il vissuto di una famiglia, mentre affronta una burocrazia kafkiana e escludente.