I commenti più recenti
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Harry Frumento & Betty Paglierina
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26/05/2026 Donaldsoni libri di Julia Donaldson sono sempre una garanzia
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Le caramelle magiche
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26/05/2026 bellissimoillustrazioni particolari ed una storia divertente e delicata, farà sorridere i bimbi e riflettere i genitori, consigliatissimo anche per l' acquisto
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Fantasmi a cena
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26/05/2026 che cenache succede quando un gruppetto di fantasmi si riunisce per cena? una piccola e divertente storia per sorridere
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L'isola del nonno
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26/05/2026 Tenerolibro delicato e adatto per parlare ai più piccoli di perdita e lutto
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Spartaco il ragnetto
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26/05/2026 SpartacoPiccola lezione sulla bellezza di essere se stessi
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Ti voglio bene, Blu
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26/05/2026 Blutenera storia di un' amicizia, adatta ai più piccoli
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Faccio da sola!
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26/05/2026 faccio da solauna tenera bimba convinta di essere capace di fare da sé: tenero
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I divi
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25/05/2026 Un classico della teoria del cinema e della sociologiaScritto nel 1977, I Divi di Edgar Morin si impose sin da subito come uno studio fondamentale per quanto riguarda la società dei consumi, il cinema e lo star-system. Per il sociologo, i divi cinematografici (fino agli anni '50 - '60, quando al cinema l'influenza della Nouvelle Vague, del cinema documentaristico e del Neorealismo ha imposto anche l'idea di un cinema senza star) hanno ricoperto nella società industrializzata del Novecento un ruolo simile a quello degli dei e degli eroi dell'epica. Questo fenomeno è stato , però, sfruttato dall'industria cinematografica grazie a delle istituzioni in grado di creare divi per lo schermo; il motivo? Fare cassa grazie ai volti eterei, sognanti e amorosi dei grandi divi e delle grandi star. Unendo sociologia, economia e semiotica, I Divi è un testo fondamentale per chiunque studi o sia appassionato di cinema classico hollywoodiano. Un vero must!
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Notti invisibili, giorni sconosciuti
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25/05/2026 Da capogiroUn libro che trascina, coinvolge e fa respirare ogni parola, dà le vertigini e cattura per sempre.
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La pecora rossa
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25/05/2026 Il coraggio di non scolorireCi sono libri che si leggono. E poi ci sono libri che sembrano accucciarsi accanto al lettore come animali feriti, lasciando sul pavimento una traccia di silenzio difficile da cancellare. La pecora rossa di Enrica Bonaccorti appartiene a questa seconda specie rara: non racconta soltanto una storia, ma spalanca una fenditura nella memoria, nella fragilità umana, in quel bisogno disperato di essere amati senza dover chiedere permesso. La “pecora rossa” evocata dal titolo non è semplicemente una creatura diversa dal gregge. È un simbolo vivo, sanguinante, quasi febbrile. Rossa come ciò che brucia, come ciò che viene additato, come ciò che non riesce a nascondersi. Enrica Bonaccorti costruisce così un romanzo che vibra tra confessione e visione, tra carezza e lama sottile, trasformando la marginalità in una lingua poetica e inquieta. La sua scrittura possiede una delicatezza tagliente. Non urla mai, eppure lascia addosso la sensazione di essere stati attraversati da qualcosa di profondamente umano e selvatico insieme. Le emozioni non vengono spiegate: si insinuano. Arrivano come certe musiche ascoltate da bambini che continuano a vibrare anni dopo, senza sapere perché. Ciò che rende questo libro così intenso è proprio il suo rifiuto della perfezione. Ogni fragilità narrata da Bonaccorti diventa una fenditura da cui entra luce. Ogni senso di esclusione si trasforma lentamente in identità. Come se il dolore, invece di deformare l’anima, ne avesse scolpito la forma autentica. La scrittura possiede qualcosa di teatrale e notturno: procede per immagini improvvise, ombre emotive, ricordi che riaffiorano come fotografie dimenticate in fondo a un cassetto impregnato di pioggia. Ogni pagina sembra custodire un’infanzia mai davvero conclusa, un dialogo continuo con l’abbandono, con la paura di non essere abbastanza, con quel senso di estraneità che accompagna certe anime fin da bambine come un cappotto troppo pesante. Eppure il libro non sprofonda mai nel vittimismo. Anzi. La sua forza più feroce sta proprio nel trasformare la vulnerabilità in voce. Una voce ruvida, elegantemente imperfetta, che non cerca di sedurre il lettore con artifici letterari, ma lo trascina dentro una verità emotiva quasi disarmante. Ciò che colpisce è il coraggio di esporsi senza cipria narrativa, senza protezioni: Bonaccorti scrive come chi attraversa stanze buie tenendo accesa una sola candela, sapendo che la luce sarà minima ma sufficiente a non mentire. Leggere La pecora rossa significa entrare in contatto con una malinconia antica, ma anche con una forma ostinata di resistenza interiore. Perché sotto le ferite, sotto le crepe, sotto il senso di esclusione che percorre il libro come una corrente sotterranea, pulsa ancora il desiderio umano più elementare e struggente: essere riconosciuti. Essere guardati davvero. Ed è forse questo il lascito più intenso del romanzo: la consapevolezza che certe diversità non chiedono di essere curate, ma ascoltate. Come si ascolta il vento quando attraversa una casa vuota. Come si ascolta qualcuno che, finalmente, trova il coraggio di raccontarsi senza abbassare gli occhi.
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Roma antica : storia e documenti
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25/05/2026 Buon manuale di storia romanaSi tratta di un buon manuale universitario di storia romana. Piuttosto completo, curato nelle fonti, attento agli aspetti sociali più che alle vicende storiche vere e proprie. Destinato a studenti, non a studiosi.
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Nobody's girl : la mia storia di sopravvivenza in nome della giustizia
Giuffre, Virginia Roberts <1983-2025>
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25/05/2026 La ragazza di nessuno.È l'autobiografia di un martirio, quello di Virginia Giuffre, vittima nella sua infanzia di un padre che la violenta. Nell'adolescenza i suoi supplizi si intensificano quando incontra due malefici sodali: Jeffrey Epstein e Ghislaine Maxwell che la inseriscono in un sistema di abuso e sfruttamento, torturando il suo corpo e la sua anima di adolescente, in modi ripugnanti. Loro la cedono a figure ricche e influenti, tuttora molto note, per avere in cambio favori economici. La ricostruzione cronologica dettagliata e meticolosa appesantisce la lettura, ma denuncia un sistema di potere che per anni ha protetto questi atti disgustosi contro dei minorenni. L'autrice, pur avendo ricevuto dei traumi fortissimi con conseguenze psicologiche devastanti, ha la forza di denunciare per dare forza anche a tutte le altre vittime della tratta di minorenni. Non è facile leggere questo libro, ci sono passaggi scioccanti, purtroppo realmente accaduti.
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Deja Vu [Videoregistrazione] : Corsa contro il tempo
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25/05/2026 Barbara PetiFilm molto intenso, si parla molto di fisica e della distorsione del tempo... che viene utilizzata ai fini di cambiare il futuro ed evitare un attacco terroristico. Il viaggio indietro nel tempo e' sempre stato il sogno dell'uomo.. adesso realizzabile come un segreto militare. intensa l'evoluzione del punto di vista dell'agente. molto bella la dinamica emozionale di tutti quelli che partecipano alla ricostruzione dei 4 gg precedenti all'attacco, molto emotivi ed empatici un bel film
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La sonnambula
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25/05/2026 Giorgio Grasso Una veggente allo sbaraglioLetti i commenti piuttosto negativi di altri lettori e lettrici mi sento di spezzare una lancia in favore di questo romanzo sicuramente di appendice, certamente un po' troppo lungo (50-80 pagine in meno avrebbero giovato, quando si dice l'importanza dell'editing), e con personaggi stereotipati e soprattutto sempre coerenti con sé stessi. Che non risulta essere un vantaggio, perché le persone cambiano anche in base agli eventi che si trovano ad affrontare. Ciò premesso, e confermando che a tratti si fa fatica ad andare avanti e ci ho messo quasi un mese per leggerlo tutto, posso dire che alla fine qualcosa resta di questa narrazione, ispirata alla vita di una vera "sonnambula", una "finta" veggente per ricche signore annoiate e in cerca di emozioni e di risposte ai loro problemi di vita e sentimentali. La prima parte è la migliore, poi ci si annoia, e nell'ultima parte torna l'interesse, anche se concordo sulla scontatezza del finale. Prevedo comunque una facile promozione alla cinquina dello Strega, ma anche qui il mio voto non glielo dò
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23/05/2026 Un feuilleton alla derivaPer me questo romanzo è un gran polpettone: eccessivamente lungo, zeppo di stereotipi e situazioni che non stanno in piedi, tutto giocato alla ricerca di colpi di scena del tutto inverosimili, fino a un finale telefonato e melenso. Anche la scrittura non mi ha entusiasmato: semplice, piatta e poco incisiva, probabilmente consona a una prolifica autrice di libri per l’infanzia, quale è la Pitzorno. La vicenda si svolge prevalentemente in un paesino della Sardegna di fine Ottocento e ruota attorno a Ofelia Rossi che, dopo episodi di “mal bianco” (epilessia) avuti in giovane età, si reinventa come “sonnambula”, dispensando consigli e vaticini, ricevuti da una sorta di cosiddetto Spirito Guida, a una variegata clientela composta soprattutto da donne, pronte a sottoporle i quesiti più astrusi Insomma, una lettura che non mi ha lasciato assolutamente nulla, se non la sensazione di aver sprecato il mio tempo. Qualche ora sottratta ad attività ben più stimolanti e decisamente meno noiose.
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Hellboy
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25/05/2026 Barbara PetiMolto ben strutturato, alcune volte è anche comico. Il personaggio appare come supereroe altre volte come un umano qualsiasi anche ridicolo con il sigaro etc... interessante il punto di vista dello scienziato che lo considera un figlio e vorrebbe il meglio per lui. Un aspetto molto curato e' l'amicizia tra i mostri che si definiscono tali, l'uomo acquatico e hellboy...
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