I commenti più recenti
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I divi
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25/05/2026 Un classico della teoria del cinema e della sociologiaScritto nel 1977, I Divi di Edgar Morin si impose sin da subito come uno studio fondamentale per quanto riguarda la società dei consumi, il cinema e lo star-system. Per il sociologo, i divi cinematografici (fino agli anni '50 - '60, quando al cinema l'influenza della Nouvelle Vague, del cinema documentaristico e del Neorealismo ha imposto anche l'idea di un cinema senza star) hanno ricoperto nella società industrializzata del Novecento un ruolo simile a quello degli dei e degli eroi dell'epica. Questo fenomeno è stato , però, sfruttato dall'industria cinematografica grazie a delle istituzioni in grado di creare divi per lo schermo; il motivo? Fare cassa grazie ai volti eterei, sognanti e amorosi dei grandi divi e delle grandi star. Unendo sociologia, economia e semiotica, I Divi è un testo fondamentale per chiunque studi o sia appassionato di cinema classico hollywoodiano. Un vero must!
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Notti invisibili, giorni sconosciuti
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25/05/2026 Da capogiroUn libro che trascina, coinvolge e fa respirare ogni parola, dà le vertigini e cattura per sempre.
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La pecora rossa
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25/05/2026 Il coraggio di non scolorireCi sono libri che si leggono. E poi ci sono libri che sembrano accucciarsi accanto al lettore come animali feriti, lasciando sul pavimento una traccia di silenzio difficile da cancellare. La pecora rossa di Enrica Bonaccorti appartiene a questa seconda specie rara: non racconta soltanto una storia, ma spalanca una fenditura nella memoria, nella fragilità umana, in quel bisogno disperato di essere amati senza dover chiedere permesso. La “pecora rossa” evocata dal titolo non è semplicemente una creatura diversa dal gregge. È un simbolo vivo, sanguinante, quasi febbrile. Rossa come ciò che brucia, come ciò che viene additato, come ciò che non riesce a nascondersi. Enrica Bonaccorti costruisce così un romanzo che vibra tra confessione e visione, tra carezza e lama sottile, trasformando la marginalità in una lingua poetica e inquieta. La sua scrittura possiede una delicatezza tagliente. Non urla mai, eppure lascia addosso la sensazione di essere stati attraversati da qualcosa di profondamente umano e selvatico insieme. Le emozioni non vengono spiegate: si insinuano. Arrivano come certe musiche ascoltate da bambini che continuano a vibrare anni dopo, senza sapere perché. Ciò che rende questo libro così intenso è proprio il suo rifiuto della perfezione. Ogni fragilità narrata da Bonaccorti diventa una fenditura da cui entra luce. Ogni senso di esclusione si trasforma lentamente in identità. Come se il dolore, invece di deformare l’anima, ne avesse scolpito la forma autentica. La scrittura possiede qualcosa di teatrale e notturno: procede per immagini improvvise, ombre emotive, ricordi che riaffiorano come fotografie dimenticate in fondo a un cassetto impregnato di pioggia. Ogni pagina sembra custodire un’infanzia mai davvero conclusa, un dialogo continuo con l’abbandono, con la paura di non essere abbastanza, con quel senso di estraneità che accompagna certe anime fin da bambine come un cappotto troppo pesante. Eppure il libro non sprofonda mai nel vittimismo. Anzi. La sua forza più feroce sta proprio nel trasformare la vulnerabilità in voce. Una voce ruvida, elegantemente imperfetta, che non cerca di sedurre il lettore con artifici letterari, ma lo trascina dentro una verità emotiva quasi disarmante. Ciò che colpisce è il coraggio di esporsi senza cipria narrativa, senza protezioni: Bonaccorti scrive come chi attraversa stanze buie tenendo accesa una sola candela, sapendo che la luce sarà minima ma sufficiente a non mentire. Leggere La pecora rossa significa entrare in contatto con una malinconia antica, ma anche con una forma ostinata di resistenza interiore. Perché sotto le ferite, sotto le crepe, sotto il senso di esclusione che percorre il libro come una corrente sotterranea, pulsa ancora il desiderio umano più elementare e struggente: essere riconosciuti. Essere guardati davvero. Ed è forse questo il lascito più intenso del romanzo: la consapevolezza che certe diversità non chiedono di essere curate, ma ascoltate. Come si ascolta il vento quando attraversa una casa vuota. Come si ascolta qualcuno che, finalmente, trova il coraggio di raccontarsi senza abbassare gli occhi.
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Roma antica : storia e documenti
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25/05/2026 Buon manuale di storia romanaSi tratta di un buon manuale universitario di storia romana. Piuttosto completo, curato nelle fonti, attento agli aspetti sociali più che alle vicende storiche vere e proprie. Destinato a studenti, non a studiosi.
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Nobody's girl : la mia storia di sopravvivenza in nome della giustizia
Giuffre, Virginia Roberts <1983-2025>
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25/05/2026 La ragazza di nessuno.È l'autobiografia di un martirio, quello di Virginia Giuffre, vittima nella sua infanzia di un padre che la violenta. Nell'adolescenza i suoi supplizi si intensificano quando incontra due malefici sodali: Jeffrey Epstein e Ghislaine Maxwell che la inseriscono in un sistema di abuso e sfruttamento, torturando il suo corpo e la sua anima di adolescente, in modi ripugnanti. Loro la cedono a figure ricche e influenti, tuttora molto note, per avere in cambio favori economici. La ricostruzione cronologica dettagliata e meticolosa appesantisce la lettura, ma denuncia un sistema di potere che per anni ha protetto questi atti disgustosi contro dei minorenni. L'autrice, pur avendo ricevuto dei traumi fortissimi con conseguenze psicologiche devastanti, ha la forza di denunciare per dare forza anche a tutte le altre vittime della tratta di minorenni. Non è facile leggere questo libro, ci sono passaggi scioccanti, purtroppo realmente accaduti.
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Deja Vu [Videoregistrazione] : Corsa contro il tempo
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25/05/2026 Barbara PetiFilm molto intenso, si parla molto di fisica e della distorsione del tempo... che viene utilizzata ai fini di cambiare il futuro ed evitare un attacco terroristico. Il viaggio indietro nel tempo e' sempre stato il sogno dell'uomo.. adesso realizzabile come un segreto militare. intensa l'evoluzione del punto di vista dell'agente. molto bella la dinamica emozionale di tutti quelli che partecipano alla ricostruzione dei 4 gg precedenti all'attacco, molto emotivi ed empatici un bel film
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La sonnambula
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25/05/2026 Giorgio Grasso Una veggente allo sbaraglioLetti i commenti piuttosto negativi di altri lettori e lettrici mi sento di spezzare una lancia in favore di questo romanzo sicuramente di appendice, certamente un po' troppo lungo (50-80 pagine in meno avrebbero giovato, quando si dice l'importanza dell'editing), e con personaggi stereotipati e soprattutto sempre coerenti con sé stessi. Che non risulta essere un vantaggio, perché le persone cambiano anche in base agli eventi che si trovano ad affrontare. Ciò premesso, e confermando che a tratti si fa fatica ad andare avanti e ci ho messo quasi un mese per leggerlo tutto, posso dire che alla fine qualcosa resta di questa narrazione, ispirata alla vita di una vera "sonnambula", una "finta" veggente per ricche signore annoiate e in cerca di emozioni e di risposte ai loro problemi di vita e sentimentali. La prima parte è la migliore, poi ci si annoia, e nell'ultima parte torna l'interesse, anche se concordo sulla scontatezza del finale. Prevedo comunque una facile promozione alla cinquina dello Strega, ma anche qui il mio voto non glielo dò
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23/05/2026 Un feuilleton alla derivaPer me questo romanzo è un gran polpettone: eccessivamente lungo, zeppo di stereotipi e situazioni che non stanno in piedi, tutto giocato alla ricerca di colpi di scena del tutto inverosimili, fino a un finale telefonato e melenso. Anche la scrittura non mi ha entusiasmato: semplice, piatta e poco incisiva, probabilmente consona a una prolifica autrice di libri per l’infanzia, quale è la Pitzorno. La vicenda si svolge prevalentemente in un paesino della Sardegna di fine Ottocento e ruota attorno a Ofelia Rossi che, dopo episodi di “mal bianco” (epilessia) avuti in giovane età, si reinventa come “sonnambula”, dispensando consigli e vaticini, ricevuti da una sorta di cosiddetto Spirito Guida, a una variegata clientela composta soprattutto da donne, pronte a sottoporle i quesiti più astrusi Insomma, una lettura che non mi ha lasciato assolutamente nulla, se non la sensazione di aver sprecato il mio tempo. Qualche ora sottratta ad attività ben più stimolanti e decisamente meno noiose.
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07/05/2026 Una chiaroveggenza d'impresaQuesta è la lunga storia di una sensitiva sarda della fine dell'800. Non mi ha entusiasmato, ma voglio richiamare l'attenzione su un aspetto particolare della trama che mi ha incuriosito. Trattandosi la protagonista di un personaggio ispirato a persona realmente vissuta, si racconta che la (vera) Sonnambula riceveva le clienti nei giorni feriali in orario pomeridiano, Perché? Verosimilmente, per darsi il tempo di reperire notizie dalla lettura dei giornali del mattino. La chiaroveggenza per lei divenne, con gli anni, una miscela di presagio, cronaca e fantasia, un'attività da vera imprenditrice. APPERO' !
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Hellboy
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25/05/2026 Barbara PetiMolto ben strutturato, alcune volte è anche comico. Il personaggio appare come supereroe altre volte come un umano qualsiasi anche ridicolo con il sigaro etc... interessante il punto di vista dello scienziato che lo considera un figlio e vorrebbe il meglio per lui. Un aspetto molto curato e' l'amicizia tra i mostri che si definiscono tali, l'uomo acquatico e hellboy...
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La cucina degli incontri della signora Megumi
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24/05/2026Megumi un tempo era un'indovina. Con il nome d'arte di Madame Moonlight, grazie al proprio talento e dono per la divinazione godette di straordinaria fama. Poi, un intoppo nella propria vita privata le tolse credibilità e poteri. Senza più nulla, guidata dall'istinto che poi si rivela essere destino, ha aperto da una decina d'anni un piccolo ristorante di oden. Qui, tra una portata e l'altra del rinfrancante piatto, seguiamo le storie di alcuni dei suoi clienti fissi, soprattutto di alcune donne. Tutte, senza eccezione, pongono come questione principale da risolvere il matrimonio. Che sia il sistemare una figlia trentenne, il trovare un buon partito per sé, l'accettare proposte da vedovi, la qualità delle agenzie matrimoniali, il tema del romanzo è solo quello. Megumi, che con sorpresa si rende conto che un barlume di potere pare esserle tornato, e vede ombre o luminosità intorno alle persone a seconda della positività o meno di quanto stanno per affrontare, fa da consigliera e talvolta interviene nello spingere gli avventori - ormai suoi amici - nella direzione che sa essere giusta per loro. È un romanzo piacevole alla lettura, ma ho trovato irritanti certi ragionamenti circa il matrimonio e la vita di coppia, come le caratteristiche che una donna dovrebbe avere per sapersi "promuovere" in un periodo storico in cui le giovani troppo riservate o silenziose non vanno più bene, perché gli uomini non sarebbero più abbastanza insistenti. E poi i vari discorsi sul sacrificio, sul compromesso, sul fatto che alla fine ci si sposa per non essere soli e avere sostegno, le interferenze nelle scelte personali e l'idea di un fatalismo di fondo. So che si tratta di un aspetto sociale e culturale molto diverso rispetto a quello occidentale, però ci sono stati molti atteggiamenti e riflessioni proprio da parte dei personaggi di questo romanzo che mi hanno infastidita. Interessanti le piccole digressioni sul cibo, che come in molti libri sul genere crea atmosfera ed è mezzo di incontro e condivisione.
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<<Opere>> 2
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24/05/2026Nel 1980 Goffredo Parise trascorse due mesi in Giappone e scrisse delle brevi prose destinate alla pubblicazione a mezzo stampa, poi raccolte in questo agile volume. L'alter ego dell'autore è qui Marco, scrittore e giornalista italiano che istituisce costanti confronti tra il paese del Sol Levante e quello "della Politica", come lo chiama lui, ossia la nostra soleggiata penisola; a me questo affascinato viaggiatore ha fatto sì pensare al Marco Polo del 'Milione' (ma anche alla versione di Calvino nelle 'Città invisibili'), ma anche al buon Marcovaldo, anche lui straordinaria creatura letteraria del suddetto. E' un narratore attento e minuzioso quello di Parise, che descrive nel dettaglio un paese in bilico tra tradizione ed occidentalizzazione, in cui la bellezza coincide con l'assenza di emozioni forti a favore di una quieta e limpida padronanza di sé: 'l'eleganza è frigida' è il verso di un haiku e nel contempo la sintesi di un'estetica che sfocia nell'etica. Verso la fine ho provato un po' di stanchezza verso la mitizzazione di questo favoloso Oriente a discapito delle terre nostrane, dipinte come corrotte, malate, volgari; è in questo estenuato e continuo parallelo che, a mio avviso, questo testo- a metà strada tra il saggio, la prosa giornalistica e il memoir di viaggio- perde un po'. Bellissime rimangono tuttavia le descrizioni delle vesti, dei cerimoniali, dell'attenzione estrema ai dettagli e alle composizioni che intridono gentilmente pagine piene di grazia.
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Lavoro a mano armata
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24/05/2026 Lucida folliaIl romanzo racconta a cosa può condurre un cocktail micidiale di competenza, determinazione, disperazione e rabbia. Il tema di fondo è la ricerca di un lavoro da parte di un disoccupato, Alain Delambre, esperto di management e risorse umane ormai non più giovane. L'occasione di una selezione di lavoro un po' insolita sotto forma di gioco si trasforma in una inquietante realtà che fa sprofondare il protagonista in un gorgo di meschinità, umiliazioni, violenza, e servirà tutta la lucidità possibile per cercare di riportarsi a galla - sì perché la questione non è se uscirne con dignità, ma uscirne. Il libro presenta una buona indagine psicologica dei personaggi, mentre ho trovato piuttosto inverosimili alcuni passaggi nella trama. Voto 3,5.
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L'insostenibile leggerezza dell'essere
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24/05/2026 Giselda Massari La leggerezza di KunderaTratto dal best seller di Milan Kundera (1985), il film ripercorre fedelmente il libro con una struggente interpretazione di Thérèse da parte di Juliette Binoche. E' ambientato nella Praga post invasione sovietica e narra le vicende di un giovane medico, Thomas, ammalato di leggerezza e della sua compagna Thérèse, pura, ingenua e sincera nell'amore che prova per lui. Sopporta i tradimenti del marito, spinto da una irrefrenabile voglia di sesso che sfoga con varie amanti, senza mai provare sensi di colpa perchè mosso appunto dalla voglia di leggerezza. Leggerezza che impronta tutta la sua vita consentendogli di affrontare senza traumi apparenti la dittatura sovietica, la perdita del lavoro di medico perchè, sempre con leggerezza, aveva pubblicato un articolo anti-sovietico. Per Thérèse, divorata dalla gelosia e dal dolore dei tradimenti, questa leggerezza è appunto insostenibile. Nel finale tragico forse i due trovano la pace. Molto lungo, forse troppo, il film contiene toccanti immagini di repertorio dell'invasione sovietica in cui sono inserite scene dei due protagonisti. E' senz'altro un film denuncia, come lo era stato a suo tempo il libro, ma rispecchia la leggerezza/ironia che Kundera inserisce in tutta la sua opera come se non ritenesse l'azione coercitiva operata dall'Unione Sovietica di allora degna di troppa seria considerazione: dal suo rifugio sicuro a Parigi poteva certo permetterselo.
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[4]: Fuki-no-tö
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24/05/2026 Breve ma intenso.Quarto capitolo della pentalogia "L'ombra del cardo". Dallo stile essenziale, l’autrice va dritta all'essenza emotiva del racconto. Il titolo fa riferimento al fuki-no-to (il germoglio del farfaraccio giapponese), una metafora che incarna perfettamente la protagonista: tenace, semplice, ma non priva di grazia e pronta a sbocciare nonostante le difficoltà. È una lettura ideale se ami la letteratura giapponese intimista, caratterizzata da un'esplorazione sommessa ma potente del desiderio e della complessità dei sentimenti umani.
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The outsider
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24/05/2026 Bruno Umana A metà tra scienza e fantascienzaQualcuno vuole incastrare Terry Maitland , viene accusato di aver stuprato e ucciso un ragazzino , tutto fa pensare che lui è il colpevole, ma talvolta non è così e le prove possono essere manipolate...Da leggere
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Eredi Piedivico e famiglia
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23/05/2026 Rossella Ricciotti delicatoun libro sui sentimenti, diverso da quelli sul commissario Maccado o sugli altri tanti personaggi che attorniano il lago
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