I commenti più recenti
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Sulla tradizione orale : il mito, il pianto, il canto
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07/10/2026 Fabiola Anzellotti Preso in biblioteca ma lo compreròÈ un testo validissimo e davvero interessante. Approfondisce in maniera chiara tutti gli argomenti trattati. Non si addice a un saggio ma definirei questo libro avvincente. Da avere sicuramente nella propria biblioteca personale.
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Il mio amico Giorgio Gaber : tributo affettuoso a un uomo non superficiale
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07/10/2026Libro furbetto. Se hai iniziato a leggerlo perchè sei un fan di Gaber, resterai deluso nello scoprire che l'autore ha utilizzato "il suo amico Gaber" per scrivere un libro soprattutto su se stesso. Ora della biografia di Giampiero Alloisio ce ne importa il giusto: un po' più di trasparenza da parte dell'autore e dell'editore sarebbe stata apprezzata. Libro inutile? Non proprio. Grazie al cielo oltre a propinarci i dettagli della sua (di Alloisio) vita, ci presenta qualche apprezzabile spigolatura di Gaber che resta al di fuori dal cordone sanitario imposto dagli eredi (una doppia cinta muraria se si pensa che la figlia di Gaber ha sposato il figlio di Luporini!). Tra tutte cito "credo che Ombretta, con la sua scelta politica, abbia dimostrato indipendenza da suo marito; mi sembra invece che Giorgio non abbia dimostrato indipendenza dalla scelta politica di sua moglie." , resta infatti strano che Gaber, feroce fustigatore del malcostume politico italiano, dopo la discesa in compo della Colli al fianco di Berlusconi, abbia evitato di infierire su quest'ultimo (a parte qualche battutina).
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La ricreazione è finita
Ferrari, Dario <1982- ; Viareggio>
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07/10/2026 EccezionaleDa leggere assolutamente
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Psicologia delle folle
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07/10/2026 Un libro letto......quasi per scommessa per quanto possa essere lontano dalle letture preferite. O quantomeno ritenuti utili. Per lo spirito e l'intelletto. Da subito una nota potentissima di attualità. Nulla di questo libro e di quanto vi è scritto sopra è attuale. Centocinquanta anni fa. Una società profondamente diversa. Mezzi comunicativi profondamente diversi. Una cultura, per quanto si voglia, profondamente diversa. Eppure le masse si muovono adesso come allora. E allora si muovevano come mille e più anni prima. C'è un qualcosa di non inedito nel comportamento della gente. Un qualcosa "d'irrazionale ma non irragionevole". Da leggere per capire. Da parte nostra. Profondamente consigliato. Da leggere per attuare. Da parte "loro". Obbligatorio.
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In bilico sul mare
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07/10/2026 La vita degli isolaniCon un romanzo breve l’autrice descrive la vita dei disagiati abitanti delle isole, da sempre territori con scarse opportunità lavorative. Narra la vicenda di un giovane che non vuole lasciare la propria terra per non ripetere la vita del proprio nonno emigrato che è vissuto lontano dalla famiglia. Descrive il turismo, nuova risorsa degli isolani, ma solo come attività stagionale e della necessità di cercare altre fonti di reddito. Racconta il dramma dei migranti in fuga dal loro paese alla ricerca di una vita migliore. Infine denuncia i rischi del lavoro in nero in cantieri privi di sicurezza, dove la morte è sempre in agguato.
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Come sale sulla pelle
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07/10/2026 L’emigrazione italianaUna contrastata storia d’amore fa da cornice ai tragici fatti avvenuti in Francia nel 1893 ai danni degli italiani che andavano a lavorare nelle saline della Camargue. Un romanzo storico per ricordare i tempi duri in cui gli italiani erano costretti a emigrare alla ricerca di un lavoro per sfamare le proprie famiglie.
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Circe
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07/10/2026 Una visione diversa e non convenzionaleMadeline Miller presenta una Circe molto “umana” che, benché dea e figlia di un titano, fin da piccola soffre di discriminazioni che la rendono debole. Quando si innamora di un umano, una ninfa piú avvenente di lei seduce il suo amato, allora lei si vendica scoprendo i suoi poteri di maga trasmutatrice. Per questo viene esiliata per l’eternità sull’isola di Eea. Col suo romanzo l’autrice ci mette di fronte al fatto che l’immortalità non è un vero valore e che la morte in fondo è una liberazione.
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Gli emigrati
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07/10/2026 Gianfranco Stefanoni Prima che i ricordi scompaiano definitivamenteI quattro racconti di cui si compone il libro narrano fatti in parte veri, in parte inventati e hanno in comune la fuga dei protagonisti dai loro luoghi d’origine europei per sfuggire alla minaccia nazista. L’autore raccoglie, tra realtà e finzione, le testimonianze di persone ormai anziane che hanno conosciuto, in certi luoghi e in certi tempi, i protagonisti delle quattro storie narrate, sempre raccontati in terza persona e quindi percepiti da chi legge ancora più distanti. Da sottolineare in particolare il secondo e il terzo racconto, in cui il narratore diventa a sua volta l’ascoltatore delle storie raccontate da altri e, a chi legge, sembra di condividere con lo scrittore stesso la curiosità e la suspense suscitate della storia. Sulle pagine del libro compaiono vecchie foto, alcune veramente attinenti alle storie raccontate, altre, che per le atmosfere, il periodo in cui sono state scattate e la loro qualità, potrebbero avere un legame con i fatti e le persone. Queste foto, spesso sgranate e sbiadite, frammenti di memorie di persone e di atmosfere del passato, sembrano destinati a sparire, così come le persone che nel libro hanno raccontato i loro ricordi. Questa è la sensazione che ho ricavato dalla lettura di Emigrati: ricordi di persone lontane nel tempo, catturati per un momento, fatti rivivere e poi consegnati all’oblio.
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Tutti i nostri segreti
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07/10/2026E' una famiglia immigrata ma le dinamiche sono tipiche di ogni famiglia in cui non si comunica, in cui si nascondono i traumi, il dolore. Patriarcato e ricatto emotivo sono i legami tossici di una famiglia che figlio dopo figlio va sgretolandosi. Il tema centrale del libro è l'incomunicabilità familiare
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Dignità
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06/10/2026 “Salonique la Magnifique!”Ho trovato piacevole questa memoria familiare con cui Lea Ypi ricostruisce la storia della sua famiglia, mantenendo il focus sulla figura della nonna Leman e attraversando la storia europea da una prospettiva non banale. Il punto di partenza è un vecchio scatto in bianco e nero, rinvenuto casualmente su Facebook, che ritrae la nonna Leman e il marito in viaggio di nozze a Cortina nel 1941. Da quella fotografia prende forma la storia di una donna colta ed elegante, cresciuta nell’Impero Ottomano e poi travolta dalle vicende del Novecento fino alla dittatura comunista. Una storia ricostruita attraverso un lavoro d’archivio sui fascicoli declassificati della polizia segreta, ma anche attraverso lettere, diari e racconti tramandati. Uno degli aspetti che ho apprezzato di più è il modo in cui il racconto va oltre l’idea di confine e di appartenenza territoriale, mostrando come spesso la geografia sia una finzione imposta. In un secolo in cui imperi e regimi hanno continuamente frammentato le identità, l’autrice mostra come la vera continuità non sia necessariamente legata a un pezzo di terra, ma a un’appartenenza generazionale e di discendenza: il filo della memoria che unisce una nonna a una nipote. Molto interessante anche il concetto di dignità che emerge dalla figura di Leman. Non è una dignità “impartita” dall’esterno, che le istituzioni o gli archivi possono concedere o togliere, ma qualcosa di profondamente endogeno. Tutto può essere tolto — casa, status, diritti — ma non la libertà di decidere come stare al mondo. Un libro che ho apprezzato, scritto con uno stile fluido e un tono lucido, che non scade nel sentimentalismo. Ho gradito anche la cura con cui il testo è corredato da strumenti che aiutano a orientarsi nella complessità della storia raccontata: l’elenco dei personaggi all’inizio, la nota sui titoli onorifici, la cronologia degli eventi storici e le mappe che ne mostrano i continui mutamenti territoriali.
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Conclave
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06/10/2026 Bel romanzo, brutto finaleNarrazione avvincente e credibile, personaggi tratteggiati con efficacia, dettagli realistici. Tutto bello, mi è piaciuto molto, tranne il finale. Si è cercata la sorpresa, il colpo ad effetto, non credo fosse necessario strafare.
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La parola ai morti : Indagini di un medico legale
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06/10/2026 Annalisa Lamboglia La parola ai mortiletto in due giorni... l'ho trovato molto interessante non solo per i dettagli tecnici ma anche e soprattutto per il modo in cui si racconta la professione del medico legale. Il libro è a tratti divertente ma sempre rispettoso della situazione e delle vittime e si conclude con l'invito al lettore a dare tutto il valore possibile alla propria vita perché non si può sapere quanto tempo si ha. Mi è piaciuto molto! Lo consiglio.
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Radio Sarajevo
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06/10/2026 Daniela BertoglioTijan Sila racconta la sua drammatica esperienza di abitante di Sarajevo: nel 1992 aveva undici anni, un fratellino di tre, di cui si occupava, una madre dottoranda in germanistica di origini croate e un padre musulmano, docente universitario di biblioeconomia. Vivevano in un quartiere popolare, non immaginavano nemmeno lontanamente che sarebbe potuta scoppiare una guerra che avrebbe sconvolto le loro esistenze. E' un romanzo interessante perché l'autore è riuscito a raccontare l'assedio, i bombardamenti, la fame, il freddo, la mancanza di acqua, i cecchini, i palazzi distrutti, le donne stuprate dai soldati serbi, i ragazzini che sniffano colla, i morti, con la leggerezza di un ragazzino, che si aggira tra le rovine con gli amici quando marina la scuola, e va a cercare materiale pornografico nelle edicole distrutte, per avere merce da barattare con i soldati dell'ONU, che in cambio danno orsetti gommosi e cioccolato, sempre cercando di schivare i proiettili e le bombe. Dopo due anni di assedio, e dopo che lo stesso Tijan è stato colpito da un proiettile ad una gamba, i genitori decidono di fuggire dalla città, emigrare in Germania, a Mannheim, dove Tijan deve ricominciare da zero, non sa il tedesco, non conosce nessuno, gli incubi continuano a perseguitarlo ed i fantasmi della guerra non lasciano in pace i suoi genitori. Un romanzo potente, che racconta una guerra senza mai cadere nella retorica o nel pietismo. Lo consiglio davvero a tutti.
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19/09/2026 Si legge davvero in una seraun libro che scorre nonostante il tema in maniera leggera e limpida. l'immagine di un bambino che sopporta la guerra e impara a convivere con l'ambiguità degli adulti
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Sabotaggio d'amore
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06/10/2026Grande narratrice, racconta le sue avventure cinesi con disincanto, e si intravede una Cina povera e dittatoriale. Ricorda i ragazzi della via Paal o la guerra dei bottoni. Spassoso
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Pensa & arricchisci te stesso in dieci minuti al giorno : chiedi quello che vuoi dalla vita... e ricevilo
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06/10/2026 L’entusiasmo non invecchiaLo aveva scritto nel 1937 e ancora oggi lo si trova sugli scaffali di mezzo mondo. C'è un motivo: funziona. Il titolo trae in inganno, perché di finanza Hill parla poco. Il libro, in realtà, parla dell’uomo: di come un obiettivo chiaro, coltivato con desiderio e costanza, finisca per diventare la nostra realtà. Non è perfetto — l'età si sente, e qualche passaggio è più entusiasmo che scienza. Però funziona: lo chiudete con la voglia di mettervi al lavoro. E in fondo è ciò che si cerca da un libro così.
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