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I commenti più recenti

  • Il confessore

    Nesbø, Jo

    • 17/01/2026
      Assassino con motivazioni
      In questo poliziesco, alquanto atipico, ci si trova a simpatizzare con un giovane assassino, ragazzo mite ed educato che vuole vendicare la morte del padre. Tra un direttore di carcere disonesto, poliziotti corrotti e non, spacciatori e mercanti di ragazzine crudeli, assistenti sociali con lo spirito del buon samaritano, la vicenda di svolge in modo avvincente, ma a volte in po' confuso, fino ai colpi di scena finali.
  • Un altro futuro è possibile

    Chomsky, Noam

    • 17/01/2026 Il ruolo di Stati Uniti e Israele nell'ostacolare l'accordo nucleare con l'Iran
      Da anni il governo statunitense va dicendo che i programmi nucleari iraniani costituiscono una delle minacce più serie per la pace mondiale. Le autorità israeliane hanno annunciato chiaramente che non tollereranno un pericolo del genere. Gli Stati Uniti e Israele hanno agito con violenza per sconfiggere questa grave minaccia. Esiste una maniera per porvi rimedio: l'istituzione di una zona libera da armi nucleari (Nuclear Weapons-Free Zone, NWFZ) in Medio Oriente, soggetta a ispezioni, che possono funzionare molto bene. Ciò risolverebbe il presunto problema dei programmi nucleari iraniani, ponendo fine alla grave minaccia di una guerra. Qual è dunque l'impedimento? L'ostacolo è rappresentato dalle solite due voci fuori dal coro: Stati Uniti e Israele. I pretesti addotti sono vari, ma possiamo ignorarli. Le ragioni invece sono note: gli Stati Uniti non vogliono consentire che l'enorme arsenale nucleare israeliano, l'unico nella regione, venga sottoposto a ispezioni internazionali. In realtà, gli Stati Uniti non riconoscono ufficialmente che Israele sia in possesso di armi nucleari, anche se, ovviamente, non vi sono dubbi al riguardo. Il motivo, presumibilmente, sta nel fatto che ammetterlo chiamerebbe in causa la legge statunitense, il che, con tutta probabilità, renderebbe illegale il massiccio flusso di aiuti americani allo Stato ebraico, un vaso che sono in pochi a voler scoperchiare. Di fatto, al di fuori delle cerchie che controllano gli armamenti, negli Stati Uniti questo è un tema che non si può discutere. NOAM CHOMSKY
  • L'arte della gioia

    Sapienza, Goliarda

    • 17/01/2026
      Daniela Bertoglio L'arte della noia
      Questo è un romanzo di cui ho rimandato la lettura per anni, non so bene perché, ma, a pelle, non mi ispirava, poi è stato scelto dal mio gruppo di lettura, perciò, obtorto collo, mi è toccato leggerlo. E' un romanzo scritto alternando la prima e la terza persona, con tempi verbali messi a casaccio, dialoghi di una banalità assoluta, un linguaggio sgradevole, e una marea di luoghi comuni. In certe pagine sembra un romanzetto rosa, in altre si sfiora la pornografia, perché le numerose descrizioni dei rapporti sessuali sono noiose, stereotipate, banali, in altre ancora ci sono solo dialoghi, impostati come una sceneggiatura, senza mezzo commento o descrizione. Si racconta la vita di Modesta, nata all'inizio del '900 in una famiglia poverissima, con una sorella disabile e una madre che si arrabatta per sbarcare il lunario. Scopre presto la sua sessualità, viene violentata dal padre marinaio, dà fuoco alla casa, ammazzando madre e sorella, rimane sola e finisce in convento. Tutto questo nelle prime 20 pagine. Non vado oltre nel racconto, sarebbe inutile, ma la protagonista è una ragazza e poi una donna forte, determinata, disposta a tutto pur di ottenere la libertà e soprattutto il potere, a qualunque costo, senza limiti etici o vergogna. Una omicida seriale, disinibita, che riesce sempre a cascare in piedi. Mi è sembrato un libro scritto decisamente male, il cui unico scopo è provocare, épater les bourgeois, ma totalmente privo di sostanza. Credo che l'autrice avesse ambizioni molto alte, volesse raccontare una storia che abbraccia il secolo Breve, ma il risultato è un guazzabuglio di dialoghi surreali per non dire senza senso. Comprendo gli editori che lo hanno rifiutato per anni, riesco a capire il successo che ha avuto in Francia e in Germania, visto che è un romanzo che conferma buona parte dei luoghi comuni sulla Sicilia e gli italiani in genere, ma faccio davvero fatica a capire come possa aver appassionato tanti lettori e soprattutto tante lettrici, perché a me è sembrato un testo parecchio maschilista. Ho portato a termine la lettura solo per rispetto agli altri lettori con cui mi sarei confrontata, ma tutto sommato avrei pure potuto dare retta al mio istinto, perché sinceramente questo romanzo non mi ha dato nulla, se non un gran senso di noia, soprattutto dalla seconda parte in poi.
  • Vi avverto che vivo per l'ultima volta : noi e Anna Achmatova : romanzo

    Nori, Paolo

    • 16/01/2026
      Un inno d amore alla Russia in tempi complicati.
      Paolo Nori inframezza la vita incredibile di Anna Achmatova con i racconti della sua vita e il suo rapporto d'amore sconfinato con la Russia, mentre sullo sfondo ci parla dello scoppio della guerra in Ucraina, e di come lo stesso popolo russo faccia fatica a spiegarselo. Un altro tema importante è la censura degli autori russi in seguito all invasione russa dell Ucraina. Cosa che l autore ripete più volte e spiega essere ingenuo, visto che quasi tutti gli scrittori bannati erano contro l autorità russa (e lo sarebbero probabilmente ancora oggi). Ne esce un romanzo atipico, molto intenso sul più grande poeta russo del XX secolo.
  • L'antico amore : romanzo

    De Giovanni, Maurizio

    • 16/01/2026
      Poetico
      Un libro particolare, che all'inizio pensi: "Ma dove andrà a parare" ,poi ad un certo punto si capisce il collegamento tra i diversi piani narrativi(o almeno; io l'ho capito) quindi il finale non è stato poi così sorprendente. Appena finito di leggere non mi aveva convinto più di tanto, l'ho apprezzato solo con il passare del tempo e l'ho trovato molto poetico.
  • La strada giovane

    Albanese, Antonio <1964- >

    • 16/01/2026
      Carino
      Ho iniziato ad apprezzare Antonio Albanese con il film 100 domeniche, mentre prima lo conoscevo solo come comico e mi aveva incuriosito questo romanzo che narra una vicenda legata alla sua famiglia. Si legge molto scorrevolmente, però ad un certo punto mi sono un po' infastidita che il povero Nino non incontrasse nessuno che lo aiutasse...e invece alla fine qualcuno ha incontrato, anche se i legami non sono poi così tratteggiati e profondi. Niente di eccezionale, ma carno da leggere.
  • L'orologiaio di Brest

    De Giovanni, Maurizio

    • 16/01/2026
      Non mi ha convinta...
      A me piace tantissimo come scrive De Giovanni, anche se mi sono avvicinata a lui grazie alla tv e a Ricciardi e quindi per quanto riguarda i libri sto leggendo quelli di ultima uscita e non ho ancora avuto modo di recuperare quelli vecchi. Non mi è dispiaciuto questo libro che lega misteri riguardandanti i più oscuri segreti italiani, però sono rimasta un po' male quando ho capito he ci sarebbe stato un seguito, che spero non si faccia attendere troppo...
  • Lo Schiaccianoci : una fiaba di Natale

    Hoffmann, E. T. A.

    • 16/01/2026
      La fiaba di Natale per eccellenza
      Bellissima questa edizione con le due versioni, quella originale di Hoffmann e quella di Dumas. C'è anche la descrizione del balletto di Cajkovskij. Consiglio di non leggerle una dietro l'altra, ma aspettare qualche giorno per leggere la seconda storia, si apprezzeranno di più i due diversi stili narrativi dei due autori.
  • Ferito a morte

    La Capria, Raffaele

    • 16/01/2026 Stefania Calo' Faticoso
      Abbiamo letto questo libro per il circolo di lettura che quest'anno ha scelto come argomento il premio Strega. Penso che La Capria abbia meritato il premio, perché sicuramente talentuoso ed originale, soprattutto quando utilizza il flusso di coscienza alla Joyce in un modo personale. Ho trovato la lettura un po' difficile quando non riuscivo a distinguere chi parlava, e non mi è piaciuta molto la descrizione della pesca, però ho apprezzato la sua capacità di creare personaggi che non sono macchiette, ma fanno parte di un quadro della dolce vita della Napoli post guerra in un rapporto di amore/odio dello scrittore con la sua città.
  • Draquila [Videoregistrazione] : L'Italia che trema

    Guzzanti, Sabina

    • 16/01/2026
      Rosaria Bologna Ovvero: Decreto Regionale AQUILA - la desolazione.
      Il film-dossier di Sabina Guzzanti narra di come il terremoto dell’Aquila del 2009 sia stato sfruttato a fini personali da parte di decisori pubblici di primaria importanza in accordo con alcune imprese, con terremotati trattati come oggetti, trasferiti anche a 200-300 km di distanza, che dovevano ubbidire agli ordini impartiti senza potersi opporre legalmente ad essi, perché per l’occasione sono state anche “silenziate” alcune tutele fondamentali dell’ordinamento giuridico, mass-media usati per fare propaganda e tacitare l’opinione pubblica, millantando grandi interventi di aiuto, che in realtà non avevano la dimensione narrata, ma erano circoscritti a poche persone, e anche come, dopo quasi due anni, la gente dell’Aquila, inferocita, ha divelto le transenne al centro della città vecchia – nella famosa zona rossa - per riappropriarsi delle proprie strade, a causa della divulgazione di un’intercettazione telefonica di alcuni imprenditori impegnati nella ricostruzione, che ridevano felici dell’opportunità economica offerta dal sisma. Anziché intervenire per prevenire (e si poteva fare, perché c’erano i dati storici che mostravano l’alto rischio di forti terremoti), ripulire e restaurare, si è scelto di lasciare le macerie in strada per anni, per il teatrino dei grandi della terra che venivano in visita alla città come in un immenso set cinematografico. Si è scelto di impedire la ricostruzione da parte dei privati, che sarebbe stata molto più veloce ed economica, e di fare i soldi sulle forniture di tende, di cibo, di hotel, e sulla speculazione edilizia appositamente generata per costruire nuove case fuori dall'Aquila.
  • L' uomo che amava le donne

    • 16/01/2026
      Romano Siciliani Donne!
      Incuriosito dall’intervista a Sorrentino che inserisce questo film tra i quattro della sua vita ho voluto verificare. La trama è semplice: il catalogo di Leporello! La regia valente ma spartana, è Truffaut. Il tema : l’ossessione del regista nel voler vivisezionare il rapporto tra uomo e donna. Emerge però un errore di fondo, lui non è super partes e si coglie il pregiudizio.
  • Tuttalpiù muoio

    Albinati, Edoardo

    • 15/01/2026
      ....un grande attore
      ....Filippo Timi...ora in questo libro scritto insieme ad Edoardo Albinati rivela la sua vita piu' interiore , la sua infanzia e adolescenza...considerato "strano" dai suoi conterranei anche e oltre la sua omosessualità , per il carattere estroso e apparentemente pazzo. E' riuscito a fare di un suo problema infantile, la balbuzie, superata tramite volontà e teatro, un punto di forza. Interessante anche il linguaggio usato nel libro , forbito italiano e un mix di "lingua" umbro/perugina molto intrigante. Una scoperta e una conferma.
  • Eutifrone ; Apologia di Socrate ; Critone

    Plato

    • 15/01/2026
      Attilio Antonello Forte Le radici del sapere
      Leggere Platone nel 2026? Certo, e non solo per comprendere il pensiero di Socrate. La filosofia antica si interrogava sui temi della virtù, della giustizia, su questioni etiche o legate alla religione, e non c'erano a disposizione gli strumenti di approfondimento che noi diamo per scontati. La base era il ragionamento, il fine la ricerca della verità, la conoscenza della realtà sociale, il rapporto con il divino. Nei dialoghi platonici viene fuori tutta l'anima di Socrate, e ci scopriamo a condividere con il grande filosofo l'aspirazione al sapere, quel desiderio di andare oltre le verità costituite per raggiungere l'essenza della consapevolezza, quel "so di non sapere" che in realtà ci rende i più sapienti.
  • La donna nel pozzo

    Pulixi, Piergiorgio

    • 15/01/2026
      Il libro è ispirato ad un caso di cronaca: l’uccisione di Gisella Orrù a Carbonia nel 1989, un caso complesso non solo per l'età di Gisella (aveva 16 anni) ma anche per i tanti aspetti oscuri della vicenda e i dubbi sui due condannati di cui uno suicida e l’altro sparito dopo la sua scarcerazione. Ho trovato il libro davvero brutto, con i due personaggi principali (Ermes Calvino e Lorenzo Roccaforte) stereotipati e irritanti. Il mistero resta mistero per poco e ho trovato presuntuoso appropriarsi di una storia che già da sola avrebbe molto da dire, zavorandola con personaggi e fatti inutili.
  • La stagione che non c'era

    Mujčić, Elvira

    • 15/01/2026
      Jugosalvia 1990, Nene dopo aver passato qualche anno a Sarajevo torna a casa dove ritrova la sua amica Merima e conosce la figlia di lei Eliza. Ognuno di loro incarna in qualche modo le contraddizioni del paese in cui vivono: a Nene sta stretta l'ortodossia comunista e vorebbe trovare nuovi modi di raccontare e raccontarsi, Merima crede nel partito ma i suoi ideali avranno ben poco riscontro nella realtà, Nene è la vittima di settarismi identitari mai eliminati. La città in cui vivono è indicata solo con la lettera S. ma si intuisce abbastanza presto che si tratta di Srebrenica, ognuno di loro ha una speranza, un obiettivo ma si rendono conto loro malgrado che tutto sta cambiando, tutto sta crollando. Non sappiamo cosa ne sarà di loro, possiamo solo sperare che vada tutto bene.