I commenti più recenti
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La fine del mondo storto
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04/06/2026 Paolo Galati purtroppo realisticoho letto questo libro su consiglio di mia figlia dopo che il professore di filosofia al liceo lo aveva dato da leggere ai ragazzi. mi è piaciuto, molto crudo e purtroppo molto molto realistico. lo consiglio è una buona lettura
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3: Harry Potter e il prigioniero di Azkaban
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04/06/2026 Tre su trerileggendo la saga per l'ennesima volta e anche il terzo non sbaglia
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La signora Meraviglia
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04/06/2026 Storia appassionanteStoria di vita bella, raccontata in modo profondo, che ci riporta anche a un passato storico, con l'invasione italiana in Africa, forse trappo in fretta dimenticato. Il modo in cui il tutto è raccontato, soprattutto con i tuffi nel passato, poteva forse essere migliore.
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Nelle strade di Teheran
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04/06/2026 Daniela BertoglioPartendo dalla morte di Mahsa Amini, Nila, un'attivista iraniana (ma il nome è di fantasia per proteggerla), racconta cosa abbia significato in passato, e soprattutto cosa significhino ora, le battaglie delle donne e degli uomini iraniani per la libertà di pensiero, di abbigliamento, di espressione, e lo fa raccontando la storia del suo paese, a partire dalla caduta dello shah. E' un racconto appassionato, che comunica emozioni e indignazione.
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Avventure postume di personaggi illustri
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04/06/2026 Daniela BertoglioCi sono cadaveri di personaggi celebri che diventano simboli importanti, e vengono perciò imbalsamati, con tutti gli errori/orrori del caso, oppure sono oggetto di molteplici funerali, vengono trafugati, o anche trasformati in reliquie (laiche o religiose) dal potere taumaturgico, ma a qualcuno (alle spoglie di papa Formoso) capitò persino di subire un processo! Roberto Alajmo racconta le loro storie, decisamente macabre, ma con grande ironia, sdrammatizzandole ed evidenziandone il loro lato decisamente grottesco. Interessante la bibliografia finale, con spunti di lettura per chi volesse approfondire il tema.
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La madre di Eva
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04/06/2026 ...quanto è potente... l'amore di una madre quando è costretta da questo amore ad accompagnare il proprio figlio/figlia in un percorso che non condivide. Ma le madri lo sanno ...è un amore potente come la vita ... Eva vuole diventare Alessandro fin da piccolina e persegue con ostinazione questo desiderio fino a quando prima dei 18 anni, quindi con il consenso dei genitori, riuscirà ad ottenere il suo scopo. Il libro, scritto benissimo, racconta di questo accompagnare il percorso da parte della madre, ma anche forzosamente del padre... fino al risveglio in camera operatoria quando saluta quella che non è piu' Eva con un : "Buongiorno Alessandro... " Libro imperdibile.
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Viaggio in Italia
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03/06/2026 Daniela Bertoglio Undici capoluoghi di regione da riscoprireGianrico Carofiglio racconta 11 città italiane, citando aneddoti, storie più o meno sconosciute, ricordi personali, personaggi famosi e no, evitando luoghi comuni e racconti scontati, in un libro che sarebbe davvero riduttivo definire solo una guida, perché i suoi sono spunti di riflessione, e consigli di letture, per cercare di andare oltre le apparenze. Un libro assolutamente da leggere, secondo me.
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C'era la luna
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03/06/2026 Due, tre anni......mi separano da Sara. Ma lei è femmina ed io maschio. Quindi gli anni sono di più. Non avevo i suoi problemi ma vedevamo la stessa vita fuori. Li vivevo al rallentatore. Io ero dentro una bottiglietta contento di starci dentro mentre lei viveva in una damigiana e faceva di tutto per romperla per uscire. Le percezioni erano le stesse. La didattica per esempio. Prof all'altezza che parlavano con noi mentre altri ci terrorizzavano con l'indice che scorreva il registra dall'alto verso il basso e dal basso verso l'alto. Dall'altezza della mano sapevamo se il nostro nome era passato. La politica non c'interessava. E' venuta dopo. Prepotentemente. In fabbrica. Di sesso tanto parlato nulla di pratico. Avevamo il calcio. Il tifo. Gli innamoramenti dei 15 20 giorni, magari estivi, sono venuti dopo. E' il primo libro che leggo di Serena Dandini. E mi è piaciuto il suo stile, la calviniana leggerezza delle parole. Parole che scorrono colorate e allegre ma frasi significative che sarebbe da sottolineare (proibito). Rincorro talvolta quel periodo lungo di diversi anni in cui tutto è successo. Tante speranze, tante reazioni feroci. Terribili. Ma abbiamo tenuto. Non ci siamo mai arresi.
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L'estate che ho ucciso mio nonno : romanzo
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03/06/2026 Francesco Capozzo Alice, si definisce IL MOSTRO.Aveva all'incirca trentotto anni, Giulia Lombezzi, quando ha inviato alle stampe questo romanzo, e sorprendentemente ha usato tempi e termini idonei di una "teenager". Ha immaginato azioni, come se la giovane adolescente fosse stata lei l'autrice. Tutto a un tratto la ragazza, protagonista, acquisisce informazioni che la sorprendono e la sconvolgono e un feroce desiderio si insinua in lei. Bello, da leggere.
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Gangster squad
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03/06/2026 Barbara Petiun cast stellare per un film da paura... si fanno giustizia da soli solamente motivati dall'onesta'. La moglie di Jos sembra piu' soldato di lui infatti partorisce durante una sparatoria. il boss della malavita locale e' un fantastico Sean Penn
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Mezzogiorno e mezzo di fuoco
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03/06/2026 Barbara Petifilm simpaticissimo molto divertente. Una chicca e' la borsa di Gucci dello sceriffo ... commedia esilarante e ricco di colpi di scena soprattutto la cantante tedesca... molto bello
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Le due morti del signor Mihara : romanzo
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03/06/2026 Barbara PetiInquietante racconto che si basa su coloro che vogliono sparire e cambiare identita' , vita e soprattutto zona. Molto interessante la storia che mette in evidenza tutti gli aspetti della vita nipponica in contrasto anche con il carattere piu' occidentale del protagonista. Scorrevole la narrazione, ricco di perle di saggezza.
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Il figlio del figlio
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02/06/2026 Giselda Massari Tra memoria e nostalgiaÈ la storia di tre generazioni. Il nonno emigrato a Milano dalla Puglia, il figlio nato in Puglia e cresciuto a Milano, il figlio del figlio, voce narrante, milanese doc e primo laureato della famiglia. Il ritorno nella vecchia casa in Puglia con l'intenzione di venderla è l'occasione per vedere emergere i rimpianti, i costi di scelte razionali ma dolorose, la rinuncia ai sogni, i compromessi con la vita. Il vecchio patriarca ha barattato la terra con la fabbrica per assicurare ai figli un avvenire migliore. Ma fuori contesto e fuori radici tutto si è trasformato...i legami familiari si sono sfilacciati, nulla è restato delle antiche consuetudini. Il figlio ha sgobbato lavorando e studiando per migliorare la sua posizione, si è sposato ed è diventato padre molto presto perdendo la sua freschezza e la sua scansonatezza. Il figlio del figlio vive dopo la laurea un tempo sospeso, deciso a non seguire le orme paterne, osservando ciò che accade senza decidere. Lettura piacevole ma non sconvolgente.
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Le onde
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02/06/2026 non un romanzo ma poesia'Le Onde' non si può definire un romanzo. Per la struttura con cui lo ha costruito l'autrice e per la lingua è in realtà davvero un lungo poema in prosa, da leggere con molta calma , a piccoli sorsi. Non esiste trama nel senso classico in cui siamo abituati a trovarla nei romanzi: sei personaggi, amici tra loro, parlano direttamente al lettore della propria vita, dall'infanzia alla vecchiaia, e nel passare dall'uno all'altro la narrazione sembra seguire il ritmo delle onde . Nulla accade, se si eccettua la morte di uno di loro, Percival, e il lettore è posto di fronte ad un incessante parlare della propria interiorità; ognuno racconta il crescere della propria vita, il suo mutare. Fa l'effetto di un caledoscopio, con questo continuo alternarsi di voci che raccontano e che a volte si confondono e confondono il lettore che non riesce più a capire bene chi stia parlando. Ma non è un grosso problema: tutti i personaggi, infatti, non sono altro che frammenti della personalità e della vita di Virginia Woolf stessa. E' la nuova forma che l'autrice stava cercando, anzi che gli autori di quegli anni - Joyce, la Woolf, Katherine Mansfield - stavano cercando. E se Joyce arriva allo stream of consciousness , Woolf trova questa soluzione per scardinare gli schemi del romanzo tradizionale. Non è un libro che si possa leggere senza attenzione - un romanzo da...spiaggia , diciamo così - perchè va assoporata anche la bellezza del linguaggio, proprio come in una poesia. E a questo proposito, credo che la traduzione migliore, avendole lette entrambe, sia nonostante tutto ancora quella della edizione BUR fatta da Giulio De Angelis, piuttosto che quella più moderna di Nadia Fusini (anche se è stata un'ottima docente e resta una grande esperta di Shakespeare). Ma naturalmente, si tratta di gusti.
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Il Dio delle piccole cose
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02/06/2026 Passioni proibite nell'India delle casteOpera prima di Arundhati Roy pubblicata negli anni Novanta, Il Dio delle Piccole Cose è stato già considerato un classico della letteratura postcoloniale - così apprezzato da esser stato inserito recentemente nella lista dei 100 migliori libri di sempre secondo il The Guardian. Dopo averlo letto, posso decisamente capire il perchè di questa scelta e di questa riverenza critica. Ambientato nel piccolo villaggio rurale di Ayemenem, in Kerula, tra gli anni '60 e gli anni '90, il romanzo segue le vicende di die gemelli dizigoti, Rahel ed Estha, figli di Ammu, donna divorziata in un contesto storico in cui si poteva essere disonorate e si era escluse da tutti i sistemi sociali vigenti in India per un atto simile. Attraverso una struttura non lineare, che salta avanti e dietro nel tempo di continuo, seguiamo le vicende della famiglia, cristiana e proprietaria di un'impresa locale di conserve e marmellate, dei due gemelli - e soprattutto dei motivi che ne hanno portato alla disgregazione. Il libro, come altri hanno evidenziato, non è semplicissimo: il linguaggio di Roy è poetico e allusivo, recupera meccanismi linguistici dell'infazia che esasperano l'immedesimazione coi due giovani protagonisti ma al tempo stesso rallentano la lettura. Eppure, una volta che si è superato l'empasse di lettura iniziale, si riscontra un'originalità e una ricchezza davvero difficili da trovare in letteratura. Con grande sensibilità e intelligenza, Roy racconta attraverso una storia di passione soffocata e proibita, repressa a livello sociale oltre che con la violenza, delle perversioni del sistema delle caste nell'India di ora come di allora, in cui leggi arbitrarie e antiche rimangono un codice rispettato e d'onore persino per le famiglie più aperte e liberali. La condanna per delle leggi sociali così stringenti, proibitive e apartheid passa attraverso l'intensa e magnetica, sia pur densa, prosa di Roy, capace di restituire l'intensità degli odori e dei sapori che incontrano i personaggi, l'afa del clima oceanico, il dolore che segue la violenza che finirà per colpire i personaggi, il senso di misticismo che le vite semplici dei due gemelli protagonisti sono in grado di conchiudere in sè. Il Dio delle Piccole Cose è un romanzo davvero intenso, coinvolgente, non semplice ma che, se affrontato con lo giusto spirito, è in grado di raccontare molto non solo di un Paese come l'India, ma degli istinti socialmente più squallidi dell'essere umano: la violenza delle caste, difatti, non può non ricordare episodi di violenza razzista, omofoba e di genere che sentiamo con più frequenza noi occidentali. Il tutto, però, come nell'ultimo, straziante e straordinario capitolo, passa attraverso la capacità descrittiva, sensoriale e poetica della penna della sua autrice. Un libro non facile da riassumere, ma è un'esperienza che vale la pena di essere vissuta.
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