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I commenti più recenti

  • I sette quadranti

    Christie, Agatha

    • 25/10/2026
      Un giallo atipico della Christie, in cui tutto sembra andare all incontrario. 4 poirot / 5
  • Legami

    Nevo, Eshkol

    • 25/10/2026
      Relazioni imperfette
      È bastato l’annuncio dell’imminente uscita del film di Nanni Moretti “Succederà questa notte”, tratto da “Legami”, per farmi decidere a leggere la raccolta di racconti di Eshkol Nevo. La passione è passione, e la mia per Moretti è smisurata. Apprezzo molto anche l’autore israeliano, ma indugiavo perché, in genere, i racconti non sono tra i miei generi preferiti. In questo caso, però, sono stata piacevolmente smentita. Nella loro brevità, quasi tutti i venti racconti riescono a catturare l'attenzione, componendo un mosaico coerente e scorrevole. Il filo conduttore sono proprio i legami: relazioni di coppia, rapporti genitori-figli, strappi, ritrovamenti, il peso del lutto e il rimpianto delle occasioni mancate. Sullo sfondo, immancabile e complessa, c'è la realtà socio-politica di Israele. Il marchio di fabbrica di Nevo si riconosce subito: la capacità di affrontare temi complessi con una levità che non toglie nulla alla profondità emotiva, senza mai scivolare nel patetico. Molti i finali aperti, talvolta spiazzanti, che non chiudono la porta ma lasciano al lettore immaginare il destino dei personaggi. E’ un libro che indaga l'imperfezione delle relazioni umane con misura e grande delicatezza, lavorando sulle sfumature e sul non detto. Promosso. E ora attendo il film, sulla fiducia. Fiducia mai tradita dal mio regista preferito, quindi sono confidente che non sarò delusa neanche questa volta.
  • L'età sperimentale

    De Luca, Erri

    • 24/10/2026
      Il terzo tempo
      “Nessuna generazione prima di questa ha raggiunto la vecchiaia in così numerosa formazione e in uno stato così attivo, e questo la rende oggi un’età sperimentale.” Erri De Luca, alternandosi con la stilista e amica Inès de la Fressange, propone una serie di intense riflessioni sulla vecchiaia oggi. Non la considera un’età di declino, ma una fase della vita ancora ricca di possibilità, in cui c’è spazio per stupirsi e scoprire “vastità sconosciute alle età precedenti”. La memoria ci restituisce ricordi che, con il passare del tempo, acquistano sfumature diverse. Anche il corpo richiede cure differenti, una maggiore manutenzione “non per prolungare a oltranza la durata della vita, ma per mantenerla in buono stato giorno per giorno, finché ce n’è”. Lo stile è quello a cui l’autore ci ha abituati: essenziale, ritmato, fatto di frasi brevi e prive di orpelli. Personalmente, però, non considero questo uno dei suoi libri migliori. Ho letto opere che mi hanno convinto di più. Forse ci sono qualche aforisma di troppo e i consueti riferimenti alle Scritture, che ormai mi sembrano aver perso parte della loro originalità. Restano le riflessioni interessanti, ma questa volta la scrittura di De Luca non mi ha lasciato molto di nuovo.
  • Il bambino che perse la guerra : romanzo

    Navarro, Julia

    • 24/10/2026
      Consigliatissimo!
      Una storia intensa, che intreccia destini individuali e grandi eventi storici senza perdere di vista le persone, le loro fragilità, le speranze e le contraddizioni. Perché dietro le ideologie e le loro promesse ci sono sempre vite reali, troppo spesso sacrificate in nome di un futuro migliore. Le vicende si svolgono tra la Spagna della guerra civile e la Russia staliniana. Al centro, il destino del piccolo Pablo, separato dalla madre e mandato in Unione Sovietica dal padre, convinto di offrirgli una vita migliore. Due percorsi narrativi che si sviluppano sullo sfondo di avvenimenti storici che, almeno per me, erano in gran parte poco noti. Ho apprezzato molto questo doppio scenario e il modo in cui l’autrice affronta la contrapposizione tra fascismo e comunismo, accomunati, nella loro concreta realizzazione, dalla dittatura e dalla repressione della libertà. Colpisce soprattutto la sorte degli antifranchisti che vedevano nell'Unione Sovietica “il posto migliore per vivere”, dove i lavoratori erano rispettati e tutti gli uomini uguali. Una speranza destinata a scontrarsi con la realtà dello stalinismo: le persecuzioni, la ferocia del regime e la repressione di ogni dissenso. In nome dell'ideale dell'uomo nuovo, la cultura stessa diventa un nemico da combattere. Sul versante spagnolo, il franchismo non è da meno nella repressione e nella persecuzione contro chi lo aveva osteggiato. La scrittura è coinvolgente, asciutta ed equilibrata, priva di barocchismi e mai incline alla banalità o alla retorica, pur raccontando vicende dolorose. Soltanto nel finale ho avvertito una lieve nota di sdolcinatezza, che non ha compromesso il mio giudizio. E poi c'è la poesia. Ci sono la musica, la cultura, le voci di chi continua a pensare e a creare anche quando il potere vorrebbe ridurle al silenzio. In un mondo in cui la libertà di pensiero viene perseguitata, la poesia diventa anche una forma di resistenza alla repressione. I richiami a Pasternak, Marina Cvetaeva e soprattutto Anna Achmatova, che amo particolarmente, mi hanno reso questo libro ancora più prezioso. Ritrovare la voce di Achmatova tra queste pagine è stato un piacere speciale, un incontro inatteso che ha reso la lettura ancora più intensa e coinvolgente. Un romanzo che mi ha appassionata per ciò che racconta, per quello che mi ha fatto conoscere e per la capacità di coniugare la profondità della ricostruzione storica con la densità delle vicende umane.
  • Il tempo dell'orologiaio

    De Giovanni, Maurizio

    • 24/10/2026
      il tempo dell'orologiaio
      Questo libro in pratica è il seguito de L'orologiaio di Brest, probabilmente doveva essere un libro unico, ma per monetizzare l'editore ha preferito dividerlo in due parti. Devo dire che la seconda parte mi è piaciuta un po' meno della prima, in realtà ormai tutti i misteri si erano praticamente svelati, c'era solo da capire come si sarebbe arrivati alla resa dei conti. Niente di eccezionale,siamo lontani dai livelli di Ricciardi.
  • La dama di picche e altri racconti

    Puškin, Aleksandr Sergeevič

    • 24/10/2026
      Roberta Critelli L'ossessione sul filo del caso
      La dama di picche è una delle opere più perfette, enigmatiche e influenti di tutta la letteratura russa. In pochi capitoli di straordinaria densità, Aleksandr Puškin riesce a fondere il racconto di costume, la satira sociale, la tensione psicologica e l'elemento fantastico-gotico, creando il prototipo del moderno racconto d'ossessione che influenzerà direttamente autori come Dostoevskij (Il giocatore, Delitto e castigo) e Gogol'. Un racconto che non invecchia mai, la cui ambiguità tra fantastico e psicologico continua ad affascinare a distanza di due secoli. Curiosità: Era uno dei libri preferiti di Dostoevskij
  • La difesa di Luzin

    Nabokov, Vladimir Vladimirovič

    • 24/10/2026
      Roberta Critelli Il labirinto sulla scacchiera
      Può risultare un po' denso o claustrofobico nella parte centrale per chi non ama i racconti d'ossessione o la narrazione psicologica a ritmo lento, ma il finale riscatta e chiude l'opera in modo perfetto.
  • Una risata nel buio

    Nabokov, Vladimir Vladimirovič

    • 24/10/2026
      Roberta Critelli L'arte di essere ciechi
      ​Nel grigio sfondo della Berlino anni '30, il facoltoso critico d'arte Albinus perde la testa per la giovanissima e cinica Margot, abbandonando la famiglia per inseguire un'illusione amorosa che lo trasformerà nel burattino di una tragica e spietata beffa. Vladimir Nabokov firma un thriller psicologico perfetto, un crudele vaudeville dove l'ossessione erotica acceca letteralmente e metaforicamente il protagonista, spingendolo in una spirale di inganni orchestrati con perversa maestria dall'amante e dal suo complice Rex. La prosa è affilata, visiva e priva di qualunque pietà morale, capace di combinare la tensione del noir alla sofisticata ironia cinica tipica dell'autore. Con una struttura narrativa quasi cinematografica e un ritmo incalzante, il romanzo esplora i vertici della vulnerabilità umana e il prezzo fatale della stupidità passionale, offrendo uno spietato ritratto della manipolazione. Un capolavoro di crudezza ed eleganza formale. ​ ​Curiosità: Il romanzo fu pubblicato originariamente in russo nel 1932 con il titolo Camera obscura; anni dopo, Nabokov decise di tradurlo personalmente in inglese riscrivendolo da capo, cambiando i nomi dei personaggi e persino il finale per renderlo più cinico e perfetto.
  • La gloria

    Nabokov, Vladimir Vladimirovič

    • 24/10/2026
      Roberta Critelli L'egoismo dell'illusione
      Una meditazione sull'idealismo giovanile e sull'atto di coraggio come opera d'arte. Un Nabokov meno cinico e più lirico del solito, indispensabile per chi ama le storie sulla nostalgia della patria e il fascino dell'ignoto.
  • Mašen'ka

    Nabokov, Vladimir Vladimirovič

    • 24/10/2026
      Roberta Critelli L'illusione del primo amore
      Un romanzo malinconico, lucido e privo di banali sentimentalismi. Un piccolo gioiello per chi ama le storie sul tempo che passa e sulla forza delle illusioni. Curiosità: Il personaggio di Mašen’ka è basato sul primo vero amore di Nabokov, Valentina "Luba" Sergeevna Šul'gina, da lui conosciuta nel 1915 a Vyra (la tenuta di famiglia). Nabokov descriverà dettagliatamente questa stessa storia reale nel suo celebre libro autobiografico Parla, ricordo. Il romanzo fu pubblicato originariamente nel 1926 sotto lo pseudonimo di V. Sirin (un mitologico uccello del folklore russo dal canto incantevole), nome che Nabokov usò durante gli anni dell'esilio berlinese per separare la sua identità di rifugiato da quella di scrittore.
  • I demoni

    Dostoevskij, Fëdor Mihajlovič

    • 24/10/2026
      Roberta Critelli Dalla colpa individuale al contagio collettivo: il ritratto apocalittico de I Demoni
      Il romanzo rappresenta il vertice dell'esplorazione dostoevskiana della psiche umana devastata dalle ideologie e dal nichilismo. Se in altri suoi scritti il male mantiene una dimensione prevalentemente individuale o spirituale, qui diventa una forza collettiva, un contagio sociale che divora una tranquilla provincia russa e ne svela la fragilità. La trama orchestra con maestria tragedia, satira politica e dramma filosofico, regalandoci personaggi indimenticabili come Nikolai Stavrogin, una figura tragica, magnetica e irrimediabilmente vuota, e Pëtr Verchovenskij, l'incarnazione del cinismo e della manipolazione politica. È un testo denso, a tratti persino spaventoso per la sua lucidità profetica, che richiede impegno nella lettura ma ripaga con una profondità emotiva e concettuale rarissima. ​L'ispirazione per il romanzo nacque da un fatto di cronaca reale che sconvolse la Russia dell'epoca: l'omicidio dello studente Ivan Ivanov ad opera della cellula rivoluzionaria guidata da Sergej Nečaev. Dostoevskij rimase talmente scosso da questo evento da voler denunciare la pericolosità delle idee radicali che si stavano diffondendo tra i giovani. Un aspetto affascinante della storia editoriale riguarda il celebre capitolo intitolato Da Tichon, noto anche come la confessione di Stavrogin, che fu inizialmente censurato dall'editore per via dei suoi contenuti estremi e scabrosi; la scelta di lasciarlo fuori cambiò radicalmente la percezione iniziale del protagonista, ed è oggi fondamentale leggerlo in appendice per comprendere appieno la voragine morale del personaggio. Inoltre, il titolo stesso deriva da un passo del Vangelo di Luca in cui i demoni escono da un uomo indemoniato per entrare in un branco di porci che si getta da un precipizio, una metafora potente dell'ideologia che possiede la mente degli uomini e li conduce all'autodistruzione. ​Mettendo I Demoni a confronto con Delitto e Castigo, emerge una chiara evoluzione della visione filosofica e narrativa dell'autore. In Delitto e Castigo il dramma si consuma quasi interamente all'interno della mente e della coscienza di Raskol'nikov, trattandosi di uno studio intimo ed esistenziale sulla colpa, sulla punizione e sulla possibilità di una redenzione individuale attraverso la sofferenza e la fede. In I Demoni, invece, il focolaio del dramma si allarga drasticamente verso una dimensione corale e sociopolitica. Se Raskol'nikov uccide credendo di essere un uomo straordinario al di sopra della morale ma viene infine spezzato dal rimorso, i fanatici de I Demoni agiscono in nome di un'utopia distruttiva priva di qualsiasi scrupolo morale o rimpianto. Delitto e Castigo offre uno spiraglio di luce e di salvezza finale, mentre I Demoni si chiude con uno sguardo molto più cupo, apocalittico e privo di consolazione sulla società e sul destino dell'uomo.
  • Le anime morte

    Gogolʹ, Nikolaj Vasilʹevič

    • 24/10/2026
      Roberta Critelli Mercanti di fantasmi: il grande imbroglio delle Anime Morte
      Le anime morte è uno dei più grandi capolavori della letteratura russa e una satira sociale brillante e spietata. Segue le vicende dell'enigmatico e opportunista Čičikov, un ex impiegato statale che viaggia per le province russe con un piano bizzarro quanto geniale: acquistare legalmente dai proprietari terrieri le "anime" dei servi della gleba deceduti dopo l'ultimo censimento, ma teoricamente ancora in vita sui registri fiscali. Attraverso una galleria straordinaria di personaggi grotteschi, avidi e decadenti, Gogol' dipinge un ritratto corrosivo della Russia dell'Ottocento, regalandoci al contempo una riflessione profonda (e a tratti malinconica) sulla natura umana. Curiosità ​Gogol' concepì Le anime morte come un'imponente opera in tre parti, modellata idealmente sulla Divina Commedia di Dante Alighieri: il primo libro doveva rappresentare l'Inferno (la corruzione e la meschinità morale), il secondo il Purgatorio (la redenzione dei personaggi) e il terzo il Paradiso. ​Tuttavia, tormentato da una profonda crisi spirituale e artistica negli ultimi anni di vita, nel 1852 — pochi giorni prima di morire — Gogol' diede alle fiamme quasi tutto il manoscritto del secondo volume in una notte di disperazione, lasciandoci il primo tomo come un'opera immortale ma irrimediabilmente incompiuta.
  • La verità sul caso Harry Quebert

    Dicker, Joël

    • 24/10/2026 Alessia Cofani Libro scorrevole
      Non ero un’appassionata di lettura e la mole di questo libro, ben 700 pagine, mi intimoriva. Eppure, incuriosita dalla trama, ho deciso di iniziarlo: è stato uno dei primi libri a farmi scoprire il piacere di leggere. La storia coinvolgente e la scrittura scorrevole non mi hanno mai annoiata, lasciandomi a ogni pagina con la voglia di saperne di più. È diventato uno dei miei libri preferiti e lo consiglio a chi cerca una lettura capace di sorprendere e tenere incollati fino all’ultima pagina.
  • Frankenstein, ovvero Il moderno Prometeo

    Shelley, Mary Wollstonecraft

    • 24/10/2026
      Roberta Critelli Il moderno Prometeo
      ​Frankenstein è molto più di una classica storia d'orrore: è un capolavoro capostipite della fantascienza moderna e una profonda meditazione filosofica. Attraverso la drammatica vicenda dello scienziato Victor Frankenstein e della sua Creazione, Mary Shelley esplora temi d'impatto universale come il desiderio umano di oltrepassare i limiti della natura, la solitudine, il rifiuto sociale e la responsabilità morale di chi crea rispetto alla vita che genera. Un romanzo intenso, malinconico e straordinariamente attuale. ​Curiosità: ​Il romanzo nacque nel 1816, passato alla storia come "l'anno senza estate" a causa delle polveri vulcaniche scagliate nell'atmosfera dalla tremenda eruzione del monte Tambora in Indonesia. Bloccati in casa vicino al lago di Ginevra da una pioggia incessante e da un clima insolitamente freddo, Mary Shelley, Lord Byron e Percy Bysshe Shelley decisero per gioco di fare una gara a chi avesse scritto la storia di fantasmi più spaventosa: fu proprio in quelle giornate cupe che nacque l'idea di Frankenstein.
  • L'enigma Arabia Saudita

    Pellegatta, Alessandro

    • 24/10/2026
      un paese tra memoria e futuro
      Ero alla ricerca di un testo per approfondire le dinamiche della penisola araba quando mi sono imbattuto in questo libro, e devo dire che è stata una scoperta felice. Pellegatta racconta il suo viaggio in Arabia Saudita con un linguaggio semplice ma pieno di informazioni sulla storia, la cultura, le tradizioni e finanche le contraddizioni di un paese sospeso tra memoria e futuro. Così la lettura spazia da Jeddah a Yanbu, da Medina a Riyadh, tra mercati di spezie, siti archeologici, bellezze naturalistiche, ma anche grattacieli, resort a cinque stelle e gli ambiziosi progetti previsti nella Saudi Vision 2030, che prevede investimenti miliardari soprattutto nel settore immobiliare, senza tralasciare il tema delle tensioni del Paese con le rivolte houti nello Yemen, un tempo territorio meraviglioso e oggi stremato dalla povertà. Insomma un libro piacevolissimo e di agevole lettura, da accompagnare con un dattero e un buon kahwa, il caffè saudita aromatizzato con cardamomo.