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Viaggi letterari
1 - 31 luglio 2026
Rubrica letteraria
Per il mese di luglio abbiamo deciso di proporvi una rubrica dedicata alle letture che ci portano alla scoperta del mondo, per inaugurare la stagione estiva all'insegna dell’esplorazione e della grande letteratura.
Cronache di un venditore di sangue di Yu Hua
Abbiamo scelto di inaugurare il mese con
Cronache di un venditore di sangue di Yu Hua. La destinazione di questa prima tappa ci porta nel cuore pulsante e profondo della Cina. L’opera segue il protagonista Xu Sanguan che, per mantenere la famiglia e superare i momenti più drammatici della vita nella Cina maoista, è costretto a vendere ripetutamente il proprio sangue. Attraverso una scrittura ironica e commovente, emerge un ritratto straordinario di resilienza umana di fronte alle tempeste della storia.
Una grande storia – al contempo commovente e ottimistica, grottesca e tragica – in uno dei più importanti romanzi della letteratura cinese contemporanea. Una storia per certi versi epica che racconta trent'anni della vita di Xu Sanguan, un lavoratore che trasporta tutto il giorno bachi in un grande setificio. Il protagonista vive con una moglie molto bella ma capricciosa e tre figli di cui va orgoglioso: Felice Uno, Felice Due, Felice Tre. Aiuta la sua famiglia a sopravvivere durante i duri anni della Rivoluzione culturale. E lo fa vendendo il proprio sangue nei momenti più difficili e importanti (in realtà una pratica ancora oggi realmente diffusa in Cina). Ma il sangue è anche una sorta di talismano: è un dono degli avi, e per questo non va sprecato. Yu Hua dimostra di saper controllare con grande maestria un ventaglio di toni narrativi molto ampio, dal comico al grottesco, capacità che lo pone indubbiamente al vertice della narrativa cinese contemporanea.
📌 Il libro è presente nelle Biblioteche di Roma, scoprite qui in quali e prenotate subito la vostra copia:
Cronache di un venditore di sangue di Yu Hua
📌 Per scoprire altri titoli di questo autore disponibili nel catalogo delle Biblioteche di Roma:
Opere di Yu Hua
Cavallo Pazzo di Larry McMurtry
La nostra rubrica prosegue con un classico del West americano:
Cavallo Pazzo di Larry McMurtry. La destinazione di questo viaggio sono le sconfinate e selvagge Grandi Pianure del Nord America del XIX secolo. L’opera traccia una biografia intima, essenziale e priva di retorica del leggendario capo sioux. Attraverso gli occhi dell'autore, il lettore intraprende un viaggio storico e geografico alla scoperta della spiritualità, della fiera resistenza e del tragico tramonto di un popolo custode della terra.
Dalla pagina eroica nella battaglia del Little Bighorn alla fine tragica a Fort Robinson, Cavallo Pazzo è vissuto negli ultimi anni in cui il popolo sioux poteva considerarsi ancora libero, ed è morto quando quell’epoca era ormai finita. Con grande passione e forza narrativa, Larry McMurtry si muove tra verità e leggenda, facendo affiorare il ritratto di un guerriero indomito, risoluto, schivo e altruista. Un uomo che ha lottato fino allo stremo per la sopravvivenza del suo popolo e del suo modo di vivere.
Abbiamo più informazioni su Alessandro Magno, vissuto oltre duemila anni prima di lui, che su Cavallo Pazzo, morto poco meno di centocinquant’anni fa. Questo perché Cavallo Pazzo visse gran parte della sua esistenza da solo nelle praterie, cacciando, vagabondando e sognando, conducendo, insomma, la vita libera degli indiani delle Pianure. Non amava parlare con le persone e tanto meno con i bianchi, che si spingevano sempre più a ovest, minacciando con la loro presenza le riserve di selvaggina e la sopravvivenza stessa delle tribù. È questa una delle prime verità in cui si imbatte Larry McMurtry quando si accinge a scrivere una biografia di Cavallo Pazzo. Romanzieri, storici professionisti e dilettanti, affascinati dal tragico destino di uno dei più audaci resistenti indiani, gli hanno dedicato pagine su pagine, alcune anche splendide, sulla base di un esiguo numero di interviste ad anziani Sioux che l’avevano conosciuto, e dei documenti risalenti agli ultimi quattro mesi della sua vita, quando entrò infine in contatto con i bianchi e «la loro ansia di scrivere lettere e registrare tutto».
Un po’ come la famiglia di scultori Ziolkowski sta facendo lentamente emergere dalla roccia di Thunderhead Mountain il profilo di Cavallo Pazzo, in questo testo breve ma incisivo Larry McMurtry sbozza la materia del mito tirando fuori la figura dell’uomo: Tashunka Uitko, come lo chiamavano i suoi. L’effetto di questo procedimento di sottrazione è sorprendente. Quando arriviamo alla battaglia del Little Bighorn, in cui Cavallo Pazzo svolse un ruolo importante se non decisivo, e ancor di più al resoconto dei suoi ultimi giorni di vita, ci sentiamo stringere la gola da un sentimento tragico. Solo un grande narratore come Larry McMurtry poteva attingere all’epica sfrondando il mito.
📌 Il libro è presente nelle Biblioteche di Roma, scoprite qui in quali e prenotate subito la vostra copia:
Cavallo Pazzo di Larry McMurtry
📌 Per scoprire altri titoli di questo autore disponibili nel catalogo delle Biblioteche di Roma:
Opere di Larry McMurtry.
Passaggio in India di E. M. Forster
Per il prossimo appuntamento della nostra rubrica di luglio vi proponiamo un pilastro della letteratura del Novecento:
Passaggio in India di E. M. Forster. La destinazione di questo viaggio ci conduce nell'India coloniale, un territorio immenso, affascinante quanto indecifrabile per la mente occidentale. L’opera segue le vicende di un gruppo di personaggi inglesi e indiani le cui vite si intrecciano fino all'enigmatico e drammatico incidente nelle Grotte di Marabar. Forster analizza con lucidità le insanabili fratture sociali e psicologiche create dal colonialismo, dipingendo l'impossibilità di comprensione profonda tra due mondi opposti.
A Chandrapore, nell’India stretta dalla morsa del colonialismo, si fronteggiano l’Islam, «un atteggiamento verso la vita squisito e durevole», la burocrazia britannica, «invadente e sgradevole come il sole», e «un pugno di fiacchi indù», in una silenziosa guerra fredda. Un fragile equilibrio destinato però a incrinarsi con l’arrivo di una giovane turista inglese. Perché Adela Quested, con stupore del clan dei sahib bianchi, non si accontenta dei circoli e delle visite ufficiali: vuole conoscere «la vera India», e trova la guida indigena perfetta nel mite e ospitale Aziz. Ma la gita nelle grotte di Marabar si trasforma per lei, vittima delle proprie personali inquietudini o di un indegno affronto, in un dramma sconvolgente che arriva fin dentro le aule di un tribunale, facendo esplodere pregiudizi, razzismi, contraddizioni. Indiscusso capolavoro di Forster, Passaggio in India è il ritratto umano e poetico di un paese amatissimo, che si fa parabola della «segreta intelligenza del cuore» contrapposta alla protervia della ragione.
📌 Il libro è presente nelle Biblioteche di Roma, scoprite qui in quali e prenotate subito la vostra copia:
Passaggio in India di E. M. Forster
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Opere di E. M. Forster
Diario di Oaxaca di Oliver Sacks
La rubrica si sposta oltreoceano con il diario di uno scienziato d’eccezione:
Diario di Oaxaca di Oliver Sacks. La destinazione di questa tappa è il Messico meridionale, con la sua vibrante biodiversità e le sue antiche tradizioni. L’opera raccoglie i ricordi del celebre neurologo che, dismessi temporaneamente i panni clinici, si unisce a una spedizione di appassionati botanici alla ricerca di rare felci. Sacks mescola con grazia lo stupore per la natura selvaggia, l’antropologia e la storia locale, regalandoci un ritratto appassionato e pieno di meraviglia.
L'autore abbandona il campo d’azione della neurologia e si avventura in un viaggio scientifico e letterario nel cuore del Messico. Motivo ufficiale del viaggio è la ricerca di una specie rara di felce, ma trattandosi di Sacks la missione scientifica si tinge ben presto di un'infinità di sfumature. Insieme ad alcuni botanici e a un manipolo di appassionati, Sacks affronta una ricerca che presto assume le caratteristiche di un’avventura ben più complessa e ricca di sorprese. Scritto in forma di diario, Oaxaca, Messico ci restituisce in presa diretta l'atmosfera del viaggio in tutte le sue possibili variazioni, ci mette a parte delle riflessioni dell'autore con l'intimità riservata a un confidente e ci rende suoi compagni di viaggio.
📌 Il libro è presente nelle Biblioteche di Roma, scoprite qui in quali e prenotate subito la vostra copia:
Diario di Oaxaca di Oliver Sacks
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Opere di Oliver Sacks
Viaggio in sambuco di Norman Lewis
La destinazione di
Viaggio in sambuco di Norman Lewis sono le rotte marittime ancestrali del Mar Rosso, sospese tra lo Yemen e le coste dell’Africa orientale. L’opera ci porta a bordo di un sambuco, la tipica imbarcazione a vela della regione, per un resoconto indimenticabile fatto di contrabbandieri, mercanti, mari insidiosi e atmosfere d’altri tempi. Un viaggio condotto a passo d’uomo che cattura l’essenza di un mondo che sta per scomparire.
I lettori di Napoli ’44 ricorderanno con quanta naturalezza Norman Lewis si mimetizzasse in qualsiasi ambiente, raccontandolo come non avrebbe potuto se qualcuno dei suoi protagonisti avesse notato la sua presenza. La stessa strategia – lo stesso stile – inimitabile si ritrova anche in questi sette brevi racconti di viaggio, che ci portano in quel mondo di spie che era Aden fra le due guerre, nell’Amazzonia brutalizzata dai missionari evangelici e nelle steppe dell’Asia Centrale, perlustrata (nel 1955) grazie a un visto del Sindacato Scrittori. Facendoci ogni volta rimpiangere di non aver vissuto quando viaggiare – almeno con Norman Lewis – era davvero, prima di tutto, un piacere.
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Viaggio in sambuco di Norman Lewis
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Opere di Norman Lewis
I coccodrilli di Yamoussoukro di V. S. Naipaul
Il prossimo appuntamento con le nostre letture d’estate ci porta nel continente africano insieme a uno sguardo lucido e penetrante:
I coccodrilli di Yamoussoukro del Premio Nobel V. S. Naipaul. La destinazione del viaggio è la Costa d’Avorio dei primi anni Ottanta. L’opera si concentra sulla sfarzosa, spettrale e artificiale capitale voluta dal presidente Houphouët-Boigny nel mezzo della foresta. Naipaul indaga con il suo stile analitico le profonde contraddizioni di un Paese sospeso tra una modernità di facciata e la persistenza sotterranea di rituali magici, incarnati dai coccodrilli sacri del palazzo reale.
Nessuno sa quale potrà essere l’aspetto finale della strana creatura architettonica concepita dal presidente della Costa d’Avorio su istigazione di un misterioso progettista, non estraneo alle pratiche magiche tribali. E quando Naipaul riesce a raggiungere l’area, si trova davanti ad un paesaggio che agisce su di lui come un'’allucinazione: un paio di alberghi internazionali, una moschea, un troncone di autostrada che finisce nel nulla e sullo sfondo il verde di un campo da golf. Su tutto domina il palazzo del presidente circondato da mura altissime e da un lago popolato da coccodrilli. Solo alla fine di questi due racconti capiremo quale nero incantesimo colleghi l’atroce sorriso dei coccodrilli alla smorfia folle del padre di Naipaul.
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I coccodrilli di Yamoussoukro di V. S. Naipaul
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Opere di V. S. Naipaul
In Patagonia di Bruce Chatwin
La nostra rubrica di luglio approda in una delle terre più mitizzate e sognate dai viaggiatori di tutto il mondo:
In Patagonia di Bruce Chatwin, un capolavoro assoluto. La destinazione è la fine del mondo, tra le steppe ventose dell’Argentina e del Cile meridionali. L’opera, che ha letteralmente ridefinito il genere del
travel writing, parte dalla ricerca quasi ossessiva di un presunto frammento di pelle di brontosauro. Chatwin attraversa spazi sconfinati collezionando storie, leggende e frammenti di vita di esiliati, vagabondi e sognatori che hanno scelto il deserto patagonico come rifugio.
Dopo l’ultima guerra alcuni ragazzi inglesi, fra cui l'autore di questo libro, chini sulle carte geografiche, cercavano il luogo giusto per sfuggire alla prossima distruzione nucleare. Scelsero la Patagonia. E proprio in Patagonia si sarebbe spinto Bruce Chatwin, non già per salvarsi da una catastrofe, ma sulle tracce di un mostro preistorico e di un parente navigatore.
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In Patagonia di Bruce Chatwin
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Opere di Bruce Chatwin
Ebano di Ryszard Kapuściński
L’ottavo libro ci riporta in Africa, ma questa volta attraverso gli occhi empatici di un gigante del giornalismo:
Ebano di Ryszard Kapuściński. La destinazione è l’Africa subsahariana, vissuta dall’interno e senza filtri. L’opera non è un semplice reportage politico, ma un’immersione totale e fisica nella quotidianità del continente. Evitando i salotti del potere, Kapuściński vive tra la gente comune raccontando guerre, carestie, colpi di stato, ma soprattutto la strabiliante dignità, la ricchezza umana e la vitalità di un popolo colto nella sua complessa realtà.
Viaggiatore curioso e acuto, Kapuściński si cala nel continente africano e se ne lascia sommergere, rifuggendo tappe obbligate, stereotipi e luoghi comuni. Abita nelle case dei sobborghi più poveri, brulicanti di scarafaggi e schiacciate dal caldo, si ammala di tubercolosi e si fa curare negli ambulatori locali; rischia la morte per mano di un guerrigliero; ha paura e si dispera. Ma non rinuncia mai allo sguardo lucido e penetrante del reporter, all’affabulazione del narratore: che parlino di Amin Dada o della tragedia del Ruanda, di una giornata in un villaggio o della città di Lalibela, tassello dopo tassello le pagine di Ebola
compongono il mosaico di un mondo carico di un'inquieta e violenta elettricità.
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Ebano di Ryszard Kapuściński
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Un indovino mi disse di Tiziano Terzani
Continuiamo con un viaggio che è anche un profondo cammino interiore e filosofico:
Un indovino mi disse di Tiziano Terzani. La destinazione è un’Asia intima e misteriosa, percorsa interamente via terra e via mare. L’opera nasce nel 1993 quando Terzani, decidendo di credere alla profezia di un indovino che gli aveva vietato di volare per un anno, si sposta solo in treno, nave o a piedi. Il risultato è una straordinaria riscoperta del viaggio a passo d’uomo e una lucida denuncia della modernizzazione selvaggia che sta cancellando l’anima più autentica del continente asiatico.
Nel 1976 un indovino cinese avverte Tiziano Terzani, corrispondente dello Spiegel dall’Asia: Attento. Nel 1993 corri un gran rischio di morire. In quell’anno non volare mai. Nel 1992 Terzani si sente stanco, dubbioso sul senso del suo lavoro. Gli torna in mente quella profezia e la vede come un'occasione per guardare il mondo con occhi nuovi. Decide di non prendere aerei per un anno, senza rinunciare al suo mestiere. Il risultato di quell’esperienza è un libro che è insieme romanzo d’avventura, autobiografia, racconto di viaggio e reportage.
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Un indovino mi disse di Tiziano Terzani
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Senza mai arrivare in cima di Paolo Cognetti
Chiudiamo la nostra rubrica di luglio con un cammino silenzioso d’alta quota:
Senza mai arrivare in cima di Paolo Cognetti, pubblicato da Einaudi. La destinazione di quest’ultima avventura è il Dolpo, una remota e incontaminata regione del Nepal. L’opera racconta il viaggio a piedi intrapreso dall'autore sulle tracce del grande scrittore Peter Matthiessen. Cognetti descrive una montagna che non è conquista o alpinismo eroico, ma una scuola di adattamento, un cammino fatto di fatica, incontri con le popolazioni locali, silenzio e profonda meraviglia al cospetto dei giganti dell’Himalaya.
Che cos’è l’andare in montagna senza la conquista della cima? Un atto di non violenza, un desiderio di comprensione, un girare intorno al senso del proprio camminare. Questo libro è un taccuino di viaggio, ma anche il racconto illustrato, caldo, dettagliato, di come vacillano le certezze col mal di montagna, di come si dialoga con un cane tibetano, di come il paesaggio diventa trama del corpo e dello spirito. Perché l’Himalaya non è una terra in cui addentrarsi alla leggera: è una montagna viva, abitata, usata, a volte subita, molto lontana dalla nostra. Per affrontarla serve una vera spedizione, con guide, portatori, muli, un campo da montare ogni sera e smontare ogni mattina, e soprattutto buoni compagni di viaggio. Se è vero che in montagna si cammina da soli anche quando si cammina con qualcuno, il senso di lontananza e di esplorazione rinsalda le amicizie. Le notti infinite in tenda con Nicola, l’assoluta magnificenza della montagna contemplata con Remigio, il saliscendi del cammino in alta quota, l’alterità dei luoghi e delle persone incontrate. Questo è il viaggio che Paolo Cognetti intraprende sul finire del suo quarantesimo anno, poco prima di superare il crinale della giovinezza.
📌 Il libro è presente nelle Biblioteche di Roma, scoprite qui in quali e prenotate subito la vostra copia:
Senza mai arrivare in cima di Paolo Cognetti
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Opere di Paolo Cognetti

