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maggio
giovedì
30
aprile
mercoledì
13
maggio
Ridere mentre la casa brucia. Laboratori per sopravvivere alla crisi
Letture condivise nel giardino della biblioteca
In un mondo che sembra bruciare tra crisi sociali, climatiche e politiche, che senso ha ridere? Come riappropriarci di uno strumento così dirompente? Può la risata, se riappropriata dal basso, trasformarsi in un atto di libertà e in una forma di resistenza alle crisi del presente? Ridere mentre la casa brucia, progetto del Collettivo ATI suffix, nasce a Casal Bruciato e si estende sul territorio come esperimento collettivo per esplorare la potenza della risata come strumento di consapevolezza, relazione e azione. Il progetto intreccia arte, ricerca e partecipazione per incentivare cortocircuiti di comicità.
All'interno di tale progetto, nelle date del 30 aprile e del 13 maggio, la Vaccheria Nardi ospita nel suo giardino incontri di letture condivise per approfondire la risata come fenomeno complesso visto con le lenti della filosofia. Attraverso il confronto con alcuni testi si esplorerà la molteplicità della risata, distinguendo l'intrattenimento passivo dalla pratica della risata destituente come strumento di resistenza e di decostruzione.
Giovedì 30 aprile ore 15:
Edoardo Fabbri e Natalia Agati (ricercatori presso la Facoltà di Architettura di Roma Tre) leggono e commentano estratti da:
Pulcinella. Ovvero divertimento per li ragazzi, di Giorgio Agamben, Nottetempo 2015 e Primi lineamenti per una architettura destituente (in Destituire l'architettura.Lineamenti per un progetto a venire) di Edoardo Fabbri e Camillo Boano, Efesto, 2026.
Mercoledì 13 maggio ore 15:
Francesco Restuccia (Filosofia, La Sapienza Università di Roma), Natalia Agati (Architettura, Università di Roma Tre) e Edoardo FAbbri (Architettura, Università di Roma Tre) leggono e commentano estratti da Il principio speranza (1938-1947) di Ernst Bloch, introduzione di Remo Bodei, Garzanti, 2005.
Ati Suffix è un collettivo artistico nato a Roma nel 2013. Il gruppo interdisciplinare è costituito da architetti, artisti visuali, videomaker, scenografi e filosofi. Il collettivo rivolge la sua ricerca nella direzione di un'arte intesa come metodo di ricerca nella città e con la città, ritenendo imprescindibile l'interazione e la relazione come base del processo artistico.

