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maggio

Quando l’arte ispira un romanzo

22 - 28 maggio 2020

La rubrica del venerdì

Buongiorno amici! Proseguiamo oggi, Venerdì 22 maggio, con la nostra rubrica settimanale, rivolta a tutti coloro che, oltre ad amare la lettura, sono anche appassionati di arte. Conosceremo più da vicino una serie di romanzi nei quali l’incontro tra la parola e l’immagine prende forme diverse: a volte accade che un quadro entri nel racconto attraverso la sua descrizione, caricandosi di nuovi significati, altre volte che gli artisti siano protagonisti di romanzi biografici, altre ancora che opere d’arte, reali o immaginarie, diventino cornice di avvincenti romanzi gialli o di storie d’amore e di vita. Continuiamo questo nuovo percorso, augurandovi come sempre una piacevole lettura.

Il Romanzo

Il Cardellino. Terzo romanzo di Donna Tartt, è stato pubblicato in lingua inglese nel 2013 e, dopo la vittoria del Premio Pulitzer 2014 per la narrativa, è stato tradotto in numerose lingue. Protagonista del romanzo è Theo Decker, un ragazzino di tredici anni che frequenta la terza media. Un giorno, all'improvviso, scoppia una bomba al Metropolitan Museum, dove Theo si trova insieme alla madre. Lui riesce a sopravvivere all'attentato terroristico, ma la madre muore e la sua vita finisce in frantumi. Theo si ritrova solo a New York e si aggrappa al quadro dal fascino singolare, Il Cardellino, che è riuscito a trafugare dal Metropolitan. A distanza di anni, la piccola tavola lo spingerà ad addentrarsi nei pericolosi ambienti della criminalità internazionale. La Tartt in questo romanzo ci parla di sopravvivenza, cattività e liberazione, raccontando cosa avviene interiormente quando si è imprigionati dalla propria storia, dal proprio passato.

L’Opera

Il Cardellino, 1654 (Olio su tavola, cm 33x23, Mauritshuis, L’Aia). Opera del fiammingo Carel Fabritius, promettente allievo di Rembrandt e primo ad usare la luce nella pittura olandese. Grazie a uno stile insieme sintetico e attento alla realtà, Fabritius restituisce, con rapide pennellate, l'immagine dell'uccellino domestico, puntando sugli effetti della luce e di piccoli brillanti tocchi di colore, per mettere in evidenza la mascherina rossa del capo o la striscia gialla dell'ala. L'atmosfera intima e commossa della composizione fa sì che quel piccolo uccellino impaurito e prigioniero diventi metafora della fugacità, ma anche della crudeltà della vita.

L’incontro

Prima di scappare dal museo, Theo riuscirà a portare via Il Cardellino, filo conduttore di tutta la vicenda e simbolo dell'innocenza perduta e della fragilità che accomunano l’opera d’arte al protagonista del racconto.

Curiosità

Carel Fabritius muore molto giovane a seguito dell’esplosione di un magazzino nei pressi del suo studio, proprio come la madre del protagonista del nostro romanzo…e proprio come Il Cardellino, invece, Theo sopravvive all’esplosione.

Per leggere la rubrica della scorsa settimana, clicca in basso:

  1. Confessioni di una maschera di Yukio Mishima
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