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Stoner

Williams, John <1922-1994>

Fazi - 2012

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William Stoner ha una vita che sembra essere assai piatta e desolata. Non si allontana mai per più di centocinquanta chilometri da Booneville, il piccolo paese rurale in cui è nato, mantiene lo stesso lavoro per tutta la vita, per quasi quarantanni è infelicemente sposato alla stessa donna, ha sporadici contatti con l'amata figlia e per i suoi genitori è un estraneo, per sua ammissione ha soltanto due amici, uno dei quali morto in gioventù. Non sembra materia troppo promettente per un romanzo e tuttavia, in qualche modo, quasi miracoloso, John Williams fa della vita di William Stoner una storia appassionante, profonda e straziante. Come riesce l'autore in questo miracolo letterario? A oggi ho letto Stoner tre volte e non sono del tutto certo di averne colto il segreto, ma alcuni aspetti del libro mi sono apparsi chiari. E la verità è che si possono scrivere dei pessimi romanzi su delle vite emozionanti e che la vita più silenziosa, se esaminata con affetto, compassione e grande cura, può fruttare una straordinaria messe letteraria [...]
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  • 11/09/2019   

    Questo è un libro che forse non basta leggere una sola volta, perchè apparentemente narra la vita banale di uno qualsiasi di noi, dove non succede niente di particolarmente sensazionale, ma in realtà, forse proprio perchè nei particolari e nei piccoli accadimenti sta la poesia della vita, è un libro che ti entra dentro e come tutti i bei libri te lo porti dietro a lungo. Stoner vive, o meglio subisce ,quel che la vita gli offre senza opporsi mai nè alla moglie non amata, nè al suo superiore universitario Lomax, nè purtroppo nemmeno al declino della figlia Grace. Il suo amore è la letteratura e la scuola. Splendido (vale tutto il libro) l'ultimo capitolo in cui Stoner descrive la sua propria morte. Notevole anche la postfazione di Cameron.
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  • 2 / 3 utenti hanno trovato utile questo commento

    Luciano Bassetti

    27/03/2019   

    Un libro inaspettatamente bello.

    Premesso che la postfazione di Cameron è praticamente perfetta ed entusiasmante, provo ad aggiungere qualcosa di mio. Il protagonista, possibile alter-ego dell’autore (John Williams – Williams Stoner), è immerso in una vita monotona, senza sprazzi, molto convenzionale. Il libro potrebbe esaurirsi qui, se non fosse che la passione, come nella vita di ognuno di noi, è sempre in agguato, pronta a risvegliare sensi ed intelletto per apparecchiarci qualcosa di inatteso e grandioso. Improvvisamente, quindi, la terribile passività di Stoner, pronto a subire quasi tutto quello che gli cade addosso cercando solo di non farsi troppo male, ha un sussulto vitale. Riesce ad afferrare il suo destino, a plasmarlo sui suoi veri interessi, reagendo con una durezza che non gli conoscevamo e con una determinazione che sembra uscita da altri romanzi. Mi è piaciuto questo salto di qualità, l’evidenza che in ognuno di noi convivono sempre almeno un paio di anime che sta a noi far emergere nei momenti più importanti. E mi sembra anche una bella lezione, non didascalica ma pratica, sulle infinite possibilità dell’esistenza a condizione che si sappia e si voglia far nascere fiori dal letame. Belle e convincenti le descrizioni degli stati d’animo che attraversa Stoner, situazioni in cui almeno una volta nella vita ci siamo trovati a dibatterci e a soccombere. Per pigrizia, incapacità, debolezza o rassegnazione, tutti elementi che generano con facilità quel grigiore che invade la maggior parte del romanzo. Ma quella luce folgorante che si accende in alcune occasioni vale come antidoto vitale alla tossicità di una routine che sembrava una seconda pelle di Stoner. Tante cose sembravano, molte si sono confermate, ma c’è spazio per un riscatto che può valere un’intera esistenza. Consiglio una lettura attenta delle ultime pagine, di cui non svelerò il contenuto: è una delle migliori descrizioni letterarie che ho incontrato sul tema. Indimenticabile come le altre pagine dell’intero romanzo.
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  • 2 / 3 utenti hanno trovato utile questo commento
    23/03/2019
      

    Un libro da vivere

    Concordo con chi me lo ha consigliato. Ero scettica ma invece è un vero capolavoro della letteratura contemporanea. E' la storia "normale" di colui che potremmo definire "'l'uomo della porta accanto", ma privo di quella banalità che potremmo attenderci. Proprio perché è un uomo come noi, insieme e lui viviamo le sue incertezze e le sue debolezze, le sue perdite e rinunce e le sue conquiste. Il tema della letteratura e della passione per essa che è in grado di sostenere la nervatura di un essere umano è descritta impeccabilmente e ci trascina nelle aule dell'università, nelle lezioni, dei discorsi. E' la storia di un uomo che nella sua normalità diventa esemplare, nel lavoro, nell'amore, nei rapporti interpersonali, nella vita. Un libro che fa pensare. Per altro, scritto benissimo. Davvero da leggere.
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  • 5 / 6 utenti hanno trovato utile questo commento
    14/03/2018   

    La vita non si può evitare

    Che dire? Una sorpresa questo libro! La vita qualunque di una persona qualunque o che comunque così si reputa. Che sta lì un po' apatico e timoroso di affacciarsi al mondo e che nella normalità di ogni suo giorno ed ogni suo gesto scopre (e noi con lui) che dalla vita non si può scappare. Fare o non fare, dire o non dire, scegliere o non scegliere sono comunque scelte di per sè e provocano delle conseguenze. L'autore ci tiene incollati a questa normale vita e a volte ci fa arrabbiare, altre volte ci fa sentire frustrati, altre dispiaciuti, infine addirittura commossi... Lo ho amato.
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