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Sara al tramonto

De Giovanni, Maurizio

Giallo - Rizzoli - 2018

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Sara non vuole esistere. Il suo dono è l'invisibilità, il talento di rubare i segreti delle persone. Capelli grigi, di una bellezza trattenuta solo dall'anonimato in cui si è chiusa, per amore ha lasciato tutto seguendo l'unico uomo capace di farla sentire viva. Ma non si è mai pentita di nulla e rivendica ogni scelta. Poliziotta in pensione, ha lavorato in un'unità legata ai Servizi, impegnata in intercettazioni non autorizzate. Il tempo le è scivolato tra le dita mentre ascoltava le storie degli altri. E adesso che Viola, la compagna del figlio morto, la sta per rendere nonna, il destino le presenta un nuovo caso. Anche se è fuori dal giro, una vecchia collega che ben conosce la sua abilità nel leggere le labbra - fin quasi i pensieri - della gente, la spinge a indagare su un omicidio già risolto. Così Sara, che non si fida mai delle verità più ovvie, torna in azione, in compagnia di Davide Pardo, uno sbirro stropicciato che si ritrova accanto per caso, e con il contributo inatteso di Viola, e del suo occhio da fotografa a cui non sfugge nulla [...]
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  • 1 / 1 utenti hanno trovato utile questo commento
    10/10/2019
      

    "Spara, la invitò il pensiero. Un colpo, uno solo ... ( Cap.LII )

    Come si intuisce fin dal titolo, l'elemento catalizzatore dell'intero romanzo è Sara Morozzi che, con il suo fiuto investigativo straordinario, imprime una svolta decisiva alle indagini relative ad un omicidio dai contorni oscuri. Maurizio De Giovanni, da esperto giallista qual è, riesce a conquistare l'attenzione dei lettori sia grazie ad una fluida narrazione, ironia partenopea compresa, sia mediante l'uso diversificato del lessico, sia per la minuziosa caratterizzazione, anche se in alcuni casi un po' convenzionale, di tutti i personaggi. La storia, coinvolgente per l'intreccio, ricca di sfumature descrittive che talvolta indulgono a note malinconiche, è sostanzialmente permeata da una delicata connotazione morale. La lettura delle quasi quattrocento pagine scorre piacevolmente ed è pertanto consigliabile soprattutto agli appassionati del genere noir, nonostante ( unico neo ! ) il finale sia prevedibile. Ma forse, inspiegabilmente, è l'effetto-Sara che determina in noi l'acuirsi di un prodigioso sesto senso ?!
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  • 07/10/2019   

    Giallo particolare

    Sara, che ha il dono di leggere le labbra e quasi i pensieri della gente, attira il lettore che entra subito nella storia e non riesce ad interrompere la lettura di questo che è non solo un giallo, ma un'accurata indagine dell'animo della protagonista. Lei, così provata dalla vita, ormai in pensione avrà un nipote ed un nuovo caso da risolvere proprio quando la sua invisibilità era anche confermata dai capelli grigi. Un noir da leggere tutto d'un fiato.
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  • 2 / 2 utenti hanno trovato utile questo commento
    15/01/2019
      

    Un personaggio austero e misterioso

    Uno dei personaggi più intriganti usciti dalla penna di De Giovanni. Una piacevole scoperta.
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  • 2 / 2 utenti hanno trovato utile questo commento
    21/12/2018   

    Bellissimo . Sara è un personaggio complesso ,austero ,chiuso che poco alla volta apre una finestrella sulla sua esistenza. Ci mostra così come la sua scorza fatta per un lavoro sotto traccia, lasci intendere anche la fatica di una vita personale non scevra di dolorose perdite e piena di solitudine. Un personaggio questo poco discosto dal commissario Ricciardi, ma forse perché donna ancora più umano. Spero di poter leggere ancora di lei.
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  • 10 / 10 utenti hanno trovato utile questo commento
    29/11/2018   

    Dalla parte delle donne... poliziotto

    In attesa di una nuova indagine del Commissario Ricciardi, forse solo temporaneamente sospesa, Maurizio de Giovanni ha recentemente scritto Sara al tramonto, un nuovo genere poliziesco-noir, in cui esalta le capacità di introspezione e di osservazione femminili di una poliziotta in pensione, richiamata da una collega che la stimava molto, per un difficile caso. La vita personale di Sara è costantemente presente nella storia, poiché i fantasmi del suo passato spesso si riavvicinano a lei, ma non interferiscono nell’andamento delle sue indagini. Aiuto d’eccezione, la nuora Viola incinta, abile fotografa e anch’essa dotata di grande spirito di osservazione. Un passo indietro a loro due, l’Ispettore Davide Pardo, talvolta escluso dalla rapidità di giudizio delle due donne e un po’ sbeffeggiato da Viola per il suo atteggiamento troppo preciso e puntiglioso che non lascia spazio a intuizioni più elaborate. Sara non era un’investigatrice, era un’interprete. Non ricostruiva fatti ma conversazioni. Poteva intercettare uno stato d’animo, non penetrare le maglie di un antico complotto. Non era attrezzata. Perciò Davide magari aveva ragione quando protestava, per come lei conduceva quella strana indagine, senza un filo logico. L’indagine, facilmente intuibile dall’inizio, va da sé con un finale quasi scontato, ma l’autore lascia molto spazio ai tre protagonisti, alla loro vita oltre l’indagine che seguono, tracciando il profilo di ciascuno di essi con un ironico sorriso. E questa è sicuramente la parte più interessante del libro, poiché i lunghi dialoghi che sembrano precedere di poco una sceneggiatura di una fortunata serie televisiva come lo è stata I Bastardi di Pizzofalcone (della cui serie è da poco uscito Vuoto), riducono il valore letterario del libro.
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  • 3 / 3 utenti hanno trovato utile questo commento

    Stefania Palombi

    14/10/2018   

    da leggere

    un giallo che non deluderà gli appassionati del genere . si legge tutto d'un fiato fino al tanto atteso esito finale.
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  • 2 / 2 utenti hanno trovato utile questo commento

    Barbara Peti

    05/08/2018   

    nuovo

    De Giovanni non delude mai: un nuovo personaggio, molto profondo e molto oscuro. Le caratteristiche di approfondimento del personaggio arrivano in sordina... piano piano ce lo fa conoscere: prima con pochi tratti, poi alla fine delle pagine, sappiamo qualcosa di più che lo rende umano. Il resto ovviamente deve essere scoperto in un secondo tempo. Anche questo personaggio ci affascina e ci piace. Molto.
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  • 12 / 12 utenti hanno trovato utile questo commento
    22/06/2018   

    un'altra chicca!

    De Giovanni ama decisamente disegnare personaggi surreali: dopo il commissario Ricciardi,i ecco Sara: tipo enigmatico forte, con poteri quasi al limite del paranormale. Il romanzo: un'altra "chicca" con una trama seria, drammatica come dev'essere quella del giallo, ma con improvvisi squarci di irresistibile comicità, tutta concentrata sulle gags dello sbirro che affianca Sara e del suo "cane padrone". Un'altra "chicca", dicevo, un altro piccolo gioiello da aggiungere alle cose belle e preziose contenute nello scrgno che ognuno di noi lettori dovrebbe gelosamente custodire.
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  • 27 / 28 utenti hanno trovato utile questo commento

    Dario Tramacere

    11/05/2018
      

    Un bel giallo, tra assenze ed una conferma

    Cominciamo dalla grande assente di questo romanzo: Napoli. I lettori abituali di De Giovanni sanno bene come la città sia la coprotagonista di tutte le sue storie, sia che si tratti della Napoli di era fascista del commissario Ricciardi sia che si tratti della Napoli contemporanea dei Bastardi di Pizzofalcone. Nel pulsare quotidiano della vita cittadina si intrecciano le indagini e le storie personali dei tanti eccezionali personaggi usciti dalla sua penna. Addirittura, è usuale che De Giovanni interrompa la narrazione delle indagini per dedicare brevi capitoli alla città, con il suo carico di umanità e crudeltà, di passione e superstizione, di generosità e aristocrazia. Napoli è al centro anche della serie esoterica de “I Guardiani” (da me non apprezzata). In questo romanzo tutto si risolve nella estrema caratterizzazione dei personaggi e nell’indagine. Gli stessi personaggi sono vittime delle proprie “assenze”. Sara è rimasta sola perché ha perso l’amore della sua vita, quel superiore che l’ha arruolata nell’unità speciale e per amore del quale ha poi deciso di abbandonare la famiglia ed il suo piccolissimo figlio Giorgio. Un figlio che, cresciuto lontano da lei, la sta per rendere nonna; ma, allo stesso tempo, ha già reso orfano il figlio che nascerà, poiché anche Giorgio è morto in un banale incidente stradale. Allo stesso tempo, proprio quel figlio che deve nascere e l’assenza di una amorevole figura materna spingerà la compagna di Giorgio a stringere sempre più i rapporti con Sara. Ed anche il poliziotto che la aiuterà nelle indagini ha la sua storia di solitudine (se si eccettua la convivenza con un enorme Bovaro del Bernese di 60 chili) e di assenze: assenza di una prospettiva e di una famiglia, che tanto avrebbe voluto. Queste sono le figure che De Giovanni disegna e sempre più delinea, mentre intorno a loro costruisce un giallo di sapore tradizionale, ben fatto e narrato, anche se non particolarmente originale. Anzi, non solo i lettori riusciranno a comprenderne con un certo anticipo l’esito, ma i più affezionati coglieranno nella dinamica dell’atto omicida alcune assonanze con narrazioni già lette. Detto questo, si conferma l’estrema maestria dell’autore; un vero affabulatore, comunque capace di tenerti incollato alle pagine dei suoi libri. E capace, chissà, di qualche ulteriore “colpo di teatro”. Sin qui è solo una mia impressione, ma almeno in un paio di circostanze sono state inserite delle frasi che potrebbero fungere da preludio a nuovi e diversi sviluppi in merito alla morte, apparentemente accidentale e banale, del figlio Giorgio. Vedremo…
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