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1 / 1 utenti hanno trovato utile questo commento13/01/2022
Viene da chiedersi
Viene da chiedersi quanto sia "Romanzo" e quanto vera "storia criminale". Il confine tra i due territori (specie nella recente storia italiana) è assai labile e in questo senso il libro di De Cataldo ha molti punti in comune con le opere di Scurati: le vicende sono sicuramente romanzate ma basate su una realtà ben documentata. Al di là del livello di veridicità degli eventi raccontati Romanzo criminale è davvero appassionante. Parte dai giorni nostri e ripercorre l'epopea tragica della banda della Magliana nel periodo tra la fine degli anni settanta e l'inizio dei novanta. Il ritmo è incalzante, in continua accelerazione. Si susseguono gli omicidi, gli accordi, i tradimenti. Immaginiamo dalle prime pagine gli sviluppi ma rimaniamo ugualmente invischiati nel vortice degli eventi. I tre protagonisti (il Libanese, il Freddo e il Dandi) sono gli eroi, maledetti e grandiosi che illuminano tutta la storia. Non si può parteggiare per loro ma è inevitabile rimanere impressionati dalla loro grandezza tragica. Spacciano, rubano, uccidono e fanno uccidere ma rischiano di persona, in nome di una ambizione sconfinata. Intanto gli affaristi, i servizi deviati, le varie logge e confraterite li usano come pedine. I burattinai, i veri potenti non si espongono, non si sporcano le mani e ne escono sempre bene. Viene anche da chiedersi quanto la Roma attuale sia veramente cambiata rispetto a quei tempi. Forse sono cambiate solo le pedine.Hai trovato utile questo commento?SI NO | Segnala come inappropriato