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Puttane assassine

Bolaño, Roberto

eBook - Adelphi - 2015

epub protetto con DRM Adobe

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«La violenza, la vera violenza, non si può fuggire, o almeno non possiamo farlo noi, nati in America latina negli anni Cinquanta, noi che avevamo una ventina d'anni quando morì Salvador Allende»: fin dalla soglia del primo di questi tredici racconti, Bolaño mette le carte sul tavolo. In tutti si manifesta infatti una qualche forma di violenza, alla quale nessuno (che sia vittima o carnefice) potrà sottrarsi: né il nerboruto giovanotto che pagherà caro l'aver seguito una donna per concupiscenza o vanità; né il fotografo che cerca di salvare due bambini indiani rinchiusi in un bordello per omosessuali; né il padre di B. (trasparente controfigura dell'autore) che durante una vacanza ad Acapulco si siede a giocare a carte con la gente sbagliata; né quel Lalo Cura (lo ritroveremo in "2666") che da bambino viene portato dalla madre sui set dei film a luci rosse da lei interpretati; né il fantasma dell'uomo che assiste alla vendita del proprio cadavere a un necrofilo – né il narratore stesso, costretto alla crudele erranza dell'esilio [...]
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  • 3 / 3 utenti hanno trovato utile questo commento
    23/02/2021
      

    Talento e ingegno.

    Raccolta di tredici racconti brevi con caratteristiche particolari che abbracciano grandi e profondi temi della narrativa e, credo, dell’autobiografia dell’autore che ho in parte letto. L’autore è superlativo per maturità narrativa e presumo sfidi qui i dettami tradizionali. Lo stile è chiaro e interessante anche se più ruvido nelle immaginarie scene scabrose e di prepotenza. Il tema della violenza fisica e morale è centrale in diversi racconti, uno dei quali da il titolo al libro. Un altro elemento che è centrale in due racconti è la profonda solitudine del protagonista che si rapporta con personaggi e luoghi che la amplificano a dismisura. Anche elementi surreali sono sparsi nei restanti racconti: la magia africana allestita dal calciatore Buba nel campionato spagnolo e poi in quello italiano; il fantasma di un giovane che è da poco deceduto e segue le terribili vicende del suo corpo esanime in un losco commercio. Interessante il racconto sugli esuli cileni in giro per il mondo e le loro relazioni sociali con dialoghi particolarmente brillanti. Gli ultimi tre racconti vertono sulla letteratura cilena, si parla di scrittori, poeti e registi legati all’autore; mi sono sembrati complicati perché sono scritti ognuno in un solo paragrafo. Ho avuto la sensazione trattarsi di un esperimento narrativo o redazionale che non sono riuscito a stimare. Tra questi, Carnet di ballo è più comprensibile in quanto ci sono sessantasette punti numerati che, suppongo, sostituiscano i paragrafi.
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