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Milkman : romanzo

Burns, Anna

narrativa - Keller - 2019

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Sorella di mezzo cammina per le strade di una città senza nome con la testa affondata in un libro mentre intorno esplode una violenza fatta di bombe e intolleranza, e la polizia con le sue barbare retate sfuma i confini del bene e del male. Sorella di mezzo ha diciott’anni, una sfilza di fratelli e sorelle, una madre bigotta che la vorrebbe già sposata, il ricordo di un padre morto di depressione, e un forse-fidanzato. Nel quartiere cattolico in cui abita è considerata una ragazza strana e “inaccettabile", non solo perché legge mentre cammina e si lascia ammaliare dai tramonti, ma anche perché è stata vista girare con in mano la testa mozzata di un gatto. Quando nella sua vita irrompe un uomo di quarantun anni, sposato, legato ai gruppi paramilitari e noto come il lattaio, ciò che è reale non si distingue più da ciò che è immaginato. Mentre il lattaio sembra sbucare a ogni angolo, la ragazza viene bollata come la sua amante e finisce per sentirsi vittima di una persecuzione. Ma cos’è successo [...]
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  • 2 / 2 utenti hanno trovato utile questo commento
    26/03/2020
      

    Bellissimo ed esplosivo

    Non so se sia più bella, per quanto agghiacciante, la storia o il tipo di scrittura pazzesca, fatto sta che questo libro è una bomba. Leggerlo necessita di una certa concentrazione, lo stile è eccezionale e prende subito, un fiume ininterrotto di parole, pensieri e fatti narrati, così lontani da noi da richiedere qualche sforzo. Belfast anni 70, guerra civile, informatori, rinnegatori, armi, violenza su tutti i fronti, bigottismo religioso e sociale. Gli orrori sono molteplici ma l'ironia e la forza di chi scrive, e della voce narrante non ancora ventenne, fanno superare tutto.
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  • 1 / 1 utenti hanno trovato utile questo commento

    Michele D'apuzzo

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    17/01/2020
      

    CERVELLOTICO

    Vincitore del Booker Price 2018, Milkman si presenta subito come un libro particolare, inizialmente, sorprendentemente passato in sordina, nel suo genere innovativo, a tratti “illegibile”, sicuramente destinato a far parlare di sé. Il romanzo seppur privo di qualsiasi riferimento temporale e/o geografico trascina il lettore negli anni Settanta, a Belfast durante il conflitto nord irlandese che fu caratterizzato da una profonda instabilità ed inaudita violenza politica, la storia dei “Troubles” ed il profondo senso di oppressione che si generò. Tuttavia il Romanzo risulta di non facile lettura, non mi vergogno a confessare che mi è capitato, spesso, di rivedere alcuni passi. La prosa è un continuo ed infinito flusso di coscienza, dove ripetizioni e ridondanze sono martellate nella testa, interamente narrato in prima persona con una miriade di personaggi , ognuno dei quali senza nome, senza alcun riferimento temporale, con dieci parentesi aperte contemporaneamente a cui si aggiungono gli improvvisi salti che ti riportano ad un evento/situazione, apparentemente senza logica, raccontato molte pagine prima. Indubbiamente una volta che si riesce ad entrare in orbita, settati e concentrati il libro offre ventagli di riflessioni, il linguaggio assume un punto di forza, i non elementi identificano qualitativamente il teatro del racconto ed i personaggi, si assume la consapevolezza reale dell’opera che di fatto è un qualcosa di mai letto prima. Milkman si configura come un manifesto a favore della diversità, assolutamente politico è un grido contro la paura del diverso, la falsa etica religiosa che attanaglia, i pregiudizi, il conformismo e l’omologazione del pensiero. L’Incipit è magnetico. Un ottimo Romanzo, non un capolavoro, che, malgrado come la si pensi, ha il pregio di non lasciare indifferenti. Four-Star Book
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