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L'isola del non arrivo : voci da Lampedusa

Aime, Marco <1956- >

Bollati Boringhieri - 2018

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Lampedusa è un pezzo dimenticato d'Italia, assente persino dalla cartina del meteo in tv. È una piccola isola, più vicina all'Africa che all'Europa, lunga appena sei chilometri, battuta dal vento, circondata da un mare meraviglioso e abitata da una piccola popolazione, per lo più di pescatori. Di colpo, Lampedusa balzò all'onore delle cronache nazionali una prima volta nel 1986, quando Gheddafi le lanciò contro due missili. Tornò nei telegiornali nazionali con la prima ondata migratoria, dopo la primavera araba, e poi soprattutto con la nuova ondata dei migranti provenienti dall'Africa subsahariana. Senza volerlo, Lampedusa è così diventata un simbolo: l'avamposto d'Europa, la prima meta delle masse di disperati in fuga dalla guerra e dalla fame. Il 3 ottobre 2013 avvenne la tragedia: un barcone si rovesciò a poche centinaia di metri dalla spiaggia, lasciando in mare trecentosessantotto morti accertati. Come ha reagito la popolazione dell'isola all'enorme pressione mediatica alla quale [...]
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  • 3 / 3 utenti hanno trovato utile questo commento
    11/02/2019
      

    Un interessante punto di vista! Leggilo!

    L'autore di questo libro è un antropologo torinese che pretende di scrivere su un'isola siciliana su cui tanti altri hanno già scritto in tema solitamente di sbarchi, migranti, immigrati e migrazioni senza considerare il punto di vista e la storia del popolo lampedusano cosa che fa questo autore seppur parlando anch'egli di migranti e di sbarchi, il suo punto di vista non è affatto scontato. TI farà venir voglia di visitare Lampedusa o almeno potrà incuriosirti. E' un libro di copertina rigida uscito nel 2018 le cui pubblicazioni sono previste fino al 2021, l'editore è Bollati Boringhieri e il gruppo editoriale Mauri Spagnol e stampato da press graficadi Gravellona Toce (VB). Dopo la frase d'entrata dedicata a Olga, il libro si apre con dei ringraziamenti, hanno attirato la mia attenzione i ringraziamenti rivolti alle persone che hanno ospitato l'autore e l'hanno guidato alla scoperta dell'isola Paola e Melo, inoltre a Tommaso di Mediterranean Hope, le tre persone del Collettivo Askavusa, due parroci MImmo e Carmelo e il responsabile dell'archivio NIno dell'Archivio di Lampedusa. Tuttavia l'elenco delle persone ringraziate è molto più lungo. L'introduzione è autobiografica scritta dall'autore stesso, poi si aprono i 27 capitoli. ognuno dei quali inizia con una citazione in corsivo tratta da un testo. I primi due capitoli si esauriscono in un paio di pagine, IL primo capitolo "Isola" cita una frase tratta dall'Orlando furioso e il secondo capitolo "Memorie" cita una frase del libro di Camus intitolato La peste. Essere lampedusani ha un ampio significato e leggendo il capitolo omonimo conoscerete le vite di don MImmo, la parlata di NIno, l'avvocato Paola di Palermo prima dei fatti mostrati dal documentario della BBC e dai fatti inerenti al nubifragio del 2013. Conoscerete gli stereotipi solitamenti associati a quest'isola che anticamente veniva usata per isolare e dare asilo un po' a tutti dagli assassini ai malati in quarantena ai bambini troppo ribelli, l'isolamento che la caratterizza agli occhi di don Mimmo può essere facilmente sconfitto grazie all'arrivo di migranti e di turisti, stesso punto di vista arricchito da una citata Marta. Questo capitolo è composto di parti di dialoghi tratti da tutte le persone lampedusane intervistate di cui solo viene citato il nome e il capitolo parla anche dei salvataggi in mare ad opera di Mediterranean Hope. Lampedusa nata come colonia agricola, dopo l'arrivo borbonico vide impiantate in Sicilia le carbonaie per l'esportazione del combustibile per le macchine a vapore e poi si iniziò il disboscamento. Il benessere economico venne portato dalla scoperta delle spugne sul fondo marino tra Lampedusa e Lampione che richiamò pescherecci da Turchia e Dalmazia per arare il fondo e lavorarle sulle imbarcazioni. Questo capitolo cita una frase del libro Dell'amore e di altri demoni di Garcia Marquez. Il quarto capitolo parla del meteo e si intitola Una lunga primavera, cita una frase di Massa e Potere scritto da Canetti. Parla del vento di scirocco, dell'arrivo degli uccelli migratori dall'Africa che è anche il vento delle primavere arabe comune a tanti tunisini che raggiunsero l'Isola per approdare finalmente in Europa. Poi passa al 2011 con una panoramica della BBC sulla collina dietro all'aeroporto e cita il documentario The invasion of Lampedusa di BBC per poi concentrarsi sull'incrocio culturale islamico-cristiano che ha coinvolto l'isola e segnato le sorti degli italiani che si trasferivano per lavoro in Tunisia e dei tunisini che arrivavano per la stessa ragione su Lampedusa e proprio nel 2011 quando l'isola accolse il doppio della popolazione tunisina rispetto a quella che poteva accogliere dopo la chiusura delle frontiere francesi, secondo la testimonianza di uno degl intervistati "i tunisini che decisero di non chiedere asilo politico si ritrovarono intrappolati nei Centri di Identificazione ed Espulsione". IL capitolo prosegue con Arco nel Mare e il capitolo Frontiera.
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