biblioteche, roma, libri, cd, dvd, prestito, consultazione, autori, editori, scuole, lettura, multicutura, multietnica, internet, wifi, biblioteche roma, biblioteche comune di roma

La zia Julia e lo scribacchino

Vargas Llosa, Mario

Giulio Einaudi editore 2007

Valuta questo titolo

Vi si narra la vicenda o meglio la carriera, di Pedro Camacho, fecondissimo produttore boliviano d'intrecci (lo chiamano anche Balzac creolo) che, chiuso in una mefitica stanzetta, sforna trame melodrammatiche e truculente per un programma di feuilleton di Radio Lima. [...]
  • Lo trovi in
  • Scheda
  • Commenti
  • Chi ha letto questo ha letto anche...
Se vuoi inserire un commento a questo documento o indicare con un voto da 1 a 5 la tua preferenza inserisci il tuo codice utente e la tua password dal pulsante Accedi in alto a destra.
Non sei ancora un nostro iscritto? REGISTRATI ON-LINE!!
  • 4 / 4 utenti hanno trovato utile questo commento
    18/05/2025   

    Tra amore, radio e follia creativa

    Dopo anni passati a prendere polvere nella mia libreria, per puro caso è finalmente arrivato il suo momento… e che bella scoperta! Una storia così originale, ironica e piena di personaggi stravaganti, a tratti grotteschi, immersi in una Lima degli anni ’50 viva e piena di contrasti. Il romanzo intreccia due storie che all’inizio sembrano distinte, ma che pian piano si incrociano: da una parte c’è Mario, detto “Varguitas”, giovane aspirante scrittore e giornalista radiofonico; dall’altra Pedro Camacho, eccentrico autore boliviano di romanzi radiofonici. La parte più sorprendente? La storia d’amore tra Mario e la zia Julia, sorella divorziata dello zio, arrivata dalla Bolivia in cerca di un nuovo marito. Tra i due ci sono 14 anni di differenza: lei ne ha 32, lui solo 18, quindi minorenne per la legge dell'epoca. Una relazione complicata, vissuta inizialmente in segreto e osteggiata dalla famiglia, ma portata avanti con determinazione, passione e mille sotterfugi. Nel frattempo, Pedro Camacho, scrittore ossessivo e instancabile, dà vita a soap radiofoniche sempre più assurde, seguitissime dal pubblico ma anche segnate da una crescente confusione narrativa. Trame che si mescolano, personaggi che migrano da una storia all’altra, e una follia creativa che lo divora fino a portarlo al crollo. La struttura del romanzo è originale: i capitoli dispari (e l’ultimo, il ventesimo) raccontano la storia di Mario e Julia; quelli pari, invece, sono dedicati alle storie deliranti scritte da Camacho. Un intreccio tra autobiografia e invenzione letteraria, tra amore e satira, brillante e divertente. Apprezzabile lo stile brillante e l’umorismo intelligente con cui Vargas Llosa tratteggia personaggi e situazioni, ma anche il modo in cui riesce a raccontare la società peruviana dell’epoca, il ruolo della radio, e i sogni (e disastri) degli aspiranti scrittori. E poi, diciamolo: la zia Julia è irresistibile. Spiritosa, determinata, fuori dagli schemi. Sono contenta di aver finalmente "dissepolto" questo romanzo, perché è stata una lettura godibilissima, intelligente, mai banale, con un pizzico di sana follia.
    Hai trovato utile questo commento? SI NO   |   Segnala come inappropriato