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La signora del martedì

Carlotto, Massimo

eBook - E/O - 2020

epub protetto con DRM Adobe

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Massimo Carlotto va oltre il noir. In questo libro non c'è più solo il lato oscuro e criminale della società. Siamo tutti noi a essere interpellati.

Un romanzo memorabile che svela un lato inedito di uno dei più grandi scrittori italiani.

Bonamente Fanzago è un attore porno in disarmo. Tiene duro aspettando che ogni martedì una donna misteriosa paghi i suoi servizi da gigolò alla pensione Lisbona, un alberghetto da poco dove il proprietario, il signor Alfredo, vive la sua condizione di travestito nascondendosi da un ambiente ipocrita e perbenista. Quando un imprevisto darà il via a una girandola di effetti collaterali, per i tre diventerà questione di vita o di morte scavare dentro di sé e nel proprio passato per tirarsi fuori dai guai.

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  • 1 / 1 utenti hanno trovato utile questo commento

    Dario Tramacere

    22/04/2020
      

    Massimo di nome e di fatto

    “Che ti succede Nanà? … Dovresti sapere meglio di tutti che la verità vera e quella costruita da sbirri e giudici spesso sono separate da distanze siderali”. Sono tanti i temi affrontati da Carlotto in questo breve e mirabile romanzo, ma ho ritenuto inevitabile iniziare con una citazione che rimanda a quello a lui più dolorosamente presente: il tema della giustizia. Per comprendere quanto sia per lui fondamentale, è sufficiente leggerne la biografia (facilmente rinvenibile su Wikipedia). Nel romanzo, Nanà è (nella sua interpretazione) l’alter ego dello scrittore: la persona incarcerata pur se innocente, condannata dalla «imperfezione» della giustizia e dalla ferocia dell’opinione pubblica. Un aspetto, quest’ultimo, che è stato alla base di uno dei migliori romanzi di Carrisi: “La ragazza nella nebbia”. In quel romanzo, però, i media costituiscono addirittura l’«innesco» per il colpevole (principale) nonché lo «strumento» per il grande investigatore (non meno colpevole, alla fine). Nel romanzo di Carlotto i media hanno bisogno di costruire (o ri-costruire) il « mostro» per il proprio pubblico, per lo share ; ma per soddisfare tale esigenza non solo presumono bensì, alla fine, accettano consapevolmente di sostituirsi agli investigatori, sollevandoli dagli imbarazzi del caso. La storia ruota principalmente intorno a tre personaggi: un porno attore in declino, un travestito (titolare di una pensione e con un passato da prostituta) e una ex prostituta condannata (ingiustamente) per omicidio. Nella narrazione non esiste alcun giudizio, né positivo né negativo: semplicemente, Carlotto descrive gli avvenimenti che si generano attorno ed a causa dei tre protagonisti, vittime della propria solitudine e delle proprie scelte. La sequela di avvenimenti è scatenata da un semplice, inconsulto atto; ma il romanzo vuole anche sottolineare come, per il capriccio del destino o per una sua nemesi (se la si vuole così connotare), basti far rotolare una pietra perché poi nasca una frana capace di travolgere le esistenze e devastare quel poco di normalità che era stato possibile conquistare. Anche il concetto di normalità è, a dire il vero, messo a dura prova dalle figure e dalle situazioni familiari che Carlotto porta in scena; da quelle dei personaggi di contorno a quelle dei protagonisti. Dalla famiglia benestante, dalle sue faide interne, è scappato Bonamente (il porno attore) ed a causa della famiglia Nanà (Alfonsina Malacrida) aveva iniziato e proseguito la propria caduta agli inferi. La famiglia è anche il luogo dove Alfredo ed il professor Bassi mai troveranno accoglienza; ma è anche il luogo dove perfino i personaggi minori non trovano la propria realizzazione, preferendo rifugiarsi in rapporti clandestini o equivoci. Paradossalmente, risultano quasi fuori luogo i due personaggi «positivi», che tali non sono, avendo anch’essi colpe (passate ma anche future) da espiare: l’avvocato ed il suo amico investigatore privato. L’espiazione dell’avvocato si esplica nel diventare, di fatto, il tutore di Nanà (che non aveva potuto salvare dal carcere); compito in cui è assistito e poi surrogato dall’investigatore. Nanà troverà nella scrittura la sua (passeggera) forma di redenzione sociale, mentre per il sempre fragile ma immaturo Bonamante tale possibilità passerà attraverso la ritrovata capacità di empatizzare e perfino di innamorarsi. La scrittura di Carlotto, semplice e diretta, neutrale quanto crudele, accompagna il lettore in questo vortice di eventi e sentimenti, senza mai calcare la mano ma quasi impedendo di sollevare lo sguardo. Sino al finale, che ricorda lo schema già utilizzato nel suo (straordinario) romanzo “Il Turista”; dove i protagonisti si accomiatano dal lettore con un finale certo ma non definitivo, liberi di proseguire la propria strada nell’oblio della narrazione.
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  • 5 / 5 utenti hanno trovato utile questo commento
    14/02/2020
      

    Tre piccoli protagonisti per un noir fuori dai canoni

    Tre persone ai margini, tre malinconie, tre solitudini. Un pornodivo, un signore che si veste con la veletta, una signora che ogni martedì dalle 15 alle 16 paga un gigolò in una camera di pensione. Tre mutazioni sociali per i loro corpi in declino: il pornodivo ha avuto un ictus, il travestito con l'età torna a vestirsi da uomo, e la signora del martedì? Questo romanzo l'autore Massimo Carlotto lo ha definito un "noir destrutturato". Una curiosità: il suo primo romanzo, l'autobiografico "Il fuggiasco" (1995) vinse nel 1996 il Premio del Giovedì. Buona lettura.
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