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La portalettere : romanzo

Giannone, Francesca <1982- >

Romanzo storico Editrice Nord 2023

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Salento, giugno 1934. A Lizzanello, un paesino di poche migliaia di anime, una corriera si ferma nella piazza principale. [...]
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  • 0 / 1 utenti hanno trovato utile questo commento
    17/02/2026
      

    La portalettere: un successo che non mi ha convinta.

    Sinceramente, dopo aver visto il libro di Francesca Giannone ovunque e sapendo che ha vinto il Premio Bancarella, mi ero incuriosita. Così l’ho preso in prestito, ma devo dire che, nonostante le oltre 400 pagine scorrano via velocemente, l’esperienza è stata un po’ deludente. È vero, il romanzo è scritto bene, è scorrevole e ti tiene incollata alle pagine, ma per me i pregi finiscono qui. Quello che mi è mancato di più è lo spessore: i personaggi, Anna compresa, mi sono sembrati un po’ piatti, quasi senza una vera anima psicologica. A volte sembrano quasi fuori posto rispetto all'epoca in cui si muovono. Anche l’ambientazione non mi ha convinta del tutto. Il Salento degli anni '30 e '50 viene descritto in modo un po' superficiale, quasi fosse una cartolina patinata. La cosa che mi è dispiaciuta di più, però, è come sono stati trattati i temi importanti: il fascismo, la guerra, le lotte dei braccianti e la stessa emancipazione femminile sono solo accennati, restando sempre sullo sfondo senza mai essere approfonditi davvero. Alla fine, la storia finisce per concentrarsi troppo su intrighi familiari e triangoli amorosi. Mi è sembrato di leggere un moderno romanzo d'appendice, dove il lato sentimentale schiaccia tutto il resto. Insomma, una lettura semplice e piacevole, perfetta magari come "libro da ombrellone", ma nulla che mi abbia lasciato qualcosa di profondo.
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  • 5 / 5 utenti hanno trovato utile questo commento

    Giorgia Capacci

    10/01/2026
      

    è un NO

    non mi è piaciuto. scontato e banale nei sentimenti. la protagonista sembra la donna perfetta a cui ogni individuo dovrebbe aspirare. non si capisce alla fine se era più innamorata del marito che del cognato. la nipote che abbandona paese, nazione e figlia (mai amata) per inseguire un amore semplice a tratti banale. non so come ha fatto a vincere il premio Bancarella.
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  • 3 / 5 utenti hanno trovato utile questo commento
    26/11/2025
      

    Che peccato terminare di leggerlo

    Libro per me bellissimo, molto fluido nella lettura. Anna - la figura più potente del libro - deliziosa; tanta emozione e qualche lacrima mi hanno accompagnata nei pomeriggi che ho passato a leggere questa dolcissima storia.
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  • 3 / 9 utenti hanno trovato utile questo commento
    30/08/2025
      

    Finalmente un bel romanzo, avvincente. Premio Bancarella meritato Ci sono molti commenti su questo romanzo belli e brutti come sempre, a me è piaciuto, i personaggi sono ben descritti ad alcuni potrebbe apparire come un'opera un po melensa, ma io l'ho trovata vera ed anche attuale.
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  • 3 / 16 utenti hanno trovato utile questo commento
    16/07/2025
      

    Avvincente

    Interessante la trama, anche rispetto al periodo storico. A tratti per me troppo melenzo sulla figura della protagonista definendola come una supereroina indistruttibile.
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  • 5 / 7 utenti hanno trovato utile questo commento
    23/06/2025
      

    Non banale ma a tratti forzato

    Scrittura viva e personaggi interessanti. Tra tutti spiccano Anna, forestiera che, da insegnante al Nord, si reinventa postina in un paesino in provincia di Lecce negli anni Trenta, e Antonio, suo cognato, che produce olio e divora libri... Ho trovato a volte poco realistici i dialoghi, con assenza pressoché totale di dialetto.
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  • 3 / 14 utenti hanno trovato utile questo commento

    Francesco Capozzo

    06/06/2025   

    Non è banale e Niente di scontato

    Francesca Giannone si è meritata tutti, ma proprio tutti, i complimenti, i premi ed il successo che ha ricevuto, per il romanzo < LA PORTALETTERE > A Lei anche i miei più vividi complimenti. È bello il testo, l'intrigo e scorre che è un piacere leggerlo. È il suo primo lavoro, ed è ambientato in Puglia. È una storia che va dritta al cuore, non è banale, non è scontata, ma vivida, coinvolgente e a tratti è anche commovente. Il libro racconta dal Giugno del '34 al Maggio del 1952, ed è impressionante come le tappe sono tutt'ora valide, anche ai nostri giorni.
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  • 12 / 15 utenti hanno trovato utile questo commento
    24/03/2025
      

    Prossima fiction.

    Non sono riuscito a leggerlo fino in fondo.. ( terzo diritto del lettore secondo Pennac). Non capisco come abbia avuto tanto successo: il linguaggio, il contesto e il comportamento dei protagonisti sembrano atemporali; soprattutto il problema della lingua e del suo rapporto con il dialetto viene aggirato e i dialoghi assumono una dimensione quasi irreale. Anche per questo romanzo si apre un futuro da fiction.
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  • 4 / 34 utenti hanno trovato utile questo commento
    01/09/2024   

    Bel libro molto scorrevole, ben scritto e l’ho letto tutto di un fiato
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  • 22 / 24 utenti hanno trovato utile questo commento

    Daniela Bertoglio

    21/07/2024
      

    Uno sceneggiato televisivo, di quelli scritti male

    Un romanzo dallo stile semplice, molto semplice, per non dire mediocre, con una storia in teoria interessante (una donna ligure sposata ad un pugliese che nel 1934 si trasferisce nel paesino in provincia di Lecce del marito, dopo che quest'ultimo ha ereditato terreni e case da uno zio, rinuncia a continuare a fare il proprio lavoro di insegnante, e diventa postina, con un discreto scandalo tra i paesani), ma raccontata in maniera superficiale e decisamente banale. L'autrice nei ringraziamenti afferma di essersi basata sui ricordi della madre, e che la storia riguarda la nonna di quest'ultima, ma io credo che avrebbe fatto meglio a svolgere qualche ricerca storica, risparmiando ai suoi lettori tanti svarioni. I personaggi sono stereotipati, davvero poco credibili, parlano in italiano in un contesto storico e ambientale nel quale predominava il dialetto, ogni passaggio della trama è assolutamente prevedibile e scontato. L'ho finito solo perché è stato scelto come libro del gruppo di lettura del prossimo settembre, altrimenti dopo 20 pagine sarei passata a leggere altro. Ha il ritmo e lo stile degli sceneggiati televisivi di Rai Uno, ogni pagina sembra davvero una sceneggiatura mal scritta, prevedibile, scontata e banale.
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