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La moglie perfetta

Costantini, Roberto <1952- >

Giallo - Marsilio - 2016

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Nel maggio del 2001, a Roma, due coppie, il professore italoamericano Victor Bonocore e la moglie Nicole Steele, il pubblico ministero Bianca Benigni e il marito Nanni. Due matrimoni come tanti, a volte felici, a volte meno. Tra loro una ventenne pericolosa, Scarlett, sorella di Nicole. Intorno, la terra di mezzo del Sordomuto e del Puncicone, gli appalti pubblici, il gioco d'azzardo, l'usura, e la morte atroce di una ragazza, Donatella. Sembra essere l'ennesimo atto di violenza patito da una donna per mano di un uomo violento, l'assassino viene scoperto e giustizia è fatta. O forse no? Quando viene ucciso Victor Bonocore, Michele Balistreri dirige la terza sezione della squadra Mobile e indaga insieme al pm Bianca Benigni. La miscela è esplosiva, le modalità di conduzione dell'indagine contro le sorelle Steele sono fuori dai confini della legge e l'esito è disastroso. L'arresto di Scarlett e Nicole incrina le relazioni tra Italia e Stati Uniti. Tutto finisce male. Nel 2011 una rivelazione inattesa spinge Balistreri a riaprire quel caso rimasto senza colpevoli [...]
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  • Dario Tramacere

    18/02/2018
      

    Un grandissimo ritorno

    Dopo aver letto la straordinaria "trilogia del male" con le sue circa 2000 pagine complessive, in cui la storia personale del protagonosta scorre parallela ad una (verosimile e cupa) storia d'Italia, mi son chiesto cosa aspettarmi ancora da Roberto Costantini e dal suo Michele Balistreri,. Questo romanzo è stata la bellissima risposta, sotto tutti i punti di vista. Nulla si può aggiungere alla trama proposta, perchè non si può rischiare di offrire anticipazioni che priverebbero il lettore della personale scoperta del sorprendente e, ancora una volta, amaro epilogo (comunque non privo di speranza). Costantini si conferma come il mio autore preferito nel genere sia per ispirazione sia per stile.
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  • 3 / 3 utenti hanno trovato utile questo commento
    12/11/2017
      

    Una conferma

    Dopo il capolavoro costruito con la trilogia del Male, Costantini ha elaborato un giallo che vede ancora protagonista il commissario Balistreri, e le aspettative non sono state deluse. La vicenda è ben riassunta nella quarta di copertina, quello che piace sottolineare è la serie di rimandi alle esperienze già narrate nei precedenti romanzi che, a chi come me li ha già letti, suonavano come flashback: Laura Hunt, lo zio Tano e soprattutto Linda Nardi, che ritorna anche in questo libro. La trama vede alternarsi tre io narranti: lo psicologo Annibaldi, la pm Bianca Benigni e lo stesso Balistreri. Il loro racconto è intrecciato e va a comporre la storia che si svolge su due livelli temporali: il 2001 e il 2011. Se è vero che il finale appare un po' imprevedibile e non facilmente intuibile con gli indizi seminati nel racconto, è anche vero che tutti gli accadimenti sono ben studiati per sviare il lettore da conclusioni ovvie eppure, una volta svelate, basate sul ragionamento e la psicologia dei personaggi. Insomma, Costantini è una conferma nel panorama del giallo italiano
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