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In Afghanistan

Stewart, Rory

Ponte alle Grazie - 2005

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Nel gennaio 2002, poco dopo l'invasione delle truppe statunitensi, Rory Stewart imbocca il sentiero che da Herat porta a Kabul, in Afghanistan, attraverso le montagne di Ghor. Lo scopo del viaggio - tutto a piedi - è percorrere le "terre di mezzo", luoghi non irraggiungibili, ma sicuramente non raggiunti dalla modernità. Il suo itinerario afghano, percorso cinquecento anni fa dall'imperatore indiano Babur il Grande, oggi è un sentiero impervio tra pietraie e valli innevate, reso ancor più pericoloso dalla presenza delle mine antiuomo. Chi vi si avventura con la necessaria lentezza ha però la possibilità di scoprire una natura straordinaria, le vestigia architettoniche e il misticismo di antichissime dinastie ormai estinte.
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  • 1 / 1 utenti hanno trovato utile questo commento

    Marco Pacchierotti

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    15/04/2019   

    Camminando, s'impara

    Ho preso in prestito questo libro, perché sono convinto, con Paolo Rumiz, che è proprio vero: camminando si impara. E volendo farmi una sia pur vaga idea dell'Afghanistan di oggi, ho pensato che l'ideale fosse un libro di viaggio (sia pure non attualissimo, ma comunque post-11 settembre 2001), il cui protagonista si spostasse a piedi. E la mia fiducia è stata ampiamente ripagata. Chi seguirà Rory Stewart, non se ne pentirà affatto. Da Herat a Kabul, attraversiamo coi suoi occhi un paese, le sue diverse etnie, i pregiudizi e capiamo una verità fondamentale. L'Homo Sapiens (o sedicente tale) è nomade nell'intimo, tanto per curiosità che per necessità. E chi ha un figlio adottivo afghano capirà tante cose . . . Da leggere assolutamente.
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