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Gratitudine

Sacks, Oliver

Adelphi - 2016

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  • 2 / 2 utenti hanno trovato utile questo commento

    Benedetto Morgera

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    15/09/2021
      

    Dal berillio al polonio: la vita come una tavola periodica

    In questi quattro scritti, già pubblicati sul New York Times e poi raccolti in volume nel 2015, Oliver Sacks [1933-2015] si congeda dai suoi estimatori nella consapevolezza di una fine prossima. Nonostante la malattia, si cimenta in un'ultima danza sul palcoscenico della vita fissando bene in faccia la morte. Ricordo ancora nel '90 l'emozione che provai nell'ascoltarlo illustrare, nella presentazione/conferenza a La Sapienza di Roma, i contenuti del suo appena tradotto in Italia "Vedere voci". In quel libro Sacks raccoglieva tutto quello che in futuro sarebbe stato imprescindibile conoscere sul mondo dei sordi, realtà che aveva iniziato ad indagare mosso da quella curiosità che spesso lo ha spinto lontano dagli ambiti della neurologia e della psichiatria. Questa sua "voracità" di sapere e di confrontarsi lo colloca senza dubbio fra i grandi della ricerca scientifica. Queste di "Gratitudine" sono pagine vitalissime e piene - appunto - di gratitudine per l'empatia che i lettori hanno sempre mostrato nei confronti del suo garbo e della sua "semplicità" nel condividere le sue avventure di scienziato. Da non perdere.
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  • 2 / 3 utenti hanno trovato utile questo commento
    31/10/2018   

    Poche righe...molta prospettiva

    Un racconto di come la logica che porta da A a B non viene mai ridotta all'essenziale, cosi come la conoscenza.
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  • 1 / 2 utenti hanno trovato utile questo commento
    14/07/2018
      

    gratitudine

    Grazie ancora dottor Sacks, per l'ultima volta
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