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Ghetti

Buccini, Goffredo

Solferino - 2019

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In Italia si combatte ormai da anni una guerriglia civile tra cittadini dimenticati. Lo Stato sembra aver perso sovranità su vaste aree del territorio nazionale: ghetti urbani dove tutto può accadere, buchi neri della nostra convivenza nei quali gli unici vincitori sono il degrado e la criminalità vecchia e nuova. Solo quando il conflitto sociale tra ultimi e penultimi è deflagrato, la politica ha cominciato a prestarvi attenzione: e soltanto perché alla miscela esplosiva di povertà e isolamento s'è aggiunta nel tempo la difficile integrazione degli immigrati, resa ancora più evidente da casi di cronaca come l'omicidio di Pamela Mastropietro, un anno fa a Macerata, o la tragica fine di Desirée Mariottini, in un palazzo di Roma abbandonato in mano a spacciatori africani. Dove non arrivava la visione strategica è arrivato il calcolo elettorale. Destra e sinistra per vent'anni non hanno neppure provato a intervenire seriamente, come se non fosse chiaro che le periferie (non solo geografiche) sono la vera trincea della democrazia [...]
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  • 3 / 4 utenti hanno trovato utile questo commento
    15/04/2019
      

    «Bruciamoli tutti…anche i bambini, tanto dopo diventano come i grandi, zingari schifosi.» Pag. 159

    Il testo contiene un’esauriente descrizione della situazione sociale, economica e umana delle periferie geografiche ed esistenziali del nostro Paese: luoghi di povertà, che per la politica rappresentano soltanto una riserva di voti a cui attingere per fini elettorali o di propaganda, sollecitando tra le persone che ci vivono “una paura pubblica e la minaccia incombente di un nemico”. L’autore non ha uno sguardo pessimista, non mette in luce solo i drammi umani che, purtroppo, abbiamo conosciuto sulla cronaca nera dei giornali. Egli considera le periferie una grande sfida e una nuova opportunità per la classe politica, che dovrebbe stimolare gli Italiani a riprovare, verso tutti, quel sentimento solidale di fratellanza, in parte perduto, per vivere “una partita lunga da disputare insieme come comunità”.
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