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Da parte di madre

De Paolis, Federica <1971- ; Roma>

narrativa Giangiacomo Feltrinelli Editore 2024

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Allegra ed entusiasta, oppure malinconica e afflitta. Bellissima e fragile, con lo sguardo appena velato da “certi pensieri soffocati”. Così Federica racconta sua madre, la “fantasmagorica mamma bionda” dai gesti istrionici, dal portamento elegante e disinvolto attraverso cui traspare, in filigrana, un’irrimediabile insicurezza. [...]
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  • Francesco Capozzo

    08/07/2025   

    Per troppo Amore

    Se è veramente autobiografico il libro, "Da parte di madre", posso dire che Federica De Paolis ha fatto un ottimo lavoro e ritengo che non sia stato niente facile, da figlia, vivere con l'ansia e il TRABOCCHEVOLE amore di sua madre. La sua "necessità" di dare e soprattutto di ricevere affetto, al punto di rivolgersi ad una cartomante, o di essere malmenata, picchiata o al sottoporsi ad interventi di chirurgia plastica, pur di non perdere il suo unico scopo di vita.
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  • 3 / 3 utenti hanno trovato utile questo commento

    Daniela Bertoglio

    16/03/2025
      

    Federica De Paolis racconta la storia della madre Paola Punturieri, delle sue relazioni tossiche, il suo voler essere più amica che madre, e della relazione quasi simbiotica con la figlia, con un rapporto che nel corso del tempo si rovescia, ed è la figlia a fare da genitrice alla madre. Una storia scandita dalle case dove le due donne hanno abitato, dopo la separazione di Paola dal marito, in una Roma degli anni '70 ed '80, tra il centro storico e la collina Fleming. Paola era una donna molto bella, che, come la sorella Marina (Lante della Rovere, o Ripa di Meana) ha fatto per un periodo la stilista, poi l'attrice di fotoromanzi, una donna indipendente che però non ha mai saputo amare sé stessa, né insegnarlo alla figlia, arrivata alla consapevolezza grazie all'analista. E' un memoir, l'ennesimo memoir mi viene da dire, che si legge velocemente, lo stile è scorrevolissimo, ma alla fine mi ha lasciato poco, non ho provato empatia per i personaggi, mi è sembrata una lettura sostanzialmente inutile.
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  • 4 / 4 utenti hanno trovato utile questo commento
    13/09/2024
      

    Memorie di figlia tra case e ricordi

    In questo romanzo autobiografico, l’autrice ripercorre il legame profondo e complesso con sua madre, dando luogo a un viaggio che si snoda attraverso le fasi cruciali della vita: dall’infanzia fino all’età adulta. Il racconto è scandito dalle diverse abitazioni in cui madre e figlia hanno vissuto, con ogni casa che diventa un vero e proprio archivio emotivo, testimone silenzioso di ricordi e momenti significativi. Ciascuna casa assume il ruolo di testimone del passato, una sorta di microcosmo in cui sono contenuti ricordi, emozioni e momenti chiave della vita. La figura materna emerge come un personaggio ambivalente e sfaccettato: affascinante e fragile, forte e vulnerabile al tempo stesso. La bellezza, il carisma e la passione della madre convivono con una profonda insicurezza e una tendenza a vivere al limite. Questo dualismo influenza profondamente la figlia, che cresce in un ambiente intriso di amore e conflitto, ammirazione e distanza. La madre diventa sia un modello da seguire che una gabbia da cui sfuggire: pur essendo irresistibilmente attratta da questa figura complessa, la figlia è anche spinta a differenziarsi, cercando di evitare di replicare lo stesso destino. Federica, la protagonista, si dibatte tra il desiderio di non assomigliare alla madre e l’inevitabile attrazione verso di lei. Non vuole amare come sua madre, schiava dell'amore, ma allo stesso tempo ne rimane affascinata. Questo rapporto denso di contraddizioni si traduce in una relazione profonda e incondizionata, in cui il ruolo di chi accudisce e di chi viene accudito si confonde: chi è la madre e chi è la figlia? Chi si prende cura di chi? La scrittura diventa per l’autrice uno strumento di elaborazione del lutto, un mezzo per costruire un ponte tra passato e presente. Attraverso i ricordi della madre, Federica cerca di comprendere le proprie radici e di accettare le sue fragilità. Il romanzo si rivela così un atto d'amore, ma anche un percorso di autoconoscenza e di emancipazione. L’autrice ammette: “Ho impiegato quasi vent’anni per scrivere questo libro. I miei ricordi si sono modificati nel corso del tempo. Questo romanzo non è che la mia personale e soggettiva ricostruzione di un pezzo di vita.” Un lungo processo necessario per elaborare i i ricordi e trasformarli in narrazione, perché la memoria non è statica, ma cambia e si evolve con il tempo, influenzata da nuove esperienze, riflessioni e, talvolta, dalla distanza emotiva dagli eventi vissuti. L’ennesima autofiction sull’abusato tema del rapporto madre-figlia? Sì, ma ben scritto, con la giusta dose di ironia e leggerezza, con quel tanto di disincanto che evita la retorica o la commiserazione. A tratti tragico, in altri capace di strappare sorrisi, ne risulta un racconto che coinvolge emotivamente senza mai scadere nell’ovvio.
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  • 2 / 2 utenti hanno trovato utile questo commento
    26/06/2024
      

    Bello

    Brava, molto brava la De Paolis a restituirci sia l'immagine di sé stessa adolescente sia quella "sbilanciata"di una mamma -amica che si avvicina troppo al livello della figlia e che eppure per questa rimane una figura fondamentale, amata e nello stesso tempo detestata visceralmente, come del resto accade quasi sempre tra figlie e madri. Le parti più belle, però, sono proprio quelle delle esperienza da sola di Federica, che combatte contro il proprio peso, contro il proprio disagio, cercando un posto nel mondo che non sia quello della bellezza ineluttabile (ricordiamo che madre e zia sono le celebri sorelle Punturieri, di cui la seconda si è trasformata in Marina Lante Della Rovere, post Ripa di Meana, mentre la cugina Lucrezia L. Della R. è l'attrice) bensì della riflessione e dell'arte. Poi, c'è questa folla di comprimari, battezzati da lei con nomi da favola, affrescati con tocchi felicissimi di pennello. E infine c'è Roma, dalla fine degli anni '70 in poi, non solo "bene" come ci si aspetterebbe. Una bella autobiografia - memoir, scritta molto molto bene. Consiglio.
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