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Cecità

Saramago, José

Feltrinelli Editore - 2010

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In un tempo e un luogo non precisati, all'improvviso l'intera popolazione diventa cieca per un'inspiegabile epidemia. Chi è colpito da questo male si trova come avvolto in una nube lattiginosa e non ci vede più. Le reazioni psicologiche degli anonimi protagonisti sono devastanti, con un'esplosione di terrore e violenza, e gli effetti di questa misteriosa patologia sulla convivenza sociale risulteranno drammatici. I primi colpiti dal male vengono infatti rinchiusi in un ex manicomio per la paura del contagio e l'insensibilità altrui, e qui si manifesta tutto l'orrore di cui l'uomo sa essere capace. Nel suo racconto fantastico, Saramago disegna la grande metafora di un'umanità bestiale e feroce, incapace di vedere e distinguere le cose su una base di razionalità, artefice di abbrutimento, violenza, degradazione. Ne deriva un romanzo di valenza universale sull'indifferenza e l'egoismo, sul potere e la sopraffazione, sulla guerra di tutti contro tutti, una dura denuncia del buio della ragione, con un catartico spiraglio di luce e salvezza [...]
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  • 1 / 1 utenti hanno trovato utile questo commento
    22/05/2018
      

    cechi che vedono

    un libro che tutti dovrebbero leggere per uscire dal proprio quotidiano e capire che, al di là dei proprio dolori personali, c'è sempre un luogo in cui possiamo incontrarci.
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  • 1 / 1 utenti hanno trovato utile questo commento
    16/04/2018
      

    meraviglioso

    In una città sconosciuta inaspettatamente scoppia un'epidemia di cecità bianca che colpisce pian piano tutti gli abitanti tranne una donna, unica testimone oculare di ciò che accade..nessuno ha un nome, ciascuno è identificato da una caratteristica collegata alla vista.. è molto più di un libro, un'allegoria sulla natura umana che nel momento del disagio mette in evidenza tutta la malvagità, la mancanza di rispetto, l' egoismo di cui un essere umano può essere capace. Un romanzo che rimane dentro, che colpisce e fa riflettere. Un vero e proprio CAPOLAVORO.
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