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Anche le parole sono nomadi : i vinti e futuri vincitori cantati da Fabrizio De André

Chiarelettere - 2018

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Fabrizio De André si è espresso artisticamente attraverso i brani che ha inciso nei suoi album e cantato durante i suoi concerti. Questo libro nasce dal desiderio di leggere, insieme e di nuovo, quei testi, scritti da Fabrizio De André o insieme ai suoi preziosi collaboratori, per riflettere sui contenuti che ha posto alla sua e nostra attenzione: gli ultimi, gli emarginati, il potere, la libertà, l'anarchia, la guerra, solo per citarne alcuni. In queste pagine sono raccolti più di quaranta brani che si sviluppano seguendo un nuovo percorso, curato dalla Fondazione Fabrizio De André Onlus, in cui le storie, i volti e i sentimenti cantati da Fabrizio De André non ci parlano solo di vite negate e di vite subite, ma anche di riscatto. Ad accompagnare i testi delle canzoni, le introduzioni e le riflessioni con cui De André presentava i brani in scaletta durante i concerti, alcune delle quali inedite o mai proposte in volume. Un libro non solo per gli appassionati del cantautore genovese ma anche per chi, come i più giovani, desidera scoprirlo [...]
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  • Benedetto Morgera

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    14/02/2020
      

    agli amici fragili... ma poi non così tanto

    Ultimo pregevole lavoro dell'omonima Fondazione che si occupa di seguire l'importante eredità lasciataci dal grande Faber. Emozionante rileggere i testi qui selezionati e intervallati da interventi dal palco, appunti e sue riflessioni da dopo concerto. Non dirò qui che alcuni suoi testi possono essere considerate delle vere e proprie poesie perché, come sosteneva Croce, e De André si divertiva a ricordarlo in alcune interviste, dopo i venti anni scrivono poesie solo i veri poeti e gli imbecilli. Le sue sono solo canzoni -stupende ed inarrivabili per nitore di voce, preziosità della dizione e composizione- ma anche nobili quinte di una comune scena che ci è toccato calcare nei suoi stessi anni di ricerca appassionata e "in direzione ostinatamente contraria". Da leggere e far conoscere a quei giovanissimi che, faccio fatica a credere che ce ne siano, non hanno ancora incontrato il suo mondo autoriale.
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