L’estate sta finendo a Màkari. E settembre è un mese difficile, anche per Saverio Lamanna: si prepara a dover salutare Suleima, che concluso il suo lavoro stagionale deve ripartire per il Nord. Forse proprio per questo, per evitare saluti e separazioni, senza pensarci due volte, accetta un lavoro che lo porta lontano dalla Sicilia.
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Disoccupato ormai da alcuni mesi, dopo il licenziamento in tronco dal ruolo di portavoce di un sottosegretario, ancora senza soldi - malgrado abbia già pubblicato qualche libro - Lamanna raccoglie al volo l’offerta di curare le pubbliche relazioni per conto di una giovane produttrice cinematografica romana che deve presentare un film alla Mostra del Cinema di Venezia. E così sbarca al Lido con il fidato Peppe Piccionello che presto animerà le giornate mondane della mostra. Il lavoro di pubbliche relazioni di Lamanna in realtà nasconde un altro obiettivo: proteggere la giovane e ricca produttrice dal suo fidanzato un po’ troppo manesco. Tra incontri con vecchie amiche, rimpianti per Suleima, nuove tentazioni e antichi desideri, la permanenza di Lamanna tra gli hotel e i bar del Lido - popolati da attori, star internazionali, critici cinematografici e intellettuali da cocktail - si trasforma in tragedia. Un omicidio con un assassino per niente misterioso scatena la caccia all’uomo, così come tambureggiano i telegiornali con frase fatta. Ma quando l’autore del delitto è ormai alle strette, le cose cominciano a sfuggire. Nel mondo delle immagini, della finzione cinematografica, dello spettacolo dell’ipocrisia, non è facile trovare il filo che porta alla verità.