L'A. sfida il racconto di genere e apre la porta dell'orrore. in modo ironico, attingendo al grottesco, i come al comico, tastando l'angoscia, e rammentando... la paura.
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Ci consegna una galleria di memorabili mostri: gli adolescenti senza prospettiva o speranza, il Wenge, creatura misteriosa che semina panico e morte, il plutocrate russo che vuole sbarazzarsi di un albero secolare, una Madonna che invece di piangere ride, il manager che vuole ridimensionare un museo egizio sfidando una mummia vendicativa. L'A.scende negli anfratti del Male ai fini di mttere disordine, promettere il brivido più cupo e la risata liberatoria e per accendere l'immaginazione intorno ai mostri che sono i nostri falsi amici, i nostri veleni, le nostre menzogne.