Una giovane coppia in fuga dai nazisti, Fernand e André, trascorre il periodo della guerra in un beato ma angoscioso isolamento insieme ad alcuni amici ebrei. La promessa che si fanno è poter tornare un giorno alla casa del sogno, la villa a picco sul mare nel sud della Francia, posta sotto un enorme faro bianco.
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Molti loro amici e conoscenti sono destinati a terribili viaggi nei treni piombati, alla diaspora degli affetti, perdita dell'identità prima ancora che della vita, mentre loro due ce la faranno. Dopo la guerra Fernande vive fra Parigi e la casa del sogno, ma il matrimonio con André diventa un rapporto di confidenza e intimità, simili a quelle che caratterizzano gli amici. Nel frattempo Fernande incontra il Poeta che la eleggerà a musa ispiratrice della sua arte regalandole una trasgressione venata di dolcezza. Il passato però è sempre li, presenza costante, incancellabile, terribilmente dolorosa, qualcosa che 'non passa, non passa, non passa per nessuno di noi', perché ciò che è accaduto è inestirpabile, e tutti i personaggi lo incarnano, lo rivivono, non ne parlano mai. Il v. deve il titolo a un verso di Primo Levi ed è un romanzo che vuole ricomporre lo specchio infranto della memoria di chi sopravvive.