Capita che una mattina entrino in classe due tizi e che portino via il professore di filosofia.
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Se sei nel Cile di Pinochet questo vuol dire una cosa: che il professore rischia di divenire un desaparecido, pericolo che si corre quando si riempie la testa dei ragazzi con le minacciose idee di rivoluzionari come Socrate e Platone o quando si fa leggere l'Etica di Aristotele, o quando si insegna che il bene è il bene e la giustizia è la giustizia. Ma il professor Santos è anche il padre di Nico, che, seduto in un banco della classe, assiste impotente all'arresto (rapimento) del genitore. Il padre della sua fidanzata si trova in altra situazione, migliore solo di poco. Adrián Bettini è il più bravo pubblicitario del paese o... lo era prima che il regime lo costringesse a una specie di sofferto esilio. Quando (è il 1988) Pinochet decide di indire un referendum su se stesso, per dare una patina di democrazia e legittimità popolare alla sua dittatura, Bettini riceve dal famigerato ministro degli Interni una proposta che lo lascia spiazzato, a dir poco: dirigere la campagna per il Sì. Pochi avrebbero il coraggio di rifiutare e ancor meno quelli che accetterebbero di guidare la campagna del No, il fronte delle opposizioni. Chi potrebbe essere tanto pazzo da rischiare la vita per lanciarsi in una missione cosi disperata come convincere un paese rassegnato, piegato da decenni di regime cieco e violento, a dire No! e tornare a sorridere? Chi?