Trieste 1944. Marta ha 17 anni, "un’età in cui tutto ci accontentava e ci faceva sorridere". I sorrisi le vengono brutalmente strappati la sera del 29 marzo, le SS fanno irruzione in casa e prelevano la famiglia Ascoli, che per metà è ebrea. Inizia un calvario senza fine.
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Risiera di San Sabba, separazione dalla madre, viaggio terribile verso Auschwitz, unica donna in un convoglio di uomini per non abbandonare il padre.; poi Birkenau, Bergen-Belsen, la neve, i lavori forzati, la denutrizione, le malattie, le torture. Marta resta attaccata alla vita con tutte le sue forze e, quando stremata decide di farla finita lanciandosi contro il filo spinato, la sentinella che la scopre non spara. Vedrà il giorno della liberazione per mano degli inglesi il 15 aprile 1945 e riuscirà, con gioia immensa, a tornare a casa.