Diario di prigionia, pubblicato postumo, di Giovannino Guareschi, che, tenente di artiglieria da poco richiamato alle armi, all'età di 35 anni fu catturato dai tedeschi ad Alessandria, subito dopo l'8 settembre del 1943, e, avendo rifiutato di collaborare con essi, divenne uno di quei seicentomila "resistenti-inesistenti" che furono gli IMI (Internati Militari Italiani).
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Al momento della cattura pesava 89 chili e al ritorno, dopo diciannove mesi, il 4 settembre del 1945, solo 54. Il 1 dicembre 1943, dopo un mese di internamento nel lager di Beniaminovosi, si definì un combattente senza armi, in lotta permanente contro la fame, il freddo, la tubercolosi, la sporcizia, le pulci e i pidocchi che "non sono meno micidiali delle palle di schioppo". La cronaca del suo angoscioso quotidiano nei diversi lager in cui fu trasferito, ricca di notazioni sul tempo atmosferico, sulla salute, sull'umore, sulle razioni alimentari, sulle attività culturali organizzate nei campi, sui pensieri e sui sogni, è una potente rappresentazione del dramma di tutti gli internati militari italiani. Il titolo di Grande Diario fu dato dallo stesso autore, per distinguerlo dal "piccolo" Diario clandestino, pubblicato nel 1949. (A5)