Il v. fu pubblicato a Londra nel 1985. L'A.
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è un neurologo ma molte altre cose insieme: «Mi sento infatti medico e naturalista al tempo stesso; mi interessano in pari misura le malattie e le persone; e forse anche sono insieme, benché in modo insoddisfacente, un teorico e un drammaturgo, sono attratto dall’aspetto romanzesco non meno che da quello scientifico, e li vedo continuamente entrambi nella condizione umana, non ultima in quella che è la condizione umana per eccellenza, la malattia: gli animali si ammalano, ma solo l’uomo cade radicalmente in preda alla malattia». Nel libro sono una serie di casi clinici, che l'A. stesso chiama «storie o fiabe» perchè fanno parte anche della propria esperienza. Un giorno, Sacks si trovò dinanzi 'l’uomo che scambiò sua moglie per un cappello' e 'il marinaio perduto': persone apparentemente normali, l’uno illustre insegnante di musica, l’altro vigoroso uomo di mare, in entrambe delle quali si apriva una voragine invisibile quasi avesserno perduto un pezzo di vita e qualcosa costitutivo di sé. Il musicista carezzava distrattamente i parchimetri credendo fossero teste di bambini, il marinaio non poteva essere ipnotizzato non ricordando le parole dette un attimo prima dall’ipnotizzatore: Sacks riscatta queste vite e queste storie e, per capacità di identificazione con la sofferenza, con la perdita o la sovrabbondanza, riesce a ristabilire un contatto, spesso labile, delicatissimo, ma sempre prezioso per i pazienti e per noi, con mondi remoti altrimenti muti.