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venerdì
30
marzo

Laura allo specchio, spettacolo dedicato a Laura Betti e Pier Paolo Pasolini

30 marzo ore 21 al Teatro Biblioteca Quarticciolo

 

 
Spettacolo dedicato a Laura Betti e Pier Paolo Pasolini
scritto da Fernando Pannullo, da un'idea di Fatima Scialdone
Al pianoforte Francesco Bancalari
Con la partecipazione alla chitarra di Fausto Mesolella
Costumi Isabella Scialdone, Movimenti coreografici Carlo Del Giudice, Organizzazione Roberto Di Palma

Laura allo specchio,
interpretato da Fatima Scialdone, è un monologo con musica e canzoni che ripropone la figura di Laura Betti, grande attrice di cinema e teatro degli anni sessanta. Laura Betti, prima “One woman- show italiana" ad aver inventato una forma di cabaret sconosciuta in Italia, anche se praticata da tempo in Francia, debutta a Parigi contemporaneamente alle grandi artiste francesi Piaf, Barbara Juliette Greco, diventandone amica. 
Novello Narciso si ammira, si confessa, parla del suo presente e del suo passato. Ci rivela la grande svolta della sua vita: l’incontro con Pier Paolo Pasolini che entra quasi di soppiatto nella sua vita e vi resta condizionandola per sempre. Diventa “la sua moglie non carnale” in un legame che le procurerà frutti notevoli sul piano artistico ma anche inaudite sofferenze. 
Fausto Mesolella apre lo spettacolo con voce solista, accompagnato dalla sua chitarra in una versione straordinaria di “ Come le nuvole” che Pasolini scrisse dedicandola a Laura Betti,  e affidando a Domenico Modugno la composizione della musica. Fausto Mesolella accompagna tutto lo spettacolo sottolineando con la voce della sua chitarra i momenti musicali e quelli del racconto in una sapiente miscela di suoni e melodie che complici del pianoforte rendono la parola e l’immagine ancora più colorata , comica e toccante. Musicista, produttore discografico, Fausto Mesolella vanta numerose collaborazioni prestigiose, dagli Avion Travel a Paolo Conte.
Fatima Scialdone, laureata presso l'Accademia d'Arte Drammatica Silvio D'amico, è un'attrice a 360 gradi. Presente dal 1982 sulla scena, ha lavorato pe il teatro, il cinema, la televisione e la radio, oggi è anche Direttore Artistico dell'Associazione Culturale Tango Eventi.

Qualcosa di scritto. La storia quasi vera di un incontro impossibile con Pier Paolo Pasolini, di Emanuele Trevi

"Sono rarissimi gli incontri che davvero, come si dice, lasciano un segno. Parlo di un segno indelebile – più una cicatrice o anche un’amputazione che un sistema di ricordi. La maggior parte delle persone che incontriamo, è triste dirlo, non determina in noi nessuna reazione profonda, meno che mai un cambiamento anche minimo. Saremmo perfettamente gli stessi senza averle mai conosciute. Ma questa deprimente regola non fa che rendere l’eccezione più pericolosa. Ci sono pur sempre degli individui che svolgono nella vita dei loro simili un ruolo che non saprei definire meglio che catastrofico".

IL LIBRO

Roma, primi anni Novanta. Mentre i sogni del Novecento volgono a una fine inesorabile e Berlusconi si avvia a prendere il potere, uno scrittore trentenne cinico e ingenuo, sbadato e profondo assieme trova lavoro in un archivio, il Fondo Pier Paolo Pasolini. Su quel dedalo di carte racchiuso in un palazzone del quartiere Prati, regna una bisbetica Laura Betti sul viale del tramonto: ma l’incontro con la folle eroina di questo libro, sedicente eppure autentica erede spirituale del poeta friulano, equivale per il giovane a un incontro con Pasolini stesso, come se l’attrice di Teorema fosse plasmata, posseduta dalla sua presenza viva, dal suo itinerario privato di indefesso sperimentatore sessuale e dalla sua vicenda pubblica d’arte, eresia e provocazione. Qualcosa di scritto racconta la linea d’ombra di questo contagio e l’inevitabile congedo da esso – un congedo dall’adolescenza e da un’intera epoca; ma racconta anche un’altra vicenda, quella di un’iniziazione ai misteri, di un accesso ai più riposti ed eterni segreti della vita. Una storia nascosta in Petrolio, il romanzo incompiuto di Pasolini che vide la luce nel 1992 e che rivive qui in un’interpretazione radicale e illuminante. Una storia che condurrà il lettore per due volte in Grecia, alla sacra Eleusi: come guida, prima il grandioso libro postumo di Pier Paolo Pasolini, poi il disincanto della nostra epoca – in cui può tuttavia brillare ancora il paradossale lampo del mistero.


L’AUTORE
Emanuele Trevi
(Roma, 1964) è scrittore e critico letterario. Ha esordito come autore di narrativa con I cani del nulla (Einaudi, 2003) e ha pubblicato per la collana Contromano di Laterza Senza verso (2005) e L’onda del porto (2005). Il suo ultimo romanzo è Il libro della gioia perpetua (Rizzoli, 2010). È autore di numerose curatele e saggi: fra questi, i volumi Istruzioni per l’uso del lupo (Castelvecchi, 1994) e Musica distante (Mondadori, 1997). Ha inoltre pubblicato i libri-intervista Invasioni controllate (con Mario Trevi, Castelvecchi, 2007) e Letteratura e libertà (con Raffaele La Capria, Fandango, 2009). Collabora con la Repubblica, il manifesto, Il Messaggero e Il Foglio. È conduttore di programmi radiofonici per Rai Radio 3.

 

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